mercoledì 8 febbraio 2017

RESTAURANTE “A’ BARRA”, A MADRID, IN SPAGNA, “UNA STELLA MICHELIN”: SEMPLICEMENTE MAGNIFICO.




La Grande Città che “probabilmente” amo di più al mondo è Madrid
E’ stato un amore immediato, sbocciato più di 40 anni fa, quando la visitai per la prima volta.
La Capitale della Spagna, Madrid, è molto bella e accogliente, ricca di bellezze naturali, architettoniche e culturali, è anche sede di un’importantissima Università.  
La sua lunga storia le ha dato una grande signorilità e fascino in abbondanza.

A Madrid convivono parchi e giardini, musei e gallerie, edifici carichi di storia e palazzi super moderni, monumenti bellissimi, piazze e luoghi caratteristici, zone commerciali estremamente  tradizionali e altre super tecnologiche e attrezzate. 
A Madrid le feste sono di casa, abbondano divertimenti diurni e notturni, non ci si può certo annoiare. 
Qui l’eccellente Ristorazione e l’ottima Gastronomia non sono semplici parole ma quasi sempre sono degli “eventi”.

Tra le Aziende più interessanti Spagnole, che producono prodotti di altissima qualità, ce ne sono  due che hanno fatto una  “joint venture” per aprire due Ristoranti di grande livello a Madrid.
La prima, di queste due Aziende, è “Joselito”, un nome leggendario che, da più di 100 anni, produce “jamón” ed è stata dichiarata, dai maggiori esperti del settore, la produttrice del “mejor jamón del mundo”.

Lo “jamón iberico de bellota” è uno dei simboli più importanti della gastronomia Spagnola e uno dei prodotti gastronomici di alta qualità più straordinari, interessanti e famosi. 
Il termine “jamón ”, tradotto letteralmente, significa “prosciutto”. 
Un prosciutto prezioso di “maiale Iberico” (Cerdo Ibérico, una razza molto antica appartenente alla famiglia dei suini) allevato completamente allo stato brado, che si nutre in prevalenza di ghiande =  “bellotas”, nei mesi da ottobre a marzo e in quelli restanti viene aiutato con preparati naturali.
E’ appunto da questa selezionatissima razza di animali, che vengono macellati a una età di 21 mesi e intorno ai 160 kg. di peso, deriva, dopo molti mesi di amorevoli cure, il prezioso  “Jamón Ibérico de Bellota”.

Una delle peculiarità più interessanti di “Joselito” è anche quella di produrre “jamón vintage”, prosciutti che riposano da 24 mesi a otto anni, prima di essere commercializzati con l’anno di produzione.

L’AziendaJoselito” si trova nel Comune Spagnolo di Guijuelo, nella Provincia di Salamanca, nella grande Comunità Autonoma di Castiglia e León che occupa la parte settentrionale della Mesata (l’altipiano più antico e più grande della Penisola Iberica).

L’altra Azienda, ubicata nel piccolo Comune di Mendavia, nella Comunità Autonoma della Navarra,  è “La Catedral De Navarra” che, oltre a coltivare moltissimi prodotti ecologici, si occupa anche della loro conservazione sottovuoto in barattoli, offrendo, ai  clienti, la qualità a dir poco eccezionale delle sue verdure (carciofi, peperoni, porri, asparagi bianchi, pomodori, ecc.), garantite anche da certificazioni internazionali. 
L’Azienda ha ben 70 anni di esperienza nella produzione e nella conservazione, ed è, da sempre, proprietà della Famiglia Sainz.

Il primo Locale aperto a Madrid, nel Settembre 2012, è stato il RestauranteÁlbora”, nel Distretto di Salamanca, uno dei più belli e commercialmente più validi e alla moda di tutta la Città, al numero 33 di Calle de Jorge Juan
Un “Ristorante - Lounge Bar” ubicato in una grande struttura, moderna e accogliente, su tre piani che ha avuto, grazie anche all’impegno profuso da tutto lo Staff, guidato dal bravissimo Direttore Jorge Dávila Garcia (classe 1976), da subito un grande successo, tantoché la prestigiosa “Guía Michelin España & Portugal 2015” gli ha conferito “Una Stella Michelin”. 

Ma la  “joint ventureJoselito/La Catedral De Navarra ha voluto fare ancora di più investendo circa 7 milioni di euro per l’acquisto e la profonda ristrutturazione di un bellissimo fondo (già sede di un ristorante) alla base di un elegantissimo Condominio in Calle del Pinar 15, a pochi passi dal Paseo de la Castellana, una delle principali e più vivaci arterie della Capitale di Spagna.

Il Primo Maggio 2016 è stato inaugurato il nuovo RistoranteA’ Barra” e nel Luglio dello stesso anno ha preso il via anche il particolare servizio per i 22 ospiti seduti attorno al grande bancone semicircolare, la “barra”.

Il RestauranteA’Barra” si presenta molto bene fin dall’ingresso; superato il cancello metallico esterno e saliti pochi scalini, si oltrepassa la bellissima porta di legno lavorata (tutte le finitura in legno del Locale, che sono moltissime, sono state fatte sul posto da pregevoli artigiani), e attraverso la vetrata si arriva alla Reception
A sinistra si apre una bella e luminosa (grazie alla grande vetrina vista giardino) saletta con un bancone
Qui si servono gli aperitivi e i cocktail, accompagnati da squisite fette di “jamón Joselitoobbligatoriamente tagliate a mano.

Poco più avanti, dopo la Reception, sulla destra si apre la Sala, anch’essa luminosa, dove si trova il “grande bancone” per i 22 ospiti
Vengono serviti, da 5 bravi Chef che lavorano a vista, all’interno del bancone stesso, due tipi di Menu (Gourmet e Gastronomico, con portate diverse da quelle del Ristorante) ognuno con due possibilità di scelta (da 7 e 14 portate), ovviamente a prezzi diversi. 
Tutto viene servito, a secondo della pietanza, in bellissime ceramiche dalle forme più svariate. L’ambiente è molto accogliente e la sera si raggiunge l’apice quando, in abbinamento a ogni portata, l’impianto di illuminazione  cambia completamente, sia nel colore sia nell’intensità della luce.

Più avanti della Reception, attraverso fascinosi corridoi, dove spiccano le migliaia di bottiglie a vista delle due grandi Cantinette climatizzate, si accede alla Sala grande del Ristorante (per privacy è divisibile in tre parti) e a un’altra saletta, la “biblioteca”, anche queste sono molto luminose, ma quando la luce esterna diventa troppo intensa le grandi vetrate si oscurano automaticamente rendendo sempre gradevole anche l’illuminazione naturale. 

I tavolini, tutti molto comodi e ben distanziati, accolgono poco più di 50 ospiti
La “mise en place” è preziosa, bella e raffinata, tutto è perfetto.

La grande Cucina, estremamente e “naturalmente” tecnologica, oltreché bella e curata in ogni dettaglio (c’è anche uno spazio, con due addetti, esclusivamente dedicato allo sviluppo e alla ricerca e anche un tavolo super particolare per gli ospiti) è il regno del bravissimo Chef Executive Juan Antonio Medina Gálvez.

Juan Antonio è nato a Madrid, il 24 Giugno 1973, fin da piccolo ha avuto passione per la buona cucina e, appena ha potuto, ha iniziato a cucinare, in casa, con la sua mamma, Angelines
Seguendo questa sua innata tendenza, tra il 1989 e il 1991, ha frequentato e si è diplomato all’ Istituto Alberghiero della Comunità di Madrid: “I.E.S. Hotel Escuela”.
Dopo varie esperienze molto importanti in Ristoranti di famosi Hotel, dal 1998 fino al 2002 ha lavorato nelle Cucine di Chefsuper stellati” (tutti Tre Stelle Michelin) come Juan Mari Arzak, Santi Santamaria, Ferrán Adriá e l’Italiana Nadia Santini
Successivamente, fino al 2015, è stato, prima, Capo Partita e poi Chef, al RestauranteZalacain” di Madrid, una “colonna portante” della ristorazione Madrilena.

Oggi Juan Antonio Medina Gálvez è il Direttore Gastronomico e l’Executive Chef sia del RistoranteA’Barra” sia di Álbora.

Ma torniamo al RestauranteA’ Barra”.

La Carta dei Vini è molto importante e spazia dalla Spagna, alla Francia, all’Italia e non solo, 750 super selezionate Etichette (ma fuori Carta circa altre 200, per un totale generale di 10.000 bottiglie). Il merito di tale Carta va al bravissimo e super professionale Sommelier Valerio Carrera Deza (classe 1975).

Il Menu del Ristorante offre, alla Carta, un’ampia scelta di Mare e di Terra, c’è anche un Menu Degustazione
Da sottolineare, su tutto, un rapporto qualità prezzo decisamente positivo.

Ma veniamo alla degustazione fatta che è stata accompagnata da una selezione accurata, di Vini eccellenti, suggerita da Valerio Carrera:

- “Colet Navazos 2010”, Cava (Vino Espumoso Mètodo Tradicional) Extra Brut, Penedès Denominación de Origen, vitigno principale Xarel-lo con piccole aggiunte segrete, 12,5% Vol., prodotto dall’Azienda “Colet” a Penedès (una terra  particolarmente avocata per la produzione di buoni Vini) nella Comunità Autonoma della Catalogna, un’antica e bella Azienda, della Famiglia Colet, le cui origini risalgono addirittura al 1783;

- “Martín Códax 2011”, Vino Bianco Galiziano, Rias Baiaxs Denominación de Orixe, 100% Albariño, 13% Vol., prodotto e imbottigliato dalla Bodegas Martín Códax;

- “Falcoeira A Capilla 2012”, Vino Rosso (Tinto) della Galizia, Valdeorras Denominación de Origen, un blend di Mencía, Brancellao, Garnacha, Tintorera e altri Vitigni ammessi, 12,5% Vol., prodotto da Compañia de Vinos Telmo Rodríguez, una vera rarità visto che del 2012, di questo Vino, sono state prodotte solo 1.180 bottiglie;

- “Buranco Sciacchetrà 2012”, ancora un riguardo super particolare nei miei confronti…….omaggio all’Italia vitivinicola”, 5 Terre Sciacchetrà Denominazione di Origine Protetta, prodotto con Uve appassite di Bosco (80%), Vermentino (15%) e Albarola (5%), 13’5% Vol., dalla Società Agricola Buranco di Monterosso al Mare, in Provincia di La Spezia;

- “De Muller Moscatel Solera 1926”, Vino de Licor, Reus Tarragona, Moscatel Rancio, 18% Vol., prodotto dall’Azienda De Muller.

In tavola il fragrante Paneintero” della Casa, servito in un contenitore di lava ripieno di brace per mantenerlo caldo per tutta la durata del pasto.

Sono state servite le seguenti portate:

- Cremoso de hongos (crema di funghi), vinagreta de piñones ahumados;

- Patata de matanza;

- Foie en gofre (foie gras su cialda), espuma de coco;

- Caviar, yema de caserio y espuma de coliflor;

- Canelón ibérico Joselito;

- Bogavante (aragosta), salsa bordalesa, naranja e hinojo;

- Lubina (branzino), callos marinos y cebollinos;

- Perdiz estofada (pernice di Toledo brasata servita al carrello), repollo y lombarda;

- Sopa fria de maracuyá (frutto della passione), ron de caña y gota de vainilla;

- Composición A’ Barra;

- Petit four.

Tutto eccezionale e qualcosa come i “cannelloni” e la “pernice” anche di più !!!!!!

La cucina del bravissimo Chef Executive Juan Antonio Medina Gálvez  non solo è bella a vedersi ma è anche straordinariamente buona e leggera. 
Una mano felice quella di Juan Antonio e della sua super efficiente Brigata di Cucina (16 operatori) che riesce ad armonizzare e aggiornare delle preparazioni tradizionali (con materie prime di eccellenza) a una metodologia moderna di grandissimo livello.

Il servizio “più che perfetto” (tra le altre cose, molti piatti vengono elegantemente serviti coperti con le cloche) è stato effettuato da una Brigata di Sala (23 addetti), molto giovane ma estremamente esperta e professionale, guidata da un grande Maître, Jorge Batista.

Considerando che il RestauranteA’ Barra” ha aperto a Maggio 2016, dire semplicemente che ha avuto successo è limitativo. 
Infatti tra una valanga di riconoscimenti ottenuti in così poco tempo spicca anche la splendente “Stella Michelin” arrivata  con l’uscita della  “Guía Michelin España & Portugal 2017”.

Un grande merito per il mio caro amico Jorge Dávila Garcia, Amministratore Delegato e Responsabile del Locale, che è riuscito a rendere, insieme a tutti i suoi validi collaboratori, il RestauranteA’ Barrasemplicemente magnifico sotto tutti i punti di vista.






Una Vista della Sala Aperitivi

La Sala con il "Grande Bancone"

Il Corridoio con le Vetrine delle Cantinette

La Sala Grande

Una Vista della Cucina

Valerio Carrera Deza e Giorgio Dracopulos

Foie en Gofre, Espuma de Coco

Caviar, Yema de Caserio y Espuma de Coliflor

Canelón Ibérico Joselito

Bogavante, Salsa Bordalesa, Naranja e Hinojo

Pernice di Toledo Brasata Servita al Carrello

Composición A’ Barra

Dracopulos e lo Chef Juan Antonio Medina Gálvez

Giorgio Dracopulos e Jorge Dávila Garcia

giovedì 2 febbraio 2017

ASISA MADRID FUSIÓN 2017: “CÓDIGOS COMPARTIDOS CON LA ALTA COCINA. CAMINOS DEL FUTURO”.




Molti sono i Congressi dedicati alla Gastronomia nel Mondo, ma quello che si svolge in Spagna, alla fine di Gennaio, oltre a essere il primo del nuovo anno è anche il più importante.

La XV Edizione del Congresso Internazionale di GastronomiaMadrid Fusión” si è svolta a Madrid,  nei giorni Lunedì 23, Martedì 24 e Mercoledì 25 Gennaio 2017.

Si definisce “Cucina Fusion” l’armonico incontro di varie e specifiche tradizioni culinarie provenienti anche da Paesi molto lontani tra di loro.

Quest’anno, per la prima volta, il principale apporto Patrocinatore alla Manifestazione è stato quello di “ASISA”, la più importante Compagnia Assicurativa Spagnola sulla salute, che è stata inserita anche nel nome dell’Evento stesso.

Asisa Madrid Fusión” s’intitolava: “Códigos Compartidos con la Alta Cocina. Caminos del Futuro” (Il Mondo Condiviso dell’Alta Cucina. Percorsi Futuri).

L’intenzione, non solo nel titolo, è stata quella d’individuare “i fondamenti condivisi per il nuovo cammino della creatività culinaria”.

Il Vertice si è tenuto, come in quasi tutti gli anni precedenti, nell’accogliente sede del “Palazzo Municipale dei Congressi” della bella Capitale Spagnola.

Il “Palacio Municipal de Congresos” (progettato dall’Architetto Urbanista Spagnolo Ricardo Bofill Levi, e inaugurato nel 1993), in Avenida de la Capital De España 21, è ubicato nella nuova e avveniristica zona fieristica di Madrid, “Campo de las  Naciones”, vicinissima all’Aeroporto Internazionale Madrileno di “Adolfo Suárez Madrid-Barajas”. 

Il Comitato d’Onore di “Madrid Fusión” è presieduto da Sua Maestà il Re Felipe VI, e da molti personaggi delle Istituzioni Nazionali e Locali come il Presidente della Comunità Autonoma di Madrid, la Signora Cristina Cifuentes Cuencas, il Sindaco di Madrid, la Signora Manuela Carmena, il Presidente del Consiglio di AmministrazioneIFEMA”, Signor Luis Cueto Álvarez De Sotomayor, il Presidente della Reale Accademia Spagnola di Gastronomia, il Signor Rafael Ansón Oliarte.

Ne fanno parte anche alcuni straordinari Chef Spagnoli, famosi in tutto il Mondo: Ferran Adrià, Juan Mari Arzak, Martín Berasategui, Joan Roca, Pedro Subijana, Paco Torreblanca.

Tra i Patrocinatori Istituzionali dell’Evento anche l’Instituto De Comercio Exterior (ICEX), l’Instituto De Turismo De España (Turespaña) e la Comunità dell’Ufficio del Turismo Spagnolo I need Spain”.

Il Vertice Internazionale di Enogastronomia si è svolto, coinvolgendo contemporaneamente tutti gli ampi spazi ai vari piani del grande edificio, su diversi fronti.

Nel grandissimo Auditorium si susseguivano gli “Show Cooking”, presentazioni culinarie di famosi  Chef provenienti da moltissime parti del Mondo e interessanti dibattiti con personaggi illustri della gastronomia internazionale, oltre ad affascinanti filmati che presentavano mondi e metodi lontani. 

Poi si alternavano le premiazioni e i concorsi tra i quali quello del “Premio Cocinero del Año en Europa”, il “XIII Concurso de Tapas de Diseño” e il “Premio Cocinero Revelación 2016”.

Nelle varie sale, ai diversi piani, del Palazzo Municipale dei Congressi, si poteva assistere a conferenze stampa e a incontri gastronomici con altri Paesi

Quest’anno, la Nazione invitata (messa in vetrina) è stata l’Argentina, con la sua “Cucina ricca di sapori”.  

Hanno portato il loro contributo al Congresso, e hanno dato il meglio della loro arte culinaria, più di 100 super prestigiosi e super acclamati Chef, in moltissimi casi anche “super stellati”, provenienti da 14 Paesi, come Joan Roca, Elena Arzak, Pepe Solla, Ronny Emborg & Matthew Abbick, Sergio Bastard, Jonnie Boer, Ricard Camarena, Rodrigo De La Calle, Maria Fernanda Di Giacobbe, Tomas Kalika, Ángel León, Germán Martitegui, David (Dabiz) Muñoz, Takayuki Otani, Charlie Otero, María José San Román, Mario Sandoval, Tatung Sarthou, Andrew Wong, Andoni Luis Aduriz, Janice Wong, Rodrigo Pacheco, solo per citarne una minima parte.

Per l’Italia ha “brillato” lo Chef Niko Romito del “Ristorante Reale”, presentato dal bravo Giornalista Italiano Marco Bolasco.

Oltre a tutto ciò, in contemporanea, si svolgevano anche altre importanti e numerose iniziative intraprese dai moltissimi (circa 170) espositori presenti. 
In ampie zone del Palazzo, erano stati allestiti, infatti, numerosi Stands Enogastronomici Internazionali, in rappresentanza di tutto ciò che si può collegare al settore in questione.

Un particolare e ampio spazio, al piano terra, era dedicato, con molte zone assaggio ed eventi, a “Saborea España”, per conoscere il meglio delle tradizioni gastronomiche Spagnole
Il responsabile di questa particolare sezione era lo Chef, “Due Stelle Michelin”, Mario Sandoval e la “Federacion de Cocineros y Reposteros de España” (FACYRE) di cui Mario è Presidente.

In parallelo, e a integrazione di “Asisa Madrid Fusión 2017”, anche molti incontri e straordinarie degustazioni (come quella dei “Grandi Vini Vecchie Annate della Ribera del Duero”) per “Enofusión 2017”, tutto sul mondo del Vino Spagnolo.

Come sempre, per me, è stato un grande piacere rivedere moltissimi amici, tra cui molti grandi Chef e  bravi Giornalisti Internazionali, presenti in qualità di conduttori, giurati nei vari eventi o ospiti.

Il Congresso vero e proprio è finito, nella serata di Mercoledì 25 Gennaio, con una grande festa e una “gigantesca torta”, appositamente preparata per la ricorrenza dei quindici anni.

L’Evento Gastronomico di Madrid non coinvolgeva soltanto il “Palacio Municipal de Congresos” ma era diffuso, grazie all’attenta organizzazione del Comune, anche in tutta l’accogliente Capitale Spagnola con il “Gastrofestival Madrid 2017 - Madrid Para Comérselo ”. 
Infatti, dal 21 Gennaio al 5 Febbraio, in più di 400 tra locali di ristorazione, musei, galleria d’arte, scuole di cucina, teatri, cinema si potevano approfondire tutti i vari e straordinari aspetti della “Gastronomia Spagnola”.

Per “Asisa Madrid Fusión 2017” le serate, per la Stampa Internazionale, sono state dedicate, la prima, la sera di Domenica 22 Gennaio, al cocktail-party, svoltosi nel bellissimo contesto dell’Ambasciata Argentina.

La seconda, Lunedì 23, presso un Locale, interessante e vivace, famoso per la sua carne, “Restaurante Rubaiyat Madrid”.

La terza serata, Martedì 24, è stata tutta dedicata alla presentazione, con un cocktail-party, presso il “Restaurante Tatel”, della Terza Edizione di “Madrid Fusión Manila” che si svolgerà, nella Capitale della Repubblica delle Filippine, dal 6 all’ 8 Aprile 2017.

Nella quarta sera, Mercoledì 25, un classico, il sempre super divertente e interessante giro per alcuni dei migliori Ristoranti e Locali di Tapas della Capitale: “Platea” il “Centro Gastronomico più Grande d’Europa” (6.000 mq., 12 Ristoranti con 6 Stelle Michelin) con una grande pluralità di offerte gastronomiche oltre alla possibilità di assistere a bellissimi spettacoli, “Puerta 57” una “perla incastonata” nella mitica struttura dello StadioSantiago Bernabeu”, l’accogliente RistoranteAtrapallada” dove si gusta la buona e sincera Cucina Galiziana e il Ristorante/BistrotHuerta de Carabaña” un Locale molto accogliente, aperto da pochissimi mesi, che si è già affermato per l’ottima cucina e la qualità delle sue materie prime.

Una Manifestazione così imponente, vasta e ricca è stata, anche quest’anno, perfettamente gestita dall’Organizzazione di “Madrid Fusión” con il suo Presidente José Carlos Capel, il Vicepresidente Manuel Quintanero, la Direttrice Lourdes Plana, la Coordinatrice Ana Capel, la Responsabile della Stampa Internazionale Esmeralda Capel, con tutto il loro preparato, efficiente e gentile Staff.  

Anche “Asisa Madrid Fusión 2017” è stata un’Edizione di grande successo, confermato sia dall’affluenza di circa 13.000 visitatori, sia dalla partecipazione di centinaia di giornalisti provenienti da gran parte del Mondo che, per tre giorni, hanno potuto effettuare uno straordinario viaggio attraverso il meglio della “Cultura Gastronomica Spagnola e Internazionale”.







Inizia "Asisa Madrid Fusión 2017"

Argentina Nazione Invitata

Il Palcoscenico dell'Auditorium

"Show Cooking"

Il Pubblico nell'Auditorium

Il Piatto della Chef Elena Arzak

Preparazione dello Chef Rodrigo Pacheco

Lo Chef Niko Romito

Una delle Zone Espositive

Vista Parziale del Piano Terra/Ingresso

"Enofusión 2017"

La "Gigantesca Torta" per la Festa di Chiusura

Pubblicità al "Gastrofestival Madrid 2017"

Giorgio Dracopulos ad "Asisa Madrid Fusión 2017"

lunedì 30 gennaio 2017

IL TARTUFO BIANCO………. UN VERO E PROPRIO MIRACOLO DELLA NATURA.




I Tartufi erano già usati nell’alimentazione umana più di 4000 anni fa.
L’Italia è uno dei maggiori produttori al Mondo di “tartufi”. 
Praticamente tutte le Regioni Italiane hanno una vocazione Tartufigena (di produzione o coltivazione), tranne rare eccezioni.

Si possono trovare il Tartufo Bianco Pregiato, il Tartufo Nero Pregiato, il Bianchetto (Tartufo Marzuolo), lo Scorzone (Tartufo Estivo), il Brumale (Tartufo Nero d’Inverno) l’Uncinato Fresco (Tartufo Scorzone Invernale) e il Mesenterico (Tartufo Nero di Bagnoli Irpino, nome che gli deriva dalla zona di riferimento).

Fermo restando che ogni specifica tipologia di Tartufo ha un proprio periodo di maturazione e un proprio Territorio, dove si sviluppa al meglio, a carattere Nazionale (ogni Regione ha le sue normative) la raccolta è sempre severamente regolata.

Il Tartufo Bianco Italiano più famoso è quello di Alba, in Provincia di Cuneo, nella Regione del Piemonte
Ma ci sono Tartufi Bianchi straordinari anche in altre zone pregiatissime come, per esempio, Acqualagna, in Provincia di Pesaro e Urbino, nella Regione Marche, in molte zone della Regione Lazio e a San Miniato in Toscana.

L’antico Comune di San Miniato, dal 1925, appartiene al territorio della Provincia Pisana
Si trova a metà strada sul percorso che unisce le Città di Firenze e Pisa.
Il suo Centro Storico sorge arroccato su tre colli limitrofi alla piana dove scorre il Fiume Arno.
Le sue origini risalgono all’ VIII Secolo quando dei Longobardi (tribù germanica orientale) vi si stabilirono costruendo prima una Chiesa e successivamente una Rocca
Per questo motivo per molti secoli San Miniato fu chiamata “San Miniato al Tedesco”.

Dal 1969, ogni anno (con due sole soste nel ‘70 e nel ‘71), il secondo, terzo e quarto fine settimana del Mese di Novembre, la Cittadina si anima per la Mostra Mercato Nazionale del preziosissimo Tartufo Bianco (“Tuber Magnatum” secondo la denominazione del medico torinese Vittorio Pico del 1788) delle Colline Sanminiatesi.

Il Tartufo Bianco, un fungo dal corpo fruttifero ipogeo (sotterraneo) è una dell’eccellenze di questo particolare Territorio della magnifica campagna Toscana, che ha un habitat, ideale e unico, fatto di boschi di pioppi, tigli, querce e salici. 

Il Tartufo Bianco, pregiato “oro”, dall’aroma intenso e avvolgente, che madre natura, ogni anno, ci dona da secoli tra i mesi di Settembre e Dicembre/Gennaio, ha reso famosa anche San Miniato nel Mondo.

Sebbene sia i Sumeri che i Babilonesi, gli Egiziani e i Greci conoscessero questa delizia alimentare bisogna arrivare alla metà del I Secolo d. C., per trovare una sua prima traccia scritta nell’opera monumentale in 37 volumi “Naturalis Historia” (Osservazione della Natura), di  Gaio Plinio Secondo (conosciuto come Plinio il Vecchio). 
Qui  il “tartufo”, allora denominato “tuber terrae”, veniva descritto come un prodotto prodigioso della natura in quanto nasceva e cresceva senza radici.

I “Tartufai”, con la zappetta in mano, cercano il prezioso “frutto” interrato con il fondamentale aiuto dei cani che setacciano minuziosamente il terreno.
Non esiste una vera e propria razza di cani da tartufo, ma ogni animale deve avere delle spiccate attitudini naturali, come il forte fiuto, per essere scelto e addestrato.

La scienza che studia i tartufi si chiama “idnologìa”, il termine deriva da “hydnon” nome con cui gli antichi Greci chiamavano il “tartufo”.

La superficie esterna del tartufo si chiama “peridio”, può essere più bitorzoluta se il terreno di ritrovamento è più compatto e duro, piuttosto liscia e tondeggiante se il terreno è più morbido. 
La parte interna è denominata “gleba”. 

Il tartufo è fatto in gran parte di acqua, circa l’80%; ha pochissimi grassi e non molte proteine, ma contiene fosforo, magnesio e calcio.

La raccolta e la commercializzazione del Tartufo è regolata, come già accennato, da un severo disciplinare a carattere Nazionale e Territoriale, nella Regione Toscana dalla Legge Regionale n. 50, del’11 Aprile 1995.  

Gli abbinamenti gastronomici che si possono fare con una delizia come il Tartufo Bianco sono infiniti e vanno dagli antipasti ai dolci, ma ce ne sono due in particolare che ho sempre maggiormente gradito, per assaporarlo al meglio e sono tra i più semplici. 

Il primo è sicuramente un vero e proprio “cult” è l’uovo al tegamino (o occhio di bue) con una ricca grattata di Tartufo Bianco e il secondo è una delicata pallina di gelato fiordilatte (non troppo ghiacciata) ricoperta di scaglie di Tartufo Bianco.

Che altro dire se non che il Tartufo Bianco, vero e proprio miracolo della natura, allieta magnificamente, da secoli, i nostri palati.



Tartufo Nero Pregiato - "Tuber Melanosporum"

Tartufo Bianco Pregiato - "Tuber Magnatum"