sabato 20 novembre 2021

I VINI DELL’AZIENDA “DONNE FITTIPALDI” ABBINATI ALLE PREPARAZIONI DEL NUOVO “CIBRÈO” DELL’HOTEL “HELVETIA & BRISTOL” DI FIRENZE.




La magnifica Città di Firenze, oltre ad essere il Capoluogo di quella fantastica Regione denominata Toscana, è anche uno straordinario concentramento storico/culturale a cielo aperto che tutto il Mondo ammira.

Per elencare le meraviglie che si possono trovare a Firenze ci vorrebbe un’enciclopedia composta da innumerevoli tomi, ma voglio citarne due ubicate vicine l’una all’altra in  pieno Centro: Il Duomo e Palazzo Vecchio.

Il Duomo di Firenze, ovvero la Cattedrale Metropolitana di Santa Maria del Fiore, si trova in Piazza del Duomo, quando fu completato e consacrato nel 1436 era la più grande Chiesa del Mondo. Oggi è la terza in Europa dopo San Pietro, a Roma, e San Paolo, a Londra. Il corpo della Basilica è a tre navate, unito a un’enorme rotonda triconica che sorregge quell’immenso capolavoro ingegneristico che è la Cupola del Brunelleschi: la più grande Cupola in muratura mai costruita. E non basta perché la Cattedrale ha accanto il Campanile di Giotto e di fronte il Battistero di San Giovanni.

Palazzo Vecchio è a pochissima distanza da Piazza del Duomo, in Piazza della Signoria, maestoso e bello è stato edificato nel XIII Secolo, da sempre è la sede del Governo Cittadino.

A pochi passi tra queste due stupefacenti realtà si apre una delle Piazze più incantevoli e storiche di Firenze: Piazza della Repubblica.

Piazza della Repubblica” è una Piazza a forma rettangolare (circa 75 m. x 100 m.) ed è il risultato più conosciuto di quel periodo denominato "Risanamento di Firenze" (1865 - 1895) in cui fu ridefinita l'urbanistica Cittadina in seguito all'insediamento della Capitale del Regno d'Italia proprio a Firenze (dal 1865 al 1871). Il lato Ovest della Piazza è delimitato da due tratti di Portici uniti da un grande “Arco di Trionfo” attraverso il quale si accede in Via degli Strozzi, dopo poche decine di passi, all’altezza di Piazza degli Strozzi e in angolo con la seconda traversa sulla destra che è Via dei Pescioni, si trova l’HotelHelvetia & Bristol” (5 Stelle).

L’ Hotel Helvetia & Bristol Firenze, che ha l’ingresso principale ubicato al Civico 2 di Via dei Pescioni, è un magnifico e imponente Palazzo del XIX Secolo, un simbolo della Storia Fiorentina ed è uno dei più prestigiosi della Città. Nel Maggio del 2021 l’Hotel ha riaperto dopo una profonda e accurata ristrutturazione che ha compreso l’annessione dell’edificio confinante (in passato Sede del Banco di Roma) e la realizzazione di 25 nuove camere e suite, una SPA e nuovi spazi dedicati agli eventi

L’Helvetia & Bristol fa parte del Gruppo Alberghiero Italiano Starhotels con 29 Hotel situati nel cuore delle più belle Città Italiane e del Mondo. Quello di Firenze, in particolare, rientra nei prestigiosi 12 Starhotels Collezione affascinanti simboli di stile e di classiche dimore storiche.

Dalla riapertura di questa primavera la Ristorazione dell’Hotel ha un’importante novità: l’arrivo di una nuova Società guidata da Giulio Picchi Figlio del mitico e famoso Chef Fabio Picchi.

Fabio Picchi è nato a Firenze, il 22 Giugno del 1954, da sempre spirito libero e creativo all’età di 25 anni ha deciso di aprire un suo Locale, ecco che l’8 Settembre del 1979 è entrato nel mondo della Ristorazione inaugurando a Firenze il suo “Cibrèo” a due passi dal Mercato di Sant’Ambrogio.

Il nome del Locale riprende quello di un tipico piatto della Cucina Toscana, anzi Fiorentina, il “Cibrèo”: un piatto semplice, a base di uova e carne, ricco brodo di carne, salvia, cipolle, creste e fegatini di pollo.

Negli anni Fabio Picchi ha ampliato e moltiplicato le sue attività ed è diventato famoso per la sua Cucina, i suoi Libri di ricette e per le numerose partecipazioni Televisive. Fabio Picchi ha sposato la bravissima Attrice, Autrice e Regista Maria Cassi e dalla loro unione sono nati: Giuditta, Giacomo, Giulio e Duccio.

Come già accennato Giulio Picchi ha iniziato la collaborazione con l’Hotel Helvetia & Bristol” a primavera 2021 aprendo il nuovo e accogliente “Cibrèo Caffè”, con ingresso  da Via dei Pescioni e ai primi di Novembre anche il nuovo e bellissimo “Cibrèo Ristorante” con ingresso da Via dei Vecchietti al Civico 5. Giulio ha portato nella Cucina dei Locali all’“Helvetia & Bristol” come Executive Chef il bravo Oscar Severini che da alcuni anni lavora con la Famiglia Picchi.

Ecco proprio in questo nuovo e speciale contesto Ristorativo che, in un ambiente bellissimo e fascinoso come il “Bristol Winter Garden”, Giovedì 11 Novembre 2021 è stato presentato alla Stampa Specializzata il nuovo VinoBolgheri Rosso Magnetic 2019dell’AziendaDonne Fittipaldi”.

La Storia dell’Azienda Donne Fittipaldi ha inizio nel 2004, quando la Famiglia Fittipaldi Menarini decise di acquistare dei Terreni sulla Costa Toscana in Provincia di Livorno nel Comune di Castagneto Carducci, più precisamente nella Frazione di Bolgheri.

Bolgheri, adagiata al centro della Maremma Livornese e sulle ultime propaggini delle Colline Metallifere, è un caratteristico e antichissimo Borgo edificato su una modesta altura attorno al Castello Medievale, si raggiunge percorrendo un famoso, suggestivo, lungo e diritto Viale dei Cipressi.

La fama dei Vini prodotti a Bolgheri è da anni ormai consolidata nel Mondo ma non è il motivo  principale della scelta di questo Territorio da parte della Famiglia Fittipaldi Menarini per impiantare vigne e olivi.

Bolgheri è soprattutto uno stato d’animo, un modo di vivere”, si legge così nella presentazione del Consorzio per la Tutela dei Vini DOC Bolgheri e DOC Bolgheri Sassicaia e Maria Fittipaldi Menarini con le sue quattro Figlie se ne sono rese immediatamente conto fin dalla loro prima visita e sono restate affascinate dal luogo, dal clima, dall’atmosfera, dalla luce del mare che si riflette sulle vigne, dai panorami struggenti, dai profumi, dai borghi medievali e dalla gentilezza degli abitanti.

Le Donne della Famiglia Fittipaldi Menarini decisero che nella loro nuova Azienda di Bolgheri avrebbero assecondato il “genius loci” (lo spirito del luogo) e si indirizzarono verso una produzione di assoluta levatura con quei “vitigni bordolesi” che hanno dimostrato di offrire risultati qualitativi altissimi in questo meraviglioso e accogliente spicchio di Toscana. Vennero piantate Vigne di Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot, Petit Verdot e Malbec e si indirizzò la produzione verso l’alta qualità, con basse rese per pianta e selezione maniacale delle uve. Poche bottiglie ma di straordinario pregio.

Donne Fittipaldiè un’Azienda tutta al femminile: alla guida c’è la gentilissima e affascinante Maria Fittipaldi Menarini e con lei collaborano le meravigliose, sotto tutti gli aspetti, Figlie Carlotta, Giulia, Serena e Valentina. Ognuna di loro ha una propria specifica professione in altri campi ma tutte sono accomunate dalla grande passione per il Vino e come possono corrono a occuparsi anche dei più piccoli particolari dell’Azienda.

Il Vino è vita, storia, cultura, scienza, filosofia e arte: proprio il connubio con l’arte unisce e consolida la passione di tutte le Donne Fittipaldi. Fin dagli inizi si sono legate a una stretta collaborazione con l’artista e amico Giorgio Restelli (in arte Giores) per la realizzazione di tutte le loro  intriganti etichette. Di “Giores” è l’idea del nome dell’AziendaDonne Fittipaldi” e anche del progetto “Stolen Legs” dove l’artista trasforma con la “action painting” (pittura d’azione), a base di smalti e acrilici, un suo scatto fotografico stampato su tela, costantemente rappresentante l’elegante sinuosità femminile.

Nel 2016, in occasione della Cinquantesima Edizione del Vinitaly, “Donne Fittipadi” ha scelto di collaborare con la “Fondazione Accademia di Belle Arti” di Verona e questa partnership è stata anche lo spunto per istituire il “Premio Annuale Donne Fittipaldi” che ha la caratteristica di veicolare un giovane talento tramite sue realizzazioni artistiche immortalate su Etichette di una serie limitata di loro speciali Bottiglie Magnum

L’AziendaDonne Fittipaldi” ha Sede nella “Tenuta la Pineta” sulla Via Bolgherese e si estende su 46 Ettari nel cuore della “Denominazione Bolgheri”. Dieci Ettari sono di Vigne, ma ci sono già progetti di ulteriore espansione, poi c’è l’Oliveta con oltre 1.200 piante da cui viene prodotto il loro ottimo Olio Extra Vergine di Oliva.

I Vini in produzione di Donne Fittipaldisono: “Bolgheri Rosso Superiore DOC”, “Bolgheri Rosso DOC”, “Toscana Rosso IGT Malaroja Malbec”, “Toscana Bianco IGT Lady F Orpicchio”, “5 - Toscana IGT Rosato Frizzante Ancestrale”. La produzione media si attesta intorno alle 60.000 Bottiglie annue commercializzate in parti uguali sul Mercato Italiano e quello Estero.

Lo Staff Tecnico è costituito dal bravo Agronomo Stefano Bartolomei e dall’esperto Enologo Emiliano Falsini. L’AziendaDonne Fittipaldiè associata al Consorzio per la Tutela dei Vini DOC Bolgheri e DOC Bolgheri Sassicaia”.

Ma Torniamo a Giovedì 11 Novembre 2021 al “Bristol Winter Garden” per la presentazione del nuovo VinoDonne Fittipaldi Bolgheri Rosso DOC Magnetic 2019perfettamente organizzata dal quel grande Maestro della comunicazione che è Gianni Mercatali e il suo Staff.

Il “Magnetic 2019” è prodotto con solo Uve raccolte manualmente di Cabernet Franc provenienti dalla particella più vecchia dell’Azienda la “Vigna del Bruciato”, niente barrique per l’invecchiamento di 12 mesi ma l’uso di Anfore in Cocciopesto.

Il “cocciopesto” a uso alimentare è un materiale antichissimo, usato per il Vino dai Fenici e dai Romani, derivante dall’impasto crudo di cocci di laterizi macinati, frammenti lapidei minutamente frantumati e malta fine a base di calce aerea. Un materiale inerte che mantiene integri i profumi fruttati dell’uva senza apportare sentori estranei e contemporaneamente permette un calibrato scambio di ossigeno, una vera e propria microssigenazione, che contribuisce a rendere il gusto del Vino vellutato e armonico.

Il “Magnetic 2019” è Vinomagneticogià dal colore rosso rubino tendente al granato, con sentori di frutti neri, erbe e spezie, in bocca è fresco, rotondo, gradevole e persistente. “Magnetica” è anche l’Etichetta, disegnata in questo caso da Giulia Fittipaldi Menarini che ha riprodotto il bellissimo quanto “magnetico occhio della Madre” così ammaliante che sembra voler carpire le sensazioni dalla mente dell’assaggiatore.

Ai numerosi Giornalisti presenti è stato servito un Menu appositamente studiato dal bravo Giulio Picchi e dall’esperto Chef Oscar Severini in abbinamento a tutti i Vini dell’AziendaDonne Fittipaldi” nelle ultime annate commercializzate con l’aggiunta del nuovo “Bolgheri Rosso DOC Magnetic 2019”.

Sono state servite le seguenti portate: Gelatina di curcuma - Crostino di baccalà - Pâté del “Cibrèo” con crostini e sformatino di ricotta alle erbe aromatiche - Insalata di trippa - Vitello tonnato - Passato di funghi porcini - Sformato di patate e ricotta con ragù - Tartare di Fassona Piemontese - Guancia di manzo in umido con purea di patate - Torta di cioccolato.

L’Evento si è poi concluso, dopo gli interventi di Maria Fittipaldi Menarini e dell’Enologo Emiliano Falsini, tra gli applausi dei presenti.

Insieme alle preparazioni del nuovoCibrèodi Giulio Picchi, dell’HotelHelvetia & Bristoldi Firenze, ho avuto il piacere di degustare in ottima compagnia i Vini di una straordinaria Azienda tutta al femminile: “Donne Fittipaldi”.

https://www.donnefittipaldi.it/

https://www.starhotelscollezione.com/en/our-hotels/helvetia-and-bristol-florence/


"Azienda Donne Fittipaldi": Gusto, Bellezza e Fascino (Foto ADF)

"Azienda Donne Fittipaldi": Tenuta la Pineta (Foto ADF)

"Premio Donne Fittipaldi": Il Logo

"Donne Fittipaldi": Azienda Tutta al Femminile (Foto ADF)

Ristorante Nuovo "Cibrèo" a Firenze: Giulio Picchi

"Bristol Winter Garden" Firenze: Una Vista

"Azienda Donne Fittipaldi": Il Bianco e il Rosato Ancestrale

L'Enologo Emiliano Falsini

Il Nuovo  "Bolgheri Rosso DOC Magnetic 2019" (Foto ADF)

Carlotta Menarini e Giorgio Dracopulos
 


lunedì 15 novembre 2021

AL MITICO “FOUR SEASONS HOTEL FIRENZE” IL NUOVO EXECUTIVE CHEF È PAOLO LAVEZZINI.



La Four Seasons Hotels & Resorts è una Società Canadese, fondata nel 1960 da Isadore Sharp (classe 1931), titolare di una Catena con più di 100 Alberghi/Resort super accoglienti ubicati in posti bellissimi e sparsi in 35 Paesi del Mondo. In Italia, per ora, ci sono quattro strutture di questa Catena: a Milano, a Taormina in Provincia di Messina, a Ostuni in Provincia di Brindisi e a Firenze.

Nella “favolosaCittà Toscana di Firenze tra l’infinità di magnifici monumenti ed edifici storici c’è, al numero Civico 99 di Borgo Pinti, il Palazzo della Gherardesca oggi sede di uno degli Alberghi più prestigiosi al Mondo, il “Four Seasons Hotel Firenze” (5 Stelle).

Il complesso del Palazzo della Gherardesca, rientrante nel patrimonio artistico nazionale, è  composto da due grandi Edifici, il “Palazzo della Gherardesca” e il “Conventino”.

Il Primo è stato edificato tra il 1472 e il 1480, su progetto di Giuliano Giamberti da Sangallo (1445 - 1516) Architetto, Ingegnere e Scultore Fiorentino. Il Secondo edificio risale al XVI secolo ed è stato in epoche passate sede di un Convento dell’Ordine Religioso delleServe di Maria Riparatrice”.

I due immobili sono divisi dal fantastico Parco Botanico privato, il più grande di Firenze con i suoi 4,5 ettari, denominato il “Giardino della Gherardesca” (già Giardino Pinti). Da sempre il Parco  ospita bellissime Mostre di famosi Artisti.

Al Palazzo della Gherardesca che è uno dei più importanti esempi di quello stile abitativo denominato “Casini di delizie”, grandi e accoglienti case di città che in realtà sono bellissime Ville immerse nei colori dei loro parchi e giardini. Tutta la struttura, d’incredibile bellezza, si eleva intorno al grande cortile a forma quadra, studiato per sfruttare al massimo la luce naturale, con arcate a tutto sesto su pilastri quadrati, all’interno dei quali corre il loggiato con le volte a botte. Il tutto arricchito e decorato con una fine, preziosa serie di pitture e di bassorilievi.

Dal 1940 al 1942 il Palazzo è stato risistemato e il cortile, per meglio preservarlo dalle aggressioni atmosferiche, è stato coperto con un lucernario; tutto il lavoro è stato progettato e seguito dall’Architetto Riminese Piero Sanpaolesi (1904 - 1980) e dall’Architetto Montecatinese Raffaello Brizzi (1883 - 1946).

Il complesso, dopo essere stato rilevato dalla “Four Seasons Hotels & Resorts” nel 2001, è stato in sette anni meticolosamente restaurato, sotto il controllo della Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e della Soprintendenza delle Belle Arti. In questo periodo è avvenuto anche l’accurato recupero dell’infinità di opere d’arte in esso contenute. 

Dal 15 Giugno del 2008 tutto il Complesso del Palazzo della Gherardescaè una delleperledella Catena Alberghiera della Four Seasons Hotels & Resorts”.

Il “Four Seasons Hotel Firenze” ha 116 straordinarie camere e suite oltre alle altre 37 ubicate al Conventino oggi ribattezzatoLa Villa”. Tutte sono diverse l’una dall’altra e ognuna ricca di dettagli unici (affreschi, fregi, bassorilievi, lucernari, soffitti istoriati, camini monumentali e molto altro). Non mancano la grande piscina, il fitness centre, la libreria e la sala di lettura, i lussuosi negozi, oltre a moltissimi altri servizi con i più alti standard di ospitalità.

Una Struttura semplicemente magnifica ilFour Seasons Hotel Firenze” e con i suoi trecento addetti è una “grande impresa” che necessita di una solida e sapiente guida.

Dal Mese di Luglio 2019 il bravissimo Direttore Generale è Massimiliano Musto (per gli Amici Max), nato a Napoli il 23 Maggio del 1969, la sua brillante Carriera nel magico Mondo dell’ospitalità è iniziata più di 30 anni fa.

L’Hotel è immerso in una fantastica atmosfera per sentirsia casa quando si è lontani da casa”.

Al “Four Seasons Hotel Firenze” una particolarissima attenzione e cura viene dedicata anche all’Enogastronomia di qualità con una predilezione per i prodotti e le ricette del Territorio.

I Ristoranti sono: “Al Fresco”, la Trattoria aperta nella bella stagione a bordo piscina, “La Magnolia” area ristorativa (oggi “Asia Gastrobar”) all’interno del Conventino (La Villa), il lussuoso e accogliente spazio denominato ”Atrium Bar” e, fiore all’occhiello della struttura, il “Il Palagio” (Una Stella Michelin dal 2012).

Dal primo giorno del Mese di Agosto 2021 il nuovo Executive Chef del Four Seasons Hotel Firenze” è Paolo Lavezzini che subentra al bravissimo e gentilissimo Vito Mollica (classe 1971) diventato Direttore Culinary of Mine & Yours Group.

Paolo Lavezzini è nato, il 22 Dicembre del 1978, in Emilia Romagna nella storica e accogliente Città di Fidenza in Provincia di Parma. Crescere in una Regione dove la gastronomia è un’eccellenza mondiale e dove le “nonne” cucinano divinamente non poteva certo non segnarli la vita: ecco che per Paolo le grandi passioni all’apice delle sue aspirazioni erano la “cucina” e anche il “calcio”. La passione per il calcio era “cromosomica” in quanto suo Padre era “Allenatore di Calcio Professionista” (Rino Lavezzini, classe 1952, è stato anche il tecnico della Squadra del Fidenza) ma Paolo ha resistito alla spinte paterne verso la carriera calcistica e alla fine ha convinto anche suo Padre e, visto il trasferimento in quel periodo della sua Famiglia a Marina di Carrara (MS) (il Padre allenava al tempo la Carrarese), si è iscritto a una prestigiosa Scuola come l’Istituto Professionale Alberghiero di StatoG. Minuto”, dove nel 1997 si è diplomato.

Le sue prime esperienze sono del tutto straordinarie: all’HotelByron” (5 Stelle Lusso) a Forte dei Marmi (LU) e alla mitica “Locanda dell’Angelo” di Ameglia (SP), aperta nel 1974 da Angelo Paracucchi uno dei più grandi innovatori della Cucina Italiana, un vero mito. Proprio Paracucchi riconoscendo in Paolo Lavezzini grandi capacità lo volle inviare in Francia, a Parigi, in un altro suo magnifico RistoranteIl Carpaccio”, aperto nel 1984 e tutt’ora in attività con diversa gestione, all’interno dell’HotelLe Royal Monceau - Raffles Paris” (5 Stelle).

Paolo, rientrato in Italia nel 1998, ha iniziato a lavorare alla leggendaria “Enoteca Pinchiorri” (Tre Stelle Michelin) di Firenze, fianco a fianco con lo Chef Riccardo Monco, nel Gennaio 2003 è tornato a Parigi per un’altra magica esperienza con Alain Ducasse all’ “Hôtel Plaza Athénée” e nel 2005 al RistoranteAkelarre” (Tre Stelle Michelin) del grande Pedro Subijana RezaIgeldo (Donostia-San Sebastián) nella Comunità Autonoma dei Paesi Baschi in Spagna. Sempre nel 2005 è volato negli Stati Uniti a New York e nel 2006 è rientrato a Firenze all’“Enoteca Pinchiorri”.

Nel 2009 ha aperto un suo LocaleLe Terrazze del Conte” a Marina di Carrara e poi dal 2010 al 2012 è stato alla guida del RistoranteLa Terrazza” all’HotelPlaza e de Russie” (5 Stelle) di Viareggio (LU).

Alla fine dell’Estate 2012 Paolo Lavezzini ha deciso che era venuto il momento di allargare ancor di più le sue conoscenze gastronomiche Internazionali ed è volato in Sud America, più precisamente in Brasile, dove si e letteralmente innamorato di quel mondo e di quella cultura estremamente vivace e piena di gioia di vivere.

Per sei anni è stato Executive Chef all’HotelFasano Rio de Janeiro” (5 Stelle). Il 15 Ottobre 2018 venne inaugurato, nella Città più popolosa del Brasile San Paolo, il “Four Seasons Hotel São Paulo a Nações Unidas” (non più gestito direttamente dalla “Four Seasons” dal Dicembre 2020) e Paolo Lavezzini divenne l’Executive Chef del RistoranteNeto” (“Nipote” in Portoghese) all’interno dell’Hotel riscuotendo da subito moltissimo successo.

Nel 2021 prima di arrivare al “Four Seasons Hotel FirenzePaolo ha trascorso alcuni mesi al RistoranteBistrot” (Una Stella Michelin) di Forte dei Marmi (LU) con l’amico Chef Andrea Mattei con cui ha condiviso le esperienze da “Pinchiorri” e da “Ducasse”.

Paolo Lavezzini è felicemente sposato con Eleonora Nicodemi e dalla loro unione è nata la bellissima Figlia Laura.

La Cucina di Paolo Lavezzini al “Four Seasons Hotel Firenze” è sincera espressione della sua grande preparazione, una “Cucina Tipica Italiana” che si allinea alla contemporaneità mantenendo tutti i suoi canoni fondamentali: dalla straordinaria e ricercata qualità delle materie prime fino all’attenta scelta stagionale con una predilezione per il magnifico Territorio Toscano. Preparazioni bellissime e squisite come: Speciale Aperitivo dello Chef - Melanzane marinate pecorino maremmano gelato al pomodoro e rabarbaro - Battuta di filetto di manzo Toscano, crudo di mazzancolle e mandorle - Uovo della Fattoria di Maiano, funghi porcini del Casentino al limone e aglio canditi - Agnolotti di faraona, crema di Parmigiano Reggiano e funghi porcini - Bottoni di ricotta e cicoria, centrifugato di zucca gialla e semi tostati - Risotto leggermente affumicato e cavoli di stagione - Ricciola del Mar Tirreno, mela, radicchio e burro lievitato - Piccione, barbabietola dell'Appennino e salsa al dolce forte - Spalla di Agnello brasata e glassata alla liquirizia selvatica, misticanza all'uva e cuori di lattuga - Variazione di mela verde e lime, olio extravergine di oliva, pesto di basilico e mandorle.

Lo Chef Paolo Lavezzini è supportato da una Brigata di Cucina giovane ed efficiente tra cui il bravissimo Executive Pastry Chef Mariano Dileo (nato a Barletta nel 1984) e da una altrettanto esperta e professionale Brigata di Sala con il super qualificato Head Sommelier Walter Meccia.

Con un’altra recente promozione il bravo Alessio Anedda, già alFour Seasons Firenzeda alcuni anni, è diventatoFood & Beverage Outlet Manager”.  

Anche in tempi come questi di “particolari prescrizioni sanitarie” molte sono le possibilità che offre il “Four Seasons Hotel Firenze” in ogni suo super accogliente settore.

Al miticoFour Seasons Hotel Firenzeoltre alla straordinaria e lussuosa ospitalità potete trovare anche le eccellenti preparazioni del nuovo e bravissimo Executive Chef Paolo Lavezzini.

https://www.fourseasons.com/it/florence/

http://www.fourseasonsfirenze.it/wedding/


Four Seasons Hotel Firenze "Atrium Bar"

"Palagio Restaurant" (Foto FSHF)

"Speciale Aperitivo dello Chef" (Foto FSHF)

Uovo della Fattoria di Maiano...... (Foto FSHF)

Agnolotti di Faraona (Foto FSHF)

 Risotto Leggermente Affumicato (Foto FSHF)

Piccione...... (Foto FSHF)

Spalla di Agnello Brasata e Glassata (Foto FSHF)

Variazione di Mela Verde (Foto FSHF)

Paolo Lavezzini, G. Dracopulos, Mariano Dileo (Foto Luca Managlia)

Max Musto, Alessio Anedda, G. Dracopulos (Foto Luca Managlia)



sabato 6 novembre 2021

PRANZO AL RISTORANTE “LORENZO” DI FORTE DEI MARMI (LU) UNO DEI MIGLIORI DEL MONDO.



La parola “pranzo” deriva dal termine Latinoprandium” (da “prae = prima” e “dium = giorno”) che per gli Antichi Romani era il primo pasto del mattino di solito effettuato prima di mezzogiorno. Il “pranzo” si differenziava dalla “cena” per la frugalità, mentre la “cena”, che veniva consumata verso le quattro del pomeriggio rigorosamente in compagnia, aveva maggiore consistenza, ovviamente con diverse capacita “gastronomiche” a seconda delle classi sociali.

Dal 450 d.C. circa con l'introduzione di un nuovo pasto consumato di primo mattino appena svegli, denominato “colazione”, il “pranzo” verso mezzogiorno fu chiamato con un termine oggi desueto “seconda colazione”. Col passare dei secoli, la “cena” (nel periodo Medievale scritta anche “coena”) fu spostata sempre di più in orario serale, mentre il “pranzo” si affermò come un vero e proprio pasto da consumarsi a fine mattinata o nelle primissime ore pomeridiane.

Il primo grande Gastronomo Italiano, oltreché Scrittore e Critico Letterario, è stato Pellegrino Artusi (1820 - 1921) autore di quel testo, pubblicato nel 1891, diventato un vero fondamento della gastronomia: “La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene”. Il Libro, noto semplicemente come “L'Artusi”, è un capolavoro della “Cucina Italiana” e del “Servire a Tavola”; ha avuto un tale successo da rimanere in stampa per più cent'anni: 111 Edizioni con oltre un milione di copie vendute.

Pellegrino Artusi ci ha lasciato le seguenti parole riferite specificatamente al pranzo: “Nel pranzo, che è il pasto principale della giornata e, direi, quasi una festa di famiglia, si può scialare, ma più durante l’inverno che nell’estate, perché nel caldo si richiedono alimenti leggieri e facili a digerirsi”.

Mentre un antico proverbio Arabo dice: “Fai colazione come un Re, pranzo come un Principe e cena come un Povero”.

Ecco che, per “rispettare l’indicazione dell’Artusi” e sentirmi allo stesso tempo come un “Principe”, quasi alla fine del Mese di Ottobre 2021 sono andato a pranzo in uno dei Ristoranti più straordinari del Mondo: il “leggendario”  “Lorenzo” a Forte dei Marmi in Provincia di Lucca.

Il RistoranteLorenzoè proprietà di Lorenzo Viani, un vero e propriomitodella ristorazione Internazionale, e della sua bravissima e bellissima Figlia Chiara

Lorenzo Viani porta un nome illustre, uguale a quello del suo famoso prozio, una delle espressioni più fulgide della pittura del Novecento ItalianoLorenzo Viani (1882 - 1936).

Lorenzo  Patron dell’omonimo Ristorante nasce a Lido di Camaiore (LU) il 28 Ottobre del 1940, durante la Seconda Guerra Mondiale (1939 - 1945), dopo le scuole dell’obbligo ha studiato per Computista Commerciale. Nato in un Paese adagiato dolcemente sulla spiaggia è naturale che, l’estate, abbia lavorato come Bagnino in alcuni Stabilimenti Balneari. Lorenzo, alto, slanciato con i capelli mossi e con quel suo fare elegante aveva già il fascino del successo.

Fino ai 20 anni ha giocato anche molto bene a calcio come semiprofessionista. Dopo il servizio militare  la Zia Tita Borghigiani, proprietaria di un’importante catena alberghiera con strutture, tra le altre, a FirenzeCervinia e al Lido di Venezia, lo prese a lavorare con sé, e fu quello il trampolino di lancio nel “mondo della accoglienza e della ristorazione”. Successivamente, dal 1965, per 11 anni ha lavorato nella cucina del Ristorante di un piccolo albergo di Viareggio: fu fin dall’inizio un successo, un pienone sempre.

Nel 1975, con Mauro Carmignani del RistoranteLa Lanterna”, ha aperto un bel Locale a Lido di Camaiore, che tenne per 5 anni, “Il Sole Verde”, poi nel 1980, a Forte dei Marmi (LU), ha inaugurato la sua ricercata Trattoria, battezzandola con il suo nome “Lorenzo”. E’ stata una rapidissima escalation che lo ha portato al raggiungimento di un’infinità di premi e di riconoscimenti da tutto il Mondo, tra cui spiccano da moltissimi anni la “Stella” della prestigiosa “Guida Rossa Michelin” e il meritatissimo “Premio alla Carriera Le Soste 2018” riconosciutogli dall’autorevole AssociazioneLe Soste”.

Il RistoranteLorenzo”, si trova in Via Carducci al numero civico 61, la strada principale di una delle Località Turistico/balneare più eleganti e raffinate del Mondo: Forte dei Marmi in Provincia di Lucca.

Al Ristorante si accede attraverso la porta automatica a vetri che immette nell’accogliente ingresso/salotto, ciclicamente rinnovato negli arredi; sulla destra la prima saletta con la bella e luminosa vetrina ricca di ricercati e preziosi liquori, poi la seconda sala dove si affaccia anche la cucina a vista, infine, attraverso un’altra porta automatica a vetri, si accede nell’ultima sala.

Una quindicina di comodi tavoli, per una cinquantina di coperti, estremamente signorile la “mise en place”, fascinose le sedute, tutto intorno fiori, importanti quadri e sculture, quest’ultime anche sopra i tavoli, i colori sono tenui e avvolgenti. Il Locale rispecchia perfettamente l’animo artistico del proprietario, qui regna il bello e l’eleganza. Lorenzo è un grande Maestro, un eccezionale professionista, la sua persona è onnipresente, unico e signorile il suo modo di accogliere e assistere tutti i suoi clienti, anche sedendosi con naturalità e molta familiarità ai tavoli. 

A fianco di Lorenzo c’è sempre l’affascinante e amorevole Figlia Chiara Viani supportata dal Coniuge Matteo Tognetti che, dopo circa un decennio passato a lavoro nella Cucina del Ristorante, come valido aiuto dello Chef Gioacchino Pontrelli, ha studiato con molto successo anche per diventare un grande Maître/Sommelier.

Chiara, dopo le scuole dell’obbligo e le superiori, si è laureata in Economia e Commercio all’UniversitàLuigi Bocconi” di Milano, poi per sette anni ha gestito, in società sempre a Forte dei Marmi, “Il Vino e l’Olio di Lorenzo” un’Enoteca con Cucina; successivamente si è recata negli Stati Uniti, a New York, dove oltre a lavorare in Locali super famosi si è addentrata sempre di più nel Mondo del Vino. Tornata in Italia è entrata al RistoranteLorenzo” apportando, in ogni particolare, il suo delicato ed elegante tocco femminile. Nel frattempo ha raggiunto un’altra importante meta, è diventata Sommelier A.I.S. Professionista

Tutto il personale del RistoranteLorenzoè estremamente attento, professionale e premuroso.

Il Menù ha un’ampia scelta di preparazioni sia nel percorso di “Mare” che in quello di “Terra”, si possono seguire le Degustazioni consigliate o scegliere direttamente dalla Carta

La Carta dei Vini, in realtà sono due, una per l’Italia e una per l’Estero, nel complesso è maestosa con più di 1600 Etichette. In ambedue, sulla prima pagina, spicca una frase tradotta da Salvatore Quasimodo e tratta dalle “Odi di Alceo” (Poeta Greco vissuto nel VI Secolo a.C.): ….. “O amato fanciullo, prendi le grandi tazze variopinte, perché il figlio di Zeus e di Semèle diede agli uomini il vino per dimenticare i dolori " …… .

Interessante la visita alla Cantina, i Vini disponibili sono il frutto di un’accurata ed esperta selezione, ampia la scelta per annate, quantità e formati, moltissime le rarità, a partire anche dal 1880, i nomi sulle bottiglie sono quelli che animano i sogni degli appassionati, c’è tutto il meglio della produzione mondiale.

Ci sono poi le Carte specifiche per i “Liquori e Distillati” e per i “Caffè”.

Colonna portante della Cucina diLorenzo”, da decenni, è il bravissimo Chef Gioacchino Pontrelli.

Gioacchino è nato, il 23 Ottobre 1965, a Scafati in Provincia di Salerno, nella meravigliosa e solare Terra di Campania, era giovanissimo quando entrò come Sous-chef da “Lorenzo”, nel 1984, ma da subito si rivelò un vero e proprio straordinario talento: dopo solo un anno divenne lo Chef titolare.

Ma veniamo alla degustazione fatta

In tavola i buoni panini della Casa ai diversi sapori insieme a un raro “pane casereccio” il cui buon profumo e sapore riaccende ricordi di un tempo lontano.

Le pietanze sono state accompagnate da un eccellente Champagne servito con grande eleganza da un bravo ed esperto professionista come il Maître/Sommelier Lorenzo Giannini:

- “Champagne Blanc du Menier Sauvage”, particolarissimo Champagne, Brut Nature 12% Vol., elaborato con un solo Vitigno (100% Pinot Meunier di tre annate successive) proveniente da tre parcelle ben distinte (tre suoli diversi uno di argilla, uno di sabbia e l’ultimo di gesso puro) con due diverse esposizioni, tutte ubicate nel micro Comune Francese di Vandières (soltanto 341 Abitanti) nella Regione del Grand Est, Dipartimento della Marna, Arrondissement Reims, Cantone Dormans-Paysages de Champagne, prodotto in sole 4.500 preziose Bottiglie, con minimo 48 mesi di Cantina, dalla Maisons di Champagne “Delouvin Nowack”.

Sono state servite le seguenti portate:

- “Entrée” - Cupcake salato: salicornia, parmigiano, ricotta mantecata e semi di zucca;

- Plateau di Ostriche “Gillardeau” (scelte tra le diverse tipologie dall’apposita Carta, presentate e descritte da Lorenzo Viani in persona);

- Crudités di Mare insieme alla “magnifica maionese” (ricetta della Casa) preparata al momento dal bravissimo Matteo Tognetti sotto l’occhio attento di Lorenzo Viani;

- “Quadro d’Autore” - Battuta di crostacei rossi e bianchi su base di burrata, “gocce naturali” e vele croccanti;

- Coppetta da cocktail con polpo, spuma di patate, pomodorini confit, polvere di olive taggiasche e fiori eduli;

- Raviolone di fegato d’oca, triglia di scoglio e bottarga;

- Aragosta rosa “sgusciata”, salsa di topinambur e le sue chips, amaranto soffiato, fiori eduli;

- “Dessert” - Semifreddo al gusto di melograno con salsa alla maracuja e frutti di bosco;

- Piccola Pasticceria della Casa.

La grande qualità delle materie prime e la loro estrema freschezza, oltre alla sapiente Arte Culinaria, fatta di talento, conoscenze profonde e tradizione di Gioacchino Pontrelli, hanno reso, come sempre, decisamente straordinaria la degustazione.

Assolutamente affascinante ascoltare Lorenzo Viani che racconta il suo grande amore per tutto ciò che è bello, per le Arti, per i Poeti come Franco Viani le cui Poesie ha fatto stampare nel LibroI Gridi di un Solitario”. Franco Viani era uno dei tre Figli del Pittore Lorenzo Viani che purtroppo morì giovanissimo all’età di soli 16 anni lasciando dietro di sé tracce indelebili della sua già grande vena poetica.

Avvincenti anche i racconti degli innumerevoli episodi della sua vita di Ristoratore, delle casualità che hanno fatto nascere spontaneamente i suoi piatti più famosi come le “bavette al pesce” (cucinate in padella) o di come è costantemente alla ricerca puntigliosa di prodotti eccellenti da proporre ai suoi clienti, fino agli aneddoti della serie infinita di personaggi famosi che sono venuti a mangiare da lui.

Dopo aver assaporato cosi tante delizie del grande Chef Gioacchino Pontrelli, aver goduto dell’esclusivo avvolgente fascino di Lorenzo Viani e di sua Figlia Chiara, oltre alla professionale e accurata accoglienza di Matteo Tognetti e di tutto il loro Staff accomiatarsi non è stato certo una cosa facile.

Appena uscito il primo pensiero che mi ha assalito è stato quello di tornare presto a pranzo daLorenzoa Forte dei Marmi (LU): uno dei migliori Ristoranti del Mondo.  

http://www.ristorantelorenzo.com/

https://vimeo.com/12804614


Ristorante "Lorenzo" a Forte dei Marmi (LU)

Una Vista Interna

La Cantina: una Vista (Foto Lido Vannucchi)

 Cupcake Salato......

Plateau di Ostriche "Gillardeau"......

Crudités di Mare...... (Foto Lido Vannucchi)

Matteo Tognetti e Lorenzo Viani: Preparazione della Maionese

"Quadro d'Autore"...... (Foto Lorenzo)

Polpo e Spuma di Patate.......

Raviolone con Triglia......

Aragosta Rosa Sgusciata......

 Semifreddo al Melograno......

Lorenzo e Chiara Viani con Giorgio Dracopulos (Foto Bruno Bruchi)

Lo Chef Giocchino Pontrelli (Foto Lido Vannucchi)


domenica 31 ottobre 2021

AL “CHIOSCHINO” DI VILLA FABBRICOTTI A LIVORNO LE PREPARAZIONI DELLO CHEF ILAN CATOLA E I VINI DI OLIVIERO TOSCANI.



La Città di Livorno è il Capoluogo dell’omonima Provincia e si posiziona al terzo posto (dopo Firenze e Prato) per popolazione (circa 155.000 abitanti, più della metà vivono in Città) nella bellissima e super accogliente Regione Toscana

Livorno è dolcemente adagiata lungo la costa del Mar Ligure che bagna la Toscana ed è uno dei più importanti Porti Italiani, sia come scalo commerciale sia come scalo turistico. Tra tutte le Città Toscane è solitamente ritenuta la più moderna, sebbene nel suo territorio siano presenti diverse testimonianze storiche, artistiche e architettoniche sopravvissute anche ai massicci e drammatici bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale (1939 - 1945) e alla successiva ricostruzione.

La Città, notevolmente sviluppatasi dalla seconda metà del XVI Secolo per volontà della Casata dei Medici prima e dei Lorena in seguito, è stata un importantissimo Porto Franco frequentato da numerosi mercanti stranieri, sede di consolati e compagnie di navigazione. Tutto ciò contribuì ad affermare, sin dalla fine del Cinquecento, i caratteri di Città multietnica e multiculturale per eccellenza, dei quali sopravvivono importanti vestigia, quali ChieseCimiteriOpere di pubblica utilità, Palazzi e Ville.

Un'importante testimonianza storica e architettonica della storia Cittadina sono proprio le numerose Ville di Livorno. A partire dal XVIII Secolo, parallelamente all'introduzione di un regime fiscale che favoriva i possedimenti in campagna a discapito di quelli in Città, il circondario di Livorno divenne una rinomata meta di villeggiatura.

Infatti al tempo vennero edificate numerose residenze signorili ubicate nei dintorni di Livorno, a margine della Città fortificata e dei cosiddetti borghi suburbani; spesso erano proprietà dei ricchi mercanti appartenenti a quelle "Nazioni" richiamate a Livorno sin dalla fondazione della Città Medicea. Tuttavia, alcune di esse hanno perso nel tempo il loro ruolo di residenza di campagna, essendo state inglobate nei quartieri cittadini: è il caso per esempio di “Villa Fabbricotti”.

Le prime tracce di “Villa Fabbricotti” risalgono a un'antica residenza Medicea (Villa dell'Imbrigiana o Ambrogiana) del 1660 poi ceduta alla Famiglia Franceschi. L'aspetto attuale risale alla seconda metà dell'Ottocento, quando l’Architetto Modenese Vincenzo Micheli (1833 - 1905), su incarico del nuovo proprietario l'industriale Bernardo Fabbricotti, che l’acquistò nel 1881 dal signor Tommaso Lloyd, trasformò l'Edificio preesistente in una sontuosa dimora signorile. La Villa era circondata da un grandissimo Parco circa 27 Ettari.

L'accesso alla proprietà avveniva originariamente attraverso l'ingresso monumentale di Via Roma, affiancato dalle scuderie e dalle casette della servitù e successivamente dai due ingressi di Piazza della Barriera Maremmana (attuale Piazza Matteotti) e di Viale della Libertà: con i loro cancelli, sormontati da ornamentali vasi di marmo, introducevano solennemente alla Villa. Viali lussureggianti s'incrociavano circondando prati fioriti alla cui manutenzione erano addetti i numerosi giardinieri che si occupavano anche della serra e del vivaio. Furono costruiti una grandiosa cavallerizza e un teatrino, con annessa pista di pattinaggio, per lo svago della famiglia. Il Parco fu ornato di statue e di busti per onorare personalità insigni e ricordare al tempo stesso i momenti più significativi della storia.

Nel 1935 i Fabbricotti furono costretti a vendere la proprietà al Comune di Livorno: questa comprendeva la Villa due Case coloniche, l'alta Torre ad uso di deposito dell'acqua (demolita negli anni sessanta) e relativi annessi. Successivamente il vasto Parco fu drasticamente ridotto per fare spazio al nuovo Quartiere circostante. Oggi “Villa Fabbricotti”, in Viale della Libertà 30, è la Sede principale della “Biblioteca Labronica”, la Biblioteca Pubblica Livornese intitolata a “Francesco Domenico Guerrazzi”, ed è adibita a Parco Pubblico e a Cinema all’aperto.

Alla fine del 1900 nel Parco diVilla Fabbricottifu costruito unChioschinoa scopo di ristoro, un piccolo padiglione a forma esagonale in metallo in Stile Liberty, per la vendita di bibite e gelati. Nel 2015 il Comune di Livorno ha indetto un Bando per la nuova assegnazione gestionale delChioschino di Villa Fabbricotti”: il Bando è stato vinto da Filippo Brandolini.

Filippo Brandolini è nato a Livorno il 15 Giugno del 1973; durante la sua vita lavorativa ha fatto diverse attività tra cui quella di promotore finanziario, ma non essendo soddisfatto dei traguardi raggiunti nel 2002 decise di cambiare completamente vita ed entrare in un mondo che lo aveva sempre affascinato: la Ristorazione.

Negli anni successivi Filippo ha lavorato in Sala, e non solo, in Locali molto conosciuti a Livorno come all’Enoteca RistoranteIl Vinaino”, il RistoranteIl Rifugio” e la storica CaffetteriaBaracchina Rossa” (aperta nel 1897 sul Lungomare della Frazione di Ardenza con il nome diChalet Alhambra”).

Filippo Brandolini ha avuto il grande merito, insieme al suo grande amore Elena Quercioli, di trasformare negli anni con grandissimo impegno e passione il “Chioschino di Villa Fabbricotti” in un Centro di aggregazione Culturale/Enogastronomico  con servizio ai tavoli esclusivamente all’esterno, contribuendo a dare al Parco della Villa una nuova e positiva vita. Il “Chioschino di Villa Fabbricottisegue gli ampi orari stagionali della Villa e anche durante le giornate più fredde rimane aperto grazie a un “servizio di riscaldamento” fatto da “copertine” per la clientela e “funghi riscaldanti” in mezzo ai tavolini.  

Domenica 17 Ottobre 2021, favoriti dalla bella giornata di sole, a partire dalle ore 12:30 alChioschinodi Filippo Brandolini si è svolta, davanti a un folto e interessantissimo pubblico, unadimostrazione di cucina” (cooking demonstration) dello Chef Ilan Catola presentata e condotta dal sottoscritto Giorgio Dracopulos. Tutte le preparazioni servite erano in abbinamento con i Vini dell’AziendaToscanidi Casale Marittimo (PI).

Ilan Catola è nato in Emilia Romagna a Ponte dell’Olio, in Provincia di Piacenza da una Famiglia di Mercanti e Antiquari di origini Livornesi. L’interesse di Ilan per la Ristorazione e la Cucina è nata molto presto all’età di 12 anni quando i suoi Genitori decisero di aprire prima un Bar e poi un Ristorante alle Isole Canarie (Comunità Autonoma Spagnola, un fascinoso arcipelago ubicato al largo della costa nord-occidentale dell'Africa) più precisamente nel Comune di Mogán nella parte sud-occidentale dell'Isola di Gran Canaria. Seguendo la sua passione Ilan a 19 anni si è diplomato allaEscuela Superior de Hostelería de Canarias” di San Cristóbal de La Laguna sull’Isola di Tenerife. Dopo il diploma Ilan Catola ha iniziato per tre anni a fare esperienze in Ristoranti sia in Inghilterra (Londra) sia in Spagna e Australia. All’età di 22 anni è tornato in Italia a Livorno dove ha aperto il suo primo Locale. In anni successivi ha iniziato a lavorare nella formazione insegnando in  varie Scuole di Cucina Toscane: Italiana Turismo, Tessieri, Lorenzo dei Medici e Chef Lab Experience.

In questi ultimi anni Ilan ha cercato di sviluppare un sistema di collaborazione con le numerose Aziende, non solo Ristoranti ma anche noti Marchi come la Multinazionale Svedese Electrolux, che  sono interessate alla sua cucina dando vita a un progetto diconsulenze a medio e lungo termine” supportato dalle tecniche più moderne, dalla costruttiva fantasia e dal buon gusto per poter soddisfare le necessità della ristorazione di oggi, con progettazione di vere e proprie startup e con la formazione professionale di personale sia scolastico che aziendale.

Ma torniamo alChioschinodi Filippo Brandolini e alladimostrazione di cucina”.

Per l’AziendaToscanidi Casale Marittimo (PI) in rappresentanza dei Titolari, il grande e famoso Fotografo Oliviero Toscani e suo Figlio Rocco il geniale Fattore che gestisce in prima persona tutta la proprietà, era presente Michela Bardelli la gentilissima Responsabile Commerciale. Michela dopo aver ampiamente illustrato la filosofia Aziendale e descritto tutte le loro interessantissime produzioni ha presentato i Vini portati per gli abbinamenti: “LOLÍ 2020” (nuova Etichetta) Costa Toscana I.G.T., Rosato Frizzante Metodo Ancestrale, 100% Syrah, 10,5% Vol. -  “VEDOMARE ROSSO 2018” Costa Toscana I.G.T. Rosso, 100% Syrah, 13,5% Vol. - “VIENI VIA CON ME. 2018” Costa Toscana I.G.T. Rosso, 100% Cabernet Franc, 14% Vol., una selezionatissima produzione di sole 3.314 Bottiglie - “LOLÍ 2019” Costa Toscana I.G.T., Rosato Frizzante Metodo Ancestrale, 100% Syrah, 10,5% Vol..

Il bravo Chef Ilan Catola, ben supportato da Mariangela Pagano un sua allieva appena diplomata, ha dettagliatamente descritto tutti gli ingredienti usati, i tipi di cotture e le varie fasi delle ricette prima di servire le seguenti preparazioni:

- Medaglioni di seppia con wasabi, riso soffiato al nero di seppia, gambero rosso, funghi porcini e cipolla caramellata;

- Cappellacci di pasta allo zafferano  con ripieno di burrata, sgombro affumicato, polvere di caffè, burro acido e cipolla caramellata;

- Lingua di vitello cotta a bassa temperatura, gambero rosso e insalatina autunnale di pioppini, il tutto adagiato su jus di vitello;

- Bicchierino di Spuma al tabacco del Kentucky con polvere di caffè e popcorn caramellati e speziati.

Tutto molto buono confermato dalla soddisfazione espressa per il cibo e vini da parte di tutti i presenti.

Alla fine dell’Evento dopo una breve intervista allo Chef Ilan Catola e aver risposto alle numerose domande del pubblico Filippo Brandolini ha fatto i ringraziamenti. Un forte e sincero applauso ha messo fine alla piacevolissima e gustosadimostrazione di cucinaabbinata ai Vini di Oliviero Toscani al "Chioschino di Villa Fabbricotti" a Livorno.

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https://www.facebook.com/ilan.catola

https://vino.toscani.com/


Il "Chioschino" di Villa Fabbricotti a Livorno
 
 Filippo Brandolini, Giorgio Dracopulos e lo Chef Ilan Catola

 Michela Bardelli Racconta "i Vini di Oliviero Toscani"

Medaglioni di Seppia e "Lolí 2020"

Cappellacci e "Vedomare Rosso 2018"

Lingua di Vitello e "Vieni Via Con Me. 2018"

Bicchierino di Spuma al Tabacco e "Lolí 2019"

Ilan Catola, G. Dracopulos, Michela Bardelli e Filippo Brandolini