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mercoledì 22 agosto 2018

A “LA CANDELA RESTÒ” (UNA STELLA MICHELIN) DI MADRID, LA CUCINA “SELVAGGIA” DELLO CHEF SAMY ALI RANDO.




La Spagna è quel meraviglioso Paese, ricco non solo di storia, che è ubicato nell’Europa Sud-occidentale
Insieme al Portogallo, Andorra e Gibilterra forma quel grande e particolare Territorio che prende il nome di Penisola Iberica.
La Storia della Spagna è molto complessa e interessante e si perde nella notte dei tempi.
Ma una breve e specifica Storia ve la voglio raccontare.

Sotto il Regno di Filippo V di Borbone (1683 - 1746), a Madrid, al posto di un antico insediamento militare dei Mori del IX Secolo e successivamente Cristiano, diventato poi “Alcazar de los Austrias” (fortezza degli Austriaci, intendendo la dinastia dei BorboniciHabsburg”), completamente distrutto in un rovinoso incendio nel 1734, si progettò e si iniziò la costruzione del nuovo “Palacio Real de Madrid”.

Il 17 Aprile del 1738 iniziarono gli imponenti lavori che furono affidati all’Architetto Torinese Giovanni Battista Sacchetti (1690 - 1764).  
La costruzione del “Palazzo Nuovo”, come fu inizialmente chiamato, si prolungò fino al 1764, il primo Re che vi prese dimora fu Carlo III di Borbone (1716 - 1788).
Il Palazzo, dal 18 Giugno 2014, è la Residenza Ufficiale anche dell’attuale Re di Spagna, sua maestà Filippo VI, ma non è stato più abitato dal 1931, quando Re Alfonso XIII di Borbone (1886 - 1941) lasciò la Spagna dopo una “specie” di plebiscito che scelse la Repubblica

L’imponente Palazzo Reale di Madrid si erge maestoso ai numeri civici 2, 4 e 6 di Calle de Bailén, in pieno centro della bella Capitale Spagnola, davanti ai verdi e accoglienti giardini di Plaza de Oriente.

Il complesso, in stile Barocco, oggi “Patrimonio Nacional”, è il più grande Palazzo Reale di tutta l’Europa Occidentale, ha una superficie di 135.000 metri quadrati e 3.418 stanze. 
Sale e saloni arredati con sfarzo e ricchezza, pieni di bellissime opere d’arte di famosi artisti di varie epoche.
Potete trovarvi una infinità di pregiati mobili, arazzi, tappeti, lampadari, affreschi e dipinti, preziosi orologi, rarissime porcellane, oltre alle ricche collezioni come l’armeria, un vero e proprio museo.
Che dire di più sennonché è semplicemente bellissimo e assolutamente da visitare.

Tenendo alle spalle il Palazzo Reale, avete di fronte Plaza de Oriente, in angolo a destra, quest’ultima, confina con un’altra piccola Piazza denominata Plaza Ramales
Proprio da qui, percorrendo per pochi passi Calle de la Amnistia, al Civico 10, c’è un Locale graziosissimo e accogliente dove si mangia un tipo di cucina definita, per la sua ecletticità e particolarità, “selvaggia”: 
La Candela Restò, uno dei migliori Ristoranti della Capitale Spagnola.

La Candela Restò” ha al vertice lo Chef Samy Ali Rando.

Samy Ali è nato a Madrid 16 Dicembre 1981, il Padre Tarig, ha origini Sudanesi, la madre è Spagnola, è cresciuto nel Quartiere di Madrid che si chiama Carabanchel, un Distretto diviso dal Centro della Capitale dal Fiume Manzanarre
Fin da piccolo, circa 8 anni, ha iniziato a manifestare palesemente, in casa e fuori, la sua interessata e innata predisposizione per la Cucina.

Questo lo ha portato, raggiunta l’età scolastica giusta, a frequentare e diplomarsi alla “Escuela de Hostelería María de Zayas” a Majadahonda, un Comune a 16 Km. da Madrid.
Ma non è ancora diplomato quando per Samy è iniziato il percorso che, attraverso gli anni, lo porterà a fare esperienze straordinarie in famosi Locali in varie Città del Mondo.
L’esordio è subito prestigioso nella Cucina del grandissimo Chef Mario Sandoval al RestauranteCoque” a Humanes de Madrid (nell’Estate 2017 il “Coque” si è trasferito in pieno Centro della Capitale).

Poi, da dopo il diploma, è tutto un girare per fondamentali esperienze in Locali importantissimi e mitici come, tra gli altri, il RestaurantCambio De Tercio” di Londra, il “Kabuki” di Madrid o “El Racó de Can Fabes” (chiuso nel 2013 causa la prematura scomparsa del titolare, il grande Chef Santi Santamaria).
E poi ci sono stati anche molti tour enogastronomici di apprendimento in molte Zone e varie Città della Spagna e del Mondo: Londra, Khartoum, Shanghai, Irun, Barcellona……….

Il risultato di tanto girare e apprendere è che la Cucina dello Chef Samy Ali Rando si esplica nella sua grande padronanza delle tecniche di preparazione (anche le più moderne) che vengono eseguite alla perfezione sia nelle ricette originali sia in quelle rielaborate. 
Samy riesce a fondere con eleganza tipi di Cucine provenienti da luoghi molto lontani tra di loro, Africa, India, Perù, Cina, Thailandia, Giappone e Spagna unendoli in un mix che lui stesso definisce “Cocina de Fusión Planetaria”.

Agli inizi del 2013, Samy Ali, insieme ad altri soci, ha rilevato il RistoranteLa Candela Restò” a Valdemorillo, un piccolo Comune montano (a 815 metri s.l.m..) distante circa 48 Km. dal Centro di Madrid
In Spagna tutte le distanze si calcolano a partire dal Km. 0 (il punto di partenza) ubicato nella bella e famosa Piazza di “Puerta del Sol” nel Centro di Madrid.

Immediatamente arrivarono i primi riconoscimenti: infatti al Ristorante La Candela Restò” si mangiava una Cucina diversa e divertente, da loro stessi subito definita “selvaggia”.
Le crescita della fama del Ristorante è stata così rapida che nel giro di poco più di un anno il Paese di Valdemorillo era diventato “stretto”: ecco che nel Giugno 2014, La Candela Restò, si trasferisce e apre al 10 di “Calle de la Amnistia”, in pieno centro di Madrid.

La Candela Restò” è un Locale molto accogliente, raccolto e informale. 
Superata la porta d’ingresso un piccolo disimpegno, a sinistra la Cucina a vista, a destra si entra nella Sala.  
La Sala ha una forma rettangolare ed è molto luminosa, le pareti sono rivestite di mattonelle bianche, tutto l’arredamento è fatto con pezzi di antiquariato importanti, come la Facciata, posizionata in fondo alla Sala, del primo ascensore (a due porte) della Capitale Spagnola
Anche le sedute, uguali solo ad ogni tavolo (in tutto 8 per un massimo di 24 coperti), sono state scelte di vari i tipi e in stile diversi, come anche i rivestimenti.  

In tutto ciò e in ogni altro particolare si vede la mano della brava professionista che si è occupata della ristrutturazione e dell’arredamento: Sión Caderón, cofondatrice, socia e creativa del Locale.

La Candela Restònon ha il Menu alla Carta, ci sono “Tre Percorsi Degustazione Consigliati” denominati “La No-Carta”, che si differenziano, a salire, per il numero di portate (12-16-18) e per i prezzi. 
I “Non Menu” sono molto simpatici, tutti illustrati da disegni e schizzi fatti personalmente dallo Chef Samy Ali Rando.

La Carta dei Vini è molto selezionata, ampia e vasta la scelta, circa 200 Etichette per più di 600 bottiglie che si possono anche vedere nella piccola Cantina a Vista climatizzata
Una Carta che, grazie alla cura e alla professionalità di Jacinto Domenech Salvador, Sommelier del Locale, cambia spesso. 
Jacinto è nato nel piccolo Comune di Torreblanca, nella Comunità Autonoma Valenciana, il 7 Febbraio 1986.

Molte sono le particolarità e curiosità del Ristorante, le prenotazioni, ad esempio, vengono prese, dall’orario di apertura, sia pranzo che cena, a scalare, due tavoli ogni mezzora, in modo tale da poter dare sempre il massimo nella cura di ogni commensale. 
Altra curiosità, non c’è nessun tipo di pane in tavola, viene servito esclusivamente se il piatto del momento lo richiede. 
L’acqua è a km. 0, quella del rubinetto, filtrata da un sistema certificato e portata in bottiglie personalizzate.

Ma veniamo alla degustazione fatta che, su mia richiesta, ha interessato il Percorso più lungo, quello di 18 Portate.

Su consiglio del bravo Sommelier Jacinto Domenech Salvador alle preparazioni sono stati abbinati i seguenti interessantissimi Vini Spagnoli:

- “Dominio De La Vega Brut 2014”, Cava (denominazione Spagnola per la “bollicina” metodo classico) Reserva Especial, un Blend di Uve Macabeo e Chardonnay, 12% Vol., prodotto dall’Azienda Dominio De La Vega;

- “Capellanía 2012”, Rioja Denominación de Origen Calificada, Vino Bianco Secco, 100% Viura (Macabeo), 13% Vol., prodotto dall’Azienda Marqués De Murrieta;

- “Los Tabaqueros 2006”, Vino Blanco Tradicional, un Blend di Uve Sabro (Vitigno Autoctono delle Canarie), Malvasía Aromática, Vijariego (raro Vitigno Bianco), Listan Blanco de Canarias (il Vitigno che occupa il maggior territorio vinificato delle Isole Canarie), 14,5% Vol., una piccola e preziosa produzione di sole 1800 bottiglie fatta dall’Azienda Llanos Negros.

Sono state servite le seguenti portate che elenco con i nomi indicati dallo Chef
- Encurtidos y fermentos – Cracks – Rama – Wasificacion – Funado – Caldo de la yaya – Solo salmón – Udon al ajillo – Carne = Pescado – Susto del Chipirón – Harumaki – Wagyu – Brownie de mole – Candy eléctrico – Avocado – Tè chai – Basta – Azúcar.

Tutto molto buono; alcune delle presentazioni sono delle vere sorprese e il tutto è stato un gioco molto divertente e godurioso.
La maggior parte delle portate si degustano con le mani, ma il servizio di salviette pulite è molto efficace e pronto.

Nulla identifica meglio la Cucina del vulcanico Chef Samy Ali Rando se non le sue stesse parole: 
La mia cucina è una Cucina Cosmopolita ma è anche un Mondo sottosopra (el Mundo al revés)...… è una continua e costante dichiarazione di intenzioni (declaración de intenciones)”.

Prendiamo, per esempio, la preparazione denominata “Rama”, sopra un inatteso grande ramo nidificavano alcuni deliziosi assaggini: 
ecco l’arma vincente dello Chef, fantasia, esperienza e tecnica unite in un contesto decisamente molto piacevole. 

Lo Chef  Samy Ali è assistito da una giovane Brigata di Cucina di 8 elementi.

Il servizio è stato professionalmente e gentilmente eseguito dall’altrettanto giovane Brigata di Sala di 6 persone con a capo il bravissimo Maître Josè Dalton (nato Madrid il 6 Agosto 1980).

Per i suoi molti pregi a La Candela Restò, dello Chef Samy Ali, la “Guía Michelin España & Portugal 2018” ha concesso la prestigiosa prima “Stella”.

A “La Candela Restò” di Madrid, in Spagna, ho degustato con piacere la “Cucina Selvaggia” dello Chef Samy Ali Rando godendo i sapori e le sensazioni di una vera e propria esperienza.




L'Ingresso

La Sala

Una Vista Della Sala

La Cantina a Vista

Percorso Degustazione Pagina 1

Percorso Degustazione Pagina 2

Percorso Degustazione Pagina 3

Percorso Degustazione Pagina 4

"Encurtidos y fermentos"

"Cracks" 

"Wasificacion"

"Funado"

"Solo Salmón"

"Udon al Ajillo"

"Susto del Chipirón"

"Harumaki"

"Candy Eléctrico"

"Basta"

"Azúcar"

Lo Chef Samy Ali Rando e Giorgio Dracopulos

domenica 3 novembre 2013

AL “PALACIO REAL DE MADRID” (PALAZZO REALE DI MADRID) LE ANTICHE E SUGGESTIVE CUCINE DEI SOVRANI SPAGNOLI.




La Spagna è quel meraviglioso Paese, ricco non solo di storia, che è ubicato nell’Europa Sud-occidentale.

Insieme al Portogallo, Andorra e Gibilterra forma quel particolare Territorio che prende il nome di Penisola Iberica.

La Storia della Spagna è molto complessa e interessante e si perde nella notte dei tempi.

Furono gli Antichi Romani a dare il nome “Hispania”, a queste terre, durante la loro conquista iniziata con la seconda Guerra Punica, nel 206 a.C., contro i Cartaginesi.

Per quello che desidero raccontarvi, la nostra “particolareStoria della Spagna inizia nel 711 con l’invasione Musulmana della Penisola Iberica.

Le popolazioni Arabe arrivarono in Spagna dopo aver conquistato militarmente tutto il Nord Africa.
Con molta facilità, gli Arabi (detti anche “Saraceni” e successivamente indicati anche con il termine “Mori”), sconfissero e cacciarono dalla Spagna i Visigoti (insediatisi qui dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente).

In tutta la Spagna rimasero solo alcune sacche Cristiane, di resistenza, formatesi nelle impervie regioni montuose settentrionali. 

Solo dopo la vittoriosa (per i Cristiani ma non per le fonti Musulmane) Battaglia di Covadonga (dal Latino “Cova Dominica” = “Grotta della Madonna”), un posto “incredibile”, in una Località ubicata fra le montagne, oggi denominate Picos de Europa (una catena montuosa lungo la costa Settentrionale della Spagna), iniziò la “Reconquista”.

Con il termine Reconquista gli Spagnoli indicano un periodo lunghissimo, più di 750 anni, in cui essi s’impegnarono duramente per la completa liberazione della loro Terra dai Mori.

Che in questa Battaglia, combattuta nel 722, il leggendario Nobile Condottiero Asturiano Don Pelayo di Fafila (690-737) abbia vinto o no, poco conta, quello che fece, di sicuro, fu fondamentale per la Storia della Spagna: dette inizio alla rivolta. 

Don Pelayo fondò, senza mai proclamarsi Re, anche la prima entità politica Cristiana di tutta la Penisola Iberica: il Regno delle Asturie.

Da questa prima “fiammella divampò un incendio”.

Il Regno delle Asturie, nel 914, si fuse con quello di Leon e poi, nel 1230, con il Regno di Castiglia, cosi via, attraverso i secoli, con nobili matrimoni ed anche cruenti eventi fu possibile unificare  Terre e Città della Spagna.

Lo scettro, attraverso gli anni, passò nelle mani di Nobili Famiglie come i Trastamara (1369 - 1516), gli Asburgo (1516 - 1700), i Borbone (1700 - 1868).

Tra il 1808 e il 1813, nel periodo dei Borbone, ci fu una interruzione del loro Regno, infatti Napoleone Bonaparte impose come Re di Spagna il fratello Giuseppe.

Proprio sotto il Regno di Filippo V di Borbone (1683 - 1746), a Madrid, al posto di un antico insediamento militare dei Mori del IX Secolo e successivamente Cristiano, diventato poi “Alcazar de los Austrias” (fortezza degli Austriaci, intendendo la dinastia dei Borbonici Habsburgo), completamente distrutto in un rovinoso incendio nel 1734, si progettò e iniziò la costruzione del nuovo “Palacio Real de Madrid”.

Il 17 Aprile del 1738 iniziarono gli imponenti lavori che furono affidati all’Architetto Torinese Giovanni Battista Sacchetti (1690 - 1764).   

La costruzione del “Palazzo Nuovo”, come fu inizialmente chiamato, si prolungò fino al 1764, il primo Re che vi prese dimora fu Carlo III di Borbone (1716 - 1788).

Il Palazzo è la Residenza Ufficiale anche dell’attuale Re di Spagna, sua maestà Juan Carlos di Borbone, ma non è stato più abitato dal 1931, quando Re Alfonso XIII di Borbone (1886 - 1941) lasciò la Spagna dopo una “specie” di plebiscito che scelse la Repubblica.  

L’imponente Palazzo Reale di Madrid si erge maestoso ai numeri civici 2, 4 e 6 di Calle de Bailén, in pieno centro della bella Capitale Spagnola, davanti ai verdi giardini di Plaza de Oriente.

Il complesso, in stile Baracco, oggi “Patrimonio Nacional”, è il più grande Palazzo Reale di tutta l’Europa Occidentale, ha una superficie di 135.000 metri quadrati e 3.418 stanze. 
Sale e saloni arredati con sfarzo e ricchezza, pieni di bellissime opere d’arte di famosi artisti di varie epoche.
Potete trovarvi una infinità di pregiati mobili, arazzi, tappeti, lampadari, affreschi e dipinti, preziosi orologi, rarissime porcellane, oltre alle ricche collezioni come l’armeria, un vero e proprio museo.

Entrando dai grandi cancelli di Calle de Bailén si acceda al grande spazio interno denominato “Plaza de la Armeria”. 
A destra il Palazzo Reale vero e proprio, a sinistra la sontuosa, anch’essa imponente, “Catedral de Santa Maria la Real de la Almudena”, la sede Episcopale dell’Arcidiocesi di Madrid, pur essendo iniziata la sua costruzione nel 1883, la Cattedrale è stata consacrata, da  Papa Giovanni Paolo II, solo il 15 di Giugno del 1993.

All’interno del Palazzo Reale, al piano terra, si aprono due ampi piazzali, il “Patio del Rey” e il “Patio de la Reina”, ai loro lati due gallerie, a destra la “Galeria del Rey” e a sinistra la “Galeria del Cierzo”. 

Proprio da quest’ultima, scendendo una scaletta si accede al primo piano seminterrato e dopo un percorso, non breve, si arriva nella zona Cucine del Palazzo Reale.

Le Cucine, “ Las Cocinas del Palacio Real de Madrid”,  sono una serie di grandi e alti locali, con i soffitti a volte, uniti tra di loro da un lungo corridoio senza porte. 
L’ultima, la più grande, è divisa, orizzontalmente, da due grandi archi che si formano da un massiccio pilastro centrale.
Le stanze sono finestrate, ma trattandosi di un seminterrato, sono posizionate molto in alto.
I diversi spazi sono divisi modo che ogni specifica attività avesse tutti i possibili agi, ovviamente del tempo, per lavorare nel miglior modo possibile con gli accessori adatti.

Nei momenti di maggior lavoro qui c’erano centinaia di persone che si adoperavano ognuna nelle sue specifiche mansioni. 

Da “Plaza de Oriente” esiste anche un accesso diretto alle Cucine, serviva per agevolare i fornitori.

Le Cucine del Palazzo sono formate dalla stanza del Pane e della Pasticceria, quella per la preparazione delle verdure e della frutta fino ad arrivare a quella delle vera e propria cucina con i grandi piani in ghisa di riscaldamento, lavorati e con le maniglie in ottone, i forni e il grande e un ingegnoso girarrosto (costruito in Francia) per gli animali, più grandi, arrostiti interi.
In quest’ultimo locale, in un angolo, c’è la Carbonaia, con le pale e la carriola, elemento essenziale per dare vita a un numero cosi elevato di fornelli e piani riscaldanti.

I mortai, le presse, i lavabo, le pile in ceramica per scolare le verdure, la grande ghiacciaia in legno (fresqueras), le madie e gli scaffali, i ripiani, alle pareti, con una infinità di pentole, pentolini, padelle, casseruole, stampi, soprattutto in super lucidato rame, tutti  marcati con simboli reali, fanno da contorno ai piani di appoggio in legno e in marmo.

E poi ci sono i riscaldatori portatili, i più vecchi a carbone, ma tutti finemente intarsiati e decorati.
Fondamentali questi riscaldatori. 
Anche se c’è una scala e un montacarichi che collega direttamente le Cucine ai piani nobili, far arrivare i cibi “sani e salvi” ma soprattutto, se non caldi,  almeno tiepidi, nella grande e stupefacente Sala da Pranzo Reale, con un unico lungo tavolo da 140 posti, o in qualche altra Sala del Palazzo, non era cosa da poco visto le distanze.

Queste affascinanti, curiose e antiche Cucine del Palazzo Reale, perfettamente conservate, sono state utilizzate ancora in anni recenti soprattutto in particolari eventi e occasioni.

Il Menu giornaliero del Re era molto ricco, poteva scegliere tra una cinquantina di preparazioni, che venivano servite in preziosi vassoi e usando magnifici servizi da tavola (piatti, bicchieri,  posaterie, accessori).

Una visita molto interessante, suggestiva e divertente quella a “Las Cocinas del Palacio Real de Madrid” dove venivano preparate  le prelibatezze, anche molto scenografiche, da mettere sulla  tavola dei Sovrani Spagnoli.



La "Catedral de Santa Maria la Real de la Almudena"

Il Lungo Corridoio

La Panetteria - Pasticceria

I Lavatoi

La "Fresqueras"

La Stanza delle Preparazioni

La Credenza

Il Locale più Grande

Uno dei Piani di Riscaldamento

Il Girarrosto

La Carbonaia

Le Mensole 

Uno dei Riscaldatori

La Sala da Pranzo Reale

Alcuni Accessori dei Servizi da Tavola