lunedì 19 ottobre 2020

CON BIBI E BENEDICTE GRAETZ PER FESTEGGIARE L’ARRIVO DELLE UVE NELLA NUOVA CANTINA DI VILLA AURORA A FIESOLE (FI).



Kurt Erich Suckert (1898 - 1957) famoso scrittore, giornalista, militare e poeta Toscano da tutti conosciuto come Curzio Malaparte ha scritto: “La Toscana è paesaggio magico dove tutto è gentile intorno, tutto è antico e nuovo”.

Un’antichissima Leggenda narra che Atlante (epica figura mitologica dell’Antica Grecia), dopo aver soggiornato in Africa, giunse in Spagna attraverso Gibilterra, proseguì poi percorrendo le terre di Francia e attraversò le Alpi fino in Italia. Stanco di tanto viaggiare, Atlante, chiese ad Apollo (divinità Greca: Dio del Sole) dove potesse trovare un posto magnifico, il più bello di tutti, per potersi riposare. La divinità suggerì ad Atlante di scendere verso il mare e di risalire un gran fiume fino a giungere a una località ubicata sopra un colle: facilmente l’avrebbe riconosciuta perché era il posto più bello del Mondo. Atlante giunto alla Foce dell’Arno risalì il Fiume fino a un colle bellissimo, abitato da un popolo pacifico e laborioso. Innamoratosi del Luogo, Atlante iniziò a spianare la collina per costruirvi una Cittadina meravigliosa ricca di mura e palazzi. Alla fine ammirando la sua opera Atlante esclamò: “tu fies sola” (da cui Fiesole). Intendendo, come da traduzione, che la sua realizzazione sarebbe rimasta per sempre “la sola così bella”.  

La Città di Fiesole è il Capoluogo di uno dei Comuni della fascia collinare attorno a Firenze, la magica e straordinaria Città Toscana che tutto il Mondo ci invidia. Fiesole, adagiata a soli due chilometri da Firenze, in uno splendido e verdeggiante paesaggio ricco di boschi, gode di un’incantevole e suggestivo panorama sulla conca che ospita il Capoluogo Toscano.

Benché qui esistano tracce della presenza dell’uomo risalenti all’Età del Bronzo (circa 2000 anni a. C.) Fiesole ha origine nell’ VIII Secolo a. C. grazie agli Etruschi; il suo Toponimo ci è giunto, con certezza, dal LatinoFaesulae”.

Da ciò e dalla particolare ubicazione ne deriva che Fiesole ha accumulato nei Secoli un patrimonio storico culturale davvero ricco e prezioso. Artisti, nobili e facoltosi personaggi di ogni epoca hanno scelto di spendere parte delle loro ricchezze per costruire o acquistare Ville (con splendidi Giardini), Palazzi e Tenute sui panoramici pendii di questo Territorio che certamente si può definire da sempre come una “Zona Residenziale di Lusso”.

Per sottolineare tali fatti posso citare, a esempio, che qui la bellissima e grande Villa denominata Sparta”  è stata per moltissimi anni una delle Residenze vacanziere della Famiglia Reale Greca e che il suggestivo e accogliente Castello di Vincigliata è stato edificato addirittura intorno all’Anno Mille.

Anche i Luoghi della Fede (Conventi, Chiese, Abbazie, Cappelle ecc.) sono importanti e numerosi a testimonianza che Fiesole, anche se piccola, è tra le più antiche e illustri Diocesi della Toscana.

Inoltre come non citare l’impressionante e affascinante Area Archeologica di Epoca Etrusco/Romana che comprende anche il Teatro, le Terme, il Tempio e il Museo Archeologico.

A Fiesole nella centralissima e grande Piazza, denominata Piazza Mino da Fiesole (grande Scultore Italiano vissuto tra il 1429 e il 1484) dove si affacciano, tra gli altri, edifici come il Palazzo Comunale, la Chiesa di Santa Maria Primerana, il Palazzo del Seminario Vescovile, l’Oratorio di San  Jacopo e la Cattedrale di San Romolo, in un angolo sorge una struttura edificata nel 1860: “Villa Aurora”.

Villa Aurora” in origine fu voluta ed edificata, dal ricco Lord Inglese Sir. W.B. Spence, in qualità di Teatro, con annessa Osteria per rifocillare gli ospiti dopo le rappresentazioni. Il Teatro era frequentato anche da molti nobili Inglesi dimoranti nelle Ville Vicine e che erano definiti membri del “Walking Men’ Club” (proprio perché potevano arrivare a piedi). Il nome della struttura fu quello di “Aurora” in omaggio al grande e bellissimo affresco che ornava la facciata del Teatro ripreso dalla “Aurora” del pittore Guido Reni, uno dei massimi esponenti del Classicismo Seicentesco.

Alla fine del XVIII Secolo l’Edificio fu trasformato in una splendida Villa che iniziò ad accogliere illustri personaggi, tra i molti cito la Regina Inglese e Imperatrice delle Indie Vittoria, le Regine d’Olanda, i Re del Belgio, e anche la Nobiltà Italiana, come la Regina Margherita di Savoia.

Il romanticismo del Luogo unito ai panorami mozzafiato che si godono dalle finestre e dalle terrazze della Villa hanno ispirato famosi pittori, musicisti e poeti quali Gabriele D’Annunzio e Giosuè Carducci.

Dalle prime settimane del 2019 tutta la struttura dell’Aurora è diventata il centro della nuova Maison di un’Azienda Vitivinicola del tutto eccezionale: “Bibi Graetz

L’Azienda VitivinicolaBibi Graetz” prende il nome dal suo proprietario Bibi Graetz ed è nata nel già citato e fascinosissimo Castello di Vincigliata, una proprietà di Famiglia.

Dan Erlan Graetz, da sempre chiamato Bibi, è nato a Firenze il giorno 11 del Mese di Luglio del 1967, è del segno zodiacale del “Cancro” come il sottoscritto.

I suoi genitori sono personaggi di rilievo nel Mondo dell’Arte: la Mamma Sunniva Rasmussen, di origini Norvegesi è uno spirito creativo, figlia di un noto Professore e Scultore. Il Babbo, Gidon Graetz (Classe 1929), Israeliano, è un famoso scultore e le sue bellissime opere sono esposte in diverse parti del Mondo

La Famiglia Graetz, nel 1960, acquistò il suggestivo Castello di Vincigliata e vi si stabilì.

Bibi, cresciuto immerso totalmente nell’Arte grazie alla sua Famiglia, finite le scuole dell’obbligo ha frequentato il Liceo Artistico a Firenze. Successivamente si è recato in Francia, a Parigi, a fare un corso su come si realizzano le vetrate artistiche. Tornato in Italia si è iscritto e ha frequentato, sempre a Firenze, l’Accademia delle Belle Arti. Successivamente, pur essendo un bravo pittore, Bibi preferì dedicarsi all’attività di Famiglia. Infatti, nel 1992, il loro Castello fu in parte destinato a ospitare Congressi, Feste, Matrimoni e Mostre.

Nel 2003 Bibi si è sposato con Benedicte Harper (Norvegese di Oslo) e dal loro felice matrimonio sono nati quattro bellissimi Figli: Margherita, Rosa, Ingrid e Ludovico.

Da sempre al Castello si produceva, dai due ettari di Vigna, anche del Vino, ma questa piccola produzione era destinata a essere venduta in parte alla Cantina Sociale e, il restante, a uso familiare. Alla fine degli anni Novanta le cose cambiarono e Bibi si ritrovò, preso da una improvvisa passione per il Vino, a fare un lavoro che mai avrebbe pensato di fare.

Iniziò così, dopo aver studiato e approfondito la materia, a produrre le prime bottiglie, inventandosi i nomi e disegnando personalmente le etichette. Nel 2003, Bibi, ha presentato suo VinoTestamatta 2001” (un assemblaggio di Sangiovese, in gran parte, con percentuali minori di Colorino, Canaiolo, Malvasia Nera e Moscato Nero), al “Challenge International du Vin” di Bordeaux, in Francia, e da subito è stato uno straordinario successo, tantoché venne premiato come “Miglior Vino Rosso del Mondo”.

Un trionfo che ha permesso a Bibi Gratz di sviluppare la sua Azienda in tutti i sensi: sono aumentati gli appezzamenti vitati, i vini prodotti e meritevolmente anche i loro prezzi, fino ad alcune centinaia di Euro a Bottiglia.

Nel 2005 il “Testamatta Rosso” si è trasformato diventando un “Sangiovese in purezza” e contemporaneamente è nato anche un altro Vino di punta dell’Azienda, un “cru” con un nome molto legato alla vena artistica di Bibi: “Colore Rosso” (80% Sangiovese, 10% Colorino e 10% Canaiolo).

Trascorsi anni di grandissimi successi è stata raggiunta una produzione di circa 500.000 bottiglie, di cui solo Sessantamila di Testamatta Rosso” e Dodicimila di Colore”; gran parte della loro produzione viene esportata in moltissimi Paesi del Mondo.

Eccoci giunti a descrivere più dettagliatamente “Villa Auroradi Bibi e Benedicte Graetz.

Villa Aurora” è la Nuova Sede, Cantina e Uffici dell’Azienda, ma ci sono progetti molto più ambiziosi e importanti, che la proprietà conta di portare a termine molto presto.

Tutto il lavoro di adeguamento dell’immobile è stato affidato, con la supervisione attenta e appassionata di Bibi e Benedicte, allo Studio InternazionaleTiarstudio” dell’Architetto Federico Florena: la ristrutturazione è ancora in corso.

Villa Aurora” è diventata lo “Chateau di Città” della MaisonBibi Graetz” con una grande visibilità. Al pian terreno, proprio a due passi dall’Edificio principale, nella ex Discoteca (al centro del soffitto e rimasta la classica palla a specchi) è sorta la Nuova Cantina realizzata con il giusto mix tra tecnologia, esperienza e umana passione. Belle le nuove Vasche in Acciaio Inox di Ghidi e gli altrettanto nuovi Tini Troncoconici di Garbellotto.

Entrando poi dentro “Villa Aurora” troviamo tutte le stanze del Piano Terra occupate dalle Barriques. Dove una volta si trovava il Ristorante dell’Albergo, e da cui si gode una vista mozzafiato, come dalla terrazza adiacente, è stata creata una super accogliente Sala Degustazioni.

Al Primo Piano prestissimo sarà completa la “nuova Casa di Famiglia”, al Secondo Piano e nella Mansarda presto saranno realizzate alcune super accoglienti Suite. Poi ci sarà anche molto altro ma non sveliamo tutto subito.

Con entusiasmo ho partecipato all’arrivo delle prime uve della Vendemmia 2020, trasportate in cassette su rimorchi trainati da trattori, nella nuova Sede diVilla Aurora” e ho assistito con quanto amore e dedizione avveniva la selezione e lavorazione.

Successivamente nella magnifica terrazza panoramica si è svolta la degustazione dei Vini in abbinamento a delle deliziose preparazioni culinarie preparate dal servizio Catering curato dall’Azienda FiorentinaGuido Guidi Ricevimenti”. 

I Vini degustati sono stati:

- “Bollamatta” - Vino Spumante Rosé Brut Biologico Metodo Charmat, 100% Sangiovese, 12,5% Vol., realizzato con Uve provenienti da Vigneti di 50 e 80 anni;

- “Testamatta Bianco 2018” - Vino Bianco Toscana I.G.T., 100% Ansonica, 13% Vol., un Vino fatto con Uve selezionatissime provenienti da Vigneti, con più di 120 Anni, dell’Isola del Giglio, maturato per 6 mesi in Barriques di Rovere Francese (legno pregiato e specifico per grandi Vini bianchi) e 6 Mesi in Bottiglia;

- “Colore Bianco 2018” - Vino Bianco Toscana I.G.T., 100% Ansonica, 14,5% Vol., un Vino realizzato  con Uve super selezionate, provenienti dall’Antico Vigneto di Pietrabona (più di 80 Anni) all’Isola del Giglio, che matura per 7 Mesi per un 70% in Barriques nuove di Rovere Francese e un 30% in Acciaio, successivamente passa alcuni mesi in Vetro prima di essere commercializzato, una produzione limitatissima e super premiata di poche centinaia di Bottiglie;

- “Testamatta Rosso 2018” - Vino Rosso Toscana I.G.T, 100% Sangiovese, 13,5% Vol., le Uve provengono da Vigneti con oltre 50 Anni, un Vino realizzato tramite una fermentazione in Barriques aperte e Botti grandi, con 6/8 follature (abbassamento delle vinacce per reimmergerle nel mosto in fermentazione) manuali giornaliere, successivamente passa per 24/30 Mesi in Barriques di Rovere e 6 Mesi in Bottiglia;

- “Colore Rosso 2018” - Vino Rosso Toscana I.G.T, 80% Sangiovese, 10% Colorino e 10% Canaiolo, 14% Vol., realizzato con Uve super selezionate provenienti dai Vigneti di Siena, Lamole e Vincigliata, tutte Vigne con più di 70 Anni, la fermentazione spontanea avviene in Barriques aperte con 8 follature manuali giornaliere, poi passa per 24/30 Mesi in Barriques di Rovere Francese di primo e secondo passaggio oltre ad altri Mesi in Bottiglia, un Vino unico e speciale, nato inizialmente come esclusiva del mitico Ristorante FiorentinoEnoteca Pinchiorri” (Tre Stelle Michelin).

Bibi Graetz è un vero personaggio, sensibile, intelligente romantico e appassionato, con il supporto di sua Moglie Benedicte, eccezionale sotto tutti i punti di vista, ha creato un’Azienda fiore all’occhiello della nostra Enologia. Per descrivere i Vini prodotti da Bibi Graetz direi che sono armonici, eleganti, complessi ma allo stesso tempo naturali: dei grandissimi Vini.

La parola “entusiasmo” (enthusiasmós) deriva dal Greco Antico, ed essendo composta da “en” (dentro) e “thèos” (dio) significava “avere un dio dentro”.

A conferma di ciò Ferdinand Foch (Generale Francese vissuto tra il 1851 e il 1929) amava sostenere: “L’arma più potente sulla Terra è l’animo umano in preda all’entusiasmo”.

Con grande piacere ho incontrato Bibi e Benedicte Graetz e ho festeggiato con loro l’arrivo per la prima volta delle Uve nella loro nuova e accogliente Sede di “Villa Aurora a Fiesole apprezzando moltissimo sia i Loro straordinari Vini sia il loro speciale impegno oltre al loro grande e sincero entusiasmo.

http://www.bibigraetz.com/it/

https://www.youtube.com/watch?v=PvK2QIXCQUo

https://www.youtube.com/watch?v=4_uMYz8WbD4


Fiesole: Una Vista della Piazza

Fiesole: Villa Aurora l'Ingresso (Foto BG)

Uva del Vigneto di Vincigliata (Foto BG)

Arriva l'Uva (Foto BG)

Bibi Graetz Intento nella Follatura (Foto BG)

La Nuova Cantina: una Vista

Bibi Graetz in Cantina (Foto BG)

La Sala Degustazioni

La Grande Terrazza Panoramica

I Figli di Bibi e Benedicte Graetz (Foto BG)

Bibi Graetz Colore Rosso

Bibi e Benedicte Graetz con Giorgio Dracopulos
(Foto Luca Managlia)

venerdì 16 ottobre 2020

NEL CUORE DI FIRENZE DA OLTRE 270 ANNI IL “CAFFÈ GILLI” È L’ACCOGLIENTE ED ELEGANTE SALOTTO DELLA CITTÀ.




 L’Antico Stato preunitario Italiano delGranducato di Toscanaha avuto vita tra il 1569 e il 1859. Venne costituito con la “Bolla Papale del 27 Agosto 1569” di Papa Pio V (225° Papa della Chiesa Cattolica dal Gennaio 1566 al Maggio 1572) dopo che la Repubblica di Firenze, retta dalla Dinastia della Famiglia dei Medici, conquistò la Repubblica di Siena.  

Il Cuore pulsante del “Granducato di Toscana” è sempre stata la mitica Città di Firenze.         

La Città di Firenze è magnifica ed è anche quello straordinario concentramento storico/culturale a cielo aperto che tutto il Mondo ammira.

Per elencare tutte le meraviglie che si possono trovare a Firenze ci vorrebbe un’enciclopedia composta da innumerevoli tomi, ma posso lo stesso citarne due, vicine l’una all’altra, ubicate in  pieno Centro: Il Duomo e Palazzo Vecchio.

Il Duomo di Firenze, ovvero la Cattedrale Metropolitana di Santa Maria del Fiore, si trova in Piazza del Duomo, quando fu completato e consacrato nel 1436 era la più grande Chiesa del Mondo. Oggi è la terza in Europa dopo San Pietro a Roma e San Paolo a Londra. Il corpo della Basilica è a tre navate, unito a un’enorme rotonda triconica che sorregge quell’immenso capolavoro ingegneristico che è la Cupola del Brunelleschi: la più grande Cupola in muratura mai costruita. E non basta perché la Cattedrale ha accanto il Campanile di Giotto e di fronte il Battistero di San Giovanni.

Palazzo Vecchio è a pochissima distanza da Piazza del Duomo, in Piazza della Signoria, maestoso e bello è stato edificato nel XIII Secolo, da sempre è la sede del Governo Cittadino.

A pochi passi tra queste due stupefacenti realtà si apre una delle Piazze più incantevoli e storiche di Firenze: Piazza della Repubblica.

Ecco proprio in Angolo tra la Centralissima Via Roma e Piazza della Repubblica si trova un bellissimo, fascinoso e super accogliente Locale Storico: il “Caffè Gilli”.

La Storia del “Caffè Gilli” nasce nel lontano 1733 quando il Granducato di Toscanaera sotto la guida dell’ultimo erede legittimo della Famiglia dei Medici: Giovan Battista Gastone dei Medici (1671 - 1737), noto come Gian Gastone, Settimo Gran Duca di Toscana dal 1723 fino alla sua morte avvenuta il 9 Luglio 1737. Finita la Dinastia dei Medici il Granducato passò sotto Francesco III Stefano Duca di Lorena (1708 - 1765) e marito di Maria Teresa Arciduchessa d’Austria.

Una Famiglia Svizzera di nome Gilli, trasferitasi a Firenze, nel 1733 aprì un’attività artigiana e commerciale nella centralissima Via dei Calzaiuoli (la Strada che da Piazza Duomo porta a Piazza della Signoria)  denominandolaLa Bottega dei Pani Dolci”. Fu un immediato successo, l’Alta Società e Nobiltà Fiorentina apprezzarono molto le specialità della “confetteria” che in breve divenne molto conosciuta.

Essendo nate nuove esigenze di spazio nella Seconda metà dell’800 l’attività commerciale venne spostata, nella vicinissima Via degli Speziali: una Via traversa che da Via dei Calzaiuoli porta in Piazza della Repubblica.

Agli inizi del 1900 ci fu l’ultimo trasferimento che proiettava l’attività nella “modernità”, con l’apertura del “Caffè Gilli, come già detto, in Angolo tra la Centralissima Via Roma e Piazza della Repubblica (allora ancora denominata Piazza Vittorio Emanuele II): la Sede attuale.

I Primi Anni del 900 furono pervasi da una notevole fase evolutiva in tutti i settori. Nel Mondo Letterario, Artistico, Musicale e Culturale in genere (Cinema, Fotografia, Gastronomia, Architettura, Danza ecc.) per esempio prese vita un Movimento denominato dal grande Poeta e Scrittore Italiano Filippo Tommaso  Marinetti (1876 - 1944): “Futurismo”.

Il “Futurismo” fu un Movimento decisamente innovativo e di avanguardia ed ebbe grande influenza su movimenti affini che si svilupparono in tutta Europa, Russia, Stati Uniti e Asia.

Il “Caffè Gilli” durante il “Futurismo” diventò anche il ritrovo dei letterati, degli intellettuali, dei pittori, degli scrittori e degli artisti in genere. Personaggi famosi come Filippo Tommaso  Marinetti, Ardengo Soffici e moltissimi altri.

Anni politicamente turbolenti che videro accendersi e sfociare in violenza, anche nell’allora Piazza Vittorio Emanuele II, il conflitto politico tra parti avverse: ne furono diretti testimoni i Caffè come il “Gilli”.

Dopo la “Seconda Guerra Mondiale” (1939 - 1945) Firenze iniziò a essere una importantissima meta turistica e il “Caffè Gilli” divenne il punto di ritrovo dei giovani della Città e dei primi Turisti.

Proprio davanti al “Gilli” la Fotoreporter, Fotografa di Celebrità e Regista Statunitense Ruth Orkin (1921 - 1985) scattò la sua Foto più famosaAmerican girl in Italy 1951”. La Foto, realizzata senza nessuna preparazione, faceva parte di un progetto fotografico della Orkin denominato “Don’t Be Afraid to Travel Alone” (Non aver paura di viaggiare da sola).

Lo Scatto ritrae la 23enne Ninalee Allen Craig  che, con una espressione piuttosto timida ma spensierata e con passo deciso, passeggia da sola per la Città passando tra 15 uomini che, con sguardi attenti e incuriositi, seguono la sua figura e il suo ancheggiare. Il giovanotto più vicino, nella foto, commenta la sua ammirazione per la giovane donna con un fischio.

Per quelle strane casualità con cui la vita molto spesso ci sorprende in anni successivi si scoprì che nella foto in questione uno degli uomini seduti sulla “Lambretta” era Carlo Marchi Fratello della Marchesa Bona Marchi Frescobaldi e Cugino del Conte Veneziano Achille Passi primo Marito nel 1959 di Ninalee Allen Craig.  

Ninalee Allen Craig (classe 1928) era nota a quel tempo come “JinxAllen, il cognome Craig fu acquisito con il secondo matrimonio nel 1978 con l’industriale Canadese Robert Ross Craig. La signora Craig è deceduta in Canada a Toronto il 3 Maggio del 2018 all’età di 90 anni.

Il miticoCaffè Gilli” anche ai nostri giorni mantiene ancora intatto tutto quello straordinario e fascinoso stile che lo ha sempre contraddistinto durante tutta la sua lunghissima storia. Il “Gilli” è l’unico esempio rimasto a Firenze di una “Caffetteria Belle Époque” con le sue calde pareti color avorio, i bellissimi e preziosi lampadari di Murano, lo splendido soffitto affrescato, i maestosi archi, il grande e angolare Bancone Bar in noce, le suggestive vetrine interne ed esterne e l’accogliente Sala da Tè.

Dal 1990 il “Caffè Gilliè proprietà della Famiglia Valenza, bravi e appassionati imprenditori, titolari anche di altri famosi locali della Città: assolutamente da menzionare la Signora Linda Valenza e suo Figlio Marco Amministratore Delegato del Gruppo Valenza.

Sotto l’esperta guida della Famiglia Valenza e dei loro capacissimi collaboratori, come Fabio Barbaglini il nuovo bravissimo Chef Executive insieme ai Maestri Pasticceri, il “Caffè Gilli” offre l’originalità di una tradizione dolciaria tramandata da generazioni, un servizio Bar eccellente, una ricca e preziosa scelta di Distillati e Vini dallo loro Cantina, un ottimo Ristorante che segue le stagionalità con Menu di Cucina tradizionale Toscana e Italiana in genere.

Alla fine del Mese di Agosto 2020 il “Caffè Gilli” ha riaperto, con il suo grande charme intriso di storia, dopo la chiusura generalizzata causa situazione pandemica Italiana e Internazionale. Una riapertura coraggiosa, visto il perdurare del fermo del Turismo, fatta applicando accuratamente tutte le misure di sicurezza previste dai protocolli sanitari.

Nel Cuore di Firenze da oltre 270 anni il “Caffè Gilli” è certamente il super accogliente ed elegante salotto della Città.

https://caffegilli.com/

https://www.youtube.com/watch?v=2t1GGE5gK_8


Caffè Gilli a Firenze 

"American Girl in Italy 1951" la Celebre Foto di Ruth Orkin

Caffè Gilli: Il Bancone

Caffè Gilli: Il Fascino

Caffè Gilli: La Sala

Lo Chef Fabio Barbaglini

Caffè Gilli: l'Accoglienza

Linda e Marco Valenza con Giorgio Dracopulos

sabato 10 ottobre 2020

DAL 23 AL 25 OTTOBRE 2020 LA NONA EDIZIONE DI “TERRE DI PISA - FOOD & WINE FESTIVAL”.



Ippocrate di Cos (460377 a.C.) illustre personaggio dell’Antica Grecia, considerato il fondatore della Medicina come professione, ci ha lasciato la seguente regola: “Che il tuo cibo sia la tua unica medicina”.

Proprio con questa chiara “visione filosofica”, improntata sulla buona qualità di tutto ciò che serve per una corretta nutrizione, che a Pisa, già da otto anni, si svolge il “Terre di Pisa - Food & Wine Festival”.

Pisa, antica e bella Città Toscana, è adagiata in una zona pianeggiante a una manciata di chilometri dalla Foce del Fiume Arno, mentre a nord si stagliano romanticamente i Monti Pisani. Percy Bysshe Shelley (poeta e filosofo Inglese, 1792 - 1822) e Giacomo Leopardi (poeta, filosofo e scrittore, 1798 - 1837) sostenevano che il più bel Tramonto era quello che si poteva godere stando sulPonte di Mezzoa Pisa.

Pisa è ricchissima di monumenti straordinari che la rendono una delle più belleCittà d’Artedel Mondo. Basta ricordarne anche uno solo per accendere la curiosità e la fantasia di ogni persona della Terra: Piazza del Duomo (detta “Piazza dei Miracoli”) che raccoglie con la sua fantastica unicità la Torre Pendente, il Duomo, il Battistero e il Camposanto Monumentale.

Il Territorio della Provincia di Pisa è geologicamente e climaticamente estremamente eterogeneo, tale fatto ha favorito e favorisce lo sviluppo delle più diverse coltivazioni agroalimentari e allo stesso tempo di aver fatto nascere una Tradizione Enologica e Gastronomica, consolidata e diversificata, di grande qualità. Da alcuni anni, grazie alla pregevole iniziativa della Camera di Commercio di Pisa, è nato uno specifico brand che identifica tutte le straordinarie ed eccellenti peculiarità agroalimentari, artistiche, storiche, naturali e turistiche di questa Provincia: “Terre di Pisa”.

Voglio ricordarvi alcune delle moltissime eccellenze Pisane.

Iniziamo dal Vino: sono oltre 4000 gli Ettari vitati che spaziano in varie zone toccando le confinanti Province di Firenze, Lucca e Livorno. Il Vitigno principale è il Sangiovese che, sia imbottigliato in purezza sia accompagnato da piccole percentuali di altri vitigni autoctoni o alloctoni, sta alla base del Chianti D.O.C.G. Colline Pisane. Alla fine del 2018 è stato costituito anche il Consorzio Vini Terre di Pisa che si occupa della tutela, promozione, valorizzazione, informazione e cura generale degli interessi della denominazione stessa e di tutte le denominazioni della Provincia.

Come non citare poi l’Olio Extra Vergine di Oliva dei Monti Pisani. Magnifici Oliveti dove vengono amorosamente raccolte Olive di Cultivar tradizionali come Frantoio, Moraiolo, Morellino e Leccino. Qui infatti troviamo la Strada dell’Olio dei Monti Pisani e l’ottima produzione che viene fatta ha ottenuto la Certificazione come “Olio Extra Vergine di Oliva I.G.P. Toscano - Sottozona Monti Pisani”. A San Miniato, antica e fascinosa Cittadina arroccata su di un panoramico colle, si trova una tipologia di Ulivo raro e pregiato: si tratta dellaMignola di San Miniato”. Con la scarsa resa di queste piante, le sue Olive sono piccole e di antica origine Marchigiana, si produce una limitatissima e super apprezzata quantità di Olio Extra Vergine dal colore verde intenso, dal sapore piccante e leggermente amaro.

Nel Sanminiatese si scava nella Terra anche per il mitico, prezioso e prelibatissimo Tartufo Bianco (e non solo) a cui da anni è stata dedicata la prestigiosa “Mostra Mercato Nazionale del Tartufo Bianco”.

Molti sono i tipi di formaggi che nascono dall’amorosa cura dei Pastori di queste Terre, ne cito uno per tutti: il “Pecorino delle Balze Volterrane”. Il latte di pecore che pascolano dolcemente sugli scoscesi pendi delle tipiche balze unito all’ambiente, all’esperienza e alla tradizione sono gli ingredienti che rendono unica questa tipologia di formaggio che viene prodotto da Secoli. Tale squisitezza ha ottenuto nel 2015 la “Denominazione di Origine Protetta” e ha il suo Consorzio di Tutela

Ma non finisce qui ci sono moltissime altre meraviglie tra cui: le Ciliegie di Lari, il Marrone (una varietà di Castagne) di Rivalto (graziosissimo Borgo di origine Medievale), il Carciofo Sanminiatese, il Pane di Montegemoli, l’Amaretto di Santa Croce sull’Arno, il selezionatissimo Grano e la Pasta Artigianale, le Birre Artigianali, le Chiocciole (Elicicoltura), la saporita carne del Mucco Pisano e il Miele di Spiaggia ambedue proventi dal mitico Parco di San Rossore. Per non parlare poi delle infinite ricette e preparazioni tradizionali, ne cito almeno due: la Cecina (un vero miracolo della farina di Ceci) e la Torta co’ Bischeri di Pontasserchio.

Ecco, tutto questo e moltissimo altro lo troverete alla Nona Edizione diTerre di Pisa - Food & Wine Festivalche si terra nei Giorni dal 23 al 25 Ottobre 2020. L’Evento Enogastronomico, organizzato come sempre dalla Camera di Commercio di Pisa in collaborazione con le Associazioni di categoria, anche in questa Edizione punta a diffondere la cultura del cibo e del bere di qualità delle “Terre di Pisa“.  La Mostra-mercato, con degustazione dei prodotti e laboratori guidati del vino, quest’anno si svolgerà all’aperto nella centralissima Piazza Vittorio Emanuele II. Il grande spazio espositivo ospiterà moltissimi produttori agroalimentari e vitivinicoli che potranno incontrare il pubblico di persona, raccontare e far degustare le loro eccellenze. Si potrà anche acquistare una miriade di prelibatezze.
Ristoranti e Bar del Territorio proporranno uno specifico MenùTerre di Pisa” legato ai prodotti in esposizione al Festival. Non mancheranno Show Cooking e Laboratori per adulti e bambini, presentati da esperti professionisti del settore. 

La Camera di Commercio provvederà all’allestimento dell’intera Piazza e all’animazione nei giorni della Manifestazione anche con spettacoli di strada. Appositi e attrezzati spazi espositivi saranno dedicati alla promozione della destinazione turistica “Terre di Pisa” e alla divulgazione di informazioni in materia di qualità e sicurezza degli alimenti in collaborazione con l’Università di Pisa. Gli orari del Terre di Pisa - Food & Wine Festival 2020”, un Evento da non perdere, saranno: Venerdì 23 Ottobre dalle ore 16 alle ore 22, Sabato 24 Ottobre e Domenica 25 Ottobre dalle ore 11 alle ore 22.  

https://pisafoodwinefestival.it/2020/

https://www.youtube.com/watch?v=w-tArdhE81o

https://www.youtube.com/watch?v=zZT-sdOpcFM


Terre di Pisa: Il Logo

Terre di Pisa: Piazza dei Miracoli
 
Terre di Pisa: Il Vino

Terre di Pisa. Le Vigne

Terre di Pisa: La Certosa di Calci

Terre di Pisa: La Carne di Mucco Pisano

Terre di Pisa: Le Chiocciole

Terre di Pisa: I Frutti della Terra

Terre di Pisa: La Torta co' Bischeri

Terre di Pisa: Le Ciliegie di Lari

Terre di Pisa: Le Balze Volterrane

Terre di Pisa: I Pecorini DOP

Terre di Pisa: La Ricotta

Terre di Pisa: I Tartufi

Terre di Pisa: Gli Oliveti

Terre di Pisa: La Campagna

sabato 3 ottobre 2020

DOMAINE “CHÂTEAU LA NERTHE”: DA CINQUE SECOLI TUTTA LA GRANDE MAGIA DEI VINI DI UN MAGNIFICO TERRITORIO.

 


La Francia può vantare un’antichissimaTradizione enologica di alta qualità” che ha e sue radici nel 600 a.C. quando gli antichi Greci (i Focesi abitanti di “Focea” una Città Greca ubicata sulle Coste della Turchia) fondarono, sul Litorale Meridionale Francese, la Città diMassalia”, l’attuale “Marsiglia”, e introdussero l’uso della coltivazione delle Viti fino ad allora conosciute solo allo stato selvatico.

Furono però gli Antichi Romani, che arrivarono in Territorio Francese alla fine del II Secolo a. C., a dare grande sviluppo ai Vigneti anche per la produzione del Vino.

Oggi Marsiglia è la più grande Città della Francia Meridionale ed è il Capoluogo della Regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra.

A 80 Km. a Nord di Marsiglia, nella suggestiva Campagna del Comune di Châteauneuf-du-Pape vi è un’Azienda straordinaria che da quasi Cinque Secoli crea Vini eccezionali: Domaine Château La Nerthe.

Il piccolo Comune di Châteauneuf-du-Pape (circa 2500 abitanti), situato nel Dipartimento della Vaucluse nella Regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra, è famoso sia per il suo stretto legame con la produzione di ottimi Vini Rossi e Bianchi che portano proprio la DenominazioneChâteauneuf-du-Pape A.O.C.”, sia per la decisione di Papa Giovanni XXII (1249 - 1334, 196° Papa della Chiesa Cattolica dal 7 Agosto 1316 fino alla morte) che volle costruire proprio in questo Paese una Fortezza che serviva come Residenza Estiva dei Papi durante la Cattività Avignonese (dal 1309 al 1377 il Papato restò in esilio trasferendosi da Roma ad Avignone).

L’antichissima e bella Città di Avignone dista da Châteauneuf-du-Pape poco più di 17 chilometri.

La DenominazioneChâteauneuf-du-Pape A.O.C.” (A.O.C. è l’acronimo di “Appellation d’Origine Contrôlée” l’equivalente della nostra “Denominazione di Origine Controllata” D.O.C.) ha una Storia fondamentale in Francia, infatti ha dato inizio al concetto di A.O.C. grazie alla costituzione nel 1923 di un “Sindacato dei Proprietari Viticoltoriin difesa dei Vini di questo Territorio. Il Sindacato fu fortemente voluto e fondato dal Barone Pierre Le Roy de Boiseaumarié, viticoltore a Châteauneuf-du-Pape, insieme al suo amico il Senatore Joseph Capus allora Ministro dell’Agricoltura. Tale atto ha fatto nascere tutte le “Denominazioni dei Vini” cambiando la geografia vitivinicola non solo in Francia ma nel Mondo Intero

La Denominazione “Châteauneuf-du-Pape A.O.C.” venne ufficialmente istituita il 15 Maggio del 1936. Nel Territorio della Denominazione ricade il Comune di Châteauneuf-du-Pape e una parte dei Comuni di Orange, Bédarrides, Sorgues e Courthézon. Tredici sono i Vitigni ammessi nella A.O.C.: Grenache Noir e Blanc, Mourvèdre, Syrah, Cinsault, Miscardin, Counoise, Clairette, Bourboulenc, Roussanne, Picpoul, Picardan, Vaccarèse, Terret Noir. Soltanto i primi otto sono quelli che maggiormente vengono utilizzati. La Vendemmia si deve svolgere obbligatoriamente senza il supporto della meccanizzazione quindi è ammessa soltanto la “Vendemmia Manuale”

Per una maggiore differenziazione dalle altre Denominazioni i Vini “Châteauneuf-du-Pape A.O.C.” possono essere messi in Bottiglie di varie dimensioni Personalizzate, come fanno alcune Aziende, o in quelle Collettive: “Bottiglie Tiare” (con una classica stampigliatura sul vetro stesso e che non possano essere riutilizzate) e le “Bottiglie Mitrale” (create nel 2002 e che hanno una stampigliatura su vetro diversa, tali bottiglie possono essere usate solo seguendo un capitolato specifico e particolare). 

Ecco proprio in questo magnifico contesto di ricca natura e lunga e affascinante Storia del Vino che già nel 1560 veniva citato in un documento nel quale si attestava l’acquisizione, per 700 Scudi d’Oro, di una Proprietà allora denominataGrange de Beauvenir” da parte della Famiglia Tulle de Villefranche appartenete all’Aristocrazia Piemontese.

Nel 1389 Jacques de Tulle, gentiluomo al servizio di Amedeo VII di Savoia detto il “Conte Rosso” che fu Conte di Savoia, d’Aosta, Nizza e Moriana la Valle Francese nel Dipartimento della Savoia dal 1360 al 1391, arrivò ad Avignone al seguito del suo Signore che doveva incontrare Carlo VII Re di Francia. Successivamente Jacques de Tulle non tornò indietro ma rimase nel “Comptat Venaissin” (Contado situato attorno alla Città di Avignone) prendendo anche moglie. Duecento anni dopo un suo discendente, Pierre de Tulle Priore della Nerthe a Marsiglia, cedette a un suo Nipote e Figlioccio una parte dei Terreni acquisiti dalla Famiglia nel 1560, l’Atto datato 1593 fu redatto proprio da Pierre de la Nerthe che dette il suo nome alla nuova Proprietà: Domaine Château La Nerthe.     

Nel 1694 iniziarono i lavori per la costruzione del nuovo Castello, nacquero così due Torri e la Cappella; tra il 1736 e il 1784, seguendo il Progetto dell’Architetto Jean-Baptiste Franque, l’Edificio che anche oggi conosciamo venne completato.

Nel XVIII Secolo sotto la guida illuminata del Marchese Jean-Dominique de Tulle de Villefranche (1711 - 1760) furono sviluppate fortemente le Vigne, venne iniziata una vera commercializzazione con spedizioni che partivano dal Porto di Marsiglia in direzione di Amburgo e Genova. Dagli Archivi del Castello risulta che nel 1770 vennero realizzati 25 Barili di Vino (275 litri ognuno), nel 1778 erano diventati 37 e nel 1779 ben 71.

Nel 1785 i Vini dello “Château La Nerthe” furono per la prima volta imbottigliati (piuttosto che conservati in barilotti): le Bottiglie venero inviate a vari Commercianti di altri Paesi mentre i Barilotti vennero spediti soltanto a Londra. L’Anno successivo nel 1786 ci fu la prima spedizione negli Stati Uniti a Boston e un Commerciante di Filadelfia ne iniziò la distribuzione in America.

Nel 1822 il Vino prodotto alloChâteau La Nerthefu premiato come il “Miglior Vino del Sud della Valle del Rodano” acquisendo la classificazione di “Prima Classe” (Premier Classé).

Tutto questo grande successo delloChâteau La Nerthe”, la più antica Azienda Vinicola, dette una incredibile spinta pubblicitaria e d’immagine a tutto il Territorio dello “Châteauneuf-du-Pape”

Nel 1866 la “filossera” (insetto estremamente dannoso per le vigne) colpì tutto il Territorio dello Châteauneuf-du-Pape insieme a tutta l’Europa. Ci vollero più di 30 anni per superare questo incredibile disastro, la soluzione fu innestare la “Vite Europea” sulla “Vite Americana”.

Nel 1870, dopo più di 300 anni, il Conte Maleissye, nipote di Guy-louis de Tulle Marchese di Villefranche vendette lo “Château La Nerthe” al Comandante Joseph Ducos Sindaco di Châteauneuf-du-Pape (fino al 1893 in realtà il Comune si chiamava Châteauneuf-Calcernier, fu proprio Ducos a volergli cambiare nome).

Joseph Ducos si prodigò molto per salvare le Vigne della Tenuta con un reimpianto totale su portainnesti, è in questo periodo infatti che venne introdotto il “multi-encépagement” (la coltura di diversi tipi di vitigni). Grazie a questa varietà ampelografica ripartì il grande successo dell’Azienda.

Nel momento della nascita della Denominazione Châteauneuf-du-Pape A.O.C.” nel 1936 i 13 Vitigni impiantati dal Sindaco Ducos vennero ripresi come quelli permessi nella nuova Denominazione.

Pochi anni dopo la DomaineChâteau La Nerthe” cambio di proprietà.

Nel Giugno del 1943, durante la Seconda Guerra Mondiale, nel Castello di La Nerthe si insediò il Comando Generale dellaLuftwaffe” (Aviazione Tedesca) e il suo interno fu completamente ristrutturato per soddisfare le esigenze militari. Il 14 Giugno 1943 il Castello fu bombardato dalla Royal Air Force Britannica, caddero 22 Bombe ma fortunatamente nessuna colpì il Castello.

Passarono gli anni e nell’Aprile del 1985 le Famiglie Motte e Leclercq, proprietarie dell’Azienda, vendettero la Tenuta ai Fratelli Richard, dei noti viticoltori e commercianti Parigini specializzati nella distribuzione di Vini e Caffè, e alla SocietàDavid et Foillard” di Sorgues, un Comune vicino.

Nel 1985 allo “Château La Nerthe” c’erano 57 Ettari di Vigne di cui 24 avevo piante molto antiche. Nel 1987 vennero piantati altri 11 Ettari di varietà diverse tra quelle autorizzate e tra il 1988 e il 1991 circa 25 Ettari vennero reimpiantati. Nel 1991 furono acquisiti altri 25 Ettari da una Tenuta vicina, “Terre Ferme”. Tutti questi passaggi portarono le Vigne agli attuali 92 Ettari suddivisi in 57 Parcelle: 60 Ettari ubicati attorno al Castello e 32 a poche centinaia di metri più a Est sul particolare Altopiano del Crau.

I Terreni molto particolari dove sono impiantate le Vigne seguono la storia geologica della zona e sono frutto del passaggio, nei millenni, del Fiume Rodano. Il sottosuolo infatti e costituito da strati successivi trasportati dal Fiume e in superfice si trovano i famosi “galets roulés” delle rocce diventate, grazie all’effetto levigatura dell’acqua, dei grossi ciottoli che hanno una funzione drenante oltre a rilasciare gradualmente durante la notte il calore immagazzinato di giorno.

Tutto ciò unito al particolare microclima Mediterraneo rendono questi Terreni preziosi per ottenere delle Uve straordinarie.

Dal 1998 l’Azienda è coltivata in Agricoltura Biologica (Certificata Ecocert).

L’affascinante e storica Cantina dello “Château La Nerthe” risale per la parte più antica al 1560 ed è direttamente scavata nella roccia calcarea, un’altra parte risale al 1760 ed è costruita con le volte a crociera. Nel 1986 la Cantina Storica è stata affiancata da un’altra Cantina per la vinificazione completamente restaurata e dotata di tutti i sistemi più moderni. 

Oggi allo “Château La Nerthe” si producono:

- Tre Vini Rossi Châteauneuf-du-Pape A.O.C. (Château La Nerthe, Château La Nerthe-Cuvée des Cadettes, Château La Nerthe-Les Clavelles) e il “Les Cassagnes de La Nerthe Rouge” con la Denominazione “Côtes du Rhône Villages”;

- Due Vini Bianchi Châteauneuf-du-Pape A.O.C. (Château La Nerthe e Château La Nerthe-Clos de Beauvenir) e il “Les Cassagnes de La Nerthe Blanc” con la Denominazione “Côtes du Rhône Villages”;

- Il Distillato “La Fine du Château La Nerthe” con un affinamento minimo di 10 anni.

Tutti i loro Vini sono grandi Vini ma il Vino Rosso “Château La Nerthe-Cuvée des Cadettes” e il Vino Bianco “Château La Nerthe-Clos de Beauvenir” sono due magnifiche “Cuvée” che vengono realizzate solo negli anni in cui i Vini raggiungono le massime espressioni.

Posso solo aggiungere che recentemente ho stappato proprio una Bottiglia di Château La Nerthe-Cuvée des Cadettes 2006” e ho potuto degustare un Vino armonioso dal colore rosso rubino e dai riflessi porpora, al naso gli aromi erano fruttati e molto intensi, al palato era una vera e propria esplosione di delicata eleganza con tannini estremamente setosi, il finale assolutamente gustoso e persistente. Un grandissimo ed eccellente Vino frutto dell’assemblaggio di Grenache Noir, Mourvèdre, Syrah e Cinsault.

Da Cinque Secoli un’Azienda straordinaria come la Domaine Château La Nerthe esprime tutta la grande magia dei Vini di un magnifico Territorio: lo Châteauneuf-du-Pape.

http://www.chateaulanerthe.fr/

https://www.youtube.com/watch?v=C7H4DOJHOzE

https://www.youtube.com/watch?v=f6yPH_mytcY


"Château La Nerthe" (Foto CLN)

Il Castello una Vista (Foto CLN)

Castello e Vigne (Foto CLN)

Il Blasone (Foto CLN)

Una Vista della Cantina (Foto CLN)

Châteauneuf-du-Pape A.O.C. "Château La Nerthe-Cuvée des Cadettes 2015"
(Foto CLN)

Châteauneuf-du-Pape A.O.C. Château La Nerthe-Les Clavelles 2015

(Foto CLN)

Châteauneuf-du-Pape A.O.C. "Château La Nerthe-Clos de Beauvenir 2015" 

(Foto CLN)

 Châteauneuf-du-Pape A.O.C. "Château La Nerthe-Cuvée des Cadettes 2006"

Giorgio Dracopulos e Châteauneuf-du-Pape A.O.C. 

"Château La Nerthe-Cuvée des Cadettes 2006"