sabato 7 giugno 2014

I BUONI SAPORI DELLE COLLINE PISANE AL RISTORANTE ENOTECA “LA PIEVE DI POMAIA”.




Le “Colline Pisane” sono una regione storica e geografica ben definita che racchiude le zone collinari, della Provincia di Pisa, ubicate a sud della Cittadina di Pontedera e a nord dell’antico centro di Volterra.

Queste verdeggianti Colline sono il territorio dove si producono molti prodotti enogastronomici di qualità.
La scelta è ampia e va dai prodotti agricoli in senso stretto, a quelli lavorati artigianalmente (come pasta, cioccolato, carne, insaccati e formaggi) fino ad arrivare al Vino (come il Chianti Colline Pisane Riserva che è una D.O.C.G. prodotta prevalentemente con uve di Sangiovese).

Proprio su uno di questi dolci rilievi, a 200 m. s.l.m., è adagiato lo storico Comune di Santa Luce.

Questa zona era già abitata in Epoca Etrusca (gli Etruschi sono stati presenti in Toscana fin dal VII Secolo a.C.) ma le prime notizie, certe e documentate, sul Comune risalgono all’anno 877.

Qui sorgeva, nel Medioevo, anche un Castello e una cinta muraria attorno al paese, ambedue vennero distrutte dai Fiorentini nel 1496.

In questo magnifico Territorio Comunale (la bellezza della Campagna Toscana è nota in tutto il mondo) si trova un’area protetta, di 278 ettari, istituita nel 2000, denominata “Riserva Naturale Provinciale Lago di Santa Luce”.  
Un Paradiso Terrestre con una fauna di oltre 150 diverse specie.

Il Comune di Santa Luce ha tre Frazioni: Pastina, Pieve di Santa Luce e Pomaia.

La piccola Frazione di Pomaia, circa 200 abitanti, è famosa per la Sagra del Baccello che si svolge nel mese di Aprile di ogni anno, ma nel mondo è conosciuta per l’importantissimo Monastero Buddhista Tibetano, che ha sede in un’antica e grande Villa: l’Istituto Lama Tzong Khapa (ILTK).

L’Istituto è stato fondato, nel 1977, dal Lama Thubten Yeshe (1935-1984). 
E’ un centro di meditazione e di studi che fa parte della “Fondazione per la Preservazione della Tradizione Mahayana” (156 Centri nel Mondo) Ente preposto alla salvaguardia della Civiltà Tibetana e per rendere accessibile agli occidentali il Buddhismo

L’Istituto Tibetano è per Pomaia un forte richiamo turistico, per soddisfare e agevolare questo flusso, nel 1999, l’allora Sindaco di Santa Luce (1993-2001), Dott.essa Giamila Carli, sollecitò un costruttore locale, Mazzufferi Cesarino, a recuperare alcuni vecchi edifici e una Villa, per ricavarne una valida e qualificata struttura di accoglienza.

Nacque così quello che oggi è il “Borgo di Pomaia” immerso nel bellissimo e panoramico contesto della verdeggiante campagna circostante.  

Il Residence è composto dall’antica Villa padronale, su tre piani, “Villa Irene”, con 10 camere e una suite, l’antica casa colonica, “Antica Pieve”, su due piani, suddivisa in bilocali e monolocali, oltre ad altri numerosi edifici nuovi suddivisi in monolocali, bilocali e trilocali.
Tutto ben ristrutturato e costruito, ci sono due piscine, molti servizi e il Ristorante EnotecaLa Pieve di Pomaia”.

Il Ristorante è stato gestito i primi anni dal Tour OperatorBini Viaggi”, dal 2003 al 2006 dal ristoratore Simone Cerri che dopo un’interruzione di qualche hanno, nel Dicembre 2013, è tornato con la sua Famiglia a gestire il Locale.

Simone Cerri, nato a Livorno nel 1973, è diventato ristoratore grazie alla sua mamma, la signora Milena, e a sua sorella Rossella, che hanno sempre fatto questo lavoro.  

Infatti al RistoranteLa Pieve di PomaiaSimone si occupa della gestione vera e propria, mentre la mamma e la sorella regnano in Cucina

Il Ristorante ha una grande sala quasi rettangolare, molto luminosa, grazie ai molti sporti vetrati, con una novantina di coperti. 
Con la bella stagione si può sfruttare il Dehors.

Appena si entra, a sinistra, un bancone di servizio a mattoni, di fronte un piccolo corridoio porta alla Cucina, a sinistra si apre la Sala
All’ingresso si possono notare diversi vini esposti e due macchine “enodispenser” ad azoto, da 4 posti l’una, esse permettono di poter servire anche i Vini più importanti al bicchiere, migliorando notevolmente la conservazione delle bottiglie aperte.

Venerdì 16 Maggio 2014, al Ristorante EnotecaLa Pieve di Pomaia”, si è svolta una speciale serata intitolata “I Sapori delle Colline Pisane”.

L’evento era dedicato alla degustazione, di prodotti del Territorio e di qualità, di cinque note Aziende che hanno aderito all’evento:

- Azienda Agricola “Le Selve” di Fabrizio e Francesco Filippi, ubicata nel Comune di Santa Luce, produttrice dell’Olio Extravergine di Oliva  I.G.P. Toscano “I Campacci”;

- “Caseificio della Famiglia Busti”, di Remo Busti & C., Pecorini Toscani dal 1955, con Sede a Fauglia (PI);

- “Pastificio Tradizionale Martelli” di Lari (PI), dal 1926 la pasta artigianale della Famiglia di Pastai Martelli;

- Società Agricola Vitivinicola “Sator”, di Gianni Moscardini, ubicata a Pomaia (PI), con i suoi 7 ettari di vigneti con cui produce Vini Rossi e il Vermentino;

- “Diego Stiaccini” allevatore di bovini Razza Chianina, un allevamento fatto “come si faceva una volta”, a Ospedaletto (PI).  

La degustazione è stata preceduta da un aperitivo, servito nel Dehors, a base di “Corte di Castello” Valdobbiadene Prosecco Superiore D.O.C.G. Extra Dry, focaccine calde e cubetti di formaggio Pecorino Stagionato D.O.P. Busti.

Successivamente ai tavoli è si è svolta la cena.

Le varie portate sono state accompagnate con alcuni dei buoni Vini dell’Azienda “Sator”.

Sono stati serviti:

- Antipasto - Giardiniera della Pieve, Prosciutto Toscano, Bruschette con Olio Extravergine “I Campacci”, pomodoro e basilico;

- Fusilli di Pisa, del Pastificio Martelli, mantecati al Pecorino Muffato D.O.P. della Famiglia Busti;

- Tagliata di carne Chianina, prodotta da Diego Stiaccini, al naturale, con l’Olio Extravergine di Oliva “I Campacci”, e con rucoletta e scaglie di Pecorino Stagionato del Caseificio Busti;

- Selezione di dolci della casa ….. “La pasticceria di Nonna Milena”.

Durante la cena il sottoscritto, Giorgio Dracopulos, Enogastronomo del Corriere del Vino, ha introdotto e illustrato la serata oltre a presentare i titolari delle Aziende che erano presenti.

I fratelli Fabrizio e Francesco Filippi dell’Azienda Agricola “Le Selve” (era presente alla cena anche il loro babbo Pier Luigi Filippi), Stefano Busti per il “Caseificio della Famiglia Busti”, Diego Stiaccini per l’omonimo allevamento e Gianni Moscardini per l’Azienda Vitivinicola “Sator” hanno raccontato, ad una sala piena, le qualità specifiche dei loro prodotti.  

L’interessante e riuscita serata basata su “ I Sapori delle Colline Pisane” (decisamente buoni), si è conclusa tra gli applausi e i ringraziamenti.




La Vetrina dei Prodotti della Serata

Il Prosciutto Toscano

I Fusilli del Pastificio Martelli

La Tagliata di Carne Chianina

Stefano Busti e Giorgio Dracopulos

Busti, Moscardini, Cerri, Stiaccini, Filippi

domenica 1 giugno 2014

RISTORANTE “DIVERXO” A MADRID, DELLO CHEF DAVID MUÑOZ, UN TRE STELLE MICHELIN SEMPLICEMENTE MAGICO.




In Latino per definire “un qualcosa di altra natura” o di “altra qualità”, secondo a cosa ci si riferiva, si usavano aggettivi come: dispar, dissimĭlis, varius, dissŏnus, alius e diversus.

Nel nostro caso, riferendoci ai migliori Ristoranti del Mondo, per definirne uno che abbia delle peculiarità molto particolari, uniche e che esprima qualcosa di completamente differente, estremamente radicale, sicuramente geniale e creativo, che mescoli l’arte culinaria con magiche sensazioni visive e degustative, dobbiamo chiamarlo “Diverxo”.

Infatti si chiama “DiverXO” il Ristorante, nuovo “Tre Stelle Michelin”, ubicato nell’accogliente Città di Madrid in Spagna.

La bellissima Città di Madrid, oltre ad essere una moderna, affascinante e straordinariamente vivace Capitale che offre un’infinità di possibilità in tutti i campi, è anche una meta “cult” per la gastronomia.

L’offerta gastronomica è immensa, comprende la solida, buona e tradizionale Cucina Spagnola trainata però da una serie di superbi Chef innovativi, e anche le migliori e più varie cucine praticamente di gran parte del mondo.

Per tale motivo proprio qui a Madrid da dodici anni si svolge il Congresso Mondiale di GastronomiaMadrid Fusión”.

La “Cucina Fusión ” è il frutto dell’intelligente e armonico incontro di varie e specifiche tradizioni culinarie provenienti anche da Paesi molto lontani tra di loro.

La “Guía Michelin España & Portugal 2014” ha decretato per 3 Ristoranti di Madrid “Una Stella”, per 5Due  Stelle” e, dopo ben 19 anni di assenza, ha dato al Ristorante DiverXO le uniche “Tre Stelle Michelin” della Capitale.

Infatti era dal 1995 che Madrid non aveva più un Ristorante con “Tre Stelle” da quando il famoso “Zalacaín” ne perse una (nel 2001 perse anche la seconda e oggi ne ha una sola).

Anima del Ristorante DiverXO” è il suo giovane proprietario e Chef David Muñoz.

David (per gli amici Dabiz) è nato a Madrid nel 1980 e fin da piccolino ha dato forti cenni di amore per la buona cucina. 
Per esempio era felicissimo quando suo padre lo portava a mangiare al RistoranteViridiana”, sempre a Madrid, del grande Chef Abraham García.

David seguendo questa sua innata passione ha frequentato la Escuela de Hostelería en Torrejón de Ardoz a Madrid, poi è andato a lavorare nelle Cucine di alcuni dei migliori Ristoranti della sua città come il Balzac (oggi chiuso), il Viridiana e il Chantarella.

Nel 2003 David si trasferisce in Inghilterra, a Londra, dove apprende i segreti della Cucina, in particolare di quella Orientale, in Locali famosissimi come il Cinese Hakkasan, il Thailandese Nahm e il Giapponese Nobu.

Rientrato a Madrid, nel mese di Aprile del 2007, non più solo ma aiutato dalla giovane, bella e simpatica compagna (poi moglie) Ángela Montero, che si occupa della Sala, apre, con grandi sacrifici (vende anche il suo appartamento) un piccolo Locale, solo per 20 coperti, che si chiama “DiverXO”, in uno dei quartieri del Distretto di Tetuán.

A poco a poco, sopratutto con il passaparola degli appassionati, il Ristorante DiverXO diventa una meta ambita e per potervi accedere occorrono anche dei mesi di attesa.

Nel 2009 David trasferisce il DiverXO in un ambiente più consono, con una quarantina di coperti, nella sede attuale, al numero 28 di Calle Pensamiento, sempre nel Distretto Madrileno di Tetuán.

La sua bravura si espande e viene divulgata, spesso viene meritatamente premiato e tutte le Guide specializzate gli danno punteggi molto alti. 

Nel 2010 la Guía Michelin España & Portugal” gli riconosce la “Prima Stella”, sull’onda del successo nel 2012 arriva anche la “Seconda Stella” e nel 2013, come già detto, ecco la “Terza Stella” che fa diventare il Ristorante DiverXO” l’ottavo Ristorante in tutta la Spagna con le mitiche “Tre Stelle” della Guida Rossa Michelin.

Alla fine del mese di Novembre 2012, David Muñoz, per diffondere ancora di più la sua “Cucina rivoluzionaria” ha intrapreso un’iniziativa estremamente popolare e di avanguardia denominata “StreetXO”.

David ha aperto, nel super panoramico contesto dell’ampia zona “Gourmet Experience” ubicata nel luminoso attico del centro commerciale, della più importante e famosa catena di Spagna, “El Corte Inglés” in “Plaza de Callao”, da dove si gode una vista mozzafiato di Madrid, uno spazio di “cibo di strada” fatto secondo i dettami della sua visione culinaria e servito con i ritmi super veloci e “artistici” dei suoi collaboratori.

Anche il format di “StreetXO” ha avuto un immediato successo e presto, nell’Agosto 2014, sarà esportato anche all’estero con l’apertura di una seconda sede a Londra.

Sono andato a trovare David Muñoz, nel suo Ristorante DiverXOdopo averlo visto all’opera nel suo vorticoso e straordinario Show Cooking al Congresso Mondiale di GastronomiaMadrid Fusión 2014”.

Al RistoranteDiverXO” si accede attraverso la doppia porta a vetri scuri e ci accoglie un piccolo disimpegno, sulla destra il bancone Bar
Costeggiando il bancone, a sinistra si trova la Cucina e a destra si entra, passando davanti alla Cantina a vista, nell’unica Sala con una grande parete vetrata.

Al centro della Sala un massiccio mobile nero lucido di servizio circondato dai pochi tavoli.

Su tutti i tavoli spicca una particolare ceramica, un grosso “maialino con le ali”, mentre alle pareti svolazzano un’infinità di farfalle nere. 
I colori prevalenti sono il grigio lucido e il nero, di un grigio più chiaro sono anche le poltroncine con braccioli disposte intorno ai tavoli.

La Carta dei Vini è molto importante con grande prevalenza dedicata ai Vini di Spagna, ma non mancano Champagne e grandi Vini dal Mondo

Per quanto riguarda il Menu non esiste la scelta “alla Carta” ma ci sono tre Menu/Percorsi consigliati con prezzi a salire. 
Tranquilli c’è molta disponibilità per modificarli (togliere o aggiungere delle portate) secondo le preferenze di ogni commensale.

La Sala è affollata di personale (in totale il locale ha ben 32 dipendenti) che con una velocità ordinata, consapevole e professionale (quasi un balletto) curano “ad personam” ogni ospite fino ad arrivare al punto, in un particolare passaggio, ad imboccarlo.

Ogni portata è indicata non come piatto ma come “lienzo” (tela), infatti le preparazioni, poste in grandi piatti dalle varie forme, sono per la presentazione e la fantasia dei colori, dei veri e propri quadri astratti che mutano forma e colori da quando vengono portati alla successiva fase del fine degustazione.

Ma veniamo al “Menu Itinerario XO” che ho scelto e che è stato accompagnato da un’ottima bottiglia di “Blanc de Montsalvat 2009”, Priorat Denominació d’Origen Qualificada, 65% Macabeu e 35% Trepat Blanc, un vino bianco invecchiato in botte, prodotto e imbottigliato dall’Azienda “Cartoixa de Montsalvat” ubicata nel micro Comune (solo 132 abitanti) di “La Vilella Alta”, Provincia di Tarragona, nella Comunità Autonoma della Catalogna.

Sono state servite le seguenti “tele” (lienzo = tela):

- Olivas de Tokyo. Dulce y Umami.
(Grande e lungo piatto rettangolare al centro tavola, da usare come intermezzo per tutta la degustazione, con Olive di Tokio, semi di soia, polvere di olive Kalamata, gocce di salsa di Yuzo e di pomodoro verde Cileno);

 - Yodados. Acidulce. Escabechados. Grasa Marina;

- Hannibal Lecter. Agridulce. Punzante e Intenso;
                        
- Untuosidades Maxima. Picante Vegetal;

- Pata Negra Untuoso y Pegajoso. Lluvia de Clorofi a Acidulce. Conejo y Anguila;

- De Celeiro A Bangkok Pasando por “La Vera”. Ahumado de Brasa. Yema Liquida;

- Salsa de pescado. Acariciado en wok, ensalada tibia. Americana de coco y chipirones. Muchas hierbas;

- Petit Suisee y Terciopelo Blanco. Jazmín y Agridulces Picantes.

Un vero e proprio “tsunami” di colori, sapori e di materie prime: bue, uovo, cocco, fagioli, capesante, baccalà, bacon, ricci, riso, funghi, olive, coniglio, anguilla, granchi di fiume, midollo, e poi ancora creme, schiume, salse ai vari sapori, oltre a frutta e verdura da Paesi lontani. 
Indovinati gli accostamenti, anche i più audaci, molto belle le presentazioni.

La Cucina di David Muñoz è fatta di immaginazione e fantasia, trasmette sensazioni (visive, olfattive e gustative) intense, rotonde, dolcemente acide e quando serve anche saporite e piccanti.
Una Cucina totale, diretta, senza distrazioni, un viaggio sulle montagne russe senza freni e senza finale. 
Una Cucina senza limiti e dell’impossibile. 
Una Cucina dove non ci sono né dolci né pane ma  i “maiali volano” (cerdos que vuelan).

Sulla porta basculante della Cucina del Ristorante DiverXO” c’è un cartello su cui David ha scritto a chiare lettere, riferendosi alle Stelle Michelin: “Yo trabajo para conseguir la cuarta …… aunque no exista” (Io lavoro per prendere la quarta …… anche se non esiste).   

Il mio Ristorante, sostiene David Muñoz, deve essere qualcosa di fantastico, emozionante, avvincente come un “Cirque du Soleil”. 
Le farfalle nere che ho sui muri, devono delicatamente volteggiare nello stomaco (mariposas en le estómago) di ogni mio ospite per crearvi dei piaceri unici.

David Muñoz, con il suo aspetto moderno (capelli a cresta e piercing), dimostra ancor meno della sua giovane età, è un vulcano inarrestabile di idee e di continue novità. 
Recentemente ha fatto un accordo con la Catena AlberghieraNH Hotel Group” (400 Alberghi sparsi in 28 paesi del Mondo) per trasferire il suo Ristorante DiverXO”, dall’attuale sede in Calle Pensamiento, all’interno del “NH Hotel Eurobuilding” ubicato nel centro di Madrid.  

Questo trasferimento (l’inaugurazione è prevista entro le prime due settimane del Mese di Luglio 2014), permetterà a David di esprimere le sue capacità in uno spazio molto più ampio, circa trecento metri con ingresso indipendente dalla struttura alberghiera, con un sicuro vantaggio per le lunghe liste di attesa dei suoi clienti. 

Tra i diversi significati del termine “XO” uno si riferisce al nome di un pianeta immaginario dell’Universo di “Guerre Stellari” (Star Wars, la saga cinematografica creata negli anni settanta dal regista e produttore Statunitense George Lucas) e al Ristorante DiverXO" di David Muñoz e sua moglie Ángela Montero, un tre stelle Michelin semplicemente magico, siamo sicuramente in un altro mondo.



Giorgio Dracopulos e David Muñoz

Il Bancone

La Cantina a Vista

Le Farfalle Nere

Vista della Sala

Più servito di così ........

Olivas de Tokyo. Dulce y Umami

Yodados. Acidulce. Escabechados. Grasa Marina

Hannibal Lecter

Untuosidades Maxima

Pata Negra Untuoso y Pegajoso

Petit Suisee y Terciopelo Blanco

Il Cartello sulla Porta della Cucina

domenica 25 maggio 2014

LUCA LANDI CHEF DEL RISTORANTE “LUNASIA” DI TIRRENIA (PI): IL SUO NUOVO MENU ESTATE 2014 PER FESTEGGIARE I SUOI PRIMI 40 ANNI.




Non sono molti i Cuochi del nostro Paese che negli anni settanta hanno iniziato il rinnovamento della Cucina Italiana
In quegli anni la nostra storia alimentare era afflitta da una “impantanante staticità” e veniva superata per creatività e innovazione dalla tradizionale Cucina concorrente d’Oltralpe.

Uno Chef che ha fatto storia, in quegli anni, e che, per la sue straordinarie capacità professionali e umane, rimarrà sempre nei cuori di tutti gli appassionati che lo hanno conosciuto è Angelo Paracucchi.

Angelo era Umbro, di Cannara, in Provincia di Perugia, dove nacque il 21 Marzo del 1929; la sua passione per la terra si manifestò già con i suoi studi superiori in agraria.
Dall’amore per la terra, alle cose buone da lei prodotte, fino ad arrivare all’arte culinaria il passo è breve e, Angelo, iniziò la sua carriera di Cuoco nella Cucina di un Ristorante di Assisi (PG).
La sua gavetta fu lunga e fatta di studio e di grande impegno fino ai primi anni settanta quando prese la conduzione del Ristorante del “Motel dell’Agip” di Sarzana (SP) facendolo diventare in brevissimo tempo un luogo “cult” della ristorazione non solo Italiana.

Fu un trampolino e da allora Angelo non ha fatto altro che mietere successi.

Nel 1976 aprì, in Viale XXV Aprile al numero civico 60, nel piccolo Comune di Ameglia (SP), il suo Locale mito la “Locanda dell’Angelo”.

La sua eccezionale bravura lo portò ad esportare la sua Cucina innovativa e creativa, basata sulla qualità e la perfetta conoscenza delle materie usate, prima in Francia a Parigi dove, nel 1983 inaugurò il RistoranteIl Carpaccio”, all’interno del lussuoso HotelLe Royal Monceau”, e che ancora oggi ha una Stella Michelin, successivamente in altri posti e Paesi fino a giungere a Osaka in Giappone.

Il grande Maestro Angelo Paracucchi ci ha lasciato l’11 Dicembre del 2004, proprio quest’anno ricorrono 10 anni, ma i suoi insegnamenti rimangono nei libri che ha scritto e nei suoi allievi.

Uno dei migliori allievi di Angelo è lo Chef Luca Landi.

Luca è nato a Lucca il 19 Gennaio 1974, la sua è una famiglia di artigiani, per la precisione “figurinai”, coloro che producono figurine in gesso. 
Per tutto il Novecento questa nota produzione, vanto della Lucchesia, è stata esportata in tutto il mondo.

La passione di Luca per la Cucina ha un seme nell’ammirazione e nell’amore per la sua mamma, un’ottima cuoca, che fin da piccolo ha voluto emulare.

Poi col crescere Luca ha frequentato e si è diplomato come Tecnico, nel 1993, ad una delle migliori Scuole, l’Istituto Professionale di Stato Servizi per l’Enogastronomia e l’Ospitalità AlberghieraGiuseppe Minuto” di Marina di Massa (MS). 
Qui è stato seguito da esperti professori come Giancarlo Aldrovandi e Rolando Paganini che gli hanno dato solide basi con i loro insegnamenti sui  principi fondamentali di una Cucina professionale.

Durante i praticantati estivi, in Ristoranti e Hotel vicini alla Scuola, Luca fa l’incontro con Angelo Paracucchi e il Maestro trasformerà la sua passione in un amore senza compromessi, in un desiderio teso alla ricerca della perfezione per mezzo dell’assoluta applicazione e dedizione.
Insieme ad Angelo Paracucchi, Luca Landi, oltre a quel primo periodo, tornerà a lavorare per diversi mesi nel 1997.

Ancora oggi quando Luca parla degli straordinari insegnamenti del Maestro, della sua arte culinaria, del suo fascino di uomo e di Chef, non riesce a trattenere l’emozione.

Luca ha fatto varie esperienze, sia in Italia che all’estero, nelle cucine di grandissimi Chef super “Stellati” come, tra gli altri, Italo Bassi e Riccardo Monco dell’Enoteca Pinchiorri di Firenze, Pierre Simonazzi al Ristorante “La Closerie des Lilas” di Parigi, Frank Cerruti al Ristorante “Le Louis XV” a Montecarlo, Carles Abellan al Ristorante “Comerç 24” e Jordi Vilà al Ristorante “Alkimia”, ambedue a Barcellona.

Luca Landi ha trascorso un periodo, per uno stage, anche al bellissimo e super moderno Ristorante “El Celler de Can Roca”, a Girona in Spagna, dai fratelli Roca (Joan, Josep e Jordi), premiato con il titolo di “Primo Ristorante al Mondo” secondo la classifica 2013 della “The World’s 50 Best Restaurants”. 

Dal mese di Maggio 2000, lo Chef Executive Luca Landi, è diventato il responsabile della ristorazione, della banchettistica e del food & beverage del Green Park Resort di Tirrenia (PI).

Una delle più belle strutture che sono nate negli ultimi anni a Tirrenia, in Località Calambrone, è il Green Park Resort, “4 Stelle S”, vero e proprio “gioiello” Pisano del Gruppo Soft Living Places della Famiglia Madonna
Il Gruppo è proprietario di altri due lussuosi Hotel in Versilia, l’Hotel Byron5 Stelle L” di Forte dei Marmi (LU) e l’ Hotel Plaza e de Russie4 Stelle”di Viareggio (LU).

Al Green Park Resort cinque grandi strutture a due piani immerse in 5 ettari di pineta e macchia mediterranea circondano un bellissimo verdeggiante parco giardino (da girare con apposite “golf buggy” elettriche”) con la grande piscina scoperta intorno alla quale in estate si effettua ”Il Grill”. 
Quattro suites, 42 junior suites, un centinaio di accoglienti camere Delux e Superior dotate di ogni comfort, il centro Congressi, la sala fitness e la SPA, fanno di questo Resort il luogo ideale per una vacanza rilassante dove si può essere totalmente coccolati.

Oltre a tutto ciò ci sono due Ristoranti, “Le Ginestre” e il “Lunasia”. 
Il primo, grande e accogliente, fino a 500 persone, offre una Cucina espressa di alto livello con un servizio puntuale e attento, l’altro, data la sua grande importanza gastronomica necessita di una accurata e dettagliata descrizione.

Il RistoranteLunasia” ha aperto nel 2004, Luca Landi non solo ha ideato la proposta gastronomica ma ha anche seguito la progettazione e ne ha impostato la filosofia.

Molto bella la struttura del “Lunasia” all’interno del Resort, ricorda una nave.

Da una porta automatica, all’ingresso, si accede ad uno spazio con di fronte il bancone bar e a destra, tramite in corto corridoio, da cui si vede la cucina, si entra nella grande e luminosissima sala. 
Su due lati, infatti, una grandissima panoramica vetrata curva, interrotta solo da alcune colonnine colorate, permette di godere della vista del parco/giardino. 
Nel complesso una struttura molto accogliente con diversi angoli provvisti di comodi divani.
La “mise en place” è curatissima nei minimi dettagli, come tutto del resto.

La Carta dei Vini, in realtà sono tre, una dedicata alle Strade del Vino di Toscana, la seconda con Champagne, Spumati e Vini Bianchi, la terza con i Vini Rossi
Le scelta è molto ampia sia di prodotti Italiani che di quelli provenienti da altre parti del mondo. 
Una selezione di Etichette molto esperta in grado di soddisfare qualsiasi esigenza.

Ci sono poi la Carta delle Acque, quella dei Caffè e quella delle Tisane

Il Menu è vario, di terra e di mare, ampia la scelta alla Carta.

Un discorso a parte meriterebbe il magnifico pane assortito della Casa, nelle varie forme e sapori, servito premurosamente durante tutta la degustazione, ma lo spazio è tiranno, posso solo dire che il termine “eccellente” non rende l’idea.

La degustazione è stata accompagnata da:

- Champagne “Collard-Picard” Cuvèe Sèlection Brut, Assemblage 50% Meunier e 50% Pinot Noir 12,5% Vol., prodotto imbottigliato dalla “Maison Récoltant-Manipulant Collard-Picard” di Olivier Collard e Carolina Picard, ubicata a Villers-sous-Châtillon (micro Comune di circa 200 abitanti), Dipartimento della Marna, Regione Champagne-Ardenne, in Francia;

- “Villa Cerna Chianti Classico 2011”, Chianti Classico D.O.C.G., 95% Sangiovese e 5% Colorino, 13,5% Vol., prodotto e imbottigliato dall’Azienda Vitivinicola “Villa Cerna” di Castellina in Chianti (SI) proprietà del Gruppo Cecchi;

- “Val delle Rose Morellino di Scansano Riserva 2010”, Morellino di Scansano Riserva D.O.C.G.,  90% Sangiovese e 10% altre varietà complementari, 14% Vol., prodotto nella Tenuta Maremmana di “Val delle Rose”, in Località Poggio la Mozza (GR), anche questa Azienda è proprietà del Gruppo Cecchi;

- “La Spinetta Moscato d’Asti Bricco Quaglia 2012”, Piemonte Moscato d’Asti D.O.C.G., 100% Moscato d’Asti, 4,5% Vol., prodotto dall’Azienda Agricola “La Spinetta” della Famiglia Rivetti a Castagnole delle Lanze (AT).

Sono state servite le seguenti portate:

- “Il gusto per cominciare”, cono di sesamo e gelato di cozze con cialdina croccante di guanciale;

- “L’olfatto che svela”, fumo e profumo di sgombro candito, affumicato all’antico sigaro Toscano,  marinato nelle erbe, marmellata di limone  e cruditè di ravanello;

- “L’udito crunchy crunch”, chips croccanti, fregola tapioca, riso soffiato aromatizzato allo zafferano e nero di seppia, intingolo di crema acida con gambero rosso;

- “Il tatto e il caldo”, crocchetta liquida di aglio e polpo;

- “La vista per inganno”, fritto di gamberi di fascina, lattarelli, alga duce, schioppetti, rossetto (in un vero e proprio stick) di salsa rosa;

- “Il senso ironico, White truffle Lady mangia e bevi cocktail”, granita di gelato White Lady, gelato di tartufo bianco con quenelle di tartufo;

- “Marinate marine”, crudo di bovino Razza Fassona in abbinamento marino, con tartare di pomodoro;

- “Gianduiotti” di ricotta ripieni di lepre con salsa di tartufo e funghi, piselli e pecorino;

- “Composizione d’anatroccolo, d’après (secondo) Angelo Paracucchi”, petto arrostito, coscia ricostruita, collo ripieno, marmellate di more con spinacio glaciale in abbinamento;

 - “Profumo di fiori”, gelato di grappa alla rosa con litchi (o ciliegia della Cina) e vaniglia;

- “Girandola di sensazioni zuccherine”.

La cucina di Luca Landi è esperta, precisa, attenta, divertente e mai scontata, coniuga con molta perizia la tradizione con la modernità e il gusto con l’estetica.

Luca dice che segue sempre la regola delle tre “R”: Rispetto (per gli ingredienti e la territorialità), Rigore (nell’esecuzione dei procedimenti per la realizzazione di ogni piatto), Ricetta (elaborare l’idea, trasformarla in pietanza mantenendo sempre i giusti equilibri, le giuste fasi di lavorazione e di cottura, l’armonica costruzione architettonica e cromatica).

In Cucina Luca è supportato dai validi Sous-Chef Simone Di Maio, Claudio Biondo, Cristian Cecconi e dalla Chef-Pâtissier Raissa Novelli (realizzatrice anche del magnifico pane della Casa).

La Brigata di Sala, molto efficiente e professionale, è guidata dalla brava responsabile Maitre e Sommelier Claudia Parigi, comprende il secondo Maitre Filippo Badalassi, la Chef de Range Sandra Pullia e la Commis de Range Ilaria Bonaccorsi.

A Luca Landi e al RistoranteLunasia”, in questi anni, sono arrivati molti premi e riconoscimenti, oltre ad ottime valutazioni su tutte le principali Guide Gastronomiche, compresa, dal 2012, la prestigiosa “Stella” della Michelin.

Un particolare ringraziamento per l’ospitalità va al gentilissimo Salvatore Madonna Amministratore Delegato del Gruppo Alberghiero Soft Living Place.  

Nell'accogliente RistoranteLunasia” del Green Park Resort di Tirrenia (PI), in Località Calabrone, nella più assoluta quiete e tranquillità, ho degustato il “Menu Estate 2014” del grande Chef Luca Landi, trovandolo ottimo, originale e creativo e ho colto l’occasione per festeggiare con lui suoi primi 40 anni.


 Ristorante Lunasia

c/o Green Park Resort

Via dei Tulipani, 1

Tirrenia (PI)

Tel. 050 3135711  



Alcuni Panini

Cono di Sesamo e Gelato di Cozze

Sgombro Candito Affumicato

Chips Croccanti e Crema Acida

Fritto e Rossetto di Salsa Rosa

La Carne Fassona Marinata

Gianduiotti di Ricotta

Gelato di Grappa alla Rosa

Girandola di Sensazioni Zuccherine

Salvatore Madonna

Luca Landi e Giorgio Dracopulos