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sabato 1 novembre 2025

IL NUOVO E GUSTOSO “CAFFÈ VELATO” E LA MIGLIORE TRADIZIONE PASTICCERA NAPOLETANA SOLO DA “MIGNON” A MILANO.




Milano, il Capoluogo della Regione Lombardia e Città Metropolitana, è una delle aree più popolose d’Europa rientrando infatti tra le 20 Città Europee più grandi. Milano è il principale centro economico, industriale, finanziario Italiano oltre a essere ai vertici dell’editoria e anche del circuito musicale mondiale grazie alla stagione lirica del mitico “Teatro alla Scala” con la sua lunga tradizione operistica. Milano è tra i principali Poli Fieristici Europei ed è considerata una delle Capitali Mondiali della Moda.

Con così tanti pregi Milano è una delle mete del Turismo Internazionale e figura tra le 40 Città più visitate al Mondo attestandosi seconda in Italia dopo Roma e quinta nell'Unione Europea. Una tale Città non poteva non avere un’accoglienza dalle mille sfaccettature al fine di coprire qualsivoglia richiesta e ciò ha favorito l’apertura di Locali e Alberghi di ogni tipo e livello.

Nel cuore del Capoluogo Meneghino (“Meneghino” maschera popolare Milanese diventata un simbolo della Città) è stata inaugurata da pochi mesi, in Corso di Porta Romana 48, praticamente di fronte alla Basilica dei Santi Apostoli e Nazaro Maggiore comunemente detta “Basilica di San Nazaro in Brolouna delle più antiche Chiese della Città, un nuovo e prestigioso punto vendita della Catena di PasticcerieMignon”.

Corso di Porta Romana a Milano è una tra le più importanti e storiche Vie centrali della Città, inizia in Piazza Missori, nei pressi di Piazza del Duomo, e termina in Piazza Medaglie d'Oro presso l'antica “Porta Romana” (una delle sei antiche Porte di Milano ricavata lungo i Bastioni Spagnoli del XVI Secolo), detta anche “Porta Imperiale”, in quanto da qui partiva la strada per Roma.

Siamo proprio nel sofisticato Quartiere di Porta Romana” oggi rinomato per gli esclusivi negozi di moda e alimentari, nonché per l'animata vita notturna, uno dei migliorifood districtdella Città, con wine bar trendy, raffinati ristoranti regionali ed etnici e un vivace mercato settimanale (il venerdì). Un Quartiere molto fascinoso e accogliente più volte scelto anche come ambientazione cinematografica.

Mignon” è un Marchio nato nel 2016, per volontà di Maria Acquaviva, che poggia sulle solide fondamenta dell’Azienda Dolciaria fondata negli anni Novanta dal Papà di Maria, Salvatore, e che oggi è guidata dal Marito di Lei, Carlo Antonio: una realtà che si è sempre distinta nel panorama nazionale per la produzione di dolci di altissima qualità, unendo la fedeltà alla tradizione con la capacità di innovare e adeguare i propri prodotti al gusto moderno, operando con la cura di un laboratorio artigianale, sia nell’attenta selezione degli ingredienti sia nella scelta di una linea di responsabilità sociale e ambientale.

Mignon” nasce dall’esperienza di questa antica Famiglia di Pasticcieri Napoletani, tra i più certificati per qualità e responsabilità, noti per la cura artigianale delle proprie ricette e per la scelta attenta delle materie prime. Le ricette di “Mignon” sono fedeli alla tradizione ma, all’interno dei laboratori, maestri e tecnici lavorano quotidianamente per adeguarli al gusto contemporaneo.

Una Domenica, il 29 Maggio 2016, “Mignonha aperto il suo primo punto vendita all’interno della Stazione Centrale di Milano, più precisamente al Binario 4. Successivamente sono arrivate altre aperture: di fronte al Binario 20 della Stazione Porta Nuova di Torino, nell’atrio biglietteria della Stazione Termini a Roma, con un punto vendita ancora più grande, bello e innovativo, e al Terminal 3 dell’Aeroporto di Roma-Fiumicino.

Con l’inaugurazione Milanese, nel Mese di Marzo 2025, in Corso di Porta Romana 48, “Mignon -Eccellenze Napoletane” è uscita dalle Stazioni approdando nel “salotto buono” di una grande e fascinosa Città.

Il Locale di Porta Romana è nato con l’intento di offrire un'esperienza assolutamente coinvolgente in tutti i sensi, dove gusto, memoria ed emozione si intrecciano in un connubio perfetto. Il concept architettonico riflette questa filosofia, trasformando lo spazio in un ambiente che rievoca il calore e l’eleganza delle pasticcerie di un tempo. Il progetto realizzato da esperti professionisti come l’Architetto Walter Brunetto dello studio AMW Architettura e l’Architetto Valentina Pelizzetti, esprime un equilibrio tra tradizione e modernità.

Il cuore pulsante del Locale è il grande Banco Pasticceria all'ingresso, caratterizzato dal “Blu Mignon”, una tonalità che richiama le Ceramiche di Vietri e il Mare del Golfo di Napoli: un elemento fascinoso e scenografico che accoglie i clienti con una ricchissima esposizione di dolci e specialità partenopee. Vicino al primo anche il Banco Caffetteria lungo la parete prospiciente la strada, visibile dall’esterno, che invita a un momento di pausa tra caffè e dolci prelibatezze. Entrambi i banchi sono incorniciati da boiserie con specchi anticati e mensole in metallo, che amplificano lo spazio e donano profondità all'ambiente.

L’attenzione ai dettagli si traduce nell’utilizzo di materiali raffinati, come il prezioso “Marmo Calacatta Oro” per i piani dei banchi e dei tavolini, la boiserie in legno chiaro con inserti in velluto, e un’accurata selezione di arredi che include sedie in legno di faggio con morbide imbottiture in velluto e panche molto accoglienti. La carta da parati aggiunge un tocco di calda intimità e prestigiosa sofisticatezza. Particolare attenzione è stata riservata alla luce, con lampade in vetro soffiato firmate (Cangini e Tucci) che valorizzano con i giusti toni ogni angolo del locale e donano un’atmosfera festosa e accogliente. Elemento distintivo è la presenza di opere d’arte in Porcellana di Capodimonte, realizzate appositamente per “Mignon” dai Maestri della Real Fabbrica (come la figura di Partenope) che impreziosiscono lo spazio con un tocco di esclusività e valorizzano l’identità culturale di “Mignon”. Il richiamo alla tradizione si ritrova anche nei bellissimi e artistici vasi in vetro ricolmi di confetti colorati e caramelle, mentre la possibilità di personalizzare i pacchetti dei pasticcini con nastri colorati rende ogni acquisto un piccolo rito di bellezza e cura.

Mignon” nel cuore di Milano è diventato parte integrante della vita di uno dei quartieri più vivaci della Città, regalando momenti di dolcezza a colazione, a pranzo, a merenda e all’ora dell’aperitivo o in qualsiasi altro momento della giornata.

Mignon” a Porta Romana ha un’offerta davvero prestigiosa, gustosa e ricca, un viaggio di sapori che unisce la magnifica tradizione partenopea ad altri straordinari classici della pasticceria Italiana e a golose specialità salate. Infine da “Mignon” c’è anche un “mare” di caramelle, gelatine, confetture, biscotti, cioccolato e confetti. Attenta a soddisfare ogni esigenza, “Mignon” serve anche prodotti senza glutine e per vegani, in modo che tutti possano trovare il proprio momento di golosa felicità.

A partire dal Mese di Novembre 2025 e soltanto allaPasticceria Mignondi Corso di Porta Romana 48, Milano, viene servita una novità assoluta: ilCaffè Velato”.

L’esclusivo “Caffè Velatonasce dalla collaborazione traMignon” e il famoso Maestro del Caffè Gianni Cocco un grande innovatore e formatore di livello Internazionale.

Gianni Cocco (di Nuoro, classe 1980) espertissimo consulente e docente ha costruito la sua carriera unendo competenza tecnica, ricerca sensoriale e sperimentazione, detentore di due Guinness World Records” ha vinto anche il “Quarto Gran Premio della Caffetteria Italiana”, è un noto autore di libri di successo come “Caffetteria Gourmet”.

Il “Caffè Velato” è un super gustosoCaffè Espresso Strutturato” unito a una buonissima crema di pistacchio, a una soffice spuma di ricotta dei Monti Lattari (la catena montuosa dell'Antiappennino Campano che costituisce l'ossatura della Penisola Sorrentina e della Costa d'Amalfi) e con sopra una leggera spolverata di polvere d’oro alimentare.

La straordinaria esperienza gustativa delCaffè Velato” è completata dall’uso di bellissime tazzine e zuccheriere artigianali in Porcellana di Capodimonte”, nate dalla collaborazione tra “Mignon” e il “Polo delle Arti Caselli-Palizzidi Napoli grazie al contributo che “Mignon” ha destinato a sostenere i giovani studenti in formazione.

Ogni porcellana è frutto di un accurato lavoro artigianale che unisce antica maestria e creatività contemporanea: la superficie bianca e lucida è parzialmente avvolta da un drappeggio materico modellato a mano, come un velo di tessuto che si fonde con la ceramica stessa, evocando le sculture barocche Napoletane. A contrasto il manico rifinito in oro lucido aggiunge una nota di luce e raffinatezza, trasformando il semplice atto di bere un caffè in un piccolo rituale dove sensazioni visive e gustative si conciliano perfettamente.

Le origini dello sviluppo della porcellana in Europa risalgono ai primi oggetti conosciuti nel Duecento grazie a viaggiatori come Marco Polo, che di ritorno dal suo lungo soggiorno a Pechino, durante la Dinastia Yuan, importarono dalla Cina una sorta di “proto-porcellana”, ovvero una ceramica a pasta dura verniciata di bianco o marrone. L'Europa guardava attonita a questi oggetti nella totale incapacità di imitarli. Soltanto agli inizi del '700 lo Studioso Sassone Johann Friedrich Böttger ne scoprì la composizione: una fusione di roccia di caolino (granuli che cuociono ad alte temperature) e feldspato (minerali) che serve da legante. Grazie a tale scoperta nacquero in Europa le prime fabbriche di porcellane ognuna con delle caratteristiche peculiari dovute alla provenienza delle materie prime.

 La “Porcellana di Capodimonte” prende il nome dall'omonima bellissima e panoramica area collinare di Napoli dove nella prima metà del Settecento il Re Carlo Sebastiano di Borbone (Carlo III di Borbone, 1716 - 1788) e sua moglie Maria Amalia di Sassonia (1724 - 1760) fondarono nel 1743, all'interno della famosa “Reggia di Capodimonte” la “Real Fabbrica di Capodimonte” dando inizio a una straordinaria tradizione che non è mai finita. Le Reggia con annesso Parco era una ex Casa di Caccia Borbonica, un edificio di tre piani, complessivamente 14 mila metri quadri, con 124 gallerie.

Oggi oltreché al Museo e Real Bosco di Capodimonte, il Palazzo ospita ilPolo delle Arti Caselli Palizzi” che comprende anche l’Istituto a Indirizzo Raro Giovanni Caselli” la Scuola Superiore delle Porcellane di Capodimonte che continua quella tradizione di eccellenza caratteristica del Territorio Partenopeo e conduce i giovani alunni ad amare la storia locale,  l’artigianato e l’artistica lavorazione della ceramica. 

Maria Acquaviva, Fondatrice e CEO diMignon”, si è espressa con queste parole: “Affidare al Polo delle Arti Caselli-Palizzi la realizzazione delle porcellane del Caffè Velato significa non solo valorizzare un patrimonio unico al mondo ma anche creare un ponte tra tradizione e futuro. La collezione è il risultato di un percorso condiviso di formazione e produzione in cui l’esperienza artigiana è diventata occasione concreta di crescita per i giovani talenti”.

Il gustoso Caffè Velato”, il nuovo magico rito dell’espresso, tra storia, cultura e alta manifattura lo trovate solo allaPasticceria Mignondi Corso di Porta Romana 48 a Milano, insieme alla migliore tradizione pasticcera Napoletana.

https://mignonitaly.com/ 


"Mignon Porta Romana" a Milano (Foto Mignon)

"Mignon" Milano: Il Bancone Bar (Foto Mignon)

"Mignon" Milano: Il Bancone Pasticceria (Foto Mignon) 

"Mignon" Milano: Solo Delizie (Foto Mignon)

 Le Magnifiche "Porcellane di Capodimonte" (Foto Mignon) 

Studentesse del "Polo delle Arti Caselli Palizzi" (Foto Mignon)

"Caffè Velato": Nuovo Magico Rito dell’Espresso (Foto Mignon) 

Il "Caffè Velato" con la Zuccheriera (Foto Mignon)


sabato 7 giugno 2025

“VIGNA MICHELANGELO” LA VIGNA URBANA A FIRENZE: UNA MAGNIFICA REALTÀ DELL’AZIENDA VITIVINICOLA “DONNE FITTIPALDI”.




Nello straordinario mondo della Viticoltura (l'insieme delle tecniche agronomiche che regolano la coltivazione delle viti e la conseguente produzione di uva sia da tavola sia da vino) esiste una particolarissima tipologia di Vigne denominata Vigne Urbane”.

Le “Vigne Urbane” sono dei curatissimi piccoli polmoni, delle preziose micro oasi verdi ubicate all’interno delle aree metropolitane, lodevoli esempi di rigenerazione urbana a beneficio dei territori dove sono ubicate. Sono, quasi sempre, piccole riserve naturali e protette che danno vita a speciali biodiversità, proteggendo, e in alcuni casi rigenerando, un prezioso patrimonio agricolo di inestimabile valore storico e socio/culturale. Queste vigne Cittadine sono l’ambiente naturale per far sviluppare anche rare e particolari tipologie tra le varietà di “vitis vinifera” (vite comune o euroasiatica) come i cosiddetti “vitigni reliquia” (circa quindici varietà di uva Siciliana con qualità diverse e uniche) o biotipi quasi scomparsi nel panorama “ampelografico” di un determinato territorio.

Il termine “ampelografia” deriva dal Greco antico (ampelosvite e grafia = descrizione) è la disciplina che studia, identifica e classifica le varietà dei vitigni, basandosi sul riconoscimento delle caratteristiche morfologiche delle diverse varietà di vite, mettendole in relazione alla zona di provenienza quando ciò è possibile.

Nel Mondo il fenomeno delleVigne Urbane” è in crescita, se ne contano oltre 150 ubicate all’interno dei confini municipali di grandi Città e Capitali sparse in ben 35 Nazioni, con una dimensione totale che supera i 600 ettari. Le “Vigne Urbane” in Europa sono 108 di cui ben 32 sono in Italia divise in 15 Città.

Tra le Vigne più particolari del Mondo posso citare tra le tante e solo a titolo di esempio: - la Francese, a Parigi, “Vigne du Clos Montmartre”, nata all’inizio dell’XI Secolo quando c’erano solo alcune piccole casette e mulini, dove da sempre la vendemmia (Fête des Vendanges) è aperta al pubblico ed è una grande e bella festa, con artisti di strada e degustazioni; - l’AmericanaRooftop Reds” a New York situata sul tetto del “Brooklyn Navy Yard”, un complesso di edifici ex cantieri navali oggi trasformati in luoghi per attività commerciali, dove le viti sono state disposte in 42 grandi vasi tecnici che coprono una superficie di circa 1.380 metri quadrati; - l’Italiana Etna Urban Winery” dolcemente adagiata sulle pittoresche pendici meridionali del maestoso Vulcano Etna e immersa nel tessuto Urbano di Catania, nata nel 2018 grazie a sette cugini che hanno deciso di riportare in vita l’Azienda Vitivinicola di Famiglia dismessa negli anni ‘60 dopo quasi 300 anni di attività; - la “Vigna del Gallo” all’Orto Botanico di Palermo, testimonianza tangibile della biodiversità della Sicilia, un’area di circa 200 metri quadri che custodisce vitigni autoctoni e vitigni reliquia, ben 95 biotipi; - la “Vigna di San Martino” nel Centro Storico di Napoli con accesso diretto da Corso Vittorio Emanuele, con i suoi sette ettari è il secondo vigneto urbano più grande d’Europa e oltre alla vigna, ha anche un uliveto, un agrumeto, un orto, una fattoria didattica (con asini, cavalli, anatre, galline e pulcini). 

Il 30 Maggio 2019 è nata, grazie a un gruppo grandi appassionati, la “Urban Vineyards Association” che oggi ha come Presidente Nicola Purrello, (Direttore e Co-fondatore di Etna Urban Winery”).

L’Internazionale Urban Vineyards Association (UVA) ha l’intento di tutelare il patrimonio rurale, storico e paesaggistico rappresentato dalle vigne urbane e di valorizzarlo sotto il profilo culturale e turistico, rendendolo produttivo per la collettività e per il futuro nel rispetto dell’ambiente, attraverso politiche vitivinicole e sociali di integrazione e sostenibilità. Le Vigne non sono solo un dolce paesaggio collinare ma possono essere anche in Città il verde inaspettato che ti sorprende nella giungla di cemento, un verde con un forte legame con la tradizione e la terra, un verde che trasforma i confini della città in colorati orizzonti nella città stessa. Le “Vigne Urbane” sono coltivazioni uniche all’interno di un’area metropolitana.

Una tra le più panoramiche e prestigioseVigne Urbane si trova a Firenze.

Firenze oltre a essere il Capoluogo di quella fantastica Regione denominata Toscana, è anche uno straordinario concentramento storico/culturale a cielo aperto che tutto il Mondo ammira. Impossibile elencare tutte le meraviglie che si possono trovare a Firenze cito solo uno dei Luoghi più incantevoli della Città: “Piazzale Michelangelo”.

Piazzale Michelangelo”, il più suggestivo punto di osservazione del bellissimo panorama della Città di Firenze. Il Piazzale, realizzato dal 1869 su disegno dell'Architetto Fiorentino Giuseppe Poggi (1811 - 1901), è adagiato a 104 metri sul livello del mare su una dolce collina appena a sud del Centro Storico Cittadino, si raggiunge in auto percorrendo il verdeggiante Viale Michelangelo o a piedi salendo le scalinate monumentali dette “Rampe del Poggi” che partono da Piazza Poggi nel Quartiere di San Niccolò.

Proprio a pochi passi da Piazzale Michelangelo scendendo verso il Centro per l’omonimo Viale alberato, a sinistra, al Civico 74, c’è una magnifica Villa, dotata di un meraviglioso giardino con vista mozzafiato su Firenze. La Villa era del Commendatore e Cavaliere del Lavoro Mario Fittipaldi Menarini oggi è della Figlia la straordinaria Maria Fittipaldi Menarini.

Maria Fittipaldi Menarini e le sue quattro bellissime figlie, Carlotta, Giulia, Serena e Valentina sono, tra tante altre cose, le Titolari dell’Azienda Vitivinicola Donne Fittipaldi.

La Storia dell’Azienda Donne Fittipaldi ha inizio nel 2004, quando la Famiglia Fittipaldi Menarini decise di acquistare dei Terreni sulla Costa Toscana in Provincia di Livorno nel Comune di Castagneto Carducci, più precisamente nella Frazione di Bolgheri.

Bolgheri, adagiata al centro della Maremma Livornese e sulle ultime propaggini delle Colline Metallifere, è un caratteristico e antichissimo Borgo edificato su una modesta altura attorno al Castello Medievale; si raggiunge percorrendo un famoso, suggestivo, lungo e diritto Viale dei Cipressi. La fama dei Vini prodotti a Bolgheri è da anni ormai consolidata nel Mondo ma non è il motivo principale della scelta di questo Territorio da parte della Famiglia Fittipaldi Menarini per impiantare vigne e olivi. “Bolgheri è soprattutto uno stato d’animo, un modo di vivere”, si legge così nella presentazione del Consorzio per la Tutela dei Vini DOC Bolgheri e DOC Bolgheri Sassicaia e Maria Fittipaldi Menarini con le sue quattro Figlie se ne sono rese immediatamente conto fin dalla loro prima visita e sono restate affascinate dal luogo, dal clima, dall’atmosfera, dalla luce del mare che si riflette sulle vigne, dai panorami struggenti, dai profumi, dai borghi medievali e dalla gentilezza degli abitanti.

L’AziendaDonne Fittipadi” ha Sede nella “Tenuta la Pineta” sulla Via Bolgherese e si estende su 46 Ettari nel cuore dellaDenominazione Bolgheri”. Circa 10 Ettari sono di Vigne, ma ci sono già progetti di ulteriore espansione, poi c’è l’Oliveta con oltre 1.200 piante da cui viene prodotto il loro ottimo Olio Extra Vergine di Oliva. Nella Tenuta si producono, con basse rese per pianta e selezione maniacale delle uve, Vini di assoluta levatura con quei “vitigni bordolesi” che hanno dimostrato di offrire risultati qualitativi altissimi nei terreni Bolgheresi.

Ma torniamo nella stupenda Villa di Viale Michelangelo a Firenze dove Maria Fittipaldi Menarini insieme alle Figlie, con il supporto del mitico Gianni Mercatali, maestro eccelso di comunicazione, dell’Enologo  Emiliano Falsini e del Tecnico Agronomo Stefano Bartolomei, hanno voluto far nascere una prestigiosa “Vigna di Città”, una "Vigna Urbana" (Vigna Michelangelo), il primo progetto di Vigneto Urbano a Firenze, mettendo a dimora nel mese di Marzo 2024 settecento selezionatissime barbatelle di vitigni classici Toscani: 300 viti di Sangiovese, 100 di Foglia Tonda, 150 di Canaiolo, 100 di Pugnitello e 50 di Colorino del Valdarno.

Dall’analisi del terreno della nuova Vigna è risultato che è del tutto equiparabile alle migliori zone delChianti Classico”. Le barbatelle crescono con il metodo ad alberello in un vigneto realizzato ad anfiteatro che costituisce un accogliente e panoramicogiardino”. La prima vendemmia ci sarà nel 2027, si riempirà una botte che verrà vinificata nel 2028, ma le 700 bottiglie che si otterranno non saranno messe in commercio, bensì vendute tramite aste internazionali e il ricavato verrà destinato a finalità benefiche di sostegno sociale.

Da sottolineare il fatto che numerose barbatelle sono stata specificatamente denominate con i nomi di alcuni dei Giornalisti più noti e rappresentativi del mondo del Vino Italiano e Internazionale e di alcuni personaggi illustri. Anche il sottoscritto ha avuto il grande onore di averne una con il nome.

Questa nuova iniziativa è un impegno estremamente intelligente e importante per "Donne Fittipaldi" volta al recupero dell’antica viticoltura cittadina da sempre presente nella Città di Firenze, straordinaria culla del Rinascimento, dove il vino ha sempre rappresentato nel corso della storia un importante segno distintivo.

Recentemente, a metà Maggio 2025, Maria Fittipaldi Menarini e le Figlie, hanno voluto festeggiare il “Primo Anno di Vigna Michelangelo”, con un piacevolissimo e ricco ricevimento, accogliendo Giornalisti e Amici presso la Villa di Viale Michelangelo. Una bellissima giornata di sole ha permesso di ammirare ancor di più il panorama mozzafiato. Tutti i presenti hanno avuto il piacere di fotografarsi, in vigna, con le barbatelle che portano i rispettivi nomi.

Un’operazione decisamente prestigiosa sotto tutti i punti di vista “Vigna Michelangelo”, la “Vigna Urbana” di "Donne Fittipaldi" a Firenze, che si aggiunge a quelle di altre Città Italiane come Milano, Napoli, Torino, Venezia, Siena, Catania e Palermo, o estere come Berlino, Praga, Parigi, Lione, Avignone, Londra, Barcellona, Stoccarda, Salonicco, Shangai, Cleveland e New York, tutte riunite nel già citato circuito della Urban Vineyards Association (UVA). 

Vigna Michelangeloa Firenze, di Maria Fittipaldi Menarini e delle Figlie Carlotta, Giulia, Serena e Valentina, rispecchia esattamente Loro essendo assolutamente magnifica ed estremamente fascinosa.

https://donnefittipaldi.net/

https://www.youtube.com/watch?v=b5Ae0eIqEwo


Firenze "Vigna Michelangelo" (Foto DF)

La Villa Padronale

Il Bellissimo Giardino della Villa 

Giulia Bighini Menarini con Giorgio Dracopulos

"Vigna Michelangelo": Una Vista della Vigna

"Vigna Michelangelo": Giorgio Dracopulos in Vigna

"Vigna Michelangelo": La Barbatella con il Mio Nome (Foto DF)
 
Firenze "Vigna Michelangelo": Il Panorama Mozzafiato

Maria Fittipaldi Menarini con le Figlie  (Foto DF)


venerdì 11 aprile 2025

“CANTINA MUSSENNORE”: DALLA SARDEGNA OTTIMI VINI FATTI CON GRANDE AMORE E GRANDE PASSIONE.




La Sardegna è per estensione la seconda Isola del Mediterraneo (dopo la Sicilia), è lunga 270 km. e larga 145 km., con 1.897 km. di Coste meravigliose; la sua superficie raggiunge i 24.100 Chilometri Quadrati. Il suo Territorio, per l’80%, si distingue tra Montuoso e Collinare (Altopiani Rocciosi). Il Promontorio di Capo Ferro, sulla Costa Nord-est dell’Isola, nel Comune di Arzachena (SS), dista dal Toscano Monte Argentario 188 km. di Mar Tirreno, mentre 10 km. meno (178) la separano dalle Coste Tunisine e dal Continente Africano, e solo 11 km. dalle Coste della Corsica Francese.

Il “patrimonio boschivo” della Sardegna, con più di un milione e 213.000 Ettari, è il più importante d’Italia. Il Clima è Mediterraneo, lunghi periodi di siccità Estiva e Inverni piovosi con temperature miti. Tale fatto, attraverso i Secoli, ha permesso lo sviluppo di molte attività dell’uomo in particolare pesca, pastorizia e agricoltura.

L’Agricoltura si è specializzata in produzioni vinicole, olivicole, di arance, di barbabietole, di carciofi. Particolarissimo il “Carciofo Spinoso Sardo” tanto da essersi meritato il Marchio D.O.P. e la cui produzione è documentata già dal 1780.

La coltivazione della Vite in Sardegna è molto antica e risale al IX Secolo a.C. quando i pacifici mercanti Fenici iniziarono ad arrivare sulle coste dell’Isola e riuscirono facilmente a integrarsi con la locale “Civiltà Nuragica” (gli Antichi Sardi, XXIII Secolo a.C. - II Secolo d.C.). I Fenici introdussero molte nuove conoscenze e tecnologie nella vita dell’Isola tra cui una forma di aggregazione urbana fino allora sconosciuta: la Città. Anche i Cartaginesi, i Greci e Romani hanno successivamente sviluppato, tra moltissimo altro, la Viticoltura Isolana.    

Ma è a partire dal XIV Secolo in poi, con l’arrivo in Sardegna di Vitigni come la “Vernaccia”, il “Vermentino”, il “Cannonau” (introdotto, dopo il 1479 con l’arrivo della dominazione Spagnola, e che in Spagna prende il nome di “Garnacha”) e altri, che l’Isola ha iniziato ad avere un’importanza specifica nella produzione vitivinicola, confermata e ampliata grazie ai successivi e favorevoli sviluppi storici come il passaggio della Sardegna (Trattato dell’Aia del 1720) sotto Vittorio Amedeo II di Savoia Principe di Piemonte.

Negli ultimi decenni i Viticoltori Sardi hanno approntato nelle loro Aziende, con grande intelligenza e passione, tutte le nuove tecnologie enologiche, consentendo il forte rinnovamento del Settore Vitivinicolo della Sardegna (oltre 27.200 Ettari di Vigne) rendendolo dinamico e innovativo. Tale fatto ha migliorato moltissimo la qualità della produzione con Vini Rossi eleganti e strutturati e Vini Bianchi freschi e sapidi: il Vino Sardo si è diffuso rapidamente anche sui Mercati Internazionali. Oggi in Sardegna sono presenti 33 Denominazioni Vinicole: Una DOCG, Diciassette DOC e Quindici IGT.

Dal 16 Aprile 2021 le Province della Sardegna sono 6 e tutte vantano Denominazioni di Origine dedicate al Vino ma per quello che voglio raccontare ci interessa la Provincia di Nuoro (ubicata centralmente a est dell’Isola e affacciata sul Mar Tirreno) e il suo fascinoso Territorio che racchiude quasi interamente la Regione Storica denominataBarbagia”.

La “Barbagia” è una vasta Zona Montuosa che si estende sui fianchi dell’esteso “Massiccio del Gennargentu”. Il Massiccio comprendente le cime più elevate dell'Isola e per sue particolarità ambientali e la presenza di specie endemiche, sia animali sia vegetali, è stato inserito tra le Zone di Protezione Speciale (ZPS) al fine di finalizzare il mantenimento e la sistemazione di idonei habitat per la conservazione e gestione delle popolazioni di uccelli selvatici migratori. La “Barbagia” copre un'area di circa 1.300 km² con una popolazione di circa 120.000 abitanti. Il centro più popoloso è proprio Nuoro. Il paesaggio della “Barbagia” è molto vario: zone ricche di rocce di granito, i contrafforti del Gennargentu Ogliastrino, la Valle del Rio Perdu, le Vallate del Fiume Cedrino i pascoli, i boschi, i terreni che arrivano fino al mare.

La “Barbagia si divide in alcune Sottozone quella che ci interessa per il nostro racconto è la “Barbagia di Ollolai” (o Barbagia Superiore), ubicata a Nord del Gennargentu, che comprende i Comuni di Olzai, Sarule, Ollolai, Gavoi, Lodine, Fonni, Ovodda, Tiana, Teti, Austis e Mamoiada

Mamoiada è un piccolo Comune (circa 2.350 abitanti), rientrante nella Provincia di Nuoro e ne dista dal Capoluogo una quindicina di chilometri, ubicato a 644 metri sul livello del mare che fa parte della IX Comunità Montana Nuorese. Mamoiada si trova nella parte più interna della “Barbagia di Ollolai”, in un territorio in cui sgorgano e scorrono numerosi corsi d'acqua, attraverso terreni in buona parte adibiti alla coltura o al pascolo. La presenza di queste fondamentali risorse ambientali ha attratto qui insediamenti umani fin dal Neolitico e Pre-neolitico, come testimoniano le numerose tracce archeologiche e antropologiche tra cui spicca “Sa Perda Pintà” ("La Pietra Dipinta", nota anche come “Stele di Boeli”) rinvenuta in modo accidentale nel 1997, una lastra alta 267 cm. istoriata con cerchi concentrici e coppelle (incavi emisferici), in tutto simile ad analoghe lastre diffuse in altre Zone d’Europa, ma non così grandi.

Attraverso i Secoli della sua lunga storia Mamoiada si è arricchita di numerose Chiese, del “Santuario dei Santi Cosma e Damiano” (circondato da una cinquantina di casette per i pellegrini dette “umbissìas”) ubicato a 5 Km. dal Centro abitato in Località Santu Cosomo nell'Altopiano di Marghine, e anche di tradizioni molto particolari come il fascinoso “Carnevale Storico di Mamoiada” (Harrasehare Mamujadinu).

Il “Carnevale di Mamoiada” è uno degli Eventi più celebri del folclore Sardo anche grazie alle sue tipiche e suggestive maschere le cui origini antichissime si perdono nella notte dei tempi: Mamuthones e Issohadores.

I “Mamuthones” sono uomini col viso ricoperto da una maschera nera lignea dai rozzi lineamenti, vestiti con pellicce scure e provvisti di campanacci appesi sulla schiena. Curvi sotto il peso dei campanacci si muovono lentamente in modo cadenzato su due file parallele, dando un colpo di spalla per scrollare tutta la sonagliera che produce un suono particolarissimo e squillante. Si narra che il rumore dei sonagli servirebbe ad allontanare il male e favorire annate agrarie abbondanti. Gli “Issohadores" sono uomini, vestiti in corpetto rosso, maschera bianca, con la berretta (sa berritta), i pantaloni bianchi (cartzas o cartzones) e un piccolo scialle (s'issalletu), che scortano i Mamuthones con passi e balzi più agili e allo stesso tempo lanciano dei lacci che “catturano le giovani donne” in segno di buon auspicio per buona salute e fertilità.

Come in altri Comuni della Barbagia, l'economia di Mamoiada è caratterizzata dalla pastorizia e dalla viticoltura. A partire dagli ultimi anni del XX Secolo sono cresciute anche le attività legate al turismo, soprattutto in connessione con il patrimonio culturale e i numerosi Eventi della tradizione Locale.

Mamoiada, grazie alle specificità dei suoi terreni, ha una importante produzione Vitivinicola con circa 350 ettari di superficie vitata e oltre 200 Cantine (in costante crescita) a gestione familiare. Tale forza ha portato nel 2015 alla nascita di “Mamojà” l’Associazione di Produttori e Viticoltori del luogo che s’impegna fattivamente nella promozione del Territorio anche attraverso l’organizzazione di specifici Eventi e Manifestazioni.

Proprio in questo contesto dello splendido Territorio di Mamoiada c’è un’Azienda Vitivinicola molto interessante che desidero raccontarvi: “Cantina Mussennore”.

La “Cantina Mussennore” ha le sue origini nel 1976 quando Gesuino Canneddu impiantò in un suo terreno sabbioso, a circa 620 metri sopra il livello del mare, esposto a est e a meno di 2 km dal Paese, una Vigna denominataPalagorrai” con sole Viti di Cannonau. Il Terreno di circa un ettaro e mezzo per 10.270 mq. fu occupato dal vigneto, mentre il resto della superficie fu riservato alla costruzione di una casa colonica (oggi ristrutturata e usata nell’accoglienza di ospiti e per le degustazioni) e aree annesse. Il Viticoltore non era il mestiere di Gesuino ma era una grande passione che ha amato e coltivato per buona parte della sua vita.

In anni più recenti alcune delle cantine di Mamoiada, Mussennore compresa, hanno iniziato a riportare nelle bottiglie prodotte il termine “ghirada” che si avvicina molto a quello di “cru” ovvero una zona delimitata che produce esclusivamente un determinato tipo di vino e “Palagorrai” e diventata “Ghirada Palagorrai”.

Nel 1996 diventò Titolare della Vigna diPalagorrai” la Figlia di Gesuino, Maria Antonietta Canneddu che iniziò a prendersene cura, insieme al Marito Pietro Fadda. Un lavoro molto impegnativo e faticoso visto che Maria Antonietta e Pietro avevano anche tre Figli Piccoli: Antonio (classe 1986), Francesco (classe 1988) e Roberta (classe 1993). Ma Maria Antonietta è una donna dalla forte volontà, realistica e razionale che a ogni problema trova una soluzione e che si adatta ad affrontare qualsiasi tipo di situazione senza paura. Pietro dal canto suo è sempre stato molto pratico, dinamico e capace oltre come enologo anche nel trasmettere sicurezza: aspetti decisamente fondamentali. Una coppia solida che acquisita l’esperienza necessaria nel 2016 fondò ufficialmente l’Azienda Cantina Mussennore” (Mussennore era il soprannome di Gesuino Canneddu).

Inizialmente la produzione della “Cantina Mussennore” iniziò con la vendita di “vino sfuso” preparandosi in tal modo a diventare successivamente un’Azienda Vitivinicola più strutturata e al passo con i tempi: fondamentale è stato anche il deciso e intelligente supporto dei tre Figli. È nel 2021 che i progetti della “Cantina Mussennore” si realizzarono e presero forma con la presentazione al pubblico delle prime Etichette e con la partecipazione a importanti Eventi del settore.

A oggi “Cantina Mussennoreha raddoppiato i suoi Vigneti, a “Ghirada Palagorrai” si è aggiunto un altro ettaro e mezzo con la VignaGhirada Conzimu”. Una produzione di Uve selezionatissime non solo diCannonauma anche diGranatza”.

Il rarissimo Vitigno Autoctono a Bacca Bianca diGranatza” (o Granazza) viene coltivato, in particolare nel Territorio di Mamoiada, solo in pochissimi ettari, i Vini che si ottengono con queste uve caratteristiche sono generalmente molto interessanti.

La Cantina Mussennoreha una produzione assolutamente curata e selezionata di sole 4 Etichette (in totale circa 4.400 bottiglie):

- “Mussennore Ghirada Palagorrai” - Vino Rosso (non filtrato), Cannonau di Sardegna D.O.C., 100% Cannonau, 15,5% Vol., le uve vengono raccolte a mano, segue una pigiatura delicata e la macerazione sulle bucce per circa 20 giorni, matura 10/12 mesi in tonneaux rovere, fermenta spontaneamente grazie ai soli lieviti indigeni dell’uva da cui è ricavato; dopo l’imbottigliamento trascorre un periodo di almeno quattro mesi di affinamento in bottiglia prima della commercializzazione. Soltanto 2.000 bottiglie per un Vino dal bel colore granato scuro, cupo e profondo, è decisamente corposo e audace, con piacevolissimi sentori tipici di frutti rossi maturi e note di tostato, estremamente gradevole, equilibrato e dal finale intenso e persistente;

- “Mussennore Rosé” - Vino Rosato (non filtrato), Barbagia I.G.T., 100% Cannonau vinificato in bianco, 13,5% Vol., le uve vengono attentamente selezionate e raccolte a mano, segue una pigiatura soffice e le sue bucce macerano brevemente per circa due ore, segue una torchiatura molto delicata e il travaso in contenitori d’acciaio dove prosegue la maturazione per circa 8/10 mesi, una volta imbottigliato, continua l’affinamento in bottiglia per almeno due mesi. “Purtropposolo 1.000 Bottiglie per un Vino dal bellissimo colore rosa cerasuolo, con piacevoli sentori fruttati e note floreali, il sapore è fresco e sapido, estremamente avvolgente, le sue prerogative assolutamente positive lo candidano a innumerevoli abbinamenti;

- “Mussennore Riserva” - Vino Rosso (non filtrato), Cannonau di Sardegna D.O.C., 100% Cannonau, 15,5% Vol., realizzato con le uve provenienti solo dai ceppi più antichi della Vigna di Palagorrai, dopo la pigiatura delicata e la macerazione sulle bucce per circa 20 giorni segue un periodo di maturazione spontanea (100% naturale) in botti di rovere per circa 24 mesi, dopo l’imbottigliamento trascorre un lungo periodo di affinamento (circa 18 mesi) in bottiglia prima della commercializzazione. Un Vino di nicchia (solo 700 Bottiglie) con un forte carattere identitario, dal bel colore granato scuro, cupo e profondo, con sentori di frutti rossi maturi, di frutta sotto spirito e di note di tostate, assolutamente piacevole, fruttato e potente si distingue per un finale persistente, sapido, balsamico e minerale;

- “Mussennore Granazza” - Vino Bianco (non filtrato), Barbagia I.G.T., 100% Granazza, 13,5% Vol., l’uva autoctona a bacca bianca, raccolta e selezionata manualmente, viene pigiata delicatamente e poi travasata in contenitori d’acciaio dove vinifica in bianco e matura per circa 8 mesi prima di passare all’imbottigliamento. Un Vino Bianco raro (soltanto 700 Bottiglie) e prezioso dal bel colore giallo dorato, con profumi intensi floreali e minerali, notevole la freschezza e la sapidità ottima e piacevole la persistenza.

La “Cantina Mussennore”, dopo un solo anno di attività commerciale ha iniziato da subito a ricevere importanti riconoscimenti per i suoi Vini come la “Medaglia d’Oro” al “Concorso Internazionale Grenaches du Monde 2022” per il “Mussennore Ghirada Palagorrai 2019”. Il Concorso nato nel 2013 e dedicato al vitigno internazionale “Grenache” (corrispondente Francese delCannonau”) si svolge ogni anno in una diversa parte del Mondo, la scelta della Location è legata proprio dalla presenza di questo particolare vitigno. L’Edizione 2022 si è svolta nella bella e storica Città di Navarra, in Spagna, dove il vitigno, come già accennato, è conosciuto come “Garnacha”.

La Famiglia Canneddu Fadda, Maria Antonietta e Pietro, con i Figli Antonio, Francesco e Roberta sono un nucleo molto unito, persone estremamente valide e fortemente attaccate alle proprie radici e al proprio territorio che, con grande impegno, hanno deciso di valorizzare. Coltivano con assoluta dedizione le loro vigne non solo per produrre vini eccellenti, ma anche per onorare i loro antenati e per custodire le tradizioni che, generazione dopo generazione, sono state lasciate.

Gli ottimi Vini di Cantina Mussennore raccontano la storia di un Territorio magnifico come quello di Mamoida, il Cuore della Barbagia, ma anche delle straordinarie persone che con grande amore e grande passione li realizzano.

https://www.cantinamussennore.com/

https://www.youtube.com/watch?v=wZjx1Vsbl2A


"Cantina Mussennore" a Mamoiada: Il Logo (Foto CM) 

"Cantina Mussennore": Una Vista delle Vigne (Foto CM) 

"Cantina Mussennore" a Mamoiada: Magnifica Uva (Foto CM)

 Il Vino Rosso "Mussennore Ghirada Palagorrai 2021"

Giorgio Dracopulos con il "Mussennore Rosé 2022" 

"Cantina Mussennore": Il Vino Rosé 2022 

Il Vino Bianco "Granazza 2022" (Foto CM)

"Cantina Mussennore": Ottimi e Preziosi Vini (Foto CM)
 
"Cantina Mussennore": La Famiglia Canneddu Fadda (Foto CM)


mercoledì 4 dicembre 2024

“LARDERIA SANGUINETTI” UNA DELLE AZIENDE CHE PRODUCONO IL VERO, MITICO E PRELIBATO LARDO DI COLONNATA.




In una Valle delle splendide e verdeggianti Zone Montuose delle Alpi Apuane, nella Regione Toscana, c’è un Borgo antico, Colonnata, noto non solo per il suo fascino ma anche per le sue Cave di Marmo Bianco (le più antiche risalgono all’Epoca Romana) e per il suo particolarissimo raro e gustosissimo Lardo.

Colonnata è una suggestiva Frazione (poco più di duecento abitanti) del Comune di Carrara nella Provincia di Massa-Carrara, si trova tra i monti Maggiore, Spallone e Sagro, a circa 8 km ad est di Carrara stessa; il Borgo si raggiunge tramite l’antica strada che passa per altri due interessanti Borghi: CodenaBedizzano.

Il Territorio della Frazione di Colonnata è ubicato all'interno del magnificoParco Naturale Regionale delle Alpi Apuane”.

Le origini di Colonnata risalgono intorno al 40 a.C. quando ivi sorse un insediamento per l'alloggio degli schiavi destinati allo sfruttamento intensivo delle cave di marmo da parte degli Antichi Romani. Il nome dell'insediamento si ritiene probabilmente derivare dal vocabolo Latino “columna” indicativo del posto dove si ricavava il marmo per le colonne di marmo, ma l'origine del toponimo potrebbe anche essere ricollegata ai termini Latini “collis” (colle) o “columen” (sommità).

Nell'Alto Medioevo Colonnata quasi certamente è stata una roccaforte difensiva per i popoli che si sono succeduti in queste zone come BizantiniGoti e Longobardi. Il Borgo ha continuato a vivere, fino ad oggi, soprattutto grazie all'attività estrattiva del marmo. Probabilmente i Longobardi, vista la folta presenza di Boschi di Castagni, introdussero in Zona l’allevamento dei suini favorendo con il tempo l'attività di trasformazione delle carni che venivano acquistate appena macellate come cibo per i cavatori, dando così inizio a quella tradizionale produzione anche del celebre Lardo di Colonnata.

Colonnata ha mantenuto in parte le caratteristiche storiche originali fondate principalmente sull'uso nelle opere murali del marmo lasciato a vista, nei portali, negli stipiti di porte e finestre e in altri componenti edilizi. Tra gli altri elementi di spicco presenti nel Paese si possono ammirare la Porta Nord di accesso al Borgo, appartenuta alla cinta muraria medioevale oramai scomparsa, l'aia pavimentata in marmo che si trova nella punta più a Sud dell'abitato, la Piazza Palestro, il Campanile con sassi a vista e orologio oltre all’unica Chiesa Parrocchiale risalente al XII Secolo (ma l’aspetto attuale è cinquecentesco) dedicata a San Bartolomeo ubicata al centro dell’abitato a cui si accede da una breve scalinata in marmo. 

Il Paese ospita anche il suggestivo monumento al Cavatore, realizzato nel 1983 dallo Scultore Alberto Sparapani (1911 - 2004), che celebra tutti i lavoratori del marmo che con estrema fatica e moltissimi lutti hanno fatto prosperare nei Secoli non solo il Borgo.

IlLardo di Colonnataè un magnifico prodotto che ha reso il Borgo di Colonnata famoso nel Mondo.

Il “Lardo di Colonnataè un gustoso salume che si ottiene dall’accurata e antica lavorazione stagionale, che si svolge da Settembre a Maggio in un microclima esclusivo, dello strato adiposo ricavato dal dorso di selezionati suini. Le parti scelte dalla regione occipitale fino alle natiche e lateralmente fino alla pancetta, del peso di 7/8 kg ciascuno, vengono lavorate entro le 72 ore successive. Il grasso viene sistemato in apposite vasche di marmo bianco (ricavate da blocchi di marmo interi provenienti dal bacino marmifero locale) denominate “conche” (le più antiche risalgono al XV Secolo), in grado di mantenere la freschezza del prodotto e di assicurare la sua perfetta conservazione, dove viene con una storica e tramandata arte manuale lavorato. Ciascuna conca viene strofinata all’interno con aglio e quindi riempita con strati alternati di lardo (alcuni quintali per conca) e una particolare miscela costituita da sale marino naturale, pepe nero macinato, rosmarino fresco e aglio fresco sbucciato e triturato a cui si possono aggiungere anche altre spezie. Non viene usato alcun tipo di additivo e conservante. I recipienti vengono poi chiusi con una lastra di marmo. Gli ingredienti sono lasciati riposare per un periodo minimo di sei mesi con controlli periodici, all’interno di locali bui e poco aerati, nei quali l’umidità dipende solo da fattori naturali. Durante questa fase deve essere spesso controllata la consistenza della cosiddetta “salamoia” il liquido rilasciato dal lardo in seguito al prolungato contatto con il sale.

Le principali caratteristiche del Lardo di Colonnata” sono la forma indicativamente rettangolare, lo spessore non inferiore a 3 cm. con la possibilità della presenza di una striscia di magro. L'aspetto si contraddistingue da una parte inferiore con la cotenna e da parte superiore ricoperta dal sale di stagionatura reso scuro dalle piante aromatiche e dalle spezie.

Nel complesso il Lardo ha una consistenza omogenea e morbida, delicatamente umida, è di colore bianco, leggermente rosato o vagamente brunito. Il profumo è delizioso, una fragranza ricchissima di aromi, il sapore delicato, fresco, finemente sapido: una magnificenza che si scioglie in bocca.

Il “Lardo di Colonnata” contiene una buona percentuale di grassi essenziali omega 3 e omega 6 e grazie alla presenza di erbe aromatiche e spezie, di cui assorbe e trasmette tutte le proprietà salutistiche positive, apporta nutrienti fondamentali utili nella regolazione ormonale umana, nella comunicazione tra cellule, nel corretto funzionamento del cervello, del sistema riproduttivo e del sistema immunitario.

La fama, cresciuta negli anni, del “Lardo di Colonnata” lo ha portato a essere da cibo povero per Cavatori a una delizia molto ricercata, per tale motivo è nata la necessità di proteggere la sue specialissime prerogative qualitative e quantitative. Nel 2000 è diventatoPresidio Slow Food” (un prodotto raro ed eccellente), nel 2004 ha avuto il riconoscimento dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali con il MarchioI.G.P.” (Indicazione Geografica Protetta, riconoscibile dal Sigillo Bianco di plastica apposto direttamente su ogni trancio del Lardo) che protegge i nomi di prodotti provenienti da regioni specifiche e che possiedono qualità particolari o godono di una reputazione legata al Territorio di produzione, infine è arrivata anche la tutela a livello Europeo. Conseguentemente è sorta anche  l'“Associazione di Tutela del Lardo di Colonnata”.

La Zona di Produzione esclusiva del Lardo di Colonnata IGP” rientra nel Territorio della Regione Toscana nella Frazione di Colonnata, Comune di Carrara, Provincia di Massa-Carrara, mentre gli allevamenti dei suini destinati alla sua realizzazione devono essere ubicati nelle Regioni: Toscana, Emilia-Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Umbria, Marche, Lazio e Molise.

Le “Larderiedi Colonnata rientranti nell'Associazione di Tutela del Lardo di Colonnata” che producono il “Lardo di Colonnata IGPsono poco più di 20 (con alcuni Negozi nel Borgo) e la loro produzione annua, che varia a seconda della grandezza delle Aziende, si aggira oltre i 2000 quintali. Una tale produzione non è certo sufficiente a coprire l’infinità di richieste che giungono da moltissime parti del Mondo ecco che il nemico numero uno delLardo di Colonnataè diventato la contraffazione.

Il “Lardo di Colonnata IGPviene commercializzato sia nella tipologia del trancio (o affettato a fette sottili) sia macinato e può essere confezionato sottovuoto o in altri idonei imballaggi, dopo l’acquisto deve essere conservato in un luogo fresco. Dopo il taglio, è buona abitudine ripiegare la cotenna avanzata sul lardo stesso e avvolgerlo in un panno leggermente inumidito.

Oggi vi racconto la storia della Larderia Sanguinetti  una realtà produttiva artigianale delLardo di Colonnata IGP”, e non solo, molto interessante gestita da due Fratelli trentenni Emanuele e Andrea Sanguinetti.

Emanuele, il fratello più grande, terminati gli studi Universitari decise di investire nel proprio territorio affrontando ex novo (l’attività non è stata tramandata né da genitori né da nonni), con grande passione e impegno, la tradizionale e secolare produzione del Lardo di Colonnata e nel 2010 riempì la prima conca di lardo.

Dopo aver terminato importanti lavori di ristrutturazione, con un forte impegno economico, nella Sede dell’Azienda (alcune centinaia di metri quadri su due piani) ubicata in un grande immobile situato in Via Giardino 6/ter in Colonnata (MS), nel 2014 è stata ottenuta l’autorizzazione Comunitaria con bolloCE: IT S8W0D” che ha permesso l’esportazione della  produzione in tutti i Paesi della Comunità Europea.
L’Azienda dispone di un ufficio amministrativo, di un locale destinato all'imballaggio del prodotto finito, di un locale destinato al confezionamento e stoccaggio e di due locali nei quali viene stagionato il Lardo all'interno di 44 conche di marmo.

Nel 2016 anche il Fratello, Andrea Sanguinetti, terminati gli Studi, decise di entrare in società con Emanuele.

Per garantire la qualità più elevata dei loro prodotti i Fratelli Sanguinetti si dedicano personalmente alla selezione delle migliori carni, rigorosamente di origine Italiana provenienti da allevamenti certificati, delle spezie, dell'aglio bianco piacentino e del rosmarino che coltivano personalmente.

Nel Laboratorio, assolutamente all’avanguardia, vengono rispettate le più rigide norme in materia di igiene e sicurezza alimentare, pur portando avanti con passione l’antico metodo di lavorazione che si tramanda ormai da centinaia di anni. Nel Laboratorio viene seguito rigorosamente il disciplinare di produzione del “Lardo di Colonnata IGP” che Loro stagionano per almeno 8 mesi in modo da conferirgli un sapore e una consistenza unici.

La grandissima passione e l’assoluto impegno per il lavoro hanno permesso in pochi anni di far conoscere la loro Larderia e far apprezzare a livello Nazionale e Internazionale tutta la loro produzione, tantoché sono arrivati a vendere oltre che in Italia, anche in Francia, Svizzera, Olanda, Lussemburgo, Belgio e Inghilterra.

La “Larderia Sanguinetti” oggi ha una produzione di oltre 150 quintali annui di Lardo di Colonnata IGP”, anche se la capienza delle conche offre la possibilità di ampliare la produzione nel tempo. Tra i loro prodotti di altissima qualità anche un particolarissimo e buonissimo “Guanciale di Colonnata” piuttosto raro.  

Alla “Larderia Saguinetti” dei Fratelli Emanuele e Andrea Sanguinetti potete trovate il vero mitico e prelibato “Lardo di Colonnata IGP”, un magico e raffinato salume che racchiude in sé secoli di tradizione e viene realizzato con un fascinoso lavoro manuale tramandato nel tempo che richiede molta esperienza e dedizione. IlLardo di Colonnata IGPper le sue specialissime e intrinseche prerogative è un’esperienza gustativa fantastica e assolutamente imperdibile.

https://www.larderiasanguinetti.it/


Colonnata e la Sua Valle (Foto CCT)

Larderia Sanguinetti: Lardo di Colonnata con Sigillo IGP (Foto LS) 
 
"Larderia Sanguinetti": Le Conche di Marmo (Foto LS)

"Larderia Sanguinetti": La Salatura (Foto LS) 

"Larderia Sanguinetti": Il Mitico Lardo di Colonnata IGP (Foto LS)

"Lardo di Colonnata IGP" Macinato (Foto LS)

Esperienza Gustativa Assolutamente Imperdibile (Foto LS)