domenica 16 settembre 2012

IL BRUNELLO DI MONTALCINO CASE BASSE SOLDERA 2006 E LO CHEF LUCIANO ZAZZERI AL RISTORANTE IL SILENE DI ROBERTO ROSSI.


Venerdì 7 Settembre 2012 al Ristorante “Il Silene”, ubicato in Località Pescina, a Seggiano, in Provincia di Grosseto, in una delle più belle, naturali e conservate zone della campagna Toscana, alle pendici del Monte Amiata, si è svolta una cena per la presentazione del Brunello di Montalcino Soldera D.O.C.G. Riserva 2006 prodotto da quello straordinario viticoltore che è Gianfranco Soldera nella sua meravigliosa Azienda Agricola “Case Basse”.

Per parlare dell’intelligente, vulcanico e sapiente Gianfranco Soldera, nonché del suo Vino Biologico, non basterebbe un’enciclopedia. I 23 ettari della sua Tenuta, un piccolo “Paradiso Terrestre”, ubicata nella zona sud ovest di Montalcino (SI), sono, da circa quaranta anni, un’incontaminata Tenuta, dove la natura viene assecondata, curata e amata, perché possa esprimere il massimo delle sue potenzialità. L’eccellente Brunello di Montalcino, ivi prodotto, non è solo il frutto di una cura quasi maniacale delle vigne, di cinque anni passati in grandi botti di rovere di Slavonia nella straordinaria nuova Cantina a 14 metri sotto terra, dei circa dodici mesi di affinamento in bottiglia, ma soprattutto è figlio di Gianfranco Soldera e del suo legame, più unico che raro, di “agricoltore illuminato”, che ha con la sua terra.

Poco più in alto dell’antico Paese di Seggiano, c’è il Villaggio Turistico di Pescina, qui nel 1830 è stata aperta una Stazione di Sosta (Posta), espressione tipica dell’accoglienza del tempo, che dai primi del Novecento si chiama ”Il Silene”. Il Locale prende il nome da colei che per prima gli ha dato un’impronta di qualità, Silene, e attraverso gli anni si è trasformato in Locanda, Osteria e quindi Ristorante, con primati quali, la buona cucina, il primo posto telefonico pubblico e per aver avuto il primo televisore, in bianco e nero, di tutta la zona.

Dal 2000 “Il Silene” è di Roberto Rossi, dinamico, simpatico e bravo Chef/Oste.

Roberto ha una filosofia ben chiara: un totale rispetto per la qualità delle materie prime, per le tecniche di lavorazione e di cottura, priorità alle magnificenze del territorio, senza dimenticare tutte quelle altre che fanno della nostra Nazione il primo Paese in assoluto nel Mondo per il “Buon Gusto”. Non solo buona cucina tipica, quindi, ma anche Cucina Italiana di grande livello con in aggiunta alcune altre prelibatezze dal Mondo.

Tra i progetti meritevoli realizzati da Roberto Rossi c’è il suo premiatissimo Olio Extravergine di Oliva Mono Cultivar (Olivastra di Seggiano) Denocciolato “Il Silene”, unico e raro, fatto con un procedimento “innovativo”, che permette una completa estrazione dalle parti nobili della polpa, riuscendo cosi ad ottenere aromi e sapori straordinari . Questa tecnica moderna trova origine in una antica tradizione Romana, che privava del nocciolo le olive destinate a produrre l’Olio dei Re.

La Serata in questione aveva come “anfitrione” lo Chef Luciano Zazzeri titolare, con i figli Andrea e Daniele, del Ristorante “La Pineta” di Marina di Bibbona (LI), la famosa “Baracca dello Zazzeri” in riva al mare, uno dei punti di riferimento più importanti dell'alta Ristorazione Toscana e Italiana. Luciano è un pescatore eccezionale, un bravo cacciatore, un amante della natura, un cuoco straordinario, un personaggio inimitabile. “Lo Zazzeri” è un affascinante personaggio, abile e piacevole narratore, esprime grandissima umanità, uno dei migliori Chef Italiani, super premiato e, da anni, il suo Locale, è insignito anche di “Una Stella” della prestigiosa Guida Michelin.

La cena organizzata con il supporto logistico di due importanti importatori Italiani di prodotti ittici di qualità dal Senegal, Adriano Bonomo e Francesco Congiu, ha visto lo Chef Luciano Zazzeri esprimersi in un Menu tutto a base di "pesce freschissimo".

In tavola il fragrante Pane ai vari sapori del Silene, con l’immancabile Olio Extravergine di Oliva “Il Silene”:

- Triglia alla Livornese;

- Polpo stufato nel tegame con la sua acqua, con Olio “Il silene” e gocce di cedro;

- Straccetti di pasta all’uovo appena fatta al ragù di cappone di mare;

- Chitarrine (appena fatte) al nero di seppia, condite con seppioline fresche leggermente rosolate e salvia fritta;

- Minestra di pesce “fatta con tutte le attenzioni” passando le teste di cappone, cernia e seppie, con dadolata di pane casereccio abbrustolito;

- Cernia al forno con rosmarino e purea di patate;

- Millefoglie sbriciolato con crema pasticcera e caramello;

- Piccola pasticceria della Casa, preparata per l’occasione dallo Chef Roberto Rossi.

Tutto ben presentato e buonissimo.

Il Vino servito, in abbondanza, per tutta la sera è stato il Brunello di Montalcino Case Basse Soldera D.O.C.G. Riserva 2006, 13% Vol., 100% Sangiovese. Una grande e abbondante annata il 2006 con cui Soldera ha prodotto circa 25.000 bottiglie, mai così tante. Un Vino dal colore rosso rubino, con una tonalità chiara, intensi sentori minerali, tannini delicati e dolci, rotondo, avvolgente, con una grande bevibilità, molto lungo in bocca e con un ottimo retrogusto, inconfondibilmente un prodotto di Gianfranco Soldera.

Un Vino magnifico, un prodotto unico, pronto per una lunga vita, se ben conservato, di decenni, dove potrà dare, al fortunato degustatore, in ogni momento, grandi soddisfazioni sensoriali e gustative.

La Bottiglia del Brunello di Montalcino Case Basse Soldera si distingue anche per l’elegante Etichetta scura, creata appositamente dal Pittore contemporaneo Piero Leddi, che rappresenta un delfino, mammifero marino sacro all’antico dio Greco del Vino, Dioniso.

Durante e alla fine della cena, Gianfranco Soldera ha piacevolmente e simpaticamente intrattenuto i presenti con la descrizione delle sue più recenti tecniche di coltivazione e di vinificazione oltre a esternare la sua particolare filosofia di vita in perfetta sintonia con la natura.

Dopo gli applausi agli Chef Luciano Zazzeri e Roberto Rossi, che erano stati aiutati in Cucina da Carla e Antonella, la cena, essendo già tarda notte, sembrava finita, ma Gianfranco Soldera, vitale come sempre, che ha festeggiato quest’anno i 61 anni di lavoro, ha voluto finire in bellezza con una “spaghetta alla bottarga di muggine” e qualche altro brindisi con il suo fantastico Brunello di Montalcino Case Basse Soldera Riserva 2006.

www.soldera.it

www.ilsilene.it

Ristorante La Pineta

Via dei Cavalleggeri Nord, 27

Marina di Bibbona (Livorno)

Tel. 0586 600016


Ristorante Il Silene, Roberto Rossi

Triglia alla Livornese


Polpo Stufato e Gocce di Cedro


Straccetti al Ragù di Cappone di Mare


Chitarrine al Nero di Seppia


Minestra di Pesce


Cernia al Forno


Millefoglie Sbriciolato


Gianfranco Soldera


Luciano Zazzeri e Roberto Rossi


Luciano Zazzeri e Gianfranco Soldera



domenica 9 settembre 2012

PREMIO INTERNAZIONALE PIAZZA DE’CHAVOLI 2012: I PRESTIGIOSI OSCAR DELL’ENOGASTRONOMIA ITALIANA.


    Giovedì 6 Settembre 2012, a Pisa, nel magnifico “Salone delle Udienze” del prestigioso “Palazzo del Consiglio dei XII” dei Cavalieri di S. Stefano, si è svolta la Dodicesima Edizione del Premio Internazionale Enogastronomico “Piazza de’Chavoli”.

I “Cavalieri di S. Stefano”, Sacro e Militare Ordine Cavalleresco è stato creato nel 1561 da Cosimo I De’ Medici (1519-1574) primo Gran Duca di Toscana, il loro organo decisionale era “Il Consiglio dei XII” e aveva sede nell’omonimo storico Palazzo ubicato in una dei luoghi più belli di Pisa, già antico centro politico della Città, Piazza dei Cavalieri.

Nel Salone delle Udienze, del “Palazzo del Consiglio dei XII”, le pareti sono affrescate con bellissimi dipinti di Pietro Paolo Lippi e Antonio Giusti realizzati tra il 1681 e il 1683; al centro del soffitto domina un meraviglioso “Trionfo di Santo Stefano”, opera, del 1692, di Giovanni Camillo Gabrielli. Dalle grandi finestre del Salone si gode di una straordinaria vista di Piazza dei Cavalieri (anticamente denominata “Piazza delle Sette Vie”) con il Palazzo della Carovana (un tempo quartier generale dell’Ordine Cavalleresco oggi sede della Scuola Normale Superiore), la Chiesa dei Cavalieri, il Palazzo dell’Orologio con la Torre della Muda (detta anche della Fame essendo stata la prigione del Conte Ugolino della Gherardesca) e il Collegio Puteano (un Collegio Universitario “ante litteram”).

In questo straordinario contesto si è svolta l’Edizione 2012 del Premio “Piazza de’Chavoli” (la cui dettagliata storia potete trovare nell’archivio di questo Blog). Il Premio nasce dall’impegno dell’Associazione Cuochi Pisani, con il suo Presidente, Pierluigi Pampana, insieme al Coordinatore del Premio stesso, Gr. Uff. Umberto Moschini, e della Servair Air Chef di Milano, Azienda leader nei Servizi di Catering e Ristoro Aeroportuale, con una copertura di ben 23 tra i più importanti Aeroporti Italiani, proprietaria, anche, delle famose Pasticcerie Salza.

La Manifestazione ha avuto il patrocinio della Federazione Italiana Cuochi, dell’Unione Regionale Cuochi Toscani, dell’Associazione Cuochi Pisani, della Regione Toscana, del Comune, della Provincia, della Camera di Commercio e dell’ A.S.C.O.M., di Pisa, della Società S.A.T. dell’Aeroporto Pisano "Galileo Galilei": tutti impegnati nella valorizzazione, nella tutela e nella promozione dell’Enogastronomia di qualità. Merito della perfetta organizzazione va alla Società Archimedia Communication di Pisa, che, come per le precedenti Edizioni, ha ben gestito l’Evento.

Dopo un’interessante introduzione del Presidente Pierluigi Pampana e del Coordinatore Umberto Moschini, il Dr. Marco Barabotti, conosciutissimo giornalista, ha declamato le motivazioni dei premi e in ordine i nomi dei vincitori che, di volta in volta, per le sei categorie, hanno ritirato i diplomi (con le preziose e artistiche incisioni, ad acquaforte e acquatinta, della storica “Piazza de’Chavoli” di Pisa, eseguite, in tiratura limitatissima, dal Maestro Enrico Fornaini), poi agli altri premiati, i vari attestati, targhe, medaglioni. Tutti i premi sono stati consegnati da autorevoli rappresentanti delle Istituzioni, civili, militari e associative.
Categoria Cuoco: Alessandro Circiello, Presidente della Federazione Italiana Cuochi della Regione Lazio, Chef esperto anche di comunicazione (avendo curato per anni Rubriche Gastronomiche sulle Reti Rai e Channel Sky), membro della Commissione Nutrizione del Ministero della Salute, docente all’Università Luiss Business School per i Master in Restaurant Menagement.

Categoria Ristoratore : Gaetano e Giovanni Trovato, rispettivamente Chef e Sommelier Professionista A.I.S, titolari del super famoso Ristorante - Relais & Chateaux “Arnolfo “ (Due Stelle Michelin) a Colle di Val d’Elsa in Provincia di Siena. Da 30 anni, nel loro bellissimo Locale, esprimono il sublime sapore dell’eccellenza. Ha ritirato il Premio Giovanni Trovato.

Categoria Viticultore : Massimo Piccin, classe 1968, Ingegnere, straordinario appassionato di Vini di qualità, dal 1999 titolare, a Bolgheri (LI), del Podere Sapaio, 25 ettari dove produce, dal 2004, due Vini Rossi di grande livello.

Categoria Storico Enogastronomico : Paolo Petroni, scrittore e giornalista pubblicista Fiorentino, famoso per i sui libri di cultura gastronomica, Presidente del Centro Studi “Franco Marenghi” prezioso osservatorio dell’Accademia Italiana della Cucina.

Categoria Giornalista : Fiammetta Fadda, Rotariana laureata in Lettere Antiche, esperta di alta gastronomia, direttrice di testate specializzate, consulente in molte trasmissioni televisive di settore per La 7, penna di spicco del settimanale Panorama dove cura la rubrica gastronomica, è stata insignita del prestigioso titolo di “Dame Chevalier de l’Ordre de Coteaux de Champagne” una delle Istituzioni più famose di valorizzazione dello Champagne. La Dott. Fiammetta Fadda, impegnata in registrazioni televisive a Roma, ha incaricato l’Ing. Franco Milli, Delegato di Pisa dell’Accademia Italiana della Cucina, di ritirare il premio a suo nome.

Categoria Personaggio : Nicola Masiello, impegnato ristoratore, dal 1983 titolare del Ristorante “Betulia” a Bettolle (SI), Sommelier F.I.S.A.R. e Presidente della Stessa Associazione, Maestro Assaggiatore O.N.A.V. (Organizzazione Nazionale Assaggiatori Vini), membro della Federazione Italiana Cuochi, docente di corsi per la formazione professionale, membro nei direttivi di diverse associazioni di settore.

Con il Diploma di “Ambasciatori della Cucina Pisana e Toscana” sono stati premiati la Dott. Annamaria Tossani, conduttrice televisiva di rubriche Enogastronomiche, la Chef Patrizia Vaglini e il Dott. Renzo Bartoli.

Premio “Gaetano Capecchi” allo Chef Antonio Perin.

Premio Speciale “Piazza de’Chavoli” all’Azienda Agricola “Poggio Sette Venti” di Terricciola (PI), ritirato da uno dei titolari, Leonardo Rossi, e consegnato in segno augurale da Massimo Piccin. All’Azienda è stata anche data la “Medaglia dell’A.V.I.S. di Pisa" (Associazione Volontari Italiani Sangue) con la motivazione “Connubio Vino-Sangue”.

I vari Premi sono stati consegnati ai vincitori dal Sindaco di Pisa On. Marco Filippeschi, dal Presidente della Provincia di Pisa Andrea Pieroni, dal Questore di Pisa Dott. Gianfranco Bernabei, dal Vicesindaco di Pisa Paolo Ghezzi, dal Presidente della Federazione Italiana Cuochi Paolo Caldana, dal Presidente dell’Associazione Cuochi Pisani e Presidente del Premio stesso Pierluigi Pampana, da Umberto Ascani Presidente dell’Istituzione Cavalieri di Santo Stefano, dal Dott. Giuseppe Figlini Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Pisa e da Nicola Citarella Direttore Generale della Società Servair AirChef.

Dopo i saluti delle Autorità, il Coordinatore del Premio Gr. Uff. Umberto Moschini, ha dato a tutti l’appuntamento all’anno prossimo per la Tredicesima Edizione, e la Premiazione si è conclusa tra gli applausi del folto e attento pubblico convenuto.

Successivamente i numerosi ospiti hanno potuto fare un brindisi e degustare dei buonissimi stuzzichini presso il nuovo e accogliente Cafè Pasticceria “I Miracoli” , aperto il primo maggio 2012, situato al piano terra dell’omonimo “Relais” in Via Santa Maria Angolo Piazza del Duomo a Pisa.

Alle ore 21.00, la Cena di Gala in onore dei premiati. Nel prestigioso e splendido Chiostro all’interno del Museo dell’Opera Primaziale del Duomo di Pisa, da cui si gode una vista unica di Piazza dei Miracoli e della meravigliosa Torre Pendente, dal 1987, la magnifica Piazza è stata riconosciuta come “Patrimonio Mondiale dell’Umanità”, si è svolta la Cena, preparata dal “Montecarlo Catering” , per centoventi invitati. Un Buffet al Piano Terra ha accolto gli ospiti, per poi proseguire, nello splendore del panoramico Colonnato Superiore, con la Cena al Tavolo.

I Vini serviti : “Poggio Sette Venti” Bianco Toscana I.G.T. (40% Malvasia, 40% Trebbiano, 20% Vermentino) dell’Azienda Poggio Sette Venti di Terricciola (PI) e “Sapaio 2007” Bolgheri Rosso D.O.C. Superiore (50% Cabernet Sauvignon, “20% Merlot, 15% Cabernet Franc, 15% Petit Verdot) del Podere Sapaio di Castagneto Carducci (LI).

Durante la cena il Coordinatore Umberto Moschini ha premiato lo Staff dei Sommelier F.I.S.A.R. della Delegazione di Pisa-Litorale composta da : Piero Ristori, Gerardo Lena, Umberto Chiericoni, Cinzia Agostini, Roberto Menichetti.

La serata è proseguita sino a tarda notte degustando alcune ghiottonerie come:

-“Arancino”, l’Infuso di Arance dell’Antica Grapperia Morelli (nata nel 1911), liquore dolce vincitore della Medaglia d’Oro 2012 al Concorso Mondiale “Spirits Award” di Bruxelles, in Belgio;

- Cioccolatini Kristal del super premiato Maestro Cioccolataio Stefano Fantozzi;

- Il grande Dolce “Piazza de’Chavoli” della Pasticceria Salza di Pisa.

In un atmosfera conviviale e suggestiva è terminata così la Dodicesima Edizione del Premio Enogastronomico Internazionale “Piazza de’ Chavoli 2012”, un Evento che dà a Pisa e all’Enogastronomia Italiana un indiscutibile lustro.

www.premiopiazzadechavoli.it

www.airchef.it

www.alessandrocirciello.com

www.arnolfo.com

www.sapaio.it

www.archimediapisa.it

www.relaisimiracoli.it

www.liquorimorelli.it

Pierluigi Pampana, Umberto Moschini, Marco Barabotti


Filippeschi premia Alessandro Circiello

Pieroni premia Giovanni Trovato

Bernabei premia Massimo Piccin


Citarella premia Paolo Petroni

Per Fiametta Fadda, Franco Milli premiato da Caldana


Nicola Masiello premiato da Figlini

Annamaria Tossani premiata da Filippeschi


Patrizia Vaglini premiata da Pampana


Renzo Bartoli premiato da Ascani

Antonio Perin premiato da Caldana

Leonardo Rossi premiato da Piccin

Pierluigi Pampana, Maurizio Gaudino, Umberto Moschini



sabato 1 settembre 2012

ARNOLFO RISTORANTE - RELAIS & CHATEAUX A COLLE DI VAL D’ELSA (SI) DA 30 ANNI IL SUBLIME SAPORE DELL’ECCELLENZA.



     Arnolfo di Cambio è stato un importante scultore, architetto e urbanista, conosciuto anche come Arnolfo di Lapo data la sua nascita nella Famiglia del notaio Messer Lapo. Arnolfo nacque, in una antica casa torre a mattoni rossi di Colle di Val d’Elsa, in Provincia di Siena, tra il 1240 e il 1245, non si sono trovati documenti certi dell’evento, lo stesso per la data della scomparsa che viene data tra il 1302 e il 1310. Tra le sue molte opere, realizzate soprattutto a Firenze e Roma, si possono annoverare sculture funerarie e monumentali di grande valore insieme a progetti di valenza mondiale come, tra gli altri, quelli di Palazzo Vecchio e della Basilica di Santa Croce a Firenze e quello del Duomo di Orvieto.

Ad un personaggio cosi autorevole, l’antica e storica Cittadina di Colle di Val d’Elsa, ha dedicato la Piazza principale, nella parte bassa del centro abitato, e molto altro.

Per gli amanti del “bien vivre” a Colle di Val d’Elsa c’è un altro “Arnolfo” super famoso: lo straordinario Ristorante - Relais & Chateaux della Famiglia Trovato.

I Trovato hanno origini contadine e Siciliane. Concetta Giannì sposata Trovato, rimasta vedova a 38 anni, nel 1965, decise di trasferirsi, con i 6 figli (Gaetano, Giovanni, Antonina, Enza, Maria, Alessandra) a Colle di Val d’Elsa dove già si era stabilita una sua cugina. Appresi gli insegnamenti della Cucina Toscana, con la forte spinta anche della volontà delle figlie, aprì, nel 1978, una Trattoria dove esprimevano, con i loro piatti, tutto l’amore per le cose naturali e sane. La cucina tradizionale ebbe subito successo, grazie alla bontà delle loro preparazioni frutto delle esperienze Toscane con inserimenti della loro terra di origine. Il Locale venne battezzato “Arnolfo” e si trovava in Piazzetta Santa Caterina, uno degli angoli storico panoramici più belli della Cittadina.

Gaetano Trovato, classe 1960, e suo fratello Giovanni, classe 1951, sono nati a Scicli, un antichissimo Comune Siciliano passato attraverso una lunga Storia fatta dai Greci, dai Cartaginesi, dai Romani, dai Bizantini, dagli Arabi, dai Normanni, dagli Aragonesi per poi giungere fino ai nostri tempi. Un Comune, distante 24 Km. da Ragusa, cosi “ricco” e bello che lo scrittore Elio Vittorini (1908 -1966) lo definì (in un suo romanzo purtroppo incompiuto) “la più bella Città del mondo”.

A Colle di Val d’Elsa Gaetano cresce contornato da un’atmosfera culinaria positiva, familiare e nello stesso tempo di una qualità eccellente, iniziando cosi ad apprezzare gli aromi e i sapori partendo dal suo primo amore: il pane.

Finite le superiori a Colle di Val d’Elsa, Gaetano fa 2 anni di specializzazione nelle Cucine del prestigioso Hotel “5 Stelle” Kulm, nella rinomata località di villeggiatura montana di Saint - Moritz, nel Canton Grigioni in Svizzera. (Nel Gennaio 2010, proprio la Direzione del Kulm lo ha richiamato in occasione del XVII “St. Moritz Gurment Festival” per affidargli, tra gli altri eventi, la prestigiosissima serata del “Gala Dinner”). Dopo la parentesi Svizzera, Gaetano rientra in Italia, va ad apprendere i segreti di un grande Chef di origine Umbra, Angelo Paracucchi (1929 - 2004), il maestro innovatore della Cucina creativa Italiana, titolare della “Locanda dell’Angelo” ad Ameglia in Provincia di La Spezia.

Successivamente passa in Francia, al famoso Ristorante/Locanda “Moulin de Mougins”, ubicato in un antico e fascinoso mulino (moulin) del sedicesimo secolo, nel Comune di Mougins, sulle alture di Cannes, nella Regione della Provenza - Alpi - Costa Azzurra, allora proprietà del suo fondatore il super stellato Chef Roger Vergé.

Un’altra fondamentale esperienza francese di Gaetano è quella presso Gaston Lenotre (1920 - 2009) a Parigi, fantastico Chef patissier e imprenditore, fondatore, nel 1971, della “Ecole Lenotre” prestigiosa scuola da cui sono usciti alcuni tra i più grandi Cuochi e Pasticceri del mondo (Lenotre ha poi aperto sedi del suo Istituto in 13 altre Nazioni). Gaston Lenotre possedeva anche dei Ristoranti, tra gli altri, sempre a Parigi, dal 1976 il “Pré Catelan” e dal 1985 il “ Pavillon Elysée Lenotre”. Gaetano Trovato ha frequentato prima la “Ecole” e poi è stato nella Cucina del raffinato “Pré Catelan” nel cuore di Bois De Boulogne.

Nel Maggio del 1982 Gaetano torna nel Locale di Famiglia a Colle di Val d’Elsa, per un paio di anni viene aiutato dalla mamma, poi prende totalmente in mano la conduzione di “Arnolfo”.

Passano alcuni anni e Gaetano perfeziona la sua esperienza facendo brevi Stage da alcuni dei migliori Chef del Mondo, assaggiando le preparazioni di veri e propri artisti come Paul Bocuse, Bernard Loiseau e Alain Chapel.

La struttura dell’Arnolfo non è più idonea allo svilupparsi di una Cucina emergente e di successo come quella del bravo Chef Gaetano Trovato. Dopo molte ricerche e tentativi si presenta un’occasione fortunata, proprio a pochissimi passi di distanza. Viene acquisito uno dei magnifici Palazzi edificati dalla nobile e illustre Famiglia dei Ranieri, marchesi e vescovi discendenti da Ranieri I Bourbon del Monte di Santa Maria, signore di Toscana dal 1014 al 1027. Lo Stabile su 4 livelli (piano interrato, piano terra, piano primo e secondo) è ubicato in una delle principali strade del centro storico e presenta un’architettura quasi totalmente originale, con l’antico portale, e la finestra inginocchiatoio. Il secondo piano, invece, è andato distrutto sotto un bombardamento alleato durante la Seconda Guerra Mondiale e la ricostruzione è avvenuta nel dopo guerra. Dopo impegnativi lavori di ristrutturazione e di adeguamento, nel 1995, il Ristorante “Arnolfo” ha finalmente la sua nuova e splendida sede, con in più quattro belle e accoglienti camere matrimoniali.

Giovanni Trovato, dopo le scuole e l’Università, dove si laurea in Ingegneria, va per alcuni anni a Rotterdam, seconda città dei Paesi Bassi e porto più grande d'Europa, in un affermato Studio Tecnico che lavora per i cantieri navali. Poi nel 1990 decide di rientrare nell’attività di Famiglia e seguendo la sua grande passione per i Vini inizia il lungo e impegnativo percorso di 5 anni diventando Sommelier Professionista A.I.S..

Il Ristorante - Relais & Chateaux "Arnolfo" ha un fascino avvolgente ed elegante, l’ingresso accogliente con un piccolo disimpegno, a destra locali di servizio, a sinistra la scala che scende alla saletta del piano sottostante da cui si accede alla panoramica terrazza con la pergola, dove nella bella stagione si può cenare fuori. Dal sopracitato disimpegno più avanti troviamo a destra una piccola saletta con 4 tavoli, a sinistra le scale che portano ai piani superiori, davanti, attraverso un arco, si accede alla sala più grande con 6 tavoli, illuminata, di giorno, dalle due grandi e panoramiche porte finestre con micro balconcino, la sera, dai preziosi lampadari di cristallo.

Prevale il colore bianco, spezzato dai rossi tappeti, dai grandi specchi e dai colorati quadri attaccati alle pareti. Le opere sono del pittore e professore espressionista astratto americano, di New York, Michael Goldberg (1924 - 2007), che ha lavorato molto a Colle di Val d’Elsa.

Apparecchiatura bella e signorile, fiori e accessori di gran gusto, soprattutto in cristallo, che rifiniscono perfettamente ogni possibile spazio. Il merito di tutto ciò è la cura amorevole per i dettagli e il tocco delicato e femminile di Alessandra, la più piccola della quattro sorelle. Le fini e preziose cristallerie personalizzate provengono tutte da Colle di Val d’Elsa famosa per la sua pregiata produzione.

La Carta dei Vini è imponente, una selezione di 500 etichette che permette di scegliere il meglio della produzione Mondiale, nei diversi formati e con annate da collezione, particolare attenzione è stata data al territorio, all’Italia e alla Francia.

Ma veniamo alla degustazione.

In tavola: una raffinata vaschetta in ceramica con grissini al sesamo e al rosmarino insieme a schiacciatine croccanti assortite e il ricco vassoio di fragranti panini e pizzette ai vari sapori.

Aperitivo servito sulle due portate di Benvenuto: Montenisa Franciacorta Dizero, Pas Dosé Blanc de Blancs, 12,5% Vol., 100% Chardonnay, dell’Azienda Marchesi Antinori di Cazzago San Martino (BS).

Primo Benvenuto su vassoio in cristallo : (da Sx a Dx) Sedano rapa salmone selvaggio e liquirizia; Guance mantecate del San Pietro; Cetriolo gamberi rossi e caviale; Bocconcino di formaggi fresco, gel al Vin Santo e pera; Paté di fegato d’oca e fichi;

Secondo Benvenuto : Filetto di scorfano con verdure di stagione su salsa verde alle erbette aromatiche;

I Vini in accompagnamento sono stati stappati su consiglio di Giovanni Trovato che, con la sua preparazione e gentilezza, li ha anche perfettamente presentati: Sauvage 2010 Rheingau, 100% Riesling, 11,5% Vol., dell’Azienda Georg Breuer di Rudesheim in Germania; Ribolla Gialla 2010, Venezia Giulia I.G.T., 100% Ribolla Gialla, 12% Vol., dell’Azienda Primosic, Oslavia (GO); Riserva Mazon 2009, Sudtirol Alto Adige D.O.C., 100% Pinot Nero-Blauburgunder, 13,5% Vol., dell’Azienda J. Hofstatter di Termeno (BZ); Moscato Rosa 2010 Franz Haas, Alto Adige D.O.C., 100% Moscato Rosa, 12% Vol., dell’Azienda Haas Franziskus di Montagna (BZ).

Le Portate:

- Foie Gras e scampo con ciliege ripiene di crema di scampi su marmellata di ciliegie, accompagnati da un sorbetto di cipolla rossa;

- Melanzana perlina con mozzarella di Bufala, caponata, pomodori e cocomero su salsa di erbette aromatiche;

- Cacciucco rivisitato: chela di astice, gamberone e triglia con verdure di stagione;

- Lasagnette con crema di fagioli di Sorana, calamaretti e vongole veraci;

- Ravioli ripieni di mazzancolle, con mazzancolla, fiori fritti di zucchine, su salsa di zafferano di San Gimignano;

- Merluzzo con patate chips su gazpacho, limone candito, capperi e origano;

- Piccione: Coscio farcito con i suoi fegatini e petto su foie gras e patate maché , petto con cipolle e crema di caffè;

- Millefoglie lamponi, pistacchio e sambuco;

- Albicocche con croccante di mandorle, pesche e cardamomo;

- Piccola pasticceria della Casa.

Tutto straordinariamente ben presentato e dai sapori eccelsi. La “Cucina Cucinata” di Gaetano Trovato è il risultato di un impegno certosino, appassionato ed esperto, simile a quello di un “architetto”, per ottenere con estro e fantasia una simbiosi tra il cromatismo, la coreografia e il piacere del gusto, il tutto bilanciato ed equilibrato in maniera impeccabile, rispettando le stagioni, il territorio e la qualità.

Il Ristorante Arnolfo dal 1982 ha avuto un percorso ricco di meritati riconoscimenti, tra l’altro è membro della prestigiosa catena “Relais & Chateaux”, dell’Associazione “Jeunes Restaurateurs d’Europe” il cui motto è “Talento e Passione”, ha ricevuto la “Prima Stella” dall’autorevole Guida Michelin nel 1986 e la “Seconda Stella” nel 1999. Tra pochi giorni verrà premiato a Pisa anche con l’Oscar Enogastronomico Italiano, l’ambito Premio “Piazza de’Chavoli 2012”.

Quest’anno, Gaetano, Giovanni e Alessandra Trovato, festeggiano il trentennale della loro attività. Il loro è un merito indiscutibile perché, per questi primi 30 anni, al Ristorante - Relais & Chateaux “Arnolfo” di Colle di Val d’Elsa, abbiamo potuto godere del sublime sapore dell’eccellenza.

Arnolfo

Ristorante - Relais & Chateaux

Via XX Settembre n. 50

Colle di Val d’Elsa (Siena)

Tel. 0577 920549

www.arnolfo.com


Gaetano Trovato, Giorgio Dracopulos, Giovanni Trovato

Vista della Sala Grande

Primo Benvenuto

Foie Gras, Scampi e Ciliege

Melanzana Perlina con Mozzarella di Bufala

Cacciucco Rivisitato

Lasagnette Fagioli, Calamaretti e Vongole Veraci

Ravioli di Mazzancolle su salsa di Zafferano


Piccione Coscia e Petto con Foie Gras
    
Millefoglie di Lamponi, Pistacchio e Sambuco


domenica 26 agosto 2012

L’ANTICO MERCATO DI SAN MIGUEL A MADRID IN SPAGNA : UN LUOGO CULT DELLA GASTRONOMIA MONDIALE.


Il Cattolicesimo è sempre stata la religione prevalente in Spagna, poi, a partire dal XV Secolo, si è imposta in maniera egemonica. Successivamente grazie al Concordato del 16 Marzo 1851, tra Papa Pio IX (ultimo sovrano dello Stato Pontificio tra il 1846 e il 1878) e Isabella II di Borbone (unica regina regnante di Spagna, sul trono dal 1833 al 1868), alla Chiesa Cattolica veniva garantita un’esclusiva situazione di privilegio. Tutto ciò ha portato, nei secoli, un fiorire di bellissimi edifici, in tutto il Paese, riconducibili alla “Chiesa Cattolica”. Chiese, Cappelle, Parrocchie, Conventi, Scuole, Università e Collegi furono costruiti in tutta la Spagna e, tutt’oggi, moltissimi di questi immobili sono un grande richiamo culturale per la loro storia e bellezza architettonica. Oggi la Chiesa Cattolica in Spagna è suddivisa in 14 Arcidiocesi Metropolitane con 71 Diocesi e 22.890 Parrocchie con più di 40 milioni di fedeli.

Tra il 1808 e il 1813 divenne Re di Spagna Giuseppe Bonaparte, instauratosi grazie alle vittorie Napoleoniche. Tra i suoi numerosi interventi, per migliorare alcuni servizi della Capitale Spagnola, in particolare per dare più spazio ad un vecchio mercato medievale all’aperto, fece demolire la vecchia Chiesa parrocchiale “San Miguel de los Octoes”. Alla Chiesa, precedentemente danneggiata da alcuni incendi, in particolare quello del 1790, che avevano interessato la vicina e maestosa “Plaza Mayor”, vi si accedeva uscendo da alcune delle nove porte della Piazza stessa, quelle che, anche oggi, portano in “Calle Cava de San Miguel”. Nacque cosi una Piazzetta che prese appunto il nome della vecchia Chiesa, “Plaza San Miguel”.

I fedeli della zona erano particolarmente devoti a San Miguel (San Michele Arcangelo), infatti, nel 1745, avevano anche edificato, a pochissima distanza, una Basilica Pontificia, adiacente al Palazzo Vescovile, dedicata al Santo e che tutt’oggi si può ammirare.

Il mercato all’aperto della Piazzetta di San Miguel, allargandosi, poté cosi contenere molte più bancarelle, diventando, negli anni successivi, un punto di riferimento per una spesa di qualità, con una particolare attenzione per il pescato.

Intorno alla metà de 1800 si fece largo, supportata da medici e scienziati igienisti, l’idea di una maggiore, generale e attenta cura della pulizia della Capitale Spagnola, in particolare quella dei mercati alimentari.

Sull’onda di questa ispirazione tra il 1875 e il 1882 vennero edificati in varie zone di Madrid quattro mercati al coperto (Mostenses, Orzo, Chamberì, Pace), con strutture in ferro, seguendo uno stile francese già adottato a Parigi.

Dopo un’idea originaria dell’Architetto Joaquin Henri, pubblicata, nel 1835, su un giornale madrileno, per la copertura del Mercato di San Miguel, bisognò arrivare al 1911 per la realizzazione del progetto definitivo. Venne incaricato l’Architetto Alfonso Dubé y Diez che, successivamente, realizzò l’opera, al costo di trecentomila pesetas, tra il 1913 e il 1915, con alte colonne in ghisa (lega ferro-carbonio) e strutture in ferro, sempre con lo stile delle “Halles de Paris”. I lavori, per non interrompere l’operatività del mercato, furono eseguiti in due tempi, la prima parte entro il 1914, l’altra entro a fine del 1915. L’inaugurazione è avvenuta il 13 Maggio 1916.

Il Mercato di San Miguel del 1916, circa 1200 mq. a pianta rettangolare al piano terra e altrettanti nel sottosuolo per lo stoccaggio, aveva solo la fascinosa copertura, con il sistema di raccolta della pioggia, le finiture lavorate a cresta intorno al tetto e il pavimento in granito intarsiato.

Unico sopravvissuto tra i mercati coperti di Madrid, San Miguel, ha dovuto nel 1999 ristrutturarsi per far fronte alla concorrenza dei moderni supermercati. Con un costo di 150 milioni di pesetas ha qualificato le sue strutture, adeguando il Mercato alle moderne esigenze, tra l’altro è stato rivestito l’interno del tetto con fasciame di legno, sono arrivate le grandi e luminose vetrate, e sono state aggiunte le porte automatiche.

Ma cosa più importante, nel 2003 è nata la “Società Gourmet San Miguel”, formata da un gruppo di commercianti, entusiasti del proprio lavoro, e altri appassionati, per la gestione dell’aggiornata struttura. Grazie a loro, il Mercato è stato ulteriormente specializzato e qualificato, con altri lavori riguardanti le tipologie e gli aspetti delle postazioni vendita, successivamente, nello stato attuale, ha riaperto in pompa magna il 13 Maggio 2009.

È nato cosi non solo un Mercato di prodotti stagionali freschissimi e super selezionati ma un centro Cultural/Gastronomico a livello mondiale.

Al Mercato di San Miguel ci sono 33 banchi alimentari di tutti i generi, ma non ripetuti e quindi non in concorrenza, gestiti da grandi professionisti, in aggiunta i bar, l’enoteca, la libreria enogastronomica, il fioraio e un negozio di design.

Al Mercato di San Miguel, che ha un lungo orario di apertura (è aperto tutti i giorni dalle 10.00 del mattino fino a tarda notte), potrete soddisfare tutte le vostre esigenze, acquistando e degustando ottimi prodotti nazionali ed esteri.

I banchi ben allineati su più file offrono ostriche freschissime, pesci, crostacei e molluschi dal profumo di mare, ricercati formaggi dai mille gusti, saporiti salumi e i super famosi prosciutti (jamòn iberico bellota), la delicata pasticceria, la raffinata biscotteria e cioccolateria , la gelateria e le granite alla frutta, il fragrante pane, i mille colori della frutta fresca, i vini e gli champagne di grandi marche, le birre artigianali, i croccanti e buoni fritti nel cono di carta, le immancabili e buonissime “tapas” di cento tipi diversi e moltissime altre prelibatezze: questi sono i punti forti del Mercato.

Il Mercato di San Miguel, non è solo uno dei migliori posti al mondo per la spesa quotidiana, ma un centro vivace e accogliente dove si possono vivere eventi che spaziano dai corsi di alimentazione e gastronomia, agli spazi musicali e culturali, dalle presentazioni di manifestazioni e libri, alle fiere. Le degustazioni iniziano con le colazioni, seguono con i pranzi veloci, poi con le merende, arrivando agli aperitivi e alla cene, ma proseguono poi anche nell’intrattenimento dei dopo cena, abbracciando tutte le ore del giorno.

Ogni anno 4 milioni di persone visitano questo Mercato, da tutta la Spagna e da ogni angolo della Terra, qui si concentra l’interesse dei curiosi ma soprattutto quello degli appassionati della qualità e dei buongustai.

L’antico Mercato di San Miguel, nel centro storico di Madrid in Spagna, è diventato in pochissimi anni uno straordinario “Centro di Cultura Culinaria” un luogo “Cult” della gastronomia mondiale.




Giorgio Dracopulos al Mercato di San Miguel


Uno degli Ingressi

Il Banco dei Salumi

Il Banco del Pesce

Il Banco della Frutta

L'Enoteca

Uno dei Corridoi

sabato 18 agosto 2012

IL QATAR UN PICCOLO EMIRATO DAL FASCINO INDISCUTIBILE CON UNA CUCINA FUSION.


  Il Qatar è un tranquillo Emirato (Monarchia assoluta), un piccolo Stato Arabo ubicato in una penisola che si protende, dalla più grande Penisola Arabica, per 11.400 Km. quadrati, tra il Golfo del Bahrain e il Golfo Persico.

Il mare, più precisamente l’Oceano Indiano, che bagna le bianche spiagge del Qatar, ha delle fantastiche sfumature di colori grazie alle incantevoli barriere coralline di cui è ricco.

Il territorio del Qatar, la cui principale fonte di ricchezza è data dai ricchi giacimenti petroliferi, è estremamente brullo, roccioso e desertico, ma non è privo di fascino, data anche la sua posizione geografica. Il clima, caldo umido in estate con temperature anche molto sopra i 44 gradi, diventa torrido tra maggio e ottobre, in inverno, il periodo migliore, la temperatura è tra i 10 e i 24 gradi e l’aria è secca. Molto accentuata l’escursione termica, le piogge sono molto rare. Ma tutto ciò fa parte delle peculiari e interessanti caratteristiche del Paese.

La popolazione totale di circa 1.700.000 abitanti è concentrata, in larga parte, nella Capitale Doha o nelle aree vicine alla Città.

Doha è bagnata dall’Oceano, e si estende sul suo Golfo, dall’esteso e bel lungomare si può ammirare l’imponente molo del porto che si protende nel mare per superare la barriera corallina.

La Città, fondata nel 1825 con il nome di “Al Bida”, è diventata la Capitale dello Stato, in concomitanza con l’indipendenza del Paese dall’Inghilterra, nel 1971.

Doha è una Città moderna, viva e vivace, con moltissimi grattacieli dalle forme più svariate e di notte, quando si accendono le luci, si formano incredibili, colorate e suggestive luminarie.

I cittadini del Qatar hanno un reddito pro capite molto alto, ciò permette loro di largheggiare nelle compere, di conseguenza l’offerta esaudisce i desideri più particolari con i migliori prodotti da tutto il mondo. A Doha ci sono molti mercati tradizionali all’aperto, chiamati “souq”, dai nomi particolari e affascinanti, che spaziano dai prodotti alimentari, a quelli manifatturieri artigianali, ai preziosi, fino ad arrivare a quelli degli animali. Ovviamente non mancano gli opulenti e lussuosi centri commerciali, come il City Center-Doha, super moderna struttura su 4 piani di cui uno interrato, con i suoi 350 negozi, la maggior parte griffati, i 64 Ristoranti, Bar e punti gastronomici, le banche, i grandi panoramici ascensori, le 14 sale cinematografiche, la “pista di pattinaggio sul ghiaccio” e molte altre attività ludiche per la gioia di 45.000 visitatori, in media, al giorno.

Una Nazione con questa posizione di grande importanza geografico strategica è stata dominata dai Persiani, dagli Ottomani e dagli Inglesi, attraverso i secoli ha conservato e tramandato delle usanze gastronomiche derivanti dal meglio delle diverse arti culinarie che qui si sono incontrate.

Il Qatar ha raggiunto, solo nell’ultimo decennio del 1900, l’autosufficienza alimentare per frutta e ortaggi, ed ha sviluppato molto l’allevamento di capre, pecore, bovini e cammelli. Il pesce è molto abbondante e freschissimo, tanto da essere anche esportato.

A Doha ci sono molti Ristoranti di livello con Cucina Araba, come il grande “Al Bandar”, tre piani con terrazze (in realtà tre ristoranti in uno) o il familiare “Al-Majless Al Arabi” ubicato in una delle più raffinate zone della Città. Poi troviamo i Locali etnici, espressioni di varie nazionalità (anche alcuni Ristoranti Italiani), e, infine, quelli moderni ed internazionali, ubicati soprattutto nei grandi alberghi a 5 stelle come il panoramico “Four Seasons Doha” o la torre del “The Ritz-Carlton”.

Nel Qatar la Cucina è indubbiamente “Fusion” deriva, come già accennato, dall’armonico incontro di varie e specifiche tradizioni culinarie provenienti anche da paesi molto lontani tra di loro.

Tra i piatti più interessanti si può gustare innanzi tutto quelli che compongono la “Meze” (oppure “Mezze”), una selezione di varie portate molto diverse che viene servita come antipasto. Una tradizione Greco, Turco, Levantina che nell’etimologia del termine accomuna il significato di “sapore” e”gusto”. Tra questi antipasti:

- “Arnavut Cigeri” piccoli pezzi di fegato fritto, cipolle, prezzemolo e peperoncino, serviti con una ciotola di “Cacik” (in Greco Tzatziki), crema molto liquida di yogurt, olio, cetrioli e aglio, molto piacevole, dai gusti intensi;

- “Piyaz”, una ricca e saporita insalata di fagioli, cipolle, pomodori, uova sode, ben condita con aceto e spezie.

Moltissimi altri piatti compongono la “Meze”, preparazioni varie con formaggi e noci, polpette di carne dalle varie forme, verdure in grande quantità, sfoglie fritte di pasta fine condite con sugo di carne, formaggio e verdure, oltre ad altre portate tendenzialmente cremose.

Nei Menu del Qatar troviamo una vasta scelta di carni: dal tenero agnello al pollo, dal manzo alla bistecca di cammello. Poi grande importanza viene data al pesce, dai polpi ai gamberi imperiali, dalle cernie ai calamari, crudo, bollito, fritto o grigliato, ma sempre un prodotto di sicura qualità.

Il Qatar un piccolo Emirato dal fascino indiscutibile, con una natura selvaggia ma dall’atmosfera tranquilla, dove ci si può dedicare al “bien vivre” degustando una Cucina “Fusion” particolarmente appetitosa.


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Arnavut Cigeri con ciotola di Cacik

Piyaz


domenica 12 agosto 2012

PUERTA 57 L’ACCOGLIENTE RISTORANTE ALLO STADIO SANTIAGO BERNABEU DI MADRID IN SPAGNA.


    Madrid, la Capitale della Spagna, è una magnifica Città super ospitale con un numero incredibile di cose da fare e da vedere.

Una tra le visite da non perdere è quella allo Stadio Santiago Bernabéu (la fabbrica dei sogni), casa della prestigiosa e famosa squadra di calcio del Real Madrid (l’altra squadra della Città l’Atletico Madrid ha un altro Stadio il “Vicente Calderon”).

Il grande e imponente Stadio si trova in una zona centrale di Madrid, si affaccia su una delle strade più importanti della Capitale il “Paseo de la Castellana” a pochi passi dal Palazzo dei Congressi e dal Ministero della Difesa.

Lo Stadio progettato dall’Architetto José Maria Castell prevedeva la ristrutturazione della vecchia struttura sportiva della Città che era stata inaugurata nel 1924. I lavori iniziati nel 1944 terminarono nel 1947, e il 14 Dicembre dello stesso anno ci fu l’inaugurazione. Lo Stadio, a quel tempo il più grande e moderno d’Europa, mantenne il vecchio nome di “Chamartin” con l’aggiunta, davanti, del termine “Nuovo”.

Nel 1955, più precisamente il 4 Gennaio, lo Stadio di Madrid fu ribattezzato “Santiago Bernabéu” in onore di Santiago Bernabéu Yeste (1895 – 1978) che alla squadra del Real Madrid, nata nel 1902, ha dedicato tutta la sua vita (si assentò solo nel periodo della Guerra Civile Spagnola partecipandovi nelle file Nazionaliste). Santiago entrò nel Real Madrid come calciatore nella squadra juniores, all’età di 14 anni, successivamente fu un grande giocatore e poi per molti anni anche il capitano, “attaccate al chiodo le scarpette”, nel 1927, divenne l’allenatore, infine dal 1943 al 1978 fu l’amato Presidente.

Con Santiago Bernabéu Yeste il Real Madrid ha avuto una storia straordinaria di vittorie e record, diventando il Club Calcistico più titolato del mondo.

Oggi lo Stadio Santiago Bernabèu, con le modifiche per la messa a norma del 2003 e per adeguarsi ai regolamenti U.E.F.A., ha 80.354 posti a sedere, il verdissimo terreno di gioco è in erba.

Ma nel Santiago Bernabéu c’è molto altro, possiamo trovare, oltre alla sede del Canale Televisivo Real Madrid Channel, il Museo della Squadra con una infinità di rarissimi cimeli, il negozio ufficiale del Club gestito dall’Adidas e una serie di Ristoranti.

Arrivando al Santiago Bernabéu dal retro, percorrendo “Calle del Padre Damiàn”, c’è la porta d’ingresso allo Stadio numero 57 e proprio qui si trova l’ingresso dell’omonimo Ristorante “Puerta 57”.

Il Ristorante Puerta 57 fa parte del “Grupo de Restauracion La Maquina” che comprende nove Ristoranti a Madrid, di cui due allo Stadio Bernabéu, l’altro Locale è “Asador la Esquina” alla porta 46.

Il Gruppo “La Maquina” nasce nel 1982 con l’apertura, da parte del suo fondatore, Carlos Tejedor Lopez, dell’omonimo Ristorante in Calle de Sor Angela de La Cruz 22, a Madrid, un Locale che da allora è un punto di riferimento, nella Capitale, della cucina classica Spagnola, in particolare quella di mare. La Famiglia Tejedor, attraverso gli anni, ha seguito una politica attenta, con la costante ricerca di ottime materie prime, difendendo la tradizione culinaria e offrendo un servizio di alta professionalità. Nel tempo, al primo Locale, si sono aggiunti gli altri qualificati luoghi di ristoro.

Il Ristorante Puerta 57 è stato inaugurato nel Dicembre del 2004, ha una superficie di più di 1000 mq., divisi in tre ambienti diversi.

Appena si entra, davanti e a destra, si trova “Barra Cibeles”, il Bar con il grande e sontuoso bancone. Chiamarlo Bar è molto limitativo, ha una sbalorditiva offerta, sia per quanto riguarda il bere che il mangiare, l’opulenza e la qualità non mancano, a partire dalle fantastiche “Tapas”.

A sinistra il Ristorante vero e proprio con la grande Sala, il “Salon Madrid”, ricca di marmi e stucchi, molto luminosa ed elegante, l’ampia vetrata, lunga più di 25 metri, permette di godere della magnifica vista sul campo da gioco dello Stadio.

Da qui si scende, con la raffinata scala in ferro e legno, all’altra Sala del Ristorante, il “Salon Real”, ancora più ricco di lampadari in cristallo e finiture di lusso, su cui si affacciano delle piccole salette estremamente comode e riservate.

Il Menu del Ristorante ha un’offerta molto ampia sia di terra che di mare, con molte specialità della tradizione, un vero e proprio viaggio attraverso l’eccellenza della Cultura Gastronomica Spagnola.

La Carta dei Vini è sostanziosa con un particolare riguardo al territorio e alla diversificazione dei prezzi.

Puerta 57 è un bellissimo locale accogliente e molto vivo (come tutto il Gruppo che l’anno scorso ha servito 600.000 avventori), dove l’offerta è tale da accontentare anche i clienti più difficili e che negli anni ha avuto molti riconoscimenti e premi.

Un particolare ringraziamento va alla mia guida, il simpatico e gentile Pedro Urena Bustos, Responsabile della Comunicazione del Gruppo La Maquina, che, fedele al motto dell’Azienda “Il piacere della tavola per tutte l’età, per tutte le condizioni, per tutte le nazionalità e per tutti i giorni”, mi ha fatto trascorre a “Puerta 57”, il Ristorante allo Stadio Santiago Bernabéu di Madrid, una piacevolissima serata.

Ristorante Puerta 57

Calle del Padre Damiàn, s/n

Madrid, Spagna

www.grupolamaquina.es

L'Ingresso


Il Salone Madrid


La Grande Vetrata con Vista del Campo da Gioco