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domenica 14 settembre 2025

NUOVO “KŌ BY 99 SUSHI BAR”: SUPER ACCOGLIENTE E MAGICO LOCALE AL MITICO STADIO “SANTIAGO BERNABÉU” DI MADRID.

 


Tra tutte le bellezze che si possono ammirare nella meravigliosa Capitale Spagnola, Madrid, una Città che amo moltissimo, c’è lo “Stadio Santiago Bernabéu” che è sempre stato una particolare e fascinosa costruzione e con l’ultimissima ristrutturazione è diventato qualcosa di magnifico.

Lo storico  “Stadio Santiago Bernabéu” (la fabbrica dei sogni) è la “Casa” della prestigiosa e famosa squadra di calcio del Real Madrid (l’altra squadra della Città l’Atletico Madrid ha un altro Stadio il “Vicente Calderon”).

Il grande e imponente “Stadio Santiago Bernabéu” è ubicato in una zona centrale di Madrid e si affaccia su una delle strade più importanti della Capitale il “Paseo de la Castellana” a pochi passi dal Palazzo dei Congressi e dal Ministero della Difesa Spagnolo.

In origine lo Stadioinaugurato nel 1924, non era più adatto al numero crescente di spettatori pertanto la prima ristrutturazione avvenne con i lavori iniziati nel 1944, su progetto dell'Architetto José María Castell García de la Cruz e un plastico degli Architetti Manuel Muñoz Monasterio e Luis Alemany Soler, che terminarono nel 1947, e il 14 Dicembre dello stesso anno ci fu l’inaugurazione. Lo Stadio, a quel tempo il più grande e moderno d’Europa, mantenne il vecchio nome di “Chamartin” con l’aggiunta, davanti, del termine “Nuovo”.

Nel 1955, più precisamente il 4 Gennaio, lo Stadio di Madrid fu ribattezzato Santiago Bernabéu” in onore di Santiago Bernabéu Yeste (1895 - 1978) che alla squadra del Real Madrid, nata nel 1902, ha dedicato tutta la sua vita (si assentò solo nel periodo della Guerra Civile Spagnola, Luglio 1936 - Aprile 1939, partecipandovi nelle file dell’Esercito Nazionalista). Santiago entrò nel Real Madrid come calciatore nella squadra juniores, all’età di 14 anni, successivamente fu un grande giocatore e poi per molti anni anche il capitano, “attaccate al chiodo le scarpette”, nel 1927 divenne l’allenatore e infine dal 1943 al 1978 fu l’amato Presidente (il più amato di sempre).

Con Santiago Bernabéu Yeste il Real Madrid ha avuto una storia straordinaria e un’infinità di vittorie e record, diventando il Secondo Club Calcistico più Titolato del Mondo e Primo per le Vittorie Internazionali.

Nel 2003 lo “Stadio Santiago Bernabèu” (80.354 posti a sedere) ha subito importanti modifiche per la messa a norma e per l’adeguamento ai regolamenti dell’Union of European Football Associations (U.E.F.A.).

Grazie a un gigantesco progetto rinnovativo, vinto nel 2014 dal Team composto da “GMP Architekten”, “L35 Arquitectos” e “Ribas & Ribas Arquitectos” e realizzato in 10 anni con un impegno economico di oltre un miliardo e trecentocinquanta milioni di euro, il nuovoSantiago Bernabéuha aperto i suoi cancelli per la stagione sportiva 2024/25.

Assolutamente fantascientifico il nuovo gigantesco guscio in acciaio che avvolge la struttura vera e propria dello Stadio (che ora può ospitare 85mila spettatori) con le diverse curve del suo profilo, composto da 7.500 doghe orizzontali in acciaio inossidabile con un effetto frangisole. Tutta la struttura regala un effetto dinamico che fa vivere l’edificio in modo sempre diverso durante il giorno agli occhi dell’osservatore, sia dalla “Plaza de los Sagrados Corazones” sia dalle Vie circostanti (Avenida de Concha Espina, Paseo de la Castellana, Calle de Rafael Salgado, Calle del Padre Damián), ancor più esaltato dalla retroilluminazione a led notturna. Altre spettacolari innovazioni sono il grande tetto retrattile di 106 metri e del peso 35mila tonnellate, che si apre o chiude in soli 35 minuti, come pure il campo da gioco a scomparsa.

Il “campo retrattile a scomparsa” si basa sul meccanismo di suddivisione del campo principale, in erba naturale per il calcio, in 6 sezioni longitudinali di 15 metri di larghezza ciascuna, che vengono fatte scorrere in orizzontale, grazie a 12 unità a binario, verso il lato Ovest dove c’è la Tribuna Castellana, e poi impilate a scomparsa in verticale, da un sistema automatico, all’interno di un incasso sotterraneo che scende fino a quota “meno 35 metri”. Le sezioni longitudinali, portate sottoterra, vengono accomodate in un hangar specifico dotato di sistemi di irrigazione e illuminazione artificiale che garantiscono il mantenimento della superficie erbosa e le condizioni ottimali in vista della successiva rimessa in posizione.

La scomparsa del prato principale svela poi il sottofondo secondario in superficie, un campo in erba artificiale che può essere adattato, coperto o attrezzato per qualunque altro evento, fiera o concerto musicale.

Lo “Stadio Santiago Bernabéu” è sempre stato anche un accogliente struttura per attività come il “Museo del Real Madrid” o attività commerciali come il “Negozio Ufficiale del Real Madrid”, le “Aree VIP”, i Bar e i Ristoranti.

Proprio grazie al rinnovamento dello Stadio stesso che nel Mese di Gennaio 2025 è stato inaugurato il nuovoKŌ by 99 Sushi Bar”.

KŌ by 99 Sushi Bar” è una emanazione del “Gruppo Bambú”, nato a Madrid nel 2005 con al comando bravi manager come i fratelli Fernando e Pedro de León, ed è erede dell'eccellenza gastronomica già esibita dai quattro99 Sushi Bar” di Madrid.

I “99 Sushi Bar” sono una catena di super premiati Locali (anche dalla Guida Michelin) di alta Cucina Giapponese con Sedi oltreché a Madrid a Barcellona e Marbella in Spagna, ad Abu Dhabi e a Dubai negli Emirati Arabi Uniti, a Rabat la Capitale del Marocco e in Germania a Monaco.

Il “KŌ by 99 Sushi Bar” dello Stadio Santiago Bernabéu nasce con la filosofia di una moderna e vivace “Izakaya”.

Un' “Izakaya” (居酒屋) è un particolare Locale Giapponese decisamente informale che combina le funzioni di un Pub, di una Taverna e di un Ristorante, dove è possibile consumare bevande e un'ampia varietà di cibi da condividere in un'atmosfera vivace e rilassata. A differenza di un Ristorante Tradizionale, in un'“Izakayail cibo non è l'elemento essenziale, ma uno dei tanti aspetti che contribuiscono a offrire un'esperienza più completa.

Al “KŌ by 99 Sushi Bar” si accede da Calle Padre Damián 3, che corrisponde alla “Porta 39” dello Stadio, tramite gli ascensori si sale al Decimo Piano, il livello più alto. Passata la porta d’ingresso e la Reception si entra nel Locale che con i suoi 600 m² può ospitare ben 99 clienti: una Sala principale, due SaleVIP” e una splendida Terrazza con vista unica (la migliore) e mozzafiato sul maestoso prato del Santiago Bernabéu.

L’interno di “KŌ by 99 Sushi Bar” è assolutamente spettacolare e lussuoso, è stato curato nei minimi dettagli da Pedro de León e da Jaime Castañeda, “CEOInternazionale del Gruppo Bambú.

Una delle caratteristiche più sorprendenti del Locale sono le colonne di cemento che lo attraversano (fanno parte della struttura dello Stadio), infatti sono state ricoperte da una speciale vernice dorata che conferisce all’insieme un carattere davvero unico e particolare. Sul pavimento, accanto a eleganti decorazioni, anche le crepe sono state riempite di vernice dorata in omaggio alla tecnica “Kintsugi”.

Il “Kintsugi” ( 金継ぎ) l'antica Arte (e Filosofia) Giapponese che letteralmente significa “unire con l'oro”. Invece di nascondere i danni, questa tecnica ripara ceramiche rotte utilizzando una lacca speciale mescolata con polvere d'oro, evidenziando le fratture e trasformando le "cicatrici" in elementi decorativi preziosi.

Al “KŌ by 99 Sushi Bar” per le decorazioni e per l'interior design, dove predominano i toni scuri e le finiture dorate fanno da contrasto, sono stati scelti materiali naturali di alta qualità come pietre selezionate e legni di diversa provenienza, non mancano specchi, marmi e mini giardini. Anche l’illuminazione è stata attentamente studiata per creare un’atmosfera calda e accogliente grazie alle lampade di design. I grandi banconi di servizio, super attrezzati, sono dei veri protagonisti con la loro imponenza e la loro ricchezza.

Lo Chef Executive del “KŌ by 99 Sushi Bar” è Noam González Herrera un bravissimo professionista che dal 2001 in poi ha lavorato in alcuni importanti Ristoranti Spagnoli e nel 2015 è entrato nel GruppoBambú”.

Il Menù del “KŌ by 99 Sushi Bar” è stato realizzato dal Direttore Culinario del Gruppo, Rubén Guerrero, in collaborazione con lo Chef Executive Noam González Herrera, e offre una proposta ricca, contemporanea, tendenzialmente orientata alla condivisione. Protagonisti assoluti del Menù i cibi cotti sull'iconica griglia Giapponese, “Robata”, che conferisce un sapore affumicato e autentico a pesce, carni e verdure, ma ci sono anche tutte le altre migliori preparazioni della Cucina Giapponese. Tutto è realizzato con materie prime provenienti dai più importanti fornitori Nazionali e Internazionali che garantiscono la massima qualità di tutti gli ingredienti.  

Al “KŌ by 99 Sushi Bar” si possono degustare delizie come: l'“Okonomiyaki” (preparazione agro-dolce a forma di pizza) con emulsione di tartufo e jalapeño - Vari tipi di “Gyoza” (ravioli di carne) -l'Ostrica n. 3 con spuma di yuzu e perla - Una selezione di Tartare - Carpacci - Sashimi - L'“Imperial Moriwase” (una preziosa combinazione di ben 32 pregiati tagli di pesce) - I Ricci di mare - Il Caviale più pregato - I migliori Frutti di Mare - Alcune varietà di “Tempura” (la frittura con la pastella leggera e croccante) -  Il delizioso “Sushi” con il caratteristico equilibrio tra modernità e tradizione e l’uso di diverse tipologie di “Gunkan” (polpette di riso avvolte in un'alga nori o da una striscia sottile di pesce), di “Nigiri” caldi e freddi (polpettine di riso allungate sulle quali vengono adagiate sottili fette di pesce crudo), e di “Maki Sushi” (un particolare tipo di Sushi cilindrico in cui il riso, insieme a ingredienti come pesce e verdure, viene avvolto in un foglio di alga nori e poi tagliato a rondelle).

Altre preparazioni decisamente gustose del Menù sono: l'“Hosomaki” (un piccolo rotolo di alga nori che avvolge il riso per Sushi) di gamberi scarlatti con wasabi fresco e aglio croccante -  Il “99 Jewel Maki” (veri gioielli) con toro di tonno, tartufo, caviale e oro - Il “Futomaki” (un tipo di Sushi a rullo di dimensioni grandi, il cui nome significa proprio "rotolo grande") di granchio reale, ikura e ricci di mare -  Il Pollo ruspante grigliato e glassato con miele di Gochujang ed emulsione di jalapeño - Il Branzino dell'Atlantico con miso bianco e salsa mojo.

La tenerissima e burrosa carne Giapponese che viene usata è la migliore e nei tagli più pregiati come “Kagoshima Wagyu A5” e “Miyazaki Wagyu A5”, che hanno il punteggio più alto nella scala di valutazione della qualità della carne per marmorizzazione, colore, consistenza e brillantezza del grasso.

La Carta dei Vini è molto selezionata e ricca, oltre 250 Etichette tra Nazionali e Internazionali (molte esposte nelle grandi e alte vetrine) e con una grande varietà di Vini al calice, ampia anche la selezione di pregiati Liquori, degli ottimi Sake (una trentina) e dei migliori Whisky Giapponesi. Il merito va alla bravissima Mónica Fernández (Galiziana), la Direttrice del Gruppo Bambú in Spagna, premiata con importantissimi riconoscimenti, come il “Premio Eccellenza Turistica di Madrid per Miglior Direttore di Sala” nel 2009, il “Premio Nazionale di Gastronomia per il Migliore Maître” nel 2016 e il “Prix au Sommelier (Miglior Sommelier del Mondo) dall'Accademia Internazionale di Gastronomia” nel 2017.

In un ambiente così straordinario come il “KŌ by 99 Sushi Bar” anche la migliore “mixology” gioca un ruolo importantissimo e infatti non manca un'ampia offerta di Cocktail di autore, vere e proprie specialità imperdibili come: “Zen” (rum speziato, amaretto, succo di yuzu e sciroppo di timo) - “Last Samurai” (tequila Reposado, sakè Junmai e umeshu) - “99 Spritz” (sakè Dreamy Clouds, vodka, Aperol, sciroppo di camomilla e champagne) - “Wasabi Sour” (grasso di Kobe, wasabi, tequila lavata, bitter Angostura e albume d'uovo) - “99 GT” (a base di gin Roku infuso con anguria e chiarificazione di panna doppia).

IlKŌ by 99 Sushi Bar grazie alla magica accoglienza e alle sue straordinarie e molteplici offerte enogastronomiche sarebbe già di per sé un Locale imperdibile, se poi si considera che ha anche un’incredibile vista sul campo del miticoStadio Santiago Bernabéudi Madrid….. cosa dovrei aggiungere!

https://www.ko-99.com/en/

https://www.youtube.com/watch?v=xZZs6BxLYHM


Nuovo "Santiago Bernabéu" (Foto Miguel de Guzmán e Rocío R. Riva)

"Stadio Santiago Bernabéu": Una Vista  (Foto Madrid Destino)

"KŌ by 99 Sushi Bar" a Madrid: L'Ingresso  (Foto KŌ)

"KŌ by 99 Sushi Bar": Vista Interna  (Foto KŌ)

Atmosfere Fascinose...  (Foto KŌ)

"Ingredienti di Assoluta Qualità"...  (Foto KŌ)

"I Tagli di Carne più Pregiati"...  (Foto KŌ)


domenica 13 agosto 2023

UNA RARA PRELIBATEZZA IL SALAME DI “GRIGIO DEL CASENTINO” DEL MITICO MACELLAIO SIMONE FRACASSI.




Il “Casentino” è una delle quattro Vallate principali della Provincia di Arezzo, in Toscana, e si trova nel Nord della Provincia stessa. Si tratta della Valle in cui scorre il primo tratto del Fiume Arno che nasce dal Monte Falterona (1.654 m. s.l.m.); il Monte ne costituisce il limite con il confine della Romagna. Il Territorio in questione, che include 12 Comuni, ha una forma approssimativamente ovale il cui l’asse maggiore misura circa 60 Km. e il minore circa 30. Il Paesaggio è semplicemente magnifico e varia dalle grandi e verdeggianti foreste delle zone di montagna, alle suggestive zone collinari e alle curate terre pianeggianti del fondovalle.

Le speciali e positive caratteristiche peculiari del Territorio sono probabilmente una delle cause che hanno indotto San Romualdo a fondare il suggestivo Eremo di Camaldoli (Consacrato nel 1027) e San Francesco (Francesco d'Assisi, 1181 - 1226) a scegliere la Verna come straordinario luogo di preghiera e meditazione (oggi è Sede di uno dei più famosi Conventi Francescani).

La Zona del Casentino è stata abitata sin dalla più lontana preistoria infatti si sono ritrovate tracce di insediamenti del Paleolitico Medio; molti anche i ritrovamenti del Periodo Etrusco. In Epoca Augustea (27 a.C. - 14 d.C.) il Casentino fu incluso nella “Regio VI Umbria” insieme a quella che è oggi la moderna Umbria. Nel Medioevo il Territorio seguì le vicende legate alla Storia del Centro Italia e all’espansione Fiorentina con molte cruente battaglie.

Il Casentino oggi ha una grande valenza nell’attrattiva turistica grazie ai suoi ambienti naturali, al suo speciale isolamento geografico, alle estese aree boschive in buona parte comprese nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, ai suoi suggestivi Centri Storici, agli oltre cento Castelli (alcuni ancora ben conservati come il “Castello di Poppi”) alle numerose Torri e ai moltissimi Centri Religiosi di grande interesse storico/artistico.

Proprio in questo eccezionale contesto naturale, che il Casentino offre, viene allevato da alcuni anni un particolare tipo di Suino: il Grigio del Casentino”.

Il “Grigio del Casentino” è un maiale che deriva dall’incrocio della RazzaLandrance” (di origine Nordica) con antiche Razze autoctone dell’Italia Centrale come la “Cinta Senese” o la “Mora Romagnola”.

Il “Grigio del Casentino” viene allevato, secondo un rigido Disciplinare istituito nel 2003, allo stato semibrado, vive correndo liberamente in grandi terreni dove si nutre (grufolando) di prodotti del pascolo e del sottobosco come castagne e ghiande. La sua dieta viene poi integrata con alimenti naturali come orzo, favino e granoturco.

Grazie all’ambiente, alla meticolosa cura e alla totale salubrità del metodo di allevamento il “Grigio del Casentino” ha delle carni estremamente genuine, gustosissime e perfettamente bilanciate tra la parte grassa e quella muscolare.

Le carni delGrigio del Casentino”, e molto altro, vengono magnificamente lavorate da una storica e famosa Macelleria di Rassina il cui Titolare è Simone Fracassi.

Rassina è una Frazione in cui ha Sede il Comune di cui è parte: Castel Focognano un Comune Sparso in Provincia di Arezzo. Castel Focognano è un piccolo Comune (meno di 3.000 Abitanti) e storico Borgo del Casentino che dista solo quattro chilometri da Rassina, ubicato sulla strada che sale verso il Pratomagno. Rassina divenne Sede Comunale nel 1778 per decreto del Gran Duca di Toscana Pietro Leopoldo che ritenne Castel Focognano troppo dislocato e scomodo per poter assolvere le funzioni amministrative di un territorio che si stava sviluppando demograficamente e quindi economicamente. Rassina invece si trova su un importante nodo viario generato dall’incrocio tra la Strada di collegamento tra Arezzo e l’alto Casentino (oggi la SR 71) e le due Vie che da qui si dirigono una verso Talla e il Valdarno, l’altra verso Chitignano e Chiusi della Verna. Non di secondaria importanza c’era anche il fatto che Rassina si trovava lungo la sponda sinistra dell’Arno.
Il ToponimoRassinaè di origine Etrusca.

In pieno Centro di Rassina, in Piazza Giuseppe Mazzini 24, praticamente quasi in angolo con Via Regina Elena, fa bella mostra di sé laMacelleria Fracassidi Simone Fracassi.

Simone Fracassi è nato ad Arezzo, Lunedì 12 Luglio 1965, il suo Babbo, Gianfranco, veniva da una Famiglia di barrocciai, raccoglitori di pelli e altre varie cose, la sua Mamma, Pina, era figlia di Angiolo Bruschi un macellaio, figlio a sua volta di macellaiAntonio e Menchina. Fin da ragazzino Simone ha imparato dai suoi Nonni quel mestiere nobile e antico del “macellaio”. I Nonni materni infatti avevano aperto nel 1927 la Macelleria a Rassina poi, dopo alcuni anni, si erano trasferiti in montagna, a Chiusi della Verna, ma nel 1976 erano ritornati a Rassina aprendo la Macelleria in un Locale di loro proprietà.

Alla fine degli anni ‘70 Babbo Gianfranco decise di cambiare lavoro e cessò la sua attività di autista dedicandosi con la moglie Pina alla loro Macelleria a Rassina. Simone fin da giovanissimo ha partecipato all’attività di Famiglia, ma anni dopo a causa di contrasti con il Padre, dovuti a una diversa visione commerciale/filosofica dell’attività, decise di continuare a fare il “macellaio professionista” in un supermercato di proprietà di un amico. Nel 1989, grazie alle sue molte capacità, Simone diventò il bravo responsabile della macelleria del piccolo supermercato.

Nel 1992 Simone decise di tornare nella Macelleria di Famiglia assumendone la completa gestione.

Il giovane Fracassi iniziò a perfezionare il suo modo di lavorare specializzandosi in una vendita solo di altissima qualità: carni certificate di bovini diRazza Chianina” e di “Suini di Cinta Senese”.

Simone Fracassi si rifornisce esclusivamente da allevatori fidati e super selezionati: tre gli danno i suini, i più tracciati d’Italia, mentre la carne di Chianina la prende dallo stesso allevamento nel piccolissimo Comune di Caprese Michelangelo (il Paese che ha dato i natali nel 1475 a Michelangelo Buonarroti) in Provincia di Arezzo a cui faceva riferimento anche suo Nonno e che oggi è di Vanni Finocchi. Simone segue delle regole precise e nettamente definite per ottenere i prodotti migliori: rispettare gli animali in tutto e per tutto compreso i naturali tempi di crescita e curarne attentamente l'alimentazione, dare certezza alla clientela che tutto ciò che lui vende è assolutamente sano.

Verso la fine degli anni ‘90 Slow Food (Movimento Culturale Internazionale, senza scopo di lucro, nato in Italia a Bra nel 1986) coinvolse Simone nel loro progetto di valorizzazione del “Suino Grigio del Casentino”.

Simone Fracassi ha lavorato molto bene negli anni nella sua Macelleria e la sua grande passione e dedizione lo ha portato ad avere un mare di riconoscimenti Nazionali e Internazionali. Simone ha rappresentato l’Italia in numerosi Congressi di cucina a New York, Cina, Buenos Aires, Dubai, Abu Dhabi e Svizzera, ha ricevuto premi importanti come il “Premio Civiltà del Lavoro”, quello del Gambero Rosso (Miglior Bottega Italiana), di “Slow Food” (Miglior Salame Contadino), del Il Golosario (Miglior Macelleria Italiana) e il Premio Disciples Escoffier International.

Nel 2018 è stato nominato Ambasciatore nel Mondo della Federazione Italiana Circoli Enogastronomici e premiato come “Miglior Imprenditore dell’Anno”, due anni dopo, nel 2020 , ha ricevuto il prestigiosissimo Titolo di “Maestro d’Arte e Mestiere” (M.A.M) dalla Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte in collaborazione con “ALMAScuola Internazionale di Cucina Italiana di Colorno (PR).

Simone Fracassi è Docente nelle migliori Scuole di Cucina Italiane e sono state infinite anche le sue partecipazioni radiotelevisive che l’hanno reso meritatamente celebre.

Simone è uno straordinario comunicatore ed è riuscito a perorare a livello Nazionale e Internazionale le motivazioni dell’altissima qualità delle carni del Casentino, il grande valore della tradizione e delle antiche botteghe artigiane seguendo una semplice linea di condotta: “Il problema non è mangiare o non mangiare carne, ma sapere che tipo di alimento si sta mangiando”.

Simone Fracassi è una persona estremamente disponibile e con un grandissimocuore che s’impegna moltissimo anche nella beneficenza organizzando a tale scopo importanti Eventi come Capolavori a Tavola.

Alla Macelleria Fracassi nel pieno rispetto della natura e degli animali non viene buttato nulla e si realizzano un serie di prodotti assolutamente magnifici: tutti i tipi di tagli di carne a partire dalla mitica “fiorentina” fino alle preziose frattaglie, dai Prosciutti del Casentino (Presidio Slow Food) fino all’infinita serie dei salumi Tradizionali Toscani (soppressata, lonzino, coppa di testa, capocollo, rigatino, finocchiona, lardo, salsicce, salame, guanciale, ecc.) e poi ci sono anche gustosissime preparazioni già cotte.    

Recentemente, grazie a Simone Fracassi, ho avuto il grande piacere di assaggiare il “Salame di Grigio del Casentino”. Un salame come già accennato “super premiato” di forma cilindrica con una grana medio/grossa e cubetti di grasso bianchi e ben evidenti che si ottiene impastando le carni più magre del suino con altre varie parti dello stesso, come la coppa, la spalla disossata, la pancetta e con le parti grasse. La sua stagionatura varia a seconda delle dimensioni e la particolare e caratteristica impiumatura sulla superficie esterna è dovuta alle “muffe” che si sviluppano durante questo periodo. Il risultato è che questo prezioso e speciale insaccato Toscano si caratterizza decisamente per un gusto intenso e assolutamente piacevole.  

Posso solo aggiungere che ilSalame di Grigio Casentinodel mitico Macellaio Simone Fracassi grazie a tutti i suoi pregi si può sicuramente definire una rara prelibatezza.

https://ilovecasentino.it/macelleria-e-salumi-fracassi.php

https://www.facebook.com/MacelleriaFracassiRassina


Simone Fracassi

"Macelleria Simone Fracassi": Salame di Grigio del Casentino

 Simone Fracassi e Giorgio Dracopulos

Salame di Grigio del Casentino di Fracassi: Una Rara Prelibatezza
 
Simone Fracassi il Mitico Macellaio

martedì 16 maggio 2023

IL BELLISSIMO, FASCINOSO E SUPER ACCOGLIENTE GRAND HOTEL “PRINCIPE DI PIEMONTE” DI VIAREGGIO (LU) VI ASPETTA PER LA STAGIONE 2023.



La Città di Viareggio, in Provincia di Lucca, è giustamente nota per i molti suoi aspetti positivi.

Di lei il Poeta e Scrittore Viareggino Mino Gambini ha scritto, al termine della sua Poesia intitolata “A Viareggio”, queste parole: “Armonica espressione fusa tra cielo e terra: Viareggio, del Tirreno, tu sei l’eccelsa Perla; tu sei, della Versilia, la mitica bellezza, che non trapassa mai”.  

Viareggio è una seducente e storica Località Turistica, adagiata sulla pianura della Costa Toscana, bagnata dalle acque del Mar Ligure, dove, dal lontano 1873, si svolge anche uno dei più famosi Carnevali del Mondo. Oltre a ciò, alle spalle è incorniciata dal suggestivo panorama delle Alpi Apuane e ai lati dalle grandi, verdeggianti e rilassanti Pinete.

Un’altra delle sue speciali peculiarità è Viale Giosuè Carducci, conosciuto universalmente come “La Passeggiata di Viareggio”. Questa è la zona più suggestiva, monumentale, artistica e commerciale della Città, ricca di moltissimi edifici di pregio e di rilevante interesse architettonico.

Dopo la “Belle Époque” (1873 - 1895) s’iniziò a demolire le fatiscenti strutture in legno e ferro esistenti e tra il 1920 e il 1940, anni di grande fervore edilizio, la Passeggiata fu completamente ricostruita. Grazie a tecnici illustri, come l’Architetto e Ingegnere Viareggino Alfredo Belluomini (1892 - 1964), in quei 20 anni si delineò la Passeggiata, come noi la conosciamo. Sorsero molti negozi, caffè, cinema, gallerie, ville, stabilimenti balneari e hotel.

Proprio agli inizi di questo periodo, il Conte Giuseppe De Micheli, industriale Veneto trasferitosi nel 1909 a Firenze, dette l’incarico all’Architetto Viareggino Goffredo Fantini (1857 - 1923) di erigere un Hotel di prestigio all’inizio della passeggiata nord. Il Primo Luglio 1922, a tempo di record, solo dopo 240 giorni di lavori, fu inaugurato il “Select Palace Hotel”, un Albergo a due piani. Successivamente, nel 1925, vennero effettuati i nuovi lavori di rialzamento, fino al quinto piano, che furono affidati all’Ingegnere Fiorentino Ugo Giovannozzi (1876 - 1957). L’esperto tecnico rese la struttura imponente simile ai grandi e lussuosi Hotel Francesi della Costa Azzurra del tempo.

Nel 1938 il “Ministero della Cultura Popolare” da poco istituito e presieduto dal Ministro Avvocato Edoardo (detto Dino) Alfieri, “suggerì”, per motivi politici, di cambiare il nome dell’Albergoitalianizzandolo” in “Grand Hotel Principe di Piemonte”. In anni più vicini a noi, causa la totale assenza d’investimenti, l’Hotel fu chiuso.

Nel 2001 un solido Gruppo ha acquisito l’immobile, successivamente, ottenuti i permessi, sono iniziati i lavori di ristrutturazione, durati poco più di un anno e mezzo.

Nel 2004, il “Grand Hotel Principe di Piemonte” (5 Stelle) ha riacquistato il suo ruolo di super prestigiosa struttura di accoglienza.

Dopo la pausa invernale da Giovedì 27 Aprile 2023 il “Grand Hotel Principe di Piemonte” è pronto per accogliere gli ospiti di questa stagione estiva. Il Grand Hotel è posizionato ai vertici dell'hôtellerie contemporanea sia Nazionale sia Internazionale e per questo è anche membro di “The Leading Hotels of the World” la prestigiosa Associazione che comprende 400 Lussuosi Hotel in 80 Paesi del Mondo.

Forte di una tradizione lunga ben 101 anni, il “Grand Hotel Principe di Piemonte” è estremamente elegante con il suo Stile Liberty e non ha mai smesso di rinnovarsi pur rimanendo fedele alle atmosfere che nel tempo lo hanno fatto amare dai più importanti nomi del mondo internazionale dello spettacolo e della cultura.

Oggi completato il profondo restyling avviato due anni fa il Grand Hotel si presenta completamente rinnovato. Le 80 camere, l'area benessere, la veranda, i salotti comuni, le salette più intime e la Spa sono state interamente ridisegnate.

Gli interventi sono stati eseguiti dagli Studi Archea e S+S di Firenze che hanno portato a un forte aggiornamento del restyling interno, in perfetta armonia con la struttura originaria e con la sua vocazione di dimora di lusso rappresentativa dell'eleganza Italiana. Le tappe più recenti di questo percorso sono le camere del primo e secondo piano, l'area benessere e le due suite presidenziali.

In questa fase di rinnovamento anche il “team manageriale” vede l’ingresso di nuovi e importanti Professionisti: Max Venturelli (General Manager), Davide Macaluso (Direttore Food & Beverage) e Simone Corsini (Bar Manager).

Max Venturelli ha oltre 25 anni di esperienza maturata nel settore dell'ospitalità e il suo è un lungo curriculum punteggiato di incarichi prestigiosi in Resorts e Hotel di Lusso, in Italia e all'Estero da Abu Dhabi a Dubai fino all'Azerbaijan.

Venturelli ha voluto esordire con le seguenti parole: “Il Grand Hotel Principe di Piemonte è un luogo straordinariamente ricco di storia e di tradizione che oggi, grazie ai notevoli investimenti della proprietà, si presenta come una struttura in grado di soddisfare gli standard più elevati di eccellenza. L'obiettivo con cui mi accingo a svolgere il mio incarico è quello di comunicare l'essenza e la contemporaneità del Grand Hotel, conducendolo a conquistare nuovi mercati e nuovi successi.

Davide Macaluso coordinerà l’ampia offerta gourmet, firmata dal grande Chef Giuseppe Mancino, rivolta sia agli ospiti del Grand Hotel sia alla clientela esterna. Un’offerta che comprende l'eccellenza della cucina del Ristorante Il Piccolo Principe (Due Stelle Michelin), consolidata presenza all'interno del Grand Hotel, le scenografiche proposte per la prima colazione, i brunch e gli accompagnamenti gustosi in tutte le pause rigenerative della giornata. 

Lo straordinario Chef Giuseppe Mancino è nato in Campania, a Sarno, in Provincia di Salerno, il 15 Aprile 1981. Fin da piccolo aveva l’innato desiderio di fare il Pizzaiolo; per assecondare questa sua passione, all’età di 12 anni entrò a lavorare, quando era libero dagli impegni scolastici, all’Osteria dei Sarrastri, struttura ristorativa dell’Hotel Fluminia (4 Stelle) a 500 metri dal centro di Sarno. Era addetto al forno per le pizze, ma un giorno, particolarmente sfortunato, accidentalmente ruppe due pale per infornare e per “punizione” fu messo in Cucina. Tale evento si è rivelato fortunato ed è stato l’inizio della sua rapida carriera. Il suo primo Maestro è stato proprio lo Chef dell’Osteria il bravo GiuseppePeppeFasolino, un grande professionista che lavorava materie prime di grandissima qualità e che preparava ottime portate sia di carne che di pesce. Per 5 anni Giuseppe Mancino gli è stato accanto apprendendo le solide basi di tutta la sua Cucina futura.

Giuseppe dopo aver frequentato l’Istituto Professionale di Stato per i Servizi per l’Enogastronomia e per l’Ospitalità AlberghieraDomenico Rea” di Nocera Inferiore (SA), si è trasferito a Firenze a lavorare nelle impegnative cucine dei tre Ristoranti del “Grand Hotel Baglioni”. In seguito ha fatto altre esperienze eccezionali, in Italia, Francia e in Inghilterra, con Chef Stellati e super famosi come Davide Raschi del RistoranteIl Sogno di Angelo” a La Spezia e Rocco Iannone del RistoranteIl Faro di Capo D’Orso” a Maiori sulla Costa Amalfitana. Ha appreso anche straordinari segreti affiancando due dei più grandi Maestri Chef del Mondo, l’Italiano Gualtiero Marchesi e il Francese, naturalizzato Monegasco, Alain Ducasse.

Nel 2004, Giuseppe, in concomitanza con la nuova riapertura, è giunto al “Grand Hotel Principe di Piemonte” di Viareggio. Anni di grande impegno e passione nel suo lavoro, oltre alle notevoli capacità culinarie anche quelle organizzative gestionali gli hanno permesso di raggiungere in pochi anni altissimi livelli.

Il Piccolo Principe” e Giuseppe Mancino hanno ricevuto in questi anni moltissimi premi e   riconoscimenti anche da tutte le principali Guide Specializzate, tra quest’ultime spicca nel Novembre 2008, con l’uscita della “Guida Rossa Michelin 2009”, la super prestigiosa “Stella” e, successivamente, nel 2014 la mitica “Seconda Stella”. 

L’altro Ristorante del “Grand Hotel Principe di Piemonte” è il Maitó Viareggio  ubicato sulla magnifica e panoramicissima terrazza al quinto piano, con vista mozzafiato sulla Costa della Versilia e sulle Alpi Apuane, il posto ideale dove mangiare bene mentre si respira un’atmosfera tranquilla e rilassante. Il Ristorante include il Bar Panoramico a bordo piscina usufruibile nelle belle giornate

Al Piano Terra del Grand Hotel il “Bar del Piccolo” ospitato in un ambiente estremamente curato ed elegante in Stile Liberty: un contesto ricco di fascino, ampio e luminoso, con grandi vetrate che assicurano una spiccata illuminazione, specchi e porte a vetro finemente decorate, grandi lampadari e arredi ricercati.

Simone Corsini, giovane e super attivo Bartender con una precisa idea di “mixology”, ha realizzato una nuova “Carta dei Cocktail”, illustrata dalla brava Disegnatrice Carrarese Tiziana Ricci, che racconta il viaggio di una donna dell'Epoca Liberty all'interno degli spazi più rappresentativi del Grand Hotel: una Storia in otto tappe per otto specialissimi cocktail, sei alcolici e due analcolici.

Tra tante novità, anche una conferma, infatti a Luglio tornerà il consueto appuntamento con “Gli Incontri del Principe”, la rassegna che trasforma il Grand Hotel in un elegante salotto nel quale incontrare i nomi celebri della politica, dell'editoria e dell'imprenditoria, in dialogo con il famoso Giornalista Stefano Zurlo.

Il bellissimo, fascinoso e super accoglienteGrand Hotel Principe di Piemontedi Viareggio (LU) Vi aspetta per farvi godere tutte le sue eccellenze in questa Stagione Estiva 2023

https://www.principedipiemonte.com/

https://www.ristoranteilpiccoloprincipe.it/

https://www.youtube.com/watch?v=Ef7kjHSJitc


"Grand Hotel Principe di Piemonte" a Viareggio (LU)

Elegante Accoglienza (Foto PP) 

"Grand Hotel Principe di Piemonte": La Piscina (Foto PP)

"Grand Hotel Principe di Piemonte": Panorama

Ristorante "Il Piccolo Principe": Due Stelle Michelin (Foto PP) 

Giuseppe Mancino con Giorgio Dracopulos (Foto Luca Managlia)
 
Tramonto al Ristorante "Maitó Viareggio" (Foto PP)

"Grand Hotel Principe di Piemonte": Bello e Fascinoso (Foto PP)

 

venerdì 24 marzo 2023

AL NUOVO RISTORANTE “PARADISO” DI ABU DHABI DUE MITI DELL’ALTA GASTRONOMIA FRANCESE: NICOLE RUBI E PIERRE GAGNAIRE.




Gli “Emirati Arabi Uniti” (in Araboدولة الإمارات العربية المتحدة‎ = “Dawlat al-Imārāt al-ʿArabiyya al-Muttaḥida”) sono uno Stato nel sud-est della Penisola Araba, nell'Asia sud-occidentale; confinano con l'Oman a Sud-Est, con l'Arabia Saudita a Sud-Ovest e sono bagnati dalle acque del Golfo Persico a Nord. Gli “Emirati Arabi Uniti” sono il risultato dell’unione di Sette Emirati: Abu DhabiʿAjmānDubaiFujayraRaʾs al-Khayma, Sharja e Umm al-Qaywayn. Fino al 1971 erano noti come gli “Stati della Tregua” (Trucial States) a seguito di una tregua imposta nel XIX Secolo dai Britannici ad alcuni Sceicchi Arabi che non contrastavano, anzi alimentavano, attività piratesche che colpivano violentemente le navi che transitavano nel mare davanti alle loro coste.

Oggi la super fascinosa e suggestiva Capitale degli “Emirati Arabi Uniti”, “Abu Dhabi” (in Arabo ‘Abū Ẓabiyy بو ظبي‎), con circa un milione e seicentomila abitanti, è anche la Capitale dell'omonimo Emirato Abu Dhabi e si trova adagiata su una particolare Isola a forma di T” che si protende nel Golfo Persico dalla costa centro-occidentale del Paese. La Città, fondata nel 1791 dalla Tribù Beduina dei “Banū Yās”, negli ultimi anni ha avuto un incredibile e rapidissimo sviluppo. L'urbanizzazione (anche con splendidi e altissimi grattaceli) accoppiata con il relativamente alto reddito medio (grazie principalmente al petrolio) della sua popolazione, ha trasformato la Città in una grande e avanzata Metropoli Internazionale e un importante centro culturale e commerciale a livello Mondiale.

L'Isola Yas (in Araboجزيرة ياس‎) è una delle più grandi Isole artificiali (2500 Ettari) costruite ad Abu Dhabi grazie a un investimento di 40 miliardi di dollari effettuato dall'Aldar Properties una Società di sviluppo, gestione e investimento immobiliare con Sede ad Abu Dhabi, che vi ha realizzato anche alcune prestigiose attività come il Circuito Automobilistico (che dal 2009 ospita il “Gran Premio di Abu Dhabi” di Formula 1), un grande Parco a tema cinematografico della Warner Bros, il “Warner Bros Movie World”, un suggestivo Parco acquatico e un fascinoso Parco tematico dedicato alla Scuderia Ferrari” (il “Ferrari World”). L'Isola dispone inoltre di una enorme Arena, la “Etihad Arena”, dedicata a concerti, manifestazioni di vario genere e agli incontri di arti marziali miste per l'organizzazione “Ultimate Fighting ChampionshipStatunitense. Oltre a tutto ciò sono presenti numerosi insediamenti ricettivi e di sostegno al Turismo come ristoranti, campi da golf, marine e molto altro.

Recentemente, all'estremità meridionale dell'Isola di Yas, affacciato sulle acque cristalline del Golfo Persico, è stato inaugurato il “Yas Bay Waterfront” l'epicentro dell'intrattenimento giornaliero, soprattutto notturno, per eccellenza dell'Isola. Ospita numerose lussuose attività ricettive di livello Mondiale come Alberghi, Ristoranti, Caffetterie e Bar affacciati sul Molo e sulla Piazza del Lungomare, oltre al Beach Club galleggiante e l’ampio Lungomare costellato di opere d'arte realizzate su misura da Artisti di fama internazionale.

Proprio nel super accogliente complesso delYas Bay Waterfrontda poco tempo è stato inaugurato, con la supervisione di due grandi professionisti della Ristorazione Mondiale come Nicole Rubi e Pierre Gagnaire, il RistoranteParadiso”.

Nicole Rubi è una magnifica Ristoratrice Francese, di Nizza, formatasi alla scuola di suo Padre César Rubi che negli Anni ’60 aveva a Nizza la Brasserie l'Univers al 54 di Boulevard Jean-Jaurès, un Locale conosciutissimo meta di personaggi famosi. Nel 1988 Nicole rilevò sempre a Nizza, insieme a un Amico di nome Bernard Ollé, un'ex selleria trasformata in Salone del tè, la “Petite Maison Ferrier” in Rue Saint-François-de-Paule al Civico 11 e la trasformò nel RistoranteLa Petite Maison”. Grazie al suo carattere forte, alle sue indubbie e straordinarie doti di Ristoratrice, brava e intelligente, “La Petite Maison” sotto la guida di Nicole è diventato uno dei Locali più famosi non solo di Francia. Negli anni Nicole Rubi ha esportato la sua esperienza in supporto di altri importati Ristoranti in diversi Paesi del Mondo.

Pierre Gagnaire è nato il 9 Aprile 1950 ad Apinac un piccolissimo Comune Francese situato nel Dipartimento della Loira nella Regione dell'Alvernia-Rodano-Alpi. Nel Dipartimento della Loira, più precisamente nel Comune di Saint-Priest-en-Jarez, suo Padre aveva un noto e rinomato Ristorante il “Clos Fleuri”.

Pierre a 15 anni decise di lasciare gli studi per dare una importante svolta professionale alla sua carriera diventando inizialmente Pasticciere (un mestiere che insegna a essere attento, preciso ma anche creativo) e successivamente ebbe la fortuna e le capacità di entrare a fare esperienze nelle Cucine di alcuni grandi Chef Francesi come Paul Bocuse classe 1926Tre Stelle Michelinper 53 anni dal 1965 all’anno della sua scomparsa nel 2018.

Successivamente Pierre Gagnaire rilevò il Ristorante di suo Padre e lo gestì per 6 anni, poi nel 1981 aprì nella vicina Cittadina di Saint-Étienne il suo nuovo Ristorante in Rue Georges Teyssier che in seguito venne trasferito in una bellissima Villa Borghese in Rue Richelandière dove, in pochi anni, grazie alla sua eccezionale bravura, riuscì a ottenere le “Tre Stelle Michelin”. Negli anni successivi, chiusa l’esperienza a Saint-Étienne, Pierre Gagnaire ha creato un vero e proprio “Impero del Gusto” aprendo più di 20 Ristoranti in Francia e nel Mondo, riuscendo sempre a essere super premiato ovunque andasse con una “Pioggia di Stelle Michelin”.

Nella sua lunga carriera Pierre Gagnaire ha scritto Libri ed è diventato anche un noto personaggio televisivo; è membro dell'Académie Culinaire de France, nel 2015 è stato nominato “Miglior Chef del Mondo”. Pierre Gagnaire ha infranto le convenzioni della Cucina Classica Francese sorprendendo grazie al suo stile unico, che ogni giorno trova nuovi spunti per deliziare con le sue magnifiche preparazioni, sempre tenendo lo sguardo "rivolto al domani ma rispettoso di ieri" (tourné vers demain mais soucieux d'hier).

Cannes è una notissima e splendida Località Turistica Francese situata sulla Costa Azzurra, famosa anche per il Festival Internazionale del Cinema e per il Boulevard de la Croisette, il Viale che si estende lungo la Costa, ricco di spiagge, boutique esclusive e alberghi di lusso. Proprio a Cannes,  nel 2020, Nicole Rubi e Pierre Gagnaire hanno realizzato insieme un progetto che li ha visti prendere il timone del Ristorante Paradiso” (il nome è un omaggio al Mediterraneo, all'Italia e al Cinema) all’interno dell’esclusivo e lussuoso Hotel Barrière Le Majestic (5 Stelle, edificato nel 1926 in stile “Belle Époque”) ubicato proprio sul mare e davanti alla scalinata del famoso “Palais des Festivals et des Congrès”. 

Il format e la filosofia del RistoranteParadiso Nicole & Pierredi Cannes hanno ispirato anche la nuova recente apertura del RistoranteParadisodi Abu Dhabi: il profumo del Mediterraneo, l’Arte Culinaria Italiana e Francese insieme a una professionalità di altissimo livello

Gli Architetti Italiani Tiziano Vudafieri e Claudio Saverino (Vudafieri-Saverino Partners) hanno firmato l’interior sia del RistoranteParadisodi Cannes sia del Ristorante Paradisodi Abu Dhabi proponendo un concept elegante che racconta una storia di tradizioni e contaminazioni, declinate attraverso le diverse peculiarità del design al fine di realizzare un’immagine calda, chic, disinvolta e rilassata.

Fedele alla tradizione Milanese, l’Atelier creativoVudafieri-Saverino Partners” spazia tra l’architettura, il design d’interni, il retail moda, l’hotellerie e il food design affrontando sia i grandi temi delle città, dei paesaggi e delle varie società, oltreché puntare all’architettura dei luoghi residenziali, commerciali e industriali. “Vudafieri-Saverino Partners” ha Sede a Milano e Shanghai e ha negli anni sviluppato progetti e realizzato lavori pressoché in ogni Continente.

In ambedue i RistorantiParadiso”, di Cannes e di Abu Dhabi, gli interni sono luminosi e accoglienti, e sono caratterizzati da sfumature di verde tipico delle foglie d’ulivo e della salvia, per poi passare a note di giallo e di arancio degli agrumi. Texture e finiture naturali come la ceramica, il rattan per i pannelli e le sedute e la pietra di Modica per la pavimentazione, si mescolano a materiali più raffinati che vanno dal marmo all’ottone, dal velluto alla seta. La decorazione delle pareti, con sfondo beige, è arricchita da una bellissima “carta da parati” che riproduce una grande e vecchia mappa del Mediterraneo sulla quale sono raffigurate le immagini di scene di film iconici girati proprio in quell’area.

I lampadari arancioni, realizzati con plastica riciclata, sono stati progettati e prodotti esclusivamente per i due Ristoranti, mentre le lampade da tavolo ricaricabili illuminano i tavoli più da vicino. Le Sale sono ornate con ceramiche che raccontano le tradizioni artigianali del Mediterraneo, in particolare quelle Siciliane di Giacomo Alessi, pezzi unici interamente realizzati e decorati a mano. I cesti di frutta simbolo della natura e della ricchezza della vita, le pigne augurio di salute, ospitalità e fortuna, i vasi antropomorfi espressione della storia e delle tradizioni della Sicilia, da sempre crocevia di popoli e culture, i piatti elogio del pluralismo di sapori e simbolo della tavola, luogo della convivialità familiare, della condivisione e della gioia. Le terrazze, arredate con sedie in rattan dotate di morbidi cuscini gialli e vasi di terracotta con sempreverdi, segnano una continuità tra interno ed esterno, sottolineata anche dalla pavimentazione in pietra.

Anche al nuovo fascinoso Ristorante Paradisodi Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti, ora si può trovare la magica accoglienza e la magnifica Cucina Mediterranea realizzate a grandi livelli (con un rapporto qualità/prezzo eccezionale) da due miti dell’alta gastronomia Francese come Nicole Rubi e Pierre Gagnaire.

https://www.paradisoabudhabi.com/


Ristorante "Paradiso" ad Abu Dhabi (Foto Paradiso)

Una Vista Interna (Foto Paradiso)

"Bar" (Foto Paradiso)

"La Mappa del Mediterraneo" (Foto Paradiso)
 
 "Burrata" (Foto Jean Michel Sordello)

"Spaghetti" (Foto Jean Michel Sordello)

 "Delizie" (Foto Jean Michel Sordello)

"Tiramisù" (Foto Jean Michel Sordello)

 Pierre Gagnaire e Nicole Rubi (Foto Jean Michel Sordello)