venerdì 27 ottobre 2023

“PENSAVO PEGGIO” ENO-BISTROT A CECINA (LI): GUSTOSA CUCINA E OTTIMA ACCOGLIENZA.




Cecina, in Provincia di Livorno, è un vivace Comune di circa 28.000 abitanti che ha alle spalle un’antica storia risalente addirittura agli Etruschi.

Le prime notizie sugli abitanti della zona, al tempo ubicata allora nell’Etruria Settentrionale, risalgono alla dominazione Romana, quando il Prefetto Cecina Decio Aginazio Albino, nei primi anni del 400 d.C. nell’attuale Località di San Vincenzino ristrutturò un edificio molto antico, forse risalente al I Secolo a.C., trasformandolo in una Villa Urbana (una grande costruzione con spazi aperti a giardino, molti ampi locali e porticati, oltre ad un’imponente cisterna sotterranea) i cui resti sono ancora visibili.

Nel 1590 il Granduca di Toscana Ferdinando I de’ Medici dette qui l’avvio all’urbanizzazione costruendo un Palazzo, sede dell’amministrazione delle terre circostanti, un ponte di legno sul Fiume Cecina, un mulino e le prime case del Borgo che successivamente, nella seconda metà del 1700, verrà denominato “Fitto di Cecina”.

Solo dopo la nomina, nel 1746, del Marchese Carlo Andrea Ignazio Ginori a Governatore della Città di Livorno e del suo Porto, Cecina iniziò ad ampliarsi verso il mare.

Il Marchese Ginori è famoso anche per aver fondato, nel 1735, in una sua Villa in Località Doccia (oggi Sesto Fiorentino), una delle più prestigiose manifatture di tutta Europa, la “Porcellana Ginori” (diventata poi, nel 1896, la Richard-Ginori). 

Proprio in quegli anni, nella seconda metà del 1700, la Costa Cecinese fu bonificata dagli stagni paludosi, portatori di malaria, e completamente trasformata con la creazione di 15 km. di rigogliose pinete (400 ettari) ubicate a nord e a sud del Fiume Cecina. Le Pinete servivano anche come barriera alla salsedine a difesa delle campagne coltivate. Oggi tali Pinete formano la “Riserva Naturale Biogenetica dei Tomboli di Cecina”.

Cecina è collegata, senza interruzione di sorta, con il suo quartiere litoraneo di Cecina Mare (o Marina di Cecina) principalmente con il bel Viale alberato (Viale della Repubblica). Marina di Cecina, dagli anni sessanta, è una meta turistica estiva accogliente e molto apprezzata e le sue spiagge, vista la particolare validità dei servizi offerti e la qualità del mare, ricevono dal 2006 la prestigiosa “Bandiera Blu”.  

La Via principale che attraversa Cecina non è altro che una delle arterie più antiche d’Italia: la Via Aurelia.

Gli antichi Romani sono stati tra i più grandi conquistatori e civilizzatori della Storia portando la loro organizzazione, i loro commerci, la loro cultura, il loro sistema economico e la loro “Lex” da un capo all'altro del Mondo; tutto ciò fu reso possibile dalla forza delle Legioni e dalla loro grande capacità tecnica nel costruire le strade. Materialmente la costruzione delle strade era fatta proprio dai Legionari di Roma e, dopo, le stesse passavano sotto l'Amministrazione Civile per il loro mantenimento; all'apice dello splendore di questa straordinaria Civiltà la rete viaria raggiungeva i 120.000 chilometri su terreni di ogni genere e nelle condizioni climatiche più varie.

Tra il III e il II Secolo a. C. prese forma la rete delle principali vie di scorrimento dell'Italia Romana, tra queste una tra le più importanti fu la “Via Aurelia”. Il Console Lucio Aurelio Cotta nel 241 a.C. volle una strada che partendo da Roma unisse i centri abitati che oggi portano i nomi di Palo LazialeCerveteriAnsedonia fino a Vada (LI), al tempo Porto di una certa importanza, per un totale di 190 miglia (circa 280 chilometri). Da qui l'Aurelia, negli anni successivi, proseguì verso Pisa, raggiungendo poi Francia e Spagna; oggi corrisponde al percorso della SS-1 che da Roma arriva fino a Ventimiglia (697,3 km.).

L'Aurelia fin dalla sua nascita ebbe scopi principalmente commerciali e attraverso i Secoli i Centri attraversati si attrezzarono per dare conforto e assistenza ai viandanti che la percorrevano; nacquero cosi Locande e Osterie, dove si potevano cambiare anche i cavalli, e molti punti per l’acquisto di merci. Attraverso i Secoli questi tratti della Via Aurelia sono diventati i principali e moderni nuclei commerciali delle Località attraversate, ciò è avvenuto anche a Cecina dove il tratto della Via Aurelia più ricco di negozi oggi si chiama Corso Giacomo Matteotti.

Proprio in Corso Giacomo Matteotti al Civico 266 è ubicato l’Eno-BistrotPensavo Peggiodi Alessandro Chellini e Monica Tortola.

Alessandro è nato a Livorno 18 Ottobre 1964, la sua Famiglia aveva a Livorno in Viale Carducci una conosciutissima Pasticceria che portava il nome di sua Sorella più grande: “Claudia”. Dopo le Scuole dell’Obbligo e le Superiori Alessandro ha ottenuto un Master in Marketing e ha iniziato, trasferendosi a Roma, a lavorare nel mondo dello spettacolo occupandosi di Produzioni Televisive e Cinematografiche. All’età di 35 anni, tornato a Livorno per un breve periodo, ha conosciuto un’amica della Sorella Claudia, Monica Tortola, e da allora è iniziata la loro storia d’amore.

Nel 2001 Alessandro lasciò Roma e tornò in Toscana, con Monica iniziò, con molto successo, ad organizzare promozioni e tour per cantanti di fama internazionale. Ma nel 2013 visto che Monica in Cucina era molto brava decisero di cambiare lavoro e aprirono il loro primo Locale in Via dei Platani 18 a Marina di Bibbona (LI): il Ristorante/EnotecaPensavo Peggio”.

Il Ristorante, offrendo un’ottima “cucina creativa”, realizzata per esaltare con nuovi sapori e abbinamenti le ricette più tradizionali, e un’ampia scelta di vini, in breve si affermò come un sicuro luogo d’incontro per i buongustai. Nel frattempo Alessandro appassionandosi sempre di più al mondo del Vino diventò Sommelier (A.I.S.) nel 2016.

Il Locale di Marina di Bibbona era un’attività soprattutto stagionale e Alessandro e Monica decisero, a Novembre 2019, di trasferire la loro attività in Centro a Cecina aprendo un ambiente più raccolto: l’Eno-BistrotPensavo Peggio” in Corso Giacomo Matteotti al Civico 266.

Il nuovo Locale ha superato grazie alle ottime capacità di Alessandro e Monica anche i difficili anni della pandemia.

Monica è nata in Piemonte a Torino il primo giorno del Mese di Febbraio del 1966, la sua Famiglia aveva un Pastificio e Lei è cresciuta tra un’infinità di gustose preparazioni dimostrando fin da giovanissima una spiccata predisposizione per la Cucina. Per diversi anni poi ha lavorato come Dimostratrice a Fiere ed Eventi. Dopo alcuni anni del suo rapporto con Alessandro (da notare che il 28 Settembre 2023 sono felicemente convolati a nozze) è stata molto felice nel 2013 a iniziare, con grande passione e dedizione, il suo percorso di Cuoca.

Ma veniamo alla mia recente visita all’Eno-BistrotPensavo Peggiodi Alessandro Chellini e Monica Tortola in Corso Giacomo Matteotti al Civico 266 di Cecina.

Il Bistrot è molto accogliente e raccolto, nella prima Saletta appena si entra due tavolini sulla sinistra e davanti il Bancone di servizio letteralmenteassediatodalle cassette dei Vini, dietro il Bancone la “Cucina a Vista”, sulla destra alcuni scaffali anch’essi carichi di Bottiglie in esposizione. Fatti pochi passi a destra si entra nell’altra Saletta, quattro tavoli e un suggestivo altro tavolo in angolo semi circondato da “doghe” simili a una “botte”. Pochi tavoli per servire al meglio non più di una ventina di ospiti. 

LaMise en Placeè tutta molto curata, per esempio i bellissimi bicchieri dellaRonae dellaRiedel sono griffati con il nome del Locale.

Il Menu offre interessanti preparazioni di Terra e di Mare oltre ai Dolci che vengono tutti fatti in Casa. La “Carta dei Vini” (in realtà sono tre: “Champagne e Bollicine Italiane”, “Bianchi e Rosati Nazionali e Internazionali”, “Rossi Italiani e Internazionali”) è molto curata, con grande attenzione anche per le piccole Aziende di valore, un vero Paradiso per gli appassionati: oltre 800 Etichette per circa 14.000 Bottiglie. Solo di Champagne ci sono più di 1.000 bottiglie prodotte da 53 Maison.

Per la mia Degustazione mi sono fatto consigliare da Monica per le preparazioni e per il Vino in accompagnamento da Alessandro che, con grande esperienza, ha scelto un eccellente Vino RossoBourgogne Rouge Pinot Noir Terres de Famille 2020”.

Terres de Famille 2020”, Bourgogne Rouge Pinot Noir Appellation d'Origine Contrôlée (A.O.C.), è un ottimo Vino, molto espressivo, fruttato e delicato, che colpisce per la ricchezza del sorso, prodotto dalla Domaine de la Vougeraie, 100% Pinot Noir, 12,5% Vol., si ottiene da uve provenienti da diverse parcelle di vigneti coltivati secondo agricoltura biologica con suolo argilloso e profondo, non calcareo, viene affinamento 9 Mesi in botti nuove e 2 Mesi in vasche di acciaio inox, il filtraggio è leggero e del 2020 sono state realizzate soltanto 22.990 bottiglie.

Con in tavola il fragrante Pane della Casa di farina semi-integrale (di Tipo 2) sono state servite le seguenti portate:

- Scrigno di cruditée di gamberone ripieno di burrata con pestino leggero di mandorle e basilico, su insalatina di sedano;

- Paninetti al carbone farciti con battuta di scampi nostrali e “Salsa Bernese” a modo nostro;

- Raviolini di carbonara, fatti in Casa, mantecati con guanciale e zucchine, sopra tartufo nero pregiato;

- Mazzancolle nostrali in crema di Pepe Verde con friarielli piccanti al salto;

- Mini Cannoli Siciliani con crema di ricotta e gocce di scorza di arancia “candita in Casa”.

Tutto estremamente buono e ben presentato, grazie anche a un’attenta e ricercata selezione delle forme dei piatti.

La “Cucina Cucinata” della brava Cuoca Tortola è frutto, oltreché di una costante ricerca di materie prime di eccellenza, di una grande, puntuale e rigorosa esperienza. Le sue preparazioni sono decisamente misurate, equilibrate, saporite, giuste anche quando cerca nuovi abbinamenti.

Che cosa posso aggiungere sennonché ho trovato all’Eno-BistrotPensavo Peggiodi Cecina (LI), di Alessandro Chellini e Monica Tortola, un’ottima accoglienza oltre a una speciale, curata e gustosa cucina realizzata con dedizione, amore e passione.

https://www.facebook.com/PensavoPeggioEnoBistrot/?locale=it_IT


Eno-Bistrot "Pensavo Peggio" a Cecina (LI): Alessandro Chellini

 Il Bancone.....

Una Vista della Seconda Saletta

Alessandro Chellini con il Vino Consigliato.....

Monica Tortola nella sua Cucina

"Scrigno di Gamberone".....

"Paninetti al Carbone".....

"Raviolini di Carbonara".....

"Mazzancolle".....

"Mini Cannoli Siciliani".....
 
Giorgio Dracopulos e Monica Tortola

sabato 21 ottobre 2023

“BIBI GRAETZ”, UNO DEI PIÙ STRAORDINARI PRODUTTORI DI VINO AL MONDO, REALIZZA VINI MAGNIFICI E ANDARLO A TROVARE È SEMPRE UN GRANDE PIACERE.



Fiesole è il Capoluogo di uno dei Comuni della fascia collinare attorno a Firenze, magica e straordinaria Città Toscana che tutto il Mondo ci invidia.

Fiesole, a soli due chilometri da Firenze, adagiata in uno splendido e verdeggiante paesaggio ricco di boschi, gode di un’incantevole e suggestivo panorama proprio sulla conca che ospita il Capoluogo Toscano.

Benché qui esistano tracce della presenza dell’uomo risalenti all’Età del Bronzo (circa 2000 anni a.C.) Fiesole ha origine nell’ VIII Secolo a.C. grazie agli Etruschi; il suo Toponimo ci è giunto, con certezza, dal LatinoFaesulae”.

Da ciò e dalla particolare ubicazione ne deriva che Fiesole ha accumulato nei Secoli un “patrimonio storico culturale” davvero ricco e prezioso. Artisti, nobili e facoltosi personaggi di ogni epoca hanno scelto di spendere parte delle loro ricchezze per costruire o acquistare Ville (con splendidi Giardini), Palazzi e Tenute sui panoramici pendii di questo Territorio che certamente si può definire da sempre come una “Zona Residenziale di Lusso”.

Cito a esempio la bellissima e grande Villa denominata “Sparta” che è stata per moltissimi anni una delle Residenze di vacanza della Famiglia Reale Greca e il suggestivo e accogliente “Castello di Vincigliata” edificato intorno all’Anno Mille.

Anche i Luoghi della Fede (Conventi, Chiese, Abbazie, Cappelle ecc.) sono importanti e numerosi a testimonianza che Fiesole, anche se piccola, è tra le più antiche e illustri Diocesi della Toscana. Inoltre come non citare l’impressionante e affascinante Area Archeologica di Epoca Etrusco/Romana che comprende anche il Teatro, le Terme, il Tempio e il Museo Archeologico.

A Fiesole nella centralissima e grande Piazza, denominata “Piazza Mino da Fiesole” (grande Scultore Italiano vissuto tra il 1429 e il 1484) dove si affacciano, tra gli altri, Edifici come il Palazzo Comunale, la Chiesa di Santa Maria Primerana, il Palazzo del Seminario Vescovile, l’Oratorio di San Jacopo e la Cattedrale di San Romolo, in un angolo sorge una struttura edificata nel 1860: “Villa Aurora”.

Villa Aurora” in origine fu voluta ed edificata, dal ricco Mercante Inglese e Pittore Lord William Blundell Spence (1814 - 1900), in qualità di Teatro con circa 800 posti suddivisi in tre ordini di palchi e con annessa Osteria per rifocillare gli ospiti dopo le rappresentazioni. “Villa Aurora” deve il suo nome alla copia dell'affresco che campeggiava un tempo sul muro esterno della terrazza panoramica, raffigurante l'Aurora di Guido Reni (1575 - 1642, Pittore e Incisore Bolognese, uno dei massimi esponenti del Classicismo Seicentesco). L’affresco fu realizzato da William Blundel Spence in persona. Il Teatro era frequentato anche da molti nobili Inglesi dimoranti nelle Ville Vicine e che erano definiti membri del “Walking Men’ Club” (proprio perché potevano arrivare a piedi).

Alla fine del XVIII Secolo l’Edificio fu trasformato in una splendida Villa che iniziò ad accogliere illustri personaggi, tra i molti cito la Regina Inglese e Imperatrice delle Indie Vittoria, le Regine d’Olanda, i Re del Belgio, e anche la Nobiltà Italiana, come la Regina Margherita di Savoia.

Il romanticismo del Luogo unito ai panorami mozzafiato che si godono dalle finestre e dalle terrazze della Villa hanno ispirato famosi pittori, musicisti e poeti quali Gabriele D’Annunzio e Giosuè Carducci.

Acquistata nel 2018 e sapientemente ristrutturata, dalle prime settimane del 2019,Villa Aurora” è diventata il centro della nuova Maison di un’Azienda Vitivinicola del tutto eccezionale: “Bibi Graetz”. 

L’Azienda VitivinicolaBibi Graetz” prende il nome dal suo proprietario Bibi Graetz ed è nata nel già citato e fascinosissimo Castello di Vincigliata, una proprietà di Famiglia.

Dan Erlan Graetz, da sempre chiamato Bibi, è nato a Firenze il giorno 11 del Mese di Luglio del 1967, è del segno zodiacale del “Cancro” come il sottoscritto. I suoi Genitori sono personaggi di rilievo nel Mondo dell’Arte: la Mamma Sunniva Rasmussen, di origini Norvegesi è uno spirito creativo, Figlia di un noto Professore e Scultore. Il Babbo, Gidon Graetz (Classe 1929), Israeliano, è un famoso Scultore e le sue bellissime opere sono esposte in diverse parti del Mondo

La Famiglia Graetz, nel 1960, acquistò il suggestivo Castello di Vincigliata e vi si stabilì.

Bibi, cresciuto immerso totalmente nell’Arte grazie alla sua Famiglia, finite le Scuole dell’obbligo ha frequentato il Liceo Artistico a Firenze. Successivamente si è recato in Francia, a Parigi, a fare un corso su come si realizzano le vetrate artistiche.

Tornato in Italia si è iscritto e ha frequentato, sempre a Firenze, l’Accademia delle Belle Arti. Successivamente, pur essendo un bravo Pittore, Bibi preferì dedicarsi all’attività di Famiglia. Infatti, nel 1992, il loro Castello fu in parte destinato a ospitare Congressi, Feste, Matrimoni e Mostre.

Nel 2003 Bibi si è sposato con una donna eccezionale sotto tutti i punti di vista, Benedicte Harper (Norvegese di Oslo), e dal loro felice matrimonio sono nati quattro bellissimi Figli: Margherita, Rosa, Ingrid e Ludovico.

Da sempre al Castello dai due ettari di Vigna si ricavava del Vino, ma questa piccola produzione era destinata a essere venduta in parte alla Cantina Sociale e, il restante, a uso familiare. Alla fine degli anni Novanta le cose cambiarono e Bibi si ritrovò, preso da una improvvisa passione per il Vino, a fare un lavoro che mai avrebbe pensato di fare.

Iniziò così, dopo aver studiato e approfondito la materia, a produrre le prime bottiglie, inventandosi i nomi e disegnando personalmente le etichette. Nel 2003, Bibi, ha presentato il suo VinoTestamatta 2001” (un assemblaggio di Sangiovese con percentuali minori di Colorino, Canaiolo, Malvasia Nera e Moscato Nero) al “Challenge International du Vin” di Bordeaux, in Francia, e da subito è stato uno straordinario successo, tantoché venne premiato come “Miglior Vino Rosso del Mondo”.

Un trionfo che ha permesso a Bibi Graetz di sviluppare la sua Azienda aumentando gli appezzamenti vitati e i Vini prodotti.

Nel 2005 il “Testamatta Rosso” si è trasformato in un “Sangiovese in purezza” e nel frattempo è nato anche un altro Vino Rosso di punta dell’Azienda, un “cru” con un nome molto legato alla vena artistica di Bibi: “Colore” (inizialmente 80% Sangiovese, 10% Colorino e 10% Canaiolo, poi dal 2019 è diventato 100% Sangiovese). 

Sono trascorsi anni ricchi di grandissimi successi con relativi premi e oggi l’Azienda ha raggiunto una produzione di oltre 500.000 bottiglie l’anno, di cui 150.000 di “Testamatta” e 30.000 di “Colore”. L’ottanta per cento della produzione è destinato all’export, direttamente negli Stati Uniti e in Canada, e in altri 170 Paesi attraverso la distribuzione de “La Place de Bordeaux”, il resto, in Italia, è destinato esclusivamente al mercato dell’Hotellerie-Restaurant-Café (Horeca).

La Place de Bordeaux” è il complesso sistema distributivo Francese su cui poggia la commercializzazione dei Vini di Bordeaux sin dal XVII Secolo, il sistema distribuisce i Vini più preziosi di “Chateaux”, “Négociant” e “Wine Merchant” di tutto il Mondo.

Villa Aurora” è diventata lo “Château de Cîteaux” (il Castello di Città) della MaisonBibi Graetz” con tremila mq. complessivi disponibili e una grande visibilità. Al pian terreno, proprio a due passi dall’Edificio principale, nella ex Discoteca (al centro del soffitto è rimasta la classica palla riflettente) è sorta la Nuova Cantina realizzata con il giusto mix tra tecnologia, esperienza e umana passione. Belle le Vasche in Acciaio Inox di Ghidi e i Tini Troncoconici di Garbellotto.

Al centro della Cantina, dopo la Vendemmia, si effettua anche la “follatura” (abbassamento delle vinacce per reimmergerle nel mosto in fermentazione tumultuosa e spezzare la massa compatta del cappello che si raccoglie alla superficie) un’operazione che serve ad aiutare le fermentazioni attive e viene fatta a mano con follatori in acciaio sulle uve depositate in vecchie “Barriques” coperte da un semplice telo.

Oltre a tutto ciò qui, in un lungo corridoio specificatamente attrezzato, è stata creata anche la “Cantina Storica dell’Azienda”, il “Caveau”, che comprende anche una specifica Saletta per i “Grandi Formati”.

Dentro “Villa Aurora” troviamo al Piano Terra, delle vere “Camere del Vino”, occupate dalle Botti di Rovere Francese, legno proveniente dalla Foresta di Allier. Dove una volta si trovava il Ristorante dell’Albergo, e da cui si gode una vista mozzafiato, come dalla Terrazza adiacente, è stata creata una super accogliente Sala Degustazioni.

Al Primo Piano è stata completata la “Casa di Famiglia”, al Secondo Piano e nella Mansarda alcune super accoglienti Suite. Esternamente sulla Piazza un grande tendone copre la “diraspatrice” (la macchina che separa gli acini dell’uva dai raspi) e nello spazio vicino, chiuso da una vetrata, dove una volta c’era il “Blu Bar”, con un accurato restauro è stato realizzato il Locale di Ricevimento/Negozio per l’accoglienza di enoturisti e appassionati in vena di particolari “Wine Experiences”.

Con molto piacere sono andato a trovare Bibi Graetz a metà Ottobre 2023 trascorrendo piacevoli momenti con Lui e la sua bella Famiglia. All’ora di pranzo Bibi in persona ha cotto sulla griglia alcune “poderose bistecche di manzetta prussiana” che sono state accompagnate con delle sue preziose Bottiglie.

Manzetta Prussiana” non è una razza bovina particolare, ma così viene denominata una speciale selezione delle migliori carni allevate nella Polonia Settentrionale, ex Prussia appunto, nella Regione del Mazury, detta “Terra dei Mille Laghi”, ubicata tra la Vistola e il Mar Baltico

Sono state stappate:

- “Testamatta Bianco 2022” - Vino Bianco Toscana I.G.T., 100% Ansonica, 14% Vol., un Vino fatto con uve selezionatissime provenienti dai Vigneti (Serrone, Radice, Scopeto, Olivello) con più di 100 Anni, dell’Isola del Giglio, maturato per 7 Mesi per un 70% in Barrique di Rovere Francese (legno pregiato e specifico per grandi Vini Bianchi) e un 30% in Vasche di Acciaio, passa poi alcuni mesi in Vetro prima di essere commercializzato;

- “Colore Bianco 2022” - Vino Bianco Toscana I.G.T., 100% Ansonica, 14% Vol., un Vino realizzato con uve super selezionate, provenienti dagli Antichi Vigneti Terrazzati di Pietrabona (hanno più di 100 Anni) dell’Isola del Giglio, matura per 7 Mesi per un 70% in Barrique di Rovere Francese e un 30% in Vasche di Acciaio, successivamente passa alcuni mesi in Vetro prima di essere commercializzato, una produzione limitata e super premiata;

- “Testamatta Rosso 2021” - Vino Rosso Toscana I.G.T, 100% Sangiovese, 13,5% Vol., le uve provengono da Vigneti (Vincigliata, Olmo, Londa, Lamole, Montefili, Siena) con oltre 80 Anni, un Vino realizzato tramite una fermentazione in Barrique aperte con alcune follature (abbassamento delle vinacce per reimmergerle nel mosto in fermentazione) manuali giornaliere, successivamente passa per 18 Mesi in Barrique, Tonneau e Botti da 50 hl. e alcuni Mesi in Bottiglia;

- “Colore Rosso 2021” - Vino Rosso Toscana I.G.T, 100% Sangiovese, 14% Vol., realizzato con uve super selezionate provenienti dai Vigneti di Siena, Lamole e Vincigliata, tutte Vigne con più di 80 Anni, la fermentazione spontanea avviene in Barrique aperte con diverse follature manuali giornaliere, poi passa per 18 Mesi in vecchie Barrique di Rovere Francese da 225 l. oltre ad altri Mesi in Bottiglia, un Vino unico e speciale, nato inizialmente come esclusiva del mitico Ristorante Fiorentino Enoteca Pinchiorri” (Tre Stelle Michelin).

Bibi Graetz è un vero personaggio, sensibile, intelligente romantico e appassionato, con il supporto di sua Moglie Benedicte, ha creato un’Azienda fiore all’occhiello della nostra Enologia. Per descrivere semplicemente i Vini prodotti da Bibi Graetz posso dire che sono armonici, eleganti, complessi ma allo stesso tempo naturali: dei grandissimi Vini.

La parola “entusiasmo” (enthusiasmós) deriva dal Greco Antico, ed essendo composta da “en” (dentro) e “thèos” (dio) significava “avere un dio dentro”. A conferma di ciò Ferdinand Foch (Generale Francese vissuto tra il 1851 e il 1929) amava sostenere: “L’arma più potente sulla Terra è l’animo umano in preda all’entusiasmo”.

Con grande piacere ho incontrato anche quest’anno Bibi e Benedicte Graetz nel loro super accogliente Château de Cîteaux, “Villa Aurora” a Fiesole (FI), dove ho potuto apprezzare moltissimo non solo i Loro magnifici Vini ma anche, come sempre, il loro grande e sincero entusiasmo.

http://www.bibigraetz.com/it/

https://www.youtube.com/watch?v=UvqcTeuM-xo


Le "Camere del Vino" (Foto BG)

Una Vista della Cantina.....

La "Cantina Storica": Una Vista

Il Nuovo Locale Ricevimento/Negozio

Vini Magnifici.....

"Bibi Graetz": Non Solo Vino.....

I Vini Degustati..... 

"Bibi Graetz": la Vista da Fiesole (Foto BG)

venerdì 13 ottobre 2023

CON IL CALAR DEL SOLE LA FANTASTICA E VITALE CITTÀ DI MADRID DIVENTA ANCOR PIÙ FASCINOSA E ACCOGLIENTE.



Spesso ho affermato che “molto probabilmente” la Grande Città che amo di più al Mondo è Madrid: è stato un amore immediato, sbocciato più di 40 anni fa, quando la visitai per la prima volta.

Madrid, la Capitale della Spagna, è super accogliente, ricca di bellezze naturali, architettoniche e culturali, ed è anche sede di un’importantissima Università. La sua lunga storia le ha dato una grande signorilità e fascino in abbondanza.

A Madrid convivono parchi e giardini, musei e gallerie, edifici carichi di storia e palazzi super moderni, monumenti bellissimi, piazze e luoghi caratteristici, zone commerciali estremamente tradizionali e altre super tecnologiche e attrezzate. A Madrid le feste di tutti i generi sono di casa, abbondano divertimenti diurni e notturni, non ci si può certo annoiare ed è fondamentale, per mettere a proprio agio il Turista, la straordinaria simpatia, gentilezza e gioia di vivere degli Spagnoli

Madrid è bella sempre ma quando il sole tramonta acquista un fascino ancora più particolare e diventa una Metropoliche non dorme mai”, con notti intense e mitiche per tutti i gusti. Ogni Quartiere della Città, a partire da quelli più storici e centrali, si anima di vita propria offrendo a residenti e turisti la possibilità di diventare “felici nottambuli”.

Qualunque siano i vostri gusti troverete il Quartiere ideale per immergersi nelle notti di Madrid trovando le proposte più varie che spaziano dalle aree sofisticate di “Salamanca” all'atmosfera bohémien di “Malasaña”, il luogo dove storicamente è nata la Movida Cittadina e che oggi offre il meglio del meglio in tutti campi. Potrete visitare il “Barrio de Las Letras” (il Quartiere Letterario) con tutti i tipici Locali ubicati in zone suggestive e ricche di accoglienti atmosfere come Calle (Via) de las Huertas o Plaza de Santa Ana a pochi passi della mitica “Puerta del Sol” la Piazza che rappresenta il cuore della Spagna (il km. 0 della rete stradale Spagnola) e il luogo delle celebrazioni Nazionali.

Per vivere una vivace notte più multiculturale potrete dirigetevi al QuartiereLavapiés”, che si estende lungo ripide stradine medioevali, scoprendo oltre a interessanti Centri Culturali anche Locali dove intrattenersi e ballare. Se poi volete immergervi nella Tradizione è imperdibile il Barrio (Quartiere) “La Latina” che sorge sul lato di una antica Fortezza Islamica e si snoda in un dedalo di viottoli, qui potrete godere di bellissimi spettacoli dal vivo molti dei quali incentrati sul “flamenco”.

Il “flamenco” è una particolare, fascinosa forma di musica, di canto e di danza nata alla fine del Settecento nella più popolata Comunità Autonoma della Spagna l’Andalucía. In origine questa forma d’arte è nata come un'esigenza per sfogare, attraverso un canto all'apparenza stonato (cante), musica e ballo (baile), gioie e dolori espressi in un linguaggio intimo e privato senza l'accompagnamento di strumenti, avvalendosi soltanto di supporti ritmici corporali, come il battito dei piedi sul terreno, quello delle mani o quello delle nocche sui tavoli. Attraverso i Secoli il “flamenco” è diventato una bellissima forma di spettacolo a tutti gli effetti, curato e pubblicizzato principalmente da Associazioni chiamate “Peñas Flamencas”, dove anche il curatissimo e colorato abbigliamento insieme agli accessori (come le “nacchere” o “castañuelas”) sono diventati parte fondamentale di questa suggestiva e speciale “arte” che l’UNESCO ha dichiarato “Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità”.

Tra gli altri non potete perdervi il Corral de la Morería, popolarissimo “Tablao di Flamenco” di Madrid, conosciuto nel Mondo per il gran numero di riconoscimenti ricevuti (Uno dei 1000 Luoghi da Vedere nella Vita) ha la sua Sede, dal 1856, al Numero 17 di Calle de la Morería nel Centro Storico della Città.

Tutto meraviglioso ma a Madrid eccelle anche la Gastronomia (Gastronomia e vita notturna sono un binomio perfetto) che ha solide basi culturali e che è ispirazione di moltissimi suggestivi “eventi” e “fiere”.

Una delle tendenze delle notti Madrilene è quella di unire “musica e gastronomia”. Andare a cena e non doversi spostare per vedere uno spettacolo o godersi la migliore musica è un'opzione che ha sempre più seguito. Alcuni posti tra l’altro sono molto ricchi e particolari anche nell’arredo che in moltissimi casi è prezioso e storico. Il Fanático, per esempio, con la sua grande personalità, fantasia e attenzione alla gastronomia mediterranea servita in un Locale dall’arredamento e dall'atmosfera estremamente suggestiva, visto che la sala principale è dominata da un enorme elefante con un cappello a cilindro: un Locale cult delle notti Madrilene.

Come non citare il complesso del Parco Florida, ubicato nel mitico e verdeggiante “Parco del Retiro” (dal 2021 Patrimonio Mondiale dell’Umanità”), con i suoi Locali El Pabellón e La Galería, dove in accompagnamento con la musica di noti artisti e DJ potrete assaporare un’ottima Cucina d'Autore.

A Madrid ci sono alcuni Ristoranti Stellati, e non, con grandissimi Chef, molti dei quali sono cari amici, che trovo davvero eccezionali e che sono tra quelli che preferisco nel Mondo. Elencarli tutti non è possibile, ne indico alcuni, quelli che per me sono imperdibili, quelli che posso maggiormente definire i miei “Ristoranti del Cuore”: DESTAgE, COQUE, Paco Roncero, Ramón Freixa (Tutti Due Stelle Michelin), A’Barra (Una Stella Michelin), Gaytán, Cebo, El Club Allard, Saddle (Ristoranti di Cucina Moderna), Taberna Pedraza, Viavelez, Posada de la Villa, Taberna Antonio Sánchez (Ristoranti di Cucina Tradizionale). Una Cena da Loro vale il Viaggio in Spagna.

Voglio aggiungere che durante le Notti Madrilene anche i “Cocktail” diventano esclusivi e la Città si anima di un'autentica “rivoluzione liquida”. L’offerta spazia dai “Cocktail Bar più classici” come il Chicote Museum, fondato nel 1931 sulla centralissima e suggestiva Gran Vía, frequentato negli anni '50 da star come Ava Gardner e Grace Kelly, all'innovativo Salmon Guru magistralmente  guidato dal Barista Argentino Diego Cabrera, un Locale situato nel “Barrio de Las Letras” talmente straordinario che occupa il Numero 15 nella lista The World's 50 Best Bars.

Curiosi e molto divertenti anche alcuni Locali alternativi dove nulla è come sembra, vedi il Medias Puri, una Discoteca che si nasconde con l'apparenza di una “merceria di quartiere” al piano terra del Teatro Nuevo Apolo ma che sul retro nasconde un grande segreto: un “Club Clandestino” con una capienza di 1000 persone, tre piste da ballo, la “Sala Centrale” con spettacoli dal vivo e famosi DJ, la musica da discoteca degli anni '80 nella “Sala Negra” e la “Farmacia” uno spazio dalle mille sorprese. Oppure potete andare all’Uñas Chung Lee all’apparenza un tipico negozio di manicure che nel retro ha l'accesso alla Discoteca dove potrete ballare fino alle prime luci dell’alba al ritmo dei più grandi successi musicali di ieri e di oggi o assistere alle acrobazie/coreografie dei suoi bravissimi ballerini e attori.

Quando cala il sole la fantastica e vitale Città di Madrid diventa ancor più fascinosa e accogliente grazie anche all’infinità di Locali dove ci si può divertirein qualsiasi modovogliate.

Ernest Miller Hemingway (1899 - 1961) famoso Scrittore e Giornalista Statunitense amante della “vita avventurosa” (solo di mogli ne ha avute quattro) e del “bien vivre” ci ha lasciato le seguenti significative parole: “Se andate a letto la sera a Madrid passate per un tipo molto originale. A Madrid nessuno va a letto prima di avere ucciso la notte”.

https://www.esmadrid.com/

https://www.madrid-destino.com/

https://www.youtube.com/watch?v=H4by8nAlUdM


"Barrio de La Latina": Plaza De Cascorro (Foto Madriddestino)

"Madrid il Fascino del Tramonto" (Foto Madriddestino)

"La Gran Vía" (Foto Madriddestino)

"La  Rivoluzione Liquida" (Foto El Coleccionista)

"Madrid di Notte": Semplicemente Magica (Foto Oftravel)

giovedì 5 ottobre 2023

UNA DELIZIOSA FRITTURA MISTA DI PESCE DELLA CHEF MAILA MUSTO E IL PIACEVOLISSIMO VERDICCHIO DELLA TENUTA “LACANOSA”: UN ABBINAMENTO PERFETTO.



Avevo voglia di qualcosa di particolarmente buono e valutate le varie alternative sul dove andare la scelta è caduta sul RistoranteBrasserie” di Vada (LI), per due motivi fondamentali: la possibilità, data la bellissima giornata anche priva di vento, di sedersi all’aperto praticamente a pochi metri dal Mare e la grande qualità della loro Cucina fatta con delPescatosempre straordinario.

Vada è una Frazione del Comune di Rosignano Marittimo, in Provincia di Livorno, una Località Balneare molto accogliente e conosciuta. Proprio sulla spiaggia, in riva al Mare, dove finisce la passeggiata, lato nord, c’è il Ristorante la “Brasserie” collegato allo Stabilimento BalneareLa Barcaccina”, il cui proprietario è il vitale Hamid Meridja con la sua bella Famiglia.

Il RistoranteBrasserie” dal 1993 è un Locale di successo, molto luminoso e accogliente, curato nei particolari, segnalato nelle Guide più prestigiose, un Ristorante specializzato nelpescecome ce ne sono pochi. Hamid Meridja (Algeri, 1967) è uno straordinario padrone di casa, intrattenitore affabile e simpatico, un grande esperto della qualità agroalimentare e un appassionato conoscitore del mondo del Vino, ma le Regine della Cucina sono la Moglie Maila Musto (Vada, 1971) e la Mamma di Lei, Paola Cecchelli.

Dal Menu ho scelto una “frittura mista di pesce e verdure” abbinandola “per fare una degustazione” a due bottiglie di Verdicchio dei Castelli di Jesi: “Viridis 2022” e “Picus Viridis 2022” della TenutaLaCanosa”.

Per “frittura” s’intende il cuocere gli alimenti nei “lipidi”, cioè grassi animali oppure oli vegetali, caldi.

La “frittura” è un metodo antichissimo di cottura di cui non si conosce la paternità molto diffuso in tutto il mondo, usato già nel 2500 a.C. in Egitto e successivamente anche in Grecia. Nell’antica Roma si usavano particolari metodi di frittura (non molto amati e quasi mai croccanti) dei cibi, dolci o salati che fossero, solitamente nell'olio di oliva o nello strutto. Occorre ricordare che l'olio d'oliva era utilizzato dai Romani principalmente per l'illuminazione, la cosmesi e i rituali religiosi, oltreché per proteggere i legionari dal freddo, mentre erano poco noti i suoi grandi vantaggi in Cucina.

La tecnica della “frittura” ha iniziato a prendere piede in Italia nei ceti più ricchi con l'introduzione dei grassi animali, dapprima nel Medioevo e poi durante il Rinascimento.

Da sempre l’olio di oliva e quello di semi di arachidi, soprattutto per le preparazioni dolciarie, sono quelli migliori per friggere grazie anche al “punto di fumo” adeguato. Il “punto di fumo” è la temperatura massima a cui può arrivare un grasso alimentare, dopodiché esso si decompone alterando la sua struttura molecolare. Le “tecniche di frittura” variano a seconda della quantità di grassi richiesta, il tempo di cottura, il tipo di recipiente utilizzato e la manipolazione dei cibi. Per avere un fritto fatto bene le regole sono semplici: deve essere croccante, dorato, asciutto e realizzato con materie prime di eccellenza.

Parlando del Vino scelto si deve dire che il “Verdicchio Bianco” è un “vitigno a bacca bianca” coltivato quasi esclusivamente nella Regione Italiana delle Marche (molto diffuso nelle Province di Ancona e Macerata) dove è considerato “autoctono”.

Le “Marche” sono una Regione dell’Italia Centrale, con Capoluogo Ancona, e il suo Territorio (9.350 Km. quadrati con circa un milione e mezzo di abitanti) si affaccia verso Est sul Mare Adriatico (173 km. di Litorale, diviso a metà dal magnifico “Promontorio del Conero”, con lunghe spiagge sabbiose o ghiaiose e mitiche Località Balneari), mentre a Nord confina con l’Emilia-Romagna e la Repubblica di San Marino e a Sud con l’Abruzzo e il Lazio.

La Regione si distingue per un forte, omogeneo, bellissimo e verdeggiante Paesaggio Collinare e Montuoso, le Pianure invece sono limitate a una stretta fascia costiera e in alcune vallate più vicine alla foce dei fiumi. I Centri Abitati sono per lo più posti sulle sommità dei rilievi e sulla Costa; il paesaggio agrario, derivato dalla mezzadria, è ovunque caratterizzato da numerosi piccoli appezzamenti, incorniciati spesso da querce secolari e segnati da Case Coloniche.

Anche se le prime testimonianze sicure della coltivazione del “verdicchio” risalgono al XVI Secolo la sua presenza nelle campagne della Regione è sicuramente molto più antica. Recentemente un’accurata analisi genetica ha evidenziato una parentela molto stretta tra il “Verdicchio” e il “Trebbiano di Soave” per cui si è ipotizzato che il “Verdicchio” sia stato introdotto nelle Marche da coloni Veneti, giunti alla fine del Quattrocento per ripopolare le campagne dopo un'epidemia di peste.

Il “Verdicchio” è un “vitignomolto interessante, piuttosto eclettico, adatto alle più diverse tecniche di allevamento e di vinificazione, che viene utilizzato per produrre, generalmente in purezza, sia Vini freschi e di pronta beva, sia Vini molto strutturati (vinificati in acciaio o in legno) capaci di notevole longevità: viene utilizzato anche nella realizzazione di Spumanti naturali e Vini passiti. Un Vino ilVerdicchioche ha moltissime possibilità di abbinamento con i cibi.

A cavallo degli anni Cinquanta e Sessanta il “Verdicchio” ebbe una vera e propria esplosione e, grazie anche ad alcune trovate commerciali azzeccate come la famosa bottiglia ad anfora ideata dall’Architetto Antonio Maiocchi nel 1953, conobbe grande fama non solo nelle Marche e in Italia ma anche all’Estero.

Dal 25 Maggio 1970 ilVerdicchioè stato inserito nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite”. 

Le due Zone di produzione pregiate del Verdicchio sono il Territorio di Jesi (AN) nella Bassa Vallesina e il Territorio di Matelica (MC) a cui corrispondono due D.O.C. differenti ottenute nel 1968 nell’ambito della quale esistono le seguenti Denominazioni: “Verdicchio dei Castelli di Jesi”, “Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico” (ottenuto da vigneti della Zona originaria più antica), “Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore”, “Verdicchio di Matelica”.    

Nel 2009 poi sono state istituite altre due Denominazioni: “Verdicchio dei Castelli di Jesi Riserva D.O.C.G.” (invecchiamento minimo 18 mesi) e “Verdicchio di Matelica Riserva D.O.C.G.” (invecchiamento minimo 25 mesi).

Nella Provincia di Ascoli Piceno, la più Meridionale della Regione, alle pendici del Monte Ascensione, a 395 m. s.l.m. sorge l’antichissimo Paese di Rotella, un piccolissimo Comune di soli 830 Abitanti. Più in basso del Paese il Torrente Oste confluisce nel Fiume Tesino e proprio questo Torrente nei Secoli ha eroso profondamente tutto il versante est del terrazzamento che ospita l'abitato. Il 16 Marzo del 1775 a seguito di abbondanti piogge, parte dell'abitato orientale franò e in una sola notte scomparvero la Chiesa di Santa Maria e l'antico Monastero, una parte della Piazza e del Palazzo Pretoriale e altre abitazioni e orti. Rimase in piedi il solo Campanile che oggi è uno dei simboli del Paese e funge, ormai da più di due Secoli, anche da Torre Civica.

Il Territorio Comunale comprende la parte più rilevante del Monte Ascensione (1110 m.) con la Frazione di Capradosso (una sessantina di abitanti) più in alto di Rotella a 800 m. e le altre due FrazioniPoggio Canoso un Borgo Medievale e Castel di Croce, queste due ultime Frazioni sono ridotte a pochissimi abitanti. Nella Frazione di Castel di Croce e più precisamente in Contrada San Pietro, al Civico 6, c’è l’Azienda VitivinicolaLaCanosa”.

La TenutaLaCanosa”, ubicata alle spalle del Monte dell’Ascensione nelle splendide e accoglienti Colline Marchigiane che sono a ridosso del “Parco Nazionale dei Monti Sibillini”, prende il nome dal vicino antico Borgo di Poggio Canoso, uno dei quattro Castelli di Rotella edificato tra il XII e il XIII Secolo dai Monaci Farfensi.

LaCanosaè nata per volontà del Varesino Riccardo Reina (Classe 1962) che alcuni anni fa si innamorò di questa magnifica Terra Marchigiana decidendo d’intraprendere proprio qui un nuovo ambizioso progetto vitivinicolo. Riccardo Reina è della Famiglia Reina Titolare della mitica AziendaILLVA Saronno S.p.A.” (Acronimo di Industria Lombarda Liquori Vini e Affini) di Saronno (VA), fondata il 23 Luglio del 1947 da Domenico Reina e specializzata nella produzione e commercializzazione di bevande alcoliche famose in tutto il Mondo.

A “LaCanosaRiccardo Reina è validamente supportato dalla bravissima e bellissima Figlia Alberica (Classe 1991), anche Lei super appassionata e innamorata di questa Terra, che ha portato in Azienda una nuova e fascinosa energia gestionale.

La TenutaLaCanosa” si estende per circa 110 Ettari, a cavallo del 43° Parallelo, latitudine vocata alla produzione di Vini d’eccellenza. I Vigneti, oltre 40 Ettari, si trovano nel cuore della Valle del Fiume Tesino, una Terra dalla posizione estremamente feconda grazie a importanti e preziose escursioni termiche (tra le ore diurne e quelle notturne) durante tutto l’anno che garantiscono un perfetto microclima adatto alla coltivazione delle Viti. I Vigneti, posti a differenti altitudini che vanno dai 350 ai 580 metri, servono per realizzare, sfruttando al meglio le diverse esposizioni, sia Vini Tipici del Territorio sia Vini dal respiro più Internazionale.

La Storia Geologica è riconducibile a quella della Dorsale Appenninica: quindi in linea generale il Terreno Aziendale si rivela di medio impasto, calcareo e argilloso rosso, grigio a banchi, molto minerale e in generale con un buon equilibrio tra magnesio e potassio che varia leggermente in base all’altitudine. Qui le fresche brezze estive e, in genere, le giuste precipitazioni favoriscono specificità e coltivazione delle Viti.

Le grandi potenzialità di questa magnifica Terra sono pienamente esaltate nella moderna Cantina dell’Azienda grazie a una cura meticolosa di ogni passaggio, all’uso delle più avanzate tecnologie che consentono di controllare perfettamente le temperature durante tutto il processo di vinificazione e alla sostenibilità (visto che anche l’energia è pulita ed è autoprodotta dai pannelli solari posti sul Tetto della Cantina): dal ricevimento delle Uve a tutto il percorso di fermentazione dei mosti fino alla maturazione in Tonneaux e Barrique di Rovere diAllier” e l’affinamento in bottiglia.

Le due bottiglie di Verdicchio dei Castelli di Jesi D.O.C. ClassicoViridis 2022e Classico SuperiorePicus Viridis 2022”, della TenutaLaCanosache ho stappato sono un’assoluta novità per l’Azienda: ambedue alla “Prima Annata” realizzate con le uve provenienti da appezzamenti (13 Ettari) di Verdicchio acquistati di recente nella Valle dell’Esino in Provincia di Ancona nei Comuni di Castelbellino e Maiolati Spontini. I nuovi Vini sono stati seguiti dal bravo Enologo Emiliano Falsini. Il “Classico” è stato battezzato “Viridis” che in Latino significaVerde, Fiorente, Giovane, Recente” e il “Classico Superiore” ha preso il nome di “Picus Viridis” il “Picchio Verde” significativo simbolo dell’equilibrio biologico di un Territorio.

La Zona Geografica della produzione del “Verdicchio dei Castelli di Jesi D.O.C.”, nata nel 1968, comprende in parte la Bassa Valle del Fiume Esino fino alla zona costiera nel Comune di Senigallia: 22 Comuni della Provincia di Ancona e 2 in quella di Macerata. Zona storicamente denominata dei “Castelli” perché raggruppa quell’insieme di Comuni anticamente assoggettati all’antica Città di Jesi.

Il Verdicchio dei Castelli di Jesi D.O.C. sia il “Viridis 2022” e sia il “Picus Viridis 2022” con i loro specifici colori giallo paglierino dai riflessi verdolini, ricchi di aromi decisamente freschi, florali e fruttati, con una grande, ricca e vellutata piacevolezza al palato e con un retrogusto amabile e delicato, esprimono in pieno tutta la “filosofia” della TenutaLaCanosa”: produrre Vini di alta qualità utilizzando le più avanzate tecnologie, nel rispetto della tradizione e simultaneamente reinterpretandoli in chiave moderna.

Viridis 2022e Picus Viridis 2022i nuovi Vini di Verdicchio Bianco della TenutaLaCanosasono stati un abbinamento perfetto per la specialeFrittura Mista di Marerealizzata dalla bravissima Chef Maila Musto del RistoranteLa Brasseriedi Vada (LI).

https://www.lacanosaagricola.it/site/

https://www.brasserielabarcaccina.it/


Il Verdicchio della Tenuta "LaCanosa" con la Frittura di Pesce

Giorgio Dracopulos e il Verdicchio 2022 della Tenuta "LaCanosa" 

Verdicchio Classico Superiore "Picus Viridis 2022" 

Verdicchio “Viridis 2022” e “Picus Viridis 2022” 

“Viridis 2022” e “Picus Viridis 2022”: Retro Etichette

Verdicchio "LaCanosa" e Frittura di Pesce: Abbinamento Perfetto