domenica 26 ottobre 2008

Ceres : un'ottima idea.

La Birra Ceres è nata nel 1856 quando il fondatore della Birreria Aarhus in Danimarca M.C. Lottrup scelse il nome di Ceres per onorare la Dea della Fertilità; infatti la fertile attività dell'Azienda ha dato presto i suoi frutti trasformandola in breve in quell'industria modello che distribuisce a tutt'oggi in tutto il mondo il suo ottimo prodotto.
E' stata proprio una bella novità quella di fare la simpatica Confezione Speciale Degustazione che troviamo in questi giorni in vendita sia nei negozi che nei supermercati ad un prezzo promozionale. Una valigetta di cartone contenente n° 6 bottiglie da 33cl. delle sue grandi Birre ( Strong Ale, Top Pilsner, Old9, Stout, Red Erik, Weiss), con allegato un manuale di una quindicina di pagine intitolato "Indovina chi a cena", con belle foto a colori e realizzato con i preziosi consigli di Fausto Carrara chef/patron del Ristorante Operti 1772 da Fausto a Cherasco (Cuneo). Nel manuale per ogni Birra vengono descritte le pecularietà, gli abbinamenti con il cibo ed anche il tipo di bicchiere più idoneo per la degustazione. Proprio un'ottima idea.
Ceres spa
Via Paolo Imperiale, 4 - Genova
Tel. 010 275101
Ristorante Operti 1772 da Fausto
Via Vittorio Emanuele II, 103 - Cherasco (Cn)


lunedì 20 ottobre 2008

Azienda Cantarutti Alfieri: Terre di Rosazzo-Scacco al Re ... non solo Vini ma una filosofia.

Merlot 2005, Sauvignon 2006 e Friulano (Tocai friulano) 2006, questi sono gli ultimi nati in casa Cantarutti Alfieri, tre nuovi vini vinificati in purezza, espressione non solo della bravura della nota Azienda situata nei Colli orientali del Friuli, ma, proprio per il tipo di lavorazione e di risultato ottenuto, un'importante passo avanti dell'enologia italiana. Questo progetto nato nel 2005 con il supporto e la collaborazione di un'azienda americana ( Rivoira spa, società del gruppo Praxair), con la consulenza enologica del dottor Giacomo Mela, ma soprattutto ispirato ed attuato da Fabrizio Ceccotti, marito di Antonella Cantarutti, si basa su un metodo di vinificazione che prevede per l'uva vendemmiata e selezionata manualmente, un percorso nel tunnel di raffreddamento mediante l'immissione controllata di azoto liquido, dove la temperatura viene regolata intorno allo zero, in modo che l'uva non venga congelata, e che quindi possa essere diraspata senza problemi. L'uso di questo metodo, ad oggi esclusivo dell'Azienda Cantarutti Alfieri, permette di conservare tutte le pecularietà positive del vitigno lavorato, mantenendo ed esaltando dello stesso tutti gli aromi e i sapori. Dopo le successive fasi di vinificazione, particolari per ogni tipo di vino, fatte tutte accuratamente da mani esperte come quelle di Fabrizio, si passa all'affinamento delle botti in cantina, per un minimo di quindici mesi per il Merlot e dodici per il Friulano e il Sauvignon. Il risultato sono dei grandi Vini che hanno impresso le pecularietà dell'uva da cui derivano.
Il Merlot è un'esplosione di note speziate, di mora, di vaniglia, di cioccolato, di tabacco, crema pasticcera e cannella; seppur robusto è equilibrato ed estremamente godibile per la sua armoniosità.
Il Sauvignon è fresco e complesso nella sua aromaticità, con tipiche note di fiori di sambuco, foglia di pomodoro e pesca gialla, con sensazioni di vaniglia, menta e tabacco; persistente, equilibrato ed elegante.
Il Friulano è morbido e avvolgente con aromi di pesca bianca, anice ed ananas, insieme a sentori di vaniglia, erbe aromatiche e miele.
In tutti e tre i Vini, si nota la cura che Antonella e Fabrizio hanno messo in ogni fase della lavorazione.
Non solo Vini, ma una filosofia fatta di passione, amore per la propria terra, per il proprio lavoro e soprattutto per il Buon Vino.
Azienda Cantarutti Alfieri
Via Ronchi, 9 - San Giovanni al Natisone (Udine)
Tel 0432 756317 Fax 0432 746055


domenica 19 ottobre 2008

"Vernaccia e dintorni" a Lido di Camaiore (Lucca)

E' proprio riuscita bene la prima degustazione della Vernaccia di San Gimignano (Siena) svoltasi nei giorni 12 e 13 ottobre 2008 a Lido di Camaiore, ben organizzata dagli amici dell'Acquabuona. La manifestazione si è svolta, la domenica sera, con delle cene in compagnia dei Vignaioli, che sono stati sorteggiati e divisi in quattro conosciuti Ristoranti ( Da Romano e Il Punto Divino a Viareggio, Osteria L'Oliveta a Massarosa, L'Antico Uliveto a Pozzi di Serravezza), e il lunedì, con un'intensa giornata di degustazione vini e di assaggi, di olio, di formaggi, di salumi e di piatti tipici locali (La Buca - salumi, Piacentini Paolo e Pinzani - formaggi, La Nuova Bistrot - dolci secchi, Tancredi Cleli - produttrice di zafferano, lo chef Costantino Servedio del Ristorante Dorandò di San Gimignano per le preparazioni); il tutto omaggiato dal Consorzio della Denominazione di San Gimignano. Hanno partecipato ben 21 Cantine (Cesani Vincenzo, Pietraserena, La Marronaia, Campochiarenti, Il Colombaio, Casa alle Vacche, Fattoria Il Palagio, Casale Falchini, Il Lebbio, San Quirico, Teruzzi & Puthod, Fontaleoni, Agricoltori del Chianti geografico, Panizzi, Cusona, Pietrafitta, San Donato, Signano, Le Calcinaie, La Lastra, Il Palagione) con tutti i loro vini, guidate dal Presidente del Consorzio Giovanni Panizzi.
Sono andato alla cena organizzata al Ristorante Il Punto Divino :
- Vigna a Solatio 2006 (Casale Falchini) con Filetti di sogliola su coulis di peperoni;
- L'Albereta 2007 (Colombaio di Santa Chiara) con Millefoglie di acciughe e patate su valeriana;
- Crocus 2006 (Casa alle Vacche) con Trofiette di pasta fresca in salsa di basilico e gamberi;
- Angelica 2006 (Fattoria San Donato) con Mezze maniche all'uovo in ragù di mare;
- Riserva 2005 (Panizzi) con Trancio di tonno rosso con cipolla di Tropea brasata.
A fine degustazione come dolce il Frangipane al fondente puro con la sua salsa.
L'atmosfera gioviale della cena si è ritrovata il giorno dopo nell'ampia sala del Dune Hotel a Lido di Camaiore con la convivialità della degustazione che ha avuto un grosso successo di pubblico rafforzando l'idea della necessità di ripeterla il prossimo anno per approfondire la conoscenza di questo importante Vino.






mercoledì 15 ottobre 2008

Moreno Cedroni : il Comandante al timone della Madonnina del Pescatore.

Andare in un posto straordinario come il Ristorante La Madonnina del Pescatore ( Due Stelle Michelin ) sul Lungomare di Marzocca di Senigalla (Ancona), è un'esperienza avvolgente non solo per l'eccezionale bravura dello chef/patron Moreno Cedroni, ma anche per la calda, affascinante atmosfera che lui, la moglie Mariella e tutto lo staff, sono riusciti a creare e a trasmettere ai loro ospiti.
Moreno nasce ad Ancona il 09 Luglio 1964 e dopo le scuole dell'obbligo frequenta l'Istituto Nautico, dove si diploma Comandante di Navi mercantili nel 1983 ma, invece d'imbarcarsi, farà la scelta che gli cambierà la vita: rileva un locale dismesso sul Lungomare Italia di Marzocca. Qui apre con un menù tradizionale e pizza, viene gestito in sala da Moreno e da una cuoca in cucina; nel 1990 inizia la vera avventura, Moreno lascia il suo incarico per entrare in cucina: escono i primi piatti composti e comincia ad essere divorato dal "sacro tarlo" della ricerca, la successiva svolta nel 1995 con l'incontro dell'illustre maestro spagnolo Ferran Adrià Acosta del Ristorante El Bulli che sarà un'eccezionale scuola ed un grande impulso per la sua nuova creativa cucina.
Oggi il Ristorante La Madonnina del Pescatore è un "santuario" dell'arte culinaria italiana e dobbiamo riconoscere a Moreno di aver intrapreso la strada giusta, perchè il risultato della sua ricerca è estremamente fruibile e di grande godibilità per tutti. Tra le eccezionali voci del suo Menù fatto dai i suoi piatti più importanti indicati con l'anno della realizzazione, ho degustato, accompagnato da un'ottima bottiglia di Chablis Premiere Cru Vaillons Joseph Drouhin 2007 :
- Aperitivo : Viaggio intorno ad un'alice ed americano solido;
-Antipasto : Sushi & Susci (ricette dal libro omonimo) percorso di 10 crudi ( Ostrica con frittatina morbida - Scampo marinato con succo d'arancia - Spigola in acqua di pomodoro ed erba cipollina - Astice scioccato zuppa di pomodoro, verdure in giardiniera e gelatina al sedano rapa - Spada con crema di fagioli cannellini, salsa tonnata e pistacchio tostato - Sgombro con burrata e pomodorini - Tonno rosso con la prima colatura di alici e conditella - Anguilla con pappa di pomodoro e gelatina di birra; serviti in un bel piatto blù ad otto scomparti. Di seguito altre due portate, Riso susci con vongole veraci e olio al limone - Finta tagliatella alla carbonara con orata fresca) ..... favoloso.
- Primo : Paccheri di Gragnano con seppia e totano, salsiccia ed erbe con fonduta al limone.
-Secondo : Il Baccalà "che salo io" con insalata sbollentata, maionese al cappero e salsa agrodolce.
- Dolce : Formaggi ( gelato di tomino del mel e confettura di fragole e timo reblochon con marmellata di mandarino pizzetta di olivet au foin con confettura di prugne e zenzero formaggio di fossa di Beltrami con gelatina di lacrima).
Al posto del caffè : Tropico del Cancro in piccole praline ( una micro pasticceria servita su una carta geografica del mondo e posizionata sul paese di origine dell'ingrediente principale contenuto).
Cosa dire ...... un'ovazione ai colori, ai profumi, ai sapori e al buon gusto.
La Carta dei Vini è maestosa una vasta scelta di Champagne, Bianchi da tutta Italia, dalla Francia e dal mondo, importanti Rossi italiani, sloveni, francesi, portoghesi, spagnoli, australiani, ..... , Vini da Dessert dalla Grecia, dall'Ungheria, ...... , tutti scelti con cura da Moreno per accontentare anche i palati più esigenti; particolare attenzione anche ai prezzi che sono contenuti. Accurata ed interessante la Carta dei Thè.
Ma non finisce qui, Moreno Cedroni è una fucina di idee non solo in cucina, infatti il Ristorante La Madonnina del Pescatore non è la sua sola attività, è anche un ottimo imprenditore, i suoi fiori all'occhiello sono Anikò la prima salumeria di pesce del mondo affacciata sulla Piazzetta Saffi di Senigallia, Clandestino susci bar nella Baia di Portonovo, Officina laboratorio ittico a Senigallia che produce conserve di pesce, sughi, salse agrodolci, marmellate, confetture, gel, sali e pepi, salumi e confezioni regalo, Acrilico bar/negozio in Corso Mazzini ad Ancona e, per finire, anche Catering e una numerosa serie di Pubblicazioni.
A Moreno Cedroni e alla dolcissima e gentile Mariella vanno tutti i miei ringraziamenti per l'affettuosa accoglienza ricevuta e, credo anche a nome di tutti, per continuare a portare la cucina di ricerca italiana sempre più avanti nel panorama internazionale, sulla giusta rotta, come un grande Comandante al timone di una nave.
Ristorante La Madonnina del Pescatore
Lungomare Italia, 11 - Marzocca di Senigallia (Ancona)
Tel. 071 698267 Fax 071 698484
Aperto sempre, chiuso il Lunedì.

sabato 11 ottobre 2008

Chateau Talbot : un nome, una garanzia.

Mi è capitato di stappare un paio di bottiglie di Chateau Talbot Saint-Julien Grand Cru Classè, una 2001 e l'altra 2002: in tutti e due i casi, benchè la prima fosse leggermente superiore, ho bevuto un vino veramente ottimo. Parlare dello Chateau Talbot, vuol dire parlare di una Azienda situata in una posizione ideale lungo l'estuario della Gironda, in una delle più belle zone del Bordeaux (Francia); un'importante Azienda di ben 102 ettari di vitigni di rosso e 5 ettari di bianco. Quest'ultimi, divisi per l'80% Sauvignon e il 20% Semillon, producono uno dei vini bianchi secchi più vecchi che sia stato elaborato nel Médoc, un vino raro prodotto in piccole quantità, molto apprezzato per la sua freschezza e la qualità dei suoi aromi: il Bordeaux Caillou Blanc.
Ma veniamo ai rossi: lo Chateau Talbot Saint-Julien Grand Cru Classè, frutto di un'estrema e precisa selezione come primo vino, e il Constable Talbot come seconda etichetta che può raggiungere anche il 50% della produzione di rosso. La lavorazione attenta delle vigne e la vendemmia, effettuate manualmente, consentono al Grand Cru Classè di raggiungere una grande eleganza con la complessità dei suoi profumi, dei suoi tannini tondi e degli aromi di piccola frutta, erbe essiccate, cedro .... Un vino con il 66% di Cabernet Sauvignon e con una lunghissima longevità. Lo Chateau Talbot incarna per molti l'ideale del Saint-Julien ......... e io sono tra questi.
Chateau Talbot
Saint-Julien-Beychevelle


giovedì 2 ottobre 2008

Il sempreverde ..... Pino .. di Viareggio (Lu).


Il Ristorante Pino di Viareggio (Lucca) è un punto fermo ed importante della ristorazione versiliese e, attraverso gli anni, è rimasto sempre ad altissimi livelli di qualità e gusto, grazie alla conduzione del patron/chef Cosimo Artizzu che con mano sicura ed esperta ha portato al successo questo locale. L'amico Cosimo nasce a Siurgus Donigala in provincia di Cagliari nel 1944 e, dopo aver fatto gli studi in Sardegna, all'età di diciotto anni, nel 1962, viene a lavorare a Viareggio, nella stagione estiva, per il famoso, a quel tempo, Hotel e Ristorante Baghino; l'inverno cucina in famosi locali a Milano e Torino, ma l'estate torna sempre nella cittadina balneare, per collaborare con ristoranti straordinari, che hanno fatto la storia della gastronomia viareggina, come Bombetta e Gusmano. Nel 1974 Cosimo sposa Patrizia Nieri e nel 1979 la svolta: insieme aprono il Ristorante Pino; una sala rettangolare ed una saletta più riservata con una dozzina di tavoli molto ben disposti ed elegantemente apparecchiati; nel periodo estivo si aggiungano altri sei/sette tavoli all'esterno. Cosimo cresciuto immerso nella straordinaria tradizione della cucina sarda ha coltivato nei suoi piatti i profumi ed i sapori della sua terra di origine con risultati veramente eccellenti integrandoli con piatti tradizionali viareggini e della cucina classica italiana. Il suo cavallo di battaglia è certamente la fantastica "Aragosta alla Catalana" secondo l'antica ricetta di Alghero, un trionfo di colori, profumi e sapori, un piatto da 10 e lode; ma non sono da meno neanche tutte le altre sue ricette tra cui spiccano i "Paccheri con lo Scorfano", le "Linguine agli Scampi, Calamaretti e Bottarga di Muggine di Cabras", la "Fregala" (simil cous-cous sardo di crostacei). Il ricco Menù presentato non è esclusivo di pesce e nelle serate particolari a tema con la cucina sarda non può mancare il favoloso "Porceddu". La moglie Patrizia oltre a preparare dei dolci, vere e proprie golosità, come crostate e biscotti, si occupa della sala insieme alla gentile nipote Federica e al figlio Marco, al quale spetta il compito, essendo sommelier, di presentare la magnifica Carta dei Vini (circa cinquecento etichette importanti tra italiane ed estere, con particolare attenzione ai vini francesi e californiani). In cucina Cosimo è ben spalleggiato dall'altro figlio Riccardo e da Alfredo, che non sono da meno per bravura e capacità avendo un insegnante così preparato. Il Ristorante Pino, non lontano dalla famosa passeggiata lungomare di Viareggio, con la sua elegante raffinatezza, malgrado il passare degli anni, rimane fresco, giovane e ..... sempreverde.
Ristorante Pino
Via Matteotti, 18 - Viareggio (Lu)
Tel. 0584 961356
Chiuso il Mercoledì e Giovedì a pranzo. Luglio e Agosto aperto solo a cena.

Una bevuta con l'amico Roberto Picech.

Girovagare per le colline sopra Gorizia, vicini al confine con la Slovenia, è già una cosa piacevole, grazie allo splendido paesaggio, e per un appassionato come me, per lo straordinario fiorire in questa zona di magnifiche aziende produttrici di vini di grande pregio. Dolci colline al riparo delle Prealpi Giulie che proteggono questa zona dai freddi venti dell'Est, mentre la vicinanza del Mare Adriatico, favorisce un microclima mite e temperato. I terreni sono costituiti da marne e arenarie stratificate, formazioni rocciose molto friabili che sotto l'azione degli agenti atmosferici si disgregano e si trasformano in un terriccio molto fine, il risultato un terreno ricco di sali minerali e di argilla ideale per la viticoltura. Ma ancora più piacevole è bussare ad una porta ed essere accolti da un amico e dalla sua bella famiglia. I Picech sono agricoltori e viticoltori da sempre, abitando sulle colline di Pradis sin dal 1920: Egidio Picech e sua moglie Jelka, hanno messo le basi della bellissima azienda che è oggi. Roberto, unico figlio maschio, ha preso la conduzione dell'azienda nel 1989 e da allora ha fatto passi da gigante, innovando prima di altri, non seguendo le mode ma solo il suo istinto di appassionato viticoltore. Oggi stà finendo di ristrutturare l'azienda dopo aver rinnovato la cantina e tutti gli annessi, sempre con l'aiuto della moglie Alessia. Sette eccezionali ettari di vigneti (Ribolla Gialla, Friulano, Malvasia, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Merlot) con una produzione annua di circa 25.000 bottiglie, suddivise in maggioranza in vini bianchi, a seguire rossi e il Passito di Pradis. Tutti i suoi vini, oltre ad avere uno straordinario rapporto qualità/prezzo, hanno avuto riconoscimenti importanti come l'Oscar di miglior Vino Bianco al Premio Internazionale del Vino 2007, al suo Collio Pinot Bianco 2005. La straordinaria ospitalità e la calda accoglienza, comprese le feste della primogenita Athena, insieme a cotanti vini, hanno reso la degustazione ........ una grande bevuta tra amici.
Azienda Agricola Roberto Picech
Località Pradis, 11 - Cormòns (Gorizia)