sabato 9 aprile 2022

“GUIDA AL SAKE” IL NUOVO, DIVERTENTE E ISTRUTTIVO LIBRO DI LORENZO FERRABOSCHI PER CONOSCERE TUTTO SULLA MITICA BEVANDA GIAPPONESE.

 


Nel Mondo esiste una “bevanda alcolica” che costituisce una categoria a parte, non essendo classificabile né tra i Distillati né tra i Liquori, il suo nome è “Sake”.

Il “Sake” (dal Giapponese , "bevanda alcolica") è una bevanda tipica del Giappone, si ottiene attraverso un antichissimo processo di fermentazione che coinvolge un particolare tipo di riso decorticato, acqua purissima, spore “kojie specifici lieviti.

Koji” (in Giapponese: kōji, o 麹菌kōji-kin), nome scientifico “Aspergillus oryzae”, è un “fungo filamentoso” (una muffa). Viene impiegato da Secoli in diverse Cucine dell'Asia Orientale come fermentante. Viene usato anche per saccarificare il riso, altri cereali e le patate per la produzione di bevande alcoliche come “Huangjiu”, “Makgeolli”, “Shōchū”, “Sake”, oltreché per l’Aceto di Riso.

Quello che in Occidente è conosciuto come “Sake” in realtà per Giapponesi è un particolare “Vino di Riso” chiamato “Nihonshyu” (日本酒 Alcol Giapponese). In Giappone con la parola “Sake” si indica semplicemente una bevanda alcolica che a seconda della Regione di provenienza può assumere vari significati specifici. Per esempio nel Kyūshū Meridionale (Kyūshū una delle Otto Regioni del Giappone, situata direttamente a sud-ovest di Honshū l'Isola principale dell'Arcipelago Nipponico) il termine “Sake” si riferisce di solito allo “Shochu” di patate (芋焼酎 Imojyouchyou). Lo “Shochu” è un distillato che si può realizzare con orzo, patate dolci e riso.

Sake” è anche l'Awamori (泡盛 letteralmente cupola trasparente, o “kusuvecchia bevanda) un altro particolarissimo distillato delle Isole Okinawa (沖縄諸島 Okinawa Shotō), il gruppo principale dell'Arcipelago Giapponese delle Ryūkyū.

La Storia delSake” si perde tra molte leggende millenarie di origine Cinese e Giapponese. L’unica certezza è che il “Sake” ha seguito sicuramente lo sviluppo della Coltivazione del Riso che fu introdotta in Giappone dalla Cina, nel già citato Kyūshū, nel tardo PeriodoJōmon-jidaicirca 2600 anni fa.

Il PeriodoJōmon-jidai” (縄文時代) classifica la Storia Giapponese nei secoli a.C. che intercorrono da circa il 10000 fino al 300.

Nell’EraYayoi-jidai” (弥生時代) che va dal 300 a.C. al 250 d.C., attraversando il Neolitico, l'Età del Bronzo e l'Età del Ferro, la “coltivazione del riso” si diffuse in tutto il Giappone. La Tecnica di Produzione del Sake” si è gradualmente e notevolmente sviluppata dal metodo iniziale, il più antico, che vedeva nella masticazione del riso cotto (per unirlo con gli enzimi contenuti nella saliva) il mezzo per la saccarificazione, per poi favorirne la fermentazione con il lievito.

Si indica il PeriodoNara-jidai” (奈良時代), che va dal 710 al 784, come quello in cui  il “Sake” iniziò a essere fatto nella maniera che conosciamo oggi con la fermentazione che utilizza le spore di “koji”. Allora ci fu una tale diffusione del “Sake”, per dedicarlo agli Dei e all'Imperatore durante cerimonie ed eventi, che venne istituito un Ufficio apposito per il controllo della sua produzione.

Esistono, a grandi linee, due principali tipi di Sake: il “futsuu-shu” (普通酒) ovvero il "sake normale" e il “tokutei meishyoshyu” (特定名称酒), il sake per occasioni speciali. Ma parlare in dettaglio del “Sake”, della sua filosofia, delle tecniche di realizzazione, dei vari tipi e classificazioni, del modo di servirlo e di degustarlo, ci vorrebbero dei Tomi. Ecco che in Italia per aiutarci a conoscere questa speciale bevanda alcolica è nata la “Sake Company” di Lorenzo Ferraboschi e Maiko Takashima, oltre a ciò, alla fine del 2021, proprio Lorenzo Ferraboschi ha pubblicato anche il super interessante LibroGuida al Sake”. 

Lorenzo Ferraboschi è nato a Piacenza il 19 Luglio 1977, dopo le Scuole dell’Obbligo e le Superiori nel 2001 si è Laureato in Industrial Design al Politecnico di Milano. Nel 2002 si è trasferito in Giappone dove è rimasto per una decina di anni avvicinandosi molto alla filosofia, alla cultura, alle tradizioni e ai particolari usi e costumi di un Popolo tanto straordinario quanto affascinante.

Per un lungo periodo Lorenzo ha lavorato a Tokyo presso il “Samsung Japan Design Center”. Nel 2008 ha preso in Moglie la bellissima Maiko Takashima e con Lei nel 2009 ha fondato la “F-T” una Trading Company specializzata inItalia & Giappone”. Ma la “F-T” è stata soltanto il punto di partenza infatti fin dal 2011, quando Lorenzo e Maiko sono tornati in Italia, hanno iniziato a dare vita con grande successo a una serie di Società diversificate e specializzate in campo Enogastronomico legate al Giappone come la “Sake Company”, la “Wagyu Company”, la “Sakeya - The House of Sake”, la “Sake Sommelier Association”, di cui Lorenzo Ferraboschi è referente per l’Italia, “Gourmet Giappone” e il “Takochu”.

La Storia della “Sake Company” nasce da un fatto piuttosto semplice: visto che anche il “Sake” come molto altro era entrato a far parte della vita quotidiana di Lorenzo, che ne era diventato un consumatore attento e appassionato, dopo il suo rientro in Italia, ogni tanto si faceva spedire delle casse di “Sake” dalla Suocera in quanto i prodotti che trovava in Italia non erano all’altezza di quelli che aveva conosciuto in Giappone. Dal semplice piacere di poter apprezzare un prodotto di qualità al desiderio di condividerlo dando vita a un qualche tipo di commercializzazione il passo è stato breve.

Nel 2014 a Lorenzo Ferraboschi capitò di leggere una ricerca della “Jetro”.

La “JETRO” (Japan External Trade Organization) è un Ente semi-governativo Giapponese, il cui scopo è quello di promuovere i rapporti economico commerciali tra il Giappone e il resto del Mondo. E’ stata fondata nel 1958 dal “MITI” (attuale “METI”, Ministry of
Economy Trade and Industry) ed è presente con 37 uffici in Giappone e 73 all'Estero.

Nella ricerca sopra citata si evidenziava come alcune specifiche specialità gastronomiche Giapponesi arrivate a Londra nel giro di 5 anni erano diventate di moda e si erano diffuse anche a Parigi e a Milano. Era successo per l’insieme delle preparazioni tipiche denominate “Sushi” e per quella zuppa arricchita dalle mille versioni denominata “Ramen”: ecco che Lorenzo pensò che un tale successo sarebbe potuto nascere anche per il “Sake”.

Nel Giugno del 2015 Lorenzo Ferraboschi e sua moglie Maiko Takashima decisero che era giunto il momento di buttarsi nella nuova impresa e si fecero spedire un certo numero di selezionate  bottiglie di “Sake” per farle assaggiare a Ristoratori, Bartender e addetti al settore Food and Beverage. A Lorenzo però non bastava solo una conoscenza da appassionato della materia, voleva vedere il "dietro le quinte" e imparare tutto sul “Sake”. Il primo passo dei suoi studi è stato in Inghilterra, a Londra, alla “Sake Sommelier Association” (unica operante al di fuori del Giappone) dove ne è diventato membro e successivamente Educator in Italia (Sake Sommelier Association Italia). Poi si è recato nuovamente in Giappone dove ha lavorato nelle più importanti “Sakagura” (i luoghi dove viene prodotto il sake) e ha imparato a produrlo con le proprie mani.

La nascita della “Sake Company” ha significato la realizzazione di un sogno per Lorenzo Ferraboschi e sua moglie Maiko Takashima: un’Azienda che vende prima di tutto la competenza e poi l’estrema qualità dei vari tipi di “Sake” importati. In pochi anni grazie a questa iniziativa l’Italia ha scalato posizioni su posizioni in Europa per volumi di importazione del Sake e nell’Ottobre 2018 ha raggiunto un traguardo storico diventando il Primo Paese in Europa superando l’Inghilterra (fino ad allora il primo importatore Europeo).

Parallelamente è cresciuta anche la Sake Sommelier Association Italia di cui Lorenzo è il Responsabile Unico; l’Associazione si è rivelata un fattore determinante in quanto a competenza e cultura del prodotto e ha aiutato a superare ogni dubbio su ciò che inizialmente non si conosceva, interpretando il Sake come un vero e proprio veicolo culturale.

Oggi la “Sake Company” ha nel suo catalogo oltre 100 referenze di Sake (rigorosamente importati a temperatura controllata4 gradi”) che provengono dalla maggior parte delle 47 Prefetture del Giappone. Sono Prodotti di primissima qualità, per lo più a Produzione Artigianale, che seguono processi manuali e lavorazioni legate alla stagionalità e alla raccolta dei vari tipi di riso, oltre alle particolari lavorazione (levigatura) dello stesso che ne determinano il valore.

La scelta è vastissima: i classici e le etichette riserva, gli spumantizzati e gli invecchiati, gli affinati in legno di cedro e il famoso Sake torbido e moltissimi altri. Un’infinita ricchezza di note, profumi e gusti, con varie modalità di degustazione: fredda, a temperatura ambiente o calda per una maggiore esaltazione del corpo e degli aromi. La vendita avviene tramite canali tradizionali e con un efficiente Servizio On-line. Visto il successo Italiano successivamente è stata aperta la “Sake Company Iberica” e altre Filiali Europee.

Oltre a tutto ciò, grazie al grande lavoro svolto da “Sake Company” e della “Sake Sommelier Association”, nel Mese di Dicembre del 2016 a Milano, in Via Cesare da Sesto 1 in Zona Porta Genova, ha aperto “Sakeya” la PrimaHouse of SakeItaliana. Un super accogliente Bistrot, Store e Bar, dove accanto alla fornitissima Cantina di Sake (più grande d’Europa) si può degustare l’ottima Cucina dello Chef Masaki Inoguchi assistito da uno Staff Giapponese e Italiano con una professionalità di altissimo livello. Tutto ciò rende “Sakeyaun luogo magico e speciale.

Se la “Sake Company” è la “Via Italiana” per conoscere e acquistare la bevanda alcolica più Giapponese che ci sia il nuovo LibroGuida al Sake” è il fondamentale mezzo per approfondire nei minimi dettagli che cosa sia effettivamente il Sake.

Il LibroGuida al Sake - La bevanda, le temperature, i bicchieri e gli abbinamentidi Lorenzo Ferraboschi è edito da Trenta Editore un Centro Culturale fondato da Barbara Carbone e dedicato alla cultura del cibo in ogni sua forma per diffondere con qualità, curiosità e innovazione, la grande emozione della buona tavola. Trenta Editore è una grande tavola conviviale capace di unire pensieri, parole e persone. La Società è nata nel 2004 con l’intento di diventare una presenza importante nel settore Editoriale della Cucina. Il Loro Catalogo si caratterizza per la presenza di Libri con temi insoliti e curiosi, capaci di appassionare lettori di ogni tipo, attraverso collane differenti, sia in lingua Italiana che in lingua Inglese.

Il LibroGuida al Sake” è nel pratico formato 15x21 cm., nelle 128 Pagine di cui si compone  l’Autore, ferratissimo in materia, dopo Prefazione e Introduzione ha concentrato un mare di informazioni in Tre ampi e particolareggiati Capitoli: “Le Origini”, “La Produzione” e “Come bere il sake”. Oltre a tutto ciò troverete anche altre simpaticissime curiosità. Il Libro è ben illustrato con foto e disegni a colori grazie anche a Laura Dalla Mutta la Responsabile della Progettazione Grafica.

Il divertente e istruttivo nuovo LibroGuida al Sake - La bevanda, le temperature, i bicchieri e gli abbinamentidi Lorenzo Ferraboschi è assolutamente imperdibile per chi vuole conoscere tutto sulla mitica bevanda Giapponese.

In Giappone per fare un brindisi si usa la parola “Kanpai” che si scrive, causa trascorsi Storici, con Caratteri Cinesi “乾杯”, i Caratteri” significano “bicchiere vuoto” e quelli “”significano “tazza con alcol”, pertanto una traduzione letterale in Italiano diventerebbe: “Svuota il bicchiere che stai bevendo”.

Si può brindare con un Libro? Con Guida al Sakesicuramente si e allora con Tutti Voi lo faccio alla maniera Giapponese : “Kanpai” (traducendolo però semplicemente inSalute!”).

https://sakecompany.com/

https://www.youtube.com/watch?v=PRorA2oe_Sg


Il Libro "Guida al Sake" di Lorenzo Ferraboschi: Imperdibile

"Sake" la Mitica Bevanda Giapponese 

Libro "Guida al Sake": L'Autore Lorenzo Ferraboschi

"Sake": Tutto il Fascino del Giappone

Il Libro "Guida al Sake" di Lorenzo Ferraboschi

mercoledì 6 aprile 2022

AZIENDA VITIVINICOLA “MICHELE SATTA” A CASTAGNETO CARDUCCI (LI) DAL 1983 UNA DELLE COLONNE PORTANTI DELLA STORIA DEL VINO DI BOLGHERI.




La Regione Toscana è tutta bellissima e magnifica sotto ogni aspetto; una delle sue perle è la Provincia di Livorno, che si trova ubicata nel cuore della Maremma Livornese, nel tratto del suo Territorio quello bagnato dal Mare Ligure e dal Mar Tirreno denominato “Costa degli Etruschi” c’è il Comune di Castagneto Carducci.

L’antico, fascinoso e panoramico Borgo di Castagneto Carducci è adagiato sulla sommità di una dolce collina, dominata dai resti (la parte che guarda il mare) del Castello dei Conti della Gherardesca, un fortilizio la cui costruzione risale intorno all’Anno Mille. Il Castello e la Chiesa di San Lorenzo sono stati il nucleo originario intorno al quale si è sviluppato il Centro abitato.

Il Territorio Comunale si divide tra le Frazioni di Bolgheri, piccolissimo Borgo Medievale famoso nel Mondo per la produzione Vitivinicola, Donoratico edificato a cavallo della Via Aurelia con la sua importante Stazione Ferroviaria sulla Litoranea Tirrenica e Marina di Castagneto Carducci notissima Località Turistico Balneare con il suo mare premiato più volte con la prestigiosa “Bandiera Blu”.

Uno splendido e curato Territorio che da Collinare diventa pianeggiante verso il Mare. Qui prende vita anche la bellissima e preziosa Riserva Faunistica di Bolgheri (Rifugio Faunistico di Bolgheri) che si estende per più di 500 Ettari.

Questa Terra è super accogliente sia per il Turismo Enoico sia per quello Gastronomico. La produzione Vitivinicola è straordinariamente importante; qui nascono alcuni Vini del tutto eccezionali che danno all’Italia grande fama e lustro a livello Internazionale. Ma anche la produzione di ottimo Olio Extra Vergine di Oliva è un fiore all’occhiello del Territorio. Il Comune di Castagneto Carducci rientra nel prestigioso ConsorzioLa Strada del Vino e dell’Olio Costa degli Etruschi”.

Proprio alle prime propaggini lato mare dei Colli dove è ubicato l’antico e suggestivo Borgo di Castagneto Carducci ha Sede, in Località Vigna al Cavaliere 61, un’Azienda Vitivinicola tra le più storiche e importanti non solo della Zona: Michele Satta

L’AziendaMichele Sattaè di Michele Satta e della sua bellissima e numerosa Famiglia: la Moglie Lucia e sei Figli (cinque femmine e un maschio).

Michele Satta è nato in Lombardia nella fascinosa e accogliente “Città Giardino” di Varese, il 14 Febbraio del 1955 (San Valentino), il Papà Ingegnere, cognome e cromosomi sardi, e la Mamma Insegnante. Sempre a Varese dopo le Scuole dell’Obbligo ha frequentato e si è diplomato nel 1974 al Liceo ClassicoErnesto Cairoli”, una delle Scuole più antiche e prestigiose della Città.

Michele Satta finito il Liceo Classico volle iscriversi all’Università di Agraria di Milano, questa decisione era maturata già diversi anni prima. Infatti quando era ancora ragazzino, frequentava la Seconda Media, i Genitori e Michele andarono a trovare dei parenti nel Nord della Sardegna. Michele trascorse una settimana con Zio Baingio curando le pecore, innamorandosi del grano fiorito e degli ulivi, inebriandosi dei profumi della Terra lavorata, un incontro con la natura che gli provocò un’emozione stratosferica segnandolo per sempre.

Durante un’altra vacanza a Castagneto Carducci con la Famigliadel tutto casualmente” a Michele Satta capitò un evento che cambiò tutta la sua vita: un Proprietario di una Fattoria del Luogo venuto a sapere della sua recente iscrizione all’Università di Agraria di Milano (si è Laureato poi a Pisa, nel 1980, in Scienze Agrarie) gli offrì un lavoro. Il suo primo Stage inizio così presso l’AziendaTringali Casanuova” con la Vendemmia dell’Ottobre 1974.

Per i primi due anni di Università Michele andava per brevi periodi a fare esperienza a Castagneto, successivamente, nei secondi due anni ha passato tutti i pomeriggi al lavoro in Campagna seguendo come un’ombra il suo Fattore, apprendendo e assimilando la sapienza del rapporto dell’uomo con la natura.

Imparò l’Agricoltura a 360 gradi, tra tantissimo altro apprese che la Terra diventa dura quando soffia il vento, che la rugiada è copiosa quando la temperatura è di un certo tipo, che ci sarà brutto tempo quando le rondini volano basse, che il ciclo delle piante cambia in certe zone del campo, in alcune stentano a crescere e in altre no, perché si pota in un determinato momento, imparò anche che la Cultura Contadina è un immenso patrimonio di unità con la Natura e di paziente rispetto della realtà della Terra. Molto ci sarebbe ancora da raccontare.

A 25 anni Michele Satta finito gli studi si è Sposato e ha iniziato a fare carriera nell’Azienda dove lavorava diventandone il Fattore/Direttore. Anche il vino faceva parte dell’Azienda, era il vino che si produceva in Maremma e andava a finire come vino da taglio.

Ma la grande passione di Michele Satta lo portò nel 1983 (aveva già tre figli) a prendere una decisione drastica e, in accordo con sua Moglie, stabilì di stare in Campagna e fare il proprio vino. Sull’onda di una sconfinata dedizione al proprio lavoro si mise in proprio e prese in affitto vecchie Vigne e relativa vecchia Cantina. Nell’Autunno dell’83 arrivò la prima vendemmia e da quel giorno, passo dopo passo, l’AziendaMichele Sattaè cresciuta in parallelo con la Storia di Bolgheri.

Il Primo Disciplinare di Tutela dei Vini Bolgheri è anch’esso del 1983 e successivamente, grazie ancora alla Locomotiva Sassicaia”, furono definite la DOC Bolgheri e DOC Bolgheri Sassicaia e il relativo Consorzio di Tutela.

Tra l’83 e l’87 Michele prese coscienza di cosa era effettivamente il Vino. In quegli anni era avvenuto un salto di qualità grazie all’inizio del benessere diffuso il Mondo si accorgeva delle diversità: l’Italia si era agganciata ai grandi privilegi dei produttori Francesi che nei Secoli si erano ricavati delle nicchie di mercato straordinarie con una produzione eccezionale. Erano gli anni in cui ci fu l’esplosione del Vino e Michele si gettò a capofitto, studiò, guardò, imparò, viaggiò e andò in Francia con ancora più passione e amore per il Vino.

Che cosa è il vino? Che cosa è la qualità del vino? Il vino è straordinariamente unico nella storia nostra dell’alimentazione. Normalmente un prodotto agricolo, le pesche, a esempio, ce le hai, le cogli, le porti sul mercato, non ti va bene il prezzo, le riporti a casa, marciscono e le perdi. Il vino invece è l’uva che si trasforma, è sempre quell’uva lì che diventa un’altra cosa, straordinariamente più suggestiva, straordinariamente più buona, addirittura in certi casi diventa eccezionale e diversa nel tempo, ti inebria, ti apre uno spazio nel cuore. È il tuo raccolto, la tua vendemmia, tutto ciò per cui tu hai lavorato. Noi dobbiamo guardare il Vino con rispetto, per quello che è davvero, in quanto è l’espressione unica di un pezzo di Mondo: quel terreno lì c’è solo lì, non esiste un altro punto del pianeta con quella complessità di terreno che tu hai scelto per fare la Vigna. Non esiste un’annata uguale alla precedente, il Vino che farò quest’anno sarà unico, non lo farò mai più. Il tipo di uve che ci sono nella mia Vigna e che faranno quel Vino sono irripetibili, il modo con cui io uomo ho dedicato passione, intuizione, errori, come ho piegato un archetto, quante gemme ho lasciato, se ho levato la femminella, se ho levato le foglie, se ho lavorato il terreno, è mio, soltanto mio”. Questo è stato ed è il sincero pensiero di Michele Satta.

Dopo i primi anni di assestamento, legati ad affitti frazionati, nel 1987 si costituì il primo nucleo dell'AziendaMichele Satta” con l'acquisto del miglior terreno disponibile e la costruzione della Cantina scavata nella roccia calcarea.

Michele Satta nel 1991 ha piantato la sua prima Vigna in proprietà e da lì è stato tutto un succedersi di acquisizione di Terreni, vicini alla sua Cantina, che sentiva perfetti per fare ottimo Vino, arrivando nel giro di non molto a produrre Bottiglie solo da uve da Lui piantate. In quegli anni in parallelo sviluppava fortemente l’esperienza non solo con la Terra ma anche con la Cultura del Vino Internazionale iniziando anche a viaggiare in molti Paesi del Mondo per allargare conoscenze e confronti.

Tra il 1993 e il 1995 Michele Satta è diventato anche “consulente/conduttore” del Vigneto diOrnellaia” dove ha potuto allargare la visione internazionale del Mercato dei Vini di Alta Qualità e ha perfezionato le tecniche di coltivazione a contatto con una realtà di eccellenza Mondiale.

Oggi le Vigne diMichele Sattacoprono una superficie totale di circa 23 Ettari, tra proprietà e affitti. Sono tra le Vigne più a sud di tutto il comprensorio, nella Frazione che la zonazione fatta dal Professor Attilio Scienza ha chiamatoAccattapane”. Sono situate al centro del Comune di Castagneto Carducci e dunque nell’area riservata alla produzione di Vini Bolgheri DOC.
I Terreni sono di medio impasto, con una leggera flessione verso la granulometria sabbiosa, posti a ridosso delle Colline di Castagneto Carducci e della Torre di Donoratico. Questa vicinanza permette di avere delle riserve idriche importanti nel suolo durante l’estate, poiché le Colline raccolgono tutte le piogge primaverili/estive, facendole confluire sulla Piana di Bolgheri. Rilevante anche l’importanza, per i suoi positivi effetti, della vicinanza del Mare.

Le Vigne da cui esclusivamente provengono le Loro uve sono state piantate da Michele negli anni '90. In ogni vigna sono presenti le cultivar che Michele ha ritenuto, dopo anni di studio e osservazioni, essere le più rappresentative di Bolgheri (non escludendo ulteriori esperimenti nel futuro): per i Vini Bianchi sono Viognier, Vermentino e Sauvignon, mentre per i Vini Rossi sono Cabernet Sauvignon, Merlot, Syrah, Sangiovese e Teroldego. La presenza dei singoli vitigni nelle diverse Vigne, permette di avere numerose e diversificate espressioni delle varietà, in modo tale da poter capire come si sviluppino le specifiche vigne in ogni annata. I Vigneti che esprimono maggior equilibrio e complessità forniscono così le uve per i Vini più importanti. La Produzione annua è di circa 150.000 Bottiglie tra Sei Vini Rossi e Due Bianchi.

Da alcuni anni due dei Figli di Michele, Benedetta e Giacomo, partecipano in prima persona alla gestione dell’Azienda, curiosi e appassionati hanno iniziato il cammino della seconda generazione sulla strada della tradizione di Famiglia con lo sguardo rivolto al nuovo e al futuro. Benedetta è nata a Cecina (LI) il 15 Dicembre del 1983 ed è Laureata in Fisica all’Università degli Studi di Milano, anche Giacomo è nato a Cecina, il 29 Agosto del 1991, e si è Laureato in Agraria all’Università degli Studi di Milano.

L’AziendaMichele Satta” dopo aver commercializzato negli anni grandi Vini Rossi (“I Castagni”, “Piastraia”, “Cavaliere”, “Syrah”, “Bolgheri Rosso”) e altrettanto grandi Bianchi (“Costa di Giulia” e “Giovin Re” anagramma di “Viognier”) nel 2015, con una produzione di sole 600 Bottiglie, ha lanciato “Marianova”. Questo Vino del tutto speciale anche nei successivi anni di imbottigliamento (2016-2017-2018) non ha mai superato le 3.000 preziose Bottiglie.

Marianova” un Bolgheri Superiore DOC che nasce come prima esperienza della seconda generazione Satta, un blend in parti uguali delle migliori uve di Syrah e Sangiovese provenienti dal VignetoVignanova”. Grazie a Vitigni come “Syrah e “Sangiovese” questo eccellente Vino esprime tutta la lucentezza e armonia di questo magnifico Territorio Mediterraneo che, grazie alle positive peculiarità, sa dare ai Vini profondità e complessità estremamente rare.

Proprio con un Vino speciale comeMarianova”, in particolare “Marianova 2018”, l’AziendaMichele Satta” ha voluto aderire al Progetto di digitalizzazione associato ad alcune delle bottiglie Toscane di maggior pregio che vede come AutoriItalian Wine CryptoBank” e “Crypto Dine Wine Art”. L’iniziativa coinvolge Sei grandi Vini Toscani di famose Case Vinicole del Territorio e punta a creare un prodotto unico con la Collezione NFTCatch 22”. 

Ogni Vino sarà associato a un’opera digitale (una “gif animata” registrata nella “blockchain”, letteralmente “catena di blocchi”, e resa così eterna) realizzata dal bravissimo Illustratore/Artista e Giornalista Gianluca Biscalchin e solo 22NFT” saranno abbinati a ogni tipologia di Vino favorendo l’avvicinamento dell'universo dei Wine Lovers (gli amanti del lusso e del collezionismo) a quello delle nuove generazioni di collezionisti, che guardano gli “asset digitali” come gli “NFT” con crescente interesse.

NFT” è l'acronimo di “Non Fungible Token” che in Italiano significa “gettone non copiabile” ossia qualcosa di esclusivo, semplicemente unico che non può essere sostituito da altro. La Tecnologia “NFT” consentirà di attribuire a ognuna delle bottiglie prescelte anche un “Certificato di Autenticità”.

La Filosofia che è alla base di un’Azienda straordinaria comeMichele Satta” si può racchiudere in una sola parola LatinaSemetipsum” (lui stesso): ogni Vino deve essere se stesso grazie alla continua ricerca dell’alta qualità come espressione della Natura unica e irripetibile di ogni Vigneto e del suo incontro con l’Uomo.

Azienda VitivinicolaMichele Sattaa Castagneto Carducci (LI) dal 1983 una delle colonne portanti della Storia del Vino di Bolgheri e non solo.

http://www.michelesatta.com/index.php?lang=it

https://www.youtube.com/watch?v=_teb7PQebXI

https://www.youtube.com/watch?v=xBjqcjoc-DA


"Michele Satta": Ubicata alle Prime Propaggini di una Dolce Collina

Azienda Vitivinicola "Michele Satta" 

Azienda "Michele Satta": Una Vista Esterna

Dalla Grande Terrazza: il Panorama

La Cantina Scavata nella Roccia

 Una Vista della Cantina (Foto Andrea Moretti)

La Sala Degustazioni

"Michele Satta": Vini Fatti con Passione
 
Giacomo e Michele Satta con Giorgio Dracopulos

"Marianova 2018" un Vino Magnifico (Foto A. Moretti)

domenica 27 marzo 2022

“OFFICINE GULLO” E “SCUOLA TESSIERI”, DUE ECCELLENZE ITALIANE, SI SONO UNITE IN UN’INTERESSANTISSIMA E COSTRUTTIVA PARTNERSHIP.

 


La magnifica Città di Firenze, oltre a essere il Capoluogo di quella straordinaria Regione denominata Toscana, è anche un incredibile concentramento storico/culturale a cielo aperto che tutto il Mondo ammira. Per elencare le meraviglie che si possono trovare a Firenze ci vorrebbe un’enciclopedia composta da innumerevoli tomi; oggi però Vi racconto di una struttura meno conosciuta che è invece un vero e proprio scrigno di meravigliose opere d’arte: la “Chiesa di San Salvatore in Ognissanti”.

La “Chiesa di San Salvatore in Ognissanti” (detta anche “Chiesa di Ognissanti”) è un monumentale e storico edificio di Culto Cattolico ubicato in Via Ognissanti al Civico 38, praticamente di rimpetto a Piazza Ognissanti e a due passi dal Lungarno Amerigo Vespucci.

I lavori della Chiesa iniziarono nel 1251 ma terminarono vari Secoli dopo in quanto parte dell’ampio  Complesso Conventuale degli Umiliati che nel tempo venne notevolmente ampliato.

Quello degli Umiliati fu un Ordine Religioso giunto a Firenze da Alessandria (in Piemonte) nel 1239 ma fondato vari decenni prima, il Movimento spirituale sorse in contrasto ai costumi rilassati e alla ricchezza diffusa spesso ostentata dal Clero del tempo. Gli Umiliati propugnavano un ritorno verso una vita più austera, frugale; inizialmente condannati come Eretici da Papa Lucio III nel 1184, furono reintegrati con Bolla Papale di Innocenzo III nel 1201. L'ordine venne definitivamente soppresso nel 1571.

Per volere di Cosimo I de' Medici (1519 - 1574), Secondo e Ultimo Duca della Repubblica Fiorentina dal 1537 al 1569 e in seguito all'elevazione dello Stato Mediceo a Granducato di Toscana” il Primo Gran Duca di Toscana, il Complesso Conventuale di Ognissanti fu assegnato ai Francescani Minori Osservanti. Questo Ordine risiedeva precedentemente nel Convento presso la Chiesa Fiorentina di San Salvatore al Monte (dietro Piazzale Michelangelo) che però aveva subito gravissimi danni in seguito all’Assedio di Firenze (1529 - 1530) da parte delle Truppe Imperiali di Carlo V d’Asburgo. Durante questo passaggio molti furono i lavori di ristrutturazione nel Complesso di Ognissanti dove vennero costruiti anche due Chiostri.

Dopo una prima parziale soppressione nel 1810 il Convento fu poi definitivamente soppresso nel 1866 e l’immobile che l’ospitava nel 1923 divenne Sede della Caserma dei Carabinieri che ancora si affaccia su Via Borgo Ognissanti. I Frati Minori (Francescani) si riappropriarono in parte  della loro antica sede nel 1885 mantenendo in vita la comunità. Nel 2000 i Frati Minori decisero di lasciare e l’Arcivescovo di Firenze Silvano Piovanelli affidò Convento e Parrocchia alla Famiglia Monastica Benedettina Fraternità di Gesù che vi rimase fino al 2005. In quell'anno arrivarono i Frati Francescani dell’Immacolata che la gestirono fino all'Autunno 2016, poi la Chiesa di Ognissanti è tornata sotto la gestione dei Frati Minori.

La Facciata esterna della Chiesa di Ognissanti, del 1637, è opera dell’Architetto Matteo Nigetti, in origine venne realizzata in Pietra Forte, ma poi causa la sua cattiva conservazione nel 1872 fu completamente rifatta in Travertino di Rapolano, un materiale estraneo alla Tradizione Fiorentina. Il Campanile, che si intravede levarsi dal fianco della Chiesa, risale al XIII-XIV Secolo. Ospita al suo interno tre Campane fuse nel 1756, la maggiore delle quali pesa 620 kg. È inoltre presente una quarta Campana, molto più piccola delle altre, risalente al 1690.

Attraverso i Secoli la Chiesa si è arricchita di un numero incredibile di magnifiche Opere realizzate dai più grandi artisti di tutti i tempi ed è impossibile elencarle tutte. Alcune però è obbligo citarle: un grande e struggente “Crocifissodi Giotto, una “Crocifissione con Santiad Affresco di Taddeo Gaddi, la “Madonna della Misericordia”, il “San Girolamo nello Studio”, la “Pietà” e l’“Ultima Cena” realizzate del Ghirlandaio oltre al “San Girolamo nello Studiodel Botticelli. Ma non solo: meraviglioso è il “Soffitto” con effetto tridimensionale, artistici gli “Organi” (uno del 1565 e l’altro del 1743), bellissimi la “Fonte Battesimale” e il “Pulpito” e ancora tantissimo altro.

Nella “Chiesa di San Salvatore in Ognissantisono sepolti anche personaggi famosi come: Carolina Bonaparte (Sorella minore di Napoleone e Moglie di Gioacchino Murat Re delle Due Sicilie), il Pittore Sandro Botticelli, l’Incisore Giovanni Antonio Santarelli e Amerigo Vespucci, Omonimo e ascendente del famoso Navigatore.

Proprio in una Location di eccezione come la Cappella sconsacrata ubicata sulla destra del  Complesso rinascimentale della Chiesa di San Salvatore in Ognissantiche la prestigiosa Azienda Internazionale (ma con anima assolutamente Familiare) Officine Gullo ha collocato la propria Casa: un luogo d’incontro in cui presentare i suoi prodotti più iconici, ma soprattutto invitare i propri ospiti a intraprendere un percorso sensoriale, culinario e storico all’interno della grande Tradizione Fiorentina. Lo spazio è stato sapientemente ristrutturato dallo Studio Milanese SuperSpatial, che è stato capace di rinnovare il luogo inserendo forme nuove (Soppalco con Bar e Salottino) a quelle tipicamente rinascimentali e di mantenerne la sacralità e gli elementi che ne raccontano il trascorso storico, creando dei veri e propri spazi di transizione tra l’antico e il moderno.

Officine Gullo” è un’eccellenza Italiana nata dalla visione illuminata e la passione del suo fondatore Dott. Carmelo Gullo, affiancato oggi al timone dell’Azienda dai tre figli Pietro, Andrea e Matteo. Il suo “know-how” racconta una straordinaria unione tra tradizione e avanguardia. Ogni prodotto “Officine Gullo” racconta una storia, sono cucine su misura e accessori eredi della nobile tradizione dei Cucinieri Fiorentini Ottocenteschi, frutto della creatività della Famiglia, della sua esperienza nell’ingegneria meccanica e dell’alto artigianato nella lavorazione dell’acciaio inossidabile ad alto spessore, del rame brunito, della ghisa e dell’ottone.

Officine Gullo House” è uno spazio unico nel suo genere, in cui lo stato dell’arte delle Cucine Officine Gullo incontra la grande storia della Città di Firenze. “Officine Gullo House” è un’esperienza esclusiva che coniuga alta gastronomia e cultura: un vero e proprio rito, che celebra la Città, la sua Arte, la sua Tradizione Culinaria e il suo Artigianato. Al loro arrivo gli Ospiti vengono accolti con un aperitivo accompagnato da una interessantissima Presentazione sull’origine della Cucina Moderna nella Firenze rinascimentale, successivamente vengono guidati in una visita esclusiva alla Chiesa di Ognissanti, fuori dall’orario di apertura al pubblico, attraverso un passaggio che permette di accedervi direttamente dalla House. Una volta rientrati, l’aperitivo continua con un cocktail, o una degustazione vini, nella zona bar al piano superiore, per culminare intorno alle grandi tavole della House per il “pranzo/cena placée”: un momento conviviale in cui si offre l’opportunità unica di gustare le prelibatezze dei migliori Chef, preparate davanti ai propri occhi con gli strumenti di cottura “Officine Gullo”. “Officine Gullo Houseuntempiodedicato alla cultura della Cucina Italiana, ai suoi strumenti e all’eccellenza a tavola.

Ecco che in questo mese di Marzo 2022, in una bella e primaverile giornata baciata dal sole, “Officine Gulloha voluto siglare nella suaCasa” un patto di collaborazione, allo scopo di unire le rispettive competenze in un percorso comune, con un’altra eccellenza Italiana, la Scuola Tessieri.  

Due grandi realtà dell’Imprenditoria Toscana, due Aziende a un passo dalla dimensione industriale ma ancora a dimensione Familiare nel campo dell’artigianato più prezioso, unite per ribadire con assoluta certezza e forte volontàche l’uomo può essere ancora, con tutto il diritto, al centro della scena”.

La “Scuola Tessieri”, una delle migliori Scuole Superiori Italiane Accreditate e Certificate, ha Sede a Ponsacco, in Provincia di Pisa, nella Zona Artigianale/Industriale, precisamente in Via Milano al Civico 24. La sua ubicazione strategica le permette di essere raggiunta con facilità trovandosi a solo 2,5 Km. dall’uscita “Pontedera-Ponsacco” di una fondamentale arteria come la “Strada di Grande Comunicazione Fi-Pi-Li”. La Scuola è nata nel 2015 per la brillante iniziativa di un noto imprenditore della Zona Alessio Tessieri (classe 1963). Alessio ha fondato e guidato nel tempo Aziende leader a livello Nazionale e Internazionale nel settore dolciario. “Casa Tessieri” l’Azienda madre del suo gruppo imprenditoriale sceglie e distribuisce nel Mondo, da oltre 50 anni, prodotti di selezionatissime pasticcerie, panetterie e Aziende di trasformazione alimentare.

La “Scuola Tessieri è un grande open space di oltre 800 mq. che può essere suddiviso in ambienti separati mediante pareti trasparenti e insonorizzate. Le più moderne attrezzature arredano gli specifici Laboratori di Cucina, Pasticceria e Panetteria, Pizzeria, Bar e Sala, Gelateria, Cioccolateria. Telecamere e Schermi giganti permettono di proiettare ogni passaggio delle lezioni.

Grazie a importanti ed espertissimi Professori interni a cui si aggiungono, per specifici Corsi, anche noti e super premiati Professionisti esterni, non solo Italiani, gli Allievi della Scuola sono seguiti con grandissima attenzione e accompagnati nel portare all’eccellenza le specifiche attitudini professionali. Le attività della “Scuola Tessieri” spaziano dai Corsi Amatoriali ai Corsi Base fino a raggiungere i Corsi di Alta Specializzazione: l’istruzione acquisita offre la possibilità di avere interessanti sbocchi occupazionali. La “Scuola Tessieri” inoltre, grazie al suo stretto legame con il Territorio e con le eccellenze Enogastronomiche Nazionali, organizza tutte le iniziative possibili per aumentare la diffusione e la conoscenza della “cultura del cibo”.

Alla “Officine Gullo House”, Giovedì 10, come già detto del Mese di Marzo 2022, è stato firmato da Andrea Gullo  e Alessio Tessieri il “Patto di Collaborazione” davanti a una trentina di importanti Giornalisti comodamente sistemati, dopo l’aperitivo al piano superiore, in tre grandi tavoli finemente apparecchiati.

Due grandi Chef dellaScuola Tessieri” come il Direttore Didattico e Coordinatore del Corso di Alta Pasticceria Mario Ragona (già Medaglia d’Oro alla Coppa del Mondo di Pasticceria in Lussemburgo e Campione Italiano di Pasticceria agli Internazionali d’Italia 2012) e il Coordinatore del Corso di Alta Cucina Stefano Cipollini (già Capo Partita al Ristorante Il Pellicano di Porto Ercole, 2 Stelle Michelin, ha lavorato poi con Gaetano Trovato nel Ristorante Arnolfo di Colle Val d’Elsa, anch’esso 2 Stelle Michelin e alla corte di Massimiliano Alajmo a Le Calandre di Rubano, 3 Stelle Michelin) hanno preparato per l’occasione un ricco Menu con l’assistenza delle rispettive Brigate di Cucina.

Stefano Cipollini: - APERITIVO - “Finger food con prodotti provenienti dalla selezione di Casa Tessieri” - Caviale del Madagascar, blinis e panna acida - Foie gras, pan brioches e mostarda di cipolle  - La focaccia del Tessieri - Il salmone da passeggio; in accompagnamento Champagne Charles Mignon Cuvée Comte de Marne Grand Cru N.V.; - SERVIZIO AI TAVOLI  - “Assoluto di Carciofo” -  Carciofo intero fritto, crema di carciofo di Gerusalemme, carciofo crudo, short bread al pepe del Madagascar, gelato di carciofo alla brace, shot a base Cinar, foglie di carciofo in polvere; - “Animella, scampo, scorzonera bruciata e cioccolato del Venezuela” - Animella glassata nel burro e fondo manzo, scampo intero spadellato su una parte, scorzonera bruciata, cioccolato Venezuela e cacao; - “Risotto come una Napoli” - Riso cotto nel lievito, capperi fritti, salsa di acciughe, pomodoro cotto s.v. (sotto vuoto) mantecato con la mozzarella, origano e olio EVO; - Il tutto accompagnato daArnaldo Caprai Cuvée Secrète 2020Umbria Bianco IGT (era presente il Titolare Marco Caprai).

Mario Ragona: - “Il Dolce” - 100% Cioccolato Noalya - accompagnato da “Occhio di Pernice 2011Vin Santo del Chianti DOC dell’Azienda Usiglian del Vescovo; - Caffè di Casa Tessieri e le praline.

Tutto straordinariamente buono e ben presentato.

Dopo la splendida degustazione la visita suggestiva e personalizzata alla “Chiesa di San Salvatore in Ognissanti” magistralmente condotta da un grande esperto come Francesco Gori Manager diOfficine Gullo House”.

Molto bello e accuratamente organizzato l’Evento, grazie anche a Gianni Mercatali titolare delloStudio Mercatali” (uno Studio che rappresenta una delle più autorevoli e moderne espressioni di comunicazione globale) che ha visto due eccellenze Italiane comeOfficine Gullo” e “Scuola Tessieriunirsi in un’interessantissima e costruttiva partnership.

https://officinegullo.com/

https://www.scuolatessieri.it/

https://www.youtube.com/watch?v=qPIGiJi6rmo

https://www.youtube.com/watch?v=8502JmAWBqM


"Chiesa di San Salvatore in Ognissanti" a Firenze

Chiesa di San Salvatore in Ognissanti: "Il Crocifisso di Giotto"

"Officine Gullo House": Una Vista dal Soppalco

"Officine Gullo House": Il Salottino al Piano Superiore

 I Tre Grandi Tavoli

Apparecchiatura

Alessio Tessieri, Stefano Cipollini, Mario Ragona e Andrea Gullo

Alessio Tessieri con gli Chef e la Brigata di Cucina

La "Focaccia Tessieri"

 "Finger Food"......

"Assoluto di Carciofo"......

Animella, Scampo e......

"Risotto come una Napoli"

"Il Dolce"......

Giorgio Dracopulos e Marco Caprai

Andrea Gullo e Alessio Tessieri

Francesco Gori

"Officine Gullo House" Firenze (Foto OG)