sabato 9 giugno 2018

ALL’AZIENDA “JOSELITO”, EL MEJOR JAMÓN DEL MUNDO, ANCHE IL PREMIO SPECIALE 2018 DELLA “REAL ACADEMIA DE GASTRONOMÍA”.




Tra le Aziende più interessanti Spagnole, che producono prodotti di altissima qualità, ce ne è una semplicemente fantastica: “Joselito”.

Joselito” è un nome leggendario che da 150 anni lavora eccezionali “jamón”, ed è stata dichiarata, dai maggiori esperti del settore, la produttrice del “mejor jamón del mundo”.

Lo “jamón iberico de bellota” è uno dei simboli più importanti della Gastronomia Spagnola, uno dei prodotti gastronomici più famosi e di alta qualità. 
Il termine “jamón”, tradotto letteralmente, significa “prosciutto”. 

Per la Spagna dire “Jamón” non è semplicemente indicare quel particolare e curato salume che si ottiene con un antico metodo di lavorazione dalle zampe posteriori del maiale, ma è un vero e proprio “cult gastronomico” che impazza, in senso positivo, praticamente ovunque.

La Spagna è il primo Paese al Mondo come produzione e consumo di Prosciutti

Il frutto della lavorazione delle spalle più piccole del maiale, quelle anteriori, si chiama invece “Paleta o Paletilla”, e gli insaccati si chiamano “Embutidos”.

In Spagna ci sono due razze fondamentali di maiali, il più autoctono e prezioso, il “maiale Iberico” e, l’altro più comune, il “maiale bianco o serrano”, molto simile a quello delle zone Italiane di maggiore produzione.  
Il termine “serrano” indica la zona di allevamento e stagionatura, la Sierra, praticamente le terre più montane e collinari.

Il “Maiale Iberico” (Cerdo Ibérico) è una razza molto antica appartenente alla famiglia dei suini, “sus scrofa domesticus” secondo la denominazione del medico, botanico e naturalista Svedese, Carl Nilsson Linnaeus (1707-1778), considerato l’ideatore della classificazione scientifica moderna degli organismi viventi.

 Il “Cerdo Ibérico” a sua volta si divide in una decina di sottorazze differenti, la cui principali differenziazioni sono date dalla diversa colorazione dell’animale e dal tipo di allevamento/alimentazione.

Lo  “Jamón” che deriva da i citati maiali a sua volta prende il nome secondo la sopraddetta distinzione:

- “Jamón Ibérico de Bellota”, prodotto con “maiale Iberico” allevato completamente allo stato brado, che si nutre in prevalenza di ghiande = “bellotas” nei mesi da ottobre a marzo, e in quelli restanti viene aiutato con preparati naturali. 
Questa super selezionata razza di animali, viene macellata a una età di 21 mesi e intorno ai 160 kg. di peso. 
La lavorazione viene protratta per molti mesi ed è ricca di esperienza e amorevoli cure: questo è il prosciutto più prezioso;

- “Jamón Ibérico de Recebo”, deriva dal suino che cresce seguendo un percorso metà brado, mangiando ghiande, e metà in modo intensivo, con un’alimentazione di mangimi selezionati;

- “Jamón Ibérico de Cebo”, da maiale allevato intensivamente, con un’alimentazione esclusivamente di mangimi;

- “Jamón Ibérico de Cebo de Campo” se l’allevamento intensivo del maiale, con un’alimentazione esclusivamente di mangimi, si svolge prevalentemente all’aperto.

Per non creare confusione, data la non assoluta veridicità dell’indicazione, il termine “patanegra” (zampa nera in riferimento agli zoccoli di alcuni Maiali Iberici), comunemente usato per il prosciutto di qualità Spagnolo, è stato vietato per legge a partire dal 15 Aprile 2006 con il Decreto Reale 1083 del 5 Ottobre 2001.

Tutta la produzione di “Jamones” è garantita con i marchi Denominazione d’Origine Protetta (D.O.P.), Indicazione Geografica Protetta (I.G.P.) e Specialità Tradizionale Garantita (S.T.G.).  

L’Azienda (Cárnicas) “Joselito”, nata nel 1868, si trova nel piccolo Comune Spagnolo di Guijuelo, nella Provincia di Salamanca, nella grande Comunità Autonoma di Castiglia e León che occupa la parte settentrionale della Mesata (l’altipiano più antico e più grande della Penisola Iberica).

Un’Azienda di Famiglia oggi arrivata alla “quinta generazione” nella persona di José Gomez, Titolare e Direttore Generale di “Joselito”.

Da sempre “Joselito” custodisce l’esperienza e i segreti ereditati da una lunghissima tradizione che ha fatto del proprio lavoro un’ossessione unica: produrre il miglior prosciutto del Mondo
Un prodotto naturale al 100%, senza additivi, conservanti chimici, coloranti o glutine: solo maiale di qualità, selezionato sale marino e una stagionatura lunga, lunghissima.

Infatti una delle peculiarità più straordinarie e interessanti di “Joselito” è anche quella di produrre “jamón vintage”, prosciutti che riposano da 24 mesi a otto anni, prima di essere commercializzati “datati”, con l’anno di produzione. 
Ogni annata è diversa, con sue peculiarità specifiche, sia organolettiche sia aromatiche, che rendono ogni prosciutto un pezzo unico, una vera opera d’arte con delle bellissime confezioni.

Oggi “Joselito” ha una proiezione Internazionale molto importante esportando in 56 Paesi del Mondo, propagandando anche con una serie di lodevoli iniziative pedagogiche il loro lavoro e la loro filosofia: corsi di taglio, corsi di conservazione e molto altro.

Recentemente, oltre alla sua solita produzione, l’Azienda ha iniziato a commercializzare anche carne fresca. 

Altro progetto estremamente interessante è stato quello di creare il “JoselitoLab”, un laboratorio di ricerca ad altissimo livello, dove i migliori Chef del Mondo sviluppano tutto l’immaginabile attraverso incredibili ricette che vedono tagli di maiale Joselito unirsi con i prodotti dei vari Territori: “Quando il miglior Prosciutto al Mondo finisce nelle mani di uno Chef leggendario, è probabile che accada qualcosa di straordinario”.   

In funzione di tutto ciò gli Accademici della “Real Academia de GastronomíaSpagnola hanno deciso di conferire alla “Cárnicas Joselito” il loro “Premio Speciale 2018” con questa motivazione: “Per la straordinaria opera che Joselito mette nella diffusione in tutto il Mondo della Cultura Spagnola, e in particolare al Jamón Ibérico de Bellota”.

Già nel 2006 l’Accademia aveva premiato l’Azienda ma questo nuovo riconoscimento assume un grande valore in quanto cade in occasione del 150° anniversario della fondazione dellaCárnicas Joselito”.   

Che dire di più se non confermare che l’Azienda (Cárnicas) “Joselito” produce veramente il “mejor jamón del mundo”.





Jamón Joselito pronto per il Taglio (Foto Joselito)

Qualità, Gusto e Fantasia (Foto Joselito) 

Special Vintage 8 Anni (Foto Joselito)

Confezionamenti Lussuosi (Foto Joselito)

José Gómez Titolare e Direttore Generale (Foto Joselito)

lunedì 4 giugno 2018

“IL GIARDINO DEGLI ANTICHI SAPORI” A PISA, UN BELLISSIMO EVENTO STORICO ENOGASTRONOMICO RICCO DI GUSTO E FASCINO.




Nei giorni di Venerdì 25, Sabato 26 e Domenica 27 Maggio 2018 si è svolta, nel magnifico contesto del Giardino Scotto di Pisa, la Prima Edizione di una Manifestazione estremamente interessante

Il Giardino Scotto è ubicato in Lungarno Fibonacci, sulla riva meridionale del Fiume Arno, tra il Ponte della Vittoria e il Ponte della Fortezza.

Il Giardino Scotto in realtà era denominato “La Cittadella Nuova” (per distinguerla dalla “vecchia” rivolta verso il lato mare della Città) ed è un’antica Fortezza, edificata dai Fiorentini tra il 1440 e il 1475
Il complesso serviva principalmente a ospitare la guarnigione che controllava i Pisani sconfitti alcuni anni prima, nel 1406

Alla progettazione e alle prime realizzazioni delle imponenti strutture partecipò anche Filippo di ser Brunellesco Lapi (conosciuto come Filippo Brunelleschi 13771446) architetto, scultore, matematico, orafo e scenografo Fiorentino del Rinascimento, considerato anche il primo Ingegnere e Progettista dell’Era Moderna.

Nel 1495 i Pisani si ribellarono e insorsero attaccando ed espugnando la Fortezza che, negli scontri, venne anche distrutta parzialmente.
Ma i Fiorentini riconquistarono Pisa e tra 1509 e il 1512 ricostruirono la Fortezza con l’apporto dei più famosi Architetti e Ingegneri Militari Fiorentini del Tempo, Giuliano Giamberti da Sangallo (14451516) e Antonio Giamberti da Sangallo detto il “Vecchio” (14551534).
Le nuove strutture tenevano già conto, uno dei primi esempi in Italia, dell’avvento delle nuove armi utilizzanti polvere da sparo.

Attraversate molteplice vicissitudini, durante i Secoli, la Fortezza, ormai in disuso, fu messa in vendita dal Granduca Leopoldo I di Toscana (17471792) e acquistata dalla Famiglia Chiesa che ivi costruì degli edifici, i cosiddetti “Tre Palazzi”.
Nel 1798 Domenico Scotto, rilevò la proprietà Chiesa  con il desiderio di edificare, a sua volta, un palazzo di rappresentanza.

Domenico Scotto, ricco commerciante originario di Procida (Comune del Napoletano), era arrivato a Livorno intorno al 1775 esercitando con molto successo l’attività di armatore
Da subito aveva anche iniziato poderosi investimenti in campo fondiario e immobiliare sia a Livorno sia in zone limitrofe.
Il risultato fu che “La Cittadella Nuova” vide sorgere un Palazzo di stile neoclassico e un magnifico grande giardino, entrambi frutto dell’Architetto Giovanni Caluri
Da quel momento la fortezza fu ribattezzata “Giardino Scotto”.

Nel 1936, quando il Palazzo divenne sede della Regia Questura, gli eredi di Domenico Scotto regalarono alla Cittadinanza Pisana tutto il complesso rivalutandolo come Giardino Pubblico Comunale, sede di rappresentazioni teatrali, concerti e cinema all’aperto, ruolo che ha mantenuto fino ai nostri giorni.

Nel 2008 l’Amministrazione Comunale Pisana ha rinnovato in gran parte tutto l’arredo del “Giardino Scotto” trasformandolo ancor di più in un’oasi Cittadina.

Al “Giardino Scotto” ho trascorso molto tempo libero sia da piccolo sia da ragazzo e mi è rimasto nel cuore il fascino di questo posto.

Erano alcuni anni che sognavo di mettere in atto proprio al “Giardino Scotto” una grande manifestazione storico/enogastronomica
Ho avuto la fortuna di tramettere questa mia idea a una persona decisamente straordinaria Sabrina Perondi, della C.N.A. di Pisa, che con la sua grande volontà e capacità, appoggiata dall’Associazione stessa, in particolare dal Presidente Matteo Giusti e dal Direttore Generale Rolando Pampaloni, è riuscita in pochissimi mesi a realizzarla.

La Prima Edizione del “Il Giardino degli Antichi Sapori” si è svolta (come già detto) nei giorni di Venerdì 25, Sabato 26 e Domenica 27 Maggio 2018, con un programma ricchissimo.
Un viaggio avvincente nella cultura Pisana, attraverso la storia, l’arte, le tradizioni culinarie e moltissimo altro, patrocinato dal Comune di Pisa, da “Vetrina Toscana” e dal brand “Terre di Pisa” lanciato dalla Camera di Commercio di Pisa.

Dopo l’Inaugurazione, avvenuta Venerdì pomeriggio alle ore 16:00, con il taglio del nastro da parte dell’Assessore alla Cultura del Comune di Pisa, Andrea Ferrante, alla presenza di Valter Tamburini Presidente della Camera di Commercio di Pisa e di altri rappresentati del Comune e di varie Associazioni, è partita la kermesse.

Molte Aziende agroalimentari del Territorio, facenti parte del “Consorzio Toscana Sapori”, hanno dato vita alla mostra mercato con tutto il meglio della loro produzione.
Moltissime le iniziative ludiche e i laboratori per i bambini gestite dall’Associazione CulturaleCoolToualMente”: Viaggio Attraverso le SpezieI Piccoli ArcieriCostruiamo il CastelloPisa e i suoi Simboli.

Particolarissimo il settore dove i Fabbri, Maestri dell’Arte della Forgiatura, mostravano le loro capacità nel modellare spade, oggetti di varia utilità, anche da arredo e vere opere d’arte.

Per la parte storica, le super coreografiche e belle esibizioni in costume che hanno visto i Guerrieri dell’Ordo Civitas Pisarum combattere la battaglia con le spade, i bambini della Scuola Sbandieratori e Musici delle Manifestazioni Pisane dare il massimo del loro impegno e la Compagnia Balestrieri di Pisa mostrare tutta la loro bravura.

Il sottoscritto Giorgio Dracopulos, ha avuto il grande onore e il piacere di presentare e condurre alcuni “Cooking Show”, a degustazione gratuita, di grande successo, con alcuni bravissimi, e cari amici, Cuochi/Chef:

- Venerdì pomeriggio, Luciano Zazzeri Chef Stellato” e Titolare del famosissimo RistoranteLa Pineta” di Marina di Bibbona (LI), ha preparato il “Baccalà”, cotto a bassa temperatura, appoggiato su una crema di ceci con sopra del cavolo marinato nell’aceto bianco;

- Paolo Ciolli, famoso Cuoco/Personal Chef e Scrittore Livornese Sabato pomeriggio ha preparato  i suoi “Tortelli Verdi al Tramonto”, con cui ha vinto, su Rai 1, La Prova del Cuoco, mentre la Domenica mattina ha preparato i suoi vari tipi di “Crostini Neri” di fegatini; durante questi “Cooking Show” abbiamo presentato anche il suo ultimo bellissimo Libro (non solo di ricette) non a caso intitolato “Pisa da Gustare”;

- Sempre il Sabato pomeriggio, una grande e appassionata, Cristina Pistolesi, Titolare della seguitissima Scuola di Cucina Art in Cooking, ha insegnato, a un pubblico attento e partecipe, come preparare gli “Gnocchi di Ricotta di Pecora e Zafferano”;

- Domenica, nel pomeriggio, la giovanissima e brava Chef Elisa Masoni, del RistoranteLa Quercia di Castelletti”, aiutata da due altrettanto giovani membri della sua Brigata di Cucina, la Sous-chef Valentina Baroni e l’Aiuto-cuoco Alessandro Bertini, ha preparato “Canederli Toscani" (a base di pappa al pomodoro) su fonduta di grana padano D.O.P., olive taggiasche e basilico.

Alla fine delle giornate di Sabato e Domenica l’apericena con la partecipazione del bravo Chef Pietro Isidoro Vattiata e del Gruppo VocaleEnsemble Pisa Early Music”.

La Prima Edizione della ManifestazioneIl Giardino degli Antichi Sapori” svoltasi l’ultimo fine settima del Mese di Maggio ha voluto essere un’anticipazione del “Giugno Pisano”, l’intenso programma che per tutto il Mese, ogni anno, fa rivivere grandi eventi storici, iniziative culturali, spettacoli, concerti e moltissimo altro.

Un particolare ringraziamento a un grande Giornalista, carissimo amico, come Luca Managlia per la sua attiva partecipazione, al Fotografo Ufficiale Riccardo Bartolotti, ad Antonio Schena per l’assistenza generale e a un grande Maître come l’amico Mario Zanaboni che ha subito trasformato la sua visita in un aiuto.

Il Giardino degli Antichi Sapori 2018” è stata un bellissimo Evento enogastronomico ricco di gusto e fascino, sicuramente un appuntamento da ripetere.  



Uno degli Ingressi alla Fortezza

G. Dracopulos e Sabrina Perondi (Foto L. Managlia)

L'Inaugurazione

Una Vista della Mostra Mercato

Giorgio Dracopulos con i Fabbri

La Battaglia con le Spade (Foto R. Bartolotti)

Sbandieratori e Musici (Foto R. Bartolotti)

La Compagnia Balestrieri di Pisa

Giorgio Dracopulos e Luciano Zazzeri

S. Perondi, Dracopulos, Cristina Pistolesi, M. Giusti

 Dracopulos, Paolo Ciolli e il Libro (Foto L. Managlia)

G. Dracopulos, E. Masoni, A. Bertini, V. Baroni

Una Vista del Pubblico

G. Dracopulos, Luca Managlia ed Elisa Masoni

G. Dracopulos e Mario Zanaboni (Foto L. Managlia)

martedì 29 maggio 2018

“UN MARE DI GUSTO & FRIENDS 2018”, A SAN VINCENZO (LI), UNA BELLA FESTA, NON SOLO ENOGASTRONOMICA, DI GRANDE SUCCESSO.




San Vincenzo, in Provincia di Livorno, si trova romanticamente adagiata sul mare, a sud del Capoluogo Labronico (Livorno), nel tratto denominato “Costa degli Etruschi”. 

Ha una storia molto antica, infatti sono state trovate tracce d’insediamenti umani già in epoca paleolitica (dal Grecopalaios = antico” e “lithos = pietra”, età della pietra antica, circa un milione e cinquecentomila anni fa).

Gli Etruschi, poi, popolarono questa zona ricca di grandi foreste e d’una intensa attività mineraria, strategicamente vicina e utile alla loro Città di Lucumonia (Populonia).
Gli antichi Romani, vi fecero passare quella straordinaria via di comunicazione che ha per nome “Aurelia” e probabilmente vi costruirono anche un piccolo villaggio con un approdo.

Zona di grande passaggio, quindi, che ha vissuto tutte le complicate e sanguinose vicende storiche attraverso i secoli, fino a giungere alla conquista dei Pisani, alla fine del 1200, che vi costruirono la Torre Costiera di Avvistamento, detta, appunto, “Torre di San Vincenzo”, forse, per una Chiesa vicina dedicata a questo Santo.

Le prime notizie certe, relative alla Località, risalgono al 1285, con l’indicazione, in un documento, proprio della sopracitata Torre.

Nel 1406 caduta l’egemonia di Pisa, sopraggiunse il dominio Fiorentino, e il territorio di San Vincenzo fu inglobato nel vicino Comune di Campiglia Marittima

Ma Pisa, pur sconfitta, non rinunciò ai tentativi di ribellione, e, proprio sotto la Torre di San Vincenzo, il 17 Agosto 1505, si svolse una delle battaglie più accanite della storia Toscana
I Pisani al comando del Capitano di Ventura Bartolomeo d’Alviano detto “Liviano” (1455-1515), appoggiati dai Senesi e da truppe mercenarie, furono sconfitti da un esercito Fiorentino guidato dal Condottiero Bolognese Ercole Bentivoglio (1459-1507). 

Il cruento scontro fu dipinto, nel 1567, dal Pittore, Architetto e Storico dell’Arte Italiana l’Aretino Giorgio Vasari (1511-1574), in un particolare dell’affresco nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze dedicato alle gesta della Famiglia dei Medici

Successivamente San Vincenzo seguirà le sorti del Granducato di Toscana fino all’Unità d’Italia.

Oggi, questo Comune, autonomo dal 1949, è una delle Località Turistiche Balneari Toscane più belle e accoglienti, con le sue folte pinete a ridosso della lunga spiaggia sabbiosa. 
Un Comune che più volte è stato premiato con la “Bandiera Blu” e che, da pochi anni, è servito anche dal nuovo e accogliente “Porto Turistico”.

Nei giorni Sabato 19 e Domenica 20 Maggio si è svolta, proprio a San Vincenzo, la ManifestazioneUn Mare di Gusto & FriendsEdizione 2018.

Un Mare di Gusto & Friends” è stato organizzato dall’Amministrazione  Comunale di San Vincenzo con la Direzione Artistica di una grande Chef: Deborah Corsi.

Assistente alla Direzione Artistica la mia carissima amica e Blogger Cristina Galliti
Altri carissimi amici come Marco Gemelli (Ufficio Stampa) e Chiara Brandi (Digital PR) si sono occupati della comunicazione.

L’Evento ad “alto contenuto enogastronomico” quest’anno era dedicato anche al Tema Palamita - in Fiore”, infatti il Centro della Località per due giorni è diventato un “giardino fiorito” grazie alla mostra mercato, creata dai vivaisti del Territorio, con esposizione di colorate piante e fiori.

La Festa, dedicata alla “Cultura del Mare in Cucina e nel tempo libero”, ha sempre dato grande importanza all’Enogastronomia d’eccellenza intesa come cultura fondamentale del Territorio e essenziale valore di trasmissione e di scambio tra le persone.

Una due giorni con un Programma Ricchissimo fatto di appuntamenti molto interessanti.

Il Sabato Sera, per le strade del Centro, lo Street Food  e la Domenica, con un’ubicazione del tutto straordinaria (la “Passeggiata del Marinaio” in riva al Mare), il PranzoQuattro Chef e un Marinaio”.

Sabato 19 Maggio a partire dalle ore 15:00 ho avuto il grande piacere di assistere a due “cooking show” tenutisi dentro la fascinosa “Torre di San Vincenzo” e presentati da Marco Gemelli.

Il Primo ha visto il bravissimo Chef Emanuele Vallini, del RistoranteLa Carabaccia” di Bibbona (LI), preparare un “amuse-bouche” (cialda di riso soffiato, crema di burrata e prosciutto) tratto dall’interessante  Libro Dall’atelier alla cucina – Arte moda e grandi menu”, della nota Giornalista Professionista livornese Elisabetta Arrighi, che contemporaneamente veniva presentato.

Nel Secondo, denominato “Successful Aging – Invecchiare con Gusto”, dopo una esaudiente presentazione/dibattito con il Dr. Andrea Biagi, Biologo Nutrizionista, e Dario Cairo della locale Sezione AVIS, la Chef Deborah Corsi, membro della prestigiosa AssociazioneJeunes Restaurateurs d'Europe” (Giovani Ristoratori d'Europa) e titolare, con il marito Emanuele Giampieri, del Ristorante “La Perla del Mare” di San Vincenzo, ha preparato un “carpaccio di barbabietole”.

La coinvolgente Edizione 2018 di “Un Mare di Gusto & Friends”, ha reso San Vincenzo, in Provincia di Livorno, meta di una grande affluenza e partecipazione di pubblico che ne ha decretato con certezza il grande successo.



Direttore Artistico Deborah Corsi (Foto Ufficiale)

Street Food (Foto Ufficiale)

I Quattro Chef del Pranzo (Foto Ufficiale)

 Pranzo sulla Passeggiata del Marinaio (Foto Ufficiale)

Elisabetta Arrighi Presenta il suo Libro

G. Dracopulos, D. Corsi, E. Vallini, M. Gemelli

mercoledì 23 maggio 2018

AZIENDA VITIVINICOLA “COLLINE DI SOPRA” A MONTESCUDAIO (PI): GRANDI VINI FATTI CON PASSIONE DA ULRICH ZIEGLER.




Publio Ovidio Nasone (43 a. C. – 17 d. C.) magnifico Poeta dell’Antica Roma, ci ha lasciato questo scritto: 
Il Vino prepara i cuori e li rende più pronti alla passione”.

E la “passione”, intesa in senso positivo, che cosa è se non “uno stato persistentemente emozionale capace di condizionare completamente una persona”.

Ecco, vi voglio raccontare proprio una storia diVinoe dipassione”.

Su una dolce, panoramica e verdeggiante collina, a 242 m. s.l.m., sorge l’antichissimo Borgo di Montescudaio, distante solo 10 Km. dal mare.
Siamo nella bellissima Regione Toscana, nella Val di Cecina che fa parte della Maremma Pisana. Infatti il piccolo Comune (meno di 2.000 abitanti) di Montescudaio è in Provincia di Pisa.

Le prime tracce di Montescudaio e del suo “toponimoLongobardo risalgono all’anno 1091, ma la zona era già vissuta da presenze umane, come testimoniato dai ritrovamenti archeologici, addirittura nel IX e VIII Secolo a.C., prima “Età del ferro”.

Il Comune di Montescudaio per le sue molte bellezze storico/architettoniche, e non solo, appartiene all’Associazione I Borghi più Belli d’Italia.

Fin dal tempo degli inizi della Civiltà Etrusca (VII Secolo a.C.) in queste terre si produceva Vino, ne è testimonianza il “Cinerario di Montescudaio” un’urna su cui è raffigurato un banchetto funebre e dove si nota un grande vaso (cratere) destinato a mescolare vino e acqua.
In Toscana questo era uno dei pochi Territori dove cresceva la “vitis vinifera silvestris” (vite silvestre o vite selvatica) la progenitrice di tutti i vitigni autoctoni che successivamente si diffusero in tutta Italia.

Da sempre quest’area è stata una magica terra di Vino e di Olio.

Nel 1968 a Montescudaio si tenne la “Prima Sagra del Vino” e nel 1976, grazie alla nascita del Consorzio Vino Montescudaio fu istituita la Denominazione di Origine Controllata (D.O.C.) Montescudaio con il relativo disciplinare. 
Nel 1999, un Decreto Ministeriale stabilì l’estensione della D.O.C. anche ai Comuni limitrofi di Casale Marittimo, Castellina Marittima, Guardistallo, Montecatini Val di Cecina, Riparbella e Santa Luce.

Montescudaio è inserita anche nel più ampio Territorio de “La Strada del Vino e dell’Olio Costa degli Etruschi”.

Saliti in cima al centro abitato di Montescudaio e scendendo dalla parte opposta del mare, nella Val di Cecina, percorsa, per poche centinaia di metri, una strada di campagna, Via delle Colline, al numero civico 17, c’è l’Azienda VitivinicolaColline di Sopra”.

Colline di Sopra è nata nel 2006, ha la positiva particolarità di estendersi su dolci pendii soleggiati e ventilati, che degradano da 200 a 120 m. s.l.m.; inizialmente furono 5 gli ettari di vigne, su terreni che mai erano stati sfruttati per questo tipo di coltura, esposti a nord-est e a nord-ovest. 
Un microclima davvero eccellente.

Colline di Sopra” è nata come Azienda Biologica (nel 2012 ha avuto la Certificazione), per volere della sua prima proprietaria, Luisa Silvestrini, aiutata dal marito il Dott. Paolo Zucco e dal figlio Marco.

La signora Luisa, di origini piemontesi, ma innamorata della Toscana, è Architetto, e ha progettato personalmente e fatto edificare la Cantina dell’Azienda, seguendo un progetto permeato dal contenimento del dispendio energetico, la gestione oculata delle risorse idriche e il minor impatto ambientale possibile. 
E’ nata cosi una struttura moderna, di color sabbia, con un parziale interramento nella collina, il tetto provvisto d’impianto fotovoltaico, divisa in tre aree. 
Lo spazio per la vinificazione, con i tini a temperatura controllata (riempiti per caduta riducendo al minimo l’uso delle pompe), una barricaia climatizzata e un’area riservata al magazzino/stoccaggio.

Il terreno su cui si estende l’Azienda è particolarmente argilloso e ricco di minerali
Una terra di medio impasto dotata di uno scheletro formato da ciottoli di piccole dimensioni che favorisce un benefico drenaggio. 
Sono presenti nel sottosuolo molti sedimenti marini “pliocenici”.

Il Pliocene, nella scala dei tempi geologici, sono le centinaia di migliaia di anni intercorsi tra i 5.332 milioni di anni fa e i 2.588 milioni di anni fa.

Dal Mese di Aprile 2016, il nuovo proprietario dell’Azienda VitivinicolaColline di Sopra”, è un grande appassionato, Ulrich Ziegler.

Ulrich è nato, il 4 Novembre 1955, in Svizzera, a Menziken, un Comune nel Cantone, di lingua Tedesca, di Argovia
La sua Famiglia ha una certa storia nel mondo agricolo.  
Il suo Babbo, Samuel, che ha dodici tra fratelli e sorelle, ha sposato la sua Mamma, Verena, che anche lei ha dodici tra fratelli e sorelle ….. un destino.

Quando Ulrich ha circa 5 anni (1960), i suoi si trasferiscono a Zurigo, la più grande Città Svizzera, dove aprono un negozio specializzato nella vendita di formaggi, ma che vende anche altri prodotti alimentari e Vino.
Ulrich cresce in mezzo a uno “tsunami” di magnifici aromi e altrettanti fantastici sapori. 
Ma fino ai 20 anni non ha mai manifestato un particolare e specifico interesse lavorativo per il mondo agroalimentare.

In una “magica” sera, sua madre decide di preparare, a casa, uno dei piatti più tipici e tradizionali della Cucina Svizzera (molto conosciuto anche in Francia e in Italia) la “fondue” (fonduta) di formaggio.

La “fonduta” si prepara fondendo un formaggio a pasta dura in una specifica pentola (di ghisa, porcellana o terracotta) denominata “caquelon”, poi il contenitore viene messo al centro del tavolo sopra una fonte di calore (tenue) in modo che si possa mantenere alla giusta temperatura il contenuto durante tutto il pasto.

Uno degli ingredienti fondamentali per la buona riuscita di questa preparazione è il Vino bianco e il padre di Ulrich ha portato a casa una magnifica bottiglia di Vino bianco, proveniente da una zona più avocata della Svizzera, situata lungo il Lago omonimo, “Neuchâtel”. 
Il Vino era talmente buono che a Ulrich è scattato, immediatamente, un particolare interessamento, da allora in poi fare un ottimo Vino sarà il sogno di tutta la sua vita.

Dopo le scuole, frequenta una delle migliori Università, a Zurigo, dove Ulrich Ziegler prima si laurea in Ingegneria Agraria e successivamente prende anche una seconda laurea in Ingegneria Industriale.
La sua prima esperienza lavorativa importante è come consulente in una grossa Azienda di Distribuzioni
Successivamente diventa, per circa tre anni, Sovrintendente al Controllo della Produzione, in Svizzera, Italia, Francia e Germania, di una delle più famose Aziende di Cioccolato del Mondo: Lindt.

Poi diventa Dirigente nella più importante Azienda di Distribuzione Vini, e altro, in Svizzera, una occasione in più per approfondire la sua passione.
In questo periodo infatti ha aperto, e tenuto per una decina di anni, anche un Negozio di Vini a Zurigo

Una storia a parte, poi, andrebbe dedicata alla magnifica esperienza, di ben 5 mesi, che ha fatto, in Francia, alla Domaine Leroy, da una delle donne più straordinaria del Mondo del Vino, Lalou (Marcelle) Bize-Leroy (classe 1932), dove ha vissuto esperienze degustative memorabili.

Nel 1992, Ulrich Ziegler, ha avuto l’opportunità di rilevare l’Azienda Specken-Drumag, della Famiglia di sua moglie Bernadette, che produce parti speciali meccaniche e elettroniche per l’industria.

Per 30 anni Ulrich ha cercato, in Svizzera, in Germania e in Italia, un’Azienda Vitivinicola da rilevare e in due casi è arrivato fino dal Notaio, ma poi è saltato tutto.

Fine 2015, inizi del 2016, una famosa e importante Agenzia d’Affari Internazionale Tedesca, specializzata, Jaklin  Riegelmann & Co, propone a Ulrich Ziegler tre possibili acquisti in Italia, la prima è l’Azienda Vitivinicola Colline di Sopra.
Appena arrivato sul posto e sceso di macchina, Ulrich ha “riconosciuto” il posto che aveva sempre sognato, non è andato neanche a vedere le altre possibilità e ha acquistato subito l’Azienda.

Con l’arrivo di Ulrich Ziegler a Colline di Sopra sono stati fatti subito grossi investimenti, tra i principali, per esempio, l’acquisto delle nuove e preziose barrique (Elégance e Premium), fatte a mano e personalizzate, della Tonnellerie Francese Seguin Moreau.

Il primissimo progetto che Ulrich ha realizzato, con notevole successo, è stato quello di far diventare il suo originario VinoSopra” una vera e propria “Linea” di eccellenze, veri e propri “cru” superiori (con i numeri catastali dei vigneti da cui sono prese le uve), vini fatti come in Borgogna.

Nel frattempo nel giro di un anno e mezzo gli ettari dell’Azienda si sono moltiplicati diventando quasi 72 di cui 16 vitati.
I vigneti impiantati (come già detto a conduzione biologica), a cordone speronato, guyot e gobelet, sono: Sangiovese, Merlot, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Petit Verdot, Syrah, Viognier e Roussanne.

I Vini attualmente prodotti sono Larà, Ramanto, Eola e (come già accennato) la nuova LineaSopra” composta da 6 Vini monovitigno (6 grandi “cru”): “Sangiovese”, “Merlot”, “Syrah”, “Cabernet Franc”, “Petit Verdot” e “Cabernet Sauvignon”. 
Da notare che tutti i Vini non sono filtrati e in botte non vengono aggiunti i solfiti.

Altro particolare interessante è che i nuovi “tappi” prodotti dalla Ditta PortogheseAmorim”,  sono scientificamente trattati una a uno e garantiti per non creare problemi di nessun genere, tutto ciò grazie al loro costo non indifferente. 

Molti sono stati i cambiamenti e i miglioramenti apportati anche in tutta l’Azienda sia in Cantina, sia nelle Vigne e sia nella Struttura.
Per non parlare poi delle moltissime iniziative commerciali intraprese, dalle nuove etichette, alle nuove cassette in legno (di cui alcune, da 6, della “Linea Sopra”, vendute con un assortimento specifico per migliorare e ampliare la conoscenza: una per tipo), ai numerosi formati “magnum”, ai nuovi depliants (con le note degustative di un esperto straordinario come Ernesto Gentili) e al nuovo bellissimo libro fotografico (Fotografia & Grafica di Rita Angelika Dollmann) che racconta romanticamente l’Azienda.

Tutto questo nuovo corso, realizzato in breve tempo, è frutto dell’impegno straordinario di Ulrich Ziegler, che ha assunto, in prima persona, il lavoro di Agronomo e di Enologo, tenendo fede al proverbio: “Chi fa da sé fa per tre”.

A supportare Ulrich, a Colline di Sopra, c’è il bravo ed esperto Agronomo, Responsabile della Cantina e della Vigna, Gianluca Mattia
Per le Pubbliche Relazioni, i Contatti con l’Azienda e molto altro, la super gentile e bella Nina Orth.

Sono andato a trovare l’amico Ulrich Ziegler a “Colline di Sopra” e con lui ho apprezzato tutte le numerose novità che ha apportato nelle sua proprietà. 
Poi siamo andati in Cantina e dalle barrique abbiamo assaggiato tutti i Vini della LineaSopra” sia nell’annata 2017 che in quella 2016.

Questi 6 Vini (“Sangiovese”, “Merlot”, “Syrah”, “Cabernet Franc”, “Petit Verdot” e “Cabernet Sauvignon”) trascorrono almeno 24 mesi in barrique, 100% nuove, e sono il frutto di una cura e un’attenzione davvero pregevole. 
I Vini dell’Annata 2017 ovviamente non erano pronti ma avevano in se già il “germe” dei grandi Vini; quelli della vendemmia 2016 esprimevano già aromi e sentori davvero notevoli.

Attualmente Ulrich Ziegler vive in Svizzera, nell’affascinante Città, adagiata sul bordo del Lago omonimo, di Zugo, Capitale anche dell’omonimo Cantone, uno dei più piccoli della Confederazione Elvetica, ma una settimana si e una no è a “Colline di Sopra”, a dimostrazione del suo grande  impegno per realizzare il sogno di fare grandi Vini di qualità.

Avrei da raccontarvi ancora molto ma non voglio svelare tutti i “segreti” che Ulrich Ziegler sta progettando per farci godere al meglio il frutto del suo lavoro e della sua passione che assolutamente si sente nei suoi buoni Vini.



L'Ingresso

L'Azienda

Una Vista del Panorama

La Sala Degustazioni

Una Vista dei Vigneti (Foto Aziendale)

I Vini Eola, Larà e Ramanto. (Foto Aziendale)

I Sei Vini della Linea "Sopra" (Foto Aziendale)

Un Pancale di "Magnum"

Ulrich Ziegler con il Bellissimo Libro Fotografico

Una Vista della Cantina

Ulrich Ziegler con l'Alzavino

Ulrich Ziegler e Giorgio Dracopulos