giovedì 17 aprile 2014

CON L’AGNELLINO DI MARZAPANE DEL MONASTERO DI SAN GIOVANNI EVANGELISTA DI LECCE AUGURO A TUTTI UNA SERENA SANTA PASQUA 2014.




Nell’Ordinamento della Chiesa Cattolica si definisce Suora (dal Latino “soror = sorella”) una donna che avendo fatto promessa a Dio (voto) di povertà, obbedienza e castità, in forma semplice, aderisce ad una Congregazione Religiosa (Istituto dove i membri emettono i voti in forma semplice).

Con il termine Monaca, invece, si denomina la donna che prende i voti, in forma solenne, ed aderisce ad un Ordine Religioso che segue una regola Monastica.

Di solito le Monache vivono in Monasteri canonicamente autonomi retti da una Madre Badessa o Priora, molte volte eletta dalle stesse Monache.

Molti sono gli Ordini Monastici Cattolici, uno tra gli Ordini più importanti è quello di San Benedetto.

Le origini dell’Ordine di San Benedetto risalgono intorno al 529 con la fondazione, da parte di San Benedetto da Norcia (480 - 547), dell’Arciabbazia di Montecassino, attualmente in Provincia di Frosinone
L’Ordine segue “La Regola” (Sancta Regula Monachorum) dettata, nel 534, dal Santo e composta da un “prologo” e settantatre “capitoli”.

Le origini del monachesimo femminile benedettino, invece, sono piuttosto nebulose e si perdono nei secoli passati, le prime notizie certe si hanno solo a partire dall’ VIII Secolo al tempo dell’evangelizzazione della Germania.

Le Monache Benedettine sono religiose “claustrali” (di clausura) e la loro regola comprende oltre la preghiera anche molte attività lavorative.

Oggi le Monache Benedettine sono diffuse in moltissime parti del mondo con più di 200 Monasteri e più di 4.000 tra monache e novizie che pospongono al loro nome la sigla O.S.B. (Ordo Sancti Benedicti).

In Puglia, nel Salento (Penisola Salentina = il tacco d’Italia), nel centro storico dell’antichissima Città di Lecce (ha origini preromane) sorge la Chiesa di San Giovanni Evangelista con annesso Monastero delle Monache Benedettine

La costruzione del complesso in stile Romanico-Barocco, voluta dal Conte Normanno Accardo II della Casata degli Altavilla, ebbe inizio nel 1133 e proseguì attraverso i secoli con ampliamenti e ristrutturazioni fino al 1761.

Oggi il Monastero di San Giovanni Evangelista è una piccola comunità di 25 Monache di Clausura Benedettine Cassinesi che sono molto attive nell’attività di tipografia ed editoria ma soprattutto nella lavorazione artigianale della pasta di mandorle.

La pasta reale (o pasta di mandorle) è un’antica ricetta, sviluppatasi nel meridione d’Italia, oggi  riconosciuta come “Prodotto Agroalimentare Tradizionale Siciliano” inserito nella lista dei “Prodotti Agroalimentari Tradizionali Italiani” (P.A.T.).

Una delle preparazioni dolciarie, più note al mondo, fatta con pasta di mandorle finemente lavorata e poi amalgamata con zucchero e albume d’uovo, è il “marzapane”.   

Un’altra antica tradizione meridionale, che si è consolidata sul finire del ‘700 nei conventi femminili, contemplava l’uso, per la preparazioni di dolci delle grandi occasioni e per le feste, della pasta di mandorle con “faldacchiera”.

La “faldacchiera” è simile ad uno zabaione (fatto sbattendo la spuma di tuorlo d’uovo insieme allo zucchero, un cucchiaio per ogni tuorlo, poi cotto, molto lentamente, a bagnomaria) mescolato con marmellata ai vari sapori ed altri ingredienti (canditi, cioccolato, frutta secca, marsala ecc.).  
Questo particolare preparato veniva poi inserito, come ripieno, nei dolci che, seguendo la classica iconografia Cristiana, per Natale assumevano la forma di un pesce e per Pasqua quella di un agnellino.

Oggi, causa la facile deperibilità della “faldacchiera” (un preparato con le uova) si continua ad usarla solo per i dolci di pronta consumazione.

Le Monache di Clausura Benedettine Cassinesi, del Monastero di San Giovanni Evangelista di Lecce, sono famosissime per la delicatezza e la bontà dei loro dolci, che data la richiesta vanno, per tempo, prenotati.

Le Monache per Natale e Pasqua continuano a produrre, come da secoli, i buonissimi e soffici dolci di marzapane a forma di pesce e di agnellino.

Con il dolce di marzapane a forma di “Agnellino”, ripieno di marmellata di pere, del Monastero di San Giovanni Evangelista di Lecce, auguro a tutti una serena Santa Pasqua 2014.

 Monastero di San Giovanni Evangelista
Via delle Benedettine, 4   
Lecce
Tel / fax  0832 305027 


L'Agnellino di Marzapane

domenica 13 aprile 2014

PER LA PRESENTAZIONE DEL “FOODIES FESTIVAL 2014” DI CASTIGLIONCELLO (LI) UNA BELLA SERATA ALL’ISTITUTO ALBERGHIERO “E. MATTEI”.




Castiglioncello, Frazione del Comune di Rosignano Marittimo in Provincia di Livorno, ha un’antica storia legata indissolubilmente a quella strada Romana che porta il nome di Via Aurelia.

Tra il III e II Secolo a.C. prese forma la rete delle principali vie di scorrimento dell’Italia Romana, tra queste una delle più importanti si chiama tutt’ora Via Aurelia.

Nel 241 a.C. il Console della Repubblica Romana Lucio Aurelio Cotta (esponente politico di spicco della gens Aurelia) volle una strada, lunga circa 190 miglia (280 Km.), che unisse i centri abitati che oggi portano i nomi di Palo, Cerveteri, Ansedonia fino a giungere a Vada (a quel tempo un porto di una certa importanza).

In epoche successive l’Aurelia prosegui verso Pisa, raggiungendo poi la Francia e la Spagna; oggi il suo tracciato corrisponde, all’incirca, al percorso della SS-1.

La Via Aurelia fin dalla sua nascita ebbe scopi principalmente commerciali, attraverso i secoli sul suo percorso nacquero piccoli centri per dare conforto e assistenza ai viandanti che la percorrevano.
Castiglioncello sorse, con poche case, intorno alla Torre Medicea (solido monumento ancora esistente) voluta, intorno alla metà del 1500, dal Granduca di Toscana Cosimo I de’Medici (1519 -  1574), come punto di avvistamento e difesa contro i pirati.

Passarono moltissimi anni e Castiglioncello, baciata da un clima piacevole e mite, iniziò ad essere la meta dei Pittori Macchiaioli (il più famoso dei quali Giovanni Fattori era nato proprio a Livorno nel 1825) che presero a frequentarla e a immortalarla nei loro dipinti, divenendo piano piano un’ambita località turistica.

Oggi Castiglioncello, adagiata sulle sue bellissime scogliere e immersa nella sua lussureggiante pineta in un fantastico contesto panoramico, accoglie i turisti anche con molte iniziative e manifestazioni.

Apre il programma Eventi 2014Foodies Festival - Cibo e Cibi a Castiglioncello” nei giorni 25, 26 e 27 Aprile.

Il Centro Commerciale Naturale (CCN) della nota Località Turistica ha organizzato una serie di attività che si snoderanno non solo nel centro stesso, che verrà chiuso al traffico, ma che coinvolgeranno gran parte di Castiglioncello fino al Porto Marina Cala de’Medici di Rosignano Solvay.

A CalettaBirra Nostra” le buone birre artigianali, a Portovecchio l’AssociazioneStreet Food” porterà il meglio del cibo di strada, nella centrale Via Fucini si parlerà di Vino, nel parco del Castello PasquiniCheap & Chic” un mercatino per chi ama le eccellenze gastronomiche toscane, a Villa Celestina seminari e forum scientifici legati all’alimentazione, nella tensostruttura del Castello Pasquini corsi di cucina, cake design, taste show, e sabato 26 gli show coking di chef, anche “stellati”, come Luciano Zazzeri, Marco Stabile, Francisco Cortés Molina, Silvia Volpe e Simone Rugiati.

Moltissimi gli ospiti, medici, nutrizionisti, food blogger, giornalisti ed esperti che interverranno all’Evento.

Tutti i Ristoranti di Castiglioncello e del Porto Marina Cala de’Medici proporranno menu a tema e piatti dedicati alla manifestazione e tutti i negozi avranno le vetrine dedicate.

Foodies Festival - Cibo e Cibi a Castiglioncello” è patrocinata dalla Regione Toscana, dalla Provincia di Livorno, dal Comune di Rosignano Marittimo, dalla Camera di Commercio di Livorno.

Anche ”Vetrina Toscana”, il programma di Regione e Unioncamere Toscana nato per promuovere la rete di ristoranti e botteghe che fanno dei prodotti del territorio la loro principale caratteristica, ha dato un importante contributo oltre al patrocinio.

Hanno aderito all’Evento le Associazioni Enogastronomiche Nazionali F.I.S.A.R., A.I.S., A.I.R.O., Slow Food, A.I.C., oltre a molte altre Associazioni, Enti e Aziende del territorio.

L’Agenzia specializzata “Superior ADV”, di Livorno, è stata il supporto per la progettazione e la comunicazione del “Foodies Festival”. 

Proprio per la presentazione alla stampa dell’Evento in questione, venerdì 4 Aprile 2014, alle ore 18.30, si è svolta una conferenza presso l’Istituto Professionale Statale Commerciale Turistico Alberghiero (I.P.S.C.T.) “Enrico Mattei” di Rosignano Solvay, nella Sede di Castiglioncello in Località “Le Forbici”.

La Presidente del Centro Commerciale Naturale, Licia Montagnani, insieme all’Assessore al Commercio, Turismo e Agricoltura del Comune di Rosignano Marittimo, Luca Agostini, ad Andrea Leonardi e Marco Provinciali dell’Agenzia “Superior ADV”, hanno motivato e dettagliatamente illustrato il programma di “Foodies Festival - Cibo e Cibi a Castiglioncello” ai numerosi giornalisti presenti. 

Poi è seguito l’intervento dell’Assessore al Commercio, Turismo e Agricoltura della Provincia di Livorno Paolo Pacini e del Sindaco di Rosignano Marittimo Alessandro Franchi.

L’Istituto AlberghieroEnrico Mattei”, ha messo in campo per l’occasione i preparati allievi della Classe 3 A ENO (indirizzo di Cucina) e delle Classi 3 e 4 A SV (indirizzo di Sala) guidati rispettivamente dai bravi e attenti professori Giuseppe Rizzuto (docente di Cucina) e Roberto Fenzi (docente di Sala).

L’accoglienza è state gentile e professionale e ai presenti è stato offerto, prima della conferenza stampa, un gradito aperitivo accompagnato da stuzzichini vari.

A conclusione, nella Sala dell’Istituto, preparata con molta cura in ogni dettaglio, è stata servita la cena.

I piatti sono state accompagnati dai Vini:

- “Fortulla 2012”, Rosato di Toscana I.G.T., 13% Vol., prodotto dall’Azienda Agricola “Agrilandia” di Castiglioncello (LI);

- “G.D. Vajra Moscato D’Asti 2013”, D.O.C.G. Moscato D’Asti, 5,5% Vol., 100% Moscato Bianco, imbottigliato all’origine dall’Azienda Agricola “G.D. Vajra” ubicata nella Frazione di Vergne a Barolo (CN).

In tavola i buoni panini, della Scuola, assortiti nei vari sapori.

Le portate servite (preparate con ricette prese dai menu dei Ristoratori di Castiglioncello):

- Insalatina di polpo agli agrumi con sapori mediterranei;

- Pappa al pomodoro con calamaretti e crema di basilico;

- Passato di pesce di scoglio con seppioline gratinate;

- Ravioli di patate con ragù di cacciucco;

- Cartoccino di mare;

- Bavarese alla fragola con salsa di kiwi.

Tutto gradevolmente gustoso e ben presentato.

Molto bravi sia i ragazzi della Brigata di Cucina sia quelli addetti al servizio in Sala.

Per la presentazione del “Foodies Festival 2014 - Cibo e Cibi a Castiglioncello” abbiamo trascorso proprio una bella serata ospiti all’Istituto Professionale Statale Commerciale Turistico Alberghiero (I.P.S.C.T.) “Enrico Mattei” di Rosignano Solvay, nella Sede di Castiglioncello in Località “Le Forbici”.



L'Aperitivo di Benvenuto

La Presentazione di "Foodies Festival 2014"

Luca Agostini, Licia Montagnani, Andrea Leonardi

Luca Agostini e Paolo Pacini

Licia Montagnani e Alessandro Franchi

Pappa al Pomodoro

Ravioli di Patate

Cartoccino di Mare

Bavarese alla Fragola

I Ragazzi del Servizio di Sala

Il Prof. Rizzuto e la Brigata di Cucina

sabato 5 aprile 2014

L’ORA DEL PATÉ : UN LIBRO DI RICETTE, UNA GARA GASTRONOMICA E MOLTO CUORE DI BIMBI.




Negli Stati Uniti d’America, nel novembre 2006, due grandi appassionate di cucina, soprattutto Italiana, titolari di due Blog specializzati, LisaLa Mia Cucina” e IvonneCream Puffs in Venice”, decisero di mettersi in gioco e di fare una gara, tra di loro, su dei salatini fatti con la medesima ricetta.

Rimaste entusiaste da questa esperienza la replicarono il mese successivo, invitando altri due Food Blogger, e sfidandosi con i biscotti.

Nei mesi seguenti la gara vide aggiungersi, grazie alla potenza del Web (www = world wide web = ragnatela che gira intorno al mondo), sempre nuovi appassionati e questo iniziale Gruppo venne battezzato “The Daring Bakers” (Gli Audaci Fornai).

La parola Inglesedaring”, come al solito, ha molti significati in Italiano (audace, ardimentoso, ardito, baldo, coraggioso, colui che osa) in questo caso mi è piaciuto tradurla con “audace”.

Passarono alcuni anni e da molte parti del mondo si sono avvicinati a questo divertente gioco moltissimi altri/altre amanti della cucina, tanto che, nel 2009, queste centinaia di appassionati sono stati battezzati con il nome “The Daring Cooks” (Gli Audaci Cuochi).

Oggi “The Daring Bakers” e “The Daring Cooks” fanno tutti parte del grande gioco internazionale gastronomico (challenge = sfida), che fa capo all’omonimo sito, “The Daring Kitchen” (L’Audace Cucina).

Prendendo spunto da quando finora detto una Food Blogger Italiana, Alessandra Gennaro, esperta e super acculturata, non solo in campo gastronomico, ha ricreato tra le pagine del suo BlogMenu Turistico” (tenuto con l’amica Daniela), una sfida simile a quella d’oltre Oceano, la “MTChallenge” . 

Tutto è iniziato, nel maggio 2010, con il “numero zero- la ricetta dell’uovo fritto”.

Diversamente dalla versione Americana che da spazio solo al vincitore della gara, quella Italica riconosce a tutti i partecipanti la soddisfazione di pubblicare le loro realizzazioni tramite i vari collegamenti con i Blog o con i più diversi link.

La sfida “MTChallenge” si gioca ogni mese dell’anno, escluso agosto e dicembre, ed è regolamentata in maniera severa, accurata e dettagliata: sembra quasi che il regolamento lo abbia scritto un magistrato …….
  
Questa “Gara Gastronomica” è piaciuta moltissimo e ha avuto un immediato riscontro, oggi è il gioco più frequentato e famoso dei Food Blogger e degli appassionati di Cucina sul Web in Italia.

Dal gran numero di ricette inedite archiviate, oltre 5.000, nasce la collana “I Libri dell’MtChallenge”.

Il primo Volume della Collana, pubblicata dalla nota Casa Editrice GenoveseSAGEP Editori” di Fabrizio Fazzari, è intitolato “L’Ora del Paté”.

Il “pâté”, in Italianopasticcio” (siamo drasticamente battuti dalla fascinosa terminologia Francese), e altre preparazioni simili, hanno una lunga storia praticamente diffusa in moltissimi Paesi del Mondo.

Il termine pâté”, si riferisce alla pasta che, creando un effetto involucro, ricopre questo tipo di preparazione.

Oggi però il pâté” è praticamente diventato sinonimo di “foie gras” = “fegato grasso” (potenza dei cugini d’Oltralpe), di anatra o di oca, fatto ingrossare tramite un’alimentazione forzata degli animali.        

Il “fegato grasso” delle oche è un alimento usato da secoli.
Se ne trova traccia già in un bassorilievo ornamentale di un sepolcro Egiziano (tomba di Mereruka, importante sacerdote della piramide di Teti) scoperto nella grande necropoli di Saqqara, 30 km. a sud del Cairo, risalente alla Quinta Dinastia (nove Faraoni regnanti in Egitto nel periodo denominato Antico Regno, dal 2500 al 2350 a.C.), si vedono dei servitori che prendono per il collo, rimpinzandole, oche e anatre con delle palline di cibo e, successivamente, belle piene, le stesse si dirigono a dissetarsi.

Attraverso i Greci e poi i Romani il “fegato grasso” si è diffuso e trasformato nei secoli fino a giungere ai nostri tempi.

La leggenda indica il Cuoco, di origine Normanna, Jean Joseph Close (1757-1828) come l’inventore del “pâté de foie gras” (o almeno qualcosa di più simile a quello attuale).
In realtà Close, il responsabile della Cucina del Maréchal de France Louis Georges Érasme de Contades (1704 - 1795), Governatore dell’Alsazia, ebbe l’idea di avvolgere il pâté de foie gras” in uno strato sottile di farcia di vitello e di ricoprirlo con una crosta di pasta. 
Naque così il “pâté  alla contadouno dei primi prodotti su larga scala quando il Cuoco si mise a lavorare in proprio.

Ma torniamo al Libro “L’Ora del Paté”.

Il Libro di 144 pagine, nel formato 17x24 cm., ha un’accattivante brossura con bandelle, ed è uscito da pochissimo, proprio a dicembre 2013.

La prima tiratura è stata un super successo, è andata esaurita in solo 6 giorni sfruttando il mantra “Questo Natale basta biscotti”.

Il volume contiene 41 ricette di pâté (più altre di preparazioni collegate), pani, cracker, grissini, burro e composte, il tutto “condito” con numerosi e poco conosciuti aneddoti storici oltre a molti suggerimenti tecnici e simpatiche curiosità.

Lo stile è molto gradevole e innovativo, sia nella grafica che nelle moltissime illustrazioni e composizioni fotografiche.

L’Ora del Paté” è stato curato dall’ideatrice Alessandra Gennaro, le illustrazioni sono di Roberta Sapino e le fotografie di Sabrina de Polo.

La prima presentazione del volume è avvenuta il 5 dicembre 2013, data dell’uscita, a Genova, poi sono seguite, prima di Natale, quella di Novara, a gennaio 2014, quella di Milano, e a febbraio a Firenze.

Giovedì 27 marzo 2014, alle ore 18.00 presso la “Feltrinelli Librerie”, di via Di Franco 12, il LibroL’Ora del Paté” è stato presentato anche a Livorno.

Alla presentazione di Livorno hanno partecipato Alessandra Gennaro, Fabrizio Fazzari, Cristina Galliti (Blogger e coautrice) e la brava giornalista enogastronoma Eleonora Cozzella.

Eleonora ha ben introdotto l’argomento inquadrandolo simpaticamente anche dal punto di vista storico, Cristina ha raccontato l’entusiasmo dei partecipanti dell’ “MTChallenge”, Alessandra ha descritto le emozionanti fasi dalla nascita dell’idea alla realizzazione del Libro, Fabrizio ha espresso tutta la sua soddisfazione per aver messo in cantiere con la sua Casa Editrice il progetto di questa nuova Collana.

Fabrizio ha sottolineato, con enfasi, che le autrici e le partecipanti al libro hanno voluto sostenere, con utili derivati dalle vendite, il ProgettoCuore di Bimbi” della FondazioneAiutare i Bambini”di Milano.

Alla fine le molte persone presenti hanno potuto acquistare il Libro, ovviamente con dedica.

A dimostrazione dell’impegno delle Blogger dell’ “MTChallenge” alcune di loro, arrivate anche da lontano, hanno preparato, per tutti i presenti, alcuni vassoi di simpatici stuzzichini a base di pâté con ricette del Libro.

Il Buffet è stato accompagnato da buoni Vini della “Tenuta Poggio Rosso” di Populonia Stazione, Piombino (LI), serviti con grande professionalità da Giovanni Raimondi Sommelier F.I.S.A.R. Delegazione Storica di Livorno.  

Credo che niente sia più adatto a descrivere L’Ora del Paté” se non l’inizio della frase scritta all’interno della copertina, sulla bandella del Libro stesso: “Non è solo Francese - Non è solo Foie Gras - Non è solo per le grandi occasioni - E’ facile da preparare, versatile, raffinato, pieno di sorprese, in una parola è il pâté come non lo avete mai visto …… omissis …………..”

Che altro dire, L’Ora del Patéè un bel libro non solo di dettagliate ricette, ma anche una divertente gara gastronomica e molto, moltissimo buon cuore di bimbi”.






L'Antichissimo Bassorilievo Egizio 

La Locandina

La Sala della "Feltrinelli Librerie"

F. Fazzari, A. Gennaro, E. Cozzella, C. Galliti

Il Buffet

Il Sommelier Giovanni Raimondi

La Quarta di Copertina

La Copertina

domenica 30 marzo 2014

OSTERIA “MONTELLORI” A FUCECCHIO (FI): LA CUCINA TRADIZIONALE TOSCANA E I BUONI VINI DELL’OMONIMA FATTORIA.




Il “Padule di Fucecchio” è una vasta area, di circa 2.000 ettari del Territorio Toscano, oggi ubicata sul confine tra le Province di Pistoia e Firenze.

Il “Padule di Fucecchio” esiste da moltissimi secoli, le prime notizie ci sono giunte addirittura da Tito Livio (59 a.C. - 17 d. C.), storico Romano, autore della monumentale Storia di Roma “Ad Urbe Condita Libri CXLII” (Dalla Fondazione di Roma - centum quadraginta duo = 142 - Libri).

Tito Livio racconta dettagliatamente, nel Libro XXII (uno dei pochi giunti fino a noi), la difficoltosissima marcia del Condottiero Cartaginese Annibale Barca (247 a. C. - 183 a. C.) e del suo esercito che attraversò il “Padule”, invaso dallo straripamento del Fiume Arno, mentre si dirigeva verso la zona dell’attuale Città di Arezzo, durante la Seconda Guerra Punica (Roma VS Cartagine dal 218 a.C. al 202 a.C.).

Il “Padule di Fucecchio” gode di uno straordinario microclima, molto particolare e naturale, dove il clima mediterraneo s’incontra con quello continentale. 
Grazie a tale evento qui si è sviluppata una grande ricchezza di flora e di fauna che si sono andate ad aggiungere alle molte particolarità, prodotte da “madre natura”, in campo idrogeologico e paesaggistico.

Oggi per proteggere il “Padule” sono state create ben due “Riserve Naturali”, una per la parte Pistoiese e una per quella Fiorentina.  

Vicino all’area umida del “Padule di Fucecchio”, ovviamente, c’è l’antico Comune di Fucecchio (FI).

Le prime tracce scritte della Località risalgono al 1027 con nomi come “Ficiclo” o “Ficecchio”, i termini derivano dal Latino “ficetulum” = “il posto dei fichi”.

Oggi l’area Comunale si trova sulla riva destra del corso del Fiume Arno in un particolare punto sul confine di ben quattro Province: Firenze, Pisa, Lucca , Pistoia.

Proprio provenendo da Pistoia, prima di entrare in Fucecchio, sulla destra, c’è il RistoranteOsteria Montellori”. 

L’Osteria è ubicata all’interno dell’omonima Fattoria vitivinicola.

La “Fattoria Montellori” è una bella realtà Toscana, di proprietà della Famiglia Nieri, con una lunga storia alle spalle.

Infatti nasce come produttrice di Vini, nel lontano 1895, quando Giuseppe Nieri (un noto commerciante di cuoio) acquistò il nucleo centrale dell’attuale “Fattoria Montellori”,  la Villa e i terreni intorno ad essa.

Grazie al grande amore per la terra, l’impegno e la passione della Famiglia Neri, l’Azienda continuò a svilupparsi e a perfezionare le tecniche di produzione de vino, anche nei decenni successivi, con il figlio di Giuseppe, Mario Nieri.

Nel 1950 si arrivò all’imbottigliamento del Vino, fino allora venduto sfuso, con il proprio nome e la propria etichetta.

L’impulso più importante, per lo sviluppo della “Fattoria Montellori”, fu dato da un altro Nieri, Giuseppe (1929 - 1998), figlio di Mario.

Giuseppe acquisì nuovi terreni portando la proprietà agli attuali 55 ettari, oltre a rinnovare e sviluppare la Cantina con le tecnologie più aggiornate.

Grande appassionato di Vini bianchi curò lo sviluppo di vitigni classici come Chardonnay e Sauvignon ma si dedicò anche alla ricerca e alla sperimentazione di vitigni meno noti come il Viognier.

Il particolare impegno sui vitigni bianchi non gli fece però trascurare la cura per quelli a bacca rossa, primo fra tutti il Sangiovese.

Nel 1998, la guida della “Fattoria Montellori” è passata nella mani sicure ed esperte, del Figlio di Giuseppe, Alessandro Nieri.

Alessandro non è solo il proprietario ma è anche l’enologo e l’agronomo della sua Azienda.  

Ma torniamo all’Osteria Montellori.

Il Ristorante nasce, sempre per la volontà di Giuseppe Nieri, nel 1987, per accogliere nel miglior modo possibile i visitatori e per far degustare i vini dell’Azienda abbinati alle preparazioni classiche della Cucina Toscana.

Dopo i primi anni il Locale è stato dato in gestione per un lungo periodo, ma dal Gennaio 2014 è tornato sotto la diretta conduzione della Fattoria.

All’Osteria si accede attraverso la porta a vetri, del grande arco all’ingresso, che ci introduce nella sala grande, a sua volta divisa da un altro arco a mattoni, in fondo alla sala altre due salettine più riservate. L’ambiente è rustico, caldo e accogliente, su tutto domina il bel soffitto a travi e travicelli.

Lo Chef è Angelo Popolo, classe 1958, benché sia nato in Sicilia, nel piccolo Comune di Gagliano Castelferrato, in Provincia di Enna, è ormai Toscano d’adozione visto che da oltre 25 anni lavora nella nostra Regione ed ha imparato tutte le nostre ricette.

Il responsabile di Sala è il simpatico e socievole Virgilio Del Sarto, classe 1956, diplomato Sommelier nel 1982, uno dei primi della Delegazione A.I.S. (Associazione Italiana Sommelier) della Versilia (tessera n.146). 
Virgilio è all’Osteria da più di 12 anni.

Il Menu è stato accompagnato da un’ampia e dettagliata degustazione dei buoni Vini della Fattoria:

- “Montellori Pas Dosè 2009” e “Montellori Pas Dosè 2004”, uno spumante I.G.T. Blanc de Blancs Metodo Classico Brut millesimato, 12,5% Vol., prodotto, in poche migliaia di bottiglie, con uve 100% Chardonnay provenienti dai vigneti, posti a 500 m. s.l.m., sul Montalbano; uno Spumante che rimane in bottiglia a contatto con i lieviti per almeno 36 mesi, è “pas dosè” per non alterare l’espressione più sincera del Territorio; bello il “perlage”, delicatamente fine e persistente, sia per l’annata 2009 che per il 2004, a dimostrazione della particolare qualità di questo prodotto (premiato anche per il rapporto qualità/prezzo) e della sua grande longevità;

- “Fattoria Montellori Chianti 2012”, Chianti D.O.C.G., 100% Sangiovese, 13% Vol., sul retro della bottiglia c’è una simpatica frase di Alessandro Nieri: “Faccio questo vino per mio piacere ma non potendo berlo tutto sono felice di condividerlo con voi”;

- “Dicatum 2009” e “Dicatum 2008”, I.G.T. Rosso Toscana, il primo 14,5% Vol. e il secondo 14% Vol., prodotti con 100% di Sangiovese proveniente da un’unica vigna ubicata a Cerreto Guidi;

- “Salamartano 2010”,  “Salamartano 2009” e “Salamartano 2008”, I.G.T. Rosso Toscana, il primo 14% Vol., il secondo e il terzo 14,5% Vol., I.G.T. Rosso Toscana Cabernet Merlot, prodotto con il 70% di uve Cabernet Sauvignon, 20% Cabernet Franc e 10% Merlot, affinato in barrique di rovere Francese per circa 14 mesi;

- “Vin Santo 2007” e “Vin Santo 2006”, D.O.C. Bianco Empolese, 15% Vol., 100% Trebbiano proveniente dagli storici vigneti ad archetto ubicati a Fucecchio, fermenta ed affina in piccoli carati di rovere da 40 a 225 litri per almeno 5 anni, viene prodotto in sole 4.000 bottiglie da ml. 500.

Le portate servite:

- Pappa al pomodoro;

- Crostini assortiti ai vari sapori;

- Tagliatelle al sugo classico Toscano;

- Tagliata accompagnata da un fritto misto di verdure;

- Tiramisù;

- Cantuccini (ovviamente con il Vin Santo).

Dopo il pranzo degustazione sono stato accompagnato in un’accurata visita della fattoria, delle vigne e delle Cantine.

Un ringraziamento particolare, oltre che ad Alessandro Nieri per la sua disponibilità, a Marco Razzauti responsabile vendite Italia e alla dolcissima e giovanissima Amandine Leclère, nuova responsabile dell’Export, nata nella storica Regione della Champagne-Ardenne e appena arrivata dalla Francia.   

Al Ristorante “Osteria Montellori” di Fucecchio (FI) potrete degustare  la Cucina Tradizionale Toscana, accompagnandola con i buoni vini della “Fattoria Montellori”, prodotti da ben 4 generazioni dalla Famiglia Nieri, oltre a fare visita alle Cantine e una bella passeggiata nell’antico , coloratissimo e artistico giardino ottocentesco d’ispirazione vittoriana.



L'Ingresso all'Osteria

Vista della Sala

Virgilio Del Sarto

La Tagliata

Misto di Verdure Fritte

Alcune Vigne

Una delle Cantine

Amandine Leclère, Giorgio Dracopulos, Alessandro Nieri

martedì 25 marzo 2014

IL DIVERTENTE VIDEO DI LUCA MANAGLIA: “LA GRANDE DISFIDA DELLE FRATTAGLIE - LUCCA VS FIRENZE”.




Le “frattaglie” sono gli organi interni (e alcune altre parti) di un animale macellato, che  ”ingiustamente” vengono considerate meno pregiate ma che, in realtà, sono ottimi e gustosi alimenti.

Tra di esse possiamo annoverare: cuore, fegato, animelle (pancreas e ghiandole), cervello, lingua, diaframma, milza, trippa (stomaco), rognoni (reni), polmone, intestino, nervetti. 

Attraverso i secoli l’uso delle frattaglie nell’alimentazione umana ha avuto una grande importanza, anche religiosa/filosofica. 

Sulla base di ciò si sono sviluppate e consolidate, in molte regioni Italiane, tradizioni culinarie a base di frattaglie. 

La Toscana è una di queste Regioni.

Per elencare le infinite “Ricette Toscane” a base di frattaglie servirebbe un “tomo”; tra le più popolari posso ricordare il “lampredotto” (l’abomaso, uno dei quattro stomaci del bovino), fiore all’occhiello della Cucina Fiorentina e  la “trippa” diffusa, con alcune varianti, in quasi tutta la Regione.

Le “frattaglie” sono state l’arma per la sfida culinaria tra due squadre (ognuna composta da cinque esperti e selezionati Chef con i loro assistenti) della Provincia di Lucca e quella di Firenze.

L’ardua tenzone, vinta da Firenze, si è tenuta la sera di Domenica 8 Dicembre 2013, in campo neutro, al RistoranteSciatò”, del bravo Chef Massimo Neri, a Serravalle Pistoiese (PT).

Il carissimo amico Luca Managlia, noto e simpatico  giornalista televisivo, ha fatto un divertente filmato della serata, aggiungendo, all’inizio, una spassosa scena tratta dal film “Vacanze di Natale 1991”.

Potete godervi il video cliccando il link sottoindicato:



La Squadra degli Chef di Firenze

La Squadra degli Chef di Lucca

Lido Vannucchi insieme a Massimo Neri e Aldo Fiordelli

Lo Chef Massimo Neri e Giorgio Dracopulos