domenica 11 ottobre 2026

DA “AMINTA”, LA TENUTA A MONTALCINO DELLA FAMIGLIA CECCHI, L’ACCOGLIENZA SI ESALTA TRA VIGNE, CANTINA, DEGUSTAZIONI E CUCINA.



Tra le infinite magnificenze che si trovano in Toscana c’è Montalcino un antichissimo Borgo che oggi come Comune ha circa 5.500 abitanti.

Montalcino è un Borgo Medievale, suggestivo e incantevole, ubicato nel cuore della Provincia di Siena (a circa 40 chilometri a sud di Siena), sorge sulla cima di una collina panoramica a circa 564 metri sul livello del mare e domina la splendida “Val d'Orcia”, una meravigliosa area protetta riconosciuta come “Patrimonio Mondiale dell'Umanità” dall'UNESCO. La sua è una posizione strategica tra il Monte Amiata e la Costa Tirrenica.

Montalcino custodisce un Centro Storico Medievale semplicemente bellissimo e intatto, dominato dalla maestosa Fortezza trecentesca, da strette viuzze lastricate e da palazzi storici come il Palazzo dei Priori. Da Montalcino si godono viste panoramiche mozzafiato sulle colline Toscane, caratterizzate da un'alternanza perfetta di vigneti, oliveti, boschi e iconici cipressi.

Tra i tantissimi pregi di Montalcino c’è anche quello di essere la patria del mitico “Brunello di Montalcino” uno dei vini rossi più famosi, pregiati e apprezzati al mondo.

Una delle sette Frazioni del Comuna di Montalcino è Castelnuovo dell'Abate.

Castelnuovo dell'Abate è assolutamente ammaliante, si trova adagiata su un colle a 385 metri s.l.m., un piccolissimo Borgo Medievale che conta oggi poco più di 200 abitanti ed è indissolubilmente legato alla vicina antichissima, famosissima e mitica Abbazia di Sant'Antimo, uno dei capolavori dell’architettura medievale.

L'insediamento di Castelnuovo dell'Abate nacque in epoca medievale principalmente come fortilizio militare per difendere la vicina “Abbazia di Sant'Antimo”, importante Monastero Benedettino, eretta a poco più di un chilometro dal centro abitato. L’Abbazia è l'attrazione principale dell'area, uno dei complessi architettonici in stile romanico più belli e maestosi dell'intera Toscana. Secondo la leggenda fu fondata dall'Imperatore Carlo Magno nel 781 come voto per la fine di una pestilenza. La struttura attuale risale al XII Secolo ed è celebre per il suo splendido deambulatorio a cappelle radiali e per il travertino con venature di alabastro, una pietra locale, che dona una luminosità unica al complesso.

Il Borgo di Castelnuovo dell'Abate si sviluppò sotto la signoria degli stessi abati, infatti l'appellativo "dell'Abate" deriva dal fatto che l'Abate di Sant'Antimo decise di erigere un proprio palazzo signorile all'interno delle mura del paese. Nel 1265 il Borgo passò sotto il controllo della Repubblica di Siena che nel 1360 ne rinforzò le mura. Nel 1462, quando Papa Pio II soppresse l'Abbazia di Sant'Antimo, il palazzo dell'abate passò al Vescovo di Montalcino, prendendo il nome di “Palazzetto del Vescovo”. Nel 1777 il Borgo fu ufficialmente annesso al territorio di Montalcino per decreto del penultimo Granduca di Toscana Leopoldo II (Giovanni Giuseppe Francesco Ferdinando Carlo d'Asburgo-Lorena, 1797 - 1870).

Oggi l’economia locale è fortemente vocata al turismo rurale, alla coltivazione di ulivi secolari e alla viticoltura, infatti Castelnuovo dell'Abate è inserito nella zona di produzione del “Brunello di Montalcino”. Dall'alto del Borgo si gode inoltre di una vista panoramica spettacolare che spazia sui vigneti della Val d'Orcia, sul Monte Amiata e verso la Maremma.

Proprio nella verdeggiante campagna di Castelnuovo Dell’Abate, sulla “Strada Provinciale della Badia di Sant’Antimo (P. 55) che unisce Montalcino a Castelnuovo Dell’Abate, a meno di 9 km. dalla prima e a circa due chilometri e mezzo dalla seconda, si trova la Tenuta “Aminta” della Famiglia Cecchi.

La Famiglia Cecchi è sempre stata intensamente impegnata nel mondo del Vino e, attraverso i decenni, ha dato molto a questo mondo grazie alla sua storia, alla sua visione filosofica e ai molti progetti innovativi.

Tutto ha origine nel 1893 quando Luigi Cecchi si appassionò al Vino diventando presto un bravo assaggiatore professionista, da qui in poi iniziò per lui un percorso che potremmo definire un perfetto connubio tra tradizione e innovazione grazie a una prerogativa non comune: vedere come si sarebbe sviluppata la Viticoltura nel futuro.

Nei primi anni di attività l’Azienda originaria basava la sua produzione sulla gestione di vigneti in affitto, un’esperienza che si rivelò essenziale per approfondire e radicare la conoscenza dei diversi “terroir” della Toscana e sviluppare l’expertise familiare in campo enologico.

Con notevole spirito imprenditoriale e la lungimiranza di Luigi e dei suoi Figli la Famiglia Cecchi riuscì a intraprendere un percorso di valorizzazione del “Marchio Cecchi” che, grazie anche alla notorietà di Luigi, travalicò le frontiere nazionali e già negli anni '30 iniziò a esportare. Inoltre l’Azienda Cecchi fu in grado di garantire il lavoro per molte famiglie durante i tragici eventi di ben due Guerre Mondiali.

La Terza Generazione della Famiglia guardò al futuro decidendo di spostare la Sede dell’Azienda a Castellina in Chianti, in Provincia di Siena, dove acquisì nel 1962 “Villa Cerna”. Qui la Famiglia fondò anche la Sede operativa e produttiva con caratteristiche e importanti strutture in grado di supportare l’espansione commerciale dell’Azienda stessa, affiancando così le attività nei vigneti di proprietà sui quali fare qualità e sperimentazione.

Nel 1966 in Toscana si dette vita alle prime “Denominazioni di Origine Controllata” (D.O.C.), un momento storico fondamentale per l’esaltazione del Territorio. Anni importantissimi anche per le relazioni istituzionali che videro la Famiglia Cecchi coinvolta in attività consortili e associazionistiche, coprendo cariche di spicco quali per esempio quella di Luigi Cecchi nel ruolo di Presidente “Unione Italiana Vini”.

Oggi la “Casa Vinicola Luigi Cecchi e Figli” con alla guida la Quarta Generazione della Famiglia, Cesare e principalmente Andrea, è una tra le Aziende Vitivinicole Italiane più dinamiche e moderne, protagonista sul Mercato Nazionale e Internazionale (esporta in oltre 65 Paesi del Mondo) con una produzione media di oltre 9 milioni di bottiglie e con un fatturato complessivo di parecchi milioni di euro suddivisi a valore quasi equamente tra Italia ed Estero.

Le numerose e diverse tipologie di Vini imbottigliati provengono da alcune centinaia di Ettari di proprietà divisi tra le Cinque Tenute (Quattro in Toscana e Una in Umbria) che fanno parte del Gruppo: Azienda Agraria “Villa Cerna”, Azienda Agraria “Val delle Rose”, Azienda Agraria Tenuta “Alzatura”, Azienda Agricola Tenuta “Villa Rosa” e Azienda Agricola Tenuta “Aminta”.

La Famiglia Cecchi ha sempre frequentato Montalcino fin dal 1975, prima come “négociant” (termine Francese attribuito a coloro che acquistano uve, mosti, vini sfusi da altri produttori anche per vinificarli, affinarli e commercializzarli con una propria etichetta), in seguito occupandosi della distribuzione dei Vini di importanti Tenute locali. Successivamente visto il grande potenziale di Montalcino e il profondo legame con un vitigno straordinario come il “Sangiovese”, la Famiglia Cecchi decise di cercare una Tenuta da acquistare e dopo accurate ricerche fu individuata, nel 2018 a Castelnuovo dell'Abate, una proprietà di sei ettari in una delle aree più vocate del territorio di Montalcino, proprio vicino alla celebre “Abbazia di Sant'Antimo”.  

Alla nuova proprietà venne dato il nome “Aminta” un nome che unisce la storia personale della Famiglia al Territorio: deriva infatti dalla fusione tra “Anita” (Anita Sardelli, madre dei Fratelli Cecchi, Andrea e Cesare, figura centrale di ispirazione) e il Monte “Amiata”, che domina il magnifico paesaggio naturale.

Un grosso investimento di circa 8 milioni di euro ha dato vita a un nuovo e prestigioso capitolo enologico: dopo una fase di lavoro silenzioso e accurato tra il 2025 e il 2026 c’è stato il debutto ufficiale sul mercato con le prime bottiglie di “Aminta” focalizzate sul Sangiovese, il “Rosso di Montalcino D.O.C.” e il “Brunello di Montalcino D.O.C.G.”. Le bottiglie sono caratterizzate da etichette decorate con elementi creativi e cromatici che traggono ispirazione proprio dal senso artistico della signora Anita Sardelli.

Un’operazione decisamente importante quella dell’acquisizione della Tenuta “Aminta” realizzata con la forte volontà del gruppo di consolidare la propria presenza nei grandi Territori del Vino.

A più di un anno dal debutto ufficiale della Tenuta “Aminta” della Famiglia Cecchi a Montalcino, il progetto si arricchisce di visite, degustazioni ed esperienze immersive per raccontare al meglio il “Sangiovese”, un vitigno eccezionale, e un terroir d’eccellenza con le sue magnifiche tradizioni gastronomiche.

Infatti alla Tenuta “Aminta” sono stati recentemente inaugurati dei percorsi di accoglienza e degustazione che uniscono il vino alla cucina e al territorio, con proposte che spaziano da “pranzi con vista sull'Amiata” a “cooking class Toscane”. L’ospitalità rappresenta una componente importantissima nel percorso di “Aminta” non è una semplice visita ma un’occasione per comprendere da vicino il lavoro che lega Vigneto, Cantina e Territorio.

Il nuovo “Programma di Ospitalità” racconta “Aminta” da prospettive diverse con percorsi specifici a diverse denominazioni:

- “L’Essenza di Aminta”, è il percorso più direttamente legato all’identità della Tenuta, comprende una visita dedicata alle origini del progetto Aminta, alla geologia dei vigneti, alla filosofia produttiva e al confronto tra le due espressioni aziendali del Sangiovese, “Aminta Rosso di Montalcino D.O.C.” e “Aminta Brunello di Montalcino D.O.C.G.”;

- “Due Paesaggi” approfondisce il dialogo tra Montalcino e la Maremma, unendo Aminta e Val delle Rose, la Tenuta di Famiglia Cecchi vicino Grosseto, lungo la costa Toscana, in un racconto che attraversa due anime della Regione, da un lato la verticalità di Castelnuovo dell’Abate e della Val d’Orcia, dall’altro l’influenza climatica della costa maremmana;

- “Le Tre Tenute - Identità di Famiglia”, un percorso dove lo sguardo si amplia ulteriormente al percorso di Famiglia Cecchi tra Montalcino, Chianti Classico e Maremma. L’esperienza propone una lettura trasversale di tre Territori simbolo, uniti da una stessa visione produttiva e interpretati attraverso vini capaci di restituire struttura, eleganza, carattere mediterraneo e profondità territoriale;

- “La Cucina di Anita”, una cooking class esclusiva dedicata alla Cucina Toscana più autentica. Guidati da uno bravo Chef del territorio, gli ospiti partecipano alla preparazione di piatti identitari del luogo con ingredienti freschi e stagionali, in un’esperienza intima fatta di gesti, racconti e suggestivi saperi tramandati. Il percorso si conclude con un pranzo dedicato in abbinamento ai vini della Tenuta, ospitato in un’accogliente sala privata con vista sul Monte Amiata. Questa proposta amplia il racconto di Aminta oltre il calice, portando l’ospitalità nella dimensione più naturale della convivialità Toscana.

Andrea Cecchi, Presidente e CEO di Famiglia Cecchi con le seguenti parole ha perfettamente descritto lo spirito che anima il nuovo progetto di accoglienza: “L’ospitalità ad Aminta nasce dal desiderio di condividere un luogo che per noi ha un valore profondo, familiare e territoriale. Dopo il debutto dei vini, volevamo offrire agli ospiti la possibilità di entrare in contatto con l’identità della Tenuta, di conoscere più da vicino il lavoro in vigna e in cantina e di vivere Montalcino attraverso il nostro legame con il Sangiovese. Aminta è un progetto giovane, ma nasce da una lunga storia che si identifica con il nostro rapporto con i grandi territori del vino Italiano.”

Oggi i valori della Famiglia Cecchi si distinguono con decisione per il profondo rispetto dell’ambiente (vedi aziende sostenibili e biologiche), per le persone che lavorano nella filiera, per la tradizione, per le varietà autoctone coltivate come elemento di continuità con l’identità territoriale, per la crescita e per l’innovazione.

Con alle spalle 133 anni di storia la Famiglia Cecchi è sicuramente una delle più prestigiose realtà vitivinicole Nazionali e Internazionali.

https://www.cecchi.net/it/

https://www.youtube.com/watch?v=CjcfiaaWss0


"Aminta" a Montalcino: Una Vista dall'Alto (Foto Aminta)
 
Giorgio Dracopulos insieme ad Andrea Cecchi

Il Fascino della Barricaia (Foto Aminta)

Il Percorso "Le Tre Tenute" (Foto Aminta)

Il Percorso "La Cucina di Anita" (Foto Aminta)

 Il Pranzo del Percorso "La Cucina di Anita" (Foto Aminta)

Andrea Cecchi in Cantina (Foto Aminta)

"Aminta": Semplicemente Magnifica (Foto Aminta) 


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