sabato 20 agosto 2016

“DIARIO DI BORGO” L’ULTIMO INTERESSANTISSIMO LIBRO DI PAOLO CIOLLI IL CANTORE DELLA LIVORNESITA’ GASTRONOMICA E NON SOLO.




Livorno oggi è bella Città Portuale, adagiata sulla suggestiva Costa Toscana e bagnata dal Mar Ligure.
Livorno è la terza Città, nella Regione Toscana, per numero di abitanti, circa 160.000.

Livorno ha alle spalle una lunga e ricca storia che inizia con i primi insediamenti umani (confermati da ritrovamenti archeologici) addirittura nella Preistoria.
Convenzionalmente quel periodo che precede l’invenzione della scrittura (avvenuta in oriente tra 3500 e 3200 anni a.C.) si definisce “Preistoria”.

Altri ritrovamenti successivi ci indicano che qui vissero anche Etruschi e Romani.
Già nel I Secolo a.C. Marco Tullio Cicerone (106 a.C. - 43 a.C.), filosofo, scrittore, politico, avvocato e pregevole oratore Romano, in una lettera indirizzata a suo fratello, Quinto Tullio Cicerone (102 a.C. - 43 a.C.), citava l’antica “Pisis” (Pisa) e una località vicina definita “Labrone”. 
Tutt’oggi “labronico” è sinonimo di “livornese”.

Il primo dato certo di un toponimo “Livorna” risale però al 1017 e si riferisce ad un piccolo nucleo abitativo a pochi chilometri a sud della Foce del Fiume Arno.

Grazie all’interramento del vicino Porto Pisano, tra il XIII e XIV Secolo, Livorno, con il suo Porto, si sviluppò rapidamente dotandosi di robuste fortificazioni ed edificando il maestoso “Fanale dei Pisani” (o Fanale Maggiore, uno dei fari più antichi d’Italia, ricostruito fedelmente dopo i danni subiti durante la Seconda Guerra Mondiale).

Grazie alle “Leggi Livornine”, emanate, tra il 1591 e il 1593, dal Granduca di Toscana Ferdinando I  de’ Medici, particolarmente “larghe di manica”, e l’istituzione del “Porto Franco” (che diventò uno dei più trafficati scali del Bacino del Mediterraneo), la Città prese a  crescere sotto tutti gli aspetti, anche sotto il profilo gastronomico.

Nel 1815 la Città di Livorno contava più di 50.000 abitanti.

Nel 1860, si tenne il Plebiscito che sancì l’unione del Granducato di Toscana al Regno di Sardegna; a Livorno su 23.900 votanti solo 215 si espressero contro tale atto.

Dal 1861 Livorno e i suoi 91.000 abitanti, causa la fine dei vantaggiosi e facilitati commerci, fatti durante gli anni del Granducato, precipitò in disastroso stato sociale.

I primi cenni di ripresa cittadina, che si vedranno maggiormente a partire ai primi del 900, si ebbero nel 1866 quando fu dato, in concessione trentennale, il Cantiere Navale di San Rocco, all’Ingegnere e Imprenditore palermitano Luigi Orlando (1814 - 1896).

Altro evento fondamentale per Livorno fu l’inaugurazione, il 6 Novembre 1881, dell’Accademia Navale che venne inizialmente ubicata, sul lungomare, dove sorgeva il Lazzaretto di San Jacopo.

Tra le due guerre mondiali Livorno ebbe un periodo di notevole sviluppo economico/architettonico, con una parziale trasformazione della città (interrotta poi dalla Seconda Guerra Mondiale).
Tra le realizzazioni più importanti, tutt’oggi attive, citerei il grande e moderno Ospedale e il nuovo Stadio.

Durante la guerra, tra il 1940 e il 1944, Livorno ebbe ben 1000 allarmi aerei e decine di bombardamenti tra diurni e notturni, i più distruttivi furono quelli “a tappeto” effettuati dagli Americani e dagli Inglesi a partire dal 1943.

Non esiste un calcolo preciso del numero delle vittime tra i lavoratori delle industrie e i civili, ma è certo che furono parecchie migliaia. 
La città venne distrutta si dice per l’80%. 
Le poche industrie rimaste in piedi vennero fatte poi saltare dai Tedeschi in ritirata.

Oltre 30.000 Livornesi rimasero senza casa e molti di più anche senza lavoro.

Ma torniamo ad argomenti più gradevoli.

La Cucina Livornese, per essendo un intricato groviglio di ricette provenienti da tradizioni distanti tra di loro, sopraggiunte con il notevole afflusso di gruppi etnici perseguitati per motivi legali o religiosi, si è sviluppata con un suo specifico, vario e robusto carattere che si può ritrovare anche in una  ricetta, assolutamente e unicamente “Livornese” come il “Cacciucco”.

Uno dei cuochi/scrittori più appassionati e documentati sulla Cucina Livornese, e non solo, è Paolo Ciolli.

Paolo Ciolli, Livornesissimo, è nato al numero civico 161, “al primo piano”, di Borgo San Jacopo, una delle strade più tipiche della bella Città di mare Toscana, in una fredda giornata di Febbraio che portava la data del 14, nell’anno 1949.

E’ importante sottolineare “al primo piano”, perché sotto casa c’era la “Pasticceria Gnesi”,  aperta da un solo anno, il 29 Febbraio 1948, da Renzo Gnesi, e quegli straordinari aromi, che si propagavano nell’aria, sono subito penetrati, lasciando il segno, nel respiro dell’appena nato Paolo.

Fin da piccolo si è subito appassionato alla cucina seguendo le preparazioni della sua mamma Anna Maria, della nonna Giuseppina e della zia Amelia.  

A 20 anni, molto giovane, ha iniziato a insegnare educazione fisica alle superiori, l’ha fatto per 30 anni in varie scuole, per 12 anni ha insegnato anche alla super prestigiosa “Accademia Navale di Livorno”; è stato attore recitando in un film, “Habemus Papam” di Nanni Moretti, nei panni di un cardinale.

La passione per la Cucina è cresciuta col passare degli anni fino a portarlo a diventare un vero e proprio “Personal Chef” con la partecipazione anche a diversi concorsi gastronomici come il programma televisivo di Rai 1, “La Prova del Cuoco”, condotto da Antonella Clerici, dove ha vinto con i suoi “Tortelloni al tramonto con zabaione al parmigiano”.

Sempre grazie alla sua grande passione culinaria è diventato anche scrittore pubblicando, dal 2006, libri di successo come “Habemus Pappam” (parafrasando il titolo del film di Moretti), “Il Miracolo della Farina di Ceci - Storie, Luoghi, Personaggi”, “I Pesci della Terrazza”, “La Cicciaccia”, “La Pasticceria a Livorno”, “Il Cacciucco” (Libro uscito anche in una versione in lingua Inglese), “Teste e lische caro Napoleone…”, “Livorno la ghiotta - La città e le sue ricette”.

Paolo ha anche, dall’Ottobre 2010, il suo Blog Gastronomico Paolo Ciolli Chef”.

Paolo Ciolli ha condotto anche una simpatica e istruttiva serie di trasmissioni di Cucina su “Granducato TV” che si chiamava “Tutti Chef”.

Proprio da pochissime settimane è uscito il nuovo Libro di Paolo Ciolli: “Diario di Borgo”.  
Il libro si compone di 252 pagine, nel pratico formato cm 20,5 x 13,5, ed è edito da “Edizioni del Boccale” (emanazione della Libreria Gaia Scienza) di Livorno

La Copertina, in cartoncino con bandelle, è illustrata con “dei ragazzini stilizzati che giocano”, opera della brava Disegnatrice Margherita Tramutoli
Margherita, nata a Potenza, nel 1984, si è laureata in Relazioni Internazionale e in Fumetto e colorazione digitale a Napoli; da tempo vive e lavora a Livorno.

Il libroDiario di Borgo”, diviso in quindici Capitoli, è una bellissima e dettagliata descrizione della vita giornaliera  che si svolgeva, dagli anni cinquanta agli anni sessanta in una della vie più fascinose di Livorno: “Borgo San Jacopo”.

Un racconto appassionante, estremamente dettagliato, anche nei più piccoli e curiosi dettagli, un libro che non ha bisogno di foto, perché ti porta direttamente in “Borgo San Jacopo” facendo rivivere, al lettore, ogni sensazione in prima persona.

Uno “tsunami” di avvincenti descrizioni, dalle più sgradevoli (dovute alla difficile situazione economica di moltissime famiglie di allora nel primo dopoguerra) a quelle più piacevoli, il tutto frutto della vasta cultura, vissuta in prima persona, prima da cittadino, poi da storico/gastronomico Livornese, da Paolo Ciolli.   

In questo contesto s’inseriscono, con naturalezza, senza interrompere il racconto, anche alcune ricette di piatti della Tradizione, a partire dalle prime fatte praticamente di “nulla”, dato la mancanza di tutto. 
Ricette povere si, ma piene di dignità, come le persone che le preparavano.

Una lettura piacevole e divertente, da leggere e rileggere, che esprime con esatte e precise parole una “vita pulsante”, quotidiana, di una strada, di una comunità, praticamente di un mini quartiere.
Nomi e fatti si susseguono, anche troppo velocemente per il lettore che, affascinato, vorrebbe, approfondire, sapere ancora di più, non smettere di seguire alcuni personaggi, alcuni momenti e alcune vicende.

Che altro dire su questo bel libro intitolato “Diario di Borgo”, se non che è un nuovo successo di Paolo Ciolli, il cantore più sincero della tradizione storica e culinaria Livornese








Il Libro

Giorgio Dracopulos e Paolo Ciolli

martedì 16 agosto 2016

RISTORANTE “LA VECCHIA LOCANDA”, A SCARLINO (GR): LA CUCINA SINCERA E BELLA DELLO CHEF REMO MAESTRINI.




Su una verdeggiante collina, a 229 m. s.l.m., che si affaccia sulla parte Orientale del bellissimo e panoramico Golfo di Follonica (e non solo), sorge maestoso il centro abitato dell’Antico Borgo di Scarlino.

Scarlino, in Provincia di Grosseto, oggi è un piccolo Comune Toscano, con poco più di 3.500 abitanti, ma ha una storia molto antica di cui restano moltissime testimonianze e vestigia.

A partire da antichissime tracce, di primi insediamenti risalenti all’Età del Bronzo (dal 3500 a. C. al 1200 a. C.), e successive, Scarlino viene per la prima volta citata in un documento del 973 d. C., e,  successivamente, assume rilevanza strategico/politica come dominio dei Conti Aldobrandeschi (Famiglia nobile di origine Longobarda).  

Nel 1227 Pisa acquistò il nucleo centrale del Borgo, completandone la Cinta Muraria e modificando la struttura della Rocca
Il dominio Pisano durò fino al 1399, poi Scarlino passo sotto gli Appiani (una Casata di ricchi mercanti divenuti nobili, originaria della Val d’ Era) che fondarono il piccolo Stato indipendente di Piombino (1398 - 1594).

Nel 1815 Scarlino entrò a far parte del Granducato di Toscana (1569 - 1859) per poi attraverso storia più recente giungere fino ai nostri tempi.

Molte strutture storico/architettoniche testimoniano l’importanza avuta da Scarlino nell’Alto Medioevo: Chiese, Conventi, Oratori, Pievi, Monasteri, Ospedale, Palazzi, Monumenti, Rocca e  Cinta Muraria.

Arrivando a Scarlino, attraverso vari tornanti (che da giovane facevo in motocicletta) si giunge al parcheggio, lungo la strada, proprio sotto alla salita che porta all’antica Porta Muraria Pisana, del 1326, denominata “Porta a Mare”. 
Attraversata la Porta, percorse tre rampe e alcuni scalini, si giunge, in pieno Centro di Scarlino, nella piccola e affascinante Piazza Garibaldi (c’è anche la statua all’eroe nizzardo). 
In un angolo della Piazza, in un fascinoso palazzotto del 1200, al numero civico 7, c’è l’ingresso di un Ristorante molto particolare: “La Vecchia Locanda”.

Il RistoranteLa Vecchia Locanda” a Scarlino è il regno del “vulcanicoChef Remo Maestrini.

Remo è nato a Grosseto, il 24 Giugno del 1972, da una Famiglia di Scarlino.

Fin da giovanissimo, 10/12 anni, ha iniziato a manifestare molto interesse per la cucina. 
Lo affascinavano le preparazioni  casalinghe di nonna Giuseppina, moglie di suo nonno paterno Quintilio, di sua mamma Rosanna e del suo babbo Elio che, per essendo ferroviere, aveva anche lui la passione per il buon cibo e l’arte culinaria. 

Già all’età di 13/14 anni, durante le vacanze estive, Remo, è andato a lavorare, iniziando dalla gavetta, in alcuni tipici Locali della zona, la prima volta in sala, poi sempre in cucina.
Finite le scuole dell’obbligo Remo è entrato a lavorare in un panificio vicino a Scarlino, qui ha appreso i segreti dei lieviti e della panificazione. 

Sarebbe voluto andare all’Istituto Alberghiero ma non essendocene uno vicino, il suo Babbo non fu favorevole all’idea. 
Successivamente, nel 1991, svolgendo il “servizio di leva” in Sardegna a Cagliari, venne, per pura combinazione, addetto alla cucina della Caserma

Tornato a Scarlino, nel 1993, aderisce con entusiasmo al nuovo progetto lavorativo/ristorativo che i suoi genitori vogliono mettere in atto.

Infatti, il Ristorante PizzeriaLa Vecchia Locanda” nasce praticamente nel Gennaio del 1994 quando i Maestrini (una delle Famiglie più conosciute del Paese), babbo Elio, mamma Rosanna e il figlio Remo, iniziano la ristrutturazione di un fondo, già di proprietà di nonno Quintilio, in Piazza Garibaldi, per aprire quello che anche oggi è il loro Ristorante.

Dopo impegnativi e “delicati” lavori di adeguamento, il palazzo, molto antico, è tutelato dal Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, il 14 Luglio 1994 viene inaugurato il nuovo Locale.
Mamma Rosanna e Babbo Elio si dedicano alla Cucina e Remo inizia fare le pizze. 
Nel 1999, poi, Remo, si diplomerà anche alla Scuola Italiana Pizzaioli

Purtroppo il 1999 è anche l’anno in cui muore Elio Maestrini.

Il RistoranteLa Vecchia Locanda” ha da subito successo, con la sua ottima cucina tradizionale fatta con prodotti di qualità.

Nel 2000 Remo si sposa con Irena Koneszko.

Irena è Polacca, nata a Elk una Città, di circa 60.000 abitanti, ubicata nella Polonia nord-orientale. Le bella Città di Elk, sorge sulla sponda del Lago omonimo, e si trova inserita in un bellissimo territorio rurale, la regione (Voivodato) della Varmia-Masuria (il “Polmone Verde della Polonia”), ricchissimo di foreste e laghi (circa 2000), oltre a moltissime altre attrattive che ne fanno una famosa zona turistica. 
Fino al 1945 Elk era una Città Tedesca denominata Lyck.

Irena, appassionata di cose belle e buone, entra da subito in sintonia con la Famiglia Maestrini e prende a curare la Sala del Ristorante con la sua grande grazia e gentilezza.
Dal matrimonio con Remo nascono i loro due figli: Giulia e Samuele che oggi hanno rispettivamente 16 e 13 anni.

Negli anni 2002/2003 lo Chef Remo Maestrini decide che è arrivato il momento, dopo otto anni di esperienza sul campo, di trasformare il RistoranteLa Vecchia Locanda” da classica buona Trattoria Tradizionale Toscana in qualcosa di più. 
Ed ecco che nasce il Ristorante dei nostri giorni un Locale si legato alla qualità eccelsa dei prodotti del Territorio  e alla ricette consolidate della “cucina di famiglia” (mamma Rosanna è ancora in Cucina), rese speciali anche da una lunga serie di ottimi prodotti di produzione propria (il fratello di Remo ha un’Azienda Agricola), ma con un pizzico di fantasia culinaria in più, dono naturale di Remo Maestrini.

Il Ristorante Pizzeria La Vecchia Locanda è in stile Rustico, soffitti a travi travicelli, alcuni archi di mattoni a vista, pavimenti in cotto. 
All’ingresso sulla sinistra l’angolo Bar, poi un breve corridoio dove si affacciano i servizi e, a seguire, si apre il locale in tutta la sua calda accoglienza. 
A destra il bancone dell’Enoteca e poi l’ingresso alla Cucina, davanti una Saletta divisa da archi, in un angolo un bel caminetto
A sinistra e di fronte, attraverso due  aperture architravate, si accede alle due Salette del locale, la prima leggermente più grande. 

Dalle finestre della Saletta più piccola si gode di un panorama fantastico sulla meravigliosa campagna sottostante. 
Il tutto con tavolini ordinati e ben apparecchiati per una quarantina di coperti. 
L’arredamento e le finiture sono perfettamente in linea con il Locale.

Con la buona stagione si può mangiare fuori, sotto i grandi ombrelloni ubicati sull’altro lato della Piazzetta, praticamente sotto casa di Remo.

Il Menu offre un’ampia scelta di portate sia di Terra che di Mare
Anche la Carta delle Pizze è ricca. 
Particolari le Pizze denominate come i titolari:  Remo” e “Irena”.

La Carta dei Vini è molto selezionata, circa cinquanta Etichette tra Vini Rossi e Bianchi, prevalentemente del Territorio, con l’aggiunta di alcune Bollicine Italiane.

Importante e pregiata la selezione di circa sessanta distillati.

Ma veniamo alla degustazione che è stata accompagnata dai seguenti Vini:

- “Conte Vistarino Cépage” (Cépage = Vitigno), VSQ (Vino Spumante di Qualità), Metodo Classico, Brut, Assemblaggio di Pinot Nero, Chardonnay e Riesling Renano, 13% Vol., prodotto dall’Azienda Conte Vistarino Tenuta Rocca de’ Giorgi , il Conte Carlo Vistarino, 150 anni fa, fu il primo ad importare in Italia, direttamente dalla Borgogna, Francia, le barbatelle di Pinot Nero e impiantarle nei suoi terreni;

- “Poggio Nibbiale Vermentino 2015”, Vermentino di Toscana I.G.T., 100% Vermentino, 13,5% Vol., un Vino Biologico Certificato, prodotto dall’Azienda Agricola Poggio Nibbiale della Famiglia Buchheim;

- “Cacciagrande 2015”, Vermentino Maremma Toscana D.O.C., 100% Vermentino, 13% Vol., prodotto dall’ Azienda Vitivinicola Cacciagrande di Bruno Tuccio.

In tavola il cestino con il pane bianco Toscano e la saporita schiacciata.

Sono state servite le seguenti portate:

- Polpo (cotto a bassa temperatura con la liquirizia e poi grigliato) su crema di sedano rapa, caviale di limone, chips croccante di riso alla rapa rossa, piselli, barbabietola e aceto balsamico alla liquirizia;

- “Scomposizione d’insalata di mare tiepida a modo mio”;

- Pappa al pomodoro (tirata al forno) con tartufo nero fresco, calamaretti di penna ripieni di ricotta alla menta, chips croccante di pomodoro;

- Risotto (con riso Carnaroli della pregiata AziendaRisoAlmo”) ai piselli con polvere di pomodoro e capperi secchi, sopra crudo di gamberi e acciughe;

- Cubo di tonno al sesamo nero su pomodoro caramellato, con sopra polvere affumicata al caffè nero e salicornia;

- Cheesecake con cuore di fragole, polvere di lampone e ribes rosso, su biscotto alla nocciola, accompagnato da un sorbetto al mango, sopra un lungo e fine sigaro al cioccolato fondente.

Come digestivo non potevo esimermi di assaggiare l’Amaro, 30% Vol., di Remo Maestrini e EtichettatoLa Vecchia Locanda”. 
Un ottimo liquore dolce amaro ottenuto esclusivamente da infusioni di erbe aromatiche, accuratamente selezionate e preparate secondo antiche ricette, dal prestigioso e storico “Liquorificio Morelli e Figli” di Palaia, Pisa.

Che dire, non ho trovato nulla che non fosse assolutamente corretto, nei piatti preparati da Remo Maestrini
Gradevoli le presentazioni, molto buoni i sapori, anche quelli più particolari. 
Le materie prime usate sono di qualità e molte, provenendo dall’Azienda del Fratello, sono veramente a “km. 0”.

La signora Rosanna, la mamma, in cucina ha la passione e l’entusiasmo del primo giorno, come poteva Remo non assomigliarle!

La moglie di Remo, Irena Koneszko, è attenta e premurosa, aiutata dal figlio Samuele, è una perfetta padrona di Casa.

Al RistoranteLa Vecchia Locanda” di Scarlino, in Provincia di Grosseto, ho trovato, con piacevole sorpresa, la cucina sincera e bella dello Chef Remo Maestrini.



Scarlino (GR)

La Vista Mare

L'Antica Porta Muraria Pisana

L'Ingresso

Irena Koneszko con il Marito Remo Maestrini

L'Angolo Bar

La Saletta con gli Archi

L'Enoteca

La Saletta più Grande

La Saletta più Piccola

La Vista dalla Saletta più Piccola

Il Fuori

Polpo......

"Scomposizione d'Insalata di Mare......"

Pappa al Pomodoro......

Risotto......

Cubo di Tonno......

Cheesecake......

Irena Koneszko, Remo Maestrini, G. Dracopulos

Lo Chef Remo Maestrini e Giorgio Dracopulos

sabato 13 agosto 2016

PRANZO AL RISTORANTE “LUNASIA” DELL’HOTEL “PLAZA E DE RUSSIE” DI VIAREGGIO (LU): SEMPLICEMENTE MAGNIFICO.



La Costa Toscana si estende per ben 397 Km. ed è bagnata dal Mar Ligure, nella parte centro settentrionale (da Marina di Massa a Piombino), e dal Mar Tirreno in quella Meridionale (dal promontorio di Piombino fino al Golfo di Gioia, alla fine della Maremma Grossetana).

Una Costa bellissima che offre un’infinita possibilità di divertimenti, sia per la diversificata morfologia, sia per le sue famose e accoglienti località turistico-balneari.

Tra le Località turistico balneari Toscane più famose, nella Provincia di Lucca, c’è Viareggio.

Viareggio è una bellissima e storica Località con lunghe e sabbiose spiagge, oltre alle innumerevoli attrattive estive, ha un’intensa vita mondana tutto l’anno, per esempio, dal lontano 1873, qui, si svolge anche uno dei Carnevali più belli, coreografici, ricchi, divertenti e famosi del Mondo.

Viareggio davanti ha il mare, alle spalle è incorniciata dal suggestivo panorama delle Alpi Apuane, ai lati è racchiusa dalle grandi, verdeggianti e rilassanti pinete.

Un’altra delle sue eccezionali peculiarità è “La Passeggiata di Viareggio”, questa è la zona più affascinante, panoramica, verde, monumentale e artistica della Città, con  moltissimi edifici di pregio e di rilevante interesse architettonico.
Qui, dopo la “Belle Époque” (1871 - 1914), s’iniziò a demolire le strutture più fatiscenti in legno e ferro esistenti, salvando solo le strutture più belle fino allora costruite e, tra il 1920 e il 1940, anni di grande fervore edilizio, “La Passeggiata” fu completamente ricostruita. 

Grazie a tecnici illustri, come l’Architetto e Ingegnere Viareggino Alfredo Belluomini (1892-1964), in quei 20 anni si delineò “La Passeggiata”, come noi la conosciamo: sorsero, lato mare, moltissimi negozi adiacenti agli stabilimenti balneari, insieme a caffè, cinema, gallerie e di fronte, lungo la litoranea, ville, palazzi e hotel.

Proprio quasi all’inizio della passeggiata, lato sud, all’angolo tra “Viale Daniele Manin” con “Piazza D’Azeglio”, nel cuore della zona più “Liberty” e storica, sorge maestoso e ricco di fascino il lussuoso Hotel (4 Stelle) “Plaza e de Russie”. 

Il “Plaza e de Russie” venne edificato nel lontano 1871 ed è il più antico “Hotel di lusso” di Viareggio.

L’HotelPlaza e de Russie” oggi ha 51 Camere e Suites tutte elegantemente arredate e dotate di tutti i comfort. 
Al piano terra un grande accogliente Salone con il Cocktail Bar.

Da Sabato 2 Aprile 2016 nel super panoramico Roof dell’Hotel, al quarto piano, è operativo il famoso e “StellatoRistoranteLunasia” con il bravissimo Chef Executive Luca Landi.

L’Hotel “Plaza e de Russie” appartiene al Gruppo Soft Living Places della Famiglia Madonna che ha la proprietà di tre lussuosi Alberghi ubicati sulla magnifica Costa Toscana: l’Hotel Byron, “5 Stelle L”, a Forte dei Marmi (LU), l’Hotel Plaza e de Russie4 Stelle” a Viareggio (LU) e il Green Park Resort, “4 Stelle S”, al Calabrone/Tirrenia in Provincia di Pisa (dal mese di Marzo 2016 quest’ultima struttura è stata data in gestione alla Catena “TH Resorts”).

Al comando del Gruppo il bravo, appassionato ed esperto Amministratore Delegato Salvatore Madonna.

Salvatore Madonna è un vero e proprio “talent scout” di giovani Chef che, nei suoi Ristoranti, riesce sempre a portare a livelli altissimi nel “gotha” della gastronomia non solo Nazionale.

Il RistoranteLunasia” è nato, al Green Park Resort, nel mese di Maggio del 2004, e, da subito, ha avuto come Chef Executive Luca Landi.

Luca è nato a Bagni di Lucca il 19 Gennaio 1974 (da molti anni abita a Viareggio), la sua è una famiglia di artigiani, per la precisione “figurinai”, coloro che producono figurine in gesso. 
Per tutto il Novecento questa nota produzione, vanto della Lucchesia, è stata esportata in tutto il mondo.

La passione di Luca per la cucina ha un seme nell’ammirazione e nell’amore per la sua mamma, un’ottima cuoca, che fin da piccolo ha voluto emulare.

Negli anni successivi Luca ha frequentato e si è diplomato come Tecnico di Cucina nel 1993, ad una delle migliori Scuole, l’Istituto Professionale di Stato Servizi per l’Enogastronomia e l’Ospitalità AlberghieraGiuseppe Minuto” di Marina di Massa (MS). 
Qui è stato seguito da esperti professori come Giancarlo Aldrovandi e Rolando Paganini che gli hanno dato solide basi con i loro insegnamenti sui  principi fondamentali della Cucina professionale.

Durante i praticantati estivi, in Ristoranti e Hotel vicini alla Scuola, Luca fa l’incontro con Angelo Paracucchi e il grande Maestro (colonna portante della Cucina Moderna Italiana) trasformerà la sua passione in un amore senza compromessi, in un desiderio teso alla ricerca della perfezione per mezzo dell’assoluta applicazione e dedizione.

Insieme ad Angelo Paracucchi al RistoranteLocanda dell’Angelo“ di Ameglia (SP), Luca Landi, oltre a quel primo periodo, tornerà a lavorare anche nel 1997.

Ancora oggi quando Luca parla degli straordinari insegnamenti del Maestro Paracucchi, della sua incredibile arte culinaria, del suo estremo fascino di uomo e di Chef, non riesce a trattenere l’emozione.

Luca ha fatto varie esperienze, sia in Italia che all’estero, nelle cucine di grandissimi Chef super “Stellati” come, tra gli altri, Italo Bassi e Riccardo Monco dell’Enoteca Pinchiorri di Firenze, Pierre Simonazzi al RistoranteLa Closerie des Lilas” di Parigi, Frank Cerruti al RistoranteLe Louis XV” a Montecarlo, Carles Abellan al Ristorante Comerç 24” e Jordi Vilà al Ristorante Alkimia”,   ambedue a Barcellona.

Luca Landi ha trascorso un periodo, per uno stage, anche al bellissimo e super moderno RistoranteEl Celler de Can Roca”, a Girona in Spagna, dai fratelli Roca (Joan, Josep e Jordi), premiato con il titolo di “Primo Ristorante al Mondo” secondo la classifica 2013 della “The World’s 50 Best Restaurants”. 

L’anno scorso Luca è stato, per più di un mese, a Mentone, in Francia, al bellissimo e panoramico RistoranteMirazur” (Due Stelle Michelin e ventiquattresimo nella lista dei “The World’s 50 Best Restaurants”) dallo Chef italo-argentino Mauro Colagreco.     

Luca Landi ha curato l’apertura del RistoranteLunasia” nel 2004, non solo ideando la proposta gastronomica, ma ha anche seguito la progettazione dei locali e ne ha impostato la filosofia gestionale.

La Cucina di Luca Landi è ottima, esperta, precisa, attenta, divertente e mai scontata, coniuga con molta perizia la tradizione con l’innovazione e il gusto con l’estetica: una cucina che emoziona.

A Luca Landi e al RistoranteLunasia”, in questi anni, sono arrivati molti premi e riconoscimenti (anche quello di “Campione del Mondo di Gelato Gastronomico”), oltre a ottime valutazioni su tutte le principali Guide del settore, compresa, dal 2012, la prestigiosa “Stella” della Guida Rossa Michelin confermata, sempre, negli anni successivi.

La Famiglia Madonna ha deciso, all’inizio di questo 2016, di concentrare l’attenzione dei suoi investimenti nel meraviglioso contesto della Versilia e in particolare nell’accogliente meta turistica della Città di Viareggio (LU).
Per tale motivo il RistoranteLunasia” si è trasferito, come già accennato, a partire da 2 di Aprile 2016, all’ultimo piano nel “Roof” dell’Hotel Plaza e de Russie.

Sono andato a pranzo al nuovo “Lunasia” per godere anche, dalla grande terrazza, e in piena luce, della magnifica e suggestiva vista sulla “Passeggiata”.

Il Locale è classico con la Sala grande dotata anche del Bancone Bar
Lo spazio, arredato con accoglienti tavoli tondi, di diverse misure, gira intorno alla struttura dei due ascensori centrali. 
La Cucina si raggiunge, alla fine della Sala, salendo pochi gradini.

La Carta dei Vini è ricca e selezionata frutto di un’attenta collaborazione tra Luca Landi e Claudia Parigi.

Il Menù, di Terra e Mare, presenta moltissime novità. 
Intanto quello degustazione, che quest’anno è stato denominato “Ad Maiora…. Lunasia in Ingredienti”, si compone di 10 Portate
Poi c’è il Menù “Gli Ingredienti in Carta Bianca”, un Preliminare e 5 Portate a mano libera; quello “Gli Ingredienti dell’Angelo…. Le Ricette di Quel Tempo a Mio Modo” (riferito ad Angelo Paracucchi), anche questo composto da un preliminare e 5 Portate definite; infine un Menù “ Per Conoscersi” più concentrato e conveniente in tre servizi. 

Non manca neanche la scelta alla Carta che, a pranzo,  presenta molta elasticità potendo degustare più portate in versione ridotta.  

Ma veniamo alla degustazione fatta che è stata accompagnata da un’ottima e particolare Bollicina Italiana:

- “Marchese Antinori Cuvée Royale Brut”, Franciacorta D.O.C.G., 78% Chardonnay, 12% Pinot Nero, 10% Pinot Bianco, 12,5% Vol., prodotto da Antinori, uno speciale imbottigliamento,  denominato “Circolo degli Intenditori”, appositamente etichettato per il RistoranteLunasia”;

In tavola l’ottimo pane assortito, nei vari tipi e sapori, e i grissini al formaggio della Casa (dopo arrivano anche i super speciali panini assortiti), insieme all’ottimo Olio Extra Vergine di Oliva Italiano Biologico della Tenuta Il Casone 1729.

Sono state servite le seguenti portate:

- “Aperitivo dedicato al Gelato Gastronomico”, Cono gelato di gambero ed avocado, Hot dog di tonno in salsa BBQ (barbecue) di pesche, Grissino di Cozza e cozza fritta in scapece, “Mangia e bevi” Japanes Slipper (cocktail) con sorbetto di ostrica e crema litchi (ciliegia della Cina);

- “Giardino della Versilia”, gambero crudo del Golfo d’Imperia su crema di pomodoro giallo bruciato, cialda tonda di pane croccante, pallina di crema ghiacciata all’artemisia e un misto  di erbe diverse delle Montagne Apuane (grazie anche all’amicizia con il naturopata e omeopata Marco Pardini, lo Chef Luca Landi ha una grande passione per la vegetazione del Territorio);

- Capasanta arrostita su crema di mango e bacon, foglie di acetosella e piccola meringa nera al lime;

- “Baccalatte”, trancetto di baccalà appena scottato sottovuoto a bassa temperatura (60 gradi x 8 minuti) con insalatina di pesca “tabacchiera” (detta anche pesca piatta), arrostita e marinata, misticanza selvatica e latte di farro;

- “Gran bollito di mare”, molluschi, crostacei e pesce a lisca, cotti al vapore d’infusi e alghe, accompagnati da “panaché” di frutta e verdura, cotta sempre al vapore, e maionese di canapa;

- “Profumo di fiori”, gelato di fiore di nasturzio, mousse di foglie di nasturzio, biscotto sbriciolato di pino, petali di violetta cristallizzati;

- “Il Puzzle di Piccole Dolcezze” (Piccola pasticceria della Casa).

Tutto eccellente e ben presentato. 

Le preparazioni del bravissimo Chef Luca Landi, sono moderne e ricche di costruttiva inventiva, emozionano già prima di essere assaggiate……. figuratevi dopo.

Lo Chef Luca Landi è supportato, da una giovane e validissima Brigata di Cucina, tra cui spiccano il Sous-chef Stefano Cipollini e lo Chef Pâtissier Pantaleo Veloce.

La Brigata di Sala è alla guida dell’altra “colonna portante” del “Lunasia”, la brava responsabile, Maître e Sommelier, Claudia Parigi

Al panoramico (cielo, mare, spiaggia, porto, molo, passeggiata, monti) RistoranteLunasia” dell’Hotel Plaza e de Russie di Viareggio (LU) ho pranzato magnificamente bene in un’atmosfera molto gradevole e suggestiva.




l'Hotel Plaza e de Russie

Il Salone dell'Hotel

La Terrazza Panoramica

Una Vista: Passeggiata, Mare, Porto

Una Vista: Giardino Erbe, Mare, Passeggiata, Monti

Capasanta Arrostita......

"Baccalatte"

"Gran Bollito di Mare"

"Profumo di Fiori"

"Puzzle di Piccole Dolcezze"

La Brigata di Cucina

Luca Landi e Stefano Cipollini

Claudia Parigi, al centro, e la Brigata di Sala.

Luca Landi e Giorgio Dracopulos