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venerdì 3 aprile 2026

IL MITICO RISTORANTE “MIRAZUR” (TRE STELLE MICHELIN) A MENTONE IN FRANCIA, DELLO CHEF MAURO COLAGRECO, COMPIE 20 ANNI.




Mentone è un Comune Francese (circa 30.000 abitanti) situato a ridosso della Frontiera Franco/Italiana. Appartiene al Dipartimento delle Alpi Marittime a alla Regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra, è anche una celebre Località Turistica della “Costa Azzurra” (in Francese Côte d'Azur”) quella porzione della Costa Mediterranea Settentrionale appartenente alla Regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra che è la diretta prosecuzione geografica ad Ovest della “Riviera Ligure” con la quale condivide le caratteristiche climatiche. Infatti la “Costa Azzurra” dispone d'un favorevole “clima mediterraneo” con inverni miti e soleggiati ed estati calde e secche, e ha un microclima che la protegge dai venti freddi delle Alpi.

Mentone, soprannominata la "Perla della Francia", nome datole dal Geografo Francese Jacques Élisée Reclus (1830 - 1905), si affaccia fascinosamente su una Baia del Mar Ligure racchiusa da “Capo Mortola” ad Est e da “Capo Martino” ad Ovest. Il suo Centro Storico si sviluppa su un piccolo promontorio.

Anche se degli scavi testimoniano una presenza umana in loco fin dal Paleolitico Superiore e che questo tratto di costa fosse già attraversato dalla “Via Julia Augusta”, la strada Romana che collegava Ventimiglia (oggi Italia) a Nizza (Città Francese), Mentone fu fondata da un signore Ligure verso il 1200, sul colle denominato in Latino “Podium Pinum” (o Poggio del Pino) ed è infatti proprio sulla collina poi detta del “Pepino”, ad Ovest della Città attuale, che si raggruppava senza dubbio l'agglomerato antico.

La prima menzione storica della Città reca la data del 21 Luglio 1262 ed è contenuta nel trattato di pace tra Carlo I d'Angiò e i Genovesi.

Dalla seconda metà dell'Ottocento, grazie all'arrivo della ferrovia, Mentone si affermò come importante Località Turistica, in particolare per il soggiorno invernale grazie al clima particolarmente temperato. La cittadina iniziò rapidamente a crescere con la costruzione di alberghi, pensioni e ville.

Arrivando a Mentone, dall’Italia, percorrendo la “Strada Statale 1” (la Via Aurelia) superato il Confine con la Francia si arriva subito all’Esplanade Jojo Arnaldi uno spazio aperto, un Piazzale panoramico vista mare dove si trova anche il Complesso che ospita la Dogana Francese. Dal Piazzale si diramano due VieBoulevard de Garavan” che sale sulla destra e “Avenue Aristide Briand” che scende sulla sinistra.

Proprio in angolo, lato mare, tra l’Esplanade Jojo Arnaldi e Avenue Aristide Briand, al civico 30 di quest’ultima, si trova uno dei Ristoranti più famosi al Mondo: il miticoMirazur” (Tre Stelle Michelin) dello Chef Mauro Colagreco.

Mauro Colagreco è nato, Martedì 5 Ottobre 1976, in Argentina nella Città di La Plata, Capoluogo della Provincia di Buenos Aires, in una Famiglia di origini Italiane con radici nel piccolo Comune Abruzzese di Guardiagrele in Provincia di Chieti.  

La Plata sorge nei pressi della costa dell'estuario del “Río de la Plata” una vasta insenatura dell'Oceano Atlantico formata dalle foci dei Fiumi Paraná e Uruguay, ed è situata a circa 60 km. a Sud-est dalla Città di Buenos Aires. La Plata è conosciuta anche come la "Città delle diagonali" per il suo particolare tracciato, ideato nello Studio dell'Architetto Pedro Benoit (1836 - 1897), caratterizzato da numerose "diagonali": strade a intersezione diagonale su un tracciato di strade intersecantesi ad angolo retto.

Nulla sembrava destinare Mauro Colagreco a diventare Chef, infatti inizialmente intraprese studi economici con l’intenzione, un giorno, di prendere in mano lo studio di contabilità di suo Padre, ma poi fu impossibile ignorare una realtà: la sua mente, e forse ancora di più il suo cuore, apparteneva a un altro mondo, a quello della cucina.

Dopo aver conseguito il Diploma di Cuoco e fatto alcune prime esperienze lavorative Mauro nel 2001 decise di trasferirsi in Francia dove ebbe l'occasione di collaborare con mitici Chef super Stellati” come Bernard Loiseau (fino alla sua morte nel 2003), Alain PassardGuy Martin e Alain Ducasse.

Dopo così importanti esperienze Colagreco nel 2006, con poche risorse ma guidato da una volontà ferrea, si stabilì con la sua Famiglia a Mentone e a pochi passi dal Confine Italiano inaugurò il suo RistoranteMirazur”. Solo sei mesi dopo l'apertura, nel 2007, ricevette il Premio "Rivelazione dell'Anno" dalla “Gault & Millau”, una delle Guide gastronomiche più influenti al Mondo, e in meno di un anno ottenne anche la sua “Prima Stella Michelin”.

Negli anni successivi i premi e i riconoscimenti allo Chef Colagreco e al Ristorante Mirazur” si moltiplicarono in un continuo crescendo. Tra tutti sicuramente hanno avuto maggior rilievo nel 2012 la “Seconda Stella Michelin”, nel 2019 il riconoscimento di “Primo Miglior Ristorante al Mondo” (First Best Restaurant in the World) assegnato da “The World’s 50 Best Restaurants” la mitica classifica stilata annualmente dal Mensile BritannicoRestaurant”, l’arrivo sempre nel 2019 della “Terza Stella Michelin” e la nomina a Mauro Colagreco di “Chevalier des Arts et des Lettres”.

Nel 2020 Colagreco ha continuato la sua rapidissima ascesa diventando anche il “Primo Chef” a ottenere la severissima “Certificazione Plastic-Free" per il RistoranteMirazur”, coronando così molti anni di impegno e ricerca e sviluppo per eliminare definitivamente l'uso della plastica monouso nella sua cucina.

L’attenzione appassionata per la Terra e gli Oceani di Mauro Colograco è stata notata anche dall'UNESCO che gli ha chiesto di diventare, a partire dal 2022, “Ambasciatore di Buona Volontà per la Biodiversità”. L'anno successivo Colagreco ha assunto la prestigiosa carica di Vicepresidente dell’Associazione Relais & Châteaux ed è stato nominato “Cavaliere della Legion d'Onore”.

Gli anni per Colagreco non sono passati concentrandosi solo sul suo “Mirazur” ma l’infaticabile Chef, a partire dal 2016 con l’aperura del suo primo RistoranteCarne” (il suo marchio di “burger” sostenibili) in Argentina, ha dato vita a più di 30 Ristoranti (tutti premiatissimi) in molte Città del Mondo come Parigi, Londra, Hong Kong, Bangkok, Tokyo, Palm Beach, Buenos Aires.

Ma torniamo al RistoranteMirazur”, in Avenue Aristide Briand al civico 30, che ha sede in un maestoso edificio modernista anni '30 completamente restaurato, con tre piani e un design rotondo e armonioso, arroccato sulla collina di Mentone, che offre una vista straordinaria e spettacolare. L'ambiente interno, elegante e sereno, pensato per esaltare con delicatezza ogni momento, è molto luminoso, con ampie vetrate senza telaio che integrano il paesaggio esterno e che fanno godere a pieno la vista mozzafiato sul Mare. Più precisamente sulla “Baia di Garavan” (situata nel quartiere omonimo di Mentone è un'area rinomata per il suo Porto Turistico, le spiagge assolate e l'atmosfera tranquilla) e sulle facciate colorate del Centro Storico di Mentone, creando un'atmosfera fascinosa sospesa tra cielo e mare.

Negli spazi interni oltre alla grande Cucina a vista (con il prestigioso “tavolo dello chef” per 8 persone) trovano spazio la Sala ristorante, la Saletta ricevimenti (la “Puerta” per 16 persone), il Bar Lounge (con il bancone che si protende verso il mare) e la Veranda per una capacità complessiva di molte decine di ospiti.

Il “Mirazur” non è solo un fantastico Ristorante dove lavorano circa novanta grandi professionisti ma è anche una "Tenuta Mediterranea", un “Ristorante con Orto” che vive in simbiosi con la natura circostante. Infatti la struttura è immersa in giardini lussureggianti e orti terrazzati che degradano verso il mare aperti alle visite della clientela. Nell’ampio e bellissimo giardino-frutteto-orto biodinamico, con allevamento di piccoli animali, si coltivano diverse centinaia di specie di piante, comprese varietà tropicali, un'incomparabile diversità agricola favorita dal microclima che si avvicina a un clima sub tropicale permettendo la crescita anche di piante molto rare. Tutto ciò che si produce nell’orto adiacente al Ristorante, e anche negli altri appezzamenti acquisiti da Mauro Colagreco (complessivamente oltre 20 ettari) dislocati più distanti, è edibile ed è riservato per un utilizzo diretto in cucina alMirazur”.

Gli orti delMirazursono qualcosa di straordinario: utilizzando metodi di coltivazione 100% naturali, basati sui principi della “permacultura” e della “biodinamica” sono il cuore pulsante del Ristorante. Rappresentano un legame vivente tra natura, cucina e consapevolezza ecologica.

La “permacultura” inizialmente era l’"agricoltura permanente" (permanent agriculture) ma con il passare del tempo è diventata un sistema di progettazione integrata che crea ecosistemi umani sostenibili, resilienti e produttivi. Nata negli anni '70, da Bill Mollison e David Holmgren, la “permacultura” unisce agricoltura, architettura e gestione delle risorse basandosi su tre etiche: cura della terra, cura dell'uomo e condivisione equa. Si creano sistemi autosufficienti che necessitano di poca manutenzione con basso input energetico ed eliminando gli sprechi. La “permacultura” non è solo una tecnica agricola, ma una filosofia di vita che mira a ridurre l'impatto ecologico umano e a favorire la rigenerazione ambientale.

Negli orti delMirazur”, grazie a un team di una decina di giardinieri, vengono coltivate oltre 1.500 varietà con la preparazione manuale del terreno, “pacciamatura regolare” (coprire costantemente il suolo intorno alle piante con materiali naturali), “consociazione” (coltivazione contemporanea di più piante sullo stesso terreno) e rotazione delle colture. Gli orti forniscono fino all'80% dei prodotti utilizzati nella cucina del Ristorante.

Il Ristorante “Mirazur” del grande Chef Mauro Colagreco, ha subito negli anni, un profondo rinnovamento strutturale e di concetti, culminati nel 2020 con l'adozione di una “Cucina basata interamente sui cicli lunari e la natura”, praticamente una “Gastronomia Circolare”: Il servizio di cucina è strutturato con i Menù che cambiano quotidianamente, seguendo la maturazione e la disponibilità dei prodotti, basandosi sulleQuattro parti di una pianta”: Radici, Foglie, Fiori e Frutti.

Traendo ispirazione proprio da ciò che si raccoglie negli orti e dai prodotti di stagione lo Chef Mauro Colagreco spinge i confini della creatività in ogni servizio, componendo un percorso in “9 sequenze” ognuna incentrata su un ingrediente vegetale chiave e integrata con carne e pesce. A meno che non venga richiesto espressamente, non viene mai servito lo stesso piatto, garantendo così una piacevole sorpresa ad ogni visita.

I “Quattro Menù” attualmente disponibili al RistoranteMirazur”, di cui ogni giorno ne viene servito uno a sorpresa, nella realtà realizzano una “mappa” (un universo), sono il “libero sfogo della natura” realizzato per risvegliare, connettere e stupire:

- “UNIVERS RACINES” - (Radici) - La Terra sussurra la sua forza in un Menù radicato, essenziale e profondamente sorprendente;

- “UNIVERS FEUILLES” - (Foglie) - L'acqua scorre e nutre, ispirando un Menù tonificante e verdeggiante, vibrante di freschezza;

- “UNIVERS FLEURS” - (Fiori) - L'aria viene accolta con leggerezza, offrendo un Menù floreale, elegante e sapientemente luminoso;

- “UNIVERS FRUITS” - (Frutti) - Il fuoco esalta i sapori, rivelando un Menù solare, sensuale e generoso.

Accanto a portate straordinarie non poteva non esserci una Carta dei Vini altrettanto magnifica, praticamente un’enciclopedia vitivinicola: oltre 40.000 Bottiglie che rappresentano 5.000 Vini diversi. Ogni annata è stata selezionata per la sua unicità, per le sue radici nel terroir, ma anche per l'impegno di coloro che le danno vita, una collezione che intesse un dialogo delicato con la cucina dello Chef e ogni bicchiere diventa un ponte tra culture, un vero e proprio eco di vita.

Ma al “Mirazur” c’è ancora di più. Infatti c’è la possibilità di abbinare alle portateBevande Fresche Analcoliche” ispirate alle tradizioni di tutto il mondo e realizzate con piante da giardino. Le miscelazioni che vengono preparate esaltano il pasto attraverso una moltitudine di infusi, fermentazioni, macerazioni, decotti e altre pressature "tutte fatte in casa".

In questo 2026 il RistoranteMirazurcelebra il suo20° Anniversario” e per segnare questa tappa eccezionale Mauro Colagreco ha ideato “Tre Eventi” emblematici che rendono omaggio alla storia del Locale, ai suoi team e alla filosofia che lo ha guidato sin dall’inizio.

Il “Primo Evento” sarà un incredibile “Menù Anniversario”, servito solo dal 1° Aprile al 17 Maggio 2026, che celebra due decenni di creatività, esplorazione e dialogo con la natura. Questa esperienza culinaria senza precedenti sarà realizzata sotto l’eccezionale direzione del leggendario e super premiato Chef Spagnolo Ferran Adrià Acosta (classe 1962), una figura apicale della gastronomia contemporanea mondiale. Fondatore del Ristorante elBulli”, a Cala Montjoi un’insenatura vicino a Roses sulla Costa Brava in Catalogna, Spagna, Ferran Adrià è universalmente riconosciuto come uno dei più grandi innovatori, un vero rivoluzionario della gastronomia contemporanea, che ben oltre la pratica culinaria ha contribuito a ridefinire il linguaggio della cucina, sfumando i confini tra arte, scienza ed emozione.

Il “Secondo Evento” si svolgerà in autunno con la pubblicazione di un “Libro Commemorativo” che ripercorre venti anni di immaginazione, dedizione e impegno per la gastronomia sostenibile.

Come “Terzo EventoColagreco riunirà i suoi ex collaboratori per una serie di cene speciali, onorando gli chef, gli artigiani e i collaboratori il cui talento, passione e dedizione hanno plasmato l’identità e la fama internazionale del RistoranteMirazur”.

Da 20 anni il mitico RistoranteMirazursi è affermato come uno straordinario laboratorio a cielo aperto sviluppando una cucina in continuo movimento. Non solo un magnifico Ristorante ma anche un eccezionale campo di esplorazione che ha permesso al bravissimo Chef Mauro Colagreco di coltivare la profonda convinzione che la gastronomia può riparare piuttosto che esaurire: “Scegliendo ciò che mangiamo e come cuciniamo, scegliamo il mondo in cui vogliamo vivere.”

https://www.mirazur.fr/

https://www.youtube.com/watch?v=1dbDV9IffYQ


Ristorante "Mirazur" a Mentone (Foto Jovani Demetrie)

"Mirazur" a Mentone: la Magnifica Vista (Foto M. Carassale)

Lo Chef Mauro Colagreco (Foto Matteo Carassale)

Orto/Giardino e Panorama. (Foto Matteo Carassale)

"Universo Radici": Torta di Rapa e Aragosta (Foto M. Carassale)

"Universo Foglie": Piccione Posidonia e Farro (Foto M. Carassale)

"Universo Fiori": Rosa di Gamberoni (Foto Matteo Carassale)

"Universo Frutti": Foie Gras, Ciliegie e Cacao (Foto M. Carassale)

"Universo Frutti": Ravioli Polpo e Peperone (Foto M. Carassale)
 
Ferran Adrià e Mauro Colagreco. (Foto Matteo Carassale)


sabato 28 settembre 2024

CHAMPAGNE BRUT GRAND CRU “EFFRONTÉE 2008” DI PIERRE ARNOULD: RARO, OTTIMO E “SFRONTATO” PRORIO COME IL SUO NOME.




La “Champagne” è un Territorio, delimitato da una Legge del 1927, ubicato nella Regione della Champagne-Ardenne, del Nord-est della Francia, dove si produce l’omonimo e mitico Vino spumeggiante. Il Territorio della Champagne si trova a circa 150 Km. a Est di Parigi e si divide in Cinque Zone naturali (319 Comuni in totale) dalle diverse caratteristiche sia del terreno sia climatiche: Montagne de Reims, Vallée de la Marne, Côte des Blancs, Côte de Sèzanne e Côte des Bar nell’Aube. Nel Territorio dellaA.O.C. Champagne” (Appellation d'Origine Contrôléein Italiano Denominazione d'Origine Controllata) ci sono 34.200 ettari di Vigneti, divisi in circa 281.000 Parcelle (in maggioranza molto piccole) coltivate da oltre 16.000 Vigneron.

Lo Champagne non è solo un piacevolissimo Vino Francese con le bollicine (perlage) ma, in tutto il Mondo, da più di trecento anni è un “cult” che nel 2015 è stato riconosciuto anche dall’Unesco con l’inserimento di “Coteaux, Maisons & Caves de Champagne” nel “Patrimonio Mondiale dell’Umanità”.

Oggi Vi racconto di uno ChampagneMillesimatomolto particolarePierre Arnould Brut Effrontée Grand Cru”.

LaMaison Champagne Pierre Arnould è ubicata nel Comune Francese di Verzenay

Verzenay è un piccolo Comune (circa 1100 abitanti) che si trova nella Regione del Grand Est, Dipartimento della Marna, Arrondissement di ReimsCantone Mourmelon-Vesle et Monts de Champagne.

Tra le storie di Verzenay molto particolare è quella che si riferisce a “Le Phare de Verzenay”, un “Faro” che come recita il motto del Paeseè unico”, infatti si trova a oltre 200 km. dal mare.

Joseph Goulet, che nel 1909 aveva realizzato la sua Marca di Champagne, decise di promuoverla con una pubblicità assolutamente nuova e impattante per l’epoca costruendo in “cemento armato” (una delle prime costruzioni nella regione) un “Faro” su le cui pareti spiccavano grandi scritte.

Il Faro, edificato su di una collina chiamata “Mont Rizan” in mezzo ai vigneti, la sera iniziava a illuminare, ruotando, le Colline di Verzenay e quello che Joseph chiamava “un mare di viti”. Negli edifici alla base del Faro furono allestiti un Ristorante con giardino e un Teatro, successivamente, visto che il Faro attirava moltissimi curiosi da tutti i territori circostanti, venne aperta anche una “Guinguette”.

Si definiva “Guinguette”, preminentemente nelle periferie urbane o nelle zone rurali, un Locale popolare dove si poteva bere, mangiare e ballare.

La ferrovia della “Compagnie des Chemins de Fer de la Banlieue Rémoise” che serviva la Stazione di Verzenay (oggi scomparsa) favorì in quegli anni l’accesso al Faro.

La “Compagnie des Chemins de Fer de la Banlieue Rémoise”, creata nel 1826 e chiusa nel 1937, serviva una rete ferroviaria secondaria di oltre 400 km. che raggiungeva ben 180 Comuni.

Durante la “Prima Guerra Mondiale” (1914 - 1918) il Faro, utilizzato come posto di osservazione, venne pesantemente bombardato e danneggiato, come anche nella “Seconda” (1939 - 1945), gli edifici annessi furono tutti distrutti ma il Faro si salvò dal crollo. Abbandonato negli anni successivi nel 1987 fu acquistato dalla Città di Verzenay. Nel 1994, la Comunità dei “Comuni di Vesle Montagne de Reims” si è fatta carico del progetto di creazione nel Faro di un “Ecomuseo della Vite” che ha aperto il ​​3 Ottobre 1999.

Oggi “Le Phare de Verzenay” grazie al Museo offre una speciale ospitalità, una magnifica vista (a 360°) sui vigneti dal belvedere, raggiungibile da 101 scalini, informative sulla Storia dello Champagne e nell’Area Degustazioni vi è l'opportunità di assaggiare le annate più prestigiose dei Viticoltori della Montagna di Reims.

Proprio sul Terroir collinare di Verzenay (un terroirunico e irripetibile meritatamente classificato Grand Cru della Zona Montagne de Reims”) tra il Faro e un Mulino si trova buona parte delle vigne dellaMaison Pierre Arnould”.

La “Pierre Arnould” è legata alla nascita di un’altra Azienda creata nel 1925 grazie al duro lavoro di Eugène Ralle, successivamente il Figlio Pierre nel 1955 ha fatto nascere il MarchioPierre Arnould” e ancora oggi esiste il collegamento con la stessa “Eugène Ralle”. Dal 2002 alla guida dell’AziendaPierre Arnould” è arrivata la Figlia di Pierre, Nathalie Arnould, che con grande sapienza enologica (ha una Laurea in Enologia e tanta esperienza fatta non solo tra le vigne di Famiglia) ha saputo rilanciare l’attività di “Récoltant-Manipulant” (chi produce e commercializza Champagne per proprio conto utilizzando solo uve provenienti da vigneti di proprietà) della Famiglia e conduce “con mano ferma” la Maison e i suoi otto ettari vitati di proprietà suddivisi in differenti parcelle sempre nei dintorni di Verzenay,

Tra le Vigne dellaPierre Arnould Champagne”, molte delle quali hanno un’ottima esposizione a Nord-est che determina una positiva maturazione ritardata, il vitigno dominante è il “Pinot Nero” (85%), come regola di Verzenay vuole, affiancato da qualche sparuto filare di “Chardonnay”. L’agricoltura è sostenibile e durante le vendemmie la selezione delle uve è super severa, la vinificazione poi avviene nella ben attrezzata Cantina, voluta da Natahlie, che in bella vista si trova nella Piazza principale del Paese. Al primo piano della Cantina un grande open-space, l’ufficio e la sala di degustazione.

Alla “Maison de Champagne Pierre Arnould”, oggi, si realizzano solo sei interessantissimeCuvées” (Vini ottenuti dalla combinazione di diversi vitigni): “Brut Seléction” (75% Pinot Noir e 25% Chardonnay), “Extra Brut” (75% Pinot Noir e 25% Chardonnay), “Cuvée Aurora” (70% Pinot Noir e 30% Chardonnay), “Millésime” (80% Pinot Noir e 20% Chardonnay), “Brut Rosé” (95% Pinot Noir e 5% Chardonnay) e “Effrontée” (100% Pinot Noir).

Lo Champagne Pierre Arnould Brut Effrontée Grand Cruche ho avuto il grande piacere di degustare è unMillesimato 2008 non dichiarato”.

Una Cuvée di Champagne per poter essere definita “Millésime” è per il produttore un grosso impegno dovuto sia alle numerose procedure burocratiche da intraprendere sia all’obbligo di indicare l'anno di vendemmia sul tappo e sull'etichetta oppure sul collo della bottiglia. Per tali motivi in alcuni casi i Vigneron scelgono di elaborare i “Millésime” senza dichiararli anche se “verbalmente” è notorio l’anno della vendemmia selezionata.

Lo “Champagne Pierre Arnould Brut Effrontée Grand Cru 2008” è un assemblaggio di selezionatissime uve (100% Pinot Noir) raccolte in tre delle più importanti parcelle della proprietà. La fermentazione alcolica si è svolta in acciaio, la vinificazione è stata effettuata con l’utilizzo della fermentazione malolattica, ha fatto oltre 100 mesi sui lieviti e ha riposato per circa 6 mesi dopo ildégorgement”, la sboccatura effettuata nel 2019.

Effrontée”, in Italiano significa “Sfrontato”, è uno Champagne (100% Pinot Noir) importante, eccellente e di successo, viene realizzato esclusivamente nelle annate migliori. Nathalie Arnould sceglie la cuvèe di base e successivamente in sessione di assaggio mette a punto con alcuni amici Francesi, noti Ristoratori e Chef (Stellati), il “vino autenticamente gastronomico” per eccellenza.

Dello Champagne Pierre ArnouldEffrontée” (2008 non dichiarato), sempre per sottolineare la sua rarità, ne sono state prodotte solo 2.000 Bottiglie da 750 ml. e quella da me stappata era la Bottiglia N. 1808.

Lo Champagne Brut Grand Cru Pierre ArnouldEffrontée” (2008) si presenta con un bel colore giallo oro, al naso ha note burrose di cioccolato bianco, frutta candita, frutta secca e spezie, in bocca è denso, ricco, goloso e la sua struttura decisamente avvolgente lo rende lungo e persistente.  

Lo Champagne Pierre Arnould Effrontée” (2008) è un vino elegante e raro, una sincera e ottima espressione del magnifico Territorio Francese di Verzenay. Per le sue peculiarità lo ChampagneEffrontéee anchesfrontato, sfacciato, impudente, spudorato, impertinente, audaceproprio come il suo nome.

https://champagne-pierre-arnould.com/


"Effrontée 2008" con la Scultura in Resina di Franco Mauro Franchi

"Champagne Pierre Arnould Brut Effrontée Grand Cru 2008"

Champagne Pierre Arnould "Effrontée 2008": L'Etichetta
 
Champagne Pierre Arnould  "Effrontée 2008": Bottiglia n.1808

Champagne Pierre Arnould "Effrontée 2008": Elegante e Raro

sabato 1 giugno 2024

AL RISTORANTE “LO SCOGLIETTO” DI ROSIGNANO SOLVAY (LI) UNA STRAORDINARIA DEGUSTAZIONE DI BEN 92 SELEZIONATISSIMI CHAMPAGNE.



Sull’accogliente litorale di Rosignano Solvay, in Provincia di Livorno, al Civico 13-15 di Via Lungomare Monte alla Rena adagiato romanticamente sulla spiaggia si trova il RistobeachLo Scoglietto”.

Rosignano Solvay è la Frazione più popolata (oltre 16.000 abitanti) del Comune di Rosignano Marittimo, si trova sulla bellissima Costa Toscana a circa 25 km. a sud di Livorno. Nota e accogliente Località Balneare, dotata anche del grande Porto Turistico, prende il nome da due Fratelli, originari del Belgio, Ernest e Albert Solvay che nel 1913 scelsero questa zona per aprire un grande stabilimento per la produzione della soda. Grazie alla nascita dello Stabilimento si crearono le condizioni favorevoli per lo sviluppo del Paese.

Il Ristorante e Stabilimento BalneareLo Scoglietto” è un’attività a carattere Familiare gestita, dal 1994, da Claudio Corrieri (grande ristoratore, appassionato ed eccezionale conoscitore di Vini) e della moglie la bravissima Chef Isabella Lazzerini Denchi. Due esperti professionisti che hanno una grande esperienza acquisita con molti anni di lavoro sia in Italia che all'Estero.  

Lo Scoglietto” è un ambiente luminoso e panoramico con alcune decine di tavolini, che godono di una straordinaria vista mare, posti sotto tettoie e ombrelloni a ridosso dell'arenile e dello “scoglioda cui il Locale prende il nome.

Ecco proprio al RistoranteLo Scoglietto” nei giorni di Lunedì 20 e Martedì 21 Maggio 2024 si è svolta, dalle 11:00 alle 17:00, una degustazione del tutto eccezionale: “Champagne & Friends”. 

La “Champagne” è un Territorio, delimitato da una Legge del 1927, ubicato nella Regione della Champagne-Ardenne, del nord-est della Francia, dove si produce l’omonimo e mitico Vino spumeggiante. Il Territorio della Champagne si trova a circa 150 Km. a Est di Parigi e si divide in Cinque Zone naturali dalle diverse caratteristiche sia del terreno sia climatiche: Montagne de Reims, Vallée de la Marne, Côte des Blancs, Côte de Sèzanne e Côte des Bar nell’Aube. Nel Territorio della “A.O.C. Champagne” (Appellation d'Origine Contrôlée, in Italiano Denominazione d'Origine Controllata) ci sono 34.300 ettari di Vigneti, divisi in circa 281.000 Parcelle (in maggioranza molto piccole) coltivate da oltre 16.000 Vigneron.

Lo Champagne non è solo un piacevolissimo Vino Francese con le bollicine (perlage) ma, in tutto il Mondo, da più di trecento anni è uncult” che più recentemente è stato riconosciuto anche dall’Unesco che ha inserito “Coteaux, Maisons & Caves de Champagne” nel “Patrimonio Mondiale dell’Umanità”.

Champagne & Friendsè stato un Evento particolarissimo e super interessante organizzato da una Azienda Distributrice Italiana di successo: “Le Bollicine”.

L’AziendaLe Bollicine” è nata a Livorno, una decina di anni fa, grazie alla grande passione dei suoi Titolari Daniele Bartolozzi e Claudio Corrieri (ecco il collegamento con il RistoranteLo Scoglietto”).

Daniele è di origini Chiantigiane, è entrato nel Mondo del Vino a metà degli anni ’80 armeggiando tra le botti di alcune prestigiose Cantine di Panzano in Chianti. Nei primi anni ’90 è diventato Sommelier e assaggiatore, iniziando poco dopo l’attività di Docente di Tecnica di Degustazione per Associazioni Professionali e Istituti Tecnici. Negli anni ha collaborato con varie Guide Enologiche Nazionali, dal 2005 presta il suo palato alla conosciutissima “Guida Vinibuoni d’Italia” del Touring Club di cui è Coordinatore Regionale. È stato membro e Presidente di Giuria per innumerevoli Concorsi Internazionali e, nei ritagli di tempo, scrive occasionalmente per varie testate e riviste tematiche on-line. Grande appassionato di bollicine, ogni anno, da ben oltre un ventennio, cerca con grande accuratezza tra i Vigneti di Champagne le piccole e più preziose Maisons per lo più sconosciute al grande pubblico.

Claudio è Livornese, attraverso una lunga gavetta in Italia e Svizzera ha acquisito una grande esperienza che ha sfruttato a pieno quando a metà anni ’90 gli si è presentata l’occasione di mettersi in proprio. Oggi, come già accennato, assieme alla Moglie Isabella Lazzerini Denchi è il Titolare del notissimo RistoranteLo Scoglietto”, la terrazza gastronomica sul mare di Rosignano Solvay. Espertissimo e grande appassionato di Vini d’Oltralpe è spesso in Francia per visite a cantine e per le anteprime delle più prestigiose denominazioni. Per diversi anni ha prestato il suo palato alla prestigiosa “Guida dei Vini dell’Espresso” spaziando dalla Toscana al Piemonte con puntate nel resto d’Italia, ancora oggi è spalla del grande Ernesto Gentili, la voce tra le più autorevoli della critica enoica. Da sempre estimatore dello Champagne vanta in materia un vastissimo repertorio d’assaggi nonché nel suo Locale una ricca, speciale e personalissima selezione.

L’Azienda di DistribuzioneLe Bollicine” è nata da un progetto che ha voluto coinvolgere in un circolo virtuoso tutti coloro che sono alla ricerca di Champagne di altissima qualità fuori dai soliti percorsi commerciali, costosi e stereotipati. Per tale motivo, districandosi tra le 5000 Cantine e i 300 milioni di bottiglie a Denominazione Champagne prodotti annualmente, è stato creato un Listino scegliendo accuratamente una gamma di Champagne, una selezione mai statica e ripetitiva in continuo aggiornamento. Daniele e Claudio sono sempre alla ricerca del produttore più bravo, della cuvée migliore o della sboccatura più riuscita: “Un modo nuovo di bere Champagne”.

Per estrema chiarezza l’Azienda si è dotata di regole che dimostrano perfettamente la loro filosofia e il loro modo di operare: - Solo Champagne, e nient’altro, all’interno del nostro Catalogo;  - Solo “Récoltant-Manipulant”, ovvero solo chi cura per intero la filiera del proprio Champagne, dalla Vigna alla elaborazione delle basi, dalla presa di spuma alla sboccatura finale; - Solo Piccoli Vignerons, ovvero Produttori con pochi ettari all’attivo gestiti in prima persona con grande cura, competenza e attenzione; - In larga parte Produttori Bio, in conversione al Bio e/o in “Agriculture Raisonnée” (“agricoltura sostenibile” secondo i dettami della Legge Francese) attenti e rispettosi della loro Terra, lavorata senza uso di agenti chimici e con basso uso di solforosa in Cantina; - Solo Zone “Grand Cru”, “Premier Cru” o di comprovata eccellenza, ovvero quelle Terre ristrette ove nei Secoli è stata universalmente riconosciuta la massima qualità delle Uve; - Solo prezzi molto ragionevoli e sensati a dimostrazione che lo Champagne è un lusso molto più democratico di quanto si pensi.

Grazie ai molti meritiLe Bollicineoggi è un’Azienda di grande successo che con un prezioso Catalogo ricco di 30 Aziende di Champagne copre tutte le Regioni Italiane con oltre 2.000 Clienti e 70 Rappresentanti.

Ma torniamo alla degustazione Champagne & Friendsdi Lunedì 20 e Martedì 21 Maggio 2024 al RistobeachLo Scoglietto”.

L’Evento dedicato ai professionisti del SettoreHotellerie-Restaurant-Café” (Ho.Re.Ca.) ha visto la partecipazione di tutte e 30 le interessantissime Aziende di Champagne distribuite daLe Bollicineche hanno portato ognuna da una a cinque loro diverse tipologie di Champagne: Toullec Anthony & Clémence (Rillly-la-Montagne Premier Cru) - Gounel-Lassalle (Cigny-Les-Roses Premier Cru) - Barbier-Louvet (Tauxiéres Premier Cru) - Guy Mea (Louvois Grand Cru) - Fernand Hutasse (Bouzy Grand Cru) - Dauby (Ay Grand Cru) - Francois Chaumont (Puisieulx Grand Cru) - Pierre Arnould (Verzenay Grand Cru) - Pierre Deville (Verzy Grand Cru) - Patrick Soutiran (Ambonnay Grand Cru) - Lucien Roguet (Mailly Grand Cru) - Jean Pierre Secondè (Sillery, Mailly, Puisieulx Grand Cru) - Paul Lebrun (Cramant Grand Cru) - Lancelot Fils (Oiry, Cramant Grand Cru) - Voirin-Jumel (Cramant Grand Cru) - Waris-Hubert (Avize Grand Cru) - Sebastien Daviaux (Choully Grand Cru) - Herbelet (Oger Grand Cru) - Person (Vertus Grand Cru) - Hervè Dubois (Avize Grand Cru) - Michel Rocourt (Les Mesnil Sur Oger Grand Cru) - Petit et Bajan (Avize Grand Cru) - Delouvin-Nowack (Vandiéres) - Michel Littiere par Francois Chaumont (Oeuilly) - Suisse - Laval (Cumiers Premier Cru) - Fresne Ducret (Villedommange Premier Cru) - Follet - Ramillon (Belval sous Chatillon) - Domaine des Arondes (Avenay Val D’O) - Louise Brison (Noe Les Mallets) - Vincent Phlipaux (Les Riceys) - Clode Bartol (Selection pour “Le Bollicine”).

Ai tavoli di degustazione, dove si potevano assaggiare 92 diversi tipi di deliziosi Champagne, nella maggior parte dei casi erano presenti i Titolari giunti appositamente dalla Francia per illustrare le loro Aziende e le loro produzioni. Dove non erano potuti intervenire i Titolari erano sostituiti dai bravi professionisti delWine Sommelier Service”.

Ai Visitatori all’ingresso veniva consegnato un comodissimo e utilissimo “Libretto di Degustazione” in cui si poteva facilmente avere le principali indicazioni di quanto era possibile assaggiare.

Durante tutto l’Evento la straordinaria Chef Isabella Lazzerini Denchi ha fatto uscire dalla sua Cucina una marea di gustosissimi finger food” in accompagnamento alla bollicine.  

Una degustazione di straordinario livelloChampagne & Friends svoltasi al RistoranteLo Scogliettodi Rosignano Solvay (LI), organizzata veramente molto bene, che ha visto la partecipazione entusiasta di diverse centinaia di professionisti del settore, giunti da tutta Italia, che hanno potuto assaggiare ben 92 selezionatissimi Champagne.

https://www.lebollicine.eu/

https://www.youtube.com/watch?v=26F30UzMabc


 Ristorante "Lo Scoglietto" a Rosignano Solvay (LI)

 Lo "Scoglio" da cui prende il Nome il Ristorante.....

"Champagne & Friends 2024" al Ristorante "Lo Scoglietto".....

 Solo Champagne Super Selezionati

Daniele Bartolozzi e Isabella Lazzerini Denchi

 Molti i Produttori Venuti dalla Francia

 Un Pubblico Super Interessato

 Un Evento di Successo

Claudio Corrieri, Giorgio Dracopulos, Daniele Bartolozzi

sabato 16 marzo 2024

“CHÂTEAU D'YQUEM” IL NUOVO BELLISSIMO, PREZIOSO E FASCINOSO LIBRO DI CINZIA BENZI, FRANCESCA BRAMBILLA E SERENA SERRANI.


 

La Cultura Enologica in Francia ha una Storia straordinaria e Secolare che ha avuto e ha una grande influenza su tutti gli altri Territori del Mondo dove si produce Vino. Le Zone Vitivinicole Francesi, come Bordeaux, Borgogna, Valle del Rodano, Valle della Loira, Alsazia e Champagne, grazie alla grande qualità della produzione abbinata a una grande capacità di comunicare tale qualità sui mercati mondiali sono considerate da tutti come modelli di riferimento. Una Tradizione Enologica quella Francese che risale al 600 a.C. quando i Greci fondarono “Massalia” (oggi Marsiglia) e introdussero nel Territorio la coltura della Vite.

La produzione di Vino in Francia alla fine 2023 di circa 45 milioni di Ettolitri ha portato il Paese a diventare il Primo Produttore al Mondo.

La qualità dei Vini Francesi, analogamente al sistema in uso in Italia, prevede tre livelli di Denominazione: - “AOC” (Appellation d’Origine Contrôlée) il livello di qualità più alto e rigoroso del sistema e può comprendere anche delle Sottozone; - “Vin de Pays” analogo alle “IGT” Italiane; - “Vin de Table” i Vini che non rientrano, per mancanza o insufficienza di requisiti, nelle categorie superiori. A seconda poi della Zona di Produzione dei Vini esistono delle altre specifiche menzioni come “Château”, “Cru”, “Clos”, che contribuiscono a definire e delimitare il Territorio di Origine dei Vini stessi e di alcune Tipologie.

La “Nuova Aquitania”, la più estesa Regione Amministrativa Francese, è stata istituita, a decorrere dal Primo Gennaio 2016, accorpando le Regioni di AquitaniaLimosino e Poitou-Charentes. Suddivisa in 12 Dipartimenti ha come Capoluogo la Città di Bordeaux. In questa Regione sono ubicate alcune delle più grandi e importanti Zone Vitivinicole Francesi come Bordeaux, Médoc e Margaux conosciute in tutto il Mondo come le migliori per la produzione di Vini grazie al particolareTerroir” (Territorio), il complesso sistema ambientale naturale, chimico, fisico e climatico.

L’Imperatore Carlo Luigi Napoleone Bonaparte (Napoleone III, 1808 - 1873) in occasione della “Exposition Universelle des produits de l’Agriculture, de l’Industrie et des Beaux-Arts” tenutasi a Parigi tra il 15 Maggio e il 15 Novembre 1855, volle redigere un sistema di “Classificazione Ufficiale” dei migliori Vini del Bordeaux esposti per l’occasione. Un ristretto comitato di esperti e commercianti del settore, dopo aver effettuato una selezione di ottimi Vini,  prendendo anche in considerazione l’alta professionalità degli Château (61 i Castelli catalogati) e i costi di produzione, espresse la Classificazione, che prende il nome dall’anno in cui è stata fatta il 1855, ed è ordinata per importanza dal primo al quinto livello per i Vini Rossi: “Premiers Grands Crus Classés”, “Deuxièmes Crus”, “Troisièmes Crus”, “Quatrièmes Crus”, “Cinquièmes Crus”. Mentre per i Vini Bianchi la Classificazione comprese: “Premier Cru Supérieur”, “Premier Crus”, “Deuxième Crus”.

Uno dei Vini Bianchi colonne portante del Territorio del Bordeaux che è passato attraverso i Secoli consolidando le sue pregevolissime peculiarità è lo Château d'Yquem Premier Cru Supérieur".

Château d’Yquem” è una splendida Tenuta, ubicata all’apice di una verdeggiante collinetta, nel piccolo e suggestivo Comune di Sauternes (meno di mille abitanti), una piccola enclave nelle Graves a sud-est di Bordeaux, con più di 400 anni di storia una vera e propria saga epica piena di eventi e illustri personalità.

Lo “Château d'Yquem” è un'Azienda Vitivinicola che da sempre produce un particolarissimo Vino Dolce, grazie a un terroir e un microclima perfetto per lo sviluppo della “botrytis cinerea” (muffa nobile che attacca l’uva), diventato mitico negli anni che ha il suo stesso nome ed è come già accennato l’unico a essere stato ClassificatoSauternes Premier Cru Supérieur” dalla regolamentazione Ufficiale del Vini di Bordeaux del 1855.

Il “Sauternes” è un Vino Dolce Francese rientrante nell’Appellation d’Origine Contrôlée Sauternes una delle suddivisioni dei Vigneti di Bordeaux. La Zona che dal 1936 rientra nella Denominazione comprende Cinque Comuni tutti ubicati a sud di Bordeax sulla riva sinistra del Fiume Garonna e adagiati su entrambe le sponde del Fiume Ciron: Barsac, Bommes, Fargues, Preignac, Sauternes. Le Uve utilizzate nella “AOC Sauternes” sono: Sémillon, Sauvignon Blanc e Muscadelle. La storia della denominazione praticamente coincide con quella dello Château d’Yquem che da sempre ne è la massima espressione.

Durante il Medioevo nella Tenuta d'Yquem esisteva già dal XII Secolo un edificio Fortificato, era di proprietà del Re d'Inghilterra all'epoca anche Duca d'Aquitania. Nel 1453 il sud-ovest della Francia ritornò sotto il dominio della Corona Francese grazie a Carlo VII. Un discendente di una Famiglia Nobile Locale, Jacques Sauvage, fu incaricato a partire da Mercoledì 8 Dicembre del 1593 di custodire la Tenuta e di ristrutturare gli edifici in essa compresi. Gli archivi del dipartimento della Gironda, così come quelli del Castello, dimostrano che già a quell'epoca esistevano pratiche viticole particolari e vendemmie tardive.

Giovedì 16 Luglio 1711, verso la fine del Regno di Luigi XIV, un discendente di Jacques, Léon de Sauvage d'Yquem, ricevette lo “status nobiliare” e acquistò la Tenuta dando inizio sia ai lavori per il completamento del Castello (un quadrilatero attorno ad un vasto cortile, l’edificio e diventatoMonumento Nazionalenel 2003) sia alla paziente opera di realizzazione, appezzamento dopo appezzamento, delle vigne. Nel 1785 Françoise Joséphine de Sauvage d'Yquem a soli 16 anni sposò il Conte Louis Amédée de Lur-Saluces Colonnello del Reggimento Penthièvre-dragons (un reparto di cavalleria) che solo tre anni dopo morì cadendo da cavallo. La giovanissima vedova assunse con una straordinaria intelligenza e bravura la gestione delle proprietà e delle ricchezze della Famiglia che prosperarono.

Al tempo il vino dello Château d'Yquem era già molto apprezzato da famosi personaggi dell’epoca e tale fatto aiutò la giovane Françoise Joséphine a mantenere i beni di famiglia anche durante la Rivoluzione Francese (1789 - 1799) quando, essendo una forte oppositrice, venne imprigionata due volte. Nel 1826, Françoise Joséphine fece edificare la nuova Cantina, perfezionò i metodi di vendemmia e sviluppò la reputazione internazionale.

Sarebbe ancora troppo lungo entrare nei particolari anche avventurosi e interessantissimi della discendenza di Françoise Joséphine a partire da suo Figlio Antoine Marie Henri Amédée de Lur Saluces (1786 - 1823) fino ad arrivare alla Quinta Generazione con Bertrand de Lur Saluces (classe 1888) che morì per arresto cardiaco nelle strade di Bordeaux il 9 Aprile 1966. Bertrand celibe e senza discendenti scelse, poco prima della sua morte come successore alla guida dei possedimenti di Famiglia, suo Nipote Alexandre de Lur Saluces (classe 1934) un grande appassionato che purtroppo si è spento il 24 Luglio 2023 all’età di 89 anni lasciando un gran vuoto nel panorama internazionale dell’enologia.

Nel 1996 lo Château d'Yquem è stato acquistato per il 38% dal Gruppo FranceseLVMH - Moët Hennessy Louis Vuitton SE” e nel 1999 a loro sono andate 64% delle azioni. Il Gruppo fondato da Alain Chevalier e Henry Racamier è oggi Leader Mondiale nel settore del lusso in termini di fatturato con un portafoglio di oltre settanta prestigiosi marchi nel campo dei vini, degli alcolici, nel campo della moda, nei gioielli, in Alberghi di lusso e nei media. Dal Maggio 2004 la gestione dello Château d'Yquem è stata affidata a Pierre Lurton.

Oggi la Tenuta delloChateau d’Yquem”, che ha mantenuto un carattere fortemente artigianale, ha un patrimonio vitato di circa 126 ettari (Varietà: circa 80% Sémillon e 20% Sauvignon Blanc) coltivati con metodi tradizionali nel rispetto della natura, senza uso di diserbanti, vengono concimati a rotazione quinquennale con il solo compost. Le numerose potature favoriscono delle rese quantitativamente molto basse ma eccellenti. Le uve vengono accuratamente raccolte in più passaggi durante la fase di maturazione completa, quando i grappoli vengono attaccati dalla “botrytis cinerea” la muffa nobile che rende magnifici e inimitabili i Sauternes. I chicchi vengono selezionati ad uno ad uno con continui passaggi nelle vigne, durante la vendemmia che dura circa un mese e mezzo.

In Cantina vengono effettuate da 3 a 4 pressature per effettuare la migliore estrazione degli zuccheri naturali presenti nell’uva. Le fermentazioni vengono effettuate separatamente seguendo le date della vendemmia e si realizzano in barrique nuove per un periodo che può raggiungere anche le sei settimane. Da notare che soltanto i vini di alcune specifiche barrique giudicati, dopo accurate e specifiche analisi organolettiche, sono riconosciuti degni di essere messe in commercio e quindi sottoposti a una ulteriore maturazione di 20 mesi. Vengono imbottigliate solo le annate migliori, per esempio durante i cento anni del 1900 ben nove vendemmie non sono state messe in bottiglia. Tutto ciò fin qui descritto ha un costo elevatissimo. Il patrimonio dello “Chateau d’Yquem” sono anche le persone che con le loro famiglie vivono e lavorano quotidianamente da anni nella Tenuta.

Lo Château d'Yquem è un Vino estremamente longevo che si caratterizza per la sua straordinaria complessità e i suoi magnifici sentori che progressivamente si accentuano con il passare del tempo. Un Vino Dolce, vero oro liquido, che si adatta alla perfezione con pietanze salate come foie gras, formaggi importanti e alcuni tipi di carni. Nel 2016 loChâteau d'Yquem 1811” (una bottiglia classica da 0,75 cl.) è entrato nel Guinness dei primati come il Vino Bianco più caro al Mondo essendo stato venduto per settantacinquemila sterline.

Per conoscere e approfondire nel dettaglio tutta la magnifica Storia delloChateau d’Yquemvi consiglio vivamente un super interessante Libro uscito da poche settimane: “Chateau d’Yquemdi Cinzia Benzi, Francesca Brambilla e Serena Serrani.

Cinzia Benzi, nata a Canelli nel Monferrato in Piemonte, da sempre ha manifestato il desiderio di uscire dai confini regionali per esplorare il mondo. Il nettare di Bacco è una delle sue ragioni di vita, una passione travolgente trasmessa dal padre Carlo. Vive tra Milano, città che l’ha adottata e permesso di misurare le sue capacità professionali, e Canelli dove nel 2020 è tornata a vivere stabilmente con il marito Daniele, l’amore della sua vita. La Francia è il suo paese d’adozione, la sede dei suoi studi enoici e per le amicizie. Anche gli studi di psicologia sono stati fondamentali per la sua professione. Cinzia è stata rapita dalla galassia gastronomica, complice un’insospettabile indole da buongustaia, in seguito all’incontro con il grande giornalista Paolo Marchi, ideatore e curatore di “Identità Golose” il Congresso Internazionale di cucina e pasticceria, con il quale ormai lavora da molti anni.

Francesca Brambilla è Milanese, diplomata in fotografia all’Istituto Europeo di Design di Milano. Il suo amore per la fotografia nasce in maniera istintiva e viscerale, come diretta conseguenza del suo modo di essere. Le sue doti umane e professionali la rendono la persona ideale per coordinare i diversi ruoli che ruotano intorno alla creazione di un’immagine di food. Così, nasce il suo speciale approccio alla fotografia che la rende una specialista dello still life. Nel 2006, ha fondato, con Serena Serrani, lo “Studio Brambilla Serrani” e insieme si si sono affermate tra le interpreti di punta della “food photographyItaliana e Internazionale, ricevendo numerosi riconoscimenti e premi.

Serena Serrani è Anconetana, ha studiato Scienze della Comunicazione all’Università Politecnica delle Marche dove si è laureata in Filosofia dei linguaggi con una “tesi sul linguaggio fotografico”. Riflessiva e acuta osservatrice, Serena predilige il cinema e il teatro considerando questi ambiti i più affini alla sua sensibilità, tanto da proseguire gli studi con un Master in Fotografia dello Spettacolo. Il suo percorso professionale è iniziato nella fotografia teatrale, dove ha sviluppato le sue grandi doti tecniche e interpretative nella mutevolezza della drammaturgia ricevendo molti riconoscimenti. L’incontro con Francesca Brambilla le ha fatto capire che poteva unire alla fotografia le altre sue due altre grandi passioni, il cibo e il vino.

Château d’Yquemè un bellissimo volume monografico edito da Seipersei nel formato 22,5 x 29 cm., con copertina cartonata, di 176 pagine. Nel Libro i testi di Cinzia Benzi affascinano e coinvolgono rivelando anche alcuni segreti fino a ora ben custoditi, le sue parole sono un’assoluta dichiarazione d'amore unica e potente agli spiriti e alla magia dello Château d’Yquem nel riuscito tentativo di raccontare un mito. Le pagine del Libro sono ricchissime di stupende ed evocative foto a colori di Francesca Brambilla e Serena Serrani oltre alle suggestive illustrazioni di Gianluca Biscalchin.

Alla stesura del Libro hanno partecipato, con le proprie riflessioni, anche famosi Giornalisti Enogastronomici come Eleonora Cozzella, Federico De Cesare Viola, Maddalena Fossati Dondero, Andrea Grignaffini, Paolo Marchi, Leila Salimbeni, oltre ai contributi del Master of Wine Gabriele Gorelli e di Massimo Bottura e Giuseppe Palmieri, rispettivamente Chef Patron e Direttore di Sala dell’Osteria Francescana (Tre Stelle Michelin) di Modena.

Giulia Corino ha contributo alla versione in Lingua Inglese e Bernadette Vizioz insime a Tiphaine Illouz-Assouly per quella in Francese.

Château d’Yquemdi Cinzia Benzi, Francesca Brambilla e Serena Serrani è un Libro bellissimo, prezioso e fascinoso che racconta la storia di un mito: un Libro assolutamente da leggere.

https://yquem.fr/int-en/

https://www.youtube.com/watch?v=wwi-m8c_fC0


"Château d'Yquem": un Mito (Foto B&S)

"Château d'Yquem" Visto da Gianluca Biscalchin

"Château d'Yquem": Castello e Vigne (Foto CdY)

 "Château d'Yquem": Una Vista delle Vigne (Foto B&S)

"Château d'Yquem": Fascino Senza Tempo (Foto B&S)

"Château d'Yquem": Oltre 400 Anni di Storia (Foto B&S)

Francesca Brambilla, Cinzia Benzi, Serena Serrani

"Château d'Yquem": Oro Liquido (Foto CdY)

"Château d'Yquem":  il Libro