venerdì 23 settembre 2016

A UNA DONNA STRAORDINARIA, ANNIE FÉOLDE, LA MASSIMA ONORIFICENZA FRANCESE: LA LEGION D’ONEUR.




In Francia, alla fine dei turbolenti anni della “Rivoluzione” (1789 - 1799), tutti gli antichi Ordini Cavallereschi furono aboliti e i titolati persero ogni tipo di “benefit”.

Fu Napoleone Bonaparte (1769 - 1821), in qualità di Primo Console, della Prima Repubblica Francese, che, il 19 Maggio 1802, istituì l’Ordine Cavalleresco dellaLegion d’Onore” (Ordre National de la Légion d’Honneur) con il motto “Onore e Patria” (Honneur et Patrie).

Il nuovo Ordine, che rimpiazzò praticamente tutti i vecchi titoli similari, nasceva per essere conferito, a donne e uomini, Francesi e non, per meriti straordinari sia nel mondo Militare sia in quello Civile, che si erano particolarmente distinti.

All’inizio l’Ordine era organizzato come un’antica “Legione Romana”: Grand’ufficiale, Comandante, Ufficiale e Legionario.

Attualmente la “Legion d’Onore” è articolata in Cinque Classi e Un Titolo Onorifico: “Gran Maestro” (titolo Onorifico spettante al Presidente della Repubblica), “Gran Croce”, “Grand’Ufficiale”, “Commendatore”, “Ufficiale” e “Cavaliere”.

Anche ai nostri giorni è l’Onorificenza più alta attribuita dalla Repubblica Francese.

Vi voglio raccontare una storia meravigliosa.

Tra le incomparabili ricchezze architettoniche e artistiche, di quella magnifica Città Toscana che tutto il mondo ci invidia e che si chiama Firenze, in una delle strade più lunghe del centro storico, Via Ghibellina, al Numero Civico 87, c’è il Palazzo Jacometti-Ciofi.

Questo austero e sontuoso edificio, con all’ingresso delle grandi colonne di granito, è un interessante esempio di architettura privata Tardo-Barocca, fatto costruire dal Marchese Baldinucci, allora Tesoriere Papale, nel 1700, che prende il nome, però, dai successivi proprietari, la Famiglia Jacometti-Ciofi.

Qui, tra corridoi, sale e saloni decorati da meravigliosi affreschi e arredati da preziosi mobili antichi, coabitano due realtà semplicemente straordinarie: il “Relais Santa Croce”, Hotel 5 Stelle Lusso e l’Enoteca Pinchiorri, di Giorgio Pinchiorri e sua moglie Annie Françoise Féolde: un Ristorante che, a livello mondiale, fa onore all’Enogastronomia Italiana e non solo. 

Giorgio è nato, il 6 Ottobre 1943, nella Frazione di Monzone, Comune di Pavullo del Frignano, in Provincia di Modena, da una Famiglia di agricoltori, a Firenze si trasferisce nel 1955, quando sua madre entra a lavorare, come cuoca, in casa di un medico. 

Dopo aver frequentato l’Istituto Alberghiero con indirizzo di Sala, Giorgio muove i primi passi nel mondo della ristorazione e si appassiona a quell’affascinante universo che ruota intorno ai grandi vini.

Nel 1966, dopo la devastante alluvione che colpì la Città di Firenze, compra una copia, sopravvissuta, della Guida Bolaffi dei Vini del Mondo di Luigi Veronelli, e, forte di questo manuale, si avventura, nel suo primo viaggio, nelle zone vitivinicole più importanti della Francia.
Da questo momento in poi sarà un crescendo, sia per la sua passione che per la sua collezione privata.

Nel 1970 Giorgio fa l’incontro della sua vita: conosce Annie Féolde.

Nel 1971 Pinchiorri è un esperto Sommelier Professionista e l’anno successivo diventa Direttore dell’Enoteca Nazionale in Via Ghibellina, un Locale, appena aperto, che intende favorire la degustazione dei Vini Italiani accompagnandoli con piccole prelibatezze.

La signora Féolde è nata a Nizza in Francia, il 15 Giugno 1945.
La sua è una Famiglia d’importanti Albergatori, che successivamente perderanno le loro proprietà per cause belliche. 
A diciotto anni si trasferisce a Parigi, dove, per un breve periodo, lavorerà alle Poste, ma questa vita non è per lei, una veloce visita in Inghilterra (dove si manteneva, mentre studiava l’Inglese, facendo la “dog sitter”, lavoro praticamente sconosciuto allora in Italia) e finalmente arriva a Firenze, nel 1969.

Entra subito a lavorare in Sala in un Ristorante tradizionale della Città: è subito amore per la Cucina Toscana

Giorgio PinchiorriAnnie Féolde si incontrano, per caso, nella Tenuta Lamole di LamoleLoc. VistarenniGaiole in Chianti (SI), discutendo animatamente di Formaggi e Vini Francesi, nasce cosi il loro rapporto: è un destino.

Nel 1974 la signora Annie entra all’Enoteca, ha innata la passione per la buona cucina, inizia cosi la sua straordinaria carriera di Chef.

Nel 1979 liquidati gli altri soci, Giorgio e Annie, diventando gli unici proprietari dell’Enoteca, in contemporanea arriva il primo importante riconoscimento al loro Locale, il “Sole” di Luigi Veronelli. Poi nel 1982 la “Prima Stella” della prestigiosissima Guida Rossa Michelin, e l’anno successivo la “Seconda”.

Nel 1984 la conosciutissima Rivista specializzata Americana Wine Spectator riconosce loro il “Grand Award” e la super prestigiosa Associazione Relais & Chateaux lo annovera come “Relais Gourmands”. 

Nel 1993 arriva la “Terza Stella Michelin.
Annie Féolde è la prima donna Chef a ricevere le “Tre Stelle”, quest’ultima verrà perduta nel 1995, in concomitanza con l’incendio doloso che rischierà di distruggere la loro fantastica Cantina, ma nel 2004, unico caso in Italia, verrà riconquistata.

Tra gli altri infiniti premi, attestati e riconoscimenti ottenuti anche, nel 1994, il Premio InternazionaleCaterina de’ Medici”. 

Oggi, la signora Annie, pur mantenendo la responsabilità creativa e di progettazione, ha in Cucina, a Firenze, dei collaboratori bravissimi tra cui spiccano l’Executive Chef Riccardo Moncolo Chef di Cucina Alessandro della Tommasina e lo Chef Pasticciere Luca Lacalamita.

Il Presidente della Repubblica Francese, François Hollande, con Decreto n. PREX1618394D del 13 Luglio 2016, ha concesso, su segnalazione del “Ministère des Affaires Étrangères et du Développement International”, alla grandissima Chef Francese (e Italiana), Annie Françoise Féolde, per i suoi straordinari “44 anni di carriera all’Enoteca Pinchiorri” di Firenze, “Au Grade de Chevalier de la Légion d’Honneur” (Il Grado di Cavaliere della Legion d’Onore).

Un riconoscimento eccezionale e meritato, per una persona meravigliosa sia come Chef sia come Donna: la mia amica Annie Féolde.




Giorgio Pinchiorri e Giorgio Dracopulos

Enoteca Pinchiorri

Enoteca Pinchiorri: La Sala con il Caminetto

  Giorgio Dracopulos e Annie Féolde

 Annie Féolde

mercoledì 14 settembre 2016

AL RESTAURANTE “LÚA”, UNA STELLA MICHELIN, DI MADRID, LA STRAORDINARIA CUCINA, DEL BRAVISSIMO CHEF MANUEL DOMÍNGUEZ, COINVOLGE TUTTI I SENSI.




La bellissima Capitale della Spagna, Madrid, è una Città super accogliente e piena di vita sotto tutti gli aspetti.

L’Ayuntamiento de Madrid (la Municipalità) è gestito in maniera centralizzata, ma il Territorio è diviso amministrativamente in 21 Distretti, ognuno dei quali non ha personalità giuridica né poteri di governo, ma solo una funzione consultiva. 
Ogni Distretto si divide, a sua volta, in “Barrios” (quartieri) solo a scopo statistico.

Nel popoloso Distretto Centrale e Residenziale di “Chamberí”, che conta circa 150.000 abitanti, ci sono 6 Barrios, uno di loro è denominato “Almagro”.

Proprio in questo Quartiere, in “Paseo Eduardo Dato” al numero civico 5 (a poche decine di passi dall’alberata e verdeggiante  Plaza de Chamberí) c’è un Locale molto accogliente e imperdibile per tutti gli appassionati di “Buona Cucina”, il RestauranteLúa”.

Il Restaurante Lúa è dello Chef Manuel Domínguez Carrete  e, dalla fine di Novembre 2015, con l’uscita dell’Edizione 2016 della “Guia Michelin España & Portugal”, è stato premiato con la prestigiosa “Stella”.

Manuel Domínguez Carrete  è nato, l’11 Novembre 1975, nel Sud della Galizia, nel Comune di O Carballiño, nella Provincia di Ourense

Pur distando, in linea d’area, circa una cinquantina di chilometri dall’Oceano Atlantico, O Carballiño è famosa per la “Festa del Polpo”.

La “Festa del Polpo” si tiene ogni anno la Seconda Domenica del Mese di Agosto, la Prima Edizione fu quella del 1964, oggi la Festa è talmente famosa, non solo in Spagna, che in un solo giorno accoglie più di 90.000 presenze.

La nonna di Manuel Domínguez Carrete, la signora Amparo, era una “polperos”, venditrice ambulante di polpi, girava in tutte le manifestazioni del Territorio, oltre che a O Carballiño
La nonna lavorava aiutata da suo figlio il padre di Manuel.

Da ragazzo Manuel è cresciuto in una Famiglia dove tutto ciò che si mangiava veniva praticamente fatto in Casa e cucinato con una magnifica e fascinosa cucina a legna
Fin da molto giovane Manuel aiutava i suoi familiari quando preparavano e vendevano i polpi. 
Ha continuato anche quando, da più grande, frequentava l’Università di Vigo alla Facoltà di Scienze Economiche.

Rimasto colpito dai grandi elogi e dai ringraziamenti della clientela, per la straordinaria bontà dei polpi, preparati e offerti manualmente, Manuel iniziò ad apprezzare quel lavoro che comportava  si grande sacrificio, ma, se fatto bene, anche molta soddisfazione e grande felicità.

Nel 1996 Manuel, seguendo la sua passione, ha frequentato la Escuela de Cocina I.E.S. Vilamarín, nel Comune di Vilamarín, sempre nella Provincia di Ourense, con lo Chef gallego Marcelo Tejedor.

La prima esperienza importante è stata al fantastico Parador de Verín, ubicato nell’imponente Fortezza Medievale (XII Secolo) nel piccolo Comune di Monterrei, nella Provincia di Ourense.

Nel 1998, ormai “preda della passione culinaria”, si trasferisce a Madrid per specializzarsi e perfezionarsi, per un anno, come Capo-partita, nella cucina del famoso Ristorante: “Goizeko Kabi” (Una Stella Michelin) con il bravissimo Chef Jesus Santos.

Dopo questa valida esperienza, Manuel, ha trascorso altri dodici mesi con lo Chef Carlos Nuñez per apprendere tutti i segreti della “cottura a bassa temperatura sottovuoto”.

Successivamente, Manuel Domínguez, ha affinato e approfondito, in vari importanti Ristoranti di Madrid, le tecniche e i diversi tipi di Cucina provenienti sia dalle diverse aree geografiche della Spagna sia da altri Paesi del Mondo.

Ma la passione e la voglia di fare non gli mancano, dopo una lunga ricerca e i lavori  (2003 - 2004) per l’adeguamento del fondo trovato, nel Dicembre 2004 apre il suo primo Ristorante Lúa” (il nome Lúa in Galiziano significa Luna).

Il nuovo Locale ubicato, al piano terra di un palazzo a mattoni rossi, al numero civico 85 di Calle Zurbano, è piccolissimo, solo 20 coperti
I mezzi economici scarseggiavano e Manuel è costretto praticamente a fare tutto, faceva la spesa, cucinava, lavava i piatti, puliva, era “titolare” e “operaio” allo stesso tempo. 
Ci sono stati momenti molto difficili, per esempio tre dei suoi sei fornelli non funzionavano, lui non aveva i soldi per farli sistemare.

Ma in tutto questo “trambusto” una cosa era certa: chi andava a mangiare al “Lúa” rimaneva molto soddisfatto.

Le cose e le situazioni miglioravano, dopo 5 anni di durissimo lavoro, Manuel Domínguez Carrete ha iniziato a guardarsi intorno per cercare una nuova ubicazione per il suo Ristorante, aveva molte buone idee e le voleva sviluppare.

Dopo altri due anni tra ricerca e poi i lavori, nel Gennaio 2012, apre il Restaurante Lúa la sua attuale sede in Paseo Eduardo Dato 5.

Anno dopo anno, Manuel ha continuato a migliorare il suo Locale (4 anni, 4 parziali ristrutturazioni) per adeguarlo a quello che per lui è il livello migliore di accoglienza per la sua clientela.
Un crescendo di consensi e apprezzamenti estremamente positivi del pubblico, dei critici e delle Guide specializzate, lo hanno portato, come già accennato, al prestigioso riconoscimento della “Stella Michelin”.

Il RestauranteLúa” è caldo e accogliente, salendo una breva scaletta (è un piano terra rialzato), si entra da un bel portone in legno lavorato e, subito, davanti si presenta la saletta con il grande bancone bar (Barra). 
Sulla destra, un’altra scaletta porta al piano inferiore (seminterrato) con sette  tavoli. 
Ma se si prosegue, senza scendere c’è ancora uno spazio con quattro tavoli su cui si affaccia la porta della Cucina e, in angolo a sinistra, la Cantina a vista climatizzata.
Attraversando la cucina, poi, si arriva a una Saletta Privata, molto carina e particolare, con un solo tavolone per una dozzina di ospiti.

Come si evince dalla descrizione, Manuel Domínguez ha fatto un Locale per accogliere tutti i vari tipi di clientela: Restaurante Gourmet, Pranzi veloci, Tapas, Aperitivi, Degustazione di Vini…………..

Ovviamente tutto l’arredamento è in funzione delle varie tipologie degli ospiti.

Da sottolineare che, qualunque tipo di servizio venga offerto, il rapporto qualità/prezzo è semplicemente straordinario, compreso il costo dei Vini nella fornita e selezionata Carta.

Il Menu Gourmet è fisso, ma cambia molto spesso, Manuel viene incontro adattandolo alle esigenze di ogni cliente. 
Il Menu della “Barra” è ricco di deliziosi piatti unici e di fantastiche “tapas”.

Ma veniamo alla degustazione che è stata accompagnata da una serie di ottimi Vini Spagnoli, scelti e consigliati dalla brava e attenta Sommelier Maria Morales:

 - “Jerez Amontillado Tradición”, Vors 30 Years, 100% Palomino Fino, 19,5% Vol., Bottiglia n. 629 su una produzione di 2.200 Bottiglie, prodotta dalla Bodegas Tradicion, una super storica Cantina fondata nel 1650;

- “A Tiro Fijo 2012”, Vino Blanco, un Blend di Treixadura, Godello, Albariño, Loureira e Lado, 14% Vol., imbottigliato appositamente per il Restaurante “Lúa” dalla Bodegas Coto de Gomariz;

- “Botani 2014”, Vino Blanco, 100% Moscatel Seco, 13,5% Vol., prodotto dalla Bodega Jorge Ordoñez & C.;

- “A Tiro Fijo 2011”, Vino Tinto (rosso), un Blend di Sousón, Brancellao, Ferrol, Caiño Longo e Mencía, 14,5% Vol., imbottigliato per Alicia Miguez e prodotto dalla Bodegas Coto de Gomariz.

In tavola l’ottimo e fragrante pane della Casa ai vari sapori.

Sono state servite le seguenti portate:

- “Aperitivos”:

- Torríja de tomate, foie, arenque marinado y corujas;

- Sopa de ají de gallina, zamburiña y torrezno de bacalao;

- Cococha de merluza en tempura con pil-pil de lima, sopa de cebolla quemada y alcachofafa frita;

- “Entrantes”:

- Tartar de corvina, huevas de pez voldar, polvo de nachos y berenjena escabechada;

- Arroz meloso de apio con cigalitas;

- “Platos Principales”:

- Raya en caldeirada con crema di ibéricos;

- Paletilla de cordero a baja temperatura con reducción de salsa hoisin, mollejas empanadas sobre crema de puerro y judías verdes;

- “Postres”:

- Sorbete de mandarína y espuma de coco;

- Cremoso de Queso San Simón da Costa con sopa de violetes;

- Petit Four.

Tutto molto buono e ben presentato.

La Cucina del bravissimo Chef Manuel Domínguez Carrete  può essere definita “Tradizionale del 21° Secolo” (una Cucina di Avanguardia costruita sulla base di ricette classiche della nonna e della mamma): non solo materia prima di eccellenza, super selezionata con esperienza e stagionalità, ma anche grande arte culinaria, belle presentazioni e un’infinita umanità trasmessa a tutte le sue preparazioni.

In Cucina, Manuel, ha una efficiente Brigata tra cui spicca la giovanissima, ma già molto brava, Sous-chef Paula Villanueva.

Ho parlato a lungo con Manuel che mi ha raccontato la sua storia e ho sentito, in ogni sua parola, il  grandissimo amore che ha per la sua attività. 
Alla fine della nostra conversazione mi ha detto con un gran sorriso: “Giorgio, ad oggi sono molto soddisfatto del grande lavoro fatto, sono l’unico Galiziano (Gallego) fuori dalla Galizia con una Stella Michelin”.

Al Restaurante Lúa di Madid, in Spagna, ho trovato lo Chef Manuel Domínguez Carrete  che con la sua eccellente cucina, e non solo, coinvolge positivamente tutti i sensi.



L'Ingresso e la Sala.

La "Barra" (il Bancone Bar).

La Saletta nel Seminterrato

Una Vista della Cantina Climatizzata

La Saletta Privata

Torríja de tomate......

Sopa de ají de gallina......

Cococha de merluza en tempura......

Tartar de corvina, huevas de pez voldar......

Arroz meloso de apio con cigalitas

Raya en caldeirada con crema di ibéricos

Paletilla de cordero a baja temperatura......

Sorbete de mandarína y espuma de coco

Cremoso de Queso San Simón de Costa......

Petit Four

Maria Morales e Paula Villanueva

 Manuel Domínguez Carrete e Giorgio Dracopulos

martedì 6 settembre 2016

I VINI SPAGNOLI DELLA “RIBERA DEL DUERO”: OTTIMI VINI DA UNA DELLE MIGLIORI ZONE VITIVINICOLE DEL MONDO.



La Spagna non è soltanto un grande Paese, ricchissimo sotto molti punti di vista, ma ha anche un grandissimo fascino che “trasuda” da ogni cosa si prenda in considerazione.  
In particolare poi, oltre alle moltissime eccellenze Gastronomiche, ha anche un’importante produzione Vitivinicola di grande qualità.

Varie sono le zone avocate e altrettanto varie sono le “Denominazioni”, ma possiamo sicuramente affermare che quella della “Denominación de Origen Ribera del Duero”  è  la “punta di lancia” della loro produzione.

La Comunità Autonoma (suddivisione territoriale Spagnola) di Castiglia e Leon occupa la parte settentrionale dell’Altipiano, più antico e più vasto della Penisola Iberica, la Meseta.
Il suo Territorio, il più grande di Spagna, corrisponde al più grande bacino imbrifero (idrografico) della Spagna quello del Fiume Duero, dei suoi affluenti e dei molti laghi naturali.

Il Fiume Duero percorre per ben 572 km. in Spagna, e su 112 fa da confine con il Portogallo.

La Castiglia e Leon ha nove Province: Avila, Burgos, Leon, Palencia, Salamanca, Segovia, Soria (famosa per il prezioso tartufo nero, la “Trufa Negra”), Valladolid, Zamora.
In queste Province si trova il 60% di tutto il patrimonio architettonico, artistico e storico di tutta la Spagna.

La vastità di questo Territorio e le sue varie peculiarità fanno nascere da zona a zona diversi particolari microclimi.

Nella parte meridionale Provincia di Burgos c’è la “Comarcas Ribera del Duero”.

La “comarcas” in Spagna è una particolare suddivisione storica dei territori rientranti sotto le Province, in Italia lo potremmo equiparare al termine “distretto”.  

La Ribera del Duero è una zona prevalentemente dedita all’agricoltura, vi si pratica la pastorizia e vi si coltiva estesamente i cereali e le barbabietole, ma è soprattutto un Territorio Vitivinicolo.

Qui troviamo la D.O.C. (in Spagnolo “Denominación de Origen”) Ribera del Duero che è estesa, per circa 21.000 ettari vitati, su 60 Comuni della Provincia di Burgos, 19 di Soria, 4 di Segovia e 20 di Valladolid.

La prestigiosa “Denominación de Origen Ribera del Duero” è nata 21 Luglio 1982 e il “Consejo Regulador de la Denominación de Origen Ribera del Duero” ha sede nel piccolo Comune di Roa, ubicato a 820 m. s.l.m., rientrante nella denominazione.

La Zona della Denominazione è considerata il “Cuore della Ribera del Duero”.
Le sue particolari caratteristiche del terreno e del clima, che passa da nevicate copiose e vento gelido (- 18°) in inverno, a forti tempeste improvvise, a venti secchi e a un clima caldo e arido (+ 40°) in estate, creano una natura inimitabile.

Qui dal tempo della conquista Romana della “Hispania”, iniziata nel 218 a.C. e terminata nel 17 a.C., si coltiva la vite e, dal XIII Secolo, furono edificate le prime Cantine e s’iniziò a commerciare con il Vino.

Nella Ribera del Duero il Vitignorosso” (tinto) più coltivato è il Tempranillo (conosciuto anche, tra gli altri nomi, come “Cencibel “, “Tinta del País” e “Tinto Fino”), ma ci sono anche Cabernet-Sauvignon, Merlot, Malbec, Garnacha Tinta e l’unico bianco autorizzato l’Albillo o Blanca del País.

I Vini prodotti vengono suddivisi in:

- “Jovenes”, quelli che non passano in botte o se vi riposano per un periodo che non superi i 12 mesi;

- “Crianzas”, almeno 12 mesi in botti di rovere e l’immissione sul mercato dopo due anni di vita;

- “Reserva”, un minimo di 12 mesi in botte, l’invecchiamento deve essere di almeno 36 mesi tra botte e bottiglia prima di essere commercializzati;

- “Gran Reserva”, un minimo di 24 mesi in botte e almeno 60 mesi tra botte e bottiglia, vini di eccezionale qualità che non vengono venduti prima dei 5 anni;

- “Rosados”, le uve di questa particolare tipologia vengono fermentate senza le bucce per produrre vini più freschi da bere poco tempo dopo la vendemmia. 

Alla “Denominación de Origen Ribera del Duero” appartengono 249 Cantine (Bodegas) tra cui alcune dai nomi super famosi nel Mondo come la “Bodegas Vega Sicilia”.

Anche quest’anno ho avuto il grande piacere di partecipare, in Spagna, a un’importante degustazione (in Spagnolo “cata”) di Vini Rossi, della Ribera del Duero, perfettamente organizzata dal “Consejo Regulador de la Denominación de Origen Ribera del Duero” in collaborazione la “Union Espanola de Catadores” (UEC), l’Associazione Sommelier Spagnola.

La “Cata” è stata ben introdotta e illustrata dal mio amico Dr. Enrique Pascual García (Presidente del Consejo Regulador de la Denominación de Origen Ribera del Duero), mentre la conduzione è stata fatta da un personaggio di livello internazionale come la Signora Sarah Jane Evans, Presidente del prestigiosissimo Institute of Master of Wine che, dal 1953, promuove l’eccellenza professionale e la conoscenza dell’arte, della scienza e degli affari del Vino.

Ecco i Vini Rossi della “Denominación de Origen Ribera del Duero” degustati:

- “Tamaral 2012”, Crianza, 100% Tempranillo, 14,5% Vol., ha riposato in botti (60% Americane e 40% Francesi) per 14 mesi, ne vengono prodotto in circa 100.000 bottiglie, un Vino seguito dall’Enologo Nicola Tucci per la “Bodegas y Viñedos Tamaral S.L.”;

- “Finca Villacreces 2011”, Crianza, 86% Tempranillo, 10% Cabernet Sauvignon e 4% Merlot, 14% Vol., con una produzione annuale di 48.720 bottiglie, un Vino curato dall’Enologo Lluis Laso per la Bodega “Finca Villacreces S.A.”, da sottolineare che questa Cantina, con il Vino Rosso denominato “Pruno”, ha avuto, dal famoso Critico Americano Robert Parker, il riconoscimento del  “Miglior Vino del Mondo 2015 per il Rapporto Qualità/Prezzo”;

- “Resalte 2011”, Crianza, 100% Tempranillo, 14% Vol., affinato per 14 mesi in barrique (80% Francesi e 20% Americane), un Vino curato dall’Enologo Enrique Andrades, prodotto dalla “Bodegas Resalte de Pañafiel S.A.”;

- “NIC 2011”, Crianza, 100% Tempranillo, da vigne piantate nel 1920, affinato in legno Francese, per 24 mesi, in botti da 500 litri, una produzione limitatissima e pregiata di sole 4.250 bottiglie, l’Enologo è Antonio Rodríguez, un Vino prodotto dalla “Bodegas J.A. Calvo Casajús”;

- “Parcela el Nogal 2010”, Crianza, 100% Tinto Fino, 14% Vol., Vino passato in legno (barrique Francesi nuove) per 22 mesi, ne sono state fatte soltanto 25.000 bottiglie, l’Enologo è Francisco Casas, prodotto dalla Bodega “Pago de los Capellanes  S.A.”;

- “Áster Finca el Otero 2010”, Crianza, 100% Tinta del País, 14,7% Vol., maturato in legno per 15 mesi, l’Enologo è Julio Sáenz Fernández, viene prodotto dalla  “Viñedos y Bodega Áster S.L.”;

- “Arzuaga Reserva Especial 2010”, 95% Tinta del País e 5% Albillo, 14,5% Vol., ha riposato per 24 mesi in botti di rovere, fatto in sole 9.616 bottiglie da 0,75 cl. e 140 magnum, l’Enologo è Ignacio Arzuaga, prodotto dalla “Bodegas Arzuaga Navarro S.L.”;

- “MB Martín Berdugo 2010”, 100% Tempranillo, 14% Vol., Vino maturato in legno per 16 mesi in barrique nuove Francesi, l’Enologo e Direttore dell’Esportazione è Antonio Díaz, prodotto dalla “Bodegas y Viñedos Martín Berdugo S.L.”;

- “Valduero 6 Años Reserva 2009”, 100% Tempranillo, 14% Vol., ha fatto 36 mesi di barrique (di 4 origini diverse), una selezione, con uve da vigne di più di 30 anni, di solo 15.320 bottiglie, un Vino che ha vinto la Medaglia d’Oro al ConcorsoBerliner Wein Trophy”, l’Enologo è García Viadero, viene prodotto dalla “Bodegas Explotaciones Valduero S.A.”;

- “Pérez Pascuas Gran Selección 2009”, 100% Tempranillo, 14% Vol., una prestigiosa “Reserva” passata in barrique per 26 mesi, ne sono state confezionate solo 5.120 bottiglie, la “Guía de Vinos Gourmets 2015” (una delle più importanti Guide specializzate Spagnole) ha dato a questo Vino un punteggio di 99/100, il massimo, (effettivamente un punteggio meritato), l’Enologo di riferimento è José Manuel Pérez, viene prodotto dalla  “Bodegas Hermanos Pérez Pascuas S.L.”;

- “Valderiz Tomás Esteban 2005”, 100% Tinta del País, 14,6% Vol., è stato in barrique per 36 mesi, un Vino curato dall’Enologo Isaac Fernández, prodotto dalla “Bodegas y Viñedos Valderiz S.L.”;

- “Matarromera Gran Reserva 2005”, 100% Tempranillo, 15% Vol., è stato per più di 24 mesi in barrique Americane e Francesi, poi per 36 mesi in bottiglia, una produzione di 20.000 bottiglie, l’Enologo è Félix González, un Vino prodotto dalla  “Bodega Matarromera S.L.”.

Una degustazione molto interessante di Vini Spagnoli che, ogni anno, trovo più “maturi” e in continua crescita. 
Vini importanti (specialmente alcuni) che, pur mantenendo ognuno le sue peculiarità, possiamo definire robusti e dai sentori marcati.

Il Territorio della “Denominación de Origen Ribera del Duero” è stato premiato, in occasione dei suoi 30 anni dalla nascita, dalla famosa rivista specializzata Americana “Wine Enthusiast Magazine” (fondata nel 1988 da Adam e Sybil Strum), come “Migliore Regione Vitivinicola del Mondo per l’Anno 2012”.

I Vini della “Denominación de Origen Ribera del Duero”, delle annate 2009, 2010, 2011 e 2015, sono state classificate come “eccellenti”, un’altra dimostrazione che questi Vini, eleganti e potenti, ricchi di buoni profumi e piacevoli sentori, mediamente, stanno crescendo in gusto, carattere e complessità.






Sarah Jane Evans e Enrique Pascual García

I Vini, Foto 1

I Vini, Foto 2

I Vini, Foto 3

I Vini, Foto 4

Migliore Regione Vitivinicola del Mondo nel 2012

Giorgio Dracopulos alla Degustazione

sabato 3 settembre 2016

LA STORIA DELLA “GUIDA ROSSA MICHELIN”: STRAORDINARIA, AFFASCINANTE E CURIOSA.




La Francia Metropolitana, quella Europea, (la Nazione Francese possiede anche vari Territori disseminati su più Oceani e altri Continenti) è un grande Paese che si estende su 543.965 Km. quadrati.

Una così vasta distesa, ricca di una grandissima varietà di paesaggi, ha creato sempre, attraverso i Secoli, ovvi problemi di mobilità.

Uno dei primi progetti, di un mezzo a quattro ruote, che si muoveva autonomamente (solo per alcuni minuti), con un motore a vapore, senza l’apporto della forza animale, è nato proprio in Francia nel 1769: il Carro di Cugnot.

Dopo circa cento anni di studi e di tentativi, sempre più funzionali, in diverse parti del Mondo si arrivò a progettare quelle che si possono definire “automobili”.

Nel 1883 furono fondate le prime fabbriche di auto: in Francia, la “De Dion-Bouton” (1883 - 1932), nella Regione dell’ Île de France, nel Comune di Puteaux e in Germania, nella città di Mannheim, la “Benz & Cie” (1883 - 1926).

Questo primo inizio, della circolazione della auto, fece nascere una serie di necessità nuove, per quei tempi, come, per esempio, l’approvvigionamento delle gomme per le ruote.

Alcuni dati: nel 1890 la auto Francesi in circolazione (ufficialmente) erano poche centinaia, nel Gennaio del 1900 erano già 1.672, salite a 53.000 nel 1910 e 330.000 nel 1920
Oggi sono poco meno di 40 milioni.

Nella Francia Centro-Meridionale, più precisamente nella Regione dell’Alvernia, Dipartimento Puy-de-Dome, si trova la Città di Clermont-Ferrand.
La Metropoli nasce dall’unione di due preesistenti centri abitati, “Clermont” antica Città Episcopale e “MontferrandCapoluogo di Contea.

A Clermont-Ferrand sono nati i due fratelli Michelin, André (1853-1931) e Edouard (1859-1940).
Questi signori Michelin, ingegneri e inventori, il 28 Maggio 1889, fondarono “ufficialmente” la  “Michelin et Cie”, nel tempo, poi trasformatasi in “Manufacture  Francaise des Pneumatiques Michelin”.

La Fabbrica sorse su un terreno di 12 ettari, sempre nei pressi di Clermont-Ferrand, ex proprietà dell’Ordine Religioso dei Carmelitani, e vennero assunte 52 persone (oggi l’Azienda è un colosso industriale, numero uno a livello mondiale, con 68 stabilimenti, in 17 Nazioni, che danno lavoro a 112.300 persone).

Le loro prime rivoluzionarie invenzioni furono il pneumatico smontabile per le biciclette (1891) e quello, anch’esso smontabile, per le automobili (1894).

Tra i fatti più curiosi, si narra che, Edouard Michelin, guardando una pila di pneumatici che formavano, ricoperti di neve, un buffo pupazzo, ebbe l’idea di creare un marchio per la loro Azienda e la loro pubblicità. 
L’incarico del disegno venne dato a “O’Galop”, pseudonimo del pittore e disegnatore umorista Francese  Marius Rossillon (1867-1946).

Nacque così, nel 1898, il simpatico marchio dell’ “Omino Michelin” fatto di camere d’aria, che venne battezzato con il nome di “Bibendum”.
E’ uno dei più antichi marchi registrati, ed è stato premiato, in anni recenti, come “Miglior Logo della Storia”.

Il nome “Bibendum” deriva dal motto in Latino, usato in un primo (1898) manifesto pubblicitario della Michelin, in cui alla frase tratta dalle Odi di Orazio, “nunc est bibendum = ora si deve bere” (un’esortazione a brindare tra amici) seguiva la traduzione in Franceseà votre santé = alla vostra salute”, per poi finire con il messaggio vero e proprio “le Pneu Michelin Boit L’Obstacle = il Pneumatico Michelin Beve l’Ostacolo”.

Successivamente, molti anni dopo, è stata fatta anche una versione del famoso “Bibendum” con il “Toque Blanche”, il cappello bianco alto da Chef.

Il particolare copricapo bianco da cuoco, alto e con le pieghe in cima, fu adottato nel 1821 da Marie Antoine (Antonin) Carême, un precursore dell’Alta Cucina Francese, Chef e Scrittore Parigino, vissuto tra il 1784 e il 1833, il primo a fregiarsi con il titolo di “Chef” e definito “il Re dei Cuochi” e “il Cuoco dei Re”.

Attraverso gli anni sono stati moltissimi i Manifesti pubblicitari della “Michelin”, tutti molto belli e di grande effetto.

I Fratelli Michelin non erano soltanto ingegneri e inventori, ma anche degli imprenditori innovativi e di successo. 
Pensarono che le persone se hanno una meta, per giunta invitante,  viaggiano di più con le loro auto e pertanto consumano di più i pneumatici. 
Da tale geniale e indovinato pensiero filosofico/commerciale nacque l’idea di fare una “Guida” annuale dei Ristoranti e degli Alberghi più interessanti di Francia
La Guida doveva contenere anche tante indicazioni pratiche come l’ubicazione dei rari distributori di carburanti e le cartine stradali.

Nel 1900, in occasione della “Exposition Universelle” di Parigi, venne pubblicata la prima “Guida Rossa Michelin”, l’iniziativa aveva un intento anche promozionale, infatti la Guida veniva regalata con l’acquisto dei pneumatici.

Per diversi anni la “Guida Rossa Michelin” ha continuato ad essere un promozionale, poi, nel 1920, si trasformò in una pubblicazione in vendita.
Il passaggio non fu indolore, e moltissime copie rimasero invendute.
Ma i Michelin con lo spirito imprenditoriale che avevano non si persero certo d’animo. 
Decisero di regalare tutte le copie rimaste alle Scuole di Francia che le dettero, come premio, agli studenti meritevoli. 
Dall’anno successivo la “Guida Rossa Michelin” iniziò a essere venduta con sempre più successo.

Nell’Edizione del 1926 apparvero le ”étoiles de bonne table” (stelle della buona tavola). 
In verità il simbolo sembra più un “fiore a sei petali”, ma stella era stata definita e stella è rimasta.

Nello stesso anno, il 1926, sempre con lo scopo di far viaggiare di più le persone con le automobili, venne pubblicata anche la Prima Edizione della “Guide Régional Michelin”, antenata della attuale “Guida Verde Michelin”, una vera e propria guida turistica dei luoghi più interessanti da visitare.

Nel 1929 un’altra importante innovazione: alla “Guida Rossa Michelin” viene aggiunto un questionario su cui i clienti possono esprimere il loro grado di soddisfazione sui Locali visitati.

Dal 1931 entrò in uso il sistema di premiazione della qualità dei Ristoranti con “una, due o tre stelle”.
La “Prima” indica un Locale con “Un’ottima Cucina nella sua Categoria”, la “Seconda” una “Cucina Eccellente, questa tavola merita una deviazione”, la “Terza” si riferisce a “Una delle migliori Cucine, questa tavola vale il viaggio (vi si mangia sempre molto bene, a volte meravigliosamente).

Nel 1997 nella “Guida Rossa Michelin” è stato introdotto un altro importante simbolo per valutare quei Ristoranti che offrono un Menu di ottima qualità a prezzi ragionevoli, il “Bib Gourmand” (il viso del “Bibendum” che si lecca le labbra soddisfatto).
Per i “Bib Hotel” il volto del “Bibendum” dorme comodamente appoggiato su di un cuscino.

Nella Guida Michelin ci sono anche moltissimi altri simboli (attraverso gli anni sono diventati più numerosi e sempre più dettagliati) che indicano nel particolare le varie categorie, le installazioni e i servizi offerti da ogni specifico Ristorante o Albergo.

Negli anni la “Guida Rossa Michelin” ha ampliato la sua copertura e ha raggiunto il numero di 8 diverse Edizioni che coprono 11 principali Paesi Europei, poi ci sono le Edizioni specifiche relative alle grandi Capitali o Città, Europee e non.

Per la Guida Italiana si è dovuto aspettare il 1956 per il centro e il nord dello stivale, e il 1957 per avere la Michelin comprensiva di tutte le Regioni d’Italia.

A partire dall’Edizione 2014 della Guida Italiana c’è stata una grossa novità nella Redazione, infatti, dal 1 Giugno del 2013, Sergio Lovrinovich è il nuovo Capo Redattore.

Sergio è Milanese, classe 1976, viene dal settore dell’Enogastronomia, si è diplomato all’Istituto Professionale Servizi per l’Enogastronomia e l’Ospitalità Alberghiera (I.P.S.A.R.) “Carlo Porta” di Milano. 
Nel 1995 si e diplomato Sommelier e successivamente ha fatto importanti esperienze in Italia e all’estero. 
Negli ultimi anni è stato Restaurant General Manager di prestigiosi Locali.

Un Capo Redattore coperto da anonimato, anche alla presentazione delle varie uscite della Guida.

L’anonimato, secondo la filosofia della Michelin, è essenziale per effettuare delle visite professionali nei Ristoranti o negli Alberghi 
In questo modo, si possono dare dei giudizi gastronomici, e non solo, più corretti, su un servizio da normale cliente.

L’anonimato copre anche tutti gli Ispettori della Guida
In alcuni casi gli Ispettori si presentano solo dopo aver pagato il conto.

Lovrinovich è il quinto responsabile della “Guida Rossa Michelin”, da quel lontano 1956 in cui la Guida è arrivata in Italia, e ha sostituito il grande amico Fausto Arrighi andato in pensione (ma non domo) dopo quasi 36 anni di una conduzione super esperta.

La “Guida Rossa Michelin” non è soltanto una Guida con una lunga, straordinaria, affascinante e curiosa storia alle spalle, ma è uno strumento fondamentale per chi voglia orientarsi tra Alberghi e Ristoranti di pregio in moltissime parti del Mondo



"Bibendum"...... l'Originale

"Bibendum" 1912

"Bibendum" con "Toque Blanche" e la "Stella"

Adesivo per i Locali Segnalati

Guida Rossa Michelin Edizione Italia 2016