martedì 16 febbraio 2021

APERTO NEL 1642 “POSADA DE LA VILLA” È IL PIÙ ANTICO DEI 12 RISTORANTI STORICI DI MADRID.

 


La Spagna è una bellissima e grande Nazione nata da una lunga lotta per la riunificazione del Paese, durata 750 anni, combattuta dai Sovrani Cristiani Spagnoli contro i Regni Moreschi.

Dal 1561, con l’esclusione di un brevissimo periodo tra il 1601 e il 1606, la Capitale della Spagna è Madrid.

Una data certa della fondazione di Madrid non c’è, ma nei terreni dove sorge oggi la moderna Capitale Spagnola sono state trovate tracce di presenze fin dagli ultimi Secoli della Preistoria. La Preistoria (dal Latino “præ = prima, innanzi" e “historia = storia") è il Periodo della Storia Umana che precede la scrittura, anteriore quindi alla storia documentata e abbraccia circa l'intervallo temporale che va da 2,5 milioni di Anni fa sino al 4000 a.C..

In Epoca Romana (dal 206 a. C. agli inizi del V Secolo) questo Territorio era già abitato da un piccolo nucleo e apparteneva alla “Dioecesis Complutensis” (l'attuale Comune di Alcalá de Henares). Quando gli Arabi invasero la Penisola Iberica, all'inizio dell'VIII SecoloMadrid non era altro che un Villaggio Visigoto: il Regno dei Visigoti in Spagna durò dal 418 al 721.

Ma si deve arrivare all’anno 852 per vedere l’inizio della “vera Storia” di Madrid. Infatti in questa data l’Emiro di Cordova Muḥammad I ibn ʿAbd al-Raḥmān (823 - 886) fece costruire una Fortezza in questi luoghi della Meseta Spagnola (l’Altipiano più antico della Penisola Iberica) in prossimità della Catena Montuosa denominataSierra de Guadarrama”: alla fortificazione fu dato il nome di “Magerit” (Terra Ricca d’Acqua). Per questo motivo il Motto del Primo Stemma della Città recitava: "Sono stata edificata sull’acqua - Le mie mura sono di fuoco - Questi sono il mio stemma e blasone" (Fui sobre agua edificada - Mis muros de fuego son - Esta es mi insignia y blasón).

Madrid rimase Mussulmana fino al 1083 quando il valoroso Re Alfonso VI di Castiglia e León (1040 - 1109) nella sua avanzata verso Toledo (presa due anni dopo) conquistò la Città e fece riconsacrare la Moschea trasformandola nella “Chiesa di Santa Maria de la Almudena”.

Nel 1556 Filippo II (1527 - 1598) diventò Re di Spagna, i suoi possedimenti si estendevano dal Ducato di Milano all’Italia Meridionale, comprese la Sicilia e la Sardegna, dalla Contea Franca ai Paesi Bassi, oltre ai possedimenti Americani a cui si aggiungevano le Isole Filippine: un Impero enorme e ricchissimo. La decisione del Re di trasferire la Corte a Madrid fece della Città il fulcro di tutto ciò dandole incredibili possibilità di crescita.

Questo periodo definito “Siglo de Oro” (fra il tardo XVI ed il XVII Secolo) fu l’era in cui la Spagna produsse, tra moltissimo altro, anche gli splendori dell’Arte e della Letteratura barocca e che coincise con l’apice dell’egemonia mondiale Iberica.

Ecco che proprio nel XVII Secolo, per la precisione nel 1642, ha iniziato la sua attività a Madrid, non molto lontano da “Plaza Mayor” uno degli spazi nevralgici della Capitale, in Calle de la Cava Baja (oggi al Civico 9) il Locale più antico della Città: la “Taberna Posada de la Villa”.

Rocco Moliterni, noto e affermato Giornalista Italiano, che da decenni lavora per il quotidiano “La Stampa”, ha scritto queste parole che condivido in pieno: “Il bello di Madrid è che è una Città maestosa e intima allo stesso tempo. Maestosa per i suoi grandi viali, i monumenti, le fontane che rimandano al passato di Capitale di un Impero che andava dal Vecchio al Nuovo Mondo; intima per le stradine dove puoi perderti a inseguire le orme di Cervantes o per i cortili, le chiese, i conventi dove elemosinare un po' d’ombra negli assolati pomeriggi d’estate”.

A Madrid, e in tutta la Spagna, anche la Cucina Tradizionale ha una sua “maestosità” è la “Taberna Posada de la Villa” ne è sicuramente una delle espressioni più sincere. La Taberna è ubicata proprio in una delle stradine del Centro sopracitate e al tempo si trovava al riparo delle antiche Mura Arabe.

Nei dintorni di Plaza Mayor, Calle Toledo, Calle de la Cava Baja e Calle de la Cava Alta, a metà del 1600, esistevano numerose strutture per ospitare i viaggiatori che arrivavano a Madrid, poiché queste erano le zone dove passavano tutte le carrozze e diligenze che portavano commercianti, lavoratori e turisti in Città. Situata in quello che precedentemente era stato l'unico Mulino di Madrid la “Posada de la Villa”, con i suoi tre piani, era proprio uno dei Locali in cui i viaggiatori dell’epoca potevano trovare del cibo e un letto.

Con il passare dei Secoli queste strutture caddero in disuso e la “Posada” non fece eccezione. Molti di questi luoghi di accoglienza non hanno resistito fino ai nostri giorni mentre la “Posada de la Villa”, ormai quasi in rovina, ha avuto nel 1980 la possibilità di rigenerarsi e tornare a nuova vita grazie a un grande appassionato di Storia e della Città, il grande Torero Madrileno, Viticoltore e Imprenditore Félix Colomo Díaz (nato nel 1913 a Navalcarnero un Comune della Comunità Autonoma di Madrid).

Dopo molti Mesi di meticolosi lavori di restauro nel 1981 la “Taberna Posada de la Villa” ha riaperto i battenti. Uno straordinario Ristorante specializzato nella Cucina Tradizionale come il bollito alla Madrilena, cotto in recipienti di terracotta su braci di paglia e ceppi di quercia, e  l'agnello da latte in tegami d'argilla preparato nell'antico forno Arabo.

Nella meravigliosa Capitale Spagnola la “Posada de la Villa” (1642) è in buona compagnia perché ci sono altri 11 Locali Centenari uniti tra loro proprio dalla Tradizione, dalla Cultura e dalla Gastronomia, un vero patrimonio Storico per la Città: Bodega de la Ardosa (1892), Ristorante Botín (1875), Café Gijón (1888), Casa Alberto (1827), Casa Ciriaco (1887), Casa Labra (1860), Casa Pedro (1702), La Casa del Abuelo (1906), Lhardy (1839), Malacatín (1895) e Taberna Antonio Sanchez (1787).

Questi Dodici Locali hanno accumulato attraverso gli anni la sapienza e il "savoir faire" di generazioni di Chef e Ristoratori, oggi uniscono le migliori Ricette del passato all'innovazione e alla tecnologia attuale.

Oltre a fare tesoro della Storia e della Gastronomia, ognuno di essi ha assistito all'evoluzione della Politica Nazionale e Internazionale, della Letteratura, della Pittura, dell’Arte della Corrida e della vita Sociale Cittadina. Tra le loro mura sono stati scritti alcuni capitoli della Storia anche difficile della Città, come nel mitico “Lhardy”, il primo Ristorante di lusso Cittadino, dove è stato tramato il rovesciamento di Re e Politici, dove si tenevano le riunioni ministeriali da Miguel Primo de Rivera y Orbaneja (1870 - 1930) che ha Governato la Spagna da 1923 al 1930 e quelle di  Niceto Alcalá-Zamora y Torres (1877 - 1949) che fu Presidente della Seconda Repubblica Spagnola dal 1931 al 1936.

Gli Eventi e le Storie di questi Locali sono infinite ma posso citarne ancora alcune.

Casa Labra” ha ospitato nel 1879 la fondazione del “Partido Socialista Obrero Español” (PSOE). L'Edificio che ospita “Casa Alberto” è stato costruito su un’altra struttura del XVI Secolo dove sorgeva la Casa in cui Miguel de Cervantes Saavedra (1547 - 1616) scrisse “El Viaje del Parnaso” un Poemetto giovanile.

Miguel de Cervantes Saavedra  è stato uno ScrittoreRomanzierePoetaDrammaturgo e Militare Spagnolo, universalmente noto per essere l'autore del Romanzo “Don Chisciotte della Mancia” uno dei capolavori della letteratura Mondiale di ogni tempo.

Casa Ciriaco” era frequentata da famosissimi Artisti come i Pittori Ignacio Zuloaga (1870 - 1945), Eduardo Vicente (1909 - 1968) e Gerardo Rueda (1926 - 1996), oltre a Poeti del livello di Ramón María del Valle-Inclán y de la Peña (1866 - 1936) e José Bergamín Gutiérrez (1895 - 1983).

Al “Café Gijón”, tra moltissimi altri Eventi, ogni anno viene celebrata l’assegnazione del Premio Letterario fondato da Fernando Fernán Gómez (1921 - 2007) Scrittore, Drammaturgo, Regista, Sceneggiatore e Attore Spagnolo di origini Peruviane.

Per non disperdere questo straordinario Patrimonio Culturale e Gastronomico nel 2008 è nata l' Associazione Ristoranti e Taverne Centenari di Madrid (RCM) con l’intento di salvaguardare la memoria storica delle vicende quotidiane di questi 12 Locali che raccontano l’evoluzione stessa della Città di Madrid.

Attraverso la loro vita, i loro elementi più suggestivi e gli oggetti d'antiquariato che formano i loro arredi si può conoscere al meglio i diversi periodi Storici, la cultura gastronomica secondo le economie del momento e l’infinita serie di  personaggi famosi che sono passati dalle loro tavole.

Ecco tutto questo fascinoso e unico mondo a causa della Pandemia globale che ci ha colpito da più di un anno rischia di scomparire.

Il fatturato di questi Ristoranti Centenari ha subito perdite che superano 80%, secondo i dati forniti proprio dalla loro Associazione, fatto dovuto in gran parte alla mancanza di affluenza di pubblico nel Centro di Madrid visto che il Turismo Internazionale è calato di oltre il 90% e quello Nazionale al 70%. A ciò si deve aggiungere l'assenza, nella quasi totalità di queste attività, di spazi adeguati al “distanziamento” viste le loro caratteristiche intrinseche e uniche.

Per tali motivi, recentissimamente, il Consiglio Comunale di Madrid ha approvato all’unanimità, su proposta dell'Area Cultura, Turismo e Sport, di dichiarare i Ristoranti Centenari della Capitalespazi culturali e turistici di speciale importanza e d’interesse generale per la Città”. Con questo provvedimento l’Amministrazione ha voluto valorizzare e proteggere questo prezioso patrimonio la cui sopravvivenza, come già detto, è seriamente minacciata dalla “crisi sanitaria Internazionale”.

Come primo contributo per alleviare questa difficilissima situazione il Consiglio Comunale della Capitale, tramite l'Area Cultura, Turismo e Sport, ha pubblicato una “Mappa Culturale Illustrata”, con immagini di Mario Jorda, che presenta i 12 Locali della Città con più di un Secolo di Storia.

Oltre a ciò e stata realizzata una pubblicazione specifica, bilingue in Spagnolo e Inglese, con una tiratura di 60.000 Copie, ottenibile sia sul Portale Turistico Ufficiale della Capitale esmadrid.com  sia presso tutte le strutture associate al Comune quali Biblioteche, Punti di Informazione Turistica e Centri Culturali.

La “Taberna Posada de la Villae gli altri 11 Locali Centenari a Madrid per il loro estremo e suggestivo fascino oltre alla loro gustosissima Cucina sono assolutamente imperdibili.

http://www.posadadelavilla.com/

https://www.restaurantescentenarios.es/rcm/rcm

https://www.youtube.com/watch?v=wrKblnh48Ik


"Taberna Posada de la Villa" dal 1642 (Foto Posada de la Villa) 

"Posada de la Villa" Una Vista Interna (Foto Posada de la Villa) 

"Bodega de la Ardosa" (Foto Madrid Destino)

"Ristorante Botín" Una Vista Interna (Foto Madrid Destino)

"Café Gijón" (Foto Roberto Garcia) 

"Casa Alberto"  (Foto Madrid Destino)

"Casa Ciriaco" (Foto Casa Ciriaco) 

"Casa Labra" (Foto Casa Labra) 

"Casa Pedro" (Foto Casa Pedro) 

"La Casa del Abuelo" (Foto La Casa del Abuelo)

"Lhardy" (Foto Madrid Destino)

"Malacatín" (Foto Malacatín)

"Taberna Antonio Sanchez" Il Bancone (Foto TAS)

"Mappa Culturale Illustrata" (Foto Madrid Destino)

mercoledì 10 febbraio 2021

“DOLCI DI CALABRIA” IL NUOVO DELIZIOSO LIBRO DI ALESSANDRA URISELLI.




Bernard Berenson (classe 1865) famoso Storico dell’Arte Statunitense amava moltissimo l’Italia, tanto da finire la sua vita a Fiesole (FI) il 6 Ottobre 1959, nel descrivere la Regione Calabria ha lasciato queste parole: “Lunghe ore di sogno con un panorama di meravigliosi scenari incantati”.

Ecco questa è la Calabria, la punta geografica dello “stivaleItalico, un territorio magnifico bagnato da due Mari (Tirreno e Ionio) e baciato dal fantastico sole del Clima Mediterraneo.

La Calabria tra l’VIII e il IV Secolo a. C. era il cuore pulsante della “Magna Grecia”(Μεγάλη ῾Ελλάς) il complesso di Colonie Greche fondate in Italia Meridionale: proprio i Greci la chiamavano già “Καλαβρία” (Calabria).

Una Terra vasta, arricchita dalle sfaccettature delle sua conformazione geologica, che presenta una prevalenza collinare/montuosa.

La Calabria è ricca di Storia, di Arte, di Parchi Naturali e di bellissime Località Turistiche. In questa Regione si può ancora sentire parlare, tra gli altri, il dialetto Greco-Calabro (o Grecanico) e la Lingua Arbëreshë (dialetto della minoranza etno-linguistica Albanese d’Italia).

Il Popolo Calabrese ha una particolare sensibilità, una speciale cortesia e un fascino specifico che deriva proprio da un’antichissima Civiltà illuminata come quella Greca.

L’agricoltura Regionale si basa soprattutto sulla coltivazione di olivi, viti e agrumi, qui si allevano anche ovini e caprini oltreché suini e bovini. In tale magnifica Terra si sono sviluppati, attraverso i secoli, un’infinità di straordinari prodotti agroalimentari, moltissimi dei quali sono riconosciuti anche dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali come “Prodotti Agroalimentari Tradizionali Calabresi” (P.A.T.).

Una delle preparazioni più caratteristiche Calabresi è certamente la “Nduja di Spilinga”. La Nduja è un insaccato (spalmabile) fatto con un impasto, morbido e affumicato, delle parti meno nobili del maiale insieme ad abbondante peperoncino rosso Calabrese.

Un altro frutto della Terra particolarmente interessante è la “Cipolla di Tropea” (importate dai Fenici e coltivata qui da più di 2000 anni), una cipolla rossa eccezionale (Calabria I.G.P.), coltivata in un Territorio racchiuso tra il Comune di Nicotera (VV) e il Comune di Amantea (CS). Lungo la fascia costiera la produzione prevalente è tra i Comuni di Briatico e Capo Vaticano (VV).

Potrei citare tra i moltissimi formaggi il “Pecorino Crotonese Semistagionato” e il “Caciocavallo Silano D.O.P.” e poi tantissimi altri prodotti come l’Olio Extravergine di Oliva, i bergamotti, i peperoncini, i salumi, una produzione infinita che nasce dalla lavorazione della Terra, dall’Allevamento e dalla Pesca.

Una grande scelta di materie prime di qualità porta di conseguenza a una millenaria Tradizione Culinaria, non omogenea, ma strettissimamente legata a feste religiose e a eventi particolari di carattere familiare o di portata più vasta. Una Cucina di eccellenza che ha subito attraverso i Secoli importanti influenze, in Calabria infatti oltre ai Greci si sono avvicendati i Romani, gli Arabi, gli Albanesi, i Normanni e gli Spagnoli.

Ecco che per aiutarci nella conoscenza più approfondita della Tradizione Dolciaria della Regione è uscito, a Dicembre 2020, il nuovo LibroDolci di Calabria” di Alessandra Uriselli

Alessandra Uriselli è nata a Catanzaro il 30 marzo 1983 ma fin da giovanissima ha vissuto a Bolzano. Dopo le Scuole dell’Obbligo ha conseguito la Maturità Linguistica presso il LiceoGiosuè Carducci” di Bolzano, successivamente, nel Marzo del 2007, si è Laureata in Lingue e Letterature Moderne all’Università degli Studi di Trento. Dopo varie esperienze all’Estero Alessandra si è specializzata in diverse Lingue Straniere: Inglese, Tedesco, Francese, Albanese, Spagnolo e Portoghese.

Oltre alla spiccata passione verso le Lingue Straniere, Alessandra s’interessa di Viaggi e Fotografia e ha una speciale predisposizione nei rapporti internazionali e interpersonali; ma da sempre ha anche un’altra straordinaria passione, quella per la Cucina, specialmente per le preparazioni dolciarie e quelle etniche.

Quest’ultima inclinazione le ha fatto fare negli anni, grazie alla sua bravura, diverse esperienze come la partecipazione da ospite alla Trasmissione di Cucina2 Chiacchiere in Cucina” sulla ReteGold Telepadova”, la Preparazione di Buffet per svariati Eventi, provini presso “Magnolia Tv” per “Bake-off 2013” e “Masterchef 2015”, oltre a moltissimi Cooking Show. Alessandra Uriselli scrive ricette per famosi Brand Alimentari Italiani e Riviste di Cucina, nel 2012 ha aperto, con grande successo, il suo BlogDolcemente Inventando”.

Ma torniamo al LibroDolci di Calabria” che è stato pubblicato dalla Casa Editrice CalabreseRubbettino” e che si presenta nel comodo formato 15x21 cm. con 135 pagine ricchissime di belle foto a colori. Le foto dove si vede Alessandra Uriselli sono del Fotografo Mario Amelio mentre quelle delle preparazioni dolciarie sono dell’Autrice stessa.

Dopo una suggestiva introduzione dove Alessandra racconta con molta dolcezza la sua vita, con un particolare e struggente ricordo di Nonna Assunta (a cui ha dedicato il Libro), c’è una parte intitolata “La Calabria e la sua Tradizione Dolciaria” a cui fanno seguito tre Capitoli dai Titoli ben chiari: “Il Miele di Calabria”, “Eccellenze Calabresi”, “Le Coste e le loro Specialità”. Di seguito 20 Ricette diDolci Tradizionali Calabresi” e altre 20 Ricette diDolci ai Sapori Calabresi”: tutte preparazioni accuratamente dettagliate e illustrate.

Leggendo il delizioso LibroDolci di Calabriasi evince chiaramente la passione dell’Autrice per la materia e per la sua Terra di origine oltre a scoprire che, come scrive Lei stessa: “È l’amore l’ingrediente segreto di ogni ricetta”.

http://www.dolcementeinventando.com/

https://www.store.rubbettinoeditore.it/dolci-di-calabria.html


Il Blog "Dolcemente Inventando" (Foto Alessandra Uriselli)

Il Libro

Bergamotti (Foto Alessandra Uriselli)

Cuzzupe (Foto Alessandra Uriselli)

Amaretti (Foto Alessandra Uriselli)

Paste di Mandorla al Miele Clementino (Foto Alessandra Uriselli)
 
Alessandra Uriselli (Foto Mario Amelio)

sabato 6 febbraio 2021

RISTORANTE “20 POSTI” IN CENTRO A EMPOLI (FI): PREMUROSA ACCOGLIENZA E DELIZIOSA CUCINA.




La Regione Toscana è uno dei Territori più belli e ammirati del Mondo, il suo cuore è la Città Metropolitana di Firenze che è stata istituita l’8 di Aprile 2014 ed è diventata ufficialmente operativa da Giovedì 1 Gennaio 2015 raggruppando nel suo Territorio ben 41 Comuni. Tale fatto ha eliminato la preesistente Provincia di Firenze che era nata il 9 Marzo del 1848.

Uno dei Comuni della Città Metropolitana di Firenze è Empoli.

Empoli è un antico centro abitato ubicato nella pianura del Valdarno Inferiore, la Valle percorsa dal Fiume Arno nel tratto tra Montelupo e Pisa.

Le prime tracce del nome di Empoli si ritrovano, all’inizio dello VIII Secolo, nel nome “Empolum” (o Empolis) con riferimento a un antico Castello ivi ubicato. Dai ritrovamenti archeologici risulta che la zona era abitata in modo stabile già in Epoca Etrusca (dal IX al I Secolo a. C.) e maggiormente poi nella tarda Età Repubblicana Romana (primi decenni dopo Cristo): un complesso abitativo che si sviluppava attorno alla strategica attività fluviale e al commercio.

La Cittadina di Empoli, a partire dall’VIII/IX Secolo, è cresciuta attorno al nucleo centrale denominato “Piazza Farinata degli Uberti”. La Piazza è comunemente chiamata anche “Piazza dei Leoni” visto che attorno alla Fontana, ubicata al centro della Piazza stessa, sono scolpiti quattro grandi leoni accucciati.

Una Piazza estremamente affascinante circondata da un particolare e antico porticato oltre ad alcuni importanti e storici Palazzi come il Palazzo Pretorio e il Palazzo Ghibellino, su tutti sovrasta la facciata della Collegiata di S. Andrea, principale luogo di culto cittadino risalente (per la parte iniziale) al XII Secolo, ubicata al culmine di una breve e ampia scalinata: al suo interno si trovano alcune splendide e pregevoli opere d’arte.

 “Piazza Farinata degli Uberti” comunica con le parallele Vie del Giglio e Giuseppe Del Papa attraverso quattro Vicoli in corrispondenza degli angoli della Piazza, da cui il nome di “Canti”. I “quattro canti” in senso orario, dall’alto a sinistra, sono: Canto Guelfo, Canto del Pretorio, Canto degli Zolfanelli, Canto Ghibellino.

Ecco che uscendo dalla Piazza attraverso il “Canto Guelfo” ci si immette sulla destra in Via del Giglio che a sua volta incrocia, dopo alcune decine di metri, Via Cosimo Ridolfi, svoltando a sinistra su questa strada dopo poco si trova, sempre sulla sinistra, una stradina stretta senza sbocco denominata Via delle Murina.  

In Via delle Murina al Civico 4/A c’è il nuovo Ristorante 20 Posti”.

L’Odonimo (termine indicante il nome proprio assegnato a una Via, Piazza, ecc.) “delle Murina” rimanda chiaramente all’antico circuito murario Cittadino. La Via infatti è parallela alla vicina Via Chiara e segue il tracciato delle abitazioni sorte lungo il “pomerio” (spazio di terreno non edificabile che correva lungo le mura di una fortezza all'esterno e all'interno di essa) del tratto settentrionale delle mura quattrocentesche. Il toponimo Murina, o delle Murina, è attestato fin dai primi decenni dell’800 nella Cartografia tecnica e negli elenchi stradali di Empoli

Il Ristorante20 Posti” è stato inaugurato da pochi mesi, precisamente Lunedì 8 Giugno 2020 ma a causa delle restrizioni dovute al difficile periodo pandemico Mondiale ha dovuto restare chiuso, come tutti gli esercizi Toscani/Italiani, per molto tempo: dall’ Ottobre 2020 a dopo la prima settimana di Gennaio 2021.

Il Ristorante è nato per la ferrea volontà e la grande passione di due giovanissimi: Giovanni Avano e la sorella più grande Claudia.

Giovanni e Claudia sono nati nella splendida Regione Campania a Torre del Greco (Città Metropolitana di Napoli), Giovanni il 5 Settembre 1996 e Claudia il 30 Gennaio 1993.

Quando è nato Giovanni la sua Famiglia (Babbo Francesco, Mamma Giuseppina e la Sorella Claudia) si era trasferita da un certo tempo in Calabria, per motivi di lavoro, a Scalea in Provincia di Cosenza. Nascere a Torre del Greco però era fondamentale sia per tradizione di Famiglia sia per la presenza del Medico di fiducia di Mamma Giuseppina.

Nel 2002 Mamma Giuseppina che è insegnante venne assegnata a una Scuola di Empoli ed ecco che tutta la Famiglia Avano affrontò il nuovo trasferimento in Toscana.

Giovanni finite le Scuole dell’Obbligo, decise sua sponte, seguendo un innato amore per le cose buone, frutto di tanti manicaretti preparati da Nonna Tina e dalla sua Mamma, di frequentare, con successo tra il 2010 e il 2016, l’Istituto Alberghiero (ISISS) “Federigo Enriques” di Castelfiorentino (FI).

Giovanni Avano dopo un periodo da Stagista presso il conosciuto RistoranteMolo Settantatré” di Empoli ha iniziato a lavorare nelle Cucine di importanti locali della Versilia, Firenze, San Minato ed Empoli. Una delle esperienze più importanti è stata quella al RistoranteLa Magnolia” (Una Stella Michelin), del lussuosissimo Hotel Byron di Forte dei Marmi (LU), al fianco di un grandissimo Chef come Cristoforo Trapani.

Ma la voglia di crescere e di creare in Giovanni era molto forte: ritenendo che a Empoli mancasse un punto di Ristorazione di livello accompagnato da una particolare e super curata accoglienza ha deciso di affrontare, anche in acque burrascose come questo periodo, l’apertura del suo primo e nuovo Locale il20 Posti”.

Le difficoltà sono state enormi visto che le regole sanitarie imponevano vincoli di tutti generi che hanno fatto diventare i lavori e le pratiche burocratiche quasi una “missione impossibile”. Tutto ciò che poteva essere fatto in proprio è stato realizzato da Giovanni e suo Padre Francesco, anche le Ditte specializzate intervenute nei lavori sono state tutte seguite in prima persona da Giovanni che ne ha regolato le scelte.

Claudia Avano dopo le Scuole dell’Obbligo e le Superiori ha frequentato l’Università a Firenze dove nel 2017 si è Laureata inServizi Giuridici e Diritto degli Enti Locali”. Due settimane dopo tale Evento è entrata a lavorare per la Stagione Estiva in una Pizzeria di Empoli scoprendo e appassionandosi al fatto di quanto fosse piacevole stare al servizio e a contatto delle persone.

Successivamente avrebbe dovuto iniziare un tirocinio professionale legato alla sua Laurea ma il blocco delle attività causa pandemia Le ha fatto prendere la decisione di andare ad aiutare il Fratello al nuovo Ristorante.

Il Ristorante20 Posti” si presenta come una vera “suggestiva bomboniera” da quanto è raccolto e piacevolmente accogliente: dalla porta d’ingresso a vetri (si entra suonando il campanello) un breve corridoio con in fondo un piccolo bancone, sulla destra l’unica Sala, ovviamente da 20 posti, sulla sinistra la Cucina a vista.

Nella Sala su una parete a mattoni a vista c’è una grande scritta con una frase di Giovanni Avano: “è tutta questione di equilibrio nella vita come in cucina, questo è il segreto”.

Ogni particolare dagli arredi all’apparecchiatura è molto curato e si nota il delicato tocco femminile di Claudia.

La Carta dei Vini è molto selezionata una trentina di Etichette tra Bollicine Italiane, Champagne, Vini Bianchi, Rosati e Rossi dalla Toscana e da altre Regioni Italiane. Ci sono anche due Vini Rossi delle verechiccheInternazionali: “Gratavinum 2πR 2017Priorat Denominació d'Origen Qualificada (DOQ) dell’Azienda Biodinamica Spagnola Parés Baltà con 220 anni di Storia e “Dar Richi 2017” proveniente dalla Bekaa Valley del Libano. Una Carta dei Vini che prevede anche il servizio al calice: i prezzi sono molto interessanti.

Il Ristorante in alternativa ai Vini offre la possibilità di abbinare ai piatti una scelta tra 7 selezionatissimi Whisky anche molto invecchiati.

Intrigante anche la Carta dei Caffè realizzata in collaborazione con la Torrefazione Artigianale Trinci.

Il Menu alla Carta suggerisce anche due simpatici percorsi degustazione: “Fattell Tu3 portate a scelta del Cliente e “Come mi sveglio la mattina5 portate a mano libera dello Chef. La scelta è di Mare e di Terra.

Ma veniamo alla degustazione fatta che è stata accompagnata da un’ottima Bottiglia di Vino Bianco: “Costa del Vento 2016”, 100% da Uve Timorasso (Vitigno Autoctono a Bacca Bianca  della Zona dei Colli Tortonesi in Piemonte), 14% Vol., prodotto da un’Azienda super premiata “Vigneti Massa” di Walter Massa, un Vignaiolo coraggioso e indipendente padre e pioniere del “Timorasso dei Colli Tortonesi”.

Prima del Vino è stato servito un gustoso “Vermouthfatto in Casa a base di rum bianco aromatizzato al pepe di Sichuan, bacche di ginepro e anice stellato.

In Tavola il fragrante Pane della Casa ai vari sapori: con Riso Venere, Barbabietole, Curcuma e Semi di Lino.

Sono state servite le seguenti portate:

- “Entrée” - Baby melanzana cotta a bassa temperatura, piastrata e affumicata, salsa di pomodorini rossi del piennolo del Vesuvio, scarola riccia e sale Maldon;

- “Pensavo fosse pasta, patate e cozze” - Pasta mista soffiata di Gragnano, cozze in umido, spuma di cozze, brunoise di patate, menta;

- “Solido, liquido e gassoso” - Uovo pochè croccante, friarielli spadellati, ricotta di bufala mantecata al limone, spuma di tuorlo e polvere di capperi;

- “Irresistibile scioglievolezza 2.0” - Battuta di pecora tagliata al coltello, cipolla di Tropea marinata, gelato al Gorgonzola Dolce D.O.P., crumble e gel di Olive Taggiasche;

- “Faccio il giro lungo da nord a sud” - Tubetti corti rigati “Benedetto Cavalieri”, baccalà Islandese, basilico, pomodorini rossi del piennolo, olive Taggiasche piccanti;

- “A-mare” - Linguine selezione “Pastificio dei Campi”, vongole veraci, gamberi rossi di Mazara del Vallo, limone di Sorrento;

- “Per ogni riccio un capriccio” - Riso Carnaroli “Riserva San Massimo”, burro acido, pomodorini gialli a pacchettelle, ricci di mare, polvere di capperi;

- “Occhio di Triglia” -  Triglia di scoglio impanata con pane panko (pangrattato di pane bianco tipico della Cucina Giapponese), crumble di taralli, gel di basilico, gel di Aglio Nero da Aglio di Voghera D.O.P., gel di pomodorini rossi del piennolo;

- “Bbeh” - Agnello della Nuova Zelanda, morbido di patate, nocciole arrostite, cipollotto di Tropea I.G.P. in agro;

- “Friariello underground” - Friariello spadellato nel burro su pasta sfoglia, gelato al caramello salato e anacardi, crumble.

Tutto veramente molto buono e ben presentato. Per quanto riguarda il “Friariello underground” devo aggiungere che degustarlo è stata una straordinaria e deliziosa esperienza: una preparazione di altissimo livello.

Tutto il buono si ritrova anche nelle diverse preparazioni sottovuoto e da asporto della Casa che vengono preparate con molta cura.

La Cucina del giovanissimo Chef Giovanni Avano è fatta di passione e dedizione, un concentrato di piacevole contemporaneità: la tradizione, l’innovazione, il territorio, la terra di origine, il mondo e le esperienze fatte si uniscono con delicatezza ed equilibrio dando un ottimo risultato.

In Cucina lo Chef è supportato dal bravo Lowie Velan (classe 1997) di Empoli.

Il Servizio di Sala è stato svolto con la massima attenzione, gentilezza e precisione dalla “DottoressaClaudia Avano, Maître per passione, insieme a un’altra giovanissima: Mariarita Romano (classe 2000) di San Miniato (PI).

Al Ristorante20 Postiin Centro a Empoli (FI) ho trovato una premurosa accoglienza e una deliziosa cucina.

https://ristorante20posti.it/


La "Dottoressa” Maître Claudia Avano

La Sala

Lo Chef Giovanni Avano

"Entrée"......

"Pensavo Fosse Pasta, Patate e Cozze"... (Foto Luca Managlia)

"Solido, Liquido e Gassoso"...... (Foto Luca Managlia)

"Irresistibile Scioglievolezza 2.0"......

"Faccio il Giro più Lungo da Nord a Sud" (Foto Luca Managlia)

"A-mare"......

"Per Ogni Riccio un Capriccio"......

"Occhio di Triglia"...... (Foto Luca Managlia)

"Bbeh"......

"Friariello Underground"......

Preparazioni Sottovuoto e da Asporto della Casa

Claudia e Giovanni Avano, Giorgio Dracopulos, Mariarita Romano, 
Lowie Velan (Foto Luca Managlia)