giovedì 2 luglio 2020

SONO NATI NEL 1985 I COLTELLI GIAPPONESI “GLOBAL” MA SONO LEGATI ALLA TRADIZIONE DELLE LEGGENDARIE LAME DEI SAMURAI.




Tra i tantissimi aspetti estremamente affascinanti che esprime quello straordinario Paese che si chiama Giappone ce ne è uno che,  fin da piccolo, mi ha sempre appassionato: 
i “Samurai”. 

Il loro nome deriva dal verbo Nipponicosaburao” che significa “servire” o “tenersi a lato” in quanto “servitore”.

I “Samurai” (in Giapponese oppure サムライ) erano importanti Guerrieri del Giappone Feudale che servivano un “Daimyō” (Grande Nome) un Nobile del Tempo (dal XII al XIX Secolo). 
Chi perdeva il proprio “Daimyō” a causa della sua morte o perché ne aveva perso la fiducia e il favore veniva chiamato “Rōnin” (Uomo Onda, nel senso di Libero da Vincoli), un termine sempre dispregiativo.

I “Samuraidovevano seguire un rigidissimoCodice d’Onoredenominato “Bushidō” (武士道 - Via del Guerriero) un vero e proprio rigoroso stile di vita.

Questi Guerrieri usavano una grande quantità di armi quando combattevano, sia a cavallo sia a piedi, quasi sempre armi bianche, infatti consideravano quelle da fuoco disonorevoli, ma l’arma per eccellenza, la vera anima dell’armigero era la sua spada
la “Katana”.

Con il “Rinnovamento Meiji”, il radicale cambiamento della struttura sociale e politica del Giappone che, tra il 1866 e il 1869, riconsegnò tutto il potere nelle mani dell’Imperatore Mutsuhito dopo Secoli di dominio dei Signori Feudali (Shōgun), la Classe dei Samurai fu abolita in favore di un Esercito Nazionale di tipo Occidentale
Ma l’uso della “Katana” rimase per gli Ufficiali e i Sottufficiali delle nuove Forze Armate.

Successivamente alla fine della Seconda Guerra Mondiale (1939 - 1945) il Giappone piegato da ben dueesplosioni atomiche” dovette subire l’occupazione Americana che, tra le altre infinite sanzioni, impose anche il divieto assoluto di produrreKatane”. 
Divieto poi superato passati alcuni decenni.

La “Katana” (カタナ) è un’arma bianca a lama curva e a taglio singolo, lunga più di due “shaku” (60,6 cm.), con la particolare impugnatura a due mani
La spada veniva portata infilata nella cintura tipica Giapponese (- Obi), praticamente una fusciacca
La spada andava tenuta con il filo sempre rivolto verso l’alto in modo che si potesse sguainare rapidamente e che l’affilatura non si sciupasse con lo sfregamento all’interno del fodero.

La produzione in Giappone di spade in ferro risale alla fine del IV Secolo quando i Mongoli provenienti dalla Corea lo invasero
Ma laKatana come la conosciamo noi nasce intorno al 1400 dopo Secoli in cui si erano affinate moltissimo le tecniche costruttive delle armi bianche.

Per Centinaia di Anni i Maestri Armaioli Giapponesi hanno tramandato di generazione in generazione le super segrete tecniche per fare delle vere opere d’arte come sono le Katane”. 
Ogni spada è stata creata rispettando il motto “haja kenshô”, un’espressione della Religione Buddhista che si può tradurre in “vincere l’iniquità e render manifesta la giustizia”.

Troppo lungo sarebbe descrivere i materiali, i molti accuratissimi passaggi e i tempi (anche Tre Mesi) che servono per la realizzazione di una sola “Katana”, ma si può dire che queste spade di speciale acciaio Giapponese raggiungono dei livelli di resistenza e affilatura davvero incredibili.

Quando gli Americani, come già accennato, proibirono la produzione delle mitiche “Katane”, tutta l’industria Artigianale che le realizzava dovette riciclarsi e indirizzare la propria millenaria esperienza nella forgiatura verso un altro settore: 
la “Coltelleria”.

Ecco perché i Coltelli da CucinaGiapponesi hanno per gli Chef di tutto il Mondo, oltre a un contenuto tecnico funzionale unico anche una fascinosa e magica aurea

Sicuramente le lame di questi coltelli, vere e proprie identità Giapponesi, cosi taglienti agevolano e migliorano tutti gli aspetti nel momento in cui entrano nelle attività di Cucina, ma conta anche la particolare filosofia che questo Popolo Orientale ha nel rapportarsi con la natura e con il cibo.

Tra le prime a nascere nel nuovo settore delle posate e della Coltelleria è stata l’AziendaYoshida Metal Industry Co. Ltd”.

La “Yoshida Metal Industry Co. Ltd”, meglio conosciuta come “Yoshikin”, è nata, nel 1954, nella Regione di Tsubame-Sanjo (Prefettura di Niigata) sulla Costa Occidentale dell’Isola di Honshu, grazie al suo fondatore Yuuzo Watanabe

La Prefettura di Niigata è considerata il cuore del “distretto dell’acciaio” Giapponese.

La Società è nata con una filosofia Orientale ben precisa: 
"Cucinare non è un semplice lavoro domestico, ma si tratta di creare un forte legame tra le persone che amiamo. La cottura, poi, inizia sempre dal taglio “chirurgico” degli ingredienti".  

Dopo i primi anni di una produzione varia di stoviglie nel 1960 la “Yoshikin”, ha iniziato a concentrarsi sulle lame di acciaio inossidabile ad alto tenore di carbonio con l’intento di fornire alla Clientela prodotti di altissima qualità.

Fino ad allora la maggior parte dei coltelli prodotti in tutto il Paese erano si realizzati in acciaio di carbonio dalla nitidezza eccezionale ma richiedevano un’attentissima manutenzione per evitare di arrugginirsi. 
Inoltre i manici in legno necessitavano spesso di sostituzioni a causa del decadimento dovuto alla penetrazione dell’acqua.

Successivamente, dopo aver sviluppato ancor di più le tecniche di fabbricazione, nel 1983, la “Yoshida Metal Industry Co. Ltd”, grazie anche al fondamentale apporto del designer Giapponese Komin Yamada (nato a Tokyo, classe 1947), ha realizzato la super innovativa lineaGlobal” stabilendo nuovi parametri nel mondo della coltelleria riguardo a maneggevolezza, qualità, design e affilatura delle lame.

LaLinea Globalper prima ha introdotto il concetto rivoluzionario dei coltelli in acciaio inossidabile di costruzione monopezzo, dove l’impugnatura (due pezzi) e la lama sono integrate (saldate) in un pezzo unico.

Il successo nel Mondo dei “Coltelli Global” è arrivato poi nel 1988 quando vennero presentati in Germania alla Fiera Internazionale di Francoforte (per ampiezza di superficie la seconda Fiera più grande al Mondo).

Dal 2002 ancora un passo avanti per i coltelli “Global” con l’uso dello speciale acciaioCromova 18”, acciaioinoxal molibdeno-vanadio con una percentuale molto alta (18%) di cromo
Questo acciaio subisce un processo di tempra a oltre 1000 gradi e successivamente viene sottoposto a un rapido processo di raffreddamento. 

Il metodo descritto, in sintesi, permette di ottenere un grado di durezza 56/58 HRC, secondo la Scala Rockwell, ottimale per garantire una perfetta affilatura e un’eccellente tenuta del filo.

La “Scala Rockwell” è la prova di durezza dei materiali e si realizza con penetratori di forma conica realizzati in diamante e con quelli di forma sferica realizzati in carburo di tungsteno. 
Il termine “HRC” indica che la prova è stata fatta con un penetratore conico di diamante, quello per i materiali più duri; se ci fosse stata la sigla “HRB” il penetratore sarebbe stato a sfera.  

Questo metodo fu messo appunto da due Statunitensi, Hugh M. Rockwell (1890 - 1957) e Stanley P. Rockwell (1886 - 1940), e brevettato nel 1914.

IColtelli Global” sono fatti con un acciaio magnifico e hanno una straordinaria affilatura fatta a mano, in tre fasi successive e da tre Artigiani diversi, con tutta la sapienza della più antica arte Giapponese.

Questi Coltelli oltre a tutto ciò hanno anche un’altra speciale peculiarità: 
nel manico cavo in acciaio è stata introdotta della sabbia per ottenere un perfetto bilanciamento
La forma anatomica dei manici  e la complessiva leggerezza dei coltelli riducono notevolmente l’affaticamento dell’utilizzatore soprattutto nell’uso prolungato: 
il Coltello è fatto in modo da diventare l’estensione del braccio.

Nella “Linea Global” ci sono anche una serie di utilissimi accessori come: 
Affilacoltelli Classici e a Rotelle, Spatole, Borse, Ceppi, Barre Magnetiche, Pietre Tradizionali per Affilare ad Acqua e Pietre Sintetiche in Ceramica.

I Coltelli della “Linea Global” dal 1988 in poi hanno vinto una serie infinita di Premi e Riconoscimenti Nazionali e Internazionali.

Oggi la “Yoshida Metal Industry Co. Ltd” ha come Presidente Masahito Watanabe e oltre 100 dipendenti tra uomini e donne
Da sottolineare che ogni Operaio è super specializzato solo in una delle tanti fasi di produzione dei Coltelli

A Tokyo a Minato, uno dei 23 Quartieri Speciali in cui è divisa la Capitale Giapponese, nella Zona Commerciale, Turistica e Internazionale di Roppongi c’è un bellissimo Negozio dellaYoshida Metal Industry Co. Ltd”, il “Yoshikin Shop Roppongi”, dove, da Lunedì 20 Gennaio 2020, è possibile anche farsi personalizzare con il laser alcuni coltelli selezionati per l’esportazione.

I Coltelli dellaLinea Globalsono oggi amati dai più grandi Chef del Mondo e non solo
In essi, fin dall’apertura della confezione, si ritrova una straordinaria accuratezza, un’eccelsa qualità, un grande fascino e tutta la Filosofia che riporta a quella tradizione legata alle leggendarie lame dei Samurai.







Samurai

Katane

La Prima Sede dell'Azienda

Coltelli Global

L'Arte

La Perfezione del Taglio

Professionalità

Ceppo

Confezione Regalo

“Yoshikin Shop Roppongi”

Il Logo

venerdì 26 giugno 2020

“ZAFFERANO DEL SULCIS”: UN’AZIENDA AGRICOLA BIOLOGICA CHE ESPRIME AL MEGLIO TUTTA LA MAGIA DELL’ORO ROSSO DELLA SARDEGNA.




La  Sardegna è per estensione la seconda Isola del Mediterraneo (dopo la Sicilia), è lunga 270 km. e larga 145 km., con ben 1.897 km. di Coste e la sua superficie raggiunge i 24.100 Chilometri Quadrati

Il Promontorio di Capo Ferro, sulla Costa Nord-est dell’Isola, nel Comune di Arzachena (SS), è il punto più vicino alla Penisola Italica, dista dal Toscano Monte Argentario 188 km. di Mar Tirreno, mentre 10 km. meno (178) la separano dalle Coste Tunisine e dal Continente Africano.

Il Territorio dell’Isola è prevalentemente composto da Colline e Altopiani Rocciosi, seguono le Zone pianeggianti e poi le Montagne
I Fiumi più importanti, per esigenze non solo idriche, sono sbarrati da imponenti Dighe che formano grandi Laghi Artificiali.

Il Clima è Mediterraneo, lunghi periodi di siccità Estiva e Inverni piovosi con temperature miti
Tale fatto, attraverso i Secoli, ha permesso lo sviluppo di molte attività dell’uomo. 
Si è sviluppata l’Agricoltura, specialmente quella cerealicola, la Pesca e l’Allevamento in particolare Ovino.

L’Isola ha anche il sottosuolo più ricco di Minerali di tutta Italia
Ciò ha permesso fin da tempi antichissimi l’apertura di molti Centri Minerari per l’estrazione di ossidiana, argento, zinco, rame.  
Dall’Ottocento in poi furono aperte anche Miniere di antimonio, bauxite, oro e carbone

Estrazioni così importanti portarono a nuovi insediamenti tantoché nel 1937, nel Sud dell’Isola, fu edificata, per volontà del Governo di allora, una intera nuova Città per sostenere gli addetti a questo settore e le loro famiglie: Carbonia.  

Partendo da Carbonia e percorrendo per circa 17 km. (20 minuti) la Strada Provinciale 78 verso l’interno dell’Isola si arriva nel cuore di un antico bacino geologico e al piccolo (3.100 Abitanti) Comune di Narcao.

Siamo nella nuova ProvinciaSud Sardegna” (SU) costituita nel 2016 ma anche nel Territorio che da Secoli viene denominatoSulcis” e che si estende nella porzione Sud-occidentale dell’Isola.

Nella Zona di Narcao i primi insediamenti, grazie anche alle numerose grotte presenti sulle colline, risalgono ad alcuni Millenni a.C., e successivamente tra il 3400 a. C. e il 600 a. C. (Età del Bronzo) anche qui si diffuse la Civiltà Nuragica.

La Civiltà Nuragica è l’interessantissima Civiltà degli Antichi Sardi che deve il suo nome ai “Nuraghi” le imponenti e affascinanti costruzioni megalitiche (fatte con le pietre) sulle cui effettive funzioni non siamo ancora giunti a definirne lo scopo.

Narcao inizialmente, attorno all’Anno Mille, era una Villa con vasti terreni di proprietà, era sorta in questo luogo grazie alle numerose sorgenti del luogo, una vera ricchezza che rendeva la campagna estremamente fertile. 
Questa fertilità portò anche numerosi Monaci Benedettini a insediarsi in queste Terre.
Nel 1323, con l’arrivo degli Aragonesi, Narcao era già diventata un Paese con più di 400 abitanti. Nei Secoli successivi però le continue incursioni dei Pirati che arrivavano dal Mare fino all’interno dell’Isola fecero decadere il Territorio.

La vera rinascita di Narcao avvenne alla fine del XVIII Secolo quando qui s’insediarono Contadini e  Pastori provenienti per lo più dalla vasta Area Montuosa dell’Isola denominata Barbagia.

Oggi Narcao conserva il suo passato soprattutto in ritrovamenti archeologici di resti Nuragici e Romani, e alcune Chiese di costruzione molto più vicine a noi e a ben sei Miniere dismesse.

Una delle 12 Frazioni del Comune di Narcao èIs Sais Superiore” e proprio qui al Civico 2/C c’è l’AziendaZafferano del Sulcis” di cui oggi Vi voglio parlare.

Ma prima devo aggiungere alcune cose a riguardo dello “Zafferano”.

Lo “Zafferano” è una preziosissima Spezia che si ottiene da solo 3Stigmi” (la parti superiori del pistillo) di bellissimi Fiori di colore violetto
Il nome scientifico della Pianta che produce questi Fiori èCrocus Sativus”, così è stata denominata dal Medico, Botanico e Naturalista Svedese, Carl Nilsson Linnaeus (1707-1778), considerato l’ideatore della classificazione scientifica moderna di tutti gli organismi viventi.

Il “Crocus Sativus” è una pianta perenne (così sono denominate quelle che vivono più di due anni) della Famiglia delleIridaceae” che viene coltivata in Asia Minore e in molti Paesi del Bacino del Mediterraneo

In Italia le colture più estese si trovano nella Marche, in Abruzzo, in Sicilia e in Sardegna, ma ci sono coltivazioni degne di nota anche in Umbria, Basilicata e Toscana.

Lo “Zafferano” è frutto, sia nella coltivazione a lungo termine che nel raccolto e lavorazione, di un faticoso ed esclusivo lavoro manuale, tale condizione, unita al fatto che per ogni chilo di zafferano raccolto (considerate che per un grammo ci vogliono gli stigmi di più di 150 fioricon l’essiccazione se ne perde il 70%, rende il suo prezzo molto, molto alto.

Ma torniamo all’Azienda AgricolaZafferano del Sulcis” che nasce nel 2016 con un meritevole progetto di Agricoltura Sociale portato avanti da un gruppo di Persone volenterose e concrete allo scopo di valorizzare Territorio e Produzioni Tradizionali Locali.

L’AziendaZafferano del Sulcis” è un’Impresa Familiare costituita su Terreni già di proprietà in anni precedenti, circa 10 Ettari comprensivi di superfici boschive, dove Antonio Corda, grande lavoratore e appassionato Agricoltore, aveva iniziato a coltivare e allevare (pastorizia) costituendo una Società Cooperativa appena finita la Seconda Guerra Mondiale (1939 - 1945).

L’AziendaZafferano del Sulcis” è nata grazie alla fondamentale spinta di Giampaolo Corda (Nipote di Antonio, classe 1969) che, pur essendo nato a Brescia dall’unione di Vincenzo Corda (uno dei Figli di Antonio, classe 1942) con sua Moglie Lucia, non ha più potuto resistere al fascinoso richiamo della Terra di origine della sua Famiglia.

Ecco che con Giampaolo Corda, Amministratore Delegato, con il fondamentale supporto di Babbo Vincenzo, dello Zio Angelo (Fratello di Vincenzo, classe 1952) e del Socio Domenico Superti (classe 1968), ha iniziato a coltivare, tra l’altro, Piante diCrocus Sativusin questa Zona della Sardegna dove non era stato mai fatto.

Nei 10 Ettari dell’Azienda, oggi Certificata Biologica, si producono Zafferano, Mirto, Corbezzolo e Lentisco
Di “Zafferano”, coltivato in circa un Ettaro (ma l’estensione di tale cultura è in aumento)  se ne ottengono più di 3 kg. che dopo l’essiccazione diventa più di 1 kg. di prodotto finito di grande qualità.  

Le favorevoli peculiarità dei terreni, dove abbonda lo scisto (roccia metamorfica a grana medio-grossa) che permette di mantenere più a lungo l’umidità, unite al grande impegno messo da tutti gli addetti ha permesso all’AziendaZafferano del Sulcis” di raggiungere in breve tempo notevoli successi. 
Ecco che sono arrivati a produrre anche Limoni, Olio Extra Vergine di Oliva, Capperi, Carciofini sott’Olio, Essenza di Mirto e Olio di Lentisco.

Tra le infinite preparazione che si possono fare con lo “Zafferano” tra le più classiche posso citare “il risotto allo zafferano” (indimenticabile per me il mitico “Risotto allo Zafferano e Foglia d’Oro” del grande Maestro e Cuoco Milanese Gualtiero Marchesi, 1930 - 2017) e vari tipi di “pasta allo zafferano”. 
Per tale motivo Giampaolo Corda, con il supporto e l’approvazione di tutti, ha iniziato la distribuzione due Marchi di alta qualità che si legano perfettamente con lo Zafferano

Credo che non ci sia di meglio che le parole di Giampaolo Corda per descrivere la passione e l’impegno che all’AziendaZafferano del Sulcis” tutti mettono nel loro lavoro: 
In questi anni abbiamo affinato le tecniche di coltivazione e i nostri prodotti hanno ottenuto le certificazioni di altissima qualità. 
Il nostro obbiettivo era ed è di garantire a tutta la nostra Clientela una qualità che si fonda su antiche tradizioni contadine e tecniche moderne, assicurando l’assoluta sostenibilità di ciò che produciamo e facciamo. 
La realtà a gestione familiare insieme alla cura quasi maniacale che mettiamo in ogni fase di lavorazione e produzione è la nostra forza. 
Siamo felici di salvaguardare, con il nostro impegno e la nostra passione, uno dei Territori più belli della Sardegna e dell’Italia tutta e siamo estremamente fieri di portare sulle tavole del Mondo sublimi sapori e sincere emozioni”.

L’Azienda Agricola BiologicaZafferano del Sulcisesprime sicuramente al meglio la magia dell’oro rosso della Sardegna e non solo.




Un Territorio Affascinante 
(Foto Zafferano del Sulcis)

Stigmi (Foto Zafferano del Sulcis)

Riso Sardo "Passiu"

"Risotto allo Zafferano e Foglia d'Oro" 
del Grande Maestro Gualtiero Marchesi

Pasta Artigianale Sarda Gustos

Vasetti di Zafferano (Foto Zafferano del Sulcis)

venerdì 19 giugno 2020

ALLA TRATTORIA PIZZERIA “LE RADICI” DI VIAREGGIO (LU) UNA SPECIALE ACCOGLIENZA E UNA GUSTOSA CUCINA DI GRANDE QUALITÀ.




In Botanica con il termine “Radici” si denominano quegli organi delle Piante che sono specializzati nell’assorbire l’Acqua e i Sali Minerali dal Terreno
le “Radici” sono fondamentali per la vita delle Piante e per lo sviluppo dei germogli.

Le “Radici” hanno anche molte altre funzioni come quella, nella maggior parte dei casi, di ancorare la Piante al Terreno.

Ecco perché lo Chef/Patron Massimo Barsotti, per sottolineare il suo grande amore e attaccamento per la Terra e ciò che offre, ha voluto battezzare la sua Trattoria/Pizzeria di Viareggio (LU) proprio con il nome “Le Radici”.

La Città di Viareggio è giustamente nota per molti aspetti positivi
Si tratta di una bella e storica Località adagiata nel tratto costiero rientrante nella Provincia di Lucca ed è un’accogliente Centro turistico/balneare
Le sue lunghe e sabbiose spiagge sono bagnate, per la gioia dei vacanzieri, dalle acque del Mar Ligure
La Cittadina alle spalle è incorniciata dal suggestivo panorama delle Alpi Apuane e ai lati dalle grandi, verdeggianti e rilassanti Pinete.

A Viareggio si svolgono innumerevoli belle manifestazioni estive e un’intensa vita mondana tutto l’anno, dal lontano 1873 poi c’è anche uno dei Carnevali più coreografici, ricchi, divertenti e famosi del Mondo.

Viareggio con il suo Canale navigabile e la sua Darsena ha anche una Storia di Barche e di Pescatori.

Proprio dalle ultime abitazioni della Darsena verso Sud, in direzione la Marina di Torre del Lago Puccini (Torre del Lago è l’unica Frazione di Viareggio), parte quella verdeggiante e affascinante lunga Strada alberata denominata “Viale dei Tigli”. 
Il Viale lungo quasi 5 Km. è un meraviglioso “tunnel” formato dai rami di Tigli e Pini.

All’inizio del Viale dei Tigli, dalla parte Viareggina, al Civico 15, è ubicata la Trattoria/PizzeriaLe Radici” di Massimo Barsotti.

Massimo è nato a Pietrasanta (LU) il giorno 8 del Mese di Maggio del 1972
La sua Famiglia era originaria della Garfagnana (area storico/geografica montana della Provincia di Lucca) i Bisnonni si erano trasferiti sulla Costa per motivi di lavoro

Suo Nonno Materno aveva da anni la TrattoriaLa Sosta” in Via Aurelia Nord, sempre a Viareggio, dove è nata, cresciuta e poi ha lavorato in Cucina anche la Mamma di Massimo
Fin da piccolo Massimo, cresciuto anche Lui nella Trattoria di Famiglia, ha iniziato ad appassionarsi alla Cucina
la sua prima preparazione da piccolo, era alle Scuole Elementari, è stata “il coniglio in umido con le olive”.

Dopo le Scuole dell’Obbligo e le Superiori, dove Massimo si è diplomato Perito Elettrotecnico, ha fatto il Servizio Militare
Ma la passione e il richiamo per la Cucina era troppo forte e di conseguenza, nel 1991, è entrato da giovanissimo al Ristorante del Bagno Piave di Viareggio, a Città Giardino, subito come Cuoco
Vi resterà fino alla fine del 1995 quando ha aperto il suo primo Locale, insieme a Lita la sua Mamma e al Fratello Andrea, la Trattoria ilBurlamacco” (Maschera Ufficiale del Carnevale di Viareggio) dentro la Stazioncina di Viareggio Scalo.  

La Vecchia Stazione di Viareggio (o Viareggio Scalo) è stata la prima Stazione della Località, inaugurata il 15 Aprile del 1861, anni dopo, il 13 Giugno del 1936, fu inaugurata in posizione più centrale la Nuova, bella e grande Stazione progettata dall’Architetto Romano Roberto Narducci (1887 - 1979), in seguito nel 1994 la Stazione Viareggio Scalo fu dismessa dalle Ferrovie

Il 12 Maggio 2013 Massimo è felicemente convolato a nozze con Barbara Grifoni, dalla loro unione sono nati tre bellissimi Figli
Edoardo, Filippo e Niccolò, il piccolino, nato da pochi mesi.

Massimo Barsotti ha continuato a lavorare con la sua TrattoriaBurlamacco” alla Vecchia Stazione fino al 2016, poi causa difficoltà, con le Ferrovie per la struttura, decise di cambiare ambiente.

Il 20 Luglio 2017, dopo importanti e onerosi lavori ha inaugurato il suo nuovo Locale ubicato, come già accennato, in Viale dei Tigli al Civico 15.

La Trattoria/PizzeriaLe Radici” è molto accogliente e luminosa. 
Entrando dalla Porta a Vetri, all’ingresso a destra, troviamo il Bancone Bar, di fronte il Grande Piano di Servizio con alle spalle la Cucina, il Forno a Legna e la Griglia
Proseguendo a sinistra si entra nella Sala vetrata su tre lati, molto comoda per più di 40 coperti
Con la buona stagione si può sfruttare un bel Dehors.

Il Menu offre una bella selezione di Piatti di Terra compresa la Selvaggina, Massimo da sempre è anche Cacciatore, ma non mancano alcune prelibatezze di Mare, poi c’è un’ampia scelta di Pizze Rosse e Bianche, Calzoni e Focacce.

La Carta dei Vini è importante, circa 200 Etichette super selezionate tra Champagne, Spumanti, Vini Bianchi, Rossi e Rosati, da tutte le Zone più importanti d’Italia e anche dalla Francia.

Ma veniamo alla degustazione che è stata accompagnata da Vini molto interessanti:

- “Monopolio Lessini Durello Millesimato 2018”, Lessini Durello D.O.C. Spumante Brut, 100% Durella (Vitigno Autoctono dei Monti Lessini) , 12% Vol., prodotto dalla Cantina di Gambellara;

- “Borgo Salcetino 2018”, Chianti Classico D.O.C.G, 95% Sangiovese e 5% Canaiolo, 13% Vol., prodotto dall’Azienda Livon;

- “Casalferro 2010”, Toscana Rosso I.G.T., 100% Merlot, 14% Vol., prodotto dall’Azienda Ricasoli.

Sono state servite le seguenti portate:

- Tartara di manzo femmina, certificata nata ed allevata in Toscana (Val di Cecina) con carciofini sott’olio, giardiniera artigianale, cipolline in agro dolce e aceto balsamico, salsa tartara;

- Vassoi di Affettati - Mortadella al tartufo, Pancetta affinata nel rosmarino, Salame (denominato “mortadella”) affinato nel vino bianco, Bresaola con rucola e scaglie di grana;

- Maccheroncini di pasta fresca al sugo di Folaga;

- Arrosto morto di Selvaggina assortita con Cinta Senese, Salsicce e Pane abbrustolito;

- Torta di mele.

Tutto buonissimo, la Cucina di Massimo Barsotti è sincera e naturale, tradizionale e curata, la ricerca di valide materie prime è la filosofia che lo supporta e lo contraddistingue.

Alla Trattoria/Pizzeria Le Radicidello Chef Patron Massimo Barsotti, a Viareggio (LU), ho trovato una speciale accoglienza e una gustosa Cucina di qualità.



"Burlamacco"......

"Le Radici"......

Massimo Barsotti (Foto Le Radici)

Il Forno a Legna

La Griglia

La Sala (Foto Le Radici)

Il Dehors (Foto Le Radici)

Buona Scelta di Vini......

Tartare......

Affettati......

Maccheroncini al Sugo di Folaga

Arrosto morto di Selvaggina......

Massimo Barsotti e Giorgio Dracopulos