sabato 14 aprile 2018

UNA MERITATISSIMA NUOVA STELLA MICHELIN AL RESTAURANTE “CEBO”, DI MADRID, DEL GRANDE CHEF AURELIO MORALES.




Nella bellissima Città di Madrid, Capitale della Spagna, c’è una Piazza a cui per molti motivi e ricordi sono particolarmente legato e affezionato: “Puerta del Sol”. 
Una grande e luminosa Piazza, una delle più antiche della Città, con la storica “Porta” risalente al XII Secolo
Una Piazza conosciuta in Spagna e nel Mondo per molte delle sue speciali e positive prerogative.

Puerta del Sol” è il km. 0, da qui si dipana tutta la misurazione della rete stradale Spagnola
al centro della Piazza c’è una grande statua a cavallo di “Carlo III di Spagna”, su di un lato, dal 1967, c’è un’altra statua particolarmente significativa l’Orso e il Corbezzolo, opera dello scultore Antonio Navarro Santafé (1906 - 1983), che rappresenta il simbolo araldico della Città.

Puerta del Sol” è il salotto buono, la zona commerciale e uno dei principali punti di riferimento per i milioni di turisti che ogni anno visitano la splendida Città di Madrid
Qui il 31 Dicembre di ogni anno, alla mezzanotte, decine di migliaia di persone festeggiano l’arrivo del nuovo anno con un rito estremamente suggestivo: “le campanadas”, i 12 rintocchi dello storico orologio a carillon del Palazzo delle Poste.

Uscendo da “Perta del Sol” e percorrendo, per un breve tratto, Carrera de San Jerónimo, sulla destra, al Civico  34 c’è l’ Hotel Urban, uno splendido e super accogliente Albergo5 Stelle Gran Lusso” inaugurato nel 2004.

Entrando nella hall dell’Albergo, a sinistra, si trova il RestauranteCebo” dello Chef Aurelio Morales, recentemente premiato dalla “Guía Michelin España & Portugal 2018” con la prima “Stella”. 
La Guida 2018 è uscita il 23 Novembre 2017 e considerando che “Cebo” ha aperto nel Giugno 2016, la “Stella” è stata guadagnata rapidissimamente.

Aurelio è nato, il 19 Luglio 1982 (è del segno del “cancro” come me, infatti ci siamo intesi subito benissimo) ad Alcalá de Henares, un’antica e accogliente Cittadina, ubicata a 30 Km. da Madrid.

Alcalá de Henares era già conosciuta al tempo degli antichi Romani con il nome di “Complutum”, il suo nome attuale invece lo deve agli Arabi, infatti “Alcalá” deriva da una loro parola che significa “roccaforte”, riferendosi a un’antica fortezza che sorgeva sull’argine del Fiume Henares.

La Città ha, tra le altre cose, ospitato una famosa Università trasferita poi nel 1836 a Madrid, e ha dato i natali a Miguel de Cervantes Saavedra (1547-1616), lo scrittore, poeta, drammaturgo e militare Spagnolo, universalmente conosciuto per aver scritto un capolavoro come “Don Chisciotte della Mancia”.

Aurelio Morales, fin da piccolo, 8/9 anni, aveva già appreso gli insegnamenti fondamentali di due cuoche fuori dal comune: Nonna Matilde e Mamma Rosa
Con tali insegnamenti proprio a quell’età, si dilettava già a preparare qualcosa da mangiare.

Pur avendo tali precedenti, all’età di 16 anni, decise di fare, seguendo un’altra sua grande passione per i tatuaggi, il “tatuatore”. 
I tatuaggi per Aurelio, che ne ha molti, saranno sempre fondamentali e scandiscono, sulla sua pelle, gli avvenimenti più importanti della sua vita.

Ma tale decisione trovò la ferma opposizione di tutta la Famiglia e cosi, Aurelio iniziò a studiare all’Istituto Alberghiero ad Alcalà di Henares
Però questa frequentazione durò solo pochi mesi perché  decise, si di lavorare in Cucina, ma vicino al mare.

A 17 anni infatti entrò in uno dei Ristoranti più famosi di Spagna e del Mondo il “Miramar” (Due Stelle Michelin), magnificamente ubicato proprio sul Lungomare, vista Porticciolo, della bella Località  turistico/balneare di Llançà
Il piccolo Comune si trova nella Provincia di Girona, nella Comunità Autonoma della Catalogna.

Per 7 anni Aurelio crescerà, non solo fisicamente ma anche di esperienza, proprio in questo straordinario Ristorante con un grande maestro come l’instancabile Chef Paco Pérez.
Visto che Aurelio ha quella “speciale scintilla” che distingue le persone più abili e portate per il proprio lavoro, ha fatto rapidamente carriera diventando il “braccio destro” di Paco Pérez.

Negli anni seguiranno altre fondamentali esperienze lavorative/formative, al mitico “elBulli” con il Maestro Ferran Adrià Acosta, e in altri Locali super famosi Spagnoli, e non, come “Echaurren”, “ABAC”, “Tickets”, “Suria del Ramses”, “Cafè Royal”.  

Una breve parentesi durante questo percorso, all’età di 25 anni Aurelio Morales ha aperto anche il primo Locale tutto suo, ma alcuni eventi negativi non gli hanno dato la possibilità di svilupparlo come desiderava. 
Attraversando poi un periodo con varie delusioni, Aurelio si era demoralizzato (come già detto è del Segno del Cancro) e quasi quasi voleva cambiare mestiere ed entrare in Polizia
Fortunatamente per i nostri palati l’incontro con un valido imprenditore ha dato una nuova svolta positiva alla sua carriera riportandolo in Cucina e aprendo una strada di successi.

Eccoci giunti nel Giugno 2016, quando Aurelio Morales ha aperto, al piano terra dell’ Hotel Urban, il suo nuovo Restaurante: “Cebo”. 

I locali dove è ubicato il “Cebo” sono stati progettati e ristrutturati, secondo i desideri di Aurelio,  dal Team di Architetti e Designers guidati Koke Clos.

Il Locale è molto bello e accogliente, nella sala un grande lampadario di cristallo, giochi di luci e ombre creati con i faretti del controsoffitto, pavimenti di marmo nero Africano, muri in cemento rivestiti di ebano e legno bianco, grandi tende che giocano al “vedo non vedo” attraverso una grande vetrata interna. 
Il tutto per mettere nel più assoluto agio 25 ospiti.

Sono entrato al Ristorante da una grande porta a vetri, dalla hall dell’Albergo, ma c’è un altro ingresso diretto dalla strada. 
A sinistra un Salottino di ricevimento, alcuni tavolini tondi, poltroncine e un divano, a destra il Bancone Bar
Girando intorno alla grande colonna d’orata, su cui si snoda intorno anche un bel Bancone di servizio, dove si fanno anche alcune preparazioni a vista, si entra nella prima parte della Sala dove, in fondo sulla destra, si affaccia, da una piccola finestra, la Cucina.

Nella seconda parte della Sala divisa da un grande mobile in cristallo, luminoso e climatizzato, per mantenere gli Champagne, troviamo due spazi più riservati, il primo esattamente dietro la vetrina appena citata, e il secondo nella parte finale, proprio prima di uscire dalla grande vetrata sul terrazzo interno. 
In questa ultima parte si trova anche la fornitissima Cantina a vista climatizzata.

I tavoli sono ben distanziati e la “mise en place” è lussuosa.  

Il Menu è alla Carta con un’ampia scelta, ma in primis ci sono due percorsi consigliati a prezzi diversificati con possibilità di abbinamento cibo/vini. 
Il primo, con 15 portate, è denominato “Expresión”, il secondo, più adatto anche per il pranzo, con 8 portate, si chiama “Esencia”.

Devo sottolineare con molto vigore, che per ambedue i Menu consigliati e non solo, il rapporto qualità prezzo è veramente eccezionale.

La Carta dei Vini è molto importante, non solo per le circa 400 Etichette elencate (pari a quasi 2000 bottiglie) ma soprattutto per l’ottima selezione che coinvolge i migliori Territori di produzione del Mondo.

Ma veniamo alla degustazione fatta che è stata accompagnata da un ottimo Vino Bianco Spagnolo:

- “Cobija del Pobre 2016”, Vino Blanco, Denominación de Origen Bierzo, 100% Godello, 13% Vol., prodotto dall’Azienda “Almázcara Majara”.

Il servizio Pane (ottimo pane e panini della Casa ai vari sapori) viene effettuato durante la degustazione e vengono suggeriti gli abbinamenti.

Il Menu che lo Chef Aurelio Morales ha voluto farmi provare è stato quello più ampio, “Expresión”, anche con qualche piatto in più del normale.

Sono stato servite le seguenti portate:

- Encurtidos Caseros - Amuse-bouche - Calçot de otoño - Pollo negro y navajas especiadas - Quisquilla del Mediterráneo - Callos “revisitación” - Migas, pie y oreja - Boquerón (2016) - Manjar blanco y bogavante Nacional - Chipirón “Black Andaluza” - Arroz “Costa Brava” - Gamba Roja - Espárragos de “Aranjuez” con sashimi de pescado pargo y crema de espárragos - Vaca vieja “180 dias” y caldo maduro - Queso dulce de remolacha - Naranja y azafrán - Chocoratafia - Yemas, almendras y costrada de Alcalá.

Tutto veramente molto buono, belle le presentazioni

La cucina del bravissimo Chef Aurelio Morales è precisa, puntuale, fatta con arte, sensibilità e personalità. 
Potrei definirla sicuramente odierna nella sua espressione più reale, costantemente evolutiva e realizzata utilizzando tecniche apprese in molte parti del Mondo
Una Cucina attuale, progressiva e libera che è ispirata in gran parte dalle sue esperienze fatte a Madrid e in Catalogna.

Il Direttore di Sala è un grande ed esperto professionista, il Madrileno Francisco (detto Paco) Patón, che ha avuto nella sua carriera molti riconoscimenti e premi tra cui il “Premio Nacional de Gastronomía al Mejor Director de Sala”.

Il RestauranteCebo” ha un personale (25 in tutto, 11 in Cucina e 14 in Sala) estremamente professionale e gentile.

Ho avuto il piacere di essere assistito, oltreché da Aurelio Morales in persona, anche dal bravissimo “Primer MaîtreYassine Khazzari, che mi ha riempito, con grande amabilità, di attenzioni e premure.

Sul Menu del Restaurante: “Cebo” c’è scritto: 
Un espacio gastronómico y atrevido donde un equipo inquieto y apasionado se une para hacer lo que le gusta
Aliados con el progreso y la avolución de su cucina, constituyen una gran capacitad para provocar emociones” 
(Uno spazio gastronomico audace dove una squadra irrequieta e appassionata si riunisce per fare ciò che gli piace. 
Alleati con il progresso e l’evoluzione della loro cucina, costituiscono una grande capacità di provocare emozioni).

Ho provato di persona che quanto affermato in queste “sentite” parole corrisponde alla realtà ed è il “segreto” del successo che il Ristorante riscuote anche tra il pubblico, visto che risulta primo nel gradimento, su 9000 locali di Madrid, sui principali portali web che pubblicano le recensioni degli utenti.   

Al RestauranteCebo” di Madrid, in Spagna, grazie al grande Chef Aurelio Morales e al suo prezioso Staff, sono arrivati molti riconoscimenti dalla stampa Nazionale e Internazionale, segnalazioni positive su tutte le Guide Specializzate e, come ho già detto, è stata attribuita una meritatissima “Prima Stella Michelin”.

Non saprei trovare altre parole per comunicarvi al meglio l’esperienza fatta al “Cebo” se non quelle di Aurelio Morales
Mi cocina es dinámica y en costante evolución donde los productos son la sorpresa, y el cliente es el protagonista”.





 Il Salottino all'Ingresso

La Sala

 Una Vista della Seconda Parte della Sala

La Cantina Climatizzata

Encurtidos Caseros

Amuse-bouche.

Migas, Pie y Oreja 

Arroz Costa Brava

Queso Dulce de Remolacha

Naranja y Azafrán

Chocoratafia

Lo Chef Aurelio Morales e Giorgio Dracopulos

domenica 8 aprile 2018

RISTORANTE “LA BARACCHINA” A CASTIGLIONCELLO (LI), DAL 1946 LA PASSIONE DELLA FAMIGLIA PANICUCCI PER LA BUONA CUCINA.




Il Cantautore e Poeta Statunitense James  Douglas Morrison (1943-1971), da tutti conosciuto come Jim Morrison, ha scritto: 
Sii sempre come il mare che infrangendosi contro gli scogli, trova sempre la forza per riprovarci”.

Si definisce “scoglio” una porzione di roccia che emerge dalle acque del mare.
Gli scogli e il mare con la loro indiscutibile attrattiva hanno da sempre arricchito la fantasia e la vita di tutti.

A Castiglioncello, nota e accogliente Località Marina, una Frazione nel Comune di Rosignano Marittimo, in Provincia di Livorno, situata in una posizione geografica straordinariamente bella e suggestiva, nell’ambito panoramico territoriale della magnifica Costa Toscana, c’è un Ristorante che ha proprio la prerogativa e tutto il fascino di essere costruito su alcuni scogli: “La Baracchina”.

Il Paese di Castiglioncello ha un’antica e lunga storia che parte probabilmente da un piccolo insediamento di pescatori Etruschi e poi attraverso l’epoca Romana, dove era già conosciuta come “ricercata Località turistica”, fino ad arrivare al primo Medioevo, quando si chiamava ancora Castiglione Mondiglio.

Successivamente fu anche un presidio militare, con il completamento, nel 1570, della Torre di Avvistamento, voluta dal Granduca di Toscana Cosimo I dei Medici, come difesa dalle incursioni dei pirati. 

Dalla metà dell’Ottocento in poi, Castiglioncello, ha preso la sua specifica caratteristica di famosa, accogliente e apprezzata meta turistico-balneare immersa nel verde della pineta.

Ma torniamo al RistoranteLa Baracchina” che è ubicato al Civico 9 del Lungomare Alberto Sordi.

Nel 1946 Piero Panicucci, insieme alla sorella Olga e alla consorte Rela, decisero di riempire, con le loro mani, lo spazio tra alcuni scogli, a pochissimi metri da “Punta Righini” (una delle posizioni più belle di Castiglioncello), por poter creare una piazzola su cui edificare una “baracchina” per il ristoro dei villeggianti. 
Inizialmente solo con alcuni ombrelloni ma, poi, anche con qualche genere di conforto “agroalimentare” che arricchisse il “solarium”.

In quell’epoca non esisteva ancora la bella passeggiata che attualmente costeggia il Lungomare e che prende il nome proprio da Alberto Sordi, uno dei moltissimi personaggi famosi del mondo internazionale dello spettacolo e della cultura che, negli anni 50, 60 e 70, fecero di Castiglioncello la loro meta più ambita.

Nomi indimenticabili come Marcello Mastroianni, Vittorio Gassman, Jean-Louis Trintignant, Bice Valori, Paolo Panelli, Luchino Visconti, Vasco Pratolini, Mario Monicelli, Renzo Montagnani, Franco Zeffirelli, solo per citarne alcuni ma la lista sarebbe infinita, che, con tutto il loro entourage al seguito, vivevano a Castiglioncello i loro momenti di relax e non solo.

Infatti proprio Castiglioncello, e dintorni, fu anche il set di film super famosi che hanno fatto storia nel mondo del Cinema come “Il Sorpasso”. 

Una clientela così straordinaria non poteva che essere accontentata, ed ecco che Olga Panicucci, da sempre una grande cuoca, ha iniziato a preparare, a “La Baracchina”, i piatti della tradizione con materie prime freschissime e di qualità, assistita da tutta la Famiglia
Da subito è un grande successo e “La Baracchina” è diventata un punto di riferimento per tutti coloro che volevano mangiare bene.

Trascorrono i decenni e “La Baracchina” si trasforma adattandosi ai tempi, fino ad arrivare a una data importante per la nostra storia, il 28 Novembre 1977, quando a Livorno nasce Alessio Panicucci, l’attuale “patron”.

Alessio è il nipote dei fondatori del Locale, anche se da sempre aveva aiutato nell’attività di Famiglia mai, fino all’età di 18 anni, aveva preso in considerazione la conduzione del Locale stesso. 
Il suo Babbo era Geometra e aveva una impresa di costruzioni, per lui “La Baracchina” più che un lavoro fondamentale era una grande passione che serviva anche a mantenere le pubbliche relazioni con una clientela affezionatissima.

Purtroppo il Padre di Alessio muore quando lui aveva 12 anni, e per qualche anno “La Baracchina” avrà varie vicissitudini fino al 1995, anno in cui Alessio Panicucci, compiuti i 18 anni, per iniziando l’Università alla Facoltà di Giurisprudenza, decise di farsi avanti e prendere in prima persona la conduzione del Locale.

Seguirono anni di grande impegno, superati con dedizione, passione e voglia di migliorare. 
Frutto di tutto ciò è stato il rinnovamento completo della struttura del Locale e non solo. 
Infatti grazie anche agli interventi fatti durante i periodi invernali negli anni 2015, 16 e 17, “La Baracchina” ha raggiunto l’accogliente e piacevole aspetto definitivo che ha oggi.

Il Ristorante, Bar, SolariumLa Baracchina”, come già accennato, è adagiato sugli scogli ed è cullato dalle onde del mare. 

Bella, luminosa e accogliente la Sala, completamente vetrata su tre lati da cui si può godere, con ogni tempo, della magnifica vista della Costa e del Mare.
Sul tetto del Locale la Terrazza, da cui con la bella stagione, si viene accarezzati dalla brezza marina stando comodamente sdraiati sui lettini. 
Una grande piattaforma creata su altri scogli, vicino al Ristorante, collegata da una romantica passerella, chiude un quadro logistico/ubicativo certamente di grande pregio.

Dal 2005 lo Chef del RistoranteLa Baracchina” è Andrea Di Liberto, soprannominato dagli amici “Mastro” grazie alla sua capacità di fare praticamente ogni cosa.

Andrea è nato in Sicilia, il 17 Dicembre 1976, nell’antichissimo Comune di Niscemi, in Provincia di Caltanissetta
Le sua Mamma Gaetana è molto brava in Cucina, e fin da piccolo si è abituato ai buoni e sinceri sapori di una terra Siciliana a dir poco straordinaria.

Nel 1987 la sua Famiglia si è trasferita in Toscana, una Regione con maggiori possibilità lavorative, il suo Babbo ha una Ditta Edile
Per un breve periodo hanno abitato in varie zone mai poi scelgono come meta definitiva Rosignano Solvay, un’altra Frazione nel Comune di Rosignano Marittimo confinante con Castiglioncello.
Qui Andrea ha frequentato le Scuole dell’Obbligo, dove ha conosciuto ed è diventato amico di Alessio Panicucci; poi, fin da ragazzo, ha iniziato a lavorare in estate come bagnino e in inverno con l’Azienda di Famiglia insieme ai fratelli.

Nel 1999, con un amico, ha deciso di andare in Inghilterra, l’unico lavoro che la era abbastanza facile trovare era nelle Cucine dei Ristoranti Italiani, cosi un po’ per curiosità e un po’ per necessità si è adattato, iniziando la sua carriera di Cuoco

Negli anni successivi è tornato in Italia e poi nuovamente all’Estero, dal 2001 ha lavorato nelle Cucine di un noto Ristorante a Saragozza in Spagna
Nel 2003 è tornato in Italia, due anni dopo ha accettato l’invito del suo amico d’infanzia, Alessio, di diventare lo Chef del RistoranteLa Baracchina”.

Ma torniamo alla mia visita al Locale, in una super suggestiva giornata di mare in burrasca.

Il Menu è ovviamente di Mare con un’ampia scelta.

La Carta dei Vini è interessante e assortita.

Eccoci giunti alla degustazione fatta che è stata accompagnata da una buona bollicina Italiana:

- “Monsupello Nature”, Spumante Brut Nature Metodo Classico, Vino Spumante di Qualità (VSQ) Pas Dosé, 90% Pinot Nero e 10% Chardonnay, 13% Vol., prodotto dall’ Azienda Agricola Monsupello.

In tavola del buon Pane, assortito e di qualità.

Sono state servite le seguenti portate:

- “Benvenuto” - Crema di Zucca Mantovana con alici di lampara di Porto Santo Spirito (le alici catturate, di notte nel più assoluto silenzio, con l’antica tecnica della lampara sono più buone), e Capperi di Pantelleria;

- Carpaccio di gamberi rossi Pistacchi di Bronte, arancia e menta;

- Due capesante con fegato d’anatra, una con caviale e l’altra con gambero rosso, su crema di mela e polvere di pistacchi;

- Crema di fagioli solfini con calamaretti al limone;

- Spaghetti, del “Pastificio Agricolo Mancini”, al profumo di mare sgusciato (cozze, calamari e calamaretti);

- Fritto di mare con carciofi;

- Cheesecake al frutto della passione;

- Piccola pasticceria della Casa.  

La Cucina dello Chef Andrea Di Liberto è “pulita” fatta con materie prime di qualità, molta l’attenzione nelle cotture e nelle presentazioni.

Il servizio di Sala, diretto da Alessio, come anche tutto il resto, è attento alle esigenze della clientela mantenendo sempre un’atmosfera premurosa e familiare.

Al Ristorante, Bar, SolariumLa Baracchina” di Castiglioncello (LI) tutto l’anno si può apprezzare la passione di Alessio Panicucci, come è sempre stato anche per la sua Famiglia, per la buona cucina, godendo dell’incomparabile e fascinoso spumeggiare delle onde del Mare sugli scogli.




Spumeggiare di Onde sugli Scogli

Olga Panicucci

Una Vista dalla Sala (Foto M. Provinciali)

"Benvenuto"......

Carpaccio di Gamberi......

Capesante......

Crema di Fagioli......

Spaghetti al Profumo di Mare......

Fritto di Mare......

Cheesecake......

Piccola Pasticceria

Alessio Panicucci e Giorgio Dracopulos

mercoledì 4 aprile 2018

PASQUETTA 2018 NELLA MAGNIFICA ACCOGLIENTE ATMOSFERA DEL WINE & LOUNGE BAR “IL SAL8” (IL SALOTTO) DI “POGGIO AI SANTI”.




In Francese la parola “relais”, nel senso di luogo di accoglienza, si riferiva originariamente a quelle strutture, vere e proprie Stazioni di Posta, dove i vetturini/cocchieri, i viaggiatori e i cavalli, si rifocillavano e riposavano dopo aver fatto dei lunghi percorsi stradali. 
Dette strutture erano quindi solitamente ubicate in campagna e venivano recepite come ambite “oasi nel deserto”.

Oggi il termine “relais” viene utilizzato, in molti casi, per riferirsi, a un concetto di lusso e di straordinaria accoglienza, ma, spesso non correttamente, con riferimento ad alberghi, ubicati in edifici storici o particolari, situati in Città o centri abitati e non in campagna.

Credo proprio di non sbagliare a definire “Relais” il super accogliente HotelPoggio ai Santi”, ubicato su una panoramicissima collina (160 m. s.l.m.) e immerso nel verde della magnifica Costa Toscana a San Vincenzo, in Provincia di Livorno.

Da “Poggio ai Santi” si gode una romantica vista, letteralmente mozzafiato, sulla Costa, il Mare e le Colline circostanti.

Un “paradiso” formato da 4 ettari di “giardino botanico”, campi coltivati a lavanda e rosmarino, oltre 20 ettari di oliveto, 3000 alberi che fanno bella mostra di se tutto intorno, per non parlare delle varie strutture: poetici casolari perfettamente e naturalmente inseriti nel contesto, la piscina, le scuderie, l’Azienda Agricola Biologica e moltissimo altro………….

Anima di tutto ciò è la titolare, un’appassionata, dolcissima e affascinante signora di nome Francesca Vierucci.

Ci sarebbe da parlare molto a lungo degli infiniti pregi che “albergano” a “Poggio ai Santi” ma oggi vi voglio raccontare del giorno di Pasquetta che ho trascorso al Wine Lounge & Bar AgricoloIl Sal8” (Il Salotto), uno dei due punti di ristorazione del Relais, l’altro è il RistoranteIl Sale”.

In una giornata finalmente di tempo buono, sono stato caldamente accolto dalla gentilissima Francesca Vierucci, da suo figlio Giulio Neri (attivissimo e capace responsabile di tutta la Ristorazione di “Poggio ai Santi” e di molto altro) e da Alessandro Ciacci (il Maestro Macellaio che cura tutto il settore carne/affettati del Relais, compreso lo studio per il perfezionamento delle cotture).

Il bravo Chef della struttura è Massimiliano Mosciatti (Marchigiano classe 1972), un grande appassionato della Cucina di qualità.

Anche “Luigi” il simpatico canino “mascotte” di Casa (un barboncino fulvo) è stato molto “professionale” e socievole.

Dopo un delizioso aperitivo, preparato con grande arte da Cristiano Taluzzi, Manager e Mixologist del Bar, mi sono accomodato a uno dei tavolini predisposti nel giardino.

Da un bancone di servizio, dove Alessandro Ciacci si affaccendava a “tagliare e suddividere”,  partivano per tutti gli ospiti dei grandi vassoi di legno carichi di infinite bontà:

- Salsicce fresche preparate con un’antica ricetta;

- Soppressata al leggero aroma di arancia;

- Salsicce stagionate di antica tradizione;

- Crostone di trippa e lampredotto;

- Salame Toscano;

- Prosciutto di maiale brado stagionato 18 mesi;

- Crostini di animelle;

- Frittatine assortite ai vari sapori;

- Crostini di milza;

- Salame d’oca; 

- Prosciutto arrosto, cotto al forno, di maiale brado porchettato (disossato, speziato, arrotolato e avvolto nella cotenna) alla “Birra de’ Neri”, una birra di Casa in quanto prodotta da Francesco Neri fratello di Giulio;

- Tiramisù “sbagliato”……….  una crema di panna e cioccolato artigianale, con biscotti Pavesini e caffè.

Tutto ciò che è stato servito era straordinariamente buono e di rara qualità.

In accompagnamento, oltre alla “Birra de’ Neri”, già citata, anche uno dei Vini della CasaPrato ai Fiori 2016”, Rosso toscana I.G.T., un blend di Sangiovese e Syrah, 14% Vol., molto gradevole, fresco e particolarmente adatto alle portate degustate.

Il servizio ai tavoli è stato effettuato, con premurosa attenzione e grazia, dalla bellissima Veronica Fulceri fidanzata di Giulio Neri.

Poggio ai Santi” ha 4 Vini etichettati con il proprio nome, oltre a “Prato ai Fiori”, “Scala Santa”, “Salto alla Cervia” e “Spinosa”, nomi che si riferiscono a toponimi del Territorio rappresentando lo stretto legame con lo stesso.

I Vini sono imbottigliati all’origine da un caro amico ed esperto produttore, Giorgio Socci del “Podere San Michele”.

La piacevolissima giornata è stata movimentata anche da una troupe televisiva di “Rai 1” che riprendeva l’evento e allietata dai bravi ragazzi del Gruppo Musicale il “Trio Cantagallo”.  

Il Lunedì dell’Angelo (il giorno dopo la Santa Pasqua), comunemente definito con il termine Pasquetta, ricorda l’incontro dell’Angelo che annunciava alle donne recatesi al Santo Sepolcro la resurrezione di Gesù
La giornata è per tradizione dedicata, oltre alle cerimonie religiose, a gite in campagna e a piacevoli incontri gastronomici con gli amici.

Credo di aver perfettamente rispettato la Tradizione trascorrendo la Pasquetta 2018 nella magnifica accogliente atmosfera del Wine Lounge & Bar AgricoloIl Sal8” (Il Salotto), nel bellissimo complesso del Relais HotelPoggio ai Santi” di San Vincenzo (LI).




Un Panorama Magnifico

Wine Lounge & Bar Agricolo "Il Sal8"

Una Vista Interna

Un Angolino Tranquillo

Giardino e Tavolini

Alessandro Ciacci e Giorgio Dracopulos

Il Maestro Macellaio Alessandro Ciacci

Vassoio di Crostini e Frittatine

Vassoio di Affettati

"Rai 1" Intervista Giulio Neri

Il Trio Cantagallo

Francesca Vierucci, Giorgio Dracopulos e "Luigi"

giovedì 29 marzo 2018

AUGURI PER UNA FELICISSIMA SANTA PASQUA CON LA BUONA “COLOMBA GELATO” DELLA CAFFETTERIA E GELATERIA “RIGONI DI ASIAGO – NATURALMENTE A MILANO”.




La Santa Pasqua è la principale festività della Religione Cristiana
Con Essa si celebra l’Evento più importante riportatoci dai Vangeli e dai testi del Nuovo Testamento, la Resurrezione di Nostro Signore Gesù avvenuta il terzo giorno dalla Sua morte sulla Croce.

Il luogo dove si è svolto tale tragico episodio viene indicato, sempre nelle Sacre Scritture, poco fuori delle antiche mura di Gerusalemme, vicino alla collina rocciosa che porta il nome di Calvario (chiamata anche Golgota), proprio il punto preciso dove venne crocifisso.

Qui, a imperitura memoria, venne edificata (le prime tracce risalgono al II secolo d.C.) la Basilica Cattedrale Patriarcale del Santo Sepolcro (denominata anche Chiesa della Resurrezione). 

La parola Pasqua deriva dall’EbraicoPesach” (passare oltre) e dall’AramaicoPasa’”, indicava l’evento della liberazione che Mosè fece degli Ebrei dalla schiavitù degli Egiziani.

Il Primo Concilio Ecumenico (la riunione solenne di tutti i Vescovi Cristiani) iniziò il 25 Maggio del 325 d.C. nella Città della Turchia Asiatica di Nicea (oggi Iznik), a 130 Km. a sud-est della Città di Costantinopoli (oggi Istambul) nell’Impero Romano d’Oriente
In quella occasione fu deciso che la data della Santa Pasqua era mobile e che si festeggiava la Domenica successiva alla prima luna dell’equinozio di Primavera.

Seguendo queste regole per la Chiesa Cattolica la data della Pasqua è sempre compresa tra il 22 Marzo e il 25 Aprile di ogni anno. 

Per la Chiesa Ortodossa, che segue il Calendario Solare, detto “Giuliano” classificato dall’astronomo GrecoSosigene di Alessandria d’Egitto” (I Secolo a.C.) e promulgato da Giulio Cesare nel 46 a.C., la Festività cade tra il 4 Aprile e l’8 Maggio.

In occasione della Santa Pasqua, e per la tradizionale scampagnata di Pasquetta, per tutta Italia si preparano moltissime ricette culinarie che portano in tavola preparazioni salate e dolci che allietano la tavola delle famiglie.

Per le carni è tradizione preparare arrosti con agnelli e capretti, simboli di dolcezza e sacrificio.
Si fanno le torte salate come la “torta Pasqualina” di antica tradizione Ligure, preparata con uova, ricotta, pecorino, parmigiano e bietola da costa (bieta) o spinaci lessati, il tutto racchiuso nella pasta sfoglia.

Per i dolci tanta è la varietà che è impossibile elencarli tutti. 

Le uova, per esempio, sono state fin dai tempi antichissimi simbolo della vita, già i Persiani e gli Egizi, a primavera, usavano donare le uova di gallina.
Tutt’oggi si usa portare a benedire, la mattina di Pasqua, le uova lesse.

L’uso di decorare le uova si sviluppò principalmente nel Medioevo e, proprio in questo periodo, si incominciò a fabbricare anche uova in metalli preziosi per le classi nobili e ricche. 
Bisogna arrivare a poco più di cento anni fa per vedere nascere le uova di cioccolato e successivamente lo svilupparsi della prassi di inserire nelle stesse una piccola sorpresa.

Tre gli altri dolci Siciliani che si fanno per Pasqua posso ricordare “la cassata con le mandorle”, “i pupi di zucchero” e “l’agnellino di pasta di zucchero e garofano”.
In Campania tra la varietà dei dolci pasquali non si può dimenticare “la pastiera”.

In Toscana si devono citare le diverse versioni di “schiacciate” in alcuni casi chiamate “stiacciate”,  in Versilia le torte “cioccolato e pere” e “cioccolato e riso”, nel Pisanola torta co’ bischeri”.

In Puglia la ciambella “scarcella”, nel Lazio la “pizza di Pasqua” e in diverse altre Regionila treccia di Pasqua”.

Ma è la classica “Colomba Pasquale”, che nasce dall’antica tradizione Siciliana dei dolcetti nelle loro diverse varianti  locali, dai “biscotti quaresimali” ai “ palummeddi” o “pastifuorti” (piccoli dolci dalle forme di colombe, galletti, cestini con uova ecc.) per poi modernizzarsi, nel 1930, con l’invenzione della “Colomba Motta”, messa in produzione, in Lombardia, dall’omonima Azienda,  che forse, su tutto il Territorio Nazionale, identifica di più la “Santa Pasqua”.

Oggi la Colomba è prodotta sia industrialmente che artigianalmente in molte varianti.

Quella di cui vi voglio parlare oggi è un tipo particolare di Colomba, di grandissima qualità e bontà, prodotta da “Rigoni di Asiago”.

Rigoni di Asiago” è un’Azienda specializzata nel produrre e commercializzare prodotti di grande livello e qualità le cui materie prime provengono esclusivamente da “agricoltura biologica” e senza l’aggiunta di additivi o conservanti.

Rigoni di Asiago” ha il suo fiore all’occhiello a Milano, al Civico 15 in Via Buonarroti, un “concept store” (esercizio commerciale dalla struttura architettonica e dal design di avanguardia) super accogliente “Rigoni di Asiago – Naturalmente a Milano”.

Il Locale è su due piani, per un totale di circa 250 mq, al piano terra troviamo la Caffetteria, la Gelateria, la Pasticceria e la zona Lunch, mentre al piano sottostante c’è il Negozio vero e proprio dove si può trovare tutta la loro produzione.

La Colomba presa in considerazione è la “Colomba Gelato”, un eccellente prodotto artigianale, una ricetta sana e tradizionale, a lievitazione naturale, farcita con la “Nocciolata senza latte” (una delle specialità più golose di Rigoni di Asiago) e con il pregiato gelato al pistacchio.    

Da notare che i loro gelati sono caratterizzati da una speciale mantecatura (firmata “Carpigiani”) che ne mantiene intatta la straordinaria cremosità e la freschezza.

Oltre a questa gustosissima Colomba  non posso non citare alcune autentiche chicche, vere esclusive delizie, come “l’Uovo gelato al gusto di latte e miele di bosco, nocciola e pistacchio” e “l’Uovo gelato in versione nocciola, Nocciolata, latte e miele di bosco”.

Con la “Colomba Gelato” della Gelateria/PasticceriaRigoni di Asiago”, di Milano, possiamo festeggiare al meglio la Pasqua 2018.

La Pasqua è un giorno veramente speciale, nasce per donare, serenità e letizia a tutti. Spero con tutto il mio cuore che questo giorno doni a Voi alle vostre Famiglie grande gioia e felicità.






Rigoni di Asiago - Naturalmente a Milano.

Uovo gelato: Latte, Miele, Nocciola, Pistacchio

Uovo gelato: Nocciola, Nocciolata, Latte, Miele