sabato 15 ottobre 2011

AZIENDA CASE BASSE SOLDERA A MONTALCINO (SI): UN PARADISO TERRESTRE DOVE SI PRODUCE UN VINO UNICO.

Su una verde collina, alta 567 metri sul livello del mare, ubicata alla fine della Val d’Orcia, in Provincia di Siena, sorge un Comune dalla origini antichissime e da una lunga storia, il suo nome è Montalcino.
Cinque milioni di anni fa il Mare Tirreno sommergeva tutte queste terre, oggi per quei miracoli che solo “Madre Natura” riesce a fare, questo Territorio è particolarmente adatto per la coltivazione dei Vigneti di Sangiovese.
Qui nasce uno dei migliori Vini della produzione Enologica Italiana e mondiale: il Brunello di Montalcino.
Il Brunello è un Vino Rosso importante, ricco di struttura, di gusto e di una straordinaria capacità d’invecchiamento, prodotto col 100% di un’Uva eccellente, il Sangiovese Grosso.

Dal primo Luglio 1980 al Brunello di Montalcino è stata attribuita la Denominazione di Origine Controllata e Garantita (D.O.C.G.).
Tra le molte Aziende Vitivinicole di questo speciale Territorio una è particolarmente vicina al mio cuore, non solo per il grande Vino che produce ma anche per quel viticoltore straordinario che ne è il proprietario: Gianfranco Soldera.
Gianfranco nasce a Treviso il 29 Gennaio 1937, i suoi genitori sono Eugenio Soldera e Rosaria Zanetti. Suo padre amava bere il vino buono, e la sua mamma era una cuoca bravissima. Il nonno Luigi, in Provincia di Treviso coltivava il Raboso (un Vitigno Autoctono Veneto, molto rustico, che si trova soprattutto nel Territorio Trevisano), anche i bisnonni materni, che vivevano a San Biagio di Callalta (TV), producevano vino.

Quando Gianfranco aveva solo tre mesi, i suoi genitori si trasferirono a Milano, erano Socialisti e per motivi politici erano stati costretti ad abbandonare la loro terra.

A Milano, nel 1940, la Famiglia aumenta, nasce il fratello di Gianfranco, Guido.
Soldera cresce in quegli anni difficili di guerra, dove anche andare a scuola è pericoloso. Si sentono spesso le sirene che annunciano i terribili bombardamenti degli alleati, come quello del 20 Ottobre del 1944, effettuato, in pieno giorno, dalla Quindicesima Air Force Americana, che fece centinaia di vittime civili e che distrusse la Scuola Elementare “Francesco Crispi”, del Quartiere Milanese di Gorla, dove rimasero uccisi 184 bambini con tutte le loro maestre.
Ma Gianfranco pensa a quegli anni con il rimpianto della gioventù e un delicato sorriso, ricordando, tra l’altro, che ha fatto la Prima Comunione proprio il 25 Aprile 1945, e che per andare e tornare dalla Chiesa è passato davanti alla Caserma Comando della Legione Autonoma Mobile “Ettore Muti” in Via Rovello, rischiando molto in quella drammatica giornata.
Dopo la guerra Gianfranco prosegue gli studi in Città, frequentando anche le superiori all’Istituto di Ragioneria. All’età di 15 anni, nel 1951, và a lavorare come apprendista in una litografia, poi segue il servizio militare, 1958/1960, non proprio vicino a casa, un mese a Trapani e 17 mesi a Palermo alla Compagnia Comando del Centro Addestramento Reclute.
Tornato a Milano si impegna in un nuovo lavoro, l’intermediario finanziario (broker assicurativo). Nel 1966 si mette in proprio, lavorando con Ditte molto importanti, nazionali ed estere, fino al 2002.
Nel frattempo, sempre a Milano, conosce e si innamora di una ragazza che lavora anche lei nel campo assicurativo, Graziella Roncaglioni, nel 1963 si sposano. Frutto della loro unione, i due figli, Monica, nata nel 1964, e Mauro nel 1973.
La passione per il buon Vino, Gianfranco, l’ha nel sangue, i suoi ricordi vanno a quando era un bimbo e andava a trovare i nonni in campagna, per gioco, con gli altri ragazzi, si metteva a pestare con i piedini l’uva nei tini, i vecchi sostenevano che il peso dei bambini era perfetto per ottenere la migliore pigiatura.
Questa fiamma “vinicola” che lo “brucia” lo porta a ricercare un podere adatto da comprare, fin dal 1960. La svolta nel 1972, quando un caro amico, Giulio Consonno, che venendo a caccia a Montalcino si era innamorato di questa terra, tanto da comprarvi l’Azienda Altesino, convinse Gianfranco Soldera a visitare queste zone. Fu amore a prima vista, anche se il particolare terreno che aveva di fronte, ubicato a Sud-Ovest di Montalcino, era un deserto abbandonato, l’uomo entusiasta vide le potenzialità e, proprio nel 1972, lo acquistò: nasce cosi l’Azienda Case Basse Soldera.
Anni di grande impegno, dedizione e investimenti, facendo la spola tra Milano e l’Azienda a Montalcino, Gianfranco è sempre presente per prendere ogni decisione, anche la più piccola, fino a giungere nel 1975 a fare il primo Vino: fantastico.
Nel 1997 Gianfranco si trasferisce definitivamente a Case Basse incredibilmente trasformata dalla sue volontà e lungimiranza, con l’apporto fondamentale e straordinario di sua moglie.
Nel 2002 anche la figlia Monica, con il marito Paolo e le loro 4 bimbe (Costanza, Arianna e le gemelline Matilde ed Emma), si trasferiscono in Azienda.
Oggi Case Basse si estende su 24 ettari di cui 7 di bosco.
Non è facile descrivere questo “Paradiso Terrestre”creato da mani sapienti, che ci riporta ad un tempo in cui la Natura regnava regina. Tutto qui ha un senso ed è concatenato per creare l’humus ideale (la parte più attiva, sotto l’aspetto chimico fisico, della sostanza organica del terreno).
I coloratissimi giardini, due ettari, frutto dell’opera amorevole della signora Graziella, ricchi di tutto ciò che vola e cammina, il bosco che ha la funzione di depurare l’aria, il torrente, lo stagno pieno di vita che serve per annaffiare ed irrigare, il frutteto, le vigne, gli animali, tutto questo insieme crea un habitat perfetto.
Autorevoli Professori, d’importanti Università Italiane, hanno scelto l’Azienda Soldera per utilizzarla come una fucina di studi e di sperimentazioni.
Legato a ciò anche l’istituzione del “Premio Internazionale Brunello di Montalcino Case Basse Soldera” per giovani Ricercatori.
La nuova Cantina di Case Basse, edificate nel 2001, con il supporto dell’Architetto S. Lombardi, è eccezionale e fatta con amore e semplice naturalità, una cosa viva che respira, non vi si prova alcun disagio anche standovi ore, 23 metri di scavo, per ottenere 9 metri di palificata di piloni di acciaio su cui poggia il pavimento in porfido a 14 metri sotto terra. Le pareti sono fatte da un’enorme quantità di pietre tenute insieme esclusivamente da della rete metallica.
Le grandi botti di Rovere di Slavonia, con spessori che variano da 7 a 12 centimetri, piene delle diverse annate di Brunello, maestose e immobili, fanno il loro proficuo lavoro di anni per produrre non più di 15000 bottiglie.
Camminare tra le Vigne Vecchie di 39 anni con l’amico Gianfranco Soldera è una esperienza unica, dalle sue parole si impara a conoscere l’uomo intelligente e di carattere, l’agricoltore illuminato e appassionato, il marito premuroso e innamorato, il padre attento e autorevole, il nonno giocoso e amorevole. Oltre ad apprendere perle di saggezza che ti rimarranno per sempre impresse: “Le Viti devono soffrire, non vanno concimate, devono affondare le radici in profondità per trovare nutrimento”; “La natura non ha bisogno dell’opera dell’uomo che quando interviene fa solo danni”; “Un grande Vino è l’unico prodotto naturale commestibile che può durare più a lungo della vita di un uomo”; “Il Vino si fa in Vigna non in Cantina”; “Un Vino straordinario si distingue per armonia, eleganza, complessità e naturalità”.
Non sarei mai venuto via da Case Basse, avrei voluto continuare ad ascoltare da Gianfranco Soldera i suoi “segreti”, ma il tempo è tiranno.
Il Brunello di Montalcino di Gianfranco Soldera, è un Vino unico che si posiziona tra i pochi grandissimi Vini del mondo, ed è prodotto a Montalcino, in quel “Paradiso Terrestre” che si chiama Casa Basse.

Azienda Agricola Case Basse
Località Case Basse, Montalcino (Siena)
Tel. e Fax. 0577 848567

www.soldera.it

















sabato 8 ottobre 2011

LA SUPREMA A LA SPEZIA: DA CASA DEL PIACERE AD UN PIACEVOLISSIMO RISTORANTE.

Le Case di Tolleranza (non vi preoccupate, andate pure avanti con la lettura, è un articolo di Gastronomia), comunemente chiamate anche Bordelli o Case Chiuse, sono la versione più moderna degli antichi “Lupanari”, dal Latinolupa = prostituta”, che sorgevano in punti strategici delle città durante tutta l’Epoca Romana.

Molti di questi posti, in cui si dispensava il piacere mercenario, erano specificatamente attrezzati secondo il livello della clientela e, spesso, i migliori erano camuffati da Osterie. La pubblicità non è certo una scoperta moderna, infatti questi particolari luoghi erano indicati all’esterno da disegni espliciti e scritte tipo “Hic habitat felicitas = Qui abita la felicità”. Tutto ciò che ruotava intorno all’argomento in questione era severamente regolato in quello straordinario insieme di norme e leggi che era il “Diritto Romano”.
In Italia vennero aperte le prime Case di Tolleranza (il nome deriva dal fatto che erano “tollerate” e controllate dallo Stato) grazie a un decreto del 1859 che tendeva a favorire l’esercito Francese (abituato all’antica tradizione delle loro “Maisons Closes”) che, in quel momento, appoggiava i Piemontesi contro l’Austria. Il decreto fu fortemente voluto da Camillo Paolo Filippo Giulio Benso Conte di Cavour Presidente del Consiglio dei Ministri del Regno di Sardegna e successivamente, dal 23 Marzo alla sua morte, avvenuta il 6 Giugno 1861, primo Presidente del Consiglio dell’appena nato Regno d’Italia.
Negli “Anni Trenta” un nome identificava le lussuose Case, sparse per lo più nelle grandi e importanti Città Italiane, che avevano una clientela più ricca e signorile, si chiamavano “Suprema”.
Tutto questo “mondo” scomparve con l’applicazione della Legge 75/58 del 20 Febbraio 1958 promossa dalla Senatrice del Partito Socialista Italiano Angelina Merlin (1887/1979).
La Spezia, bella Città portuale adagiata in quel magnifico Golfo, cinto da colline, che porta il suo nome, da molti chiamato anche “Golfo dei Poeti”, è la seconda Città della Liguria ed è ubicata a pochi chilometri dal confine con la Toscana. Non solo il suo antico Porto Commerciale le ha dato vita ma è con la costruzione prima e l’inaugurazione poi dell’Arsenale Militare Marittimo (insediamento adibito alla costruzione, riparazione, immagazzinamento e fornitura di armi e munizioni), avvenuta il 28 Agosto 1869, che La Spezia si è trasformata da piccolo centro urbano a “Capitale Militare Marittima”.
In un Capoluogo così vivo, per gli uomini benestanti, ma soprattutto per un numero eccezionale di Ufficiali di Marina, non poteva mancare, in un Palazzo ad angolo, posizionato in una delle più caratteristiche e centrali Piazzette della Città, Piazza Sant’Agostino, la casa della felicità “Suprema”. Non solo un luogo dove la “Zia”, la tenutaria, accoglieva i clienti nel lusso e nelle comodità, ma visto che a La Spezia non c’era la Scuola d’Arte, di giorno alcune ragazze si prestavano a fare da modelle ai pittori più famosi del posto e anche ad altri che venivano appositamente da fuori, trasformandosi anche in un centro culturale/artistico.
Oggi nello stesso stabile, c’è un Locale che offre varie opportunità (non pensate male) alla propria clientela e porta lo stesso fascinoso nome: Suprema.
La Suprema si presenta come un insieme di valide e professionali attività sotto un solo tetto: Coffee Bar, Forno, Ristorante e Appartamenti. Il merito di cotanto fervore commerciale è del suo vulcanico proprietario Alberto Costa.
Alberto, classe 1968, gioca in casa, è nato a La Spezia, non proviene da una famiglia di ristoratori, si è fatto da sé. Nella sua vita ha fatto di tutto e forse anche di più; oggi con il fratello Marco e la sorella Paola manda avanti, in contemporanea, anche altre attività ristorative ubicate in altre località.
Tutto nasce con l’apertura del Forno una ventina di anni fa, legato a questo evento anche il soprannome per Alberto di “Panino”.

Successivamente, visto il successo del Panificio, ottenuto grazie alla qualità dei suoi prodotti, viene aperto accanto, a sinistra, guardando da fuori, il Coffee Bar, con un servizio completo di offerte per tutte le ore del giorno; col tempo è diventato anche un luogo di ritrovo per ascoltare musica Jazz dal vivo. Nel Dicembre 2010, a destra del Forno, nella parte finale che forma l’angolo, viene aperto il Ristorante.
La Suprema al pian terreno si presenta con tre accoglienti ambienti, divisi ma collegati tra di loro, ognuno con il proprio “carattere”, ma nello stesso tempo espressione di un'unica filosofia del servizio, frutto delle energie e delle idee innovative di Alberto Costa.
Dall’apertura del Ristorante la responsabilità della Cucina è in ottime mani, lo Chef Executive è Davide Raschi.
Davide è nato ad Arcola (SP), ha dato sfogo alla sua grande passione per la Cucina diplomandosi all’Istituto Alberghiero “G.Casini” di La Spezia, dopo importanti esperienze, in giro per il mondo, fatte in grandi Ristoranti, come il San Domenico di Imola e di New York, ha lavorato con Chef come Gianfranco Vissani e frequentato anche la Scuola di Cucina, in Francia a Parigi, del Grande Maestro Alain Ducasse. Nel 2000 ha aperto a La Spezia un suo Locale “Il Sogno di Angelo”, dove è stato premiato anche con la prestigiosa “Stella” dalla Guida Michelin.
In Cucina con Davide due giovani Spezzini molto promettenti, il Sous Chef Luca Simonelli, classe 1990, e il Capo Partita ai primi e ai dolci Jacopo Lecci classe 1989.
In Sala, al Ristorante, ad aiutare Alberto un suo caro amico, Stefano Destri.
Il Ristorante La Suprema è un Locale rustico/elegante, il pavimento è in pietra, il soffitto è una volta a mattoni, pochi i tavoli, ma con la bella stagione si può mangiare anche fuori, l’apparecchiatura è sobria e minimalista.
Il Ristorante ha una Cantina super fornita, una selezione di circa 600 Etichette tra Vini Bianchi e Rossi, particolare attenzione è stata dedicata anche a Champagne e Distillati.
Il Menu permette di scegliere tra piatti di mare e di terra, con molto riguardo al Territorio.
Ma veniamo alla degustazione fatta; sul tavolo non potevano mancare i buoni panini assortiti della Casa:
- Frittura leggera di gamberetti grigi;
- Gambero in crosta di sesamo con verdurine di stagione e mela ghiacciata;
- Rivisitazione di inzimino di seppie.
Queste portate sono state abbinate a un Weissburgunder-Pinot Bianco 2010, D.O.C. Sudtirol-Alto Adige, 13,5% Vol., della Cantina Produttori San Michele Appiano, ubicata ad Appiano (BZ).

- Paccheri in guazzetto di vongole e zafferano.
Accompagnati da uno Chardonnay 2010, D.O.C. Sudtirol-Alto Adige, 13,5% Vol., della stessa Cantina del Vino precedente.
- Carré di agnello alle erbe in crosta di pane su letto di zucchine.
L’abbinamento con rosso, Vertigo 2008, Merlot-Cabernet Sauvignon I.G.T. Venezia Giulia, 13% Vol., dell’Azienda Livio Felluga, Cormons (GO).
- Mousse di yogurt con lamponi.
Degustazione interessante e appagante, mi sono molto divertito grazie anche ad una assistenza personalizzata della Brigata di Cucina e del gentilissimo e simpatico Alberto Costa.
Ma “La Suprema” non finisce qui, ci sono per gli ospiti anche gli Appartamenti. Girato l’angolo del Ristorante, in un corto vicolo cieco si entra in una porta anonima, all’interno però appare il grande scalone della “Vecchia Casa” con tutto il suo straordinario fascino. Al primo piano, nell’atrio, con la grande originale statua che ricorda un delicato amoroso abbraccio, posta alla base dell’altro scalone che sale ai piani superiori, si aprono le porte degli Appartamenti, completamente ristrutturati e arredati con gusto, un tocco retrò ricorda, elegantemente, il lontano passato.
La Suprema non è solo un piacevolissimo Ristorante ma offre alla sua clientela un ventaglio di servizi che coprono tutte le più varie esigenze.
Simpaticamente sul loro bigliettino hanno scritto, ricordando il passato: “Chi non è stato dalla Suprema ?”. Parafrasando, mi viene da dire: “Chi non vorrebbe venire dalla Suprema ?”.

Ristorante La Suprema
Piazza Sant’Agostino, 6
La Spezia
Tel. 0187 730453
http://www.lasuprema.it/

















venerdì 30 settembre 2011

OTTIMO CAVIALE DELLA ROYAL FOOD E OTTIMI VINI IN DEGUSTAZIONE AL GRAND HOTEL PRINCIPE DI PIEMONTE DI VIAREGGIO.

Lunedì 26 Settembre 2011, nel pomeriggio, presso la bellissima veranda del lussuoso Grand Hotel Principe di Piemonte di Viareggio (LU), sorto nel 1925 e riportato agli antichi splendori dopo una lunga ed impegnativa ristrutturazione nel 2004, si è svolta una degustazione molto interessante di Caviale e Vini.
Tutte le Aziende partecipanti avevano un comune denominatore: il responsabile vendite di zona il bravo e infaticabile Massimo Moschini, che ha progettato, organizzato e diretto l’evento con l’apporto della sua gentile signora.
Le Aziende Vitivinicole erano numerose e di alto livello.

Diverse Etichette in degustazione sono state premiate, dalla Guide Specializzate del Settore, con i massimi voti:


- Società Agricola Altacutena, del grande Sebastiano Ragnedda, con i suoi Vini Bianchi prodotti a Porto Cervo, Arzachena (OT);

- Azienda Vinicola Badia a Coltibuono, “l’Abbazia del Buon Raccolto” in Gaiole in Chianti (SI), della storica Famiglia Stucchi Prinetti, con i loro Chianti Classici D.O.C.G.;


- La Campo di Sasso Distribuzioni con la Tenuta di Biserno di Bibbona (LI), i super conosciuti Champagne Pol Roger, i Vini Bianchi Neozelandesi e il Tokaji Ungherese;

- Aziende Agricole Cecchi, Viticoltori in Castellina in Chianti (SI) dal 1893, con i loro Vini Rossi, I Vini Bianchi e gli Champagne di Collard-Picard, un piccolo produttore RM (Récoltant-Manipulant) di Villers sous Chatillon (Francia);


- La Cantina Girlan, una società di 230 Viticoltori, in Alto Adige a Cornaiano (BZ), con tutto l’assortimento della loro produzione divisa nelle tre linee, “I Classici”, “I Vigneti” e “Le Selezioni”;


- Azienda Agricola Maso Martis di Martignano in Provincia di Trento, i proprietari Antonio e Roberta Stelzer hanno portato i loro Spumanti, i Vini Bianchi, “L’Indaco” Rosso e i Vini da Meditazione “Sole D’autunno” e “Moscato Rosa”;


- Cantina Rotaliana, Mezzolombardo (Trento), con i suoi Vini Bianchi, Rosati e Rossi prodotti da Vitigni Autoctoni;

- L’Azienda Agricola Il Carpino, Località Sovenza, San Floriano del Collio (GO), proprietà dei carissimi amici Franco e Anna Sosol, con i loro Vini Bianchi e Rossi espressioni nitide del loro straordinario Territorio, nelle due linee “Vigna Runc” e “Selezione Il Carpino”;

- Società Agricola Colvendrà, Refrontolo (TV), proprietà della Famiglia Della Colletta, con i loro Vini Spumanti, Bianchi Frizzanti, Bianchi Fermi, Vini Rossi, Vini Passiti e Distillati prodotti nel cuore della zona di Conegliano Valdobbiadene;


- Azienda Agricola Mirabella, Rodengo Saiano (BS), con i loro Spumanti Franciacorta D.O.C.G., insieme ai Vini Bianchi, Rosati e Rossi, al Passito e alla Grappa;

- L’Azienda Villa Raiano, Località Cerreto, San Michele di Serino (AV), della Famiglia Basso, era presente uno dei Titolari, un altro carissimo amico, Paolo Sibillo, con i loro Vini Bianchi e Rossi, ricchi dei classici sentori di quella Terra e dei loro Vitigni Autoctoni, gli Spumanti e la Grappa.


Oltre a tutte le sopracitate Aziende, si poteva degustare anche i Caviale Italiano di allevamento della Royal Food.

Questa Ditta, straordinariamente ben presentata dalla gentilissima e affascinante titolare, la signora Nancy D’Aiuto (vedi foto in alto), è l’esclusivista per la vendita in Italia della Caviale S.r.L., di Calvisano (BS), leader nel settore dell’Itticoltura relativa all’allevamento degli Storioni.

Con il termine “Storione” si identificano circa 26 specie di grandi pesci che appartengono alla Famiglia degli Acipenseridae, una tra le più antiche famiglie (sono stati trovati fossili con 200 milioni di anni) di pesci ossei (con una struttura non cartilaginea) oggi esistenti e a rischio di estinzione.
Si dà il nome di Caviale “vero” alle uova non fecondate di alcune particolari e rare tipologie di Storioni (i principali sono Beluga, Sterlet, Ossietra, Sevruga), queste uova possono essere “Fresche”, quelle di maggior valore gastronomico, o “Pastorizzate”.
La Royal Food ha portato e fatto assaggiare con professionalità e cura tutti i suoi prodotti artigianali, frutto di una lavorazione rigorosa che garantisce sempre la freschezza, mantenendo le caratteristiche del Caviale selvatico, confezionati anche in astucci eleganti e funzionali:
- Perluga Black Label (Etichetta Nera), Fresco e Malossol (in russo “con poco sale”), l’eccellenza del Caviale;
- Perluga Blue Label (Etichetta Blu), Fresco e Malossol, secondo la migliore tradizione Russa;
- Caviar Caviale, Pastorizzato e Malossol, offre la possibilità di una degustazione senza i limiti di una vicina scadenza.
Un pomeriggio molto divertente, trascorso piacevolmente degustando ottimo Caviale e ottimi Vini, in compagnia di bravi e simpatici Produttori.

www.matteunobile.it
www.coltibuono.com
www.biserno.it
www.cecchi.net
www.girlan.it
www.masomartis.it
www.cantinarotaliana.it
www.ilcarpino.com
www.colvendra.it
www.mirabellavini.it
www.villaraiano.com
www.royalfoodcaviar.com







domenica 25 settembre 2011

SASSICAIA 1987: UN NETTARE MATURATO IN MOLTI ANNI.

Quando con l’annata 1968 (poche migliaia di bottiglie), il Marchese Mario Incisa Della Rocchetta (1899-1983), padre di Nicolò, commercializzò per la prima volta il suo Vino Rosso Sassicaia, prodotto nella Tenuta di San Guido di Bolgheri in Provincia di Livorno, fu sicuramente una “rivoluzione” e un balzo in avanti di tutta l’Enologia Italica.
Fino ad allora nessuno si era nemmeno immaginato di produrre un Vino con un taglio Francese “Bordolese” (termine che indica l’uso dei Vitigni di quel Territorio) sul suolo Italiano.

Questa innovativa e pregevole intuizione nacque dalla somiglianza della terra sassosa (sassicaia appunto) di Bolgheri con le Graves (in Francese terreni ghiaiosi) di Bordeaux, una zona ubicata sulla riva sinistra del fiume Garonna.

Il Sassicaia un Vino eccezionale prodotto con 85% di Uva Cabernet Sauvignon e il 15% di Cabernet Franc, grazie anche alla bravura dell’Enologo Giacomo Tachis, diventerà in pochissimi anni uno dei Vini più pregiati e ricercati al mondo. Sarà anche, dal 5 Novembre 1994, la Denominazione di Origine Controllata “Bolgheri Sassicaia”, la prima D.O.C. della storia Italiana data ad una sola Azienda Vitivinicola.
Il Vino dall’etichetta su cui è impressa la “Stella d’oro ad otto punte” è ormai un mito e stapparne una bottiglia, per gli appassionati, è un amorevole e religioso rito. Quando poi l’annata aperta è così particolare come questo 1987, le emozioni aumentano vertiginosamente. L’87 era stata una vendemmia quasi abbondante e di buona qualità, rimasta in Barriques (20% legno Jugoslavo e 80% Francese) per circa 21 mesi, poi aveva proseguito la maturazione in vetro.
Il Vino di quest’annata è indicato dallo stesso produttore come un prodotto da una vita media e dal raggiungimento dell’apice nel giro di pochi anni dall’imbottigliamento.
Molta la mia sorpresa, dopo averlo stappato, nel trovarlo ancora decisamente vivo, dal bel colore rubino, estremamente piacevole e intenso negli aromi, avvolgente, fine e vellutato nel gusto, decisamente lungo.
Sicuramente un grande Vino, il Sassicaia 1987, estremamente elegante e con una piacevolezza entusiasmante; prendendo come metodo di misura la superlativa annata successiva, il 1988, un nettare poco al di sotto, ma sempre eccellente.

www.sassicaia.com

domenica 18 settembre 2011

LA ROTTA DEL VINO 2011: STRAORDINARIA ANCHE QUESTA EDIZIONE.

Nei giorni di Sabato 10 e Domenica 11 Settembre 2011 si è svolta la kermesse dell’Ottava Edizione della Rotta del Vino, come sempre organizzata dal Porto Turistico di Cala de’ Medici di Rosignano Solvay in Provincia di Livorno. L’impegnativa Manifestazione ha visto sfidarsi, nel tratto di mare antistante il Porto, 20 bellissime barche a vela con a bordo Chef, di importanti Ristoranti Toscani, in abbinamento alle Aziende Vitivinicole dei Grandi Cru della Costa Toscana. Per questa Edizione oltre alle due Giurie, composte da importanti Giornalisti di note Guide e Testate specializzate del settore enogastronomico, è stata aggiunta anche la Giuria Estetica, che valutava la composizione dei piatti.
Venerdì 9, l’apertura dell’evento con la serata dedicata alla Risotto Parade, una simpatica sfida che vede cimentarsi giornalisti e altri concorrenti che cucinano, davanti al pubblico, un risotto.

Anche quest’anno moltissimi i presenti, che hanno svolto anche il compito di giurati. Si sono sfidati in questa “dura lotta con la mantecatura”: Roberta Cini, Cesare Moroni, Alessandra Rachini, Salvatore Corazza, Bruno Bruchi, Fioravante Gerbi.

Ospite d’onore il Ristoratore Livornese Alfredo Sibaldi Bevilotti, per ben due volte premiato dalla prestigiosa Guida “Michelin”con la “Stella”. Presente anche il Maestro “Beppe” Vessicchio, famoso Direttore d’Orchestra.
Sponsor della serata il Riso “Acquerello”, un prodotto dalla qualità straordinaria, coltivato, raffinato e confezionato nella Tenuta Colombara di Livorno Ferraris in Provincia di Vercelli, proprietà della Famiglia Rondolino. Questo Riso, Carnaroli Extra, ha uno dei suoi punti di forza nell’invecchiamento per 7 anni del riso grezzo.
Il vincitore è stato il Maestro Salvatore Corazza (uno dei più grandi batteristi della storia musicale Italiana), assistito dalla signora Enrica Vessicchio, con “Profumi d’Autunno”, un risotto all’Uva Bianca Regina e Roquefort (formaggio Francese erborinato).

La conduzione è stata fatta dal grande esperto di Vini Paolo Valdastri e da me.
Un tempo bellissimo ha favorito le due giornate della veleggiata.
Sabato 10, all’ora di pranzo, la prima manche della Regata. Sono stati preparati a bordo 20 primi piatti di grande livello, accompagnati dai Grandi Cru della Costa Toscana.
La sera, per i Giurati, le Autorità Civili e Militari, i Giornalisti delle Testate coinvolte, si è svolta una Cena di Gala presso il Ristorante Golden di Cala de’ Medici. Per questa occasione lo Chef del Golden, Daniele Contini, ha preparato un “Cacciucco” (zuppa di pesce classica ed “unica” del territorio Livornese) mentre lo Chef ospite, Alessandro Garzillo del Ristorante Capo Santa Chiara di Boccadasse, Genova, ha cucinato la “Bouillabaisse”. Questa particolare zuppa Francese di pesce, fatta con diversi tipi di crostacei, di pesci e di verdure, nasce in Provenza (antica Provincia del sud-est della Francia), e si differenzia per la particolare selezione di erbe e spezie provenzali usate e per la lunghissima cottura a fuoco lento.
Sia per la Risottata che per la cena di Gala il servizio dei Vini è stato espletato dai bravi Sommelier della F.I.S.A.R. Condotta “Due Valli” (Rosignano e Cecina).
In contemporanea alla cena, nella Piazza del Borgo di Cala de’Medici, una grande e affollata festa con musica dal vivo e molti Stands Gastronomici. Si potevano degustare la Trippa e il Lampredotto della Tradizione Fiorentina, la carne del Mesopotamia Doner Kebab, la Porchetta, i Salumi e L’Uovo 61 di Paolo Parisi, le Trofie al Pesto Genovese, fatte da Roberto Panizza, inventore del Campionato del Mondo di Pesto Genovese al Mortaio, i Vini dei Grandi Cru della Costa Toscana serviti dai Sommelier F.I.S.A.R., la Torta di Ceci (con il mitico 5e5 Livornese) del Ristorante Golden, I Tartufi dell’Azienda Savini, i Formaggi della Fattoria il Lischeto, le Paste Artigianali del Pastificio Caponi, i Peperoncini di Biopeperita, lo Zafferano dell’Azienda Agricola La Taverna, “Tutte le Spezie del Mondo” di Francesca Giorgietti, gli Sformati e le Crostate del Podere Alba, non potevano mancare, per grandi e piccini, anche i bomboloni, i dolci e i chicchi.
Domenica 11, sempre all’ora di pranzo, la seconda manche della Regata, con gli Chef che hanno preparato dei secondi piatti, sempre in abbinamento ai Vini, e, non era cosa facile, il livello è stato ancora più alto.
Fuori concorso le Giurie hanno potuto assaggiare anche due piatti preparati dal giovane Chef Luca Rosati dell’Hotel Agriturismo Tenuta Di Pratello, Peccioli, Pisa.
Nel pomeriggio è stata effettuata, presso il Re Noir Lounge Bar del Borgo di Cala de’ Medici, la Premiazione dei vincitori nelle varie Classifiche (vedi foto in alto), durante la quale è stato presentato dall’Arch. Ludovica Mantovani, una delle autrici, anche il bel Libro “Le Gastronautiche, un Viaggio nel Sapore”. Il libro è stato uno dei premi dati al Ristorante Primo Classificato della Gara Enogastronomica.
CLASSIFICA VELICA (solo imbarcazioni):
- 1) Breezy, di Andrea Formichi;
- 2) Phantomas II, di Carlo Podestà;
- 3) Supereva, di Giuseppe Di Gabbia .
CLASSIFICA COMBINATA (Imbarcazione, Ristorante e Azienda Vitivinicola):
- 1) Sugar and Spice (di Alessandro Pini), L’Imbuto, Poggio Rosso;
- 2) Phantomas II (di Carlo Podestà) , Badia di Morrona, L’Angolino di Via Magenta;
- 3) Schorch (di Alois Neukirchen), Le Nuvole, Morisfarm.
CLASSIFICA ESTETICA (solo forma e aspetto del piatto preparato dal Ristorante a bordo):
- 1) Lunasia dell’Hotel Green Park Resort;
- 2) Locanda Martinelli;
- 3) La Perla del Mare.
CLASSIFICA ENOGASTRONOMICA (Ristorante e Azienda Vitivinicola):
- 1) L’Imbuto, Poggio rosso;
- 2) Lunasia dell’Hotel Green Park Resort, Fattoria Le Ripalte;
- 3) Locanda Martinelli, Podere La regola.
Il bravo e vulcanico Chef Cristiano Tomei, del Ristorante L’Imbuto di Viareggio (LU), vincitore di questa Edizione della Rotta del Vino 2011, ha preparato, il Sabato, “Ravioli” con Robiola, pasta di acciughe, e peperoni arrosto, abbinandoli a “Veive 2010” Bianco Toscana I.G.T., 14 % Vol., 100% Viognier. La Domenica il suo piatto è stato “Piccione nel Pino” insieme a “Velthune 2009” Rosso Toscana I.G.T., 14% Vol, 100% Cabernet Sauvignon, i Vini erano, come già indicato, dell’Azienda Vitivinicola Poggio Rosso, proprietà della Famiglia Monelli, di Populonia Stazione, Piombino (LI).
Confermato il grande successo di pubblico per questa straordinaria Manifestazione che unisce all’amore per la Vela e il Mare la passione per la buona Cucina e i Grandi Vini.
Il Comitato Organizzatore della Rotta del Vino 2011, anche quest’anno ha colpito nel segno.
www.larottadelvino.it
www.portodelgusto.net
www.calademedici.net













lunedì 12 settembre 2011

PIAZZA DE’ CHAVOLI 2011: UN PREMIO INTERNAZIONALE DI GASTRONOMIA CON L’ANIMA DEL SUCCESSO.

Il Premio Piazza de’Chavoli (potete trovare la storia dettagliata, e anche altre Edizioni, nell’Archivio di questo Blog) non è solo l’Oscar Enogastronomico Italiano, ma ha in se molti altri importanti valori.

Innanzitutto vi è insito, in questo prestigioso Premio, tutta la passione per l’Enogastronomia dell’Associazione Cuochi Pisani, presieduta da Pier Luigi Pampana, che opera sotto l’egida della Federazione Italiana Cuochi e l’Unione Regionale Cuochi Toscani.
Poi c’è il desiderio del Partner Ufficiale, la Servair Air Chef (il Catering Aeroportuale che ben opera in 23 aeroporti Italiani e sulle maggiori Compagnie Aeree mondiali), di diffondere e propagandare le nostre migliori tradizioni Enogastronomiche.
Non manca il completo appoggio della bella e storica Città Toscana, che si esprime nell’alto livello delle partecipazioni Istituzionali e nel significativo Patrocinio della Provincia e del Comune di Pisa.
Infine tutto si realizza grazie all’opera meritoria, dell’instancabile impegno e della totale dedizione, del Coordinatore del Premio stesso, il Gr. Uff. Umberto Moschini.
Martedì 6 Settembre 2011 alle ore 18.30, presso il Salone “Rino Ricci” della Camera di Commercio, Industria, Agricoltura e Artigianato in Piazza Vittorio Emanuele II, a Pisa, si è svolta la consegna dei premi della Undicesima Edizione della Manifestazione.
L’Albo d’Oro delle precedenti Edizioni si è arricchito di altri importanti nomi, presentati con la solita precisione dal bravo Giornalista Pisano Marco Barabotti e premiati dalle Autorità civili e militari presenti.
Categoria Cuoco: Craig Hopson, grande Chef Executive, di origini Australiane, di quello straordinario Ristorante che porta il nome di “Le Cirque” e che, a New York, negli Stati Uniti d’America, è una bandiera e un punto di riferimento per la gastronomia mondiale, grazie al lavoro di una vita del suo proprietario, il fantastico Sirio Maccioni; proprio l’inossidabile e super vitale Sirio ha ritirato il premio per il suo Chef.
Categoria Ristoratore: Mario Belloni , Modenese, che tra l’Emilia e la Liguria ha aperto, nei lunghi anni della sua carriera, diversi Ristoranti portandoli tutti al successo.
Categoria Viticultore: Augusto Reina Presidente della Casa Vinicola “Duca di Salaparuta” e Amministratore Delegato dell’Illva di Saronno, una tradizione di Famiglia che si tramanda dal 1425.
Categoria Storico Enogastronomico: Luciano Artusi (nipote del magnifico Pellegrino Artusi), con la sua inconfondibile anima Fiorentina, è uno dei divulgatori più qualificati della storia della sua Città e della Toscana.
Categoria Giornalista: Clara Barra, brava giornalista professionista della Casa Editrice “Gambero Rosso”.
Categoria Personaggio
: Marco Valletta, simpatico Chef e Professore Napoletano, Docente di Laboratorio dei Servizi di Cucina presso l’Istituto Professionale di Stato per i Servizi Alberghieri e della Ristorazione (I.P.S.S.A.R.) “Giuseppe Maffioli” di Castelfranco Veneto (TV).
Speciali premi “Tematici” sono andati anche a Pietro Beconcini, viticultore, che si è particolarmente distinto quest’anno riscoprendo, tra l’altro, il vitigno “Tempranillo Toscano”, titolare dell’Azienda Agricola Pietro Beconcini di San Miniato (PI), e allo Chef Franco Mariani del Ristorante Nara di Massarosa (LU), per aver profuso il suo impegno nella valorizzazione della professione del Cuoco quale interprete delle verità e dei misteri che la cucina racchiude.
Quest’anno non poteva mancare, ricorrendo il centenario della sua scomparsa, un Premio particolare dedicato all’indimenticabile Pellegrino Artusi, critico letterario, scrittore e grande gastronomo Italiano (1820-1911), che è stato consegnato, proprio da Luciano Artusi, al Prof. Ferruccio Bonino (Docente del Dipartimento di Medicina Interna dell’Università di Pisa), per aver favorito lo studio delle scienze enogastronomiche quale prevenzione primaria della salute e del benessere psicofisico.
Sono stati insigniti del titolo di Ambasciatori della Cucina Toscana gli Chef Angelo Mazzi e Pier Luigi Pampana.
La premiazione si è conclusa tra i ringraziamenti, gli applausi, le foto di rito, le interviste ai Canali Tv presenti e il rinfresco.
Alle ore 21.00, la Cena di Gala in Onore dei Premiati , nel meraviglioso Chiostro del Museo dell’Opera Primaziale del Duomo di Pisa, da cui si gode una vista mozzafiato di Piazza dei Miracoli, a pochi passi dalla Torre Pendente, splendida, completamente bianca, frutto del recente e accurato restauro.
Al piano terra i grandi tavoli, gestiti dalla delegazione di Pisa-Litorale dei Sommelier della F.I.S.A.R., per il brindisi di benvenuto.
Al piano superiore la Cena:
-Un grande, pantagruelico Buffet, con tre punti di servizio, dove tra l’altro, si potevano degustare spiedini alla caprese con basilico, focacce di Recco, delizie del Parco di San Rossore (PI), tapas miste, tartare di mare, zuppa Toscana, crostini misti, croissant farciti, pan brioches, torte di verdure in sfoglia, verdure ripiene, insalata di farro, insalata di mare.
Successivamente sono stati serviti ai tavoli:
- Cannelloni alla Zeffirino;
- Lasagnette al ragù di cortile;
- Dolce “Piazza de’ Chavoli” della Pasticceria Salza di Pisa.
I Sommelier F.I.S.A.R., Piero Ristori, Andrea Somigli, Stefania Di Sacco e Roberto Menichetti hanno servito in abbinamento:
- “Duca di Salaparuta” Spumante Brut Riserva Bianco, Metodo Charmat Lungo (Grecanico e Chardonnay), 12% Vol., e “Kados” 2010 I.G.T. Bianco Sicilia (100 % Grillo), 13% Vol., dell’Azienda Duca di Salaparuta, Marsala (TP);
- “Tempranillo” 2008 Rosso Toscana I.G.T. (90% Tempranillo e 10% Sangiovese), 14,5 % Vol., dell’Azienda Agricola Pietro Beconcini di San Miniato (PI).
Tutto perfetto, la serata gastronomica è stata curata e condotta, con molta attenzione, dallo Staff del Ristorante “I Sovrani” (Gruppo Zeffirino della Famiglia Belloni) del nuovo Hotel 5 Stelle Lusso “Abitalia Tower Plaza” di Pisa. Molto Brava la Brigata di Cucina diretta dallo Chef Executive Napoletano Antonio De Roma, detto Tony, e anche il personale di Sala, tutta l’organizzazione era sotto la responsabilità del Direttore del Ristorante, il gentile e premuroso Vincenzo Capretti.
Alla fine della bellissima serata sono stati consegnati degli attestati di merito a tutti e quattro i Sommelier F.I.S.A.R. presenti.
Bella e valente anche Jessica Cochis, la giovane sassofonista che ha allietato i convenuti con la sua musica.
Un particolare riconoscimento, per la puntuale organizzazione generale e il coordinamento con la Stampa, và all’Agenzia pubblicitaria e di comunicazione Archimedia Communication di Pisa, curatrice dell’immagine del Premio.
Il Premio Enogastronomico Piazza de’Chavoli 2011 ha riaffermato, in questa Undicesima Edizione, oltre il suo grande prestigio, anche la sua particolare "anima" ricca di molte "sensibilità" che, in fondo, sono il segreto del suo successo.
All’anno prossimo con la Dodicesima Edizione.

http://www.premiopiazzadechavoli.it/
http://www.airchef.it/
http://www.abitaliatowerplaza.com/













domenica 4 settembre 2011

CULURGIONIS: UNA SPECIALITA’ SARDA PRODOTTA DA ”ANTICHI SAPORI D’OGLIASTRA”.

L’Ogliastra (in Sardo Ogiastra o anche Ozzastra) è un’entità territoriale storicamente e geograficamente ben definita, si trova in Sardegna, nella parte centro orientale, e si affaccia, per un centinaio di chilometri di meravigliosa, frastagliata e incontaminata costa, sul Mare Tirreno.
Dal 2001 è stata istituita come una nuova Provincia, staccandosi da quella di Nuoro, ed è diventata operativa nel mese di Maggio del 2005, con 23 Comuni e due Capoluoghi Lanusei e Tortolì, una popolazione di circa 58.000 abitanti e una superficie di 1.854 chilometri quadrati, che ne fanno la Provincia meno popolata d’Italia.
I primi insediamenti umani in questo territorio risalgono con molta probabilità al Neolitico (periodo preistorico con cui si chiude L’Età della Pietra), e, da allora, la tradizione e la cultura nell’Ogliastra si è sviluppata, principalmente, come agropastorale.
Da un Territorio così antico e particolare si sono sviluppati molti prodotti legati all’agricoltura e alla pastorizia che hanno dato impulso alle ricette tradizionali della zona.
Tra i piatti più tipici troviamo i Culurgionis (Culurjonis in Sardo), una sorta di saccottini di pasta ripieni fatti a mano, molto panciuti e contraddistinti su di un lato da una chiusura a “spiga”. Quelli classici sono fatti di pasta fresca di farina di grano tenero e semola di grano duro, il ripieno di fiocchi di patate, pecorino sardo (fresco o stagionato), olio extra vergine di oliva, formaggio salato, aglio e sale.
Oltre ai Culurgionis classici esistono anche altre versioni, il ripieno varia e viene aggiunta, rispettivamente, la menta o i funghi porcini.
Nella parte più meridionale della Sardegna il ripieno viene fatto anche con ricotta fresca di pecora o capra, uova e zafferano, con ulteriori varianti dove viene aggiunto il Pecorino Sardo, bietole o spinaci.
La preparazione di questa specialità è semplicissima:
- Immergere i Culurgionis , uno alla volta, in acqua bollente salata e delicatamente girare;
- Dal momento che salgono in superficie aspettare 5 minuti per poi scolarli con attenzione.
Il condimento più semplice è burro e salvia o olio extra vergine e bottarga grattugiata, ma consiglio vivamente di condirli con una buona salsa di pomodoro e una bella spolverata di Pecorino Sardo grattugiato.
Nell’Ogliastra, più precisamente a Tertenia, c’è una bella Azienda di pasta fresca che produce, dal Luglio del 2000, alcune preparazioni tradizionali tra cui i Culurgionis, il Pastificio è leader per questa specifica produzione, e si chiama “Antichi Sapori D’Ogliastra”.
Titolare di questa interessante realtà è la signora (segnora) Depau Itala.
L’Azienda ha i suoi punti di forza nella realizzazione delle antiche ricette, con materie prime di eccellenza, e con un ciclo produttivo artigianale, dove la straordinaria manualità delle addette è fondamentale, ma, per ottenere il miglior risultato di igiene e conservazione, viene integrato con moderne tecnologie.
Antichi Sapori d’Ogliastra produce anche altri tipi tradizionali di paste fresche:
- Malloreddus, conchiglie rigate chiamate anche “Gnochetti Sardi”;
- Sebadas, raviolone ripieno di formaggio fresco di giornata, in origine era un secondo piatto ma oggi si serve con zucchero e miele;
- Coccoi prena, una pasta simile al pane, ma di semola di grano duro, ripiena e dalla forma accattivante;
- Ravioli ai vari sapori.
Non c’è che da ringraziare una bella realtà come l’Azienda “Antichi Sapori d’Ogliastra” per l’impegno con cui ci riporta in tavola preparazioni con origini antichissime ma dalla assoluta bontà, freschezza e qualità.

Antichi Sapori d’Ogliastra
Loc. San Pietro, Tertenia (OG)
Tel. 0782 92015
www.saporidogliastra.it