mercoledì 4 gennaio 2017

“PASTA REVOLUTION” IL NUOVO INTERESSANTISSIMO E RICCHISSIMO LIBRO DI ELEONORA COZZELLA.




La “pasta” come alimento……. mettiamo dei punti fermi.

La “pasta” attraverso i secoli è stata ed è un alimento fondamentale della nostra tradizione gastronomica e non solo. 
E’ una tipologia di cibo che unisce, sin dalle epoche più lontane, l’Europa e l’Asia.

Possiamo risalire all’Età Neolitica, l’ultimo dei tre periodi che costituiscono l’Età della Pietra, si parla di oltre 9.000 anni prima di Cristo, quando le popolazioni divennero stanziali e iniziarono a coltivare cereali e ad allevare animali. 

Con l’uso della levigatura e della scoperta della ceramica vennero introdotte anche nuove forme di più lunga conservazione di quei cereali macinati e impastati con l’acqua che venivano cotti o lasciati essiccare al sole. 

Un tipo di alimento, la pasta, conosciuto anche dagli antichi Greci che la chiamavano  “laganon” (acqua e farina di grano duro in fogli sottili poi fritti). 
Successivamente i Romani  la definirono “pastam” descrivendo un miscuglio di farina impastata con acqua e con l’aggiunta di una qualsivoglia salsa.
In tutti questi casi si parla di un prodotto non bollito, ma messo a cuocere su piastre calde o dentro a dei forni.

Bisogna arrivare nel V° Secolo d.C. in Palestina per trovare tracce di pasta bollita e oltre l’Anno Mille, più precisamente intorno al XII° Secolo, per trovare le prime tracce di pasta secca introdotta in Sicilia con l’arrivo degli Arabi.

In quel tempo il lungimirante e super documentato geografo, cartografo e viaggiatore berbero Abū ‘Abd Allāh Muhammad ibn Muhammad ibn ‘Abd Allah ibn Idrīs al-Sabti  (1099 1165), più semplicemente chiamato “Al Idrisi il Siciliano”, cita una pasta secca a forma di fili, da loro denominata “itriyya”, prodotta nella colonia Araba di Palermo.  

L’Italia, con il suo clima particolarmente adatto per la coltivazione del grano duro, divenne presto il paese più importante per la produzione di pasta.

Nel Medioevo apparvero le paste forate, la pasta secca lunga e quella ripiena e nel XIV° Secolo vennero costituite le prime Corporazioni di Pastai
Fino poi ad arrivare nel XVI° Secolo alla nascita dei primi pastifici, a conduzione familiare, sorti nella penisola Italica in una zone particolarmente favorite dal clima, adatto per una lenta essiccazione della pasta, come a Gragnano in Provincia di Napoli.

Con le successive migliorie tecnologiche della rivoluzione industriale arriviamo alla pasta prodotta  in tempi più vicini a noi. 
La lavorazione della pasta, pur mantenendo fermi i dogmi della tradizione, si è modernizzata, in particolare per quanto riguarda la trafilatura.

La trafilatura è il passaggio della pasta nella “trafila”, il marchingegno, la macchina che da la forma desiderata alla pasta stessa a secondo dei formati desiderati. 
Impossibile non citare delle attuali  vere e proprie straordinarie eccellenze Italiche come la pasta “trafilata in bronzo” o quella “trafilata in oro”.

Proprio alla “pasta” e ai molteplici aspetti di questo “semplice miracolo” alimentare  (solo due ingredienti) che è dedicato il nuovo Libro di Eleonora Cozzella: “PASTA REVOLUTION”. 
Da sottolineare che già nel titolo la “revolution” si denota anche dalla “R” iniziale rovesciata.

La mia carissima e affascinante amica Eleonora Cozzella è nata in Sardegna, a Lanusei, in Provincia di Nuoro, il 27 Marzo 1974, ma ha vissuto a Civitavecchia, oggi Città Metropolitana di Roma Capitale

Dopo le Scuole dell’Obbligo e il Liceo Classico, si è Laureata in Filosofia all’Università degli Studi di Roma La Sapienza” e si è specializzata alla Scuola di Giornalismo alla Libera Università Internazionale degli Studi Sociali (LUISS) “Guido Carli” di Roma

Eleonora è una bravissima professionista che si dedica con grandissima dedizione e passione all’Enogastronomia; questo suo eccellere ha avuto negli anni moltissimi apprezzamenti e riconoscimenti (nel 2010, per esempio, è stata nominata “Giornalista Enogastronomica dell’Anno), da diversi anni lavora per il Gruppo Editoriale L’Espresso.

Il LibroPASTA REVOLUTION - LA PASTA CONQUISTA L’ALTA CUCINA”  è un bel libro di 160 pagine di carta lucida, in formato 19,3 x 24,7 cm., con la Copertina cartonata e grandi bandelle. Il Libro è pubblicato da “Giunti Editore”.

All’inizio del Libro, la “Presentazione” di Oscar Farinetti (classe 1954, famoso imprenditore del settore Enogastronomico): “E’ Difficile Essere Semplici”.

A seguire 60 pagine ricchissime di foto a colori e di “tutto” sulla “Pasta”, dalla storia, alle tipologie, ai formati, ai metodi di cottura, ai più sconosciuti particolari e alla rivalutazione che i grandi Chef, non solo Italiani, negli ultimi anni, hanno dato a questo fondamento della “nostra tavola”.

Da pagina 71 in poi il “Ricettario - Interpretazioni D’Autore” integrato (testualmente) da: “Citazioni, metafore, interpretazioni e perfino stravolgimenti, provocazioni, esperimenti, ricostruzioni filologicamente precise e novità assolute”.

Quaranta meravigliose ricette” di altrettanti straordinari Chef super famosi e super premiati (l’Elenco dei nomi è anche in Quarta di Copertina), dettagliatamente descritte e stupendamente illustrate. 

Le Ricette sono state selezionate tra le 160 presentate in Otto Edizioni della bella ManifestazioneIdentità di Pasta” che si svolge annualmente, a Milano, nel contesto del Congresso Internazionale degli Chef Identità Golose”.

Il LibroPASTA REVOLUTION - LA PASTA CONQUISTA L’ALTA CUCINA” di Eleonora Cozzella non è solo interessantissimo e ricchissimo di notizie e foto ma, con la solarità che contraddistingue l’autrice, vi farà amare ancora di più quella “grazia di Dio” che è la Pasta.   




La Copertina

La Quarta di Copertina con l'Elenco degli Chef

Eleonora Cozzella e Giorgio Dracopulos

domenica 1 gennaio 2017

“COME SI MANGIA L’OLIO” IL NUOVO BELLISSIMO E UTILISSIMO LIBRO DI ANDREA LEONARDI, FILIPPO FALUGIANI E MARCO PROVINCIALI.




Conoscete bene l’Olio Extra Vergine di Oliva?

Le piante di olivo selvatico (Olea Europaea Oleaster) esistono da millenni e l’uomo ha imparato a conoscerle da oltre 6000 anni.
Questa conoscenza venne approfondita, a partire dagli Armeni e successivamente anche dagli Egiziani, e queste straordinarie piante, non più selvatiche ma coltivate, da cui, grazie alla spremitura delle olive, si ricava quel magnifico prodotto che si chiama Olio, divennero essenziali per la vita dell’uomo.

Già 2000 anni a.C. nel Codice Babilonese (composto da 282 leggi), che porta il nome del Re Hammurabi (regnò dal 1792 al 1750 a.C.), si regolava la produzione e il commercio dell’olio d’oliva.
L’olio di oliva, prima per i Greci e poi per i Romani, fu fondamentale per lo sviluppo dell’agricoltura, del commercio e dell’alimentazione, ciò ne favorì la diffusione in tutto il bacino del Mediterraneo.

Siamo certi, grazie ai numerosi ritrovamenti archeologici, che l’olio di oliva veniva prodotto nella Penisola Italica già avanti Cristo, nei Secoli VIII e VII.

L’Italia geograficamente si prestava, e si presta, grazie al favorevole clima mediterraneo, allo sviluppo delle piante di olivo, in particolare l’Olea Europaea Sativa, le varietà da olio e da mensa.

Lucio Giunio Moderato Columella (4 - 70 d.C.), agricoltore e scrittore Romano di Agricoltura, nel I Secolo d.C., nel suo trattato, pervenutoci integro, in dodici volumi “De re Rustica”, definiva l’olivo come “il migliore albero esistente” (Olea prima omnium arborum est).

Nel mondo Romano si arrivò ben presto ad avere una classificazione di cinque tipologie di olio a seconda del momento in cui avveniva la raccolta e la spremitura:

- “Oleum Ex Albis Ulivis”, l’olio migliore, prodotto con olive verdi chiare raccolte manualmente e scelte una per una direttamente dalla pianta;

- “Oleum Viride”, quello fatto con olive più verdi e tendenti a scurirsi, prese sempre sulla pianta, buono ma non eccellente;

- “Oleum Maturum”, l’olio delle olive più mature, di qualità mediocre;

- “Oleum Caducum”, generato da frutti già caduti a terra, il meno buono;

- “Oleum Cibarium”, il risultato della spremitura delle olive peggiori, scartate e bacate, quest’ultimo olio, il più cattivo, era riservato agli schiavi.   

Sempre i Romani produssero anche selezioni particolari di olio di qualità come, ad esempio quello di Venafro (Venafrum), una zona particolarmente vocata nell’attuale Provincia di Isernia, e di conseguenza, visto che l’avidità umana è connaturata, arrivarono anche le contraffazioni. 
Infatti  c’era in circolazione molto olio scadente, come quello proveniente dall’Africa, che veniva usato esclusivamente per l’illuminazione.

L’olio d’oliva, attraverso i secoli, è sempre stato conosciuto per le sue virtù terapeutiche e organolettiche
Molti sono i suoi meriti, nella prevenzione dei disturbi dell’apparato digerente, grazie alla massima digeribilità e al fatto che viene assorbito interamente dall’intestino regolandone le funzioni. 
Oltre a ciò aiuta a prevenire e a curare molte altre malattie legate all’invecchiamento osseo e alle problematiche cardiovascolari.

Oggi la coltivazione dell’olivo viene praticata in più di 50 Paesi del Mondo, con una produzione, di livello e buona qualità, anche in quelli meno tradizionali come Messico, Cile, Perù, Argentina, Stati Uniti, e Sudafrica

L’Italia è il secondo produttore Mondiale di Olio di Oliva, dopo la Spagna, e la sua produzione migliore, l’Olio Extra Vergine di Oliva con denominazioni D.O.P. e I.G.P., è sicuramente ai massimi livelli.

Da poche settimane è uscito un nuovo importante Libro, di tre cari amici, pubblicato dalla “Edizioni Polistampa”: “COME SI MANGIA L’OLIO” di Andrea Leonardi, Filippo Falugiani e Marco Provinciali.

Come ben specificato, all’interno del Libro, è “Il primo manuale pratico di abbinamento gastronomico tra cibo e Olio Extra Vergine di Oliva”.

Il Libro, copertina cartonata, 176 pagine di carta preziosa e lucidissima, con i testi in Italiano e in Inglese (la traduzione è di Eurocontact Plus Onlus ), si presenta in modo del tutto eccezionale grazie al suo grande e magnifico formato (cm. 39,5 x 29,8). 

I testi sono stati curati da Franco Pasquini (Associazione A.N.A.P.O.O.), Filippo Falugiani (Associazione A.I.R.O.) e Andrea Leonardi (Agenzia di Comunicazione Superior ADV).
Le stupende fotografie a colori, anche giganti a doppia pagina, sono di Edoardo Sardano, Marco Provinciali e Andrea Leonardi.

Dopo una breve introduzione, di Stefano Mecocci Presidente FondazioneChiantiBanca” (Sponsor del Libro), e l’Indice, si entra nel vivo del tomo.

La Prima Parte, intitolata “L’Olio Extra Vergine di Oliva in Cucina”, comprende una seri di Capitoli dettagliati e fondamentali per comprendere l’Olio, che vanno dalla nascita della pianta alle olive, dall’uso che ne viene fatto in cucina (crudo e cotto), agli abbinamenti, per chiudere poi con l’elenco delle 166 diverse Varietà del nostro Paese e una serie di abbinamenti più particolari.

La Seconda Parte, “Elementi di Fisiologia Sensoriale”, ci illumina sulle degustazioni. 
A integrazione di questa Seconda Parte si trova anche una professionale “Scheda di Valutazione Sensoriale”.

La Terza Parte, la più “corposa”, anche per le foto delle bellissime preparazioni, è quella dedicata al “Ricettario”. 
Sei grandissimi Chef, non solo Italiani, e un Pizzaiolostellare”, super premiati e osannati da tutte le Guide Specializzate del settore, hanno preparato le loro più belle e buone realizzazioni dando, per ognuna, vari specifici suggerimenti per i migliori abbinamenti con le tipologie più consone di Olio Extra Vergine di Oliva.

Gigantidella Cucina come Gaetano Simonato, Vito Mollica, Lino Scarallo, Pietro Leeman, Guido Haverkock, Oliver Glowing e il “mago del forno a legna e dell’impasto da pizza”  Vincenzo Capuano, hanno interpretato, in diverse versioni ciascuno per un totale di 28 ricette, tutto il loro amore per l’Olio Extra Vergine di Oliva
La Terza Parte si conclude con le schede e le foto dedicate ai maestri sopra elencati.

A seguire una parte altrettanto importante, la “Carta degli Oli”, dove vengono illustrate 23 pregiate Aziende Produttrici e un loro Olio EVO di punta.

Infine troviamo la “Mappa delle Produttività Italiane” (Regioni con Oli Extra Vergine di Oliva a Denominazione D.O.P. e I.G.P.), una pagina dedicata al PremioIl Magnifico” e altre tre pagine di Cultura informativa.

Il “Premio Internazionale Il Magnifico”, dal 2013, premia ogni anno l’Olio, "il migliore tra i migliori del Mondo”, dopo una super selezione fatta da un severissimo Panel di famosi esperti.  

Che altro dire del nuovo interessantissimo LibroCOME SI MANGIA L’OLIO”, di Andrea Leonardi, Filippo Falugiani e Marco Provinciali, se non che è bellissimo e utilissimo.



La Quarta di Copertina

La Copertina

mercoledì 28 dicembre 2016

RISTORANTE HOTEL “LE FONTANELLE” A PRATO: UNA PREMUROSA, RAFFINATA ED ELEGANTE ACCOGLIENZA.




Prato è un grande Comune Toscano con più di 190.000 abitanti ed è anche il Capoluogo dell’omonima Provincia nata nel 1992.
La sua storia ha origini lontanissime che risalgono addirittura agli Etruschi.

Il Centro Storico di Prato, racchiuso dalle mura, è ricco di monumenti e luoghi d’interesse come il Duomo, consacrato a Santo Stefano, del XII Secolo, la Basilica di S. Maria delle Carceri, vero capolavoro di Architettura Rinascimentale completata nel 1495, il Castello dell’Imperatore, il Palazzo Pretorio del Secolo XIII (oggi sede di un bellissimo Museo), il Palazzo Comunale e moltissime altre strutture religiose e non che fanno di questa Città una meta per gli amanti delle attrattive storico-artistiche.

Prato è sempre stata una Città molto ricca, grazie anche all’eccellenza della sua “produzione tessile” che da secoli è uno dei fondamenti della sua economia. 
A testimonianza di tale fatto c’è anche lo specifico “Museo del Tessuto”.

Fin dagli inizi degli anni Novanta la Città e stata, proprio per le sue peculiarità in campo tessile,  interessata da una forte immigrazione proveniente dalla Cina.

A Prato si possono trovare anche moltissime eccellenze Enogastronomiche.

Nel 1716, per esempio, il Duca di Firenze e Granduca di Toscana Cosimo III de’ Medici (1642 - 1723) regolamentò, con norme definite e precise, i limiti geografici e la conseguente denominazione di “Carmignano”(Comune della Provincia Pratese), della produzione e vendita dei Vini di tale area, facendo nascere in tal modo una vera e propria “D.O.C.”, la prima nel Mondo
Proprio nel 2016, con una serie di bellissime Manifestazioni, si è festeggiato una ricorrenza del tutto eccezionale: “I 300 Anni del Carmignano”.

A Prato famosi e super premiati, in Italia e nel Mondo, Pasticceri, realizzano le loro specialità come, tra moltissime altre, anche i “Biscotti di Prato”.
E poi ci sono i Forni che, tra un’infinità di vari tipi di pane, producono la “Bozza Pratese”, un pane non salato che si abbina perfettamente alla “Mortadella di Prato”, ultimo dei Prodotti Tipici ad aver ottenuto il Marchio IGP.

A Prato in Località Le Fontanelle c’è un Ristorante/Hotel (prende il nome proprio dalla Località e da un vecchio Ristorante che molti anni fa, al tempo dell’austerity, nel 1973, era durato solo sei mesi) che è un esempio di quanta ottima gastronomia si può trovare in questa Città.

Il Ristorante/Hotel (4 Stelle) “Le Fontanelle” nasce nel 2000 dall’accurata ristrutturazione di un vecchio rustico risalente al 1700
Due piani immersi nel verde del Parco; al piano terra, la Reception, i Salotti, le Sale e la grande Cucina del Ristorante e al piano superiore 9 belle e accoglienti Camere
Non mancano spazi esterni, nel verde, per il Ristorante nella bella stagione, la grande Piscina e il Parcheggio Privato.

Il fabbricato “Le Fontanelle” è sorto ed esiste grazie alla volontà della Famiglia D’Aloisio ed è strategicamente ubicato in un contesto a dir poco eccezionale,  vicinissimo a “Le Pavoniere Golf & Country Club” e a 90 metri dal polmone verde di Prato il “Parco delle Cascine di Tavola”, complesso storico/monumentale e paesaggistico, di valore inestimabile, ex Villa Medicea.

Il 22 Dicembre 1960 nasce, in Abruzzo, nel piccolo (meno di 1000 abitanti) e antico Comune di Palmoli (Comunità Montana Medio Vastese) in Provincia di Chieti, Valentino D’Aloisio.

La sua Famiglia, pur avendo un’avviata attività di macelleria creata dai nonni, si occupa anche di organizzare rinfreschi alle feste e ai matrimoni; oggi questo tipo di lavoro si chiama “catering”.
Fin da ragazzino Valentino aiuta il suo Babbo Amedeo e suo Zio in questa attività che, col tempo, assume sempre più importanza portandoli anche fuori Regione.
Babbo Amedeo consiglia suo figlio Valentino, che ormai ha acquisito anche la passione per la ristorazione, d’intraprendere proprio la carriera in questo settore.

Per questo motivo, raggiunta l’età adatta, Valentino frequenta e si diploma, tra il 1975 e il 1977, all’Istituto Professionale Statale Servizi per l’Enogastronomia e l’Ospitalità AlberghieraFilippo De Cecco” di Pescara.
Durante le stagioni estive Valentino ha iniziato ha lavorare in un importante Ristorante vicino al Porto di Pescara e qui si appassiona alle straordinarie possibilità culinarie di tutto ciò che proviene dal Mare.

Appena diplomatosi, Valentino, a soli 17 anni, si trasferisce a Prato, entrando in Cucina da “Tonio”, un altro storico Ristorante, aperto nel 1950, specializzato in Cucina di Mare.

Dopo alcuni anni Valentino D’Aloisio decide di dedicarsi a un Locale suo e così apre, nel 1984, un Circolo Ristorante/Pizzeria presso il Centro Sportivo di Iolo (Località di Prato).
Ma le aspirazioni di Valentino sono ben altre e non si accontenta, vuole crescere, la sua aspirazione di fare una Cucina di livello deve trovare uno sbocco.

Nel 1985, Valentino, insieme ai suoi 4 fratelli, Giuseppe, Marco, Gianfranco e Carlo, iniziano la loro “avventura” sempre a Prato, in Via Traversa del Crocifisso (a pochi metri dall’attuale ubicazione), aprendo ex novo il RistoranteLe Fontanelle”. 
Negli anni successivi arriveranno di rinforzo anche le mogli.
Il Ristorante ha subito successo per l’ottimo servizio e l’alta qualità della Cucina.

Come ho già detto nel 2000, dopo l’acquisto del terreno con l’antico rustico e la sua importante ristrutturazione, è sorto il nuovo edificio Hotel/Ristorante che per alcuni anni, fino al 2010 è stato gestito in contemporanea. 
Da una parte il RistoranteLe Fontanelle”, dall’altra l’Hotel “Le Fontanelle” con il RistoranteValentino”.

Nel 2011 siamo giunti alla situazione che ritroviamo ai nostri giorni: lasciati i vecchi Locali in affitto il RistoranteLe Fontanelle” si è trasferito armi e bagagli all’Hotel
Il nome “Valentino” è stato definitivamente abbandonato.
In questa fase di transizione due fratelli di Valentino, Gianfranco e Carlo, con le loro Famiglie, sono tornati nel loro Paese d’origine, a Palmoli in Abruzzo, dove hanno aperto l’accogliente “Agriturismo Montefreddo”.

Il Ristorante/HotelLe Fontanelle” è estremamente ben curato in ogni più piccolo particolare.
La gentilissima e sorridente signora Malinconi Catia, moglie di Valentino, assistita dalla bellissima figlia Raissa (ha il portamento di una modella) accolgono gli ospiti mettendoli subito a proprio agio. 

Il Servizio di Sala è guidato, con esperienza e professionalità, dai due fratelli di Valentino, Giuseppe Sommelier F.I.S.A.R. e Marco Sommelier A.I.S., la loro Brigata è estremamente efficiente.

L’arredamento e la mise en place sono lodevoli.

La Carta dei Vini è molto importante, selezionata, ricca di Etichette Italiane ed Estere, in vari formati e annate, tanto da soddisfare anche i palati più esigenti. 
La Cantina, interrata, ha il suo indiscutibile fascino.

Il Menu è ampio, offre una vasta scelta di piatti, in gran parte di Mare, ma non manca la scelta di Terra
Ci sono anche due “Menu Degustazione” consigliati a prezzi diversi: “La Prua” e “Il Timone”.

Come si evince dalla vetrina di pesce freschissimo, posta in Sala davanti alla grande Cucina del Ristorante, lo Chef Valentino D’Aloisio rimane profondamente legato alla sua passione per il Mare
Il pesce arriva quotidianamente da Viareggio (LU) pescato da 4 barche locali, dal fornitissimo Mercato di Livorno e per certe tipologie anche dall’Adriatico.

Ma la cura che Valentino mette nelle sue preparazioni si denota anche da tutti quei piccoli particolari che fanno un grande Chef come l’uso dei prodotti provenienti dal suo personale “orto biologico” ubicato a 90 metri dal già citato polmone verde di Prato: il “Parco delle Cascine di Tavola”.

Ma veniamo alla degustazione fatta che è stata accompagnata da una buona bollicina Italiana:

- “Comarì del Salem 2007”, Franciacorta Extra Brut Millesimato, un Blend di Chardonnay e Pinot Bianco, 13,5% Vol., Degorgiato Aprile 2012, prodotto dall’Azienda “Uberti”, Viticoltori, a Erbusco (Brescia), dal 1793

In tavola l’ottimo Pane della Casa, assortito nelle varie forme e sapori, e l’Olio Extra Vergine di Oliva “Laudemio 2016” della Tenuta Cantagallo di “Pierazzuoli”. 

Sono state servite le seguenti portate:

- Ostriche;

- Crudité;

- Tagliolini fatti in casa con Calamaretti, Gamberetti e Broccoletti; 

- Rombo chiodato (magnifico 4,5 kg.) al forno;

- Piccola Pasticceria della Casa.

Le preparazioni del bravo Chef Valentino D’Aloisio sono l’espressione di tutta la passione e l’attenzione che mette nel suo lavoro.

Al Ristorante/HotelLe Fontanelle” di Prato ho trovato un’ottima Cucina, rigorosamente espressa e genuina, oltre a una premurosa, raffinata ed elegante accoglienza.

Un particolare e affettuoso ringraziamento, oltre a tutta la Famiglia D’Aloisio (Valentino, Catia, Raissa, Giuseppe, Marco), al mio carissimo amico il Giornalista Pratese Luca Managlia.



Vista di una Saletta

La Vetrina del Pesce

Una Vista della Cucina

Ostriche

Crudité

Tagliolini......

Lo Chef D'Aloisio e il Magnifico Rombo Chiodato

Giorgio Dracopulos e lo Chef Valentino D'Aloisio

Foto di Gruppo (Foto L. Managlia)

mercoledì 21 dicembre 2016

AL “FOUR SEASONS HOTEL FIRENZE” E’ TUTTO STRAORDINARIAMENTE MAGICO.




In Toscana nella “miticaCittà di Firenze (che per tutto il mondo non è solo una meravigliosa Città ma anche un faro splendente di arte e cultura) tra l’infinità di bellissimi monumenti ed edifici storici c’è, al numero civico 99 di Borgo Pinti, il Palazzo della Gherardesca oggi sede di uno degli alberghi più prestigiosi al mondo, il “Four Seasons Hotel Firenze” (5 Stelle).

La Four Seasons Hotels & Resorts è una Società Canadese, fondata nel 1960 da Isadore Sharp,  titolare di una catena con più di 100 Alberghi/Resort super accoglienti ubicati in posti bellissimi e sparsi in 35 Paesi del Mondo
In Italia, per ora, ci sono due strutture di questa catena, una a Milano e l’altra è quella di Firenze.

Il complesso del Palazzo della Gherardesca, rientrante nel patrimonio artistico nazionale, è composto da due grandi Edifici, il “Palazzo della Gherardesca” e il “Conventino”.

Il Primo è stato edificato tra il 1472 e il 1480, su progetto di Giuliano Giamberti da Sangallo (1445 -1516) architetto, ingegnere e scultore Fiorentino
Il Secondo risale al XVI secolo ed è stato in epoche passate sede di un convento dell’Ordine Religioso delle “ Serve di Maria Riparatrice”.
I due Edifici sono divisi dal fantastico parco botanico privato, il più grande di Firenze, 4,5 ettari, denominato il “Giardino della Gherardesca” (già Giardino Pinti).

Il Palazzo della Gherardesca è uno dei più importanti esempi di quello stile abitativo denominato “casini di delizie”, grandi e accoglienti case di città che in realtà sono bellissime Ville immerse nei colori dei loro parchi e giardini. 
Tutta la struttura, d’incredibile bellezza, si eleva intorno al grande cortile a forma quadra, studiato per sfruttare al massimo la luce naturale, con arcate a tutto sesto su pilastri quadrati, all’interno dei quali corre il loggiato con le volte a botte. 
Il tutto arricchito e decorato con una fine, preziosa serie di pitture e di bassorilievi. 

Dal 1940 al 1942 il Palazzo è stato risistemato e il cortile, per meglio preservarlo dalle aggressioni atmosferiche, è stato ricoperto con un lucernario; tutto il lavoro e stato progettato e seguito dall’Architetto Riminese Piero Sanpaolesi (1904 -1980) e dall’Architetto Montecatinese Raffaello Brizzi (1883 - 1946).

Il complesso, dopo essere stato rilevato dalla “Four Seasons Hotels & Resorts” nel 2001, è stato in sette anni meticolosamente restaurato, sotto il controllo della Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e della Soprintendenza delle Belle Arti
In questo periodo è avvenuto anche l’accurato recupero dell’infinità di opere d’arte in esso contenute.  
Dal 15 Giugno del 2008 tutto il Complesso del “Palazzo della Gherardesca” è una delle “perle” della catena alberghiera della “Four Seasons Hotels & Resorts”.

Il “Four Seasons Hotel Firenze” ha 116 straordinarie camere e suites, altre 37 sono al Conventino. Tutte sono diverse l’una dall’altra e ognuna ricca di dettagli unici (affreschi, fregi, bassorilievi, lucernari, soffitti istoriati, camini monumentali, ecc.). 
Poi c’è la piscina, il fitness centre, la libreria e la sala di lettura, i negozi, oltre a moltissimi altri servizi con i più alti standard di ospitalità
 
Un Hotel immerso in una straordinaria atmosfera per sentirsi “a casa quando si è lontani da casa”.

Sotto le feste di Natale quest’atmosfera è ancor più sentita anche grazie ai lussuosi e coreografici addobbi, che ogni anno, con uno straordinario gusto vengono preparati.

Al “Four Seasons Hotel Firenze” una particolarissima attenzione e cura viene dedicata anche all’enogastronomia di qualità con una predilezione per i prodotti e le ricette del Territorio.
I Ristoranti sono: “Al Fresco”, aperto nella bella stagione al bordo piscina, “La Magnolia” area ristorativa all’interno del Conventino, il lussuoso e accogliente spazio denominato ”Atrium Bar”, e fiore all’occhiello della struttura il “Il Palagio”.

Il termine “palagio” vuol dire “palazzo”, deriva dal Latinopalatium” e nel Medioevo indicava quegli edifici appena più grandi delle case-torri, oltre a quelli dove era ubicata la sede del podestà.

Il Palagio” è il Ristorante principale del “Four Seasons Hotel Firenze”, ubicato nelle ex scuderie del Palazzo oggi trasformate in una suggestiva, lussuosa e “suggestiva” sala dalle grandi colonne e il soffitto a volta. 
Una dozzina di comodi tavoli riccamente imbanditi per circa 55 coperti, nella bella stagione si cena all’aperto sulla terrazza.
La grande Sala del Ristorante gira intorno alla bella struttura a vetrine-frigo (piene di favolose etichette) che forma l’Enoteca, una bomboniera con bancone dove si possono degustare i selezionatissimi vini della Cantina, oltre 400 Etichette dall’Italia e dal Mondo, molti anche al bicchiere, una scelta favorita dalle loro macchine “enodispenser” ad azoto che migliorano la conservazione dei Vini aperti.

Il bravissimo e gentilissimo Vito Mollica (classe 1971) è l’Executive Chef del “Four Seasons Hotel Firenze” che con il RistoranteIl Palagio”, tra i tantissimi successi e riconoscimenti, ha avuto dalla Guida Rossa Michelin 2012 (pubblicata nel Novembre 2011) la prestigiosissima “Stella”. 
Da allora è stata sempre riconfermata. 

Al “Four Seasons Hotel FirenzeVito Mollica è coadiuvato da un grande Executive Pastry Chef come Domenico Di Clemente e da una Brigata di Cucina e di Sala particolarmente  efficienti e altamente professionali.

Ma veniamo alla degustazione fatta al RistoranteIl Palagio” in occasione del “pranzo degli auguri” (una tradizione assodata) di fine anno 2016.

Prima del pranzo un ricco aperitivo con molti appetitosi stuzzichini elegantemente serviti e accompagnati da “Montechiari Brut Donna Catherine” Vino Spumate di Qualità Metodo Classico, 100% Pinot Nero, 13% Vol., della Fattoria di Montechiari, di Moreno Panattoni, a Montecarlo (LU).

A pranzo, le varie portate sono state abbinate, ancora con il sopracitato Spumante e a:

- “Garfagnino Bianco 2015”, un particolare Blend di Viti Garfagnine e Chardonnay, prodotto dalla Cantina Bravi di Polla, Località Polla, Camporgiano (LU);

- “Fiulot Barbera d’Asti 2010”, 100% Barbera, prodotto dall’Azienda Prunotto di Alba (CN);

- “Moscato d’Asti 2015”, Moscato d’Asti D.O.C.G., 5,5% Vol., 100% Moscato di Canelli (Bianco), dell’Azienda Vitivinicola “I Vignaioli di Santo Stefano” di Santo Stefano Belbo (CN). 

In tavola il fragrante pane, le schiacciate e i grissini, della Casa, assortiti ai vari sapori.

Sono state servite le seguenti portate:

- Fagioli e bianchetti;

- Terrina di selvaggina e foie gras con insalata di puntarelle;

- Risotto ai carciofi con ragù di colombaccio;

- Carré di agnello arrostito con crema di patate al tartufo nero e cime di rape;

- Mont Blanc con sorbetto al mandarino;

- Piccola Pasticceria della Casa.

Tutto ben presentato e buonissimo.

La Cucina del grande Chef Vito Mollica è molto curata, attenta ed esperta, trasmette sensazioni positive ed esalta le buone materie prime usate trasformandole in deliziosi sapori. 

Il “Four Seasons Hotel Firenze” con i suoi trecento addetti è una “grande impresa” che necessità di una solida e sapiente guida come quella del General Manager Patrizio Cipollini.  
Patrizio Cipollini guida l’Hotel con grande rispetto e attenzione anche per tutto il suo Team, riuscendo in tal modo a sensibilizzare tutto il personale con enormi vantaggi sulla qualità dell’accoglienza.

Molte sono le iniziative a favore della Città, anche benefiche, che il “Four Seasons Hotel Firenze” prende durante tutto l’anno, ma quella che sicuramente coinvolge una moltitudine di persone è l’Open Day, giunto quest’anno alla Nona Edizione.

Per otto anni l’Evento è stato organizzato per raccogliere fondi a favore dell’Istituto degli Innocenti che ha realizzato diversi progetti per i bambini ospitati.
Quest’anno, a seguito del tragico e forte terremoto, che ha devastato alcune zone del Centro Italia, il Four Seasons Hotel Firenze, insieme al Comune di Firenze e all’Istituto degli Innocenti, hanno deciso di evolvere il ricavato dell’Open Day, al piccolissimo Comune di Cittareale (solo 417 abitanti) in Provincia di Rieti, per l’acquisto di uno “scuolabus”.

Domenica 18 Dicembre 2016, come sempre in questa occasione, è stato aperto il “Giardino della Gherardesca” e 8.000 visitatori si sono riversati, dalle ore 10:00 alle 16:00, tra giardini, alberi secolari e banchi del mercatino, ristorandosi con moltissime delizie.

Per tutta la giornata la musica di Radio Toscana ha allietato l’evento e ha effettuato in diretta molti collegamenti con la Manifestazione.

Per divertire i moltissimi bambini presenti c’erano la “Bottega dei Ragazzi dell’Istituto degli Innocenti”, “La Compagnia di Babbo Natale” e “La Bottega dei Grassi Nesi” con il suo laboratorio di decorazioni natalizie.

Alle ore 10:00 si è esibito il Coro Mani Bianche e alle 12:00 anche il Piccolo Coro del Melograno.
Per la prima volta all’Open Day si sono esibiti i coreografici e bravissimi “Bandierai degli Uffizi”, gli sbandieratori ufficiali di Firenze.

Nell’Area Ristoranti, erano presenti locali prestigiosi e famosi, con i loro rispettivi Chef, come l’Enoteca Pinchiorri, Buca Lapi, La Giostra, La Tenda Rossa, Borgo San Jacopo, Se.Sto On Arno, Touch Florence e lo stesso Il Palagio del Four Seasons. 
Tutti hanno preparato, con grandissimo successo e gioia dei presenti, le loro specialità Toscane più appetitose.

Il buon cuore di tutti i partecipanti e la loro straordinaria solidarietà hanno portato, a fine giornata, al raggiungimento di donazioni per ben 60.000 euro.

Tra lo Staff dell’Hotel un particolare ringraziamento, oltre a tutti coloro che mi hanno splendidamente accolto, aiutato e servito, va agli amici Patrizio Cipollini, Vito Mollica e Domenico Di Clemente, oltreché alla gentilissima Caroline Mennetrier Direttrice del Pr e del Marketing Communication.

Un forte abbraccio super affettuoso alla mia cara amica PR Coordinator Claudia Porrello che dopo sei anni di eccellente collaborazione lascia, per sua scelta, l’incarico al “Four Seasons Hotel Firenze”.

Grazie a tutti i suoi infiniti, meravigliosi pregi e alla straordinaria e lussuosa accoglienza, il “Four Seasons Hotel Firenze” è un posto da sogno dove tutto è straordinariamente magico,




Addobbi di Natale

Una Vista Interna

"Atrium Bar"

Ristorante "Il Palagio": La Sala

Gli Chef e la Brigata di Cucina

Fagioli......

Terrina......

Risotto......

Carré di Agnello......

Mont Blanc......

Vito Mollica e Domenico Di Clemente

Patrizio Cipollini e Giorgio Dracopulos