martedì 11 novembre 2008

IL CASONE 1729 ..... una giornata con l'Olio Nuovo e 3 grandi Chef.

Per festeggiare la "Frangitura 2008", con la presentazione e la degustazione dell'Olio Nuovo, alla Tenuta Il Casone 1729 a Pian di Mommio (Lucca), è stata organizzata dalla gentilissima proprietaria Andrea Lehmann e dalla sua efficientissima assistente Silvia Ghiribelli, una grande giornata enogastronomica con la partecipazione di tre grandi Chef : Michael Hoffmann, Andrea Mattei e Cristiano Tomei.
Questa magnifica Tenuta, immersa nel verde delle colline prospicienti la Versilia, è il risultato della ristrutturazione, avvenuta tra il 1998 e il 2000, grazie all'impegno della signora Andrea e al lavoro di importanti architetti e maestranze : una bella casa, due lussuose suites per gli ospiti/turisti, gli architettonici annessi, il curatissimo parco tra sculture e la grande piscina.
L'Oliveto è terrazzato e si estende per quattro ettari, è composto da 1111 piante di qualità "Frantoio" (per la maggior parte), "Leccino" e "Maurino", alcune delle quali risalgono a circa 500 anni fà; nonostante ciò nella primavera 2005 sono stati impiantati 240 olivi di tre anni che, tra circa dieci anni, entreranno in piena produzione.
L' Azienda produce un Olio Extra Vergine d'Oliva (anche in versione aromatizzato) con la classificazione di qualità della Dop di Lucca; uno straordinario Olio contenuto in un' elegante bottiglia di vetro scuro, resistente ai raggi Uv, chiuso da un tappo di sughero sardo naturale e confezionato in scatole di colore rosso e nel tipo più pregiato in un cartone nero laccato.
La riuscitissima giornata si è svolta, in una così splendida cornice, l'ultimo sabato di ottobre.
Cristiano Tomei, chef proprietario del Ristorante L'Imbuto di Viareggio (Lucca), punta di diamante della cucina di ricerca versiliese, ha coordinato e fornito l'asse portante sia della cucina che del servizio, inserendo tra i suoi numerosissimi piatti anche quelli degli altri due colleghi presenti: fra le sue preparazioni la coreografica entrèe (una scatola con sei bicchierini in cui si potevano degustare Acciughe all'olio, Pane e olio, Pancotto bianco, Zuppa di cavolo nero, Fagioli schiaccioni, Polpo con le patate) e Agnolotto di finocchi cicale sambuca e caffè, Gnocco affumicato aglio e olio, Tordello di fegato alla veneziana, Uovo aceto olio e scampi, Giardiniera di galletto livornese con olio al rosmarino, Vitello tonnato con l'olio nuovo, Brulée di sparnocchi, Sorbetto di olio con stick al parmigiano, Gelato di ricotta con olio e buccia di arance, Plum Cake con olio e frutta secca, Catalane al tabacco, Pecorino e pere Frozen, il tutto accompagnato con particolari tipi di pane.
Michael Hoffmann chef/patron del Margaux, uno dei cinque Ristoranti più importanti di Berlino e uno dei migliori cuochi tedeschi, insignito di una Stella Michelin, ha portato il suo stile su una "cucina di avanguardia classica" ed ha preparato, estrapolando dal suo nuovo libro di 50 ricette con erbe aromatiche, Ravioli in acqua d'olive con olio d'oliva e caprino e Rana pescatrice affogata in olio extra vergine di oliva.
Andrea Mattei, giovanissimo e bravo chef emergente del Ristorante La Magnolia dell'Hotel Byron (5 stelle) sul Lungomare di Forte dei Marmi (Lucca), ha cucinato il suo Risotto al profumo di arancia e scampi canditi all'olio extra vergine di oliva, e successivamente lo Spiedino di sgombro all'olio extra vergine di oliva, patate e avocado.
Alla festa della Frangitura hanno partecipato molte persone provenienti da varie parti d'Europa e per questi ospiti gli chef hanno dato prova della loro maestria con le scenografiche preparazioni di altissima qualità, tutte contenenti un pregevole ingrediente l'Olio Extra Vergine d'Oliva de ..... Il Casone 1729.
Il Casone 1729 srl
Via Fonti, 369 - Piano di Mommio (Lu)
Tel. 0584 998025 Fax 0584 997338






domenica 9 novembre 2008

Chateau Brane-Cantenac 2001 ..... avvolgente.

Stappare una bottiglia di Chateau Brane-Cantenac 2001 (Margaux) Grand Cru Classé dal 1855, non è solo un evento per la straordinarietà della bottiglia e la qualità del Vino, ma anche per la lunga storia di cui è intrisa.
L'Azienda fondata nel XVIII° secolo dalla famiglia de Gorce, ad ovest del villaggio di Cantenac - Gironda - Francia, prima della classificazione dei Grandi Cru del 1855, produceva il Vino più importante del Medoc. Nel 1833 venne acquistata dal Barone de Brane che aveva appena venduto il Brane-Mouton (oggi Mouton-Rothschild); questo pioniere ben conosciuto nel mondo del vino di allora, era talmente bravo da essere soprannominato il "Napoleone delle Vigne" e, conoscendo perfettamente le potenzialità del terreno, fece emergere le sue eccellenti pecularietà. Nel 1866 un'ulteriore vendita alla famiglia Roy, proprietaria dello Chateau D'Issan. La Società dei Grandi Cru di Francia acquista questo possedimento nel 1920 e nel 1925 il passaggio a Lèonce Rècapet e al genero Francois Lurton dell'intero bene. Nel 1956 Lucien Lurton (figlio di Francois) eredita l'Azienda, ed oggi è in mano ad Henri, dal 1992, uno dei suoi dieci figli. Sotto la sua direzione i 90 ettari divisi in più appezzamenti, di cui il più vasto è sito davanti al Castello, vengono ristrutturati e modernizzati, soprattutto attraverso importanti lavori di messa a valore delle vigne, insieme all'applicazione delle più moderne tecnologie, il tutto per arrivare alla magistrale produzione di questo Chateau.
Tutti i vini di questa grande Cantina sono Cabernet Sauvignon 62,5%, Merlot 33%, Cabernet Franc 4% e Carmenere 0,5% e si differenziano per la selezione delle uve e l'invecchiamento: Chateau Brane-Cantenac 18 mesi in barrique, Margaux e Chateau Notton e Le Baron de Brane 12 mesi in barrique.
A titolo di cronaca il vitigno Carmenere è una rara varietà di Bordolese a bacca nera.
Il Vino della bottiglia stappata, Chateau Brane-Cantenac 2001, si presenta con un colore rosso profondo dagli intensi riflessi violacei, gli aromi potenti di caffè e cacao, l'ossigenazione rivela note speziate e floreali con un bouquet di more, lamponi, tabacco e cuoio, un finale estremamente lungo e ..... veramente avvolgente.


lunedì 3 novembre 2008

Azienda IL CARPINO ..... Amore per il Vino.

Il Friuli Venezia Giulia è una tra le regioni italiane più straordinarie, sia per il Vino che per le persone che ci vivono; qui si sente la grande passione che viene messa in tutto ciò che fanno; immerso in questa atmosfera positiva ho trovato un posto, dove, nonostante tutto, sono riusciti a stupirmi per il grande, intenso amore, con cui fanno il Vino ..... Il Carpino.
La bella Azienda agricola Il Carpino è ubicata in Località Borgo del Carpino, tra Oslavia e San Floriano del Collio, praticamente sul confine con la Slovenia, su una superficie di quindici ettari tutti in proprietà; gode di un bellissimo panorama fra degradanti vigneti, verdi colline e sullo sfondo il paesaggio di Gorizia; nasce nel 1987 da Franco Sosol e dal suocero Silvano, cresce con Franco e la moglie Anna fino ad arrivare ad oggi con l'ingresso dei figli Naike e Manuel.
La particolare tipologia del terreno argilloso, la cosiddetta "ponca" conferisce ai loro Vini le pregevoli mineralità di cui sono ricchi; tutta la produzione vitivinicola viene fatta con amorevole cura, e ciò traspare in ogni particolare, dalla vendemmia .... al confezionamento; la loro gamma di Vini, fino ad oggi, si è caratterizzata in due distinte linee di produzione : Il Carpino - i Vini più selezionati ( Bianco Carpino, Ribolla Gialla, Sauvignon, Chardonnay, Malvasia, Rosso Carpino, Cabernet Sauvignon, Rubrum) e Vigna Runc - Vini freschi dai vitigni più giovani (Pinot Grigio, Sauvignon, Chardonnay, Ribolla Gialla, Bianco Runc, Merlot).
Molta attenzione viene fatta ai trattamenti sulla vite, tra l'altro non vengono usati concimi chimici, ma prodotti assolutamente innocui, a garanzia della salute del consumatore.
Questo autunno Il Carpino è uscito con due grosse novità :
- la prima denominata Vis Uvae, dal latino la forza dell'uva, un Pinot Grigio che, per effetto di una settimana di permanenza sulle bucce di colore violaceo, acquista quel colore ramato specifico di questa uva.
Finalmente torniamo alle origini in un mercato che ha offerto troppe vinificazioni in bianco di questo magnifico acino.
- la seconda Exordium un (Tocai) Friulano; il nome nasce per festeggiare un duplice esordio, quello dell'entrata in Azienda dei figli e quello di aver prodotto per la prima volta questo Vino.
Ambedue i Vini sono di grandissimo pregio, come del resto tutti i loro prodotti, e superano con ottimi voti gli esami, visivo, olfattivo, gustativo, con uno straordinario punteggio qualità/prezzo; la produzione di Vis Uvae è di circa tremila bottiglie, quella di Exordium di millecinquecento ..... purtroppo, date le quantità, un nettare solo per pochi.
Azienda Agricola Il Carpino
Località Sovenza, 14/A - San Floriano del Collio (Gorizia)
Tel. 0481 884097 Fax 0481 884205




domenica 2 novembre 2008

Splende ..... "La Luna" a Lido di Camaiore (Lu).

E' proprio per tutti il Ristorante La Luna a Lido di Camaiore (Lucca), gestito dallo chef/patron Del Signore Alessandro e in sala dal fratello Leonardo, infatti, oltre ad avere un classico Menù soprattutto di mare, è anche un'ottima Pizzeria.
Alessandro dopo aver fatto la Scuola Alberghiera a Marina di Massa, diplomandosi Chef, lavora per un certo periodo in diversi conosciuti Ristoranti della zona (Clara, Capannina, Arlecchino), successivamente a diciotto anni parte per il servizio militare; al suo ritorno apre il locale La Luna, a Focette di Pietrasanta, dove, benchè molto giovane, si fà spazio nella ristorazione versiliese dal 1985 al 1987. In seguito trasferisce il locale a Massarosa località Meto, dove rimane dal 1992 al 1994; proprio in quest'ultimo anno il trasferimento a Lido di Camaiore in Via del Fortino dove è tutt'oggi.
Il Ristorante è arredato con semplicità ma è molto accogliente, nella stagione calda si può mangiare anche all'esterno sotto la piccola tettoia delimitata da verdi fioriere.
Ricco il carrello del pesce, di soddisfazione le porzioni, discreta la carta dei vini, ottime le pizze. Si inizia:
- pane ed ottime schiacciatine calde;
- una notevole varietà di Antipasti, tutti serviti con scenografiche composizioni;
- tra i Primi, tutti buoni, spiccano i Ravioli di mare, gli Spaghetti alle Arselle e quelli ai Coltellacci;
- nei Secondi si spazia dal Pesce fresco servito arrosto, all'isolana, ecc., ad una abbondante Catalana di crostacei, passando dal Tonno fresco ad una super Grigliata;
- ricco e goloso il piatto dei Dolci assortiti;
- e con il Caffè speciali Biscottini.
Ma se ce la fate a rinunciare a tutto ciò, potete mangiarvi una riuscitissima Pizza.
Leonardo in sala vi accoglierà con molta simpatia e gentilezza, soddisfacendo ogni vostra necessità culinaria.
L'ottima qualità delle materie prime, le valide preparazioni dello chef, l'abbondanza delle porzioni, l'affabilità e la cortesia, non vi faranno altro che desiderare di rivedere .... La Luna.
Ristorante con Pizza La Luna
Via del Fortino, 67 - Lido di Camaiore (Lu)
Tel. 0584 650283
Chiusura invernale tutto il Mercoledì e Giovedì a pranzo.

martedì 28 ottobre 2008

Da BRACALI a Massa Marittima per sentirsi come dei Re.

Parte da lontano la storia di questo straordinario locale, un Ristorante oggi premiato con una Stella Michelin (anche se ne meriterebbe di più) situato alle pendici della collina di Massa Marittima (una perla storico-culturale dell'Alta Maremma) in Provincia di Grosseto. Gestito da mamma Manuela e babbo Luciano Bracali, era nato, infatti, come punto di ristoro e posto telefonico pubblico, meta di viandanti e camionisti che tra bicchieri di vino, un fiorire di affettati e tradizionali piatti tipici, lo affollavano quotidianamente. Francesco e Luca Bracali crescono in questo ambiente immersi nella tradizione e nella cultura del territorio della magnifica campagna toscana. Francesco s'innamora della cucina e Luca si appassiona al mondo del vino; appena possono trasformano l'antica osteria di famiglia in quelle lussuose ed eleganti Salette arredate in stile neoclassico con spechi, candelabri, colonne in stile romano con fregi in colore oro e lampade rifinite con cristalli di Swaroski. Una grande vetrata ci permette di vedere la cucina completamente in acciaio, estremamente moderna e tecnica, dove se pur cucinando niente è fuori posto, tutto risplende nel più assoluto ordine. Francesco è un eccezionale cuoco autodidatta, niente identifica meglio il suo modo di cucinare delle sue stesse parole "la cucina come intendo io è un'arte a tutti gli effetti, poichè non si limita all'esecuzione corretta di una ricetta ma alla sua creazione, struttura e presentazione; i miei piatti parlano di me, mandano messaggi precisi in un linguaggio sempre uguale e sempre diverso e in continua evoluzione". In sala Luca Bracali, sommelier eccelso, insieme alla futura moglie di Francesco, la bella e gentile Nadia, con tutto lo staff, accolgono l'ospite avvolgendolo con premurose attenzioni ed una cura estrema dei particolari.
Ma passiamo alla degustazione, accompagnata da un'ottima bottiglia di Chateau Cantelauze 1998 (Pomerol):
- Insalatina di gallina livornese e pioppini su budino di fegato grasso, gelatina di mosto cotto e gelato al parmigiano;
- Rigatoni di capocollo rivestiti di capesante crude all'olio di liquirizia e salsa di farro;
- Sella di cinghialetto con fichi e nocciole purè di finocchi;
- Portafoglio croccante di mais in zuppetta di frutta e gelato di yogurt.
Non solo, ad iniziare dalle due entrèe (Tortello al cucchiaio di astice su purè di ceci, Prosciutto di cinta senese con acciuga spagnola sotto pesto e mascarpone) vi stuzzicheranno tra un piatto e l'altro, con un cacciucchino alla livornese, eccezionali sorbetti e gelati, un esclusivo carrello con una varietà infinita di formaggi e, per finire, una pantagruelica mini pasticceria e cioccolatini.
In ogni preparazione i sapori, i profumi e i colori che prevalgono sono quelli tradizionali della nostra terra, ma le elaborazioni dello chef e i suoi abbinamenti estremamente delicati e mai aggressivi, danno come risultato dei piatti veramente grandi e unici.
La Carta dei Vini è maestosa e, nel vero senso della parola, "voluminosa": due tomi con più di cento pagine ricche di bollicine, vini bianchi, vini rossi e da meditazione, dall'Italia e dal mondo; ma raccontata così è sempre limitativa, per darvi un'idea, solo dalla Toscana, nei vini rossi, si può scegliere tra più di cento importanti Aziende con tutti i loro migliori vini ..... il "paradiso" per gli appassionati ..... e ciliegina sulla torta, in chiusura, c'è una piccola selezione personalizzata di Luca Bracali fatta con la collaborazione di tre note Aziende vinicole.
La bellezza del locale, le tavole imbandite, il servizio attento e inappuntabile, l'eccellenza della cucina, la ricchezza della cantina, Francesco Bracali, suo fratello Luca, Nadia e tutto il loro staff riusciranno sicuramente a farvi sentire ...... dei Re.
Ristorante Bracali s.a.s. di Francesco Bracali e C.
Via di Perolla n°2, Località Ghirlanda - Massa Marittima (Grosseto)
Chiuso il Lunedì, il Martedì e Mercoledì e Giovedì a pranzo.
Tel e Fax 0566 902318


lunedì 27 ottobre 2008

Cena a tema al Ristorante Golden di Cala de' Medici.

La sera di venerdì 25 ottobre 2008 si è svolta, nell'elegante Ristorante Golden di Cala de' Medici Porto di Castiglioncello (Livorno), una bella e riuscita serata a tema sui Formaggi.
L'interessante filo conduttore, il Formaggio appunto, è uno dei più antichi prodotti per l'alimentazione dell'umanità, si parla addirittura di circa 10.000 anni fà e forse anche più. Questo alimento attraverso i secoli è arrivato fino ai Romani che ne perfezionarono le tecniche casearie, fino allora conosciute, introducendo anche l'uso comune del latte vaccino; nel terzo secolo dopo Cristo, l'imperatore Diocleziano regolamentò per primo la vendita di formaggio, ordinando che il fresco fosse venduto avvolto nelle foglie e che lo stagionato fosse salato in superficie. Il nome Formaggio deriva dalla parola greca Formos e da quella latina Forma, ambedue stavano ad indicare un paniere di vimini dove veniva deposto il latte cagliato per dargli il suo aspetto definitivo.
La cena curata nei minimi particolari e preparata dal bravo chef del Golden, Roberto De Franco, è stata servita con i vini selezionati e abbinati perfettamente da Paolo Valdastri.
- Entrèe di Sgombro con burrata;
- Fonduta di Pecorino al latte crudo della montagna pistoiese con uovo affogato di Paolo Parisi e tartufo di San Miniato con Champagne Billecart-Salmon Brut-Rosè;
- Tortello farcito di Roquefort con pera liquida alla cannella con Chardonnay Sanct Valentin 2006;
- Degustazione di Formaggi a latte crudo italiani ed esteri,
(Pico chèvre Brillat Savarin, Vignalet Francia, Moro del Sannio a latte di bufala Molise, Gran Nuraghe Sardegna, Blue Stilton baby d.o.p. Regno Unito)
serviti con gelatina di granny smith e chutney di pomodori verdi, panini alle noci e uvetta in accompagnamento con Tiefenbrunner Gewurztraminer 2007;
- Cannolo croccante farcito con mousse di ricotta e salsa agli agrumi servito con Vinsanto Fedardo 2001.
Riuscitissima, bella e interessante serata nell'accogliente atmosfera del Porto del Gusto di Cala de' Medici di Castiglioncello (Livorno).




domenica 26 ottobre 2008

Aceto Balsamico Tradizionale di Modena : un Tesoro italiano.

Un ristretto numero di poco più di cento Produttori, tutti associati nel Consorzio, sono oggi i custodi dell'Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, un tesoro tutto italiano ed un immenso patrimonio per la cultura gastronomica mondiale. Una produzione di poche migliaia di barili censiti uno ad uno, da cui si ricava una produzione di circa settantamila confezioni, tutte singolarmente certificate, ottenute attraverso la procedura tradizionale in tre fasi : la raccolta dell'uva, la pigiatura e la cottura del mosto, l'invecchiamento. Questo metodo unito all'abilità dell'uomo e ai piccoli segreti tramandati oralmente dalla tradizione sono i fondamenti di questo straordinario prodotto che viene invecchiato dai dodici fino ai venticinque anni, oltre i quali prende la dicitura "Extra Vecchio". Il metodo della tipica acetaia modenese, trova collocazione nei sottotetti delle case, avendo bisogno di grandi calori estivi per concentrare e maturare il prezioso "Balsamico"; cinque botticelle, la prima di 60 litri in rovere, la seconda di castagno da 50 litri, la terza di ciliegio da 40, la quarta di frassino da 30, la quinta di gelso da 20 litri, formano la tipica batteria modenese dove a forza di "Travasi" e "Rincalzi" avviene il miracolo della nascita di questa meraviglia. L'uso dell'aceto era conosciuto fin dalle più antiche civiltà e molte sono le testimonianze letterarie : da Virgilio che nelle Georgiche già descriveva la consuetudine di cuocere il mosto, ad Apicio che documentava il mosto cotto come condimento dei cibi, fino all'epoca dei Duchi d'Este, signori di Ferrara e Modena che ne decretarono il successo. L'Aceto Balsamico Tradizionale di Modena ha avuto il 17 Aprile del 2000, dall'Unione Europea, a riconoscimento della sua alta qualità, la D.O.P. (Denominazione di Origine Protetta) che garantisce per il futuro una lunga vita di successi a questo straordinario tesoro italiano.
Consorzio tra i Produttori di Aceto Balsamico Tradizionale di Modena
Via Ganaceto, 134 - Modena
Tel 059 395633 Fax 059 444510