domenica 18 novembre 2012

BODEGAS RODA, IN SPAGNA, UNA DELLE MIGLIORI AZIENDE VITIVINICOLE DEL MONDO.



Nella Spagna Settentrionale c’è una Provincia e Comunità Autonoma (la più piccola come numero di abitanti), che prende il nome da uno dei fiumi, il Rio Oja (affluente dell’Ebro), che l’attraversa, ed ha per Capoluogo la città di Logrogno, il suo nome è “La Rioja”.

Una superficie, di più di 5.000 chilometri quadrati con circa 300.000 abitanti, racchiusa tra i Paesi Baschi a nord, la Navarra a nord-est, l’Aragona a sud-est e la Castiglia e Leon a sud-ovest.

La Rioja è famosa per la sua produzione vitivinicola di qualità. Qui si producono, su 63.474 ettari vitati, prevalentemente lungo la valle dell’Ebro, circa 250 milioni di litri di Vini, 85% Rosso, a “Denominacion De Origen Calificada” (DOCa) che si estende anche a quelli prodotti in Navarra e nei Paesi Baschi. Anche se il suo Territorio non ha grandi dimensioni, ha una variegata tipologia di terreni e di microclimi che hanno portato ad una suddivisione in tre sottozone, Rioja Baja (Navarra e La Rioja Est), Rioja Alava (Pesi Baschi e La Rioja Nord), Rioja Alta (La Rioja Ovest).

Proprio nella Rioja Alta c’è una piccola e suggestiva cittadina medievale, oggi Comune di 12.000 abitanti, che si chiama Haro. Qui tutti gli anni, come da tradizione, si svolge, il 29 Giugno, per festeggiare il Patrono San Pedro, una folcloristica e coinvolgente manifestazione: la Battaglia del Vino.

Dopo una sfilata religiosa verso il Santuario, preceduta dal Sindaco, a cavallo, e con i partecipanti, vestiti di bianco, armati dei più svariati secchi e contenitori, in Paese si scatena una guerra senza quartiere, tutti contro tutti, in ricordo delle antiche rivalità con i villaggi vicini, che coinvolge migliaia di persone.

L’arma, una sola, il Vino Rosso, messo a disposizione dal Comune.

Appena fuori la Cittadina di Haro c’è un’Azienda Vitivinicola molto importante e interessante che proprio quest’anno festeggia i 25 anni di vita: BODEGAS RODA.

Nel 1987 Mario Rotllant, seguendo un sogno “coltivato” per molti anni, affronta un ambizioso e impegnativo progetto, fondare una nuova Azienda Vitivinicola in una delle più prestigiose zone di produzione della Spagna, la Rioja Alta. Costituita un’efficiente squadra di collaboratori, composta da Agustin Santolaya, direttore, Isidro Palacios, agronomo e Carlos Diez de la Concepcion, enologo/cantiniere, affronta la difficile scelta dei terreni. L’idea iniziale di un unico terreno, stile “Chateaux” Francese, purtroppo deve essere accantonata, per mancanza di zone adatte, si preferisce quindi una “Domaine”. La volontà di realizzazione non manca e, trovata l’ubicazione della sede centrale per la cantina, nel Distretto della Stazione, poco fuori Haro, vengono selezionate e acquisite ben 17 aree diverse di vigneti con caratteristiche comuni: Vitigni Autoctoni, Viti vecchie più di 30 anni e ben radicate in terreni poveri, da cui si possa ricavare grandi Vini.

Le Varietà di Vitigni coltivati, con sistemi manuali, naturali e biologici, nella caratteristica forma locale a cespuglio, alto fino a un metro, con tre bracci irregolari, sono:

- Tempranillo, l’uva nera coltivata in Spagna già dal tempo dei Fenici, il suo nome deriva dalla parola Spagnola “temprano” = “inizio” in riferimento al fatto che matura diverse settimane prima della maggior parte delle altre uve rosse;

- Garnacha Tinta, è il nome Spagnolo di un interessante vitigno che si è diffuso, tra gli altri, come Grenache in Francia e Cannonau in Sardegna;

- Graciano, una varietà a bacca rossa con una resa molto bassa che la rendono di difficile coltivazione.

Sono seguiti anni d’intenso lavoro, studi e messe a punto, per raggiungere la grande qualità desiderata.

Fiore all’occhiello dell’Azienda, la moderna, tecnologica ed ecocompatibile Cantina, edificata, con un lungo lavoro, anche di scavi nella roccia, durato ben 10 anni, dal 1991 al 2001. Per mantenere intatte le prerogative, i pregi e le sfumature di ognuna delle 17 zone di produzione, in Cantina ci sono 17 grandi tini di Rovere Francese. Il microclima ideale della Cantina è l’ambiente perfetto per far maturare i Vini nelle 1000 Barrique, anche queste di Rovere Francese.

La prima bottiglia che ha raggiunto gli alti livelli desiderati dall’Azienda è stata il “Roda 1992” commercializzato nel 1996. Il Marchio RODA nasce dalle prime due lettere dei cognomi di Mario Rotllant e Carmen Daurella.

Oggi i Vini di Roda, distribuiti per un 50% in molti Paesi del Mondo, hanno uno stile proprio, elegante, con intensi profumi e complessi sentori, robusti, con gradazioni intorno ai 14% Vol., vengono imbottigliati con le più moderne tecniche:

- “Roda I” Riserva, Rioja Denominacion De Origen Calificada, 100% Tempranillo, il primo vino prodotto, fatto con uve provenienti da vigneti con più di 30 anni;

- “Roda II” Riserva, Rioja Denominacion De Origen Calificada, un Blend con base di Tempranillo e una percentuale Garnacha, prodotto dal 1995 con vigne di più di 30 anni, dall’annata 1999 viene aggiunta anche una piccolissima percentuale di Graciano;

- “Cirsion”, Rioja Denominacion De Origen Calificada, 100% Tempranillo, una particolarissima, speciale selezione “segreta” prodotta, dal 1998, in pochissime migliaia di bottiglie, con uve provenienti da vigneti vecchi anche più di 50 anni, il suo nome deriva dal Latino Cirsium e dal Greco Kirsion, una pianta della Famiglia delle Asteracee che è anche l’Emblema dell’Azienda ;

- “Roda”, Rioja Denominacion De Origen Calificada, un Blend sempre a base di Tempranillo con piccole percentuali di Garnacha e Graciano prodotto, dal 2002, con vigne di più di 30 anni;

- “Bodegas Roda Sela”, Rioja Denominacion De Origen Calificada, l’ultimo nato, una base di Tempranillo con una piccola percentuale di Graciano, prodotto, dal 2008, con uve provenienti dai vigneti più giovani, tra i 15 e i 30 anni.

Bodegas Roda, in Italiano Cantine Roda; Cantine perché non c’è solo l’Azienda a Haro, infatti, dopo 20 anni di successi nel mondo del vino, è stata creata una nuova Cantina in società, “Bodegas La Horra”, in un’altra zona della Spagna particolarmente avocata per il buon vino, dove si producono i grandi rossi con la D.O.C. Ribera del Duero, nella Comunità Autonoma di Castiglia e Leon, nella parte settentrionale della Spagna, nella Provincia di Burgos.

La diversificazione di Bodegas Roda era già iniziata nel 1999 con l’acquisizione di due Aziende Agricole in cui si produce, sempre con agricoltura sostenibile e certificata, dell’ottimo Olio Extra Vergine di Oliva: la Fattoria Aubocassa, nell’Isola di Maiorca e la Fattoria Dauro nella Provincia di Girona in Catalogna.

Un’Azienda Vitivinicola, Bodegas Roda, che, negli anni, ha raggiunto livelli qualitativi così alti da ricevere, oltre ai moltissimi riconoscimenti, da parte della stampa specializzata e dalle migliori Guide del settore, anche tantissimi premi. Nell’anno del suo venticinquesimo compleanno, può fregiarsi del prestigiosissimo titolo, “Una delle 100 Migliori Cantine al Mondo”, assegnatole, il 17 Ottobre 2012, durante la Nona Edizione del “Wine & Spirits Top” svoltosi nella Città Californiana di San Francisco, negli Stati Uniti.

Ingresso

Cantina

Tini

Barrique

Vino e Olio

Vigneti

Vite 

venerdì 9 novembre 2012

BORGO SAN FELICE HOTEL RELAIS & CHATEAUX UN LUOGO MAGICO PER UN’ACCOGLIENZA DA SOGNO.




Per gli antichi Romani, nel periodo finale del loro Impero, la definizione di “Burgus” identificava un piccolo insediamento militare, o una torre di avvistamento, con intorno un terrapieno e un fossato per aumentarne le capacità difensive. In epoca successiva venne adottata la denominazione di “Borgo Medievale” riferendosi ad un piccolo gruppo di case con al centro una piazza su cui prevalentemente si affacciava una Piccola Chiesa o una Cappella. L’Italia è ricca di questi bellissimi Borghi. Uno tra essi, in particolar modo, si distingue per essere diventato un magnifico luogo di accoglienza, è l’Hotel Relais & Chateaux Borgo San Felice, ubicato su una panoramica collina Toscana, alta 350 m.s.l.m., nel Comune più meridionale della famosissima zona vitivinicola del Chianti, Castelnuovo Berardenga in Provincia di Siena.

Il Borgo si erge intorno alla Piazzetta con la neogotica Cappella della Madonna del Libro edificata nel 1899 su progetto dell’Architetto Senese Bettino Marchetti. Case e annessi di varie dimensioni si districano attraverso caratteristici e affascinanti scorci, tabernacoli, antico pozzo (1792), logge e vicoli che si possono percorre camminando sull’acciottolato, fino a giungere all’antica Pieve di San Felice. La Chiesa con il suo campanile si presenta con un aspetto che è frutto di una ristrutturazione avvenuta tra il 1922 e il 1933. All’interno è possibile ammirare, un prezioso Sant’Antonio da Padova, opera lignea dello scultore Fiorentino Domenico Cafaggi (1530-1608).

Le prime notizie di Borgo San Felice risalgono al 714 d.C., la sua ubicazione strategica lo hanno fatto diventare nei secoli un insediamento conteso, in particolare durante la guerra tra Siena, Città Ghibellina, fino al 1287, sostenitrice dell’Imperatore e Firenze Guelfa schierata dalla parte del Papa. Dal XVIII secolo la proprietà del Borgo passa alla nobile Famiglia Senese dei Conti Grisaldi del Taja che fanno della casa padronale la loro stabile residenza.

Nel 1968 il Borgo viene ceduto ad una società industriale con sede a Milano che, successivamente, nel 1978, lo ha ceduto alla RAS Assicurazioni. Oggi la RAS è nel Gruppo Allianz S.p.A., leader mondiale nell’offerta di prodotti e servizi assicurativi, bancari e finanziari che opera in 70 Paesi del Mondo.

Borgo San Felice è circondato da 650 ettari di bellissima campagna in proprietà, 140 vitati (70% a Sangiovese), 60 ettari di oliveti, il resto campi e boschi. Oltre 17.000 piante di olivo divise tra le cultivar Frantoio (75%), Morailo e Leccino fanno del Borgo il primo produttore di Olio Extra Vergine di Oliva D.O.P. del Chianti.

A questo magnifico possedimento il Gruppo Allianz, attraverso gli anni, ha aggiunto altre proprietà acquisendo, nel 1984, la Tenuta di Campogiovanni a Montalcino (SI), e, nel 2003, la Tenuta Perolla in Maremma, nel territorio di Massa Marittima (GR). Il complesso dei Terreni forma l’Azienda Agricola San Felice con 210 ettari di vigneti, più tutto il resto, per una produzione di un milione di bottiglie suddivise nelle varie tipologie. Alla guida di un progetto così prestigioso un validissimo staff con il Fiorentino, Direttore Generale, Alessandro Marchionne, il Responsabile Commerciale Fabrizio Nencioni e l’Enologo Leonardo Bellaccini.

Ma torniamo al Borgo vero e proprio. Completamente ristrutturato e adeguato alle esigenze di una dimora lussuosa e super accogliente San Felice è tra i 500 posti più straordinari e unici al mondo selezionati dalla prestigiosissima Guida Francese dei Relais & Chateaux. Gli ospiti del Relais hanno a disposizione 46 bellissimi ed eleganti ambienti tra camere e suite suddivise nei vari edifici del Borgo, il nuovissimo Centro Benessere con i trattamenti naturali con cosmetici a base di vino e olio del Dr. Vranjes, la piscina scoperta, i Bar, la sala biliardo, l’Enoteca, le sale riunioni, il gazebo, la cantina, il Ristorante “Poggio Rosso”.

La visione Enogastronomica di Borgo San Felice è basata su prodotti di grande qualità della Casa, come Vino, Olio e carne Chianina, abbinati a quelli che offre il Territorio Toscano. Per dare ancor più lustro all’offerta ristorativa, dal 2012 la direzione della Cucina è stata affidata a Francesco Bracali, uno dei più grandi Chef Italiani, i cui meriti sono stati riconosciuti, negli anni, da tutte le principali guide specializzate del settore che lo hanno premiato con punteggi altissimi. La prestigiosa Guida Michelin gli ha riconosciuto “Due” meritatissime “Stelle”.

Il Ristorante “Poggio Rosso” prende il nome da uno dei Vini dell’Azienda, il Chianti Classico Riserva D.O.C.G. “Poggio Rosso”, prodotto per la prima volta con l’annata 1978, con uve provenienti dall’omonimo Vigneto. Il Ristorante, completamente finestrato, è molto luminoso, ha una forma ad “elle”, con una rilassante vista sulla piscina, è molto caldo e accogliente. Si entra e a destra si trova la bella e suggestiva cantinetta chiusa da vetro trasparente, la prima sala è rialzata, per raggiungere la seconda si scendono alcuni gradini, in fondo la porta che va alle nuove, tecnologiche e attrezzate cucine. C’è la possibilità di accedere ad una ulteriore, piccola, riservata saletta.

L’apparecchiatura è molto bella, signorile e accurata, una dozzina di tavoli tondi circondati da comode poltroncine imbottite. Interessante la Carta dei Vini che offre, oltre a tutta la produzione dell’Agricola San Felice, anche un’ampia selezione di Etichette Italiane e Straniere di valore.

In questa atmosfera estremamente accogliente e piacevole ho partecipato, il 29 Ottobre 2012, ad una straordinaria serata ideata dal Borgo e dall’Agricola San Felice in collaborazione con la Fondazione “Umana Mente” del Gruppo Allianz che, dal 2001, si dedica a meritevoli attività filantropiche.

L’Evento è stato  organizzato a conclusione del Progetto “Impariamo nel Borgo”. Alcuni ragazzi, in difficoltà o con alle spalle storie difficili, provenienti dalla scuola Oliver Twist Cometa Formazione di Como, hanno passato i mesi di Luglio e Agosto 2012 in uno stage formativo nei diversi settori del Relais Borgo San Felice.

La serata, tra l’altro, prevedeva una cena di gala con quattro Chef super stellati: Francesco Bracali (aiutato dal giovane emergente Gianluca Gorini), Valeria Piccini, del Ristorante “Caino” di Montemerano (GR), Gaetano Trovato, del Ristorante “Arnolfo” di Colle di Val d’Elsa (SI), Vito Mollica, “Il Palagio” Ristorante principale del Four Seasons Hotel di Firenze.

Dopo un ricco aperitivo, servito nel grande salone sopra la Cantina a vista dell’Azienda Agricola Borgo San Felice, i dirigenti del Gruppo Allianz, Carlo Salvatori, Mario Cuccia, Erasmo Figini, insieme a Nicola Corti, Segretario Generale della Fondazione “Umana Mente”, hanno introdotto l’evento illustrandolo anche con un breve e interessante filmato. Successivamente dopo i saluti del Sindaco del Comune di Castelnuovo Berardenga, Roberto Bozzi, e dell’Arcivescovo di Arezzo, Riccardo Fontana, si è conclusa questa prima parte tra gli applausi delle numerose persone presenti, tra cui molti addetti ai lavori sia del mondo del vino che della stampa.

Dopo al Ristorante “Poggio Rosso” abbiamo potuto degustare le preparazioni degli Chef Stellati accompagnate da una selezione dei Vini dell’Azienda:

- “San Felice 2009”, Chianti Classico D.O.C.G., 12,7 Vol., e “Poggio Rosso 2007”, Chianti Classico Riserva D.O.C.G., 14% Vol., entrambi con uvaggio 80% Sangiovese, 10% Colorino, 10% Pugnitello, prodotti con uve dei vigneti di Castelnuovo Beradenga (SI);

- “Campogiovanni 2007”, Brunello di Montalcino D.O.C.G., 15% Vol., 100% Brunello (clone di Sangiovese), prodotto nella Tenuta di Campogiovanni a Montalcino (SI);

- “Santuccio da San Felice 1982”, Vin Santo, 70% Trebbiano e 30% Malvasia, 15% Vol., ormai una vera e propria rarità visto che ne è cessata la produzione nel 1985. Oggi, il Vin Santo Chianti Classico D.O.C., viene prodotto con il nuovo nome “San Felice VinSanto del Chianti Classico”, 75% Trebbiano e 25% Malvasia, 14,5 % Vol., sempre seguendo la secolare tradizione Chiantigiana, dopo un affinamento di 5 anni in caratelli (fusti da 225 litri di rovere Francese) e 12 mesi in vetro in non più di 6.000 bottiglie

Sono state perfettamente e puntualmente servite le seguenti portate:

- “Francesina”, insalata di lesso rifatto di razza Calvana (raro ecotipo di Chianina autoctona della zona dei monti della Calvana e del Mugello), preparato dallo Chef Vito Mollica;

- Raviolo di cinghiale e pere con crema di lenticchie, cialda di Parmigiano e cumino, preparazione dello Chef Francesco Bracali;

- “Piccione”, petto, coscio, scalogni, nocciole e caffè, dello Chef Gaetano Trovato;

- Cioccolato, liquirizia, e frutti esotici, dolce della Chef Valeria Piccini;

- Piccola pasticceria di Francesco Bracali.

Belle le presentazioni e tutto straordinariamente buono, da sottolineare anche la perfetta temperatura di servizio di ogni singolo piatto.

Dopo cena Francesco Bracali, attorniato dagli Chef, dai ragazzi del progetto “Impariamo nel Borgo” e dalla Brigata di Cucina, ha detto alcune significative e sentite parole di ringraziamento. La conclusione del riuscitissimo Evento è spettata all’efficientissimo e bravo Direttore Generale del Relais & Chateaux Borgo San Felice, Achille di Carlo, a cui è seguito un sentito applauso da parte di tutti i presenti.

Credo che non ci siano parole più adatte se non proprio quelle di Achille di Carlo per definire un luogo cosi magico dove si può trascorrere una vacanza da sogno: “Borgo San Felice è il frutto di una visione straordinaria, che associa un lusso autentico, rurale e genuino, ad un magnifico Territorio che offre da sempre eccellenza sia in termini di produzione e servizi che di straordinaria bellezza del paesaggio”.






Il Panorama

L'Enoteca del Borgo

L'Ingresso del Ristorante

La Cantinetta del Ristorante

La Seconda Sala

Trovato, Gorini, Piccini, Bracali, Mollica


Giorgio Dracopulos a Borgo San Felice

sabato 3 novembre 2012

LA COMMISSIONE DEGUSTATIVA DEL CORRIERE DEL VINO AL RISTORANTE BRASSERIE LA BARCACCINA DI VADA (LI).



Il termine marinaresco “calma piatta” definisce il mare quando è uno specchio, immobile in mancanza di moto ondoso, accompagnato anche dall’assenza di un qualsiasi movimento dell’aria. Se, a una tale circostanza, aggiungete il cielo limpido e azzurro, uno splendido sole, che rende la temperatura più che gradevole, la possibilità di sedere ad un tavolo all’aperto a 5 metri esatti dal mare, per degustare una serie di Vini, e sapere che tutto ciò sta accadendo addirittura alla fine del mese di Ottobre, potreste credere di sognare.

Invece vi garantisco che è tutto vero.

Mercoledì 24 Ottobre 2012, a Vada (una Località balneare molto accogliente e conosciuta) piccola Frazione del Comune di Rosignano Marittimo in Provincia di Livorno, al Ristorante “Brasserie La Barcaccina” ubicato proprio sulla spiaggia, in riva al mare, dove finisce la passeggiata, lato nord, si è riunita la “Commissione Degustativa del Corriere del Vino”.

Il “Corriere del Vino” è da diversi anni un affermato settimanale online che si occupa del Vino e di tutto ciò che ruota intorno a questo fantastico mondo, una voce indipendente che ha saputo guadagnarsi il seguito di innumerevoli lettori.

Il Ristorante “Brasserie La Barcaccina” è collegato all’omonimo stabilimento balneare ed è proprietà del vitale Hamid Meridja insieme alla sua bella Famiglia. Il Locale è molto luminoso e accogliente, curato nei particolari, “Brasserie” in Francese è la definizione che si da ad un posto rilassante e raffinato, ma in una giornata così “climaticamente perfetta” non si poteva che stare fuori, nella parte esterna coperta dall’ampia tenda, in riva al mare.

Fin dalla mattina presto il sottoscritto con il disponibilissimo e professionale padrone di casa, Hamid Meridja, sotto la guida del nostro Direttore, Riccardo Gabriele, abbiamo organizzato le postazioni e i circa cinquanta Vini da valutare.

Alle ore 11,00 la “Commissione Degustativa” composta da Riccardo Gabriele, Alessandra Rachini, Riccardo Margheri e Giorgio Dracopulos per il Corriere del Vino, Luca De Ferrari (Poderi Boscarelli) e Ivan Giuliani (Azienda Agricola Terenzuola) in rappresentanza dei produttori e Hamid Meridja per i ristoratori, ha iniziato, con l’aiuto di buoni stuzzichini della casa, a valutare i Vini in degustazione cieca (con le bottiglie coperte e non identificabili). I Vini sono stati divisi in Lotti e le batterie erano composte da tre Etichette.

Il primo Lotto comprendeva Vini di Uva Sangiovese, il secondo Lotto Vini di altri Vitigni Autoctoni (nati e sviluppatisi, attraverso lunghissimi periodi di tempo, in un preciso luogo geografico).

All’ora di pranzo abbiamo apprezzato anche alcuni piatti della brava Chef Maila Musto, moglie di Hamid.

Anche durante il pranzo sono stati stappati i seguenti Vini:

- “Revì 2008 Spumante Brut Dosaggio Zero” (nel caso che il “liqueur d’expedition” sia senza zucchero si ottiene uno spumante molto secco, pas dosé = dosaggio zero), e “Revì 2008 Spumante Brut Rosé”, ambedue Trento D.O.C., prodotti con Uve Chardonnay e Pinot Nero, 12,5% Vol., prodotte dall’Azienda Vinicola del Revì di Aldeno (TN);

- “Livia 2011”, Bianco Toscana I.G.T., 50% Viognier e 50% Roussanne, 13% Vol., prodotto dalla Azienda Agricola Querceto di Castellina di Jacopo Di Battista & C. in Località Querceto, Castellina in Chianti (SI);

- “Fosso Di Corsano 2011”, Bianco Colli Di Luni D.O.C., Vermentino Superiore, 100% Vermentino, 14% Vol., prodotto dall’Azienda Agricola Terenzuola di Fosdinovo (MS);

- “Pilar 2011”, una novità assoluta alla prima uscita, Rosso Passito Toscana I.G.T., 100% Merlot, 14,5% Vol., prodotto dall’Azienda Agricola Biodinamica Macchion dei Lupi di Carlo Parenti, Località Campo al Drago, Suvereto (LI).

Ma veniamo al Menu, i piatti serviti sono stati:

- Baccalà al vapore su passatina di ceci con olio e prezzemolo;

- Polpo nostrale di scoglio alla brace su crema di zucca e salsa verde;

- Paccheri del Pastificio Fratelli Setaro di Torre Annunziata (NA) con sugo di triglie e pomodorini confit;

- Millefoglie calda alla spuma di vaniglia;

- Biscottini al Vin Santo del Panificio la Madia di Rosignano Solvay (LI) proprietà della famiglia Salvadori (Gianni, Silvano e Vania).

Dopo pranzo, a pomeriggio inoltrato, la Commissione ha proseguito con il terzo Lotto di Vitigni Alloctoni (i vitigni più diffusi al mondo spesso definiti anche “Vitigni Internazionali”), in aggiunta agli Italiani sono stati assaggiati anche tre vini Francesi prodotti dallo Chateau Pech-Latt a Lagrasse, un piccolissimo Comune di 600 abitanti, nella Regione Languedoc-Roussillon nella parte Meridionale della Francia.

Alle ore 18,00 la Commissione Degustativa del Corriere del Vino ha concluso il suo operato dopo aver giudicato e relazionato su tutti i Vini assaggiati.

La straordinaria accoglienza e assistenza di tutto lo Staff del Ristorante “Brasserie La Barcaccina” di Vada, la magnifica giornata trascorsa in riva al mare, la piacevole compagnia e i moltissimi Vini stappati hanno fatto della degustazione un Evento ben riuscito.







La Commissione Presieduta da Riccardo Gabriele

Baccalà al Vapore

Polpo di Scoglio alla Brace

Paccheri al Sugo di Triglie

Millefoglie alla Spuma di Vaniglia

Biscottini al Vin Santo

Hamid Meridja

domenica 28 ottobre 2012

“ IL PESCE AZZURRO D’AUTORE IN TOSCANA“, PENNABLU EDIZIONI, IL NUOVO LIBRO DI CLAUDIO MOLLO.



Se andando a fare la spesa cercate il “pesce azzurro” credendo di trovare una particolare specie ittica dalla colorazione uguale a quella del cielo siete in errore.

Si definisce commercialmente “pesce azzurro” quelle varietà di pesci, quasi sempre di pezzatura medio piccola, il cui costo di mercato è generalmente più basso data la minore richiesta del pubblico e l’abbondanza del pescato.

Questa tipologia di pesci, al contrario di quanto si possa credere dall’indicazione del prezzo, non ha niente da invidiare al pescato più prezioso. Il pesce azzurro è molto digeribile e utile per il nostro organismo data la ricchezza delle sue carni ricche di benefici acidi grassi monoinsaturi (i grassi buoni che favoriscono la sostituzione del colesterolo). In particolare gli acidi grassi essenziali del tipo omega-3 assolutamente indispensabili per il corretto funzionamento del nostro organismo.

Il pesce azzurro è anche ricco di calcio, un componente fondamentale per una dieta equilibrata.

Molte sono le varietà di questi pesci che si possono trovare sui banchi dei nostri mercati, tra loro possiamo citare i più comuni: le acciughe o alici, le sardine, le aringhe, gli sgombri, le aguglie, i sugarelli.

Spesso il pesce azzurro si annovera anche tra quello “povero” o “dimenticato”, anche queste due categorie commerciali si riferiscono, la prima ai pesci con i prezzi più bassi, la seconda a quelli che generalmente, tra le molte specie commestibili del nostro mare, sono parzialmente o totalmente scartati.

Il pesce azzurro negli ultimi anni ha avuto una generale rivalutazione grazie all’uso che ne hanno fatto molti dei più grandi Chef Italiani, rientrando nella più ampia considerazione di una maggiore cura nella scelta degli ingredienti.

Su questo ritrovato interesse Claudio Mollo, noto giornalista enogastronomo Livornese e carissimo amico, ha voluto fare il punto sulla cucina di qualità del pesce azzurro con il suo nuovo libro: “Il Pesce Azzurro d’Autore in Toscana”.

Claudio è nato in “mezzo al mare”, all’Isola del Giglio in Provincia di Grosseto, il 13 Novembre del 1959, dopo le scuole dell’obbligo, ha sviluppato la sua vena artistica diplomandosi a Firenze in Arte Grafica Pubblicitaria e Fotografia. Da oltre 20 anni è giornalista professionista specializzato nel settore agroalimentare e della ristorazione di qualità. Negli anni si è acculturato a fianco di illustri maestri che hanno fatto e fanno la storia dell’enogastronomia Italiana e Internazionale. Claudio ha scritto e scrive per molti giornali e riviste del settore, oltre ad aver pubblicato altri dieci interessantissimi libri. Esperto in comunicazione offre servizi e consulenze mirate per la promozione del territorio e del turismo enogastronomico.

Il Libro “Il Pesce Azzurro d’Autore in Toscana” ha un elegante formato quadrato di 22,5 centimetri per lato, la copertina è cartonata in blu ed è ricoperta da una sovracopertina bianca, 120 pagine di una bella carta lucida dove spiccano le bellissime foto di Cladio Mollo.

Una Presentazione dell’illustre storico della cucina Giuseppe Lo Russo e una Introduzione di Claudio Mollo precedono “Chef, Ristoranti, Ricette, Vini”.

Tredici Chef stellati e pluristellati insieme a altri undici Chef tra conosciuti ed emergenti, dopo la presentazione di loro stessi e dei rispettivi Locali, danno, ognuno, due dettagliate ricette che interpretano la Cucina con il Pesce Azzurro.

Su ogni ricetta vengono abbinati due Vini, di conseguenza le ultime pagine del Libro sono dedicate a brevi descrizioni delle Aziende Vitivinicole coinvolte.

Il Libro è pubblicato da Pennablu Edizioni di Lido di Camaiore (Lucca).

Lunedì 8 Ottobre 2012, nel tardo pomeriggio, nella gremita sala Butterfly del Grand Hotel Principe di Piemonte di Viareggio (LU), super prestigiosa e storica struttura di accoglienza, si è svolta la presentazione dell’undicesimo Libro di Claudio Mollo.

Al tavolo di presidenza, al centro Claudio Mollo, a destra la Dottoressa Silvia Gambaccini, nota biologa marina consulente di Lega Pesca Italia (Associazione Nazionale delle Cooperative di Pesca), a sinistra Gianluca Domenici titolare della Casa Editrice.

Dopo l’apertura e le presentazioni di Claudio Mollo, la biologa Gambaccini ha illustrato le metodologie e le problematiche della pesca, i principi commerciali che regolano il mercato ittico e una serie di altre interessanti informazioni sulle varie specie e le caratteristiche organolettiche dei pesci.

Poi ci sono stati i ringraziamenti dell’Editore Domenici e successivamente è stato proiettato un breve video con le foto, tratte dal Libro, degli Chef e di un loro piatto.

Molti applausi e consensi hanno fatto seguito alle conclusioni di un emozionato Claudio Mollo.

Successivamente per tutti i presenti è stato offerto, nella grande e panoramica veranda chiusa del Principe di Piemonte, un ricchissimo Buffet a base di “finger food” realizzati con pesce azzurro da tre Chef Stellati inseriti nel Libro:

- Fabrizio Girasoli titolare del Ristorante “Butterfly” di Marlia in Provincia di Lucca;

- Andrea Mattei del Ristorante “La Magnolia” ubicato all’interno del lussuoso Hotel Byron sul Lungomare di Forte dei Marmi in Provincia di Lucca;

- Giuseppe Mancino, “padrone di casa”, del Ristorante “Il Piccolo Principe” situato al quinto piano dell’Hotel Principe di Piemonte.

Oltre a le speciali preparazioni dei grandi Chef, al Buffet, in rappresentanza dei più buoni prodotti del territorio, era presente Alderigo Triglia, titolare del Salumificio Artigianale Triglia del piccolo e caratteristico Borgo di Gombitelli, Frazione del Comune di Camaiore (LU). Alderigo ha offerto, insieme ad un suo prelibato prosciutto che tagliava personalmente al coltello, molti dei suoi buonissimi prodotti tra cui il raro pecorino che porta il nome di suo nonno “Frizza”, il lardo marinato (un prodotto unico) e la super gustosa salsiccia di prosciutto.

Diverse Aziende Vitivinicole citate nel Libro hanno offerto i loro Vini che sono stati perfettamente e professionalmente serviti dai Sommelier, Chiara Gabbani, Manuela Vannucci e Claudio Serra, della Delegazione A.I.S. di Lucca.

La presentazione del bel Libro di Claudio Mollo, “Il Pesce Azzurro d’Autore in Toscana”, si è conclusa a tarda sera, con molta soddisfazione di tutti, tra i ringraziamenti e i saluti.




Una delle bellissime foto del Libro


Gianluca Domenici, Claudio Mollo, Silvia Gambaccini

Il Buffet

Alderigo Triglia

I Sommelier A.I.S. della Delegazione di Lucca

venerdì 19 ottobre 2012

LE MORTELLE POGGIO ALLE NANE 2009 E ALTRI VINI DI ANTINORI AL RISTORANTE BRACALI DI MASSA MARITTIMA (GR).



Parlare di una illustre Famiglia, gli Antinori, che produce Vino da 600 anni, non è cosa semplice.

Tutto nasce nel lontano 1385 quando Giovanni di Piero Antinori entrò a far parte di una delle Arti Minori delle Corporazioni delle Arti e Mestieri di Firenze, quella dei Vinattieri. I Vinattieri si dedicavano al commercio e alla vendita al dettaglio del Vino, il loro Santo protettore era San Martino Vescovo di Tours (Comune Francese nel Dipartimento Indre e Loira) e nel loro stemma spiccava un calice rosso su fondo bianco.

Per 26 generazioni la Famiglia Antinori ha gestito personalmente tutte le loro proprietà, difendendo con particolare cura e attenzione le tradizioni e il territorio, per questo motivo oggi fa anche parte dell’Associazione di Produttori Vitivinicoli più prestigiosa del mondo, la “Primum Familiae Vini” (PFV), che comprende 11 storiche, illustri e super famose Aziende.

Oggi la Società “Marchesi Antinori s.r.l.”, con sede principale a Firenze nella Piazza che porta il loro nome, è diretta dal Marchese Piero Antinori insieme alle sue tre figlie, Albiera, Allegra e Alessia.

Attraverso gli anni alle Storiche Tenute di Toscana e Umbria si sono aggiunte altre proprietà, sia in Italia che all’estero, Stati Uniti, Cile, Romania, Ungheria, Malta, ma tutte in zone particolarmente adatte per la produzione di Vini di grande qualità.

Sabato 6 Ottobre 2012, a pranzo, al Ristorante Bracali di Massa Marittima, in Provincia di Grosseto, si è svolta una degustazione di alcuni Vini di Antinori.

Il Ristorante Bracali, del grande Chef Francesco Bracali e di suo fratello Luca, è stato premiato, negli anni, con punteggi altissimi da tutte le principali Guide specializzate del settore e la prestigiosa Guida Michelin 2011 lo ha meritatamente premiato con la “Seconda Stella”.

Per Antinori era presente Fabio Ratto Direttore e Enologo in due delle loro Aziende Toscane, La Tenuta Pian delle Vigne e la Fattoria Le Mortelle. Fabio è Genovese classe 1965, da oltre 20 anni lavora in Toscana e da circa 15 è con gli Antinori.

“La Tenuta Pian delle Vigne” si trova a 6 Km. a Sud di Montalcino (SI), prende il nome da una caratteristica stazioncina ferroviaria del XIX Secolo, ancora in uso, all’interno della grande Tenuta di 184 ettari (65 di vigneti, 2 di oliveti e 117 di boschi) tutti i vigneti sono di Brunello di Montalcino (Sangiovese);

La FattoriaLe Mortelle” ubicata in Maremma, vicino a Castiglione della Pescaia (GR), “mortella” è il nome del mirto selvatico che caratterizza questa zona costiera, 270 ettari complessivi (160 di vigneti, 15 di frutteti certificati biologici, oltre a oliveti e bosco, due laghi artificiali il più grande dei quali ha una superficie di 6 ettari è il Diaccia Botrona una ricca oasi naturale popolata di anatre e folaghe), la nuova Cantina è modernissima e ipogea (sotterranea), tutta ricoperta di piante, adotta dei sistemi naturali per il mantenimento della temperatura e della giusta umidificazione.

Passiamo al Menu degustazione, preparato per l’occasione dallo Chef Francesco Bracali, e ai Vini di Antinori abbinati :

- Pizzette, terrine di melanzane con pomodorini confit, crocchette di patate, rotolino di fegatini di pollo;

- Tartare di chianina con salsa di cipolle rosse e liquirizia, terra di biscotto ai cereali e tartufo;

- Palamita scottata e marinata, crema topinambur al limone, meringa leggera al caffè e gelato d’olio extra vergine d’oliva (prodotto da Bracali con olivastra Seggianese).

Questi piatti sono stati accompagnati da un’ottima bollicina Italiana servita in bottiglie magnum (1,5 litri), una produzione che riserva ad ogni bottiglia attenzioni particolarissime, il “remuage”, per esempio, viene, come da tradizione, ancora effettuato a mano tramite le caratteristiche “pupitres”: Montenisa Franciacorta Brut. Franciacorta D.O.C.G., 12,5% Vol., prodotto con Uve (Chardonnay, Pinot Bianco e una piccola percentuale di Pinot Nero) provenienti dai Vigneti intorno al Borgo di Calino, nel cuore della Franciacorta, nella Tenuta Montenisa. La Tenuta si trova a sud del Lago d’Iseo è da secoli proprietà della nobile Famiglia Bresciana dei Conti Maggi, nel 1999 è nato un accordo di gestione con la Famiglia dei Marchesi Antinori.

- Gnocchi con broccoletti su budino di fegato grasso, polvere di cipolle caramellate e olive taggiasche;

- Lasagnetta verde con salsiccia, crema di castagne e maionese leggere di uva fragola.

In abbinamento un Vino di grande qualità Cervaro della Sala 2010, Umbria I.G.T., 90% Chardonnay e 10% Grechetto, 13% Vol., prodotto nella Tenuta del Castello della Sala, circa 500 ettari, ubicati su di un promontorio tufaceo dell’Appennino Umbro, a circa 18 Km. dalla storica città di Orvieto, il magnifico Castello, fulcro della Tenuta, è una antica fortezza medievale; anche di questo Vino Bianco le bottiglie erano delle magnum.

- Carrè di agnello in crosta di profumi toscani con cipollotti in agrodolce, purea di melanzane, composta di rabarbaro e salsa di scalogno;

L’agnello è stato degustato insieme ad una novità assoluta di Antinori, alla sua prima uscita e in rarissime magnum, Le Mortelle Poggio alle Nane 2009 (le nane sono la anatre della fattoria), Maremma Toscana I.G.T., 60% Cabernet Franc e 40% Cabernet Sauvignon, 14% vol., di cui sono state prodotte meno di 3.000 bottiglie da 0,75 e 200 magnum, oltre a pochissimi altri formati speciali da 3 e 6 litri. Un Vino Rosso dai tannini rotondi, di grande complessità e piacevolezza aromatica, solido ed elegante è stato per 14 mesi in barrique in gran parte nuove e poi si è affinato per altri 10 mesi in bottiglia.

- Triangolo di cioccolato con mousse alla nocciola, terra di pasta sfoglia, salsa di lamponi e yogurt, gelato alla carota;

- La ricca alzatina con la piccola pasticceria di Bracali.

Insieme ai dolci sono state stappate delle buone bottiglie di Aleatico Sovana 2009, D.O.C. Superiore, 100% Aleatico, 10% Vol., prodotto nella Fattoria Aldobrandesca situata vicino al Borgo Storico di Sovana, siamo in terra Etrusca, nel Sud della Toscana.

Durante il pranzo Fabio Ratto ha ampiamente illustrato ai convenuti l’Azienda Antinori e i Vini in degustazione, ricevendo molti complimenti per la qualità dei prodotti portati.

Al pranzo hanno partecipato rappresentanti dell’Associazione Italiana Sommelier (A.I.S.) e dell’Accademia Italiana della Cucina, oltre a giornalisti del settore e appassionati.

I Vini di Antinori, perfettamente serviti da Luca Bracali e lo Staff del Ristorante, insieme alla Cucina dello Chef Francesco Bracali hanno fatto del pranzo un evento straordinariamente piacevole e di altissimo livello.


Ristorante Bracali

Via di Perolla, 2

Località Ghirlanda

Massa Marittima (Grosseto)

Tel. 0566 902318



Giorgio Dracopulos e Fabio Ratto

Tartare di Chianina

Gnocchi con Broccoletti

Lasagnetta Verde

Carrè di Agnello

Triangolo di Cioccolato

La Piccola Pasticceria

Francesco Bracali con la Brigata di Cucina



domenica 14 ottobre 2012

COEVO 2009 DELL’AZIENDA CECCHI AL RISTORANTE LA PINETA DI LUCIANO ZAZZERI A MARINA DI BIBBONA (LI).



La Famiglia Cecchi è dal 1893 intensamente impegnata nel mondo del Vino, attraverso gli anni, ha dato molto, con la sua storia, in visione filosofica ed innovazione. Oggi la Casa Vinicola Luigi Cecchi e Figli di Castellina in Chianti (Siena), con alla guida i Figli di Luigi, Cesare ed Andrea, è una tra le Aziende Vitivinicole Italiane più dinamiche e moderne.

Con il marchio “Cecchi” vengono prodotte ogni anno 8 milioni di bottiglie, per il mercato Italiano e per l’esportazione in 33 Paesi del Mondo. I 27 tipi di vino imbottigliati provengono dai 300 ettari di terreni di proprietà divisi tra le quattro Tenute che fanno parte del Gruppo:

- Azienda Agraria Villa Cerna, ubicata in Castellina in Chianti (SI), prende il nome dall’omonima Villa medievale ubicata nella proprietà che ha una lunghissima storia alle spalle di oltre mille anni. Nella Tenuta, acquistata da Luigi Cecchi negli anni sessanta, nei suoi 83 ettari a vigneto, si produce il Chianti Classico e il Chianti Classico Riserva D.O.C.G. a base di Sangiovese;

- Azienda Agraria Castello Montaùto, a San Gimignano (SI), entrata in possesso della Famiglia nel 1988, ha un’estensione di 82 ettari, su un ampio crinale, per la metà vitati, soprattutto di Vernaccia e dove viene prodotta la Vernaccia di San Gimignano D.O.C.G.;

- Azienda Agraria Val delle Rose, nel Grossetano all’interno della zona di produzione del Morellino di Scansano, acquisita nel 1996, quando aveva solo 25 ettari vitati, è stata trasformata, applicando modernissime tecnologie, in un angolo di maremma Toscana con ben 90 ettari di viti dove il Sangiovese, pur regnando incontrastato, lascia qualche spazio per produrre del Vermentino;

- Azienda Agraria Tenuta Alzatura, a Montefalco (PG) nel cuore pulsante della verde Umbria, entrata nel Gruppo alla fine degli anni novanta comprende due appezzamenti separati per un totale di 18 ettari. Qui si coltiva e si produce il Sagrantino di Montefalco.

Tra i Vini prodotti con il marchio Cecchi spicca il “Coevo” un fiore all’occhiello dell’Azienda nato con la vendemmia 2006. Creato per “esprimere il concetto di eleganza, stile e qualità, ed è stato chiamato Coevo perché porti con se il valore del tempo”. Questo vino nasce con la volontà di offrire alla clientela il massimo della qualità per ogni annata. Per meglio centrare questo obiettivo l’uvaggio del Coevo (Sangiovese e Cabernet Sauvignon proveniente dai possedimenti in Castellina in Chianti, Merlot e Petit Verdot da quelli della Maremma) varia di anno in anno pur mantenendo una forte base di Sangiovese. Particolare anche la sua etichetta, chiara con stilizzato in forma di clessidra, in rilievo, un passo di Aurelio Agostino d’Ippona, più conosciuto come Sant’Agostino, vissuto tra il 354 e il 430, filosofo, vescovo cattolico e teologo, è stato uno dei massimi pensatori Cristiani. Il passo è tratto dall’undicesimo volume delle sue Confessioni. Questo Vino viene prodotto esclusivamente nelle annate in cui la vendemmia garantisce uve sane e di estrema qualità.

Nel 2008 il Coevo non è stato prodotto, in alternativa i fratelli Cecchi hanno pensato di uscire con una iniziativa molto suggestiva, un prezioso Libro di grande formato, 38x30, intitolato “WE LOVE COEVO”. Il libro, con la presentazione di Andrea e Cesare Cecchi e l’introduzione del critico Denis Curti, è l’opera del maestro fotografo Ferdinando Cioffi che ha immortalato in magnifici ritratti “Portraits” 150 famosi ospiti dell’Azienda (Chef Stellati, Sommelier, Giornalisti e Personaggi).

Come già fatto per le altre annate anche per la presentazione del “Coevo 2009” sono stati organizzati degli incontri degustativi, suddivisi per zone, presso super famosi Ristoranti Stellati: quest’anno sono otto.

Uno di questi eventi si è svolto Martedì 2 Ottobre 2012, a pranzo, al Ristorante “La Pineta” di Luciano Zazzeri.

Il Ristorante “La Pineta”, è il più prestigioso di tutta la Provincia di Livorno, si trova in riva al mare a Marina di Bibbona, affettuosamente è anche chiamato “La Baracca dello Zazzeri”. Qui, da ben 48 anni, Luciano Zazzeri si è dedicato alla Cucina e che Cucina. Oggi gestito insieme ai figli, Andrea e Daniele, ed è stato insignito, negli anni, di numerosissimi premi e riconoscimenti, tra i quali spicca, dal Novembre 2005 (edizione 2006 della Guida) la prestigiosa “Stella Michelin”.

Dopo i convenevoli e l’introduzione di Cesare Cecchi, siamo passati alla degustazione dei seguenti Vini del Gruppo abbinati ai piatti del Menu preparato appositamente dal grande Chef Luciano Zazzeri:

- Champagne Collard-Picard, Cuvée Sélection Brut, NV (non-vintage), RM (Récoltant Manipulant), 12,5% Vol., 50% Pinot Noir e 50% Pinot Meunier, prodotto da Olivier Collard e sua moglie Delphine Picard a Villers sous Chatillon, importato in Italia e distribuito dal Gruppo Cecchi;

- Castello Montaùto, Vernaccia di San Gimignano 2011, D.O.C.G., Vinificata al Castello, 13,5% Vol., 90% Vernaccia di San Gimignano e 10% di altre varietà complementari;

- Val delle Rose, Vermentino Litorale 2011, Maremma Toscana I.G.T., 13% Vol., Vermentino 85% e 15% di altre varietà complementari;

- Cecchi, Coevo 2009, Toscana I.G.T., 13,5% Vol., 50% Sangiovese, 30% Petit Verdot, 10% Cabernet Sauvignon e 10% Merlot, la fermentazione alcolica è avvenuta in acciaio a temperatura 26-28 gradi ed è terminata in presenza delle bucce, l’invecchiamento e stato di 18 mesi in barriques e tonneaux, si è affinato poi per 12 mesi in bottiglia, di questo Vino sono state prodotte 11.000 bottiglie da 0,75 e 500 magnum.

Abbinamenti e Menu:

- Con lo Champagne è stato servito un assortimento di antipastini / “Finger Food” (tonno marinato, crostini al salmone, fritto di porcini e gamberetti di fascina, sgombro marinato con crema di ricotta);

- Un millefoglie di baccalà mantecato con vellutata di porri è stato accompagnato con il Vermentino;

- Il risotto con gambero rosso e i funghi porcini marinati è stato degustato insieme alla Vernaccia;

- Il “Cacciucco secondo Coevo” un cacciucco in oliocottura con pistilli di zafferano e successivamente la selezione di formaggi (“Brie” un formaggio Francese vaccino a pasta molle e crosta fiorita, Pecorino di Pienza gran riserva, un bicchierino di crema di ricotta e mousse di lamponi), sono stati abbinati a Coevo 2009.

Il pranzo si è concluso con la piccola pasticceria della Casa.

La presentazione del “Coevo 2009" presso il Ristorante “La Pineta” di Marina di Bibbona ha visto la partecipazione di alcuni importanti Ristoratori e Chef, di zona, clienti del Gruppo Cecchi oltre a noti Giornalisti e addetti del settore Vitivinicolo.

Cesare Cecchi, insieme ai membri del suo Staff presenti, coadiuvato da Luciano Zazzeri, con i figli e tutto il suo personale, sono stati degli eccezionali anfitrioni trasformando l’evento in un momento di piacevolissima convivialità.


Ristorante La Pineta

Via dei Cavalleggeri Nord, 27

Marina di Bibbona (Livorno)

Tel. 0586 600016


Luciano Zazzeri e Cesare Cecchi

La Famiglia Cecchi nel Libro We Love Coevo

Millefoglie di baccalà

Risotto con gambero rosso e funghi porcini

Il Cacciucco

Selezione di formaggi

Piccola Pasticceria

Cesare Cecchi con lo Staff del Ristorante La Pineta