giovedì 15 febbraio 2024

“EXTRAORDINARIO - OLIO EXTRAVERGINE, OLIVE E OLIVI DI MONTEVERDI”: L’INTERESSANTISSIMO LIBRO DI ALESSANDRO COLLETTI.

 


Il Poeta, Diplomatico e Politico Cileno Ricardo Eliécer Neftali Reyes Basoalto (1904 1973), da tutti conosciuto con lo pseudonimo di Pablo Neruda, è stato una delle principali figure della Letteratura Latino-americana del Novecento, in una sua poesia cosi scrisse: “E lì negli assolati uliveti, dove soltanto cielo azzurro con cicale e terra dura esistono, lì il prodigio la capsula perfetta dell’uliva che riempie il fogliame con le sue costellazioni: più tardi i recipienti, il miracolo, l’olio”.

Oltre alla Poesia è necessario anche conoscere nel dettaglio quel prodotto straordinario denominato “Olio Extravergine di Oliva”, un prodotto essenziale per una sana Alimentazione.

Le piante di “olivo selvatico” (Olea Europaea Oleaster) esistono da millenni e l’uomo ha imparato a conoscerle da oltre 6000 anni.

Questa conoscenza venne approfondita, a partire dagli Armeni e successivamente anche dagli Egiziani. Queste straordinarie piante, non più selvatiche ma coltivate, dalle quali grazie alla spremitura delle olive si ricava quel magnifico prodotto che si chiama Olio, divennero imprescindibili per la vita dell’uomo.

Già 2000 anni a.C. nel Codice Babilonese (composto da 282 leggi), che porta il nome del Re Hammurabi (regnò dal 1792 al 1750 a.C.), si regolava la produzione e il commercio dell’olio d’oliva.

L’olio di oliva, prima per i Greci e poi per i Romani, fu fondamentale per lo sviluppo dell’agricoltura, del commercio, dell’alimentazione e ciò ne favorì la diffusione in tutto il bacino del Mediterraneo.

Siamo certi, grazie ai numerosi ritrovamenti archeologici, che l’olio di oliva veniva prodotto nella Penisola Italica già avanti Cristo nei Secoli VIII e VII.

L’Italia geograficamente si prestava, e si presta, grazie al favorevole “clima mediterraneo”, allo sviluppo delle piante di olivo, in particolare l’Olea Europaea Sativa, le varietà da olio e da mensa.

Lucio Giunio Moderato Columella (70 d.C.), agricoltore e scrittore Romano di Agricoltura, nel I Secolo d.C., nel suo trattato, pervenutoci integro in dodici volumi, “De re Rustica”, definiva l’olivo come “il migliore albero esistente” (Olea prima omnium arborum est).

Nel mondo Romano si arrivò ben presto ad avere una classificazione di cinque tipologie di olio a seconda del momento in cui avveniva la raccolta e la spremitura:

- “Oleum Ex Albis Ulivis”, l’olio migliore, prodotto con olive verdi chiare raccolte manualmente e scelte una per una direttamente dalla pianta;

- “Oleum Viride”, quello fatto con olive più verdi e tendenti a scurirsi, prese sempre sulla pianta, buono ma non eccellente;

- “Oleum Maturum”, l’olio delle olive più mature, di qualità mediocre;

- “Oleum Caducum”, generato da frutti già caduti a terra, il meno buono;

- “Oleum Cibarium”, il risultato della spremitura delle olive peggiori, scartate e bacate, quest’ultimo olio, il più cattivo, era riservato agli schiavi.   

Sempre i Romani produssero anche selezioni particolari di olio di buona qualità come, a esempio quello di Venafro (Venafrum), una zona particolarmente vocata nell’attuale Provincia di Isernia. Visto che l’avidità umana era già connaturata in quei tempi, arrivarono anche le contraffazioni, infatti c’era in circolazione molto olio d’oliva scadente, come quello proveniente dall’Africa, che veniva usato esclusivamente per l’illuminazione.

L’olio d’oliva, attraverso i Secoli, è sempre stato conosciuto per le sue virtù terapeutiche e organolettiche. Molti sono i suoi meriti, nella prevenzione dei disturbi dell’apparato digerente, grazie alla massima digeribilità e al fatto che viene assorbito interamente dall’intestino regolandone le funzioni. Oltre a ciò aiuta a prevenire e a curare molte altre malattie legate all’invecchiamento osseo e alle problematiche cardiovascolari.

Oggi la coltivazione dell’olivo viene praticata in più di 50 Paesi del Mondo, con una produzione, di livello e buona qualità, anche in quelli meno tradizionali come Messico, Cile, Perù, Argentina, Stati Uniti, e Sudafrica

L’Italia è il secondo produttore Mondiale di Olio di Oliva, dopo la Spagna, e la sua produzione migliore, l’Olio Extravergine di Oliva con denominazioni D.O.P. e I.G.P., è sicuramente ai massimi livelli qualitativi.

Da alcuni mesi è uscito un Libro molto interessante di Alessandro Colletti che racconta l’olio d’oliva di una particolare e affascinante zona della Toscana: “Extraordinario - Olio extravergine, olive e olivi di Monteverdi - Storia, dati, assaggi, ricette, curiosità”.  

Monteverdi Marittimo è un piccolo Comune (circa 750 abitanti) Toscano, in Provincia di Pisa, rientrante nel Territorio della Val di Cornia (la Valle dove scorre il Fiume Cornia), nell'entroterra geotermico della Maremma Pisana e ubicato a un'altitudine di 364 metri s.l.m. a ridosso delle Colline Metallifere. Il Comune è il più meridionale della Provincia di Pisa, confina a Ovest con la Provincia di Livorno e a Sud con quella di Grosseto, dista da Pisa circa 88 km, da Livorno 87, da Grosseto 72 e circa 41 da Piombino, che sono le principali Città di riferimento. In linea d'aria a circa 15 km più a Ovest di Monteverdi Marittimo si trova la Costa Tirrenica.

Monteverdi Marittimo ha vita in una Terra di antichissime tradizioni qui, a partire dal IX Secolo a.C. ha vissuto e ha prosperato una straordinaria e raffinata Civiltà come quella degli Etruschi. Un Territorio bellissimo dove grazie a cultura, arte, natura, paesaggi e testimonianze archeologiche millenarie ravviva lo spirito di chi lo vive. Il nome Monteverdi è una rappresentazione perfetta di questo piccolo, tranquillo e magico Borgo, circondato da fitti boschi di splendida e verdeggiante vegetazione mediterranea.

La tranquillità, la pace, lo struggente paesaggio e il senso di raccoglimento attrassero, prima dell’Anno Mille, dei Monaci che cercando solitudine e bellezza qui fondarono nel 754 d.C. il “Monastero di San Pietro in Palazzuolo”. Il Monastero sorse per opera del Nobile Longobardo Wilfrido (San Walfredo), figlio del Gastaldo Ratchausi di Pisa, indicato come il capostipite della Famiglia Pisana dei Della Gherardesca. Alla costruzione dell’Abbazia seguì la nascita del Borgo e anche la costruzione del Castello.

I Fiorentini sottomisero Monteverdi nel 1472 in occasione della conquista di Volterra. Nel 1665 il Granduca di Toscana Ferdinando II de' Medici (1610 - 1670) eresse il Territorio Monteverdi in Feudo Granducale consegnandolo alla Nobile Famiglia Volterrana degli Incontri. Nei Secoli successivi i Lorena abolirono i Feudi e Monteverdi ebbe l’autonomia Comunale e oggi al suo interno rientra la Frazione di Canneto e il nucleo abitato di Gualda.

Anche Canneto è un piccolissimo e suggestivo Borgo il cui Castello, noto già dal 1084, è costruito con una particolare planimetria pressoché circolare su un piccolo ma panoramico sperone roccioso circondato da terrazzamenti coltivati ed è situato nella Valle del Torrente Sterza, lungo la strada che collega la Val di Cecina con la Maremma. Nel bellissimo contesto di Canneto durante l’anno si svolgono numerose manifestazioni e sagre a carattere enogastronomico che valorizzano le ottime produzioni di queste terre tra cui spiccano Olio e Vino.

Alessandro Colletti l’Autore del LibroExtraordinario - Olio extravergine, olive e olivi di Monteverdi - Storia, dati, assaggi, ricette, curiosità” è un conosciutissimo ed esperto Assaggiatore Professionale di Olio. Nato a Bolzano nel 1951, da giovane ha quasi sempre vissuto a Milano dove dopo le Scuole dell’Obbligo ha frequentato e si è diplomato all’Istituto Tecnico Industriale Statale “Ettore Conti”. Poi sempre a Milano ha studiato Lettere e Filosofia con Indirizzo Storico all'Università Statale.

Dal 15 Gennaio 1984 Alessandro si è trasferito a Monteverdi Marittimo per gestire una bella proprietà: l’Agriturismo Podere Pratella. Innamoratosi e sposatosi con Angela Sabato, Cittadina di Monteverdi, ha due Figli: Dario e Michela.

Alessandro Colletti è autore di diversi Libri sulla storia del suo Paese, con i quali ha espresso molto bene la sua appassionata esplorazione storica del Territorio.

Il LibroExtraordinario - Olio extravergine, olive e olivi di Monteverdi - Storia, dati, assaggi, ricette, curiosità” si presenta nel comodo formato 14,5 x 20,5 cm. con la Copertina Cartonata ed è stato realizzato con il fondamentale contributo del Circolo di Promozione Turistica e Culturale
di Monteverdi MarittimoBadivecchia”, un’Associazione di Promozione Sociale (Aps), e il Patrocinio del Comune di Monteverdi Marittimo (PI).

Nelle 194 pagine del Libro, ricche di interessantissime e storiche foto (e disegni) in bianco e nero, ci sono anche i saluti e i contributi di Francesco Govi Sindaco di Monteverdi Marittimo, Carlo Quaglierini Presidente del Consiglio Comunale, Riccardo Cassarri Presidente del Circolo Badivecchia, Oris Danzini e Giorgio Piglia. L’editing e la grafica sono state curate da Giuliana Balletti.

Il Libro ci coinvolge in storie, racconti, ricette (non solo gastronomiche) e moltissimo altro del prezioso “Olio di Monteverdi”. Immagini e testimonianze servono per approfondire, per conoscere meglio e promuovere un “Olio Extraordinario”, con una tradizione millenaria, che nasce dalla grande passione che i produttori della Zona mettono nel realizzarlo e dalla felice posizione di Monteverdi Marittimo, situato tra dolci colline accarezzate dall’aria salmastrosa proveniente dal mare. Un Libro di assoluto valore storico/culturale riconosciuto anche dal Circolo CulturaleEmilio Agostini” (del vicino e altrettanto storico Comune di Sassetta, in Provincia di Livorno) che lo ha insignito del “Premio Letterario 2023”.

Che altro dire del LibroExtraordinario - Olio extravergine, olive e olivi di Monteverdi - Storia, dati, assaggi, ricette, curiositàdi Alessandro Colletti sennonché è interessantissimo e tutto da leggere.

https://www.youtube.com/watch?v=gWDqrQ-Cd4c


Alessandro Colletti e il Suo Libro

Alessandro Colletti Grande Esperto di Olio (Foto Lorenzo Manzini)

Giorgio Dracopulos e Alessandro Colletti

"Extraordinario" il Libro di Alessandro Colletti

giovedì 8 febbraio 2024

BUON “SAN VALENTINO 2024” CON LE DELIZIOSE REALIZZAZIONI DEL MITICO “PECK” DI MILANO.



Khalil Gibran (1883 - 1931), noto Poeta, Pittore e Aforista nato in Libano ma poi emigrato negli Stati Uniti d’America dove successivamente ottenne la Cittadinanza, ci ha lasciato le seguenti suggestive parole: “Se guardi in cielo e fissi una stella, se senti dei brividi sotto la pelle, non coprirti, non cercare calore, non è freddo ma è solo amore”.

Infatti l’amore è uno dei sentimenti più straordinari e struggenti che gli esseri viventi possono provare tanto da essere anche festeggiato in un giorno particolare dell’anno.

La ricorrenza di “San Valentino”, il 14 Febbraio di ogni anno, è festeggiata in gran parte del Mondo come la “Festa degli Innamorati”.

La “Festività” prende il nome dal Santo e Martire Cristiano “Valentino di Terni” e fu istituita nel 496 dal Vescovo di Roma e Papa della Chiesa Cattolica Gelasio I con la volontà di sostituire una precedente festa pagana denominata “Lupercàlia”.

I “Lupercàli” (in Latino “Lupercàlia”) erano una “festività degli Antichi Romani” che si celebrava nei giorni nefasti di Febbraio, mese purificatorio (dal 13 fino al 15), in onore del dio Fauno (divinità, con una forma umana ma con piedi e corna di capra) nella sua accezione di “Luperco” (in Latino “Lupercus”) il protettore del bestiame ovino e caprino. La festività si svolgeva a metà Febbraio, con il suo culmine il giorno 15, una festa legata al ciclo di morte e di rinascita della natura. Febbraio era anche il periodo invernale più freddo nel quale i lupi affamati si avvicinavano agli ovili minacciando le greggi.

Questi giorni di festa erano accompagnati da vari e particolari rituali come mascherate, cortei, burle in cui i servi prendevano il posto dei padroni e viceversa, l'intento era quello di innescare un processo di rinnovamento. Parte di queste manifestazioni ritualistiche è sopravvissuta fino ai nostri tempi e con la mediazione della morale Cristiana ne troviamo tracce nelle tradizioni del Carnevale. Tutto si svolgeva quasi alla fine dell'Anno considerando che i Romani festeggiavano il nuovo anno il Primo Giorno di Marzo.

San Valentino di Terni”, detto anche “San Valentino da Terni” o “San Valentino da Interamna”, è nato (non si conosce la data esatta) a Interamna Nahars, l’antico nome della Città di Terni, oggi collocata nella Regione Umbria. Valentino dopo essersi convertito al Cristianesimo venne ordinato Vescovo di Terni. Recatosi a Roma nel 270 per la predicazione del Vangelo e il tentativo di convertire i pagani fu fermato dai Legionari dell’Imperatore Claudio II (detto il Gotico) che decise di non condannarlo a morte ma di affidarlo a una famiglia nobile, praticamente oggi si direbbe ai domiciliari. Successivamente, visto che la fama del Vescovo continuava a crescere, l’Imperatore Aureliano lo fece arrestare e fu condotto fuori Roma dove subì il martirio e la decapitazione per opera del soldato Furius Placidus il 14 Febbraio 273. Il corpo di San Valentino venne seppellito a Terni grazie a tre discepoli (Procolo, Efebo e Apollonio) nel luogo dove nel corso del IV Secolo fu poi costruita la Basilica a lui dedicata e dove attualmente sono custodite le sue reliquie.

San Valentino è venerato come Santo dalla Chiesa Cattolica, da quella Ortodossa e anche dalla Chiesa Anglicana, oggi è considerato Patrono degli innamorati e Protettore degli epilettici.

Sebbene la figura di San Valentino sia nota anche per il suo messaggio d'amore non si ha nessuna certezza sul come e sul quando “San Valentino” sia diventato specificatamente il Patrono degli innamorati.  

Se pur incerta l'evoluzione storica ci sono alcuni riferimenti i quali fanno ritenere che la giornata di “San Valentino” fosse già dedicata agli innamorati fin dai Primi Secoli del Secondo Millennio. Fra questi, c'è la fondazione in FranciaParigi, il 14 Febbraio 1400, di un “Alto Tribunale dell'Amore", un'istituzione ispirata ai princìpi dell'amor cortese. Il Tribunale aveva la funzione di decidere sulle controversie legate ai contratti d'amore, ai tradimenti e alla violenza contro le donne. I Giudici venivano selezionati tra i Letterati specializzati in poesie d'amore.

Oltre a ciò c’è da considerare che alla metà di Febbraio iniziano i primi segni di risveglio della natura e nel Medioevo, soprattutto in Francia e Inghilterra, si riteneva che in tale periodo cominciasse l'accoppiamento degli uccelli e quindi l'evento si prestava a essere considerato la festa degli innamorati.

Nei Paesi di cultura anglosassone e per imitazione anche altrove uno dei tratti principali della “Festa di San Valentino” è diventato lo scambio di “Valentine” i bigliettini d'amore spesso sagomati a forma di cuore o secondo altri temi tipici della rappresentazione popolare dell'amore romantico (per esempio la colomba o l'immagine di Cupido con arco e frecce). A partire dal XIX Secolo, questa tradizione ha alimentato la produzione industriale e la commercializzazione su vasta scala di biglietti d'auguri dedicati a questa ricorrenza. La “Greeting Card Association” ha valutato in circa un miliardo di biglietti d'auguri quelli che ogni anno vengono spediti il 14 Febbraio.

Nella seconda metà del XX Secolo il processo di commercializzazione della “Festa di San Valentino” si è diffusa sempre di più e i biglietti amorosi hanno iniziato a essere accompagnati quasi sempre da regali, come mazzi di fiori, gioielli o scatole di cioccolatini.

Ecco che per questo “San Valentino 2024” Vi racconto proprio delle gustosissime novità di cioccolato preparate appositamente dal super famoso negozio “Peck” di Via Spadari 9 a Milano.

Peck nasce nel lontano 1883 in Via Orefici 2 (vicinissimo alla Sede attuale) grazie all’impegno di Francesco Peck. In quell’Anno Francesco Peck esperto salumiere proveniente dalla Città di Praga, oggi Capitale della Repubblica Ceca ma allora facente parte dell’Impero Austro-Ungarico (1867 - 1919), decise di aprire un Laboratorio per la produzione, e la conseguente vendita al dettaglio, di carni affumicate e salumi di Tradizione Tedesca.

Con alle spalle una lunghissima storia ricchissima di successi e vari passaggi di Proprietà il GruppoPeckoggi è guidato dal bravo Pier Leone Marzotto il più giovane dei Figli del Conte Pietro Marzotto che nel Mese di Aprile 2013 ha rilevato l’Azienda. “Peck” in oltre 140 anni ha dato vita a straordinari Negozi e Ristoranti (in Italia e all’Estero) diventando meta di una Clientela Internazionale e la sua fama non conosce confini.

Esperienza, amore, passione e creatività sono alla base delle magnifiche realizzazioni di Pasticceria diPeck” che, grazie anche all’eccellenza delle materie prime, rendono da sempre uniche le proposte del Brand Milanese.

Da “Peck” per la “Festa di San Valentino 2024”, grazie al bravissimo Pastry Chef Milanese Galileo Reposo (classe 1978) e la sua squadra di Maestri Pasticceri, vengono proposte alcune deliziose creazioni per la gioia degli innamorati.

Per il 14 Febbraio 2024Peck” ha scelto di interpretare “l’amore” con alcune nuove, bellissime e buonissime realizzazioni di alta pasticceria, inedite idee regalo che esplorano nuove forme, colori e gusti: uno scrigno che racchiude dolci praline a forma di cuore e un’irresistibile monoporzione dai sapori esotici:

- “Lo Scrigno - Il pensiero più dolce, lo stupore più grande”: Uno speciale scrigno realizzato in fine cioccolato fondente che racchiude in sé golosi cuori in due differenti varianti, al lampone per dare un tocco di freschezza e al peperoncino per un guizzo di passione;

- “Cuore Rosso e Cuore Bianco”: Una morbida mousse al cioccolato al latte 40% che racchiude un cuore cremoso al mascarpone profumato al lemongrass, mele Fuji (una particolare varietà di mele creata in Giappone negli Anni Trenta) messe a riposo nel cassis e soffice biscuit alla mandorla e limone, il tutto su una base di frolla friabile. 

Anche per questo 14 Febbraio 2024Peck” ha voluto ripresentare la “Tavoletta I Love You” che tanto successo ha riscosso l’anno passato. Una speciale tavoletta di cioccolato bianco puro non zuccherato “ivoire” al 35% che diventa una tela incorniciata di cioccolato e che si fa portavoce di un messaggio d'amore scritto a mano sempre unico, come unico è l’amore.

Posso solo aggiungere che auguro a tutti Voi un felicissimoSan Valentino 2024con le specialissime e deliziose realizzazioni del miticoPeckdi Milano.

https://www.peck.it/

https://www.youtube.com/watch?v=7YXaJH0srMU


"Lo Scrigno" (Foto Peck)

"Cuore Rosso" (Foto Peck)

 "Cuore Bianco" (Foto Peck)

"Tavoletta I Love You" (Foto Peck)

Novità "Peck" per San Valentino 2024 (Foto Peck)

venerdì 2 febbraio 2024

ALLA TRATTORIA “IL BOCCONDIVINO” DI CRESPINA (PI) UNA SOLIDA E BUONA CUCINA TRADIZIONALE.



 Il Francese Fernand Paul Achille Braudel (1902 - 1985) è stato uno dei massimi Storici del XX Secolo e uno dei principali esponenti della “École des Annales”, la Scuola che studia la storia delle civiltà indagando i cambiamenti politici, sociali, economici e culturali a lungo termine, secondo una prospettiva comparata, in netta opposizione alla storia dei singoli avvenimenti.

Proprio Fernand Paul Achille Braudel ci ha lasciato queste parole che calzano a pennello come inizio di ciò che desidero raccontare. “Colline di Toscana, coi loro celebri poderi, le ville, i paesi che sono quasi città, nella più commovente campagna che esista”.

Nella Provincia della Toscanissima, storico/monumentale e mitica Città di Pisa su una dolce collina panoramica a 86 m. sul livello del mare è ubicato l’antico Borgo di Crespina che dista da Pisa circa 30 km., da Livorno 30 Km. e 80 Km. da Firenze.

Crespina (circa 600 abitanti) è il Capoluogo del “Comune Sparso” (un Comune che non ha un centro ben definito) di “Crespina Lorenzana” istituito 1º Gennaio del 2014. Fino ad allora Crespina era stata un Comune composto esclusivamente dalla Frazioni di Cenaia e Tripalle.

Il toponimo di Crespina (probabilmente di origine Etrusca) è attestato per la prima volta in data 16 Agosto 983 come “Crispina” nel Quinto Volume delle “Memorie e Documenti per Servire la Storia di Lucca”.

La lunga storia di Crespina, vista la sua ubicazione di notevole importanza strategico logistica, è costellata da guerre e scorrerie che si sono accentuate a partire dal 1115 quando il Borgo passò sotto la dominazione Lucchese. Successivamente occupata dai Pisani nel 1165 venne rioccupata dai Lucchesi nel 1175, ritornò nel XIII Secolo sotto il dominio Pisano essendo stata inserita nel “Capitanato delle Colline Inferiori”.

Nel 1405, dopo un lungo assedio i Fiorentini, sconfiggendo definitivamente i Pisani, occuparono il Borgo di Crespina inserendolo sotto il controllo del Vicariato di Lari e, intorno al 1431, dopo aver soffocato nel sangue una ribellione, spianarono sia la Rocca che il Castello e tutto il materiale che ne ricavarono fu destinato a costruire nuove strade a Firenze.

Crespina e la bellissima campagna circostante divenne meta di villeggiatura delle Famiglie Nobili e facoltose di Livorno e di Pisa già alla fine del XVII Secolo fino a raggiungere nel XIX Secolo il suo periodo d’oro con la costruzione di numerose e belle ville, grandi fattorie e suggestivi casini di caccia che oltre ai proprietari ospitarono anche noti artisti del tempo.

Un esempio di tale periodo è la bellissima e maestosa “Villa del Carretta” (o Villa del Testa del Tignoso o più semplicemente Villa Belvedere), con adiacenti Canonica e Oratorio, che si trova in Località Belvedere, poco distante dal Centro di Crespina. Un Edificio molto interessante sia per le sue forme architettoniche sia per la ricchezza delle opere d'arte. La Villa venne edificata dopo il 1580 da Ascanio di Lodovico Vitali del Carretta e successivamente, nel Settecento, venne ristrutturata dal Conte Francesco Maria del Testa del Tignoso che la rese ancora più bella dotandola dell'ampio Parco all’Inglese con strutture ricreative quali le Terme, le Limonaie, la Kaffeehaus e il Belvedere.

Tra gli Edifici Religiosi di Crespina spicca la “Chiesa di San Michele” edificata tra il 1885 e il 1891 sui resti di una precedente e più antica struttura. La Chiesa all'interno, tra altro, accoglie due bellissime tavole trecentesche: una con San Michele Arcangelo che abbatte il drago attribuita al Pittore Fiorentino Bernardo Daddi (1290 - 1348) e l’altra è una Madonna con il Bambino e Angeli musicanti del Pittore Pistoiese Giovanni di Bartolomeo Cristiani (1340 - 1398).

Collegato ai festeggiamenti del giorno del Patrono di Crespina, San Michele, il 29 di Settembre di ogni anno si svolge nel Parco delle Civette del Borgo, organizzata dal Comune in collaborazione con la Pro Loco Crespina Lorenzana (Associazione di Promozione Sociale) l’antichissima e suggestivaFiera delle Civette” (da pochi anni anche degli uccelli da richiamo) inserita nell’Albo Regionale delle Fiere Storiche.

La Fiera, preceduta da una due giorni “Aspettando le Civette” con “street food”, mercatino artigianale, animazione per bambini ma soprattutto esibizioni di civette e falconeria, ha un ricco programma che comprende rievocazioni storiche, esibizioni di arcieri, giostre, percorso con pony, musica dal vivo, passeggiata storico ambientale, stand gastronomici e molto altro.

Già nell’antica Grecia la Civetta, bellissimo uccello rapace notturno, era considerata sacra per la dea della sapienza “Atena” e Crespina ha voluto dedicare anche un monumento in bronzo alla Civetta, opera dello Scultore Angelo Biancini, oltre a realizzare un Centro Allevamento Civette che cura la riproduzione delle stesse in cattività e che si è trasformato in un Parco all’aperto per il recupero delle specie protette in genere.

Una curiosissima peculiarità delle Civette è che durante il sonno chiudono solo un occhio alla volta per rimanere vigili e monitorare l’ambiente circostante.

Ecco proprio al Centro di un Borgo così fascinoso come Crespina, in Via Montegrappa al Civico 30, praticamente davanti a uno slargo che fa da panoramica Terrazza, c’è un Locale caldo e accogliente: la TrattoriaIl Boccondivino” di Maria Di Filippo e suo Marito Gianluca Pettini.

Il Pisano Gianluca Pettini (classe 1956) fin da giovanissimo ha seguito gli insegnamenti della Mamma, Milena Bacci, una grandissima Cuoca. Gianluca insieme alla Mamma nel 1987 rilevò a Pisa, nella centrale Via Curtatone e Montanara, a due passi dal Palazzo della Sapienza e da Lungarno, una Trattoria che si chiamava “Il Coccio” aprendo con grande successo il loro primo LocaleIl Paiolo”, tenuto poi fino al 1993. Negli anni successivi Gianluca ha lavorato nelle cucine di diversi noti Locali in varie zone d’Italia.

Nel 2003, nuovamente insieme alla Mamma, Gianluca Pettini rilevò una conosciuta Trattoria nel Centro di Crespina che si chiamava “Carta Gialla” ribattezzandola “Il Boccondivino”.

Passarono una decina di anni di grande lavoro e appassionato impegno per far conoscere, con successo, la buona Cucina della TrattoriaIl Boccondivino”.  

Nel 2014, a lavorare a “Il Boccondivino”, arrivò Maria Di Filippo e presto sbocciò una bella storia d’amore con Gianluca con successivo matrimonio.

Maria Di Filippo è nata in Svizzera, i suoi Nonni di origine Campana si erano trasferiti per motivi di lavoro oltre le Alpi, nel 2002 la Famiglia e Maria rientrarono in Italia. Una innata passione per il buon cibo ha spinto Maria ad appassionarsi alla Cucina e dopo essere arrivata alla TrattoriaIl Boccondivino” lavorando per i primi tempi in Sala ne è diventata poi la bravissima Cuoca.

La TrattoriaIl Boccondivino” in questi 22 anni di attività si è fatta conoscere per la sua piacevolissima Cucina Tradizionale di Terra realizzata con selezionate materie prime di ottima qualità: qui decisamente ci si può abbandonare al “piacere della carne” (come le maestose e succulente bistecche alla Fiorentina) e non solo. Tali meriti sono stati anche riconosciuti con numerose segnalazioni su Guide e Testate specializzate e dall’attribuzione di diversi Premi e Riconoscimenti come il “Premio Speciale Il Tirreno per il Filetto ai Funghi Porcini” consegnato nell’ambito della ManifestazionePremio della Ristorazione delle Terre di Pisa” promossa da “Confesercenti Toscana Nord” con la compartecipazione della “Camera di Commercio Toscana Nord Ovest”.

La TrattoriaIl Boccondivinodi Crespina è un Locale accoglientecaldo e rustico” con quel piacevole “fascino di una volta”. Appena entrati, sulla destra c’è il piccolo Bancone Bar/Servizio, la Prima Saletta, con in fondo il suggestivo forno a legna, a cui segue la Seconda Saletta. Con la buona stagione si sfrutta anche l’accogliente spazio esterno sul retro.

Eccoci giunti alla degustazione da me fatta.

Anche se c’era una interessante disponibilità di selezionate Bottiglie di Vino ho scelto una caraffa di gradevole Vino della Casa.

Sono state servite le seguenti portate:

- “Tagliere Il Boccondivino” - Crostini assortiti e affettati selezionati e interessanti;

-  Pici al vino rosso con guanciale e porcini;

- “Ravioli al Boccondivino” - Ravioli ripieni di ricotta e spinaci con salsa di noci e salsiccia;

- Tagliata di controfiletto e insalata “all’acciugata” (antica salsa Toscana, realizzate con acciughe, olio e aglio, usata per accompagnare la carne);

- Tiramisù della Casa;

- Ponce (Magnifica, tipica e storica bevanda alcolica Livornese, la versione originale è praticamente scomparso negli Anni Cinquanta del XX Secolo, che oggi si prepara miscelando sapientemente caffè espresso, “rumme” o rum fantasia e zucchero, il tutto servito bollente nel tipico bicchierino di vetro piuttosto spesso chiamato "gottino" con appoggiata sul bordo una scorza di limone denominata "vela").        

Tutto buono e servito da un personale giovane e molto gentile.

La Trattoria è un esercizio pubblico ristorativo/popolare tipicamente Italiano, il nome deriva da “trattore” = “oste" e quest’ultimo per dare forza alla “Trattoria” che conduce deve avere un ruolo preciso, deve essere un personaggio appassionato e bravo nel proprio lavoro, comunicativo e premuroso verso la sua Clientela: Maria Di Filippo e Gianluca Pettini lo sono.  

Alla TrattoriaIl Boccondivinodi Crespina (PI) potrete degustare una solida e buona Cucina Tradizionale.

https://trattoria-boccondivino.business.site/


L'Ingresso.....

 La Prima Saletta.....

La Seconda Saletta (Foto Boccondivino)

 Lo Spazio Esterno (Foto Boccondivino)

Buona la Selezione dei Vini (Foto Boccondivino)

Gianluca Pettini con il "Premio Speciale Il Tirreno".....

Pici al Vino Rosso.....

Ravioli di Ricotta e Spinaci.....

Tagliata all'Acciugata.....

Tiramisù della Casa.....

Giorgio Dracopulos e Gianluca Pettini

"Il Boccondivino" a Crespina (PI): Il Piacere della Carne..... 

giovedì 25 gennaio 2024

RESTAURANTE “BENARES” A MADRID: UNA GUSTOSA ED ECCELLENTE ESPERIENZA DI CUCINA INDIANA DI ALTISSIMO LIVELLO.



L'Indiaufficialmente Repubblica dell'India, è uno Stato Federale dell'Asia Meridionale con Capitale Nuova Delhi.

L’India con un Territorio di 3.287.263 km² è al settimo posto nel Mondo per superficie, mentre con 1 miliardo e 482 milioni di abitanti nel 2023 ha superato di poco la Cina diventando lo stato più popoloso della Terra. L'India è una Federazione di Stati con Parlamenti e Governi Autonomi: 28 Stati Federati e 8 Territori, fra cui quello della Capitale Nuova Delhi e ognuno di essi è suddiviso in Distretti.

Il nome “India” deriva da quello del Fiume Indo, lungo 3.180 km., che in Persiano Antico era detto “Hindush”.

L’India ha ben 7517 km. di Coste bagnate a Sud dall'Oceano Indiano, a Ovest dal Mar Arabico e a Est dal Golfo del Bengala; confina a Ovest con il Pakistan, a Nord-est con Cina, Nepal e Bhutan, a Est con Bangladesh e Myanmar. L’India possiede una ricchissima diversità vegetale e animale e numerosi habitat protetti.

L’India grazie alla sua lunga Storia che l’ha vista protagonista di vasti Imperi e al centro di fondamentali rotte commerciali è una Nazione multilingue e multietnica, caratterizzata da un pluralismo religioso davvero importante: Buddhismo, Induismo, Giainismo e Sikhismo sono Religioni nate qui, mentre entro il Primo Millennio d.C. arrivarono Zoroastrismo, Ebraismo, Cristianesimo e Islam

L’India, colonizzata dal Regno Unito a metà del 1800, è diventata un moderno Stato Nazionale nel 1947, dopo una lotta per l'indipendenza che è stata caratterizzata da una diffusa resistenza non violenta guidata da Mohāndās Karamchand Gāndhī (1869 -1948).

L'India ha alle spalle millenni di Storia durante i quali ci sono state mutazioni continue di influenze diverse, di cambi di confini e di differenti gestioni politiche che hanno condizionato anche la “Cultura Gastronomica” del Paese.

Nella grande confusione di tracce e ritrovamenti pare certo che circa 3000 anni a.C. le Civiltà della Valle dell'Indo avevano iniziato ad addomesticare animali e a coltivare.
Da allora in poi è stato tutto un fiorire di “cucine" diverse poiché ogni Territorio prima e in seguito ogni Stato o Regione ha sviluppato una propriatradizione culinaria” anche se molti piatti di diverse Zone sono simili fra loro e usano in gran parte i medesimi ingredienti.

Durante “L' Epoca d'Oro dell'Arte Indiana” quella corrispondente all’Impero Gupta (dal 240 al 550 d.C.) si ebbe un lungo periodo di pace e prosperità che favorì non soltanto lo sviluppo culturale ma grazie al fiorire dei commerci e degli scambi una moltitudine di viaggiatori portarono in India, tra molto altro, anche nuove tipologie di spezie e thè.

Gli invasori Britannici nel XVIII Secolo non amando particolarmente la Cucina Indiana cercarono di adattarla ai loro gusti, vedi per esempio l’invenzione e l’uso del “curry”: “una moltitudine di miscele”, spezie pestate nel mortaio che diventano una polvere giallo-senape o un pesto umido, piccanti e non ma molto aromatici. Introdussero anche usi come il “Ray” la preparazione di una cena ricca, elaborata e abbinata al thè che viene servita verso sera.

Alla base della Cucina Indiana ci sono materie prime come l’“atta” (una farina integrale ottenuta dalla miscelazione di farine di soia, avena, mais e ceci), il riso, moltissime tipologie di legumi, latte, latticini e spezie (peperoncino, aglio, noce moscata, coriandolo, cumino, pepe nero, zafferano, curcuma, cannella, curry, cardamomo).

Anche il Pane ha la sua rilevanza e generalmente ha l'aspetto di schiacciatine, viene usato maggiormente nell'India Settentrionale perché serve per accompagnare i piatti di carne, mentre invece è poco usato nel Sud dell’India dove viene fatto un uso più vegetariano del cibo. Il Pane è importante anche per l’utilizzo che ne viene fatto infatti può essere utilizzato come piatto o comepinza” (cucchiaio). Comunemente il Pane è di due tipologie: lievitato e fritto sulla “tawa” (una pesante piastra di ferro o ghisa), e non lievitato la cui cottura avviene nel “tandoor” (un forno cilindrico di argilla con il fondo interrato).

Da ricordare che in India per mangiare con le mani “si deve utilizzare soltanto la mano destra”, la sinistra è considerata impura essendo la mano dedicata alla pulizia del corpo.

Molti sono i condimenti che accompagnano le portate della Cucina Indiana ma i due più usati, nelle diverse formule e varianti, sono il “raita” (un'insalata fatta con yogurt e verdure tritate che fa da contorno ai piatti piccanti) e la “chutney” (una salsa vegetale piccante e densa, a base di frutta, spezie e ortaggi).

Una delle preparazioni più interessanti, che prendo a esempio della complessità armonica della Cucina Indiana e della sua Cultura, è ilThali”.

Con il nome “Thali” originariamente si indicava “una grande piastra” ma con il passare del tempo il nome ha preso a indicare un tipo di pasto completo, molto coreografico, che comprende diverse portate (vegetariane e non) che si completano in una sintonia equilibrata di gusti e sapori, serviti in piccole ciotole chiamate “katori” adagiate su un “thali” (un grande piatto/vassoio) o per comodità anche su due vassoi che combaciano.

Con la globalizzazione anche la Cucina Indiana si è diffusa con successo nel Mondo grazie alla grande varietà dei suoi piatti ricchi di gusto e intensi sapori

A Madrid, in Spagna, una delle Capitali del Mondo che più amo, c’è un Locale che oltre alla sue varie positive peculiarità serve alla Clientela una Cucina Indiana assolutamente genuina, di altissima qualità e pluripremiata: “Benares”.

Il Ristorante prende il nome dalla fascinosa Città Indiana di Varanasi, conosciuta anche come “Benares”, Capoluogo del Distretto omonimo, è una delle più antiche agglomerazioni urbane del Mondo essendo abitata da oltre 3500 anni ed è la Città Sacra per gli Induisti dove ogni fedele deve recarsi almeno una volta nella vita per immergersi nel Fiume Sacro Gange da almeno cinque diverse rampe di scale di pietra (ghat) che scendono nel fiume stesso. Tra le intricate stradine della Città si nascondono circa 2000 suggestivi Templi tra cui il famoso il “Kashi Vishwanath” (Tempio d'Oro) dedicato alla divinità Indù Shiva.

Il Restaurante & Bar Benares di Madrid è ubicato in Calle de Zurbano, al Civico 5, nel cuore del popoloso e lussuoso Distretto Centrale e Residenziale diChamberí”. 

Il RestauranteBenares di Madrid”, inaugurato nel 2015, è una proiezione del super famoso RestauranteBenares di Londra” che dal 2003, anno dell’apertura, ha ricevuto negli anni un’infinità di importanti riconoscimenti tra cui “Una Stella” dalla mitica “Guida Rossa Michelin Londra”.

Benares” a Madrid è un Locale molto accogliente e lussuoso, comprende l’elegante Cocktail Bar, molto curato, cosmopolita ed esotico dove ci si affida volentieri al Team di bravissimi mixologist professionisti, il Ristorante con la Cucina a vista, integrata dalla coreografica e ricchissima esposizione di materie prime e spezie, la bella e luminosa Sala (c’è anche un “tavolo speciale” nello spazio suggestivo della fornitissimaCantina”) e il Patio con la “Piscina”. L’arredamento è elegante e di ispirazione Indiana con romantiche immagini della Città di Benares alle pareti.

Al RestauranteBenares di Madridlo Chef Executive è il bravissimo Luis Alfonso Ojeda Arrieta.

Luis Alfonso Ojeda Arrieta à nato nella Città di Nueva Zamora de la Laguna de Maracaibo, la Capitale dello Stato Venezuelano di Zulia uno dei 23 Stati del Paese. Luis prima di arrivare da "Benares Madrid" ha girato per molto tempo gran parte del Nord-est e Sud-ovest dell’India per studiare e imparare la gastronomia più autentica di questo grande Paese e per mettere a punto le preparazioni dei suoi Menù si è recato anche a Londra per incontrare il grande Executive Chef Sameer Taneja del Benares di Londra (Una Stella Michelin) con il quale ha condiviso le sue esperienze.

Il RestauranteBenaresdi Madrid offre alla sua Clientela un magico Tour nellaCultura Gastronomica più Autentica dell'India”, la più vera e autentica, usando si materie prime Locali e stagionali di eccezionale qualità ma elaborandole con le tecniche culinarie Indiane più moderne e all'avanguardia.

Tutte le preparazioni sono estremamente belle e gustose con consistenze, sapori, aromi e spezie che ricreano le atmosfere suggestive di una Città antichissima come Benares dove regna l’esuberanza della natura, dei colori e della spiritualità.

Il RestauranteBenaresdi Madrid ha anche un lungo orario di servizio che dall’ora di pranzo arriva fino a tarda notte. 

Visti i molti pregi il RestauranteBenares di Madrid ha ricevuto molti riconoscimenti tra cui quello della prestigiosa “Guida Rossa Michelin Spagna” che lo ha segnalato con le seguenti parole: “Seguendo le orme del suo omonimo Ristorante Londinese, i principali punti di forza di Benares Madrid sono la sua interpretazione moderna della classica cucina Indiana e la sua piacevole terrazza-giardino con una rilassante piscina patio”.

Al Restaurante & Bar Benares di Madrid potrete trovare grazie all’impegno del giovane Chef Luis Alfonso Ojeda Arrieta e del suo Staff una gustosa ed eccellente esperienza di Cucina Indiana di altissimo livello.

https://www.benaresmadrid.com/

https://www.youtube.com/watch?v=TAseeJiLtIw


"Benares Madrid": Una Vista della Sala (Foto Benares)

Una Vista del Patio (Foto Benares)

Lo Chef Luis Ojeda e la Brigata di Cucina (Foto Benares)

Cucina Indiana di Altissimo Livello (Foto Benares)

Materie Prime di Grande Qualità (Foto Benares)

Fascino e Gusto (Foto Benares)

Raffinate Preparazioni (Foto Benares)

"Thali": Un Delizioso Pasto Completo (Foto Benares) 

"Benares Madrid": Piatti Ricchi di Sapori (Foto Benares)