sabato 16 marzo 2019

“ARNOLFO” RISTORANTE - RELAIS & CHÂTEAUX A COLLE DI VAL D’ELSA: SEMPLICEMENTE MAGNIFICO.




Nella Storica e accogliente Cittadina di Colle di Val d’Elsa, in Provincia di Siena, c’è un Locale a cui sono particolarmente affezionato non solo per la meravigliosa accoglienza e per le fantastiche delizie che vi si gustano ma anche per i suoi specialissimi Titolari: “Arnolfo”.

Il Locale porta il nome di Arnolfo di Cambio che è stato un importante Scultore, Architetto e Urbanista, conosciuto anche come Arnolfo di Lapo data la sua nascita nella Famiglia del Notaio Messer Lapo
Arnolfo nacque, in una antica Casa Torre a mattoni rossi proprio a Colle di Val d’Elsa, tra il 1240 e il 1245, non si sono trovati documenti certi dell’evento e lo stesso per la scomparsa datata tra il 1302 e il 1310

Tra le sue molte opere, realizzate soprattutto a Firenze e Roma, si possono annoverare sculture funerarie e monumentali di grande valore insieme a progetti di valenza mondiale come, tra gli altri, Palazzo Vecchio e la Basilica di Santa Croce a Firenze e il Duomo di Orvieto.    
A un personaggio cosi autorevole, l’antica e storica Cittadina di Colle di Val d’Elsa ha dedicato la Piazza principale, nella parte bassa del centro abitato, e molto altro.

Ma anche per gli amanti del “bien vivre” a Colle di Val d’Elsa c’è, come già accennato, un altro “Arnolfo” super famoso ed è lo straordinarioRistorante - Relais & Châteaux” della Famiglia Trovato.

I Trovato hanno origini contadine e Siciliane
Concetta Giannì, sposata Trovato, purtroppo rimase vedova a 38 anni e, nel 1965, decise di trasferirsi, con i 6 figli (Gaetano, Giovanni, Antonina, Enza, Maria, Alessandra) a Colle di Val d’Elsa dove già si era stabilita una sua cugina. 

Appresi gli insegnamenti della Cucina Toscana aprì, con la forte spinta anche della volontà delle figlie nel 1978, una Trattoria dove esprimeva con i suoi piatti tutto l’amore per le produzioni più naturali e sane. 
La “cucina tradizionale di qualità” ebbe subito successo, grazie alla bontà delle preparazioni frutto delle nuove esperienze Toscane con forti inserimenti della Terra di origine
Il Locale venne battezzato “Arnolfo” e si trovava in Piazzetta Santa Caterina, uno degli angoli storico panoramici più belli della Cittadina.   

Gaetano Trovato, classe 1960, e suo fratello Giovanni, classe 1951, sono nati a Scicli, un antichissimo Comune Siciliano passato attraverso una lunga Storia fatta dai Greci, dai Cartaginesi, dai Romani, dai Bizantini, dagli Arabi, dai Normanni, dagli Aragonesi per poi giungere fino ai nostri tempi. 
Un Comune, distante 24 Km. da Ragusa, cosi “ricco” e bello che lo scrittore Elio Vittorini (19081966) lo definì (in un suo romanzo purtroppo incompiuto) “la più bella Città del Mondo”.

A Colle di Val d’Elsa Gaetano è cresciuto contornato da un’atmosfera culinaria forte, positiva, familiare e nello stesso tempo di una qualità eccellente, iniziando cosi ad apprezzare gli aromi e i sapori partendo anche dal suo primo grande amore: il pane.

Finite le superiori a Colle di Val d’Elsa, Gaetano ha fatto 2 anni di specializzazione nelle Cucine del  prestigioso Hotel (5 Stelle) “Kulm”, nella rinomata località di villeggiatura montana di Saint - Moritz, nel Canton Grigioni in Svizzera
Tra l’altro nel Gennaio 2010 proprio la Direzione del Kulm lo ha richiamato in occasione del XVIISt. Moritz Gurment Festival” per affidargli, tra gli altri eventi, la prestigiosissima serata del “Gala Dinner”.  

Dopo la parentesi Svizzera, Gaetano è rientrato in Italia ed è andato a conoscere i “segreti” di un grandissimo Chef, di origine Umbra, Angelo Paracucchi (1929 - 2004), un vero maestro innovatore della “Cucina Creativa Italiana”, titolare della mitica “Locanda dell’Angelo” ad Ameglia in Provincia di La Spezia.

Successivamente Gaetano si è trasferito in Francia al famoso Ristorante/LocandaMoulin de Mougins”, ubicato in un antico e fascinoso mulino (moulin) del sedicesimo secolo, nel Comune di Mougins, sulle alture di Cannes, nella Regione della Provenza - Alpi - Costa Azzurra, allora proprietà del suo fondatore il super stellato Chef Roger Vergé.

Un’altra fondamentale esperienza Francese di Gaetano è stata quella presso Gaston Lenotre (1920 - 2009) a Parigi, fantastico Chef Patissier e imprenditore, fondatore, nel 1971, della “Ecole Lenotre” prestigiosa scuola da cui sono usciti alcuni tra i più grandi Cuochi e Pasticceri del Mondo (Lenotre ha poi aperto molte Sedi del suo Istituto in altre Nazioni). 
Gaston Lenotre possedeva anche dei Ristoranti, tra gli altri, sempre a Parigi, dal 1976 il “Pré Catelan” e dal 1985 il “ Pavillon Elysée Lenotre”. 
Gaetano Trovato ha frequentato prima la “Ecole” e poi è stato nella Cucina del raffinato “Pré Catelan” nel cuore di Bois De Boulogne.

Nel Maggio del 1982 Gaetano rientrò nella Cucina del Locale di Famiglia, a Colle di Val d’Elsa, per un paio di anni  con la sua Mamma, ma poi prese totalmente in mano la conduzione di “Arnolfo”.
Passarono alcuni anni e Gaetano ha allargato ancor di più la sua esperienza facendo brevi Stage da alcuni dei migliori Chef del Mondo, assaggiando e vedendo fare le preparazioni di veri e propri artisti come Paul Bocuse, Bernard Loiseau e Alain Chapel.

Intanto, il 28 Febbraio 1990, arrivò un lietissimo evento per Gaetano: a Poggibonsi nacque la sua bellissima Figlia Alice.

La struttura del RistoranteArnolfo” di allora non era più idonea allo svilupparsi di una Cucina emergente e di successo come quella del  bravo Chef Gaetano Trovato
Dopo molte ricerche e tentativi si presentò un’occasione fortunata proprio a pochissimi passi di distanza dalla loro Sede
Venne acquisito uno dei magnifici Palazzi edificati dalla nobile e illustre Famiglia dei Ranieri, Marchesi e Vescovi discendenti da Ranieri I Bourbon del Monte di Santa Maria, signore di Toscana dal 1014 al 1027

Lo Stabile su 4 livelli (piano interrato, piano terra, piano primo e secondo) è ubicato in una delle principali strade del centro storico e presenta un’architettura quasi totalmente originale, con l’antico portale, e la finestra inginocchiatoio. 
Il secondo piano, invece, è andato distrutto sotto un bombardamento alleato durante la Seconda Guerra Mondiale e la ricostruzione è avvenuta nel dopo guerra. 
Dopo impegnativi lavori di ristrutturazione e di adeguamento, nel 1995, il RistoranteArnolfoebbe finalmente la sua nuova e splendida sede, con in più quattro belle e accoglienti camere matrimoniali.

Il Fratello di Gaetano, Giovanni Trovato, ha fatto un percorso diverso. 
Dopo le scuole e l’Università, dove si è laureato in Ingegneria, per alcuni anni è stato a Rotterdam, seconda Città dei Paesi Bassi e Porto più grande d’Europa, in un affermato Studio Tecnico che lavorava e lavora per i cantieri navali. 
Poi nel 1990 decise di rientrare nell’attività di Famiglia come Direttore e, seguendo la grande passione per i Vini ha iniziato il lungo e impegnativo percorso di 5 anni diventando un grandissimo Sommelier Professionista A.I.S..

Il Ristorante - Relais & ChâteauxArnolfo” ha un fascino avvolgente ed elegante: 
l’ingresso accogliente con un piccolo disimpegno, a destra locali di servizio, a sinistra la scala che scende alla saletta del piano sottostante da cui si accede alla panoramica terrazza con la pergola, dove nella bella stagione si può cenare fuori. 
A questo livello si trova anche la Cucina.
Dal sopracitato disimpegno più avanti troviamo a destra una piccola saletta, a sinistra le scale che portano ai piani superiori, davanti, attraverso un arco, si accede alla sala più grande con pochi tavoli (in totale si servono al massimo una trentina di ospiti), illuminata, di giorno, dalle due grandi e panoramiche porte finestre con micro balconcino, la sera, dai preziosi lampadari di cristallo.  
Prevale il colore bianco, spezzato dai rossi tappeti, dai grandi specchi e dai colorati e fascinosi quadri, di famosi Artisti, appesi alle pareti.

L’Apparecchiatura è molto bella e signorile, fiori e accessori di gran gusto, soprattutto in cristallo, che rifiniscono perfettamente ogni possibile spazio. 
Il merito di tutto ciò è la cura amorevole per i dettagli e il tocco delicato e femminile di Alice e sua Zia Alessandra, la più piccola della quattro sorelle di Gaetano
Le fini e preziose cristallerie personalizzate provengono tutte da Colle di Val d’Elsa famosa per la sua pregiata produzione.

Il Menu è composto, oltre dalla “Selezione alla Carta”, da Tre Percorsi consigliati, già dai nomi estremamente coinvolgenti: “Evoluzioni Contemporanee”, “Essenze del Territorio”, “Architetture Vegetali”. 
In aggiunta poi c’è la Carta dei Dolci, preparata dal bravissimo Chef Pasticcere Michele Fanucchi, denominata “Dolce Suggestione d’Autore”.

La Carta dei Vini è imponente: oltre 900 etichette (più di 20.000 Bottiglie) il meglio della produzione Mondiale, anche nei diversi e più rari formati in annate da collezione. 
Particolare attenzione è stata data al Territorio, all’Italia e alla Francia.

Ma veniamo alla degustazione fatta.

In tavola il fragrante pane della Casa insieme ai gustosi Grissini, une vera festa di sapori.

Le portate sono state accompagnate da due grandi Vini:

- “Champagne Bollinger Rosé 2006”, Champagne A.O.C. (Appellation d’Origine Contrôllée), Millésime Edizione Limitata, una particolare Cuvée di 9 Cru super selezionati (Grand e Premier), un assemblaggio composto da 72% di Pinot Noir e 28% di Chardonnay, 12% Vol., prodotto dalla Maison Champagne Bollinger;

- “Le Macchiole 2015”, Bolgheri Rosso D.O.C., 50% Merlot, 30% Cabernet Sauvignon e 20% Syrah, 14% Vol., prodotto dall’Azienda “Le Macchiole”.

Sono state servite le seguenti portate:

- “Aperitivo Freddo”: - Gambero marinato agli agrumi, sorbetto al mandarino e spuma alle mandorle - Battuta di manzo (Chianina) con spugna al prezzemolo e mousse di porcini - Mousse di pecorino, perlage di balsamico, chips di parmigiano e pera;

- “Aperitivo Caldo”: - Topinambur al miso, chips e riduzione di topinambur - Raviolo con Cinta Senese, mirepoix (battuto) di verdure - Biscottino al caffè con fegatini e nocciole, salsa al frutto della passione;

- Triglia, mela verde, finger lime, caviale di aringa;

- Mazzancolla, lardo di Colonnata, fagioli zolfini, cialda ai crostacei;

- Ossobuco di vitello, salsa verde, gambero rosso;

- Agnolotti, gallinella di mare, broccoli, calamaretti;

- Cappelletti, gallo nero del Valdarno, uovo di quaglia, tartufo;

- Dentice, arancia, rapa rossa, indivia belga;

- Piccione di Laura Peri, petto, coscia, melagrana, alkermes, scalogno fondente;

- Ananas, Vinsanto, caramello;

- Marroni, cachi, vaniglia;

- Yogurt, mango, caffè;

- Piccola pasticceria della Casa. 

Tutto straordinariamente ben presentato e dai sapori sublimi
La “Cucina Cucinata” di Gaetano Trovato è il risultato di un impegno certosino, appassionato ed esperto, simile a quello di un “architetto”, per ottenere con estro e fantasia una simbiosi tra il cromatismo, la coreografia e il piacere del gusto, il tutto bilanciato ed equilibrato in maniera impeccabile, rispettando le stagioni, il territorio e una qualità eccelsa.

La “Brigata di Cucina” è numerosa, giovane e bravissima. 
Lo Chef Gaetano Trovato è uno dei più importanti ed esperti Maestri del Mondo e con i suoi insegnamenti sono moltissimi gli Chef che hanno raggiunto grandi livelli e mete “stellari”.

Anche la “Brigata di Sala” è giovane, molto premurosa e professionale. 
Alice Trovato, poi, è una vera e propria “ventata di Primavera” con la sua straordinaria carica vitale e tutta la sua dolcezza accompagnata da uno splendido sorriso.

Il RistoranteArnolfo” dal 1978, e in particolare dal 1982, ha avuto un percorso ricco di super meritati riconoscimenti ed è membro della prestigiosa catena “Relais & Châteaux” e dell’AssociazioneJeunes Restaurateurs d’Europe” (il cui motto è “Talento e Passione”). 
Arnolfo” ha ricevuto la “Prima Stella” dall’autorevole “Guida Rossa Michelin” nel 1986 e la “Seconda Stella” nel 1999
Tra i moltissimi altri premi, nel 2012, anche l’Oscar Enogastronomico Italiano, l’ambito “Premio Piazza de’Chavoli”.

Quest’anno, il 2019, Gaetano e Giovanni Trovato, festeggiano i loro primi trentasette anni di attività ma sono ancora in continua evoluzione. 
Molte novità bollono in pentola, ma la più importante è sicuramente quella che, nella Primavera del 2020, apriranno il loro nuovo fantastico Ristorante su una meravigliosa collina panoramica con una bellissima vista anche sul Centro Storico di Colle di Val d’Elsa.

Che cosa posso aggiungere sennonché il Ristorante - Relais & ChâteauxArnolfo”, di Colle di Val d’Elsa, è semplicemente magnifico in tutti i sensi.




L'Ingresso

Una Vista della Saletta al Piano Sottostante

Una Vista della Sala

Giovanni Trovato

"Aperitivo Freddo"......

"Aperitivo Caldo"......

Triglia.....

Mazzancolla......

Ossobuco......

Agnolotti......

Cappelletti......

Dentice......

Piccione......

Ananas......

Marroni......

Yogurt......

Piccola Pasticceria della Casa

La Brigata di Cucina

Alice Trovato con Parte della Brigata di Sala

Giorgio Dracopulos e lo Chef Gaetano Trovato

venerdì 8 marzo 2019

“COME SI MANGIA L’OLIO” UNA STRAORDINARIA, BELLISSIMA E IMPERDIBILE TRILOGIA.




Conoscere bene l’Olio Extra Vergine di Oliva è essenziale per una sana Alimentazione.

Le piante di olivo selvatico (Olea Europaea Oleaster) esistono da millenni e l’uomo ha imparato a conoscerle da oltre 6000 anni.
Questa conoscenza venne approfondita, a partire dagli Armeni e successivamente anche dagli Egiziani
Queste straordinarie piante, non più selvatiche ma coltivate, dalle quali grazie alla spremitura delle olive si ricava quel magnifico prodotto che si chiama Olio, divennero essenziali per la vita dell’uomo.

Già 2000 anni a.C. nel Codice Babilonese (composto da 282 leggi), che porta il nome del Re Hammurabi (regnò dal 1792 al 1750 a.C.), si regolava la produzione e il commercio dell’olio d’oliva.
L’olio di oliva, prima per i Greci e poi per i Romani, fu fondamentale per lo sviluppo dell’agricoltura, del commercio e dell’alimentazione, ciò ne favorì la diffusione in tutto il bacino del Mediterraneo.

Siamo certi, grazie ai numerosi ritrovamenti archeologici, che l’olio di oliva veniva prodotto nella Penisola Italica già avanti Cristo nei Secoli VIII e VII.
L’Italia geograficamente si prestava, e si presta, grazie al favorevole clima mediterraneo, allo sviluppo delle piante di olivo, in particolare l’Olea Europaea Sativa, le varietà da olio e da mensa.
Lucio Giunio Moderato Columella (4 - 70 d.C.), agricoltore e scrittore Romano di Agricoltura, nel I Secolo d.C., nel suo trattato, pervenutoci integro in dodici volumi, “De re Rustica”, definiva l’olivo come “il migliore albero esistente” (Olea prima omnium arborum est).

Nel mondo Romano si arrivò ben presto ad avere una classificazione di cinque tipologie di olio a seconda del momento in cui avveniva la raccolta e la spremitura:

- “Oleum Ex Albis Ulivis”, l’olio migliore, prodotto con olive verdi chiare raccolte manualmente e scelte una per una direttamente dalla pianta;

- “Oleum Viride”, quello fatto con olive più verdi e tendenti a scurirsi, prese sempre sulla pianta, buono ma non eccellente;

- “Oleum Maturum”, l’olio delle olive più mature, di qualità mediocre;

- “Oleum Caducum”, generato da frutti già caduti a terra, il meno buono;

- “Oleum Cibarium”, il risultato della spremitura delle olive peggiori, scartate e bacate, quest’ultimo olio, il più cattivo, era riservato agli schiavi.   

Sempre i Romani produssero anche selezioni particolari di olio di qualità come, ad esempio quello di Venafro (Venafrum), una zona particolarmente vocata nell’attuale Provincia di Isernia

Visto che l’avidità umana era già connaturata in quei tempi, arrivarono anche le contraffazioni. 
Infatti  c’era in circolazione molto olio scadente, come quello proveniente dall’Africa, che veniva usato esclusivamente per l’illuminazione.

L’olio d’oliva, attraverso i secoli, è sempre stato conosciuto per le sue virtù terapeutiche e organolettiche. 
Molti sono i suoi meriti, nella prevenzione dei disturbi dell’apparato digerente, grazie alla massima digeribilità e al fatto che viene assorbito interamente dall’intestino regolandone le funzioni. 
Oltre a ciò aiuta a prevenire e a curare molte altre malattie legate all’invecchiamento osseo e alle problematiche cardiovascolari.

Oggi la coltivazione dell’olivo viene praticata in più di 50 Paesi del Mondo, con una produzione, di livello e buona qualità, anche in quelli meno tradizionali come Messico, Cile, Perù, Argentina, Stati Uniti, e Sudafrica

L’Italia è il secondo produttore Mondiale di Olio di Oliva, dopo la Spagna, e la sua produzione migliore, l’Olio Extra Vergine di Oliva con denominazioni D.O.P. e I.G.P., è sicuramente ai massimi livelli.

Da poco più di tre mesi è uscito un Libro, il Terzo Volume di un’opera più ampia, scritto da tre cari amici, Andrea Leonardi, Filippo Falugiani e Marco Provinciali, anche questo Tomo s’intitola “COME SI MANGIA L’OLIO”.

Come ben specificato, all’interno di tutti e tre i Libri, si tratta del “Primo manuale pratico di abbinamento gastronomico tra cibo e Olio Extra Vergine di Oliva”.

Tutti e tre i Libri si presentano in modo del tutto inusuale e decisamente affascinante: le Copertine Cartonate, un format che racchiude sempre circa 180 pagine di carta preziosa e lucidissima, con i testi in Italiano e in Inglese, in un grande e magnifico formato (cm. 39,5 x 29,8).

I Testi dei Libri sono sempre stati curati da Filippo Falugiani (Associazione A.I.R.O.) e Andrea Leonardi (Agenzia di Comunicazione Superior ADV), nel Primo Volume a loro si è aggiunto Franco Pasquini (Associazione A.N.A.P.O.O.), nel Secondo Piero Palanti e nel Terzo l’Agronomo Nicola Di Noia.

Le moltissime stupende fotografie a colori, anche giganti a doppia pagina, sono di Andrea Leonardi.

Nelle Tre opere l’introduzione è di Stefano Mecocci Presidente FondazioneChiantiBanca” (Sponsor del Libro).

Ogni Libro ha una Prima Parte che comprende una serie di Capitoli, super dettagliati e fondamentali per conoscere al meglio l’Olio, che vanno dalla nascita della pianta alle olive, dall’uso che ne viene fatto in cucina (crudo e cotto), alle numerosissime varietà, agli abbinamenti e alle degustazioni. 
Non mancano alcune professionali “Scheda di Valutazione Sensoriale”.

Segue poi una Parte, la più “corposa”, anche per le foto delle bellissime preparazioni, quella dedicata al “Ricettario”. 
Chef e non solo, grandissimi e stellati professionisti super premiati e osannati con merito da tutte le Guide Specializzate del settore, hanno preparato le loro più belle e buone realizzazioni dando, per ognuna, vari specifici suggerimenti per i migliori abbinamenti con le tipologie più consone di Olio 
 Extra Vergine di Oliva.

Ma nei vari Libri c’è anche molto altro come la “Mappa delle Produttività Italiane” (Regioni con Oli Extra Vergine di Oliva a Denominazione D.O.P. e I.G.P.), le pagine dedicate al PremioIl Magnifico” e altre pagine di Cultura informativa.

Il “Premio Internazionale Il Magnifico”, dal 2013, premia ogni anno l’Olio, il “migliore tra i migliori del Mondo”, dopo una super selezione fatta da un severissimo Panel di famosi esperti.

Nella parte finale di ogni Libro si trovano citate decine di selezionatissime Aziende Produttrici con un loro Olio EVO (Extra Vergine di Oliva) di punta fotografato a grandezza naturale.

Ma andiamo nel dettaglio dei professionisti che hanno dato il loro contributo all’Opera.

Nel Primo Volume, uscito nel 2016, “Come si Mangia l’Olio” hanno interpretato, in diverse versioni ciascuno per un totale di 28 ricette, tutto il loro amore per l’Olio Extra Vergine di Oliva gli Chef Gaetano Simonato, Vito Mollica, Lino Scarallo, Pietro Leeman, Guido Haverkock, Oliver Glowing e il Maestro Pizzaiolo Vincenzo Capuano.

Nel Secondo Volume, pubblicato nel 2017, “Come si Mangia l’Olio con il Pesce e con la Pasta” troviamo altre 28 preparazioni di grande livello degli Chef Enrico Bartolini, Pino Cuttaia, Isa Mazzocchi, Marco Stabile, Kotaro Noda, Roy Caceres e del Maestro Pizzaiolo Gino Sorbillo.

Nel Terzo Volume, stampato alla fine del 2018, “Come si Mangia l’Olio con la Carne, le Verdure e i Dolci” ci sono ancora altre 28 eccezionali preparazioni degli Chef Luisa Marelli Valazza, Gaetano Trovato, Giuseppe Mancino, Cristiano Tomei, Igles Coreli, Maurizio Bardotti e del Maestro Gelatiere Vetulio Bondi.

In questo Terzo Volume il Sottoscritto, Giorgio Dracopulos, si è occupato con grande piacere, in qualità di Critico Gastronomico, dei rapporti con gli Chef.

Tutti i Libri sono stati sempre presentati al pubblico e alla stampa in diverse prestigiose occasioni anche Istituzionali a Milano, Roma, Firenze e in altre Città
Presentazioni molto importanti come quella nel magnifico contesto delle Sale di Palazzo Panciatichi a Firenze, Sede del Consiglio Regionale Toscano, con la prefazione del Presidente del Consiglio stesso, Eugenio Giani, quella nella Sala Conferenze del Mercato Centrale di Roma con la partecipazione di Nerina Di Nunzio (Food Confidential)  o a “Eataly” a Milano con Daniela Ferrando di Scatti di Gusto.

Che altro dire dei Libri intitolati “COME SI MANGIA L’OLIO” di Andrea Leonardi, Filippo Falugiani e Marco Provinciali, sennonché sono una straordinaria, bellissima e imperdibile Trilogia.



Falugiani, Giani, Leonardi e Provinciali a Firenze

Vol. 2 "L'Antipasta" - Chef Roy Caceres

Vol. 2 "Filetto" - Chef Pino Cuttaia

Vol. 2 "Pizza alla Luciana" del Maestro Gino Sorbillo

Leonardi, Provinciali. Di Nunzio e Falugiani a Roma

Vol. 3 "Tortelli, Carciofi, Topinambur" - Chef G. Trovato

Volume 3 "Piccione" - Chef Maurizio Bardotti

"Come si Mangia l'Olio"

sabato 2 marzo 2019

PER BIBI E BENEDICTE GRAETZ UNA NUOVA MAISON IN UNA DELLE PIÙ FASCINOSE E STORICHE STRUTTURE DI FIESOLE: VILLA AURORA.




Un’antichissima Leggenda narra che Atlante (epica figura mitologica dell’Antica Grecia), dopo aver soggiornato in Africa, giunse in Spagna attraverso Gibilterra, proseguì poi percorrendo le terre di Francia e attraversò le Alpi fino in Italia
Stanco di tanto viaggiare, Atlante, chiese ad Apollo (divinità Greca: Dio del Sole) dove potesse trovare un posto magnifico, il più bello di tutti, per potersi riposare. 
La divinità suggerì ad Atlante di scendere verso il mare e di risalire un gran fiume fino a giungere a una località ubicata sopra un colle: 
facilmente l’avrebbe riconosciuta perché era il posto più bello del Mondo
Atlante giunto alla Foce dell’Arno risalì il Fiume fino a un colle bellissimo, abitato da un popolo pacifico e laborioso. 
Innamoratosi del Luogo, Atlante iniziò a spianare la collina per costruirvi una Cittadina meravigliosa ricca di mura e palazzi
Alla fine ammirando la sua opera Atlante esclamò: “tu fies sola” (da cui Fiesole). 
Intendendo, come da traduzione, che la sua realizzazione sarebbe rimasta per sempre “la sola così bella”.  

La Città di Fiesole è il Capoluogo di uno dei Comuni della fascia collinare attorno a Firenze, la magica e straordinaria Città Toscana che tutto il Mondo ci invidia. 
Fiesole, adagiata in uno splendido e verdeggiante paesaggio ricco di boschi, gode di un’incantevole e suggestivo panorama sulla conca che ospita Firenze.

Benché qui esistano tracce della presenza dell’uomo risalenti all’Età del Bronzo (circa 2000 anni a. C.) Fiesole ha origine nell’ VIII Secolo a. C. grazie agli Etruschi
il suo Toponimo ci è giunto, con certezza, dal LatinoFaesulae”.

Da ciò e dalla particolare ubicazione ne deriva che Fiesole ha accumulato nei Secoli un patrimonio storico culturale davvero ricco e prezioso. 
Artisti, nobili e facoltosi personaggi di ogni epoca hanno scelto di spendere parte delle loro ricchezze per costruire o acquistare Ville (con splendidi Giardini), Palazzi e Tenute sui panoramici pendii di questo Territorio che certamente si può definire da sempre come una “Zona Residenziale di Lusso”.

Per sottolineare tali fatti posso citare, a esempio, che qui la bellissima e grande Villa denominata Sparta” è stata per moltissimi anni una delle Residenze vacanziere della Famiglia Reale Greca e che il suggestivo e accogliente Castello di Vincigliata è stato edificato addirittura intorno all’Anno Mille.

Anche i Luoghi della Fede (Conventi, Chiese, Abbazie, Cappelle ecc.) sono importanti e numerosi a testimonianza di Fiesole piccola ma tra le più antiche e illustri Diocesi della Toscana.
Inoltre come non citare l’impressionante e affascinante Area Archeologica di Epoca Etrusco/Romana che comprende anche il Teatro, le Terme, il Tempio e il Museo Archeologico.

A Fiesole nella centralissima e grande Piazza, denominata Piazza Mino da Fiesole (grande Scultore Italiano vissuto tra il 1429 e il 1484) dove si affacciano, tra gli altri, edifici come il Palazzo Comunale, la Chiesa di Santa Maria Primerana, il Palazzo del Seminario Vescovile, l’Oratorio di San  Jacopo e la Cattedrale di San Romolo, in un angolo sorge una struttura edificata nel 1860
Villa Aurora”.

Villa Aurora” in origine fu costruita, dal ricco Lord Inglese Sir. W.B. Spence, in qualità di Teatro, con annessa Osteria per rifocillare gli ospiti dopo le rappresentazioni. 
Il Teatro era frequentato anche da molti nobili Inglesi dimoranti nelle Ville Vicine e che erano definiti membri del “Walking Men’ Club” (proprio perché potevano arrivare a piedi). 
Il nome della struttura fu quello di “Aurora” in omaggio al grande e bellissimo affresco che ornava la facciata del Teatro ripreso dalla “Aurora” di Guido Reni.

Alla fine del XVIII Secolo l’Edificio fu trasformato in una splendida Villa che iniziò ad accogliere illustri personaggi, tra i molti cito la Regina Inglese e Imperatrice delle Indie Vittoria, le Regine d’Olanda, i Re del Belgio, e anche la Nobiltà Italiana, come la Regina Margherita di Savoia.
Il romanticismo del Luogo unito dai panorami mozzafiato che si godono dalle finestre e dalle terrazze della Villa hanno ispirato famosi pittori, musicisti e poeti quali Gabriele D’Annunzio e Giosuè Carducci.

Dalle prime settimane di questo 2019 tutta la struttura dell’Aurora è diventata il centro della nuova Maison di un’Azienda Vitivinicola del tutto eccezionale: “Bibi Graetz”. 

L’Azienda VitivinicolaBibi Graetz” prende il nome dal suo proprietario Bibi Graetz appunto e ha Sede nel già citato e fascinosissimo Castello di Vincigliata, una proprietà di Famiglia.

Dan Erlan Graetz, da sempre chiamato Bibi, è nato a Firenze il giorno 11 del Mese di Luglio del 1967, è del segno zodiacale delCancrocome il sottoscritto.
I suoi genitori sono personaggi di rilevo nel Mondo dell’Arte, la Mamma Sunniva Rasmussen, di origini Norvegesi, uno spirito creativo figlia di un noto Professore e Scultore
Il Babbo, Gidon Graetz (Classe 1929), Israeliano, è a sua volta un famoso scultore con bellissime opere esposte in diverse parti del Mondo

La Famiglia Graetz, nel 1960, acquistò il suggestivo Castello di Vincigliata e vi si stabilì.

Bibi, cresciuto immerso totalmente nell’Arte grazie alla sua Famiglia, finite le scuole dell’obbligo ha frequentato il Liceo Artistico a Firenze
Successivamente si è recato in Francia, a Parigi, a fare un corso su come si realizzano le vetrate artistiche. 
Tornato in Italia si è iscritto e ha frequentato, sempre a Firenze, l’Accademia delle Belle Arti

Successivamente, pur essendo un bravo pittore, Bibi preferì dedicarsi all’attività di Famiglia
Infatti, nel 1992, il loro Castello fu in parte destinato a ospitare Congressi, Feste, Matrimoni e Mostre.

Nel 2003 Bibi si è sposato con Benedicte Harper (Norvegese di Oslo), dal loro felice matrimonio sono nati quattro bellissimi Figli: Margherita, Rosa, Ingrid e Ludovico.

Da sempre al Castello si produceva anche del Vino, dai due ettari di Vigna, ma questa piccola produzione era destinata a essere venduta in parte alla Cantina Sociale e, il restante, a uso familiare. Alla fine degli anni Novanta le cose cambiarono e Bibi si ritrovò, preso da una improvvisa passione per il Vino, a fare un lavoro che mai avrebbe pensato di fare.

Iniziò così, dopo aver studiato e approfondito la materia, a produrre le prime bottiglie, inventandosi i nomi e disegnando personalmente le etichette. 
Nel 2003, Bibi, ha presentato suo VinoTestamatta 2001” (un assemblaggio di Sangiovese, in gran parte, con percentuali minori di Colorino, Canaiolo, Malvasia Nera e Moscato Nero), al “Challenge International du Vin” di Bordeaux, in Francia, e da subito è stato uno straordinario successo, tantoché venne premiato come “Miglior Vino Rosso del Mondo”.

Un trionfo che ha permesso a Bibi Gratz di sviluppare la sua Azienda in tutti i sensi: 
sono aumentati gli appezzamenti vitati, i vini prodotti e meritevolmente anche i loro prezzi, fino ad alcune centinaia di Euro a Bottiglia.

Nel 2005 il “Testamatta Rosso” (oggi esiste anche il “Testamatta Bianco”) si è trasformato diventando un “Sangiovese in purezza” e contemporaneamente è nato anche un altro Vino di punta dell’Azienda, un “cru” con un nome molto legato alla vena artistica di Bibi
Colore” (80% Sangiovese, 10% Colorino e 10% Canaiolo).

Trascorsi anni di grandissimi successi è stata raggiunta una produzione di circa 500.000 bottiglie, di cui solo Sessantamila di “Testamatta Rosso” e Dodicimila di “Colore”; 
gran parte della loro produzione viene esportata in 170 Paesi del Mondo.

Ecco giunti, come già detto, alla nuova acquisizione di “Villa Aurora”.

Villa Aurora” da quasi subito sarà la nuova Cantina dei due Vini di punta dell’Azienda e la nuova sede degli Uffici, ma il progetto è molto più ambizioso e importante, si conta di portarlo a termine entro l’Autunno 2020.

Tutto il lavoro è stato affidato, con la supervisione attenta e appassionata di Bibi e Benedicte, allo Studio InternazionaleTiarstudio” dell’Architetto Federico Florena.

Villa Aurora” diventerà lo “Chateau di Città” della MaisonBibi Graetz” con una grande visibilità. Al Piano Basso la Cantina realizzata con il giusto mix tra tecnologia, esperienza e umana passione, al Primo Piano nascerà la “nuova Casa di Famiglia”, al Secondo Piano e nella Mansarda verranno realizzate alcune super accoglienti Suite
Poi ci sarà il Ristorante, una Trattoria di livello che punterà sulla grande qualità delle materie prime offerte dal Territorio e non solo
A tutto ciò si aggiungeranno gli spazi per la Vendita Diretta e per un “Winebar” destinato alle degustazioni.

Bibi Graetz è un vero personaggio, sensibile, intelligente romantico e appassionato, con il supporto di sua Moglie Benedicte, eccezionale sotto tutti i punti di vista, ha creato un’Azienda fiore all’occhiello della nostra Enologia

Per descrivere i Vini prodotti da Bibi Graetz direi che sono armonici, eleganti, complessi ma allo stesso tempo naturali: dei grandissimi Vini.

La parola “entusiasmo” (enthusiasmós) deriva dal Greco Antico, ed essendo composta da “en” (dentro) e “thèos” (dio) significava “avere un dio dentro”.

A conferma di ciò Ferdinand Foch (Generale Francese vissuto tra il 1851 e il 1929) amava sostenere: 
L’arma più potente sulla Terra è l’animo umano in preda all’entusiasmo”.

Con grande piacere ho incontrato Bibi e Benedicte Graetz, apprezzando moltissimo i loro Vini e ammirando la loro felicità e il grande e sincero entusiasmo per le nuove super interessanti prospettive nate dall’acquisizione diVilla Aurora” a Fiesole.





"Villa Aurora" in una Vecchia Cartolina (Foto B.G.)

Benedicte e Bibi Graetz a "Villa Aurora" (Foto B.G.)

"Colore" "Testamatta Rosso" "Testamatta Bianco"

"Colore 2015"

Bibi Graetz Intervistato da RTV 38

Bibi Graetz (Foto B.G.)