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venerdì 22 maggio 2026

“MOMENTEERIA” A MILANO: LA PRIMA SALA DA TÈ CONTEMPORANEA DEDICATA A GUSTOSI RITUALI DI FELICITÀ.



 

Il nome del “” deriva dall’espressione Cinese” (si pronunciatei”) del “Dialetto Amoy” (廈門話) originario della Provincia Meridionale del Fujian nella Cina Sudorientale molto simile a quello parlato nell’Isola di Taiwan.

Il “” è una bevanda che consiste in un “Infuso” (immersione in un liquido) o in un “Decotto” (cottura insieme a dell'acqua) ottenuto principalmente dalle foglie della “Camellia Sinensis” (Famiglia Theaceae) una pianta legnosa che oggi viene prevalentemente coltivata in Cina (maggior produttore dial Mondo), Bangladesh, Pakistan, India, Indonesia, Sri Lanka, Giappone e Kenya. La raccolta delle foglie avviene tre volte l'anno: in Aprile, al principio dell'Estate e verso la metà dell'Autunno. Una volta raccolte le foglie di “” vengono trasportate stipate in grandi gerle in specifiche strutture, generalmente vicine, dove sono sottoposte a una serie di trattamenti che le trasformano nel prodotto finito pronto per essere commercializzato o rilavorato.

Tutti i tipi di “” traggono origine dalla lavorazione delle foglie, dei germogli e di altre parti di questa pianta: soltanto i metodi di lavorazione differenziano le varie tipologie che poi spesso sono miscelate con spezie, erbe o essenze.

La Storia del ” si perde nella notte dei tempi tra un turbinio di leggende e miti prevalentemente di origini Cinesi. Per trovare alcune tracce più sicure bisogna risalire al III Secolo a. C. proprio in Cina dove il “” veniva utilizzato a scopo medicinale. Molto probabilmente furono i Monaci Buddhisti a favorirne la diffusione dato che lo utilizzavano come bevanda rituale.

Sempre in Cina sotto la “Dinastia Qin” ( - dal 221 al 206 a.C.) il “” iniziò a essere apprezzato anche per le sue prerogative energetiche e dissetanti. Sotto la successiva “Dinastia Han Occidentale” (西漢 - dal 206 a.C. al 9 d.C.) ebbe inizio la consistente coltivazione delle piante legnose del “”, ma la sua diffusione in Cina non si realizzò fino alla “Dinastia Tang” ( - dal 618 al 907). Proprio sotto la “Dinastia Tang” nel 758 il Letterato e Poeta Lu Yu scrisse il Cha Jing” ( - Canone del tè) il più antico, il più importante e il più completo trattato al Mondo (tre Libri con 10 Capitoli) sulla coltivazione, la preparazione e l’uso del “”. Questo testo dette un grande e fondamentale impulso alla “cultura del tè” e ne fissò anche la filosofia chiamando in causa gli elementi fondamentali (acqua, fuoco, legno, metallo, terra) che rispecchiano in unatazza di tè l’ordine che governa l’universo.

Il “” ha profumi inebrianti, colori deliziosi, sapori straordinari, in più nel lontano Oriente viene servito con rituali unici e originali denominati “Cerimonia del Tè”. Con questa espressione si tende a indicare quelle differenti forme ritualizzate per preparare e quindi degustare la bevanda del “” che vengono praticate in diverse Culture Asiatiche, un'attività culturale spesso meditativo-religiosa. Le varie varianti Nazionali di questa Cerimonia sono state influenzate dalle diverse tipicità dei Territori, in tempi diversi, rispetto a quella originaria della Cina, luogo in cui è nata la cultura del “” e la Cerimonia stessa. Parti integranti delle varie Cerimonie sono gli strumenti, i tempi e i gesti rituali. Tutte le Cerimonie sono chiari simboli che contengono raffinatezza, contentezza spirituale, umiltà, compostezza e semplicità. In Giappone, per esempio, la “Cerimonia del Tè” è un rito antichissimo, tutt’oggi ancora molto praticato, che non si limita al piacere di gustare una calda e buona tazza di “” ma che ha più una connotazione legata alle pratiche di meditazione, introspezione e contemplazione. Si tratta di una Cerimonia molto bella e affascinante, volta alla ricerca della propria essenzialità alla purificazione dello spirito, aspetto fondamentale di quella Disciplina denominataZen” (Zen è la pronuncia Nipponica del carattere Cinese ) che deriva dall’insieme delle dottrine e dei linguaggi originati, a partire dal IX Secolo, dalle Scuole Buddhiste Giapponesi.

Impossibile non amare il “” (la bevanda più bevuta al mondo dopo l’acqua) grazie alla ricchezza delle sue proprietà positive ai grandi benefici e al magico fascino orientale.

Lunedì 13 Ottobre 2025, in Via Carducci al civico 38 (di fronte alla Pusterla di Sant’Ambrogio e con vista sulla Basilica di Sant'Ambrogio) a Milano è stata inaugurata la prima Sala da Tè contemporanea, un rifugio urbano dove ogni tazza racconta un’emozione: “Momenteeria”.

Via Giosuè Carducci è una storica Via del Centro di Milano che collega Corso Magenta a Piazza Cadorna. Anticamente chiamata Via San Gerolamo, in onore di un antico convento, ha assunto l'attuale denominazione nel 1907 per omaggiare il celebre poeta. Durante il Medioevo la strada si trovava a ridosso del Centro Storico e seguiva parte dell'antico tracciato difensivo e delle vie d'acqua Milanesi. Nel XVI Secolo la zona era densamente popolata da edifici religiosi, tra cui il Noviziato dei Gesuiti (da cui il nome San Gerolamo) e il complesso di San Vittore al Corpo. Fino al 1898 lungo la via scorreva un tratto del Naviglio. La sua copertura ha permesso di allargare la strada trasformandola nell'arteria cittadina che conosciamo attualmente con il suo fascino residenziale grazie anche all’estrema vicinanza (due passi) alla Basilica di Sant'Ambrogio (Basilica Romana Minore Collegiata Abbaziale Prepositurale di Sant'Ambrogio, edificata tra il 379 e il 386 in Epoca Romana Tardoimperiale) e alla presenza di signorili Palazzi d'epoca.

Il nomeMomenteeria” nasce dall’incontro tra “momento” e “teeria”: una parola nuova per descrivere una casa dove bellezza, cura e comfort si intrecciano naturalmente. Con “MomenteeriaAlessandra Gorlero (Amministratore Delegato e Co-fondatrice) insieme a Erica Della Bianca (Direttrice Marketing e Co-fondatrice) hanno voluto creare un luogo che non fosse soltanto una bella e accogliente “Sala da Tè” ma anche un sicuro rifugio urbano, una “casa dell’anima” dove fermarsi, rilassarsi, respirare e riscoprire l’assoluto piacere del tempo speso per sé stessi.

Il progetto d’interni di “Momenteeria”, realizzato dall’Architetto Paola Podenzani, coniuga calore e raffinatezza. Su una superficie di 150 metri quadrati lo spazio si articola su due livelli: al Piano Terra il Bancone vintage restaurato che dona atmosfera, eleganza e un tocco di classe senza tempo, armonizzandosi con l’ambiente accogliente e raffinato, la Boutique (tè, infusi, tisane e “concept store” con una vasta scelta di confezioni regalo), al Piano Superiore la Sala dei Tè, la Stanza dei Dolci e la Sala Eventi con il tavolo conviviale. Toni caldi come verde lichene e terracotta, luci soffuse, profumi naturali e suoni ambientali creano un’atmosfera rilassante. L’uso di “materiali materici” (tutto ciò che valorizza la materia fisica di un oggetto, privilegiandone la tridimensionalità, la texture e la sensazione tattile), i velluti e i tavoli evocano l’immagine di una casa elegante e accogliente, un luogo dove la piacevolezza tende a rallentare il tempo. Da pochi giorni “Momenteeria” ha anche il nuovo Dehors (con cinque tavoli) affacciato su una delle viste più belle di Milano.

La “Carta dei Tè”, composta da circa 60 referenze tutte acquistabili, spazia dai monorigine pregiati importati direttamente dalla Cina, certificati dall’Associazione Italiana Tè e Infusi, a miscele originali arricchite da botaniche italiane. Della collezione fanno parte i puri, come il “Dian Hong” arrotolato a mano a spirale o il “Bai Mu Dan Top Grade” e alcuni rari come il “Huo Shan Huang Ya” accanto a blend esclusivi, tisane e infusi firmati dal “Tea BlenderItaliano Albino Ferri, la cui Azienda opera nel settore da oltre un secolo.

Riccardo Colosi, “Prime Tea Sommelier” supervisiona la selezione delle foglie e accompagna l’ospite nella scelta e nella degustazione. Cuore dell’esperienza è, infatti, il rito del tè di “Momenteeria”, reinterpretato come percorso di lentezza e cura. Le foglie vengono presentate in piattini di gres bianco artigianali e sono versate nella teiera in vetro, svelando parole che evocano benessere e serenità. L’infusione, scandita dalla clessidra, diventa un momento di attesa e riflessione. Il rito si conclude con l’assaggio del servito in tazze bianche ideali per esaltare il colore del tè. Una card informativa accompagna la degustazione, illustra l’origine del tè, le caratteristiche e il momento ideale di consumo, trasformando la scelta in un gesto consapevole e personale.

La “Tea Tender e Store ManagerMonica Angeli, accoglie le persone e le guida nell’esperienza del, coniugando competenza tecnica e autentica passione per l’ospitalità. Ogni miscela e ogni prodotto racconta un’emozione, tra le sue creazioni più originali, la reinterpretazione del “Rituale n.1 La Felicità nelle Piccole Cose” trasformato in un cocktail esclusivo a base di gin, o il “Rituale n.8 Equinozio di Autunno a Milano”, il “Rituale n.14 Lucciole tra i cespugli”, il “Rituale n.12 Portafortuna segreto”, microracconti che evocano attimi di felicità quotidiana, sensazioni e atmosfere.

Il Menù diMomenteeria” è parte integrante del rituale: naturale, colorato e pensato come un’esperienza da vivere con calma e consapevolezza. Dalla colazione al pranzo, fino altea time”, ogni momento invita a rallentare e a prendersi cura di sé. Il “Menù del Pranzo”, firmato dalla Biologa Nutrizionista Nicole Labaguer e dalla Psicoterapeuta Antonella Calabrese, è dedicato al cibo consapevole e si articola in due percorsi complementari: Light Lunch e Comfort Food. Il “Light Lunch” propone piatti leggeri, stagionali e preparati in vasocottura, pensati per un equilibrio di gusto e benessere: la “vellutata di zucca”, il “riso venere con verdurine al curry e gamberi”, il “filetto di salmone con verdure saltate”, solo per citarne alcuni. Il “Comfort Food” propone reinterpretazioni di piatti tradizionali in chiave “mindful” (consapevole), sempre in vasocottura, come la “cacio e pepe shakerata”, le “lasagne al ragù di manzo al coltello”. Ogni portata può essere accompagnata da selezionati, trasformando il pasto in un autentico rituale di “mindful eating” che unisce gusto, lentezza e consapevolezza.

La “Pasticceria” è curata da Rita Strati, Architetto e Cake designer, vera “scultrice di pasta frolla”. Tra le sue creazioni la “Torta Momenteeria al matcha e cioccolato bianco”, la “Crostata Sant’Ambrogio”, la “Crostata Foglie di Ginkgo a Milano”, piccoli capolavori visivi e gustativi pensati per accompagnare i più pregiati. Non mancano dolci vegani e monoporzione, oltre a biscotti ispirati alla tradizione e alla natura, dalle “Madeleine” ai “Colibrì” colorati, dai “Biscotti di Leonardo Da Vinci” alle creazioni con fiori eduli, per trasformare ogni pausa in un momento di bellezza e gioia quotidiana.

Con l’arrivo della bella stagione e l’apertura del nuovoDehors di Momenteeria” il esce dalla dimensione tradizionale e si trasforma in un aperitivo da vivere. Nasce il nuovo rituale “Aperitivo di Momenteeria” un rito che si esprime attraverso una proposta attenta al bere in modo diverso, più consapevole, leggero e “low alcol”: un tempo lento da assaporare che abbina il mondo del tè alla convivialità del brindisi. Il non è più solo caldo e invernale ma diventa protagonista di una mixology originale capace di offrire alternative eleganti ai cocktail classici. Tutti i Drink sono ideati da Monica Angeli, Store Manager e Tea Tender, che usa il come un vero ingrediente di miscelazione. Tra le novità il signature “Gin Teazz” (tè Wulong, fiore di sambuco delle Dolomiti e agrumi, gin, liquore al mandarino e sambuco), il “Golden Hour” (mela, limone e curcuma, calvados e cointreau), il “Momenteeria Spritz” un classico reinterpretato, il “Botanical Blush” (karkadè, rosa canina, sambuco, tonica al pompelmo rosa), il “Her Majesty” shrub ai frutti rossi e zenzero studiati per esaltare il gusto e la leggerezza.

Ma anche qui il cuore della proposta di “Momenteeria” resta il tè, adattato al periodo stagionale: freddi naturali, senza zuccheri aggiunti, con le infusioni preparate con una tecnica precisa: estrazioni a caldo molto concentrate, versate al momento su ghiaccio. Un gesto che sostituisce il rituale classico invernale della teiera con una nuova liturgia visiva. L’esperienza si completa con la proposta food ideata in collaborazione con la Nutrizionista Nicole Lagabauer: “Alzatina Aperitivo” la selezione di piccole delizie salate ideali da condividere e “Tavolozza di Madre Natura” un concept ispirato alle proposte food del Nord Europa che mette al centro la materia prima. Verdure fresche, olio extra vergine di oliva da frantoio ligure, hummus e baccelli di pisellini da sgranare: un gesto semplice, conviviale e profondamente salutare.

Infine l’ultima novità è l’arrivo in Carta di “Lillibetuna miscela esclusiva diMomenteeria” creata per celebrare il “Centenario della nascita della Regina Elisabetta II del Regno Unito (1926 - 2026)”.  “Lillibet” nasce da una base “Earl Grey” arricchita con petali di fiordaliso e boccioli di butterfly pea. Il suo tratto distintivo è il colore: un blu intenso naturale che si trasforma in oro rosa con l’aggiunta di limone, spruzzato al momento. Un piccolo rito visivo memorabile che unisce eleganza, sorpresa e gusto.

Momenteeriaa Milano la primaSala da Tè Contemporaneadedicata a gustosi rituali di felicità.

https://www.momenteeria.it/

https://www.youtube.com/shorts/ZhoCcRnti2Y


"Momenteeria" a Milano: Il Bancone Vintage (Foto M. Di Tella)

"Momenteeria" a Milano: La Sala (Foto Mattia Di Tella)

"Momenteeria": Fascino e Stile (Foto Mattia Di Tella)

"Momenteeria": Eleganza e Gusto (Foto Mattia Di Tella) 

"Momenteeria": Il Pranzo (Foto Mattia Di Tella)

"Momenteeria": Solo Delizie (Foto MDT)

"Lillibet"... (Foto Mattia Di Tella)

I Nuovi Cocktail (Foto Mattia Di Tella)

"Tavolozza di Madre Natura" e Cocktail (Foto MDT)


lunedì 13 dicembre 2021

“CACIO, PEPE E KOMBUCHA” IL NUOVO DIVERTENTE E STUZZICANTE LIBRO DI GABRIELE BIANCHI.

 


È appena uscito nel Mese di Novembre 2021 un Libro molto interessante intitolatoCacio, Pepe e Kombuchae l’Autore è Gabriele Bianchi.

Gabriele Bianchi è nato in Toscana a Cecina, in Provincia di Livorno, il 5 Giugno 1995. Dopo il diploma all’Istituto AlberghieroEnrico Mattei” di Rosignano Solvay (LI), ha da subito iniziato il suo percorso di formazione sul campo partendo dall’apice della Ristorazione Mondiale: è entrato alla mitica Enoteca Pinchiorri (Tre Stelle Michelin) di Firenze dei magnifici Annie Feolde e Giorgio Pinchiorri.

In seguito ha continuato a fare esperienze in altri importantissimi Locali come al Ristorante, del grandissimo e compianto Luciano Zazzeri, “La Pineta” (Una Stella Michelin) a Marina di Bibbona (LI), al “Carlton Hotel” di St Moritz, in Svizzera, e in un altro mitico Locale: “Da Vittorio” (Tre Stelle Michelin) della straordinaria Famiglia Cerea a Brusaporto (Bergamo).

Da sottolineare anche la sua esperienza come Maître al RistoranteTrattoria Moderna”, ubicato in Lungarno del Tempio a Firenze, alla corte del bravissimo Chef Riccardo Serni. Anche qui Gabriele ha messo tutta la sua passione e il suo estro nell’esercitare una delle più sincere interpretazioni nel mondo del Servizio di Sala.

Nell’Estate 2018 Gabriele Bianchi è giunto, sempre come Maître, al RistoranteMarconi” (Una Stella Michelin) a Sasso Marconi (Bologna) di due grandi professionisti come Aurora e Massimo Mazzucchelli.

Dopo questa ennesima super positiva esperienza Gabriele ha voluto prendere 6 mesi per realizzare alcuni suoi progetti e terminare gli studi. Proprio in questo periodo ha realizzato il bel Libro intitolato “Dall’Oriente all’Italia - Il Viaggio del tè”.

Successivamente Gabriele Bianchi è arrivato nella magnifica “Città Eterna” di Roma, al RistoranteAntica Fonderia” con la bravissima Chef Spagnola Alba Esteve Ruiz. Infine è giunto in Sardegna in Provincia di Sassari al RistoranteConfusion” (Una Stella Michelin) di Porto Cervo con lo straordinario Chef Italo Bassi.

Nel frattempo, nell’Ottobre del 2019 Gabriele Bianchi ha vinto il ConcorsoEmergente di Sala 2019”. Il Concorso è nato dalla volontà di due tra i più grandi e conosciuti esponenti del Mondo dell’Enogastronomia Italiana e non solo: Luigi Cremona e Lorenza Vitali. I carissimi Amici Luigi Cremona e Lorenza Vitali da moltissimi anni sono impegnati a trasmettere al grande pubblico tutto ciò che di meglio possa esistere nel Mondo di Enogastronomico.

A soli 26 anni Gabriele Bianchi è uno dei giovani Maître Italiani più importanti oltra a essere Sommelier Fisar e Tea Sommelier.

Ma torniamo al LibroCacio, Pepe e Kombucha - Dieci classici della cucina Italiana abbinati a tè, tisane e infusi” edito dalla nota Casa Editrice FiorentinaIl Forchettiere” scritto da Gabriele Bianchi, curato del famoso Giornalista Enogastronomico Marco Gemelli e magnificamente illustrato con le opere di Alfredo Del Bene che ha reinterpretato in chiave visuale i piatti tradizionali nostrani citati.   

Ottantaquattro pagine per rompere un “dogma” come l’abbinamento cibo/vino e mostrare come sia possibile abbinare dieci “mostri sacri” della Cucina Italiana, dall'Amatriciana al tiramisù, dal baccalà mantecato alle tagliatelle al ragù, fino al bollito misto, a , tisane e kombucha (una bevanda leggermente frizzante ottenuta dalla fermentazione del tè zuccherato).

Gli accostamenti inusuali tra piatti e bevande sono infatti alla base del LibroCacio, Pepe e Kombuchadi Gabriele Bianchi che non è solo un ricettario, anzi, né un mero divertissement a cavallo tra il piatto e il bicchiere. Alla parte della creazione della ricetta e alla storia del piatto in sé, tra sfiziosi aneddoti e curiosità, fa da contraltare lo spazio dedicato alle origini e alle caratteristiche delle tre bevande (tè, tisane e kombucha) appunto, così come l’approfondimento sulle principali erbe citate all'interno del libro e alcuni suggerimenti per eseguire la tisana perfetta evitando gli errori più comuni.

Da qualche tempo - spiega Gabriele Bianchi - il fenomeno del pairing (abbinamento) non ha più solo il vino come unico interlocutore presso Chef e Sommelier: prima le alternative per accompagnare il pasto erano le bollicine, poi sono arrivate le birre artigianali e i cocktail. Con questo Volume, abbiamo voluto attraversare l'ultima frontiera: tè, tisane e kombucha sono bevande accomunate da origini antichissime ma profondamente diverse per ingredienti e preparazione, fino a pochi anni fa relegate al rito del tè delle cinque o all'uso come antistress. Ancora oggi nessuno verserebbe il tè in un calice di cristallo anziché in una tazza di porcellana: da qui la scelta di selezionare dieci piatti della cucina italiana e proporli in abbinamenti fuori dagli schemi”.

Il modo più comodo di avvicinare tè, tisane e kombucha con il fine dining (cucina raffinata) - conferma l'Editore il Giornalista Marco Gemelli - è quello di lasciar lavorare in parallelo la Sala (che deve proporre agli ospiti un abbinamento alternativo) e la Cucina (che deve pensare a un piatto adeguato a reggere l'impatto con una delle tre bevande). Ma dal momento che il Volume vuole introdurre una nuova consapevolezza e sdoganare la possibilità di cimentarsi col pairing anche tra le mura di casa, era necessario muoversi su un terreno che fosse il più possibile familiare a chi sta leggendo. Da qui la scelta di attingere a piene mani dalle Cucine Regionali della penisola, tra antipasti, primi e secondi piatti, oltre ai dessert”.

Interessantissimo e assolutamente imperdibile il nuovo, divertente e stuzzicante LibroCacio, Pepe e Kombuchadi Gabriele Bianchi.

https://www.ilforchettiere.it/prodotto/libro-cacio-pepe-e-kombucha-gabriele-bianchi/


"Cacio, Pepe e Kombucha" l'Autore Gabriele Bianchi 

Gabriele Bianchi: La Magia di Tè, Tisane e Infusi

Alfredo Del Bene: "Spaghetti Cacio e Pepe"

Alfredo Del Bene: "Spaghetti all'Amatriciana"

Alfredo Del Bene: "Tagliatelle al Ragù" 

Alfredo Del Bene: "il Bollito Misto"

Alfredo Del Bene: "Tagliere all'Italiana" 

Il Libro "Cacio, Pepe e Kombucha" 

martedì 24 agosto 2021

“ALPASSOFOOD”: LO SPECIALISSIMO MERCATO ALIMENTARE ONLINE DI PICCOLI E SUPER SELEZIONATI PRODUTTORI ARTIGIANALI.




Il Torinese Carlo Levi (1902-1975), Medico, Pittore e notissimo Scrittore, ci ha lasciato le seguenti parole: “Nel Mondo dei Contadini non si entra senza una chiave di magia”.

Ecco, per l’argomento che vado a trattare, vorrei aggiungere a queste fascinose parole che la “chiave di magia” serve oltre al “Mondo dei Contadini” anche per quello dei “Piccoli Produttori”, infatti sono molto spesso lo stesso Mondo. Persone che fanno il loro lavoro con grande dedizione e passione e che ci permettono di avere dei prodotti di grandissima qualità in tutti i campi.

Spesso però a causa delle dimensioni Aziendali ridotte i “Piccoli Produttori” fanno molta fatica a farsi conoscere. 

Ecco che nel Maggio 2020 in pieno lockdown pandemico Maximilien Lorenzo (per tutti Max”) ed  Emmanuel Merone, due Gemelli Romani classe 1994, che da sempre hanno avuto una straordinaria passione per il cibo buono, sano e genuino, trovando difficoltà nel farsi consegnare a casa prodotti agroalimentari di sicura qualità da validi Piccoli Produttori, che non erano attrezzati per le consegne a domicilio, hanno avuto l’ottima idea di creare una specifica Società di Distribuzione.  

Maximilien Lorenzo ed Emmanuel Merone (la Mamma è Francese ecco la spiegazione dei nomi) sono ragazzi super attivi, sono cresciuti anche in campagna avendo una piccola Azienda Agricola poco fuori Nepi (Agro Falisco, Territorio Laziale ubicato tra Roma e la Tuscia) in Provincia di Viterbo dove si produce Olio Extra Vergine di Oliva, Nocciole, Noci e Prodotti dell’Orto.

Max ed Emmanuel finite le Scuole dell’Obbligo hanno Frequentato l’Università di RomaLa Sapienzadove si sono Laureati Max in Economia ed Emmanuel in Ingegneria.

Ma torniamo all’idea della Distribuzione. Nel 2020, appena è stato possibile uscire di casa, hanno iniziato pazientemente a tessere contatti con “Piccoli Produttori” di eccellenze, Italiani e non. Hanno incontrato ciascuno di Loro personalmente venendo a conoscenza del Loro modo di lavorare, delle Loro passioni, della Loro irriducibile tenacia, della magnifica qualità dei Loro Prodotti. Un grande impegno che è stato ripagato dalla pronta fiducia degli Artigiani contattati.

Così nel Dicembre 2020, con l’apertura del Sito Web, è nata ufficialmente l’Azienda di Distribuzione Agroalimentare OnlineAlPassoFood” (Acronimo diAlimentazione per Passione”).

Gli inizi non sono certo stati facili, i Gemelli hanno iniziato a fare le consegne con la loro Auto, ma grazie ai primi incassi e al sostegno della Famiglia, Max ed Emmanuel dopo poco si sono potuti permettere l’acquisto di un Furgone Refrigerato Personalizzato.

Un successo arrivato in breve tempo grazie alla straordinaria qualità dei prodotti da loro distribuiti e alla grande passione per ciò che fanno.

OggiAlPassoFoodpropone centinaia di prodotti assolutamente genuini, sostenibili e rispettosi dei ritmi naturali delle Stagioni. Una produzione che viene consegnata direttamente su Roma e Provincia ma anche in Italia e all’Estero tramite Corrieri Specializzati.

Le Aziende da Loro Distribuite hanno una vastissima scelta di prodotti anche di nicchia: sale, alghe e verdure marine, formaggi, vini, olio extra vergine di oliva, legumi secchi, pesce affumicato, noci, nocciole, miele, farine, olive, sughi pronti, paté, zuppe, carne, aglio, pistacchi, cioccolato, mandorle, ostriche, caffè, tisane & aromi, uova, saponi, latte di asina, aceto, verdure, frutta, cereali, salumi, riso, spezie, dolci e ancora molto altro. Non rimane che l’imbarazzo della scelta.      

Il Poeta Inglese Lord Alfred Tennyson (1809-1892) ha lasciato le seguenti parole: “Non sarà mai tardi per cercare di creare un nuovo mondo migliore, se nell'impegno poniamo coraggio e speranza”.

Ecco “AlPassoFood” è nato, come già detto, dalla forte volontà, dal coraggio di due giovanissimi come Maximilien Lorenzo ed Emmanuel Merone che con il loro esempio voglio inviare un messaggio di speranza e di positivo futuro a tantissimi altri giovani spingendoli a ideare e creare nuove attività: in questo mondo che corre velocissimo molte sono le opportunità per chi sa coglierle.

AlPassoFoodlo specialissimo Mercato Alimentare Online di Piccoli e Super Selezionati Produttori Artigianali porta sulle nostre tavole soltanto eccellenze.

https://www.alpassofood.com/?nab=1

https://www.youtube.com/channel/UCMrpAP7IRAQpDG2lapPPK_w


"AlPassoFood": I Gemelli Merone (Foto APF)

Roma: Il Furgone Refrigerato ai Fori Imperiali (Foto APF)

"AlPassoFood": Cassetta di Prodotti Assortiti (Foto APF)

"AlPassoFood": Cassetta di Frutta (Foto APF)

"AlPassoFood": Cassetta di Prodotti Speciali (Foto APF)

"AlPassoFood": Cassetta di Frutta e Verdura (Foto APF)
 
"AlPassoFood": Emmanuel Merone (Foto APF)

"AlPassoFood": Maximilien Merone (Foto APF)

giovedì 26 settembre 2019

AL NUOVO “DIM SUM” A FIRENZE IN UN AMBIENTE SUPER ACCOGLIENTE OTTIMA CUCINA CINESE E MAGNIFICI TÈ.




Venerdì 13 Settembre 2019 al Numero Civico 9/r di Via Antonio Magliabechi a due passi da Piazza Santa Croce a Firenze è stata inaugurata la nuova Sede del Ristorante CineseDim Sum”.

La Cina è oggi il Paese più popolato al Mondo
ha raggiunto nel Giugno 2019 più di un miliardo e quattrocento milioni di abitanti ed è anche il terzo al Mondo per estensione territoriale, 9,6 milioni di chilometri quadrati
praticamente un incredibile colosso.

Anche se in Cina ufficialmente si riconoscono 56 gruppi etnici esiste, pur con una varietà praticamente infinita e inenarrabile di variazioni, qualcosa che unisce la maggior parte di queste etnie e che a grandi linee si può definire “Cucina Cinese”.

A dimostrazione dell’importanza del cibo per i Cinesi quando accolgono qualcuno in Casa la prima domanda è: “Hai già mangiato?”.

Oggi la “Cucina Cinese” è una delle più conosciute nel globo grazie anche alla sua grande diffusione.
La Cucina Cinese ha una storia antichissima e una solida tradizione.
Come attestano alcuni ritrovamenti archeologici di un’epoca lontanissima, risalenti alla “età della pietra” e agli albori dell’uso del fuoco per cucinare gli alimenti, in Cina non si praticavano solo semplici cotture ma già qualcosa di più elaborato.

Attraverso i Secoli e il susseguirsi di epoche anche molto lussuose e prospere (per esempio con l’avvento degli Imperatori e con l’enorme sviluppo dei commerci) la “Cucina Cinese” di qualità ha assunto un suo preciso carattere di tradizionale genuinità, accompagnata da ordinate e belle presentazioni.

Tra le varie tradizioni Culinarie della Grande Cina, sicuramente tra le più importanti, possiamo annoverare quella della Capitale Pechino e quella Cantonese.

La “Cucina Pechinese” (in Cinese 北京菜 = Cucina di Pechino) è una variegata offerta di preparazioni con influenze giunte attraverso i secoli anche da zone lontanissime del Paese ma che ha risentito principalmente di quelle provenienti dalla Costa Orientale della Provincia di Shandong. Questa Provincia si sviluppa lungo il corso inferiore di quello che i Cinesi ritengono che sia la culla della loro civiltà: il Fiume Giallo.

La Cucina di Pechino è ricca e gustosa
Come non ricordare, tra i tantissimi piatti, alcuni super famosi nel mondo: “l’anatra laccata” (obbligatoriamente Razza Pechino), gli “hot pot” (chiamato anche “fondue chinoise”, una ricetta a base di carne) o il “maiale mu shu”.

La Cucina comunemente denominataCantonese”, in realtà la “Cucina Guangdong” (in Cinese 廣東菜), ha origine nell’omonima Provincia di Guangdong, sulla Costa Meridionale della Cina Continentale

La “Cucina Guangdong” è sicuramente quella più ricca, visto l‘utilizzo di un’infinità di materie prime, ed è più tecnica nella valorizzazione dei prodotti freschi con le sue cotture veloci ed efficaci: vapore, bollitura, “siu mei” (cottura allo spiedo), frittura, stufatura. 
Una Cucina che ha raggiunto anche livelli molto importanti di Internazionalità diventando più consona ai palati Occidentali.

Nella Cucina Cantonese troviamo conosciutissimi piatti come il riso alla Cantonese, il maiale in agrodolce, gli involtini (un’infinità di tipi), i ravioli, i crackers ai gamberi, il “congee” (particolare porridge) di riso,…… e potrei ancora aggiungere un elenco lunghissimo.

Proprio facendo riferimento alla “Cucina Cantonese” (Cucina del Sud della Cina) e anche a quella abbastanza simile della Cucina proveniente dalla Province limitrofe, che si estendono verso Oriente risalendo la Costa, come “Fujian” e “Zhejiang”, esiste anche una Cucina, oggi conosciuta e praticata nel Mondo, denominataDim Sum” (點心 = snack, spuntino) che comprende una vasta gamma di “preparazioni Culinarie non super impegnative” da servire sempre in abbinamento alle varie tipologie di Tè Cinese (Yum Cha = Bere il Tè, antichissima tradizione tramandata nei Secoli).

Nella “singolare arte gastronomica” del “Dim Sum” prevalgono cotture al vapore e fritture preparate soprattutto nella “Wok”: la classica e fondamentale “padellaCinese di forma semisferica e senza fondo, generalmente forgiata in ferro o in ghisa. 
La “Wok” con la sua particolarissima forma svasata è capace di prendere dalle fiamme molto calore e la sua avvolgente forma agevola anche le fritture che possono essere fatte in immersione con pochissimo olio.

Ma torniamo alla storia che vi voglio raccontare.

Il 7 Settembre 1901 a seguito del soffocamento in Cina, da parte di un Corpo di Spedizione formato da soldati di otto Nazioni, della “Rivolta dei Boxer” (i “Boxer” erano l’insieme dei Movimenti Anticolonialisti che in quel periodo si erano sollevati), fu imposto alla Cina stessa un Trattato denominato il “Protocollo dei Boxer” (per i CinesiTrattato di Xinchou”). 
Nell’accordo alle Nazioni Vincitrici, oltre al pagamento di una cifra enorme tale da dover essere dilazionata in 39 anni e anche moltissimo altro, furono concessi altresì dei possedimenti sul Territorio Cinese

Al Regno d’Italia, una delle Otto Nazioni, toccò come possedimento Coloniale (uno tra i più piccoli) una parte periferica della “Municipalità di Tientsin”, importante Città portuale ubicata nel Nord-est della Cina
Nacque cosi la “Concessione Italiana di Tientsin” un Governatorato che è durato dal 1901 al 1943 e che nel massimo del suo sviluppo nel 1935 raggiunse una Popolazione di più di 6.000 Abitanti
circa 5.000 Cinesi oltre a diverse centinaia tra Italiani e altri stranieri.

Durante questo periodo gli interscambi con l’Italia permisero anche la nascita di una piccola Comunità Cinese proprio in Italia, in particolare nella Città di Milano
Alcuni provenivano dalla Concessione Italiana altri dalla già citata Provincia delloZhejiang” il cui Capoluogo la bellissima, antica e magica Città diHangzhou” era stata definita da Marco Polo (mitico Mercante e Scrittore Veneziano che ne fu Governatore) “il Paradiso su questa Terra”. 
I primi Cinesi arrivati erano solo maschi e alcuni misero su Famiglia con delle Italiane favorendo una seconda generazione

Attraverso i decenni la Comunità Cinese in Italia ha assunto notevole importanza anche grazie alla loro innata volontà e laboriosità.

Ma avviciniamoci ai nostri giorni quando nel 1982 Massimo (in realtà il nome Cinese è Jianou) Wang è arrivato, a soli 5 anni, in Italia a Firenze con sua Famiglia
Babbo, Mamma, due Fratelli e tre Sorelle
La Famiglia Wang aveva ed ha in Italia una solida base fatta di un susseguirsi di generazioni in quanto discende proprio dai primi immigrati giunti negli anni Trenta dalla Provincia dello Zhejiang.

Massimo dopo aver frequentato le Scuole dell’Obbligo da giovanissimo è entrato a lavorare in un Ristorante Cinese di suoi parenti in Piazza Santa Maria Novella, sempre a Firenze
Successivamente il Locale venne trasformato dai suoi Cugini in Ristorante Pizzeria e Massimo è rimasto con loro per circa otto anni. 

Successivamente per un anno ha lavorato nel Mondo della Moda, ma poi è stato preso da un’altra grande passione il “Pub”. 
Per tale motivo nel 2005 ha rilevato il “Friends Pub” in Borgo San Jacopo a Firenze
Massimo adora la “filosofia” del Pub dove c’è la possibilità di comunicare e conoscere facilmente tantissimi persone anche perché ad un Bancone di un Pub la mancanza di formalità elimina le differenze tra leclassi sociali”: tutti sono uguali
Nel 2011 il primo Pub e stato ceduto ed è stato rilevato un secondo Locale, sempre a Firenze, il “Tartan Jock Scottish Pub” ubicato in Corso dei Tintori 41/R, ancora oggi di proprietà.

Nel 2012 Massimo Wang decise con alcuni suoi Cugini (tutto nasce sempre dal coinvolgimento della Famiglia) che era giunto il momento di aprire un “Dim Sum” a Firenze
Per fare la nuova apertura bisognava essere preparatissimi e studiare moltissimo ed ecco che si è tornati per un periodo in Cina a riscoprire leRadici”, laCulturae leTradizionicomprese quelle del Tè.

Poi sempre nel 2012, in Via dei Neri 37/R a Firenze, è nato il primoDim Sum Italiano.
I pregicura per il “fatto in Casa” e per i particolari, importazione diretta dalla Cina di molte materie prime, compresi i vari tipi di Tè, pulizia, servizio, buon rapporto qualità/prezzo
Da subito è stato un successo e dopo pochi anni è nata l’esigenza di trovare un nuovo e più comodo Locale dove trasferirsi.

Ecco che, dopo impegnativi, sotto tutti i punti di vista, lavori di ristrutturazione dove si è scelto di dare un’accoglienza davvero inappuntabile a partire dagli eleganti servizi igienici (c’è anche un sanitario piccolo specifico per i bambini e un bellissimo lavabo) fino alla luminosità dell’ambiente e alla comodità dei tavoli e delle sedute, Venerdì 13 Settembre 2019 al Numero Civico 9/r di Via Antonio Magliabechi, come già accennato, è stata inaugurata la nuova bella Sede delDim Sum”.

Il nuovo “Dim Sum” è un Locale super accogliente e molto luminoso
Nell’Ingresso spazioso a sinistra si apre un archetto che porta a una Saletta, poi ci sono le scale che salendo portano ai Servizi, di fronte all’Ingresso troviamo il Bancone Bar
Sempre sulla sinistra nell’atrio c’è la porta della grande Cucina con una sezione a vista, chiusa a vetri, dove è piacevole vedere alcune preparazioni.

Dall’Ingresso sulla destra si accede alla Sala più grande con un magnifico soffitto a volta con una grande pittura al centro, da qui si arriva anche in una Saletta riservata con un solo grande tavolo e una bella parete attrezzata dedicata ai Vini
Tutti i particolari compresa l’apparecchiatura sono molto curati.

Il Menu offre due scelte per il “Pranzo” estremamente convenienti, poi c’è la Carta che inizia con le seguenti parole: 
Offriamo una Cucina insolita, raffinata, un mix di profumi, di sensazioni, di sapori studiati per stupirvi e per deliziare anche i palati più difficili”. 
La scelta è molto ampia (anche con qualche Piatto Giapponese) e differenziata, a partire dalle “Crudités”, dalle preparazioni denominateDim Sum”, fino alla “Pasticceria”.

La Dim Sum Tea (Carta dei Tè) è vasta, ampiamente descrittiva dato che per ogni , per aiutare nella scelta, vengono citate le zone Cinesi di produzione, le specifiche proprietà e le varie differenze. Da sottolineare la particolare attenzione che viene messa nella preparazione del con il controllo della temperatura e dei tempi d’infusione. 
Dopo i segue la Carta Dei Vini piuttosto selezionata, una venticinquina di Etichette, ma ben assortita anche con qualche “SuperTuscans”. 
Infine ci sono le Birre, Cinesi e non.

Ma veniamo alla degustazione fatta che è stata accompagnata da del buon Riso Bianco Jasmine cotto al vapore (al posto del pane) e da un ottimo Tè Verde denominatoShi Feng” proveniente dall’omonima Montagna ubicata nel sud-est della Cina.

Sono state servite le seguenti portate:

- “Maudou” – Fagiolini verdi di soia, freschi, al vapore;

- “Compost di Medusa con funghi” – Medusa al vapore  con funghi Cinesi e cetriolo “à la julienne”;

- “Tonno” – Tonno in crosta di sesamo con salsa e insalata;

- “Assaggi di alghe Wakame e Kombu” – Alga Giapponese Wakame e alga Cinese Kombu al naturale con sesamo e julienne di carote;

- “Melanzane Viola Cinesi Saltate”; 

- “Fiori di zucca fritti con ripieno di gamberi”;

- “Ravioli al Gambero imperiale” – Ravioli al vapore con gamberi;

- “Ravioli di Manzo Lardellati” – Ravioli alla piastra ripieni di carne di manzo con pancetta di Cinta Senese;

- “Noodles ai frutti di mare in salsa thai”;

- “Maiale Caramellato Piccante” – Con peperoni e altre verdure;

- “Piccola Pasticceria della Casa”.

Tutto molto buono e ben presentato. 

In Cucina c’è il bravo Chef Chi Hu che è originario della Città di Shandong, nella Cina Orientale, una delle Località più rinomate per la buona Tradizione Culinaria
Chi Hu ha una lunga esperienza di Cucina maturata in molti Paesi del Mondo a fianco di grandi Chef
Con lui c’è anche Tiao che con arte, grazia ed esperienza riesce a trasformare un pugno di farina e un poco di acqua in straordinarinoodles” (tipica pasta lunga), una vera specialità alDim Sumdi Firenze.

Il Servizio di Sala è molto efficiente gentile e premuroso, il personale è Internazionale, su tutti spicca per la sua delicata cortesia e affabilità oltreché per la sua “dolcezza” e il suo bellissimo sorriso la Responsabile del Locale Xiaoli (Francesca), Cugina e Socia di Massimo Wang.
Massimo ha come socie anche altre due sorelle di Francesca, Arianna e Claudia.

Ho parlato molto con il bravo Titolare Massimo Wang, che mi ha convinto della sua sincera “filosofia” di offrire ai Clienti delDim Sum” un’ottima Cucina Cinese accompagnata da magnifici
Che altro dire sennonché tutto ciò che Massimo sostiene avviene anche in un nuovo super accogliente Locale con un rapporto qualità/prezzo molto positivo.



L'Ingresso

La Cura dei Particolari...... il Lavabo

La Vista all'Ingresso

La Sala Grande, una Vista

La Parete Attrezzata Dedicata al Vino

Maudou...... (Foto Luca Managlia)

Compost di Medusa......

Alghe Wakame e Kombu......

Melanzane Viola Cinesi...... (Foto Luca Managlia)

Fiori di Zucca Fritti...... (Foto Luca Managlia)

Ravioli di Manzo Lardellati......

Noodles ai Frutti di Mare...... (Foto Luca Managlia)

Maiale Caramellato...... (Foto Luca Managlia)

Si Preparano i Noodles

Xiaoli, Giorgio Dracopulos e Massimo Wang
(Foto Luca Managlia)