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venerdì 17 ottobre 2025

“ABALONE GIGANTE” UNA DELIZIA DEL MARE CHE OGGI HA RAGGIUNTO COSTI DECISAMENTE ELEVATI.



 

Il Mare offre alle nostre tavole innumerevoli e meravigliose opportunità gastronomiche, alcune sono più rare di altre e ciò è dovuto in parte ai cambiamenti climatici ma soprattutto all’improvvida tendenza umana di portare allo sfinimento ogni risorsa.

Uno di questi deliziosi frutti, che “Madre Natura” produce in mare, si chiama “Abalone” ed è conosciuto anche come “Orecchio di Mare”, “Orecchio di Venere” o “Patella Reale” per la sua forma particolare.

L’Abalone, il cui nome Scientifico è “Haliotis Tuberculata Lamellosa” è un “mollusco gasteropode marino” a conchiglia rigida appartenente al GenereHaliotis” (Aliotide), l’unico della Famiglia delleHaliotidae”.

Anche un Gioco da Tavolo, inventato in Francia nel 1987, si chiama “Abalone” ma non è commestibile……

Con il termine “gasteropode” (gastèr = stomaco e podòs = piede) gli Antichi Greci ci hanno tramandato la denominazione di esseri che si spostano strisciando sul proprio stomaco.

L’Abalone vive aderendo con forza a scogli e rocce, trai 5 e i 15 metri di profondità, è erbivoro, si nutre di alghe, lattughe di mare, piante coralliformi, trova alimenti anche all’interno delle rocce che sminuzza con i suoi piccolissimi denti cornei.

Le dimensioni dell’Abalone in età adulta sono molto diverse a seconda della tipologia, ne conosciamo circa un centinaio di varianti, e la sua grandezza varia da un minimo di 2/3 cm. fino al più grande (“gigante”) di 50 cm. e più. L’Abalone è un mollusco a conchiglia rigida, di forma ovale, molto larga simile a un orecchio (da ciò ne deriva il nome “Orecchia di Mare”). Sulla conchiglia è presente una fila di fori, gli ultimi dei quali sono aperti: l'ossigeno viene estratto dall'acqua, essa penetra nelle branchie localizzate sotto la conchiglia per poi essere espulsa attraverso i fori.

La parte esterna, ma soprattutto quella interna, madreperlacea, della conchiglia dell’Abalone, nelle sue diverse forme e colori ha bellissime tonalità iridescenti che, principalmente, comprendono il blu, il viola, il rosso e il verde. All’interno la polpa del mollusco è di colora bianco giallastro

L’Abalone si difende grazie alla forza con cui si attacca allo scoglio (o altra roccia), grazie ai due muscoli principali del corpo, tramite il suo piede utilizzando lo stesso principio della “pompa a vuoto”. Il movimento dell’Abalone viene effettuato grazie alla contrazione muscolare del piede che viene spinto in avanti e si fissa alla roccia aderendovi. L'onda di contrazione si espande poi a tutto il corpo e alla fine il mollusco effettua un nuovo "passo". 

Da sottolineare che questo particolare mollusco vive e sopravvive solo in acque assolutamente incontaminate.

La conchiglia dell’Abalone è molto apprezzata anche dai collezionisti e per la fabbricazione di monili e strumenti musicali. Particolarmente caratteristica è la lavorazione, a scopo decorativo, che ne fanno i Maori (Popolo Polinesiano).

L’Abalone è un mollusco a fecondazione esterna, i maschi raggiungono la maturità sessuale a 2 anni di età mentre le femmine la raggiungono a 3 anni: i gameti (cellule sessuali) vengono rilasciati in acqua dove avviene la loro fecondazione dando vita alle uova. Successivamente da quest’ultime escono le “larve trocofore” (ovoidali e trasparenti) che si trasformeranno poi in “veliger” (una larva più sviluppata che presenta già alcuni tratti definiti dell’adulto).

L’Abalone è un mollusco perlifero diffuso in molti Mari e Oceani del Mondo, in particolare lungo le Coste del Mediterraneo, dell’Africa, della Nuova Zelanda, dell’Australia, delle Coste Occidentali dell’America Settentrionale, delle Isole della Manica e del Pacifico. In Italia l’Abalone ha come habitat la Costa Orientale della Sicilia, dove lo chiamano “Occhio di Bue”, e la sua pesca in apnea, molto limitata, avviene alla fine della Primavera e in Estate.

L’Abalone, pescato per millenni, è diventato famoso come prodotto alimentare di élite quando nel 1915 fu presentato al grande pubblico in occasione dell’Esposizione Internazionale Panama-Pacifico, la Fiera Mondiale tenutasi a San Francisco, Stati Uniti, dal 20 Febbraio al 4 Dicembre, per festeggiare il completamento del Canale di Panama avvenuto il 3 Agosto 1914.

L’Abalone è stato pescato nel Mondo, specialmente a partire dagli anni Sessanta, in maniera talmente intensa che ha rischiato di scomparire. Per la sua particolare polpa è una vera delizia per il palato, una prelibatezza da sempre usata nelle Cucine più importanti e ricche. Oltre a ciò, nel Sud-est Asiatico, è ricercatissimo essendo considerato anche un potente afrodisiaco.

Per far fronte alle grandi richieste dei mercati, e scavalcare i numerosi divieti di pesca (messi in atto in buona parte della Terra), dagli anni Novanta, è iniziata, a partire dal Sudafrica, la sperimentazione prima e poi l’avvio di Aziende che praticano l’Acquacoltura Marina (oppure a Terra) per commercializzare l’Abalone. La differenza delle acque dove si coltiva l’Abalone dà alle diverse produzioni una specifica qualità e una differenziazione di tipologie, forme e sapori.

Molte sono le prerogative nutrizionali dell’Abalone: ha un alto contenuto proteico, un alto contenuto di omega-3 ed è anche ricco di minerali (calcio, ferro e magnesio).

Ma il comune denominatore resta l’eccezionale sapore, iodato e delicato, della sua carne, la sua muscolatura, che può essere degustata (dopo una particolare pulitura e spazzolatura) sia cruda che cotta in ogni modo. La polpa tagliata a “lamelle” ha una consistenza soda, decisamente particolare che, unita alla sua scivolosa umidità, ricorda vagamente quella dei pezzi di funghi porcini sott’olio.

Una vera delizia, un’esperienza sensoriale unica, che si può cucinare secondo varie ricette che ci giungono da molte parti del Mondo.

L’Abalone io lo gradisco anche crudo con un pochino di limone ma essendo una polpa molto consistente deve essere piccolo di taglia e affettato molto fine. Se cotto (obbligatoriamente con una cottura lenta) la mia preferenza cade decisamente sul classicissimo ed eccezionale “fritto” (con vari tipi di pastelle), mi entusiasma anche quello al vapore, e quello in umido (preparato secondo ricette Cinesi o Giapponesi) anche accompagnato con vari tipi di funghi.

L’Abalone Gigante, per esempio come quello che si può trovare in Corea del Sud (in particolare all'Isola di Jeju famosa per le sue "Haenyeo" le pescatrici subacquee che praticano questo tipo di pesca da parecchi secoli), lungo le Coste Occidentali del Nord America (in California), in Australia, in Nuova Zelanda e in Giappone, grazie alla sua rarità e alla difficoltà di pesca esclusivamente manuale che contempla anche il rischio della vita dato il pressante pericolo degli squali, ha raggiunto prezzi incredibilmente elevati. L'Abalone Gigante selvatico oggi è diventato un vero e proprio “lusso”, una prelibatezza molto richiesta nell’alta ristorazione ed è uno dei frutti di mare più costosi al Mondo tantoché ha fatto nascere anche un florido mercato di contrabbando.

L’Abalone è decisamente una fascinosa e preziosissima delizia tra le più esclusive per il palato, fortunatamente lo possiamo trovare fresco o congelato anche a prezzi abbordabili grazie ai numerosi allevamenti di qualità sparsi nel Mondo.  

https://www.youtube.com/watch?v=iqZk7WienrQ&t=10s


"Abalone": Un Lusso Esclusivo

"Abalone": Il Gusto del Mare (Foto DuCoq)

Acquacoltura di Abalone

"Abalone": Una Preziosa Delizia  (Foto DuCoq)


sabato 6 febbraio 2021

RISTORANTE “20 POSTI” IN CENTRO A EMPOLI (FI): PREMUROSA ACCOGLIENZA E DELIZIOSA CUCINA.




La Regione Toscana è uno dei Territori più belli e ammirati del Mondo, il suo cuore è la Città Metropolitana di Firenze che è stata istituita l’8 di Aprile 2014 ed è diventata ufficialmente operativa da Giovedì 1 Gennaio 2015 raggruppando nel suo Territorio ben 41 Comuni. Tale fatto ha eliminato la preesistente Provincia di Firenze che era nata il 9 Marzo del 1848.

Uno dei Comuni della Città Metropolitana di Firenze è Empoli.

Empoli è un antico centro abitato ubicato nella pianura del Valdarno Inferiore, la Valle percorsa dal Fiume Arno nel tratto tra Montelupo e Pisa.

Le prime tracce del nome di Empoli si ritrovano, all’inizio dello VIII Secolo, nel nome “Empolum” (o Empolis) con riferimento a un antico Castello ivi ubicato. Dai ritrovamenti archeologici risulta che la zona era abitata in modo stabile già in Epoca Etrusca (dal IX al I Secolo a. C.) e maggiormente poi nella tarda Età Repubblicana Romana (primi decenni dopo Cristo): un complesso abitativo che si sviluppava attorno alla strategica attività fluviale e al commercio.

La Cittadina di Empoli, a partire dall’VIII/IX Secolo, è cresciuta attorno al nucleo centrale denominato “Piazza Farinata degli Uberti”. La Piazza è comunemente chiamata anche “Piazza dei Leoni” visto che attorno alla Fontana, ubicata al centro della Piazza stessa, sono scolpiti quattro grandi leoni accucciati.

Una Piazza estremamente affascinante circondata da un particolare e antico porticato oltre ad alcuni importanti e storici Palazzi come il Palazzo Pretorio e il Palazzo Ghibellino, su tutti sovrasta la facciata della Collegiata di S. Andrea, principale luogo di culto cittadino risalente (per la parte iniziale) al XII Secolo, ubicata al culmine di una breve e ampia scalinata: al suo interno si trovano alcune splendide e pregevoli opere d’arte.

 “Piazza Farinata degli Uberti” comunica con le parallele Vie del Giglio e Giuseppe Del Papa attraverso quattro Vicoli in corrispondenza degli angoli della Piazza, da cui il nome di “Canti”. I “quattro canti” in senso orario, dall’alto a sinistra, sono: Canto Guelfo, Canto del Pretorio, Canto degli Zolfanelli, Canto Ghibellino.

Ecco che uscendo dalla Piazza attraverso il “Canto Guelfo” ci si immette sulla destra in Via del Giglio che a sua volta incrocia, dopo alcune decine di metri, Via Cosimo Ridolfi, svoltando a sinistra su questa strada dopo poco si trova, sempre sulla sinistra, una stradina stretta senza sbocco denominata Via delle Murina.  

In Via delle Murina al Civico 4/A c’è il nuovo Ristorante 20 Posti”.

L’Odonimo (termine indicante il nome proprio assegnato a una Via, Piazza, ecc.) “delle Murina” rimanda chiaramente all’antico circuito murario Cittadino. La Via infatti è parallela alla vicina Via Chiara e segue il tracciato delle abitazioni sorte lungo il “pomerio” (spazio di terreno non edificabile che correva lungo le mura di una fortezza all'esterno e all'interno di essa) del tratto settentrionale delle mura quattrocentesche. Il toponimo Murina, o delle Murina, è attestato fin dai primi decenni dell’800 nella Cartografia tecnica e negli elenchi stradali di Empoli

Il Ristorante20 Posti” è stato inaugurato da pochi mesi, precisamente Lunedì 8 Giugno 2020 ma a causa delle restrizioni dovute al difficile periodo pandemico Mondiale ha dovuto restare chiuso, come tutti gli esercizi Toscani/Italiani, per molto tempo: dall’ Ottobre 2020 a dopo la prima settimana di Gennaio 2021.

Il Ristorante è nato per la ferrea volontà e la grande passione di due giovanissimi: Giovanni Avano e la sorella più grande Claudia.

Giovanni e Claudia sono nati nella splendida Regione Campania a Torre del Greco (Città Metropolitana di Napoli), Giovanni il 5 Settembre 1996 e Claudia il 30 Gennaio 1993.

Quando è nato Giovanni la sua Famiglia (Babbo Francesco, Mamma Giuseppina e la Sorella Claudia) si era trasferita da un certo tempo in Calabria, per motivi di lavoro, a Scalea in Provincia di Cosenza. Nascere a Torre del Greco però era fondamentale sia per tradizione di Famiglia sia per la presenza del Medico di fiducia di Mamma Giuseppina.

Nel 2002 Mamma Giuseppina che è insegnante venne assegnata a una Scuola di Empoli ed ecco che tutta la Famiglia Avano affrontò il nuovo trasferimento in Toscana.

Giovanni finite le Scuole dell’Obbligo, decise sua sponte, seguendo un innato amore per le cose buone, frutto di tanti manicaretti preparati da Nonna Tina e dalla sua Mamma, di frequentare, con successo tra il 2010 e il 2016, l’Istituto Alberghiero (ISISS) “Federigo Enriques” di Castelfiorentino (FI).

Giovanni Avano dopo un periodo da Stagista presso il conosciuto RistoranteMolo Settantatré” di Empoli ha iniziato a lavorare nelle Cucine di importanti locali della Versilia, Firenze, San Minato ed Empoli. Una delle esperienze più importanti è stata quella al RistoranteLa Magnolia” (Una Stella Michelin), del lussuosissimo Hotel Byron di Forte dei Marmi (LU), al fianco di un grandissimo Chef come Cristoforo Trapani.

Ma la voglia di crescere e di creare in Giovanni era molto forte: ritenendo che a Empoli mancasse un punto di Ristorazione di livello accompagnato da una particolare e super curata accoglienza ha deciso di affrontare, anche in acque burrascose come questo periodo, l’apertura del suo primo e nuovo Locale il20 Posti”.

Le difficoltà sono state enormi visto che le regole sanitarie imponevano vincoli di tutti generi che hanno fatto diventare i lavori e le pratiche burocratiche quasi una “missione impossibile”. Tutto ciò che poteva essere fatto in proprio è stato realizzato da Giovanni e suo Padre Francesco, anche le Ditte specializzate intervenute nei lavori sono state tutte seguite in prima persona da Giovanni che ne ha regolato le scelte.

Claudia Avano dopo le Scuole dell’Obbligo e le Superiori ha frequentato l’Università a Firenze dove nel 2017 si è Laureata inServizi Giuridici e Diritto degli Enti Locali”. Due settimane dopo tale Evento è entrata a lavorare per la Stagione Estiva in una Pizzeria di Empoli scoprendo e appassionandosi al fatto di quanto fosse piacevole stare al servizio e a contatto delle persone.

Successivamente avrebbe dovuto iniziare un tirocinio professionale legato alla sua Laurea ma il blocco delle attività causa pandemia Le ha fatto prendere la decisione di andare ad aiutare il Fratello al nuovo Ristorante.

Il Ristorante20 Posti” si presenta come una vera “suggestiva bomboniera” da quanto è raccolto e piacevolmente accogliente: dalla porta d’ingresso a vetri (si entra suonando il campanello) un breve corridoio con in fondo un piccolo bancone, sulla destra l’unica Sala, ovviamente da 20 posti, sulla sinistra la Cucina a vista.

Nella Sala su una parete a mattoni a vista c’è una grande scritta con una frase di Giovanni Avano: “è tutta questione di equilibrio nella vita come in cucina, questo è il segreto”.

Ogni particolare dagli arredi all’apparecchiatura è molto curato e si nota il delicato tocco femminile di Claudia.

La Carta dei Vini è molto selezionata una trentina di Etichette tra Bollicine Italiane, Champagne, Vini Bianchi, Rosati e Rossi dalla Toscana e da altre Regioni Italiane. Ci sono anche due Vini Rossi delle verechiccheInternazionali: “Gratavinum 2πR 2017Priorat Denominació d'Origen Qualificada (DOQ) dell’Azienda Biodinamica Spagnola Parés Baltà con 220 anni di Storia e “Dar Richi 2017” proveniente dalla Bekaa Valley del Libano. Una Carta dei Vini che prevede anche il servizio al calice: i prezzi sono molto interessanti.

Il Ristorante in alternativa ai Vini offre la possibilità di abbinare ai piatti una scelta tra 7 selezionatissimi Whisky anche molto invecchiati.

Intrigante anche la Carta dei Caffè realizzata in collaborazione con la Torrefazione Artigianale Trinci.

Il Menu alla Carta suggerisce anche due simpatici percorsi degustazione: “Fattell Tu3 portate a scelta del Cliente e “Come mi sveglio la mattina5 portate a mano libera dello Chef. La scelta è di Mare e di Terra.

Ma veniamo alla degustazione fatta che è stata accompagnata da un’ottima Bottiglia di Vino Bianco: “Costa del Vento 2016”, 100% da Uve Timorasso (Vitigno Autoctono a Bacca Bianca  della Zona dei Colli Tortonesi in Piemonte), 14% Vol., prodotto da un’Azienda super premiata “Vigneti Massa” di Walter Massa, un Vignaiolo coraggioso e indipendente padre e pioniere del “Timorasso dei Colli Tortonesi”.

Prima del Vino è stato servito un gustoso “Vermouthfatto in Casa a base di rum bianco aromatizzato al pepe di Sichuan, bacche di ginepro e anice stellato.

In Tavola il fragrante Pane della Casa ai vari sapori: con Riso Venere, Barbabietole, Curcuma e Semi di Lino.

Sono state servite le seguenti portate:

- “Entrée” - Baby melanzana cotta a bassa temperatura, piastrata e affumicata, salsa di pomodorini rossi del piennolo del Vesuvio, scarola riccia e sale Maldon;

- “Pensavo fosse pasta, patate e cozze” - Pasta mista soffiata di Gragnano, cozze in umido, spuma di cozze, brunoise di patate, menta;

- “Solido, liquido e gassoso” - Uovo pochè croccante, friarielli spadellati, ricotta di bufala mantecata al limone, spuma di tuorlo e polvere di capperi;

- “Irresistibile scioglievolezza 2.0” - Battuta di pecora tagliata al coltello, cipolla di Tropea marinata, gelato al Gorgonzola Dolce D.O.P., crumble e gel di Olive Taggiasche;

- “Faccio il giro lungo da nord a sud” - Tubetti corti rigati “Benedetto Cavalieri”, baccalà Islandese, basilico, pomodorini rossi del piennolo, olive Taggiasche piccanti;

- “A-mare” - Linguine selezione “Pastificio dei Campi”, vongole veraci, gamberi rossi di Mazara del Vallo, limone di Sorrento;

- “Per ogni riccio un capriccio” - Riso Carnaroli “Riserva San Massimo”, burro acido, pomodorini gialli a pacchettelle, ricci di mare, polvere di capperi;

- “Occhio di Triglia” -  Triglia di scoglio impanata con pane panko (pangrattato di pane bianco tipico della Cucina Giapponese), crumble di taralli, gel di basilico, gel di Aglio Nero da Aglio di Voghera D.O.P., gel di pomodorini rossi del piennolo;

- “Bbeh” - Agnello della Nuova Zelanda, morbido di patate, nocciole arrostite, cipollotto di Tropea I.G.P. in agro;

- “Friariello underground” - Friariello spadellato nel burro su pasta sfoglia, gelato al caramello salato e anacardi, crumble.

Tutto veramente molto buono e ben presentato. Per quanto riguarda il “Friariello underground” devo aggiungere che degustarlo è stata una straordinaria e deliziosa esperienza: una preparazione di altissimo livello.

Tutto il buono si ritrova anche nelle diverse preparazioni sottovuoto e da asporto della Casa che vengono preparate con molta cura.

La Cucina del giovanissimo Chef Giovanni Avano è fatta di passione e dedizione, un concentrato di piacevole contemporaneità: la tradizione, l’innovazione, il territorio, la terra di origine, il mondo e le esperienze fatte si uniscono con delicatezza ed equilibrio dando un ottimo risultato.

In Cucina lo Chef è supportato dal bravo Lowie Velan (classe 1997) di Empoli.

Il Servizio di Sala è stato svolto con la massima attenzione, gentilezza e precisione dalla “DottoressaClaudia Avano, Maître per passione, insieme a un’altra giovanissima: Mariarita Romano (classe 2000) di San Miniato (PI).

Al Ristorante20 Postiin Centro a Empoli (FI) ho trovato una premurosa accoglienza e una deliziosa cucina.

https://ristorante20posti.it/


La "Dottoressa” Maître Claudia Avano

La Sala

Lo Chef Giovanni Avano

"Entrée"......

"Pensavo Fosse Pasta, Patate e Cozze"... (Foto Luca Managlia)

"Solido, Liquido e Gassoso"...... (Foto Luca Managlia)

"Irresistibile Scioglievolezza 2.0"......

"Faccio il Giro più Lungo da Nord a Sud" (Foto Luca Managlia)

"A-mare"......

"Per Ogni Riccio un Capriccio"......

"Occhio di Triglia"...... (Foto Luca Managlia)

"Bbeh"......

"Friariello Underground"......

Preparazioni Sottovuoto e da Asporto della Casa

Claudia e Giovanni Avano, Giorgio Dracopulos, Mariarita Romano, 
Lowie Velan (Foto Luca Managlia)

 

lunedì 29 gennaio 2018

L’ABALONE: UNA PREZIOSA DELIZIA DEL MARE CHE OGGI SI DEGUSTA SOPRATTUTTO GRAZIE AGLI ALLEVAMENTI.




Tra le tante meravigliose opportunità che il Mare ci offre per le nostre tavole alcune sono più rare di altre.
Ciò è dovuto in parte ai cambiamenti climatici ma soprattutto all’improvvida tendenza umana di portare allo sfinimento ogni risorsa.

Uno di questi deliziosi frutti, che “Madre Natura” produce in mare, si chiama “Abalone”, conosciuto anche come “Orecchio di Mare” o “Orecchio di Venere” per la sua forma particolare.
In alcune zone d’Italia è conosciuta anche come “Patella Reale”.

L’Abalone è un mollusco gasteropode marino, a conchiglia rigida, appartenente al GenereHaliotis” (Aliotide), l’unico della Famiglia delle “Haliotidae”.

Anche un Gioco da Tavolo, inventato in Francia nel 1987, si chiama “Abalone” ma non è commestibile……

Con il termine “gasteropode” (gastèr = stomaco e podòs = piede) gli Antichi Greci ci hanno tramandato la denominazione di esseri che si spostano strisciando sul proprio stomaco.

L’Abalone vive e si difende aderendo con forza a scogli e rocce, tra 515 metri di profondità, è erbivoro, si nutre di alghe e lattughe di mare, le sue dimensioni variano molto, in età adulta, a secondo della tipologia (ne conosciamo più di 70 varianti), da un minimo  di 2/3 cm. fino al “gigante” da 50 cm. e anche più.
Da sottolineare che questa particolare mollusco vive e sopravvive solo in acque incontaminate.

La parte esterna, ma soprattutto quella interna, madreperlacea, della conchiglia dell’Abalone, nelle sue diverse forme e colori (ha bellissime tonalità iridescenti che, principalmente, comprendono il blu, il viola, il rosso e il verde). 

La conchiglia dell’Abalone è molto apprezzata anche dai collezionisti e per la fabbricazione di monili e strumenti musicali.
Particolarmente caratteristica è la lavorazione, a scopo decorativo, che ne fanno i Maori (popolo Polinesiano).

L’Abalone è un mollusco a fecondazione esterna: i gameti (cellule sessuali) vengono rilasciati in acqua dove avviene la loro fecondazione dando vita alle uova
Successivamente da quest’ultime escono le “larve trocofore” (ovoidali e trasparenti) che si trasformeranno poi in “veliger” (una larva più sviluppata che presenta già alcuni tratti definiti dell’adulto). 
Trattiamo di un mollusco perlifero.

L’Abalone è diffuso in molti Mari e Oceani del Mondo, in particolare lungo le Coste del Mediterraneo, dell’Africa, della Nuova Zelanda, dell’Australia, delle Coste Occidentali dell’America Settentrionale, delle Isole della Manica e del Pacifico.

L’Abalone, pescato per millenni, è diventato famoso, come prodotto alimentare di élite, quando nel 1915, fu presentato, al grande pubblico, in occasione dell’Esposizione Internazionale Panama-Pacifico, la Fiera Mondiale tenutasi a San Francisco, Stati Uniti, dal 20 Febbraio al 4 Dicembre, per festeggiare il completamento del Canale di Panama.

Successivamente l’Abalone è stato pescato, nel Mondo, specialmente a partire dagli anni Sessanta, in maniera talmente intensa che ha rischiato di scomparire.

L’Abalone per la sua particolare polpa è una vera delizia per il palato, una prelibatezza da sempre  usata nelle Cucine più importanti
Oltre a ciò, nel Sud-est Asiatico, è ricercatissimo essendo considerato anche un potente afrodisiaco.

In Italia l’Abalone ha come habitat la Costa Orientale della Sicilia, la sua pesca, molto limitata, avviene alla fine della Primavera e in Estate e, qui, viene chiamato “Occhio di Bue”.

Per far fronte alle grandi richieste dei mercati, e scavalcare i numerosi divieti di pesca (messi in atto in buona parte della Terra), dagli anni Novanta, è iniziata, a partire dal Sudafrica, la sperimentazione prima e poi l’avvio di Aziende che praticano l’Acquacoltura Marina (oppure a Terra) per commercializzare l’Abalone.

Tra le molte Aziende di qualità che si dedicano nel Mondo allevamento dell’Abalone vorrei citarne alcune, non solo per la loro particolare ubicazione, ma soprattutto per l’eccellenza delle loro produzioni.

La Prima è la Galician Marine Acquaculture che lavora nel calmo e fascinoso Estuario del “Ría de Muros e Noia” nella Galizia, Comunità Autonoma nel Nord-ovest della Spagna
In questo Territorio, bagnato dall’Oceano Atlantico, l’Azienda alleva la varietà di “abaloneGiapponese denominata “Haliotis Discus Hannai”, la più preziosa per la sua fantastica consistenza e il suo straordinario sapore.

La Seconda è la “Connemara Abalone” ubicata in Irlanda, sulla Costa Occidentale, in un punto particolarmente bello e affascinante,  nella piccola Comunità di Ros a’ Mhìl (Rossaveel), nella Contea di Galway
Ci troviamo in una famosa Regione denominata Connemara che comprende la suggestiva Baia di Cashia.

Le Terza è “The Abalone Farm” che si trova a Cayucos, un piccolissimo Centro (Census-designate Place, l’ultimo stadio della suddivisione Territoriale degli Stati Uniti) adagiato sulla Costa della California.

La Quarta è la “Big Island Abalone” con sede a Kailua-Kona, altro piccolo Centro su una delle Isole della Contea delle Hawaii, sempre Territorio degli Stati Uniti.

La differenza delle acque dove si coltiva l’Abalone dà alle diverse produzioni una specifica qualità e una differenziazione di tipologie, forme e sapori.

Molte sono le prerogative nutrizionali dell’Abalone: ha un alto contenuto proteico, un alto contenuto di omega-3 ed è anche ricco di minerali (calcio, ferro e magnesio).

Ma il comune denominatore resta l’eccezionale sapore, iodato e delicato, della sua carne bianca, la sua muscolatura, che può essere degustata (dopo una particolare pulitura) sia cruda che cotta in ogni modo.

La polpa tagliata a “lamelle” ha una consistenza soda, decisamente particolare che, unita alla sua scivolosa umidità, ricorda vagamente quella dei pezzi di funghi porcini sott’olio.

Una vera delizia, un’esperienza sensoriale unica, che si può cucinare secondo varie ricette che ci giungono da molte parti del Mondo.

L’Abalone io lo gradisco crudo con un pochino di limone. 
Se cotto la mia preferenza cade decisamente sul fritto (con vari tipi di pastelle) che è eccezionale, mi entusiasma anche quello in umido (preparato secondo ricette Cinesi o Giapponesi) con vari tipi di funghi. 

L’Abalone, decisamente una preziosa delizia tra le più esclusive per il palato, lo potete trovare, fresco e congelato, grazie ai numerosi allevamenti di qualità sparsi nel Mondo.







Abaloni: Preziosi e Deliziosi

Esempio di Acquacoltura a Terra di Abalone

Abaloni. Foto Agency Corbis

sabato 19 marzo 2016

ALLA TABERNA RESTAURANTE “VIAVÉLEZ”, A MADRID, LE STRAORDINARIE PREPARAZIONI DEL MIO CARISSIMO AMICO LO CHEF PACO RON.




Andare a Madrid, super affascinante e accogliente Capitale della Spagna, senza far visita al mio grande amico Chef Paco Ron, alla Taberna RestauranteViavélez”,  non sarebbe possibile. 
Anche perché ogni volta delizia il mio palato con dei piatti fantastici di Cucina Tradizionale Asturiana e non.

Il Principato delle Asturie è una Comunità Autonoma della Spagna Settentrionale, nella sua estensione, che si affaccia sul Mar Cantabrico, troviamo una sola Provincia, la vivace Città Universitaria di Oviedo, e 79 Comuni

In questo affascinante Territorio il paesaggio è bellissimo e vario, si possono ammirare le montagne, qui arriva la parte più alta della Cordigliera Cantabrica, e a poca distanza, circa 20 km., il mare.
La lunga costa delle Asturie ha una natura particolarmente bella e selvaggia, vi abbondano tranquille spiagge, piccole e suggestive insenature e molte caverne naturali.

Il Mar Cantabrico, racchiuso nel grande Golfo di Biscaglia, bagna sia la Francia che la Spagna, grazie alla qualità della sua  ricca fauna marina è una fonte straordinaria per i pescatori, che, anche sulla Costa Asturiana, hanno edificato i loro villaggi a ridosso di baie adatte a farne porticcioli, rifugi sicuri per le loro imbarcazioni.

Un piccolissimo Villaggio di pescatori, che si affaccia a picco su una verde scogliera, nel Municipio di El Franco, a 120 km. da Oviedo, si chiama Viavélez
Il suo Porticciolo, proprio sotto la scogliera è molto particolare e suggestivo, ricavato in una tortuosa ansa, raggiunge il mare tramite due brevi insenature naturali di diversa larghezza su cui sono stati costruiti tre muri protettivi per difendere il Porto dal mare in tempesta e dai venti del Mar Cantabrico.

Un piccolo Villaggio accogliente e rilassante Viavélez, con le sue case bianche dalle finestre e porte vivacemente colorate, alcune dei pescatori, altre edificate per le rilassanti vacanze dei turisti. 
Le strade pedonali per le passeggiate, il tranquillo molo, quasi una terrazza sul porto; i due caratteristici fanali ubicati all’imboccatura, con il calare della notte, creano suggestivi e romantici riflessi.   
Da qui, in altri tempi, partivano non solo barche di pescatori d’alto mare ma anche delle baleniere che affrontavano lunghe, avventurose, faticose e rischiose spedizioni.

Proprio qui, in questo piccolo paradiso in riva al mare dove è nato suo padre, nel 1989, Paco Ron, già affermato Chef, apre con le sorelle Sara, Carmen e Cristina, una piccola Taverna battezzandola con il nome della Località “Viavélez”. 
Quando inaugura Paco ha 31 anni, è nato a Madrid nel 1958, è un Cuoco con la cucina nel sangue, geniale e autodidatta.

Infatti per seguire la sua innata passione era entrato a lavorare in un famoso Ristorante di Madrid, l’Alkalde, all’età di 17 anni. 
Questo solido Ristorante di cucina tradizionale Basca, gestito dalle Famiglie Remetería e Fanjul, sarà la sua prima e indimenticabile grande scuola. 
Successivamente Paco Ron ha lavorato in molti altri Ristoranti conosciuti sia nella Capitale Spagnola che in altre località.

Ma torniamo alla TavernaViaveléz” ubicata nel Paese dell’omonimo Porto.
Molto l’entusiasmo e l’impegno di Paco in Cucina insieme alla sorella Cristina, anche lei una grande Cuoca
In Sala i clienti vengono gentilmente curati dalle altre due sorelle, Sara e Carmen;  un’appassionata gestione Familiare che presto darà i suoi frutti. 
Poco a poco, grazie alla loro bravura e alla grande qualità dei prodotti usati, il Locale diventa famoso e incomincia ad essere premiato anche sulle principali Guide Gastronomiche
Nel 1998 arriva un altro importantissimo riconoscimento, la super meritata  Stella” della “Guia Michelin España & Portugal”.

Successivamente, per valorizzare ancor di più la Cucina del Territorio, Paco fonda, insieme ad altri importanti Chef Asturiani come Nacho Manzano del RistoranteCasa Marcial”, José Antonio CampoviejoEl Corral del Indianu” e Pedro MartinoL’Alezna”, il Gruppo della Nuova Cucina Asturiana” (NUCA).

Paco rimane nel Paesino di Viavélez fino al 2005 quando, insieme alle sue sorelle, decide di trasferire il suo Locale a Madrid.

La ricerca, la ristrutturazione e la preparazione dei nuovi spazi a Madrid comportano un certo periodo di impegnativi lavori, purtroppo, nel 2006, prematuramente, all’età di soli 46 anni, viene a mancare la sorella Cristina
L’incommensurabile dolore non ferma la forte volontà  e la passione per il lavoro di Paco, anche se la sorella Carmen rinuncia.

Avenida General Perón”, a Madrid, è una bella strada con molto verde (è divisa da ampi, verdi e alberati giardini), che parte da “Plaza de Lima” (praticamente dal grande e mitico “Stadio Santiago Bernabéu”), qui al numero civico 10, ai primi del 2008, nasce il nuovo Restaurante TabernaViaveléz”. 

Il nuovo Locale è molto accogliente e raccolto; al piano terra la luminosa Taberna (Taverna) con il grande bancone per le degustazioni, poi, scendendo una comoda scaletta sulla sinistra, si arriva al piano inferiore dove si trova la cucina e l’elegante, confortevole saletta del Ristorante.
Il servizio è molto personalizzato, non più di una trentina di coperti, belle le apparecchiature.

Il Menu è ampio e molto curato nel bilanciare i piatti di terra con quelli di mare.
La Carta dei Vini è sapientemente selezionata, circa trecento Etichette, Champagne e Bollicine Spagnole, Vini Bianchi e Rossi dalle zone più importanti della Spagna ma anche Francesi, Tedeschi, Austriaci, Neozelandesi, Portoghesi e Italiani, non mancano i Vini Dolci e da meditazione. 
Molte le annate preziose e rare, ma la scelta è ampia e per tutte le tasche. 
E’ possibile degustare anche Vini al bicchiere.

Ma veniamo alla degustazione fatta.

Le portate sono state accompagnate da una buonissima “bollicina”:  

- “Agustí Torelló Mata Reserva Brut 2011”, Cava (denominazione Spagnola per il metodo classico), un blend (45% Macabeu, 32% Xarel-lo, 25% Parellada, tre vitigni autoctoni), 11,5% Vol., prodotto, al 100% con uve provenienti da vigne vecchie, dall’Azienda Agustí Torelló Mata ubicata nel piccolo Comune di Sant Sadurní d’Anoia, nella Provincia di Barcellona, Comunità Autonoma della Catalogna.

Molto buoni e fragranti i diversi tipi di pane e schiacciatine della Casa.
In tavola anche dell’ottimo Olio Extra Vergine di Oliva (categoria superiore)“Castillo de CanenaRiserva di Famiglia (edizione esclusiva e limitata), 100% Arbequina (una cultivar autoctona molto importante in Spagna) prodotto dall’antica (1780) Azienda Castillo de Canena che si trova in Località Canena, nel Comune di Jaén, Comunità Autonoma dell’Andalusia.

Sono state servite le seguenti preparazioni:

- Croquetas de Jamón;

- Tosta Morcílla Asturiana y Cebolla con Pote Asturiano (grelos, patata y compango = rape, patate e una preparazione composta da salsiccia – sanguinaccio – pancetta);

- Callos all’Asturiana, una vera e propria delizia (da sola questa portata avrebbe “meritato il viaggio”, semplicemente fantastica: l’insieme delle parti meno preziose del manzo e del maiale come ginocchio, zampa, muso e moltissimo altro, cucinati per ore con amorevole cura dal grande Chef Paco Ron);

- Merluza alla Gallega (cottura a bassa temperatura) con patatine chips al forno;

- Royal de Liebre con Trufa y Puré de Pera (la Royal di Lepre, una ricetta elaboratissima Francese, in questo caso rivisitata alla Spagnola, un piatto estremamente signorile e di gran classe, una vera e propria prelibatezza diventata, ai giorni nostri, una rarità a causa della grande perizia necessaria e della  lunghissima preparazione che richiede circa 36 ore di cottura);

- Manzana en Tres Textura  (Mela in tre consistenze: Caramella Gel Pralinata, Gelato, Mousse);

- Piccola Pasticceria della Casa.

Tutto buonissimo e di grandissimo livello, oltreché ben presentato. 
Sapori straordinari e  accostamenti perfetti; la materia prima è di elevatissima qualità.

La Cucina dello Chef Paco Ron rispecchia perfettamente la sua grande passione abbinata al suo carattere aperto, sincero e simpatico. 
Per Paco tradizione e innovazione si fondono delicatamente per dare il massimo della piacevolezza, “la sabrosura”, a tutte le sue preparazioni, grazie al suo grande amore per il buon cibo e per il Vino e grazie alla sua indubbia, esperta, arte culinaria.

Il servizio in Sala, come sempre, è stato gentilmente, professionalmente e premurosamente eseguito dal mio amico Javier Rincon, Sommelier e Responsabile di Sala.

Al piano superiore, la sorella di Paco, Sara, dirigeva, al solito, con grande perizia la Taverna.  

Sono rimasto soddisfattissimo e felice, anche quest’anno, della visita al RistoranteViavélez” di Madrid, in Spagna, dove ho potuto gustare le straordinarie e indimenticabili preparazioni del mio carissimo amico lo Chef Paco Ron.





Il Bancone della Taberna

La Saletta Ristorante

 Tosta Morcílla Asturiana y Cebolla con Pote

 Callos all’Asturiana

Merluza alla Gallega con Patatine Chips al Forno

Royal de Liebre con Trufa y Puré de Pera

Manzana en Tres Textura 

Piccola Pasticceria della Casa

Lo Chef Paco Ron e Giorgio Dracopulos