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sabato 6 febbraio 2021

RISTORANTE “20 POSTI” IN CENTRO A EMPOLI (FI): PREMUROSA ACCOGLIENZA E DELIZIOSA CUCINA.




La Regione Toscana è uno dei Territori più belli e ammirati del Mondo, il suo cuore è la Città Metropolitana di Firenze che è stata istituita l’8 di Aprile 2014 ed è diventata ufficialmente operativa da Giovedì 1 Gennaio 2015 raggruppando nel suo Territorio ben 41 Comuni. Tale fatto ha eliminato la preesistente Provincia di Firenze che era nata il 9 Marzo del 1848.

Uno dei Comuni della Città Metropolitana di Firenze è Empoli.

Empoli è un antico centro abitato ubicato nella pianura del Valdarno Inferiore, la Valle percorsa dal Fiume Arno nel tratto tra Montelupo e Pisa.

Le prime tracce del nome di Empoli si ritrovano, all’inizio dello VIII Secolo, nel nome “Empolum” (o Empolis) con riferimento a un antico Castello ivi ubicato. Dai ritrovamenti archeologici risulta che la zona era abitata in modo stabile già in Epoca Etrusca (dal IX al I Secolo a. C.) e maggiormente poi nella tarda Età Repubblicana Romana (primi decenni dopo Cristo): un complesso abitativo che si sviluppava attorno alla strategica attività fluviale e al commercio.

La Cittadina di Empoli, a partire dall’VIII/IX Secolo, è cresciuta attorno al nucleo centrale denominato “Piazza Farinata degli Uberti”. La Piazza è comunemente chiamata anche “Piazza dei Leoni” visto che attorno alla Fontana, ubicata al centro della Piazza stessa, sono scolpiti quattro grandi leoni accucciati.

Una Piazza estremamente affascinante circondata da un particolare e antico porticato oltre ad alcuni importanti e storici Palazzi come il Palazzo Pretorio e il Palazzo Ghibellino, su tutti sovrasta la facciata della Collegiata di S. Andrea, principale luogo di culto cittadino risalente (per la parte iniziale) al XII Secolo, ubicata al culmine di una breve e ampia scalinata: al suo interno si trovano alcune splendide e pregevoli opere d’arte.

 “Piazza Farinata degli Uberti” comunica con le parallele Vie del Giglio e Giuseppe Del Papa attraverso quattro Vicoli in corrispondenza degli angoli della Piazza, da cui il nome di “Canti”. I “quattro canti” in senso orario, dall’alto a sinistra, sono: Canto Guelfo, Canto del Pretorio, Canto degli Zolfanelli, Canto Ghibellino.

Ecco che uscendo dalla Piazza attraverso il “Canto Guelfo” ci si immette sulla destra in Via del Giglio che a sua volta incrocia, dopo alcune decine di metri, Via Cosimo Ridolfi, svoltando a sinistra su questa strada dopo poco si trova, sempre sulla sinistra, una stradina stretta senza sbocco denominata Via delle Murina.  

In Via delle Murina al Civico 4/A c’è il nuovo Ristorante 20 Posti”.

L’Odonimo (termine indicante il nome proprio assegnato a una Via, Piazza, ecc.) “delle Murina” rimanda chiaramente all’antico circuito murario Cittadino. La Via infatti è parallela alla vicina Via Chiara e segue il tracciato delle abitazioni sorte lungo il “pomerio” (spazio di terreno non edificabile che correva lungo le mura di una fortezza all'esterno e all'interno di essa) del tratto settentrionale delle mura quattrocentesche. Il toponimo Murina, o delle Murina, è attestato fin dai primi decenni dell’800 nella Cartografia tecnica e negli elenchi stradali di Empoli

Il Ristorante20 Posti” è stato inaugurato da pochi mesi, precisamente Lunedì 8 Giugno 2020 ma a causa delle restrizioni dovute al difficile periodo pandemico Mondiale ha dovuto restare chiuso, come tutti gli esercizi Toscani/Italiani, per molto tempo: dall’ Ottobre 2020 a dopo la prima settimana di Gennaio 2021.

Il Ristorante è nato per la ferrea volontà e la grande passione di due giovanissimi: Giovanni Avano e la sorella più grande Claudia.

Giovanni e Claudia sono nati nella splendida Regione Campania a Torre del Greco (Città Metropolitana di Napoli), Giovanni il 5 Settembre 1996 e Claudia il 30 Gennaio 1993.

Quando è nato Giovanni la sua Famiglia (Babbo Francesco, Mamma Giuseppina e la Sorella Claudia) si era trasferita da un certo tempo in Calabria, per motivi di lavoro, a Scalea in Provincia di Cosenza. Nascere a Torre del Greco però era fondamentale sia per tradizione di Famiglia sia per la presenza del Medico di fiducia di Mamma Giuseppina.

Nel 2002 Mamma Giuseppina che è insegnante venne assegnata a una Scuola di Empoli ed ecco che tutta la Famiglia Avano affrontò il nuovo trasferimento in Toscana.

Giovanni finite le Scuole dell’Obbligo, decise sua sponte, seguendo un innato amore per le cose buone, frutto di tanti manicaretti preparati da Nonna Tina e dalla sua Mamma, di frequentare, con successo tra il 2010 e il 2016, l’Istituto Alberghiero (ISISS) “Federigo Enriques” di Castelfiorentino (FI).

Giovanni Avano dopo un periodo da Stagista presso il conosciuto RistoranteMolo Settantatré” di Empoli ha iniziato a lavorare nelle Cucine di importanti locali della Versilia, Firenze, San Minato ed Empoli. Una delle esperienze più importanti è stata quella al RistoranteLa Magnolia” (Una Stella Michelin), del lussuosissimo Hotel Byron di Forte dei Marmi (LU), al fianco di un grandissimo Chef come Cristoforo Trapani.

Ma la voglia di crescere e di creare in Giovanni era molto forte: ritenendo che a Empoli mancasse un punto di Ristorazione di livello accompagnato da una particolare e super curata accoglienza ha deciso di affrontare, anche in acque burrascose come questo periodo, l’apertura del suo primo e nuovo Locale il20 Posti”.

Le difficoltà sono state enormi visto che le regole sanitarie imponevano vincoli di tutti generi che hanno fatto diventare i lavori e le pratiche burocratiche quasi una “missione impossibile”. Tutto ciò che poteva essere fatto in proprio è stato realizzato da Giovanni e suo Padre Francesco, anche le Ditte specializzate intervenute nei lavori sono state tutte seguite in prima persona da Giovanni che ne ha regolato le scelte.

Claudia Avano dopo le Scuole dell’Obbligo e le Superiori ha frequentato l’Università a Firenze dove nel 2017 si è Laureata inServizi Giuridici e Diritto degli Enti Locali”. Due settimane dopo tale Evento è entrata a lavorare per la Stagione Estiva in una Pizzeria di Empoli scoprendo e appassionandosi al fatto di quanto fosse piacevole stare al servizio e a contatto delle persone.

Successivamente avrebbe dovuto iniziare un tirocinio professionale legato alla sua Laurea ma il blocco delle attività causa pandemia Le ha fatto prendere la decisione di andare ad aiutare il Fratello al nuovo Ristorante.

Il Ristorante20 Posti” si presenta come una vera “suggestiva bomboniera” da quanto è raccolto e piacevolmente accogliente: dalla porta d’ingresso a vetri (si entra suonando il campanello) un breve corridoio con in fondo un piccolo bancone, sulla destra l’unica Sala, ovviamente da 20 posti, sulla sinistra la Cucina a vista.

Nella Sala su una parete a mattoni a vista c’è una grande scritta con una frase di Giovanni Avano: “è tutta questione di equilibrio nella vita come in cucina, questo è il segreto”.

Ogni particolare dagli arredi all’apparecchiatura è molto curato e si nota il delicato tocco femminile di Claudia.

La Carta dei Vini è molto selezionata una trentina di Etichette tra Bollicine Italiane, Champagne, Vini Bianchi, Rosati e Rossi dalla Toscana e da altre Regioni Italiane. Ci sono anche due Vini Rossi delle verechiccheInternazionali: “Gratavinum 2πR 2017Priorat Denominació d'Origen Qualificada (DOQ) dell’Azienda Biodinamica Spagnola Parés Baltà con 220 anni di Storia e “Dar Richi 2017” proveniente dalla Bekaa Valley del Libano. Una Carta dei Vini che prevede anche il servizio al calice: i prezzi sono molto interessanti.

Il Ristorante in alternativa ai Vini offre la possibilità di abbinare ai piatti una scelta tra 7 selezionatissimi Whisky anche molto invecchiati.

Intrigante anche la Carta dei Caffè realizzata in collaborazione con la Torrefazione Artigianale Trinci.

Il Menu alla Carta suggerisce anche due simpatici percorsi degustazione: “Fattell Tu3 portate a scelta del Cliente e “Come mi sveglio la mattina5 portate a mano libera dello Chef. La scelta è di Mare e di Terra.

Ma veniamo alla degustazione fatta che è stata accompagnata da un’ottima Bottiglia di Vino Bianco: “Costa del Vento 2016”, 100% da Uve Timorasso (Vitigno Autoctono a Bacca Bianca  della Zona dei Colli Tortonesi in Piemonte), 14% Vol., prodotto da un’Azienda super premiata “Vigneti Massa” di Walter Massa, un Vignaiolo coraggioso e indipendente padre e pioniere del “Timorasso dei Colli Tortonesi”.

Prima del Vino è stato servito un gustoso “Vermouthfatto in Casa a base di rum bianco aromatizzato al pepe di Sichuan, bacche di ginepro e anice stellato.

In Tavola il fragrante Pane della Casa ai vari sapori: con Riso Venere, Barbabietole, Curcuma e Semi di Lino.

Sono state servite le seguenti portate:

- “Entrée” - Baby melanzana cotta a bassa temperatura, piastrata e affumicata, salsa di pomodorini rossi del piennolo del Vesuvio, scarola riccia e sale Maldon;

- “Pensavo fosse pasta, patate e cozze” - Pasta mista soffiata di Gragnano, cozze in umido, spuma di cozze, brunoise di patate, menta;

- “Solido, liquido e gassoso” - Uovo pochè croccante, friarielli spadellati, ricotta di bufala mantecata al limone, spuma di tuorlo e polvere di capperi;

- “Irresistibile scioglievolezza 2.0” - Battuta di pecora tagliata al coltello, cipolla di Tropea marinata, gelato al Gorgonzola Dolce D.O.P., crumble e gel di Olive Taggiasche;

- “Faccio il giro lungo da nord a sud” - Tubetti corti rigati “Benedetto Cavalieri”, baccalà Islandese, basilico, pomodorini rossi del piennolo, olive Taggiasche piccanti;

- “A-mare” - Linguine selezione “Pastificio dei Campi”, vongole veraci, gamberi rossi di Mazara del Vallo, limone di Sorrento;

- “Per ogni riccio un capriccio” - Riso Carnaroli “Riserva San Massimo”, burro acido, pomodorini gialli a pacchettelle, ricci di mare, polvere di capperi;

- “Occhio di Triglia” -  Triglia di scoglio impanata con pane panko (pangrattato di pane bianco tipico della Cucina Giapponese), crumble di taralli, gel di basilico, gel di Aglio Nero da Aglio di Voghera D.O.P., gel di pomodorini rossi del piennolo;

- “Bbeh” - Agnello della Nuova Zelanda, morbido di patate, nocciole arrostite, cipollotto di Tropea I.G.P. in agro;

- “Friariello underground” - Friariello spadellato nel burro su pasta sfoglia, gelato al caramello salato e anacardi, crumble.

Tutto veramente molto buono e ben presentato. Per quanto riguarda il “Friariello underground” devo aggiungere che degustarlo è stata una straordinaria e deliziosa esperienza: una preparazione di altissimo livello.

Tutto il buono si ritrova anche nelle diverse preparazioni sottovuoto e da asporto della Casa che vengono preparate con molta cura.

La Cucina del giovanissimo Chef Giovanni Avano è fatta di passione e dedizione, un concentrato di piacevole contemporaneità: la tradizione, l’innovazione, il territorio, la terra di origine, il mondo e le esperienze fatte si uniscono con delicatezza ed equilibrio dando un ottimo risultato.

In Cucina lo Chef è supportato dal bravo Lowie Velan (classe 1997) di Empoli.

Il Servizio di Sala è stato svolto con la massima attenzione, gentilezza e precisione dalla “DottoressaClaudia Avano, Maître per passione, insieme a un’altra giovanissima: Mariarita Romano (classe 2000) di San Miniato (PI).

Al Ristorante20 Postiin Centro a Empoli (FI) ho trovato una premurosa accoglienza e una deliziosa cucina.

https://ristorante20posti.it/


La "Dottoressa” Maître Claudia Avano

La Sala

Lo Chef Giovanni Avano

"Entrée"......

"Pensavo Fosse Pasta, Patate e Cozze"... (Foto Luca Managlia)

"Solido, Liquido e Gassoso"...... (Foto Luca Managlia)

"Irresistibile Scioglievolezza 2.0"......

"Faccio il Giro più Lungo da Nord a Sud" (Foto Luca Managlia)

"A-mare"......

"Per Ogni Riccio un Capriccio"......

"Occhio di Triglia"...... (Foto Luca Managlia)

"Bbeh"......

"Friariello Underground"......

Preparazioni Sottovuoto e da Asporto della Casa

Claudia e Giovanni Avano, Giorgio Dracopulos, Mariarita Romano, 
Lowie Velan (Foto Luca Managlia)

 

venerdì 3 maggio 2019

“FLORENCE COCKTAIL WEEK 2019” ED È SUBITO FESTA.




La parola “Cocktail”, delle cui origini non vi è certezza, si è potuta leggere per la prima volta nell’Edizione del 13 Maggio 1806 del “Balance & Columbian Repository” (Giornale della Città di Hudson, nello Stato di New York, negli Stati Uniti d’America) e ne veniva data la seguente definizione: 
Il Cocktail è una bevanda stimolante composta da superalcolici di vario tipo, zucchero, acqua e amari”.

In Italia il “Cocktail” nei primissimi tempi era conosciuto con nomi autarchici come “bevanda arlecchina” o “polibibita” ma da allora ne è stata fatta molta di strada.

Oggi, nel Mondo, il “Cocktail” è una bevanda di grandissimo successo ottenuta tramite le tecniche di miscelazione proporzionate ed equilibrate di ingredienti diversi, alcolici, non alcolici e aromi.

Tutto il Mondo dei “Cocktail” è attentamente regolato dall’International Bartenders Association (IBA), detentrice dell’elenco deiCocktail” (ogni anno ne vengono aggiunti nuovi) e che ne controlla eventuali abusi.

Dopo il successo delle scorsi anni torna a Firenze, da Lunedì 6 a Domenica 12 Maggio 2019, la Quarta Edizione del “Florence Cocktail Week” (FCW) con un Programma Ricco diffuso in 30 Locali Fiorentini.

Florence Cocktail Week” è un Evento ideato e organizzato dalla conosciutissima e bravissima Giornalista Paola Mencarelli e da un grande professionista come Lorenzo Nigro.

La Manifestazione dedicata alla “miscelazione Fiorentina” è scandita da molti momenti importanti come “masterclass”, “night shift”, tavole rotonde ed eventi, rivolti sia in generale al pubblico sia ai professionisti del settore, con molti ospiti Italiani e Internazionali
Tutti gli Eventi sono gratuiti e aperti al pubblico; si pagano solo le consumazioni. 
I Locali sono raggiungibili a piedi o in bicicletta, in Città è disponibile il “Servizio Mobike”.

Il “Florence Cocktail Week” coinvolge i migliori Cocktail Bar di Firenze e della Toscana, ed è patrocinato dal Comune di Firenze
Florence Cocktail Week” promuove anche i Festeggiamenti dedicati al “Centenario del Negroni”, lo storico Cocktail Fiorentino super famoso nel Mondo

Fondamentale, come sempre, per il “Florence Cocktail Week”, il supporto degli Sponsor e dei Partner come Campari, Fratelli Branca Distillerie, Ginarte, Marchesi Frescobaldi, Martini & Rossi, Michter’s, Plantation Rum, World Class Diageo e moltissimi altri.

Nei giorni del “Florence Cocktail Week” non mancheranno presentazioni di Libri e appuntamenti di approfondimento tematico:

- Lunedì 6 Maggio 2019, Federico S. Bellanca e Marco Gemelli presentano, al Caffè Concerto Paszcowski, il loro interessantissimo LibroToscana da Bere”;

- Venerdì 10 Maggio 2019, Fulvio Piccinino presenta, al Grand Hotel Cavour, il suo bel LibroAmari e Bitter – Storia e produzioni dagli speziali ai barteder”;

- Sempre Venerdì 10 Maggio, al Caffè Concerto Paszcowski, Paolo Ponzo espone le sue ricerche sul “Negroni” nella presentazione “I Negroni Cocktail di Amedeo Gandiglio.

Durante i giorni di “Florence Cocktail Week” alcuni Ristoranti parteciperanno alla Manifestazione con Cene a Tema:

- Tutte le sere il “Gurdulù” propone il MenuSpirito Classico”;

- Mercoledì 8 Maggio da “Essenziale” si può degustare “Luppoli e Cuochi, Malti e Barristi”;

- Giovedì 9 Maggio da Regina Bistecca servono “Il Conte Negroni incontra la Regina Bistecca”.

Ma si deve fortemente sottolineare che gli ideatori e organizzatori, di questa bella, interessante e vasta Manifestazione, l’hanno “costruita” su dei solidi principi come il “Bere Responsabile” e il “Bere di Qualità”.

Da Lunedì 6 Maggio 2019 inizia la Quarta Edizione delFlorence Cocktail Weeked è subito Festa.



Cocktail in Bellissimi Cristalli Riedel. (Foto Riedel)

Paola Mencarelli

Libri e Spille

Locandina

lunedì 21 agosto 2017

“GLEN GRANT SCOTCH WHISKY PURE MALT 1985”: UNA BOTTIGLIA CHE HA UNA LUNGA STORIA.




La Scozia è un territorio, di 78.764 Chilometri Quadrati, che comprende tutto il Nord di quella grande Isola denominata “Gran Bretagna”. 
La Scozia a Sud confina con l’Inghilterra, a Nord e a Ovest è bagnata dall’Oceano Atlantico e a Est dal Mare del Nord
La si può percorrere in lunghezza per 360 Km. e per 225 in larghezza.

Il suo Territorio, dal punto di vista fisico, si può dividere in tre parti:

- Le “Highlands”, una zona montuosa coperta da brughiere, con le coste molto frastagliate e ricche di fiordi che penetrano in profondità nel Territorio
A largo di queste coste troviamo, a Settentrione, le Isole Orcadi e le Shetland, e a Occidente le Ebridi;

-  Le “Lowlands", il Territorio che comprende la Valli dove scorrono i Fiumi Tay, Forth, Clyde
Oggi questa è la Regione dove vive il 75%  degli oltre 5 milioni di Scozzesi;

- Le “Uplands”, una Regione Montuosa, non eccessivamente brulla, con vette che superano anche gli 800 metri di altezza.   

La Storia Scozzese è stata, da sempre, travagliata da scontri interni e guerre. 
I primi a viverci furono le popolazioni di origine celtica, ma poi vennero i Romani (che non riuscirono a conquistare la Scozia fermandosi al Vallo di Adriano nel II Secolo d.C.), i Pitti, gli Scoti, e dall’VIII Secolo arrivarono le invasioni Vichinghe
Per non parlare della successiva guerra “perenne” con i Sassoni che avevano unificato l’Inghilterra.

Una Terra martoriata, che per sopravvivere, già in epoca pre-cristiana, ha costretto le popolazioni ha costituirsi in particolari gruppi denominati “Clan”.

Il TermineClan” in Gaelico Scozzese si può tradurre in “bambino, discendente o progenie”. 
Infatti un Clan era praticamente una Famiglia estesa, formata dai discendenti legati da vincoli di parentela e da altre Famiglie che si sottomettevano al Capo per essere protette.

Una delle peculiarità degli Scozzesi appartenenti ai Clan era il “Kilt” (un indumento maschile consistente in un pezzo di stoffa arrotolato intorno alla vita, simile a una gonna) ogni Clan si differenziava per il diverso disegno (Tartan, in Italiano "Scozzese") della stoffa di lana con cui era prodotto.

Sembra che questo sistema del “Clan” sia stato “ufficializzato” dal Re di Scozia Malcom III (1031 - 1093) nel momento in cui volle adottare un sistema fondiario feudale basato sulla concessione, ai singoli Capi, e ai loro eredi, della terra dove poter vivere, tale condizione dette il via alla suddivisione Territoriale dei “Clan”. 

Tale sistema, con 182 Clan, è stato alla base  della società Scozzese fino alla tragica battaglia di “Culloden”, combattuta il 16 Aprile 1746 presso la Città Scozzese di Inverness, dove 5400 Scozzesi comandati dal Pretendente al Trono d’Inghilterra Carlo Edoardo Stuart, furono battuti da 8000 Inglesi guidati da Guglielmo Augusto di Hannover (Duca di Cumberland e Figlio di Giorgio II Re di Gran Bretagna e Irlanda). 

Dopo la sconfitta i Capi Clan” che non giurarono fedeltà al Re vennero considerati “ribelli” e  scattarono contro di loro e i rispettivi “Clan” delle persecuzioni; una vera pulizia etnica denominata “Highland Clearances”, i superstiti dovettero emigrare in Paesi come le Americhe o l’Australia.

Ma gli scontri tra i “Clan” superstiti per questioni territoriali o altro continuarono negli anni successivi, fino all’ultimo, avvenuto nel 1820, quando James Grant guidò il “Raid on Elgin”. 
Il “Clan” degli “Innes”, confinante con i “Grant”, aveva imprigionato il Capo e la Famiglia del “Clan Grant”, James Grant, con 700 dei suoi, marciò, nella Pianura di Elgin, per andare a liberarli.

Eccoci giunti ai membri del “Clan Grant” che c’interessano per la nostra storia: i Fratelli John e James Grant.

Nel 1840 la distillazione del whisky in Scozia era da poco uscita da quella clandestinità alla quale motivi politico/patriottici e anche fiscali l’avevano ampiamente relegata. 
Gli Scozzesi, per anni, si erano rifiutati di pagare le esose “tasse sul malto” che il Governo Centrale Inglese aveva imposto.

I Fratelli John e James Grant ebbero una lucida “visione”: la vicinanza delle loro Terre al Mare e a un Porto come Garmouth, il Fiume Spey a Sud, vaste piantagioni di magnifico orzo tutte intorno……… cosa poteva servire di più per fare dell’ottimo “Whisky di Malto”? 

Ecco che nel 1840 fecero richiesta di una Licenza per la Distillazione.
Nacque così la “Rothes House Glen Grant Distillery” in Campagna (oggi poco fuori della piccola Cittadina Scozzese di Rothes). 

Nel 1851, grazie al forte coinvolgimento dei Grant nella costruzione della fondamentale nuova arteria ferroviaria del Nord, che avrebbe dato maggiori impulsi commerciali alla Scozia, anche una Locomotiva, che faceva la tratta  Lossimouth-Elgin-Rothes, venne battezzata con il nome “Glen Grant”.

Scomparsi i Fratelli Grant, nel 1872, la guida dell’Azienda passò a un loro nipote, il “MaggioreJames Grant (classe 1847), che oltre alla Distilleria ereditò, a soli 25 anni, anche il Titolo di “Glen” e si dimostrò da subito un degno successore. 

Un innovatore leggendario che amava viaggiare e conoscere, appassionato della modernità (fu il primo nelle “Highlands” ad avere un’automobile e volle dotare la sua distilleria di luce elettrica) introdusse, tra l’altro, l’uso di distillatori e purificatori lunghi e sottili che permettevano di produrre quel whisky, dal colore chiaro, con un fresco sapore di malto, tecnologia che contraddistingue anche oggi la loro produzione.

Nel 1886 il “MaggioreJames Grant realizzò, nei 27 ettari di proprietà della Distilleria, dei magnifici Giardini che, ancora oggi, sono uno straordinario esempio dello stile con cui si realizzava il “Giardinaggio Vittoriano” alla fine del XIX Secolo

Circa 25 anni dopo aver assunto la guida dell’Azienda, James Grant, visto l’aumento della richieste, volle edificare una seconda Distilleria sul lato opposto della strada, di fronte alla prima. 
Questa seconda unità produttiva prese inizialmente il nome di “Glen Grant 2”, ma in seguito venne denominata “Caperdonich” (il nome del luogo da cui si prelevava l’acqua purissima per la produzione). 
Le due costruzioni erano collegate da tubature sottostrada che permettevano l’interscambio dei fluidi. Dopo 5 anni però questa seconda distilleria fu chiusa a causa del periodo di recessione che colpì il Mondo alla fine del 1900, ma poi fu riaperta nel 1965 e chiusa definitivamente nel 2002.

In Scozia la musica e il whisky hanno sempre avuto un forte legame tantoché, 24 Aprile 1909, il famoso Violinista Scozzese Scott Skinner (1843 - 1927) affascinato da una visita alla Distilleria, volle comporre una “Strathspey” (veloce ballata Scozzese) dal nome “Glen Grant”.

Nel 1931 il “MaggioreJames Grant morì, lasciando il “peso” di una delle Distillerie più famose al Mondo alle sue tre figlie. 
Per motivi di Famiglia il testimone passo nelle mani del Nipote, Douglas Mac Kessack
Seguirono poi, nel 1941, James Smith, e, nel 1969, Ernest Sherret

Nel 1972 la “Glen Grant Distilleries Ltd” si è fusa con altre Società formando la “Glenlivet Distillery Ltd”. 
In questa nuova Società gli eredi della Famiglia Grant mantenevano i loro interessi unitamente a due Soci molto importanti: la “Courage Ltd” e la Giapponese Suntory Ltd”.

Nel 1977 la “Glen Grant Distilleries Ltd” è stata acquisita dalla “Chivas Brothers” e nel 2001 passò nelle mani del Gruppo FrancesePernod Ricard”.

Nel 2006 la “Glen Grant” fu acquisita, per 115 milioni di euro, dal Gruppo Italiano Campari” che ne è ancora proprietario.

La “semplicità” e la “naturalezza” sono alla base del Whisky prodotto, ieri e oggi, dalla “Glen Grant”.  

Un Whisky che nasce da una perfetta combinazione di pura “Acqua delle Highlands” con solo orzo maltato di qualità e lievito
Poi c’è il “fuoco” che fa la magia grazie all’esperienza secolare, alla dedizione e cura della produzione. 

Un processo meticoloso, ormai collaudato attraverso i secoli, che rende il Whisky chiaro, fresco e unico nel gusto, grazie anche al periodo d’invecchiamento in Botti, con spesse doghe di Quercia, “Sherry Butt” (500 litri), “Bourbon” di secondo passaggio (Refill). 
Un’altra positiva peculiarità, e sicuramente una garanzia, è che tutto il Whisky prodotto per il Mondo esce dalla Distilleria di Rothes,

La “Glen Grant” produce normalmente Whisky invecchiato 5, 10, 12 e 18 Anni, nelle “Edizioni Limitate” arriva anche a un prodotto invecchiato per 50 anni.

Il “Glen Grant 5 Anni”, il più leggero di tutta la loro gamma, viene venduto soltanto in Italia e in pochissimi altri Paesi tra cui il Sudafrica
Un Whisky dal leggero colore dorato che esprime ricchi sentori fruttati, prevalentemente mela, in bocca è buono e delicatamente cremoso, con un retrogusto di frutta secca.

La Bottiglia di “Glen Grant Scotch Whisky Pure Malt 5 Years Old” (da 70 Cl., 40% Vol.), in mio possesso, conservata integra per ben 27 anni, è stata Distillata nel 1985, e messa in commercio nel 1990, per l’Anniversario dei  “150 Anni della Fondazione della Glen Grant”: Una Bottiglia che, decisamente, ha una lunga Storia.




La Bottiglia

L'Etichetta

"Glen Grant Scotch Whisky Pure Malt 1985"

Per i 150 Anni dalla Fondazione