sabato 17 dicembre 2016

AL RISTORANTE “CASALE DEL MARE”, A CASTIGLIONCELLO (LI), UNA GUSTOSISSIMA SERATA CON DUE GRANDI CHEF: MARCO PARILLO E J. ABRAHAM ARTIGAS RUBIO.




Sabato 10 Dicembre 2016, al Ristorante dell’AgriturismoCasale del Mare” di Castiglioncello, in Provincia di Livorno, si è svolta una specialissima serata con due grandi Chef.

Casale del Mare” è un complesso residenziale agrituristico nato dal restauro, accurato e sapiente, di un’antica fattoria.
Un angolo di paradiso ubicato su una panoramica e verdeggiante collina, con una vista mozzafiato su uno dei tratti più belli della Costa Toscana
Casale del Mare” è parte di un progetto grande e ambizioso, nato da un sogno dei suoi proprietari, Fulvio Martini e Laura Marzari, che nel 1994 riuscirono a realizzarlo, facendo nascere  così “L’Azienda Agricola Agrilandia”.

Agrilandia” comprende non solo l’Agriturismo RelaisCasale del Mare” e l’Azienda VitivinicolaFortulla”, ma anche un’altra proprietà fuori zona (una residenza turistica, “Corte Codella Nuova”, ubicata nel verde a Viadana in Provincia di Mantova).

Il RistoranteCasale del Mare” è molto accogliente; dall’interno si gode la rilassante vista del parco grazie alla sala completamente a vetri su tre lati. 
Da circa quattro anni lo Chef Executive del RistoranteCasale del Mare” è il giovane, ma già esperto, Marco Parillo.

Marco dopo il diploma, come tecnico della ristorazione e primo pasticcere, alla Scuola Alberghiera IPSSARAngelo Celletti” di Formia (LT), attratto dall’alta Cucina innovativa Spagnola si è recato, per specializzarsi, a Barcellona poi a Ibiza, dopo a Palma di Maiorca e di nuovo a Barcellona.

In questi anni, oltre a lavorare in importanti Ristoranti ha fatto uno stage, un’esperienza fantastica di otto mesi, al Taller (officina) del mitico RistoranteEl Bulli” di Ferran Adrià Acosta.

Questo suo periodo Iberico gli ha portato molta esperienza e molte amicizie.
Uno dei suoi più cari amici, lo Chef J. Abraham Artigas Rubio è venuto, appositamente dalla Spagna, per collaborare con Marco, come già avvenuto in altre occasioni, in una specifica serata dedicata a una “Cena a quattro mani”.

Abraham è nato a Saragozza (Capitale della Comunità Autonoma di Aragona, nel nord-est della Spagna), il 19 Marzo 1981, ma dall’età di 5 anni ha vissuto in quel fantastico contesto naturale  che è l’Isola di Maiorca, la più grande delle Isole Baleari
Fin da piccolo ha avuto la passione innata per la Cucina
Tra i suoi primi lavori quello più appassionante in un laboratorio di ricerca alimentare che lo ha introdotto nel mondo della scienza abbinata all’alimentazione.

J. Abraham Artigas Rubio ha lavorato per diversi anni, come Sous-chef, presso il miglior Ristorante (così è stato premiato dal 2013) dell’Isola di Ibiza: Bắmbuddha
Il “Bắmbuddha” è un Locale moderno e molto accogliente dove nella “Cucina Fusion” del bravo Chef Alejandro Arquero Martinez si ritrovano i sapori più deliziosi delle Cucine Orientali, Sud Americane e Mediterranee.

Attualmente J. Abraham Artigas Rubio lavora come Chef al Ponderosa Beach, in Località Playas de Muro, sull’Isola di Maiorca, sempre in Spagna.

La Serata della “Cena a quattro mani” al RistoranteCasale del Mare” è stata studiata, dagli Chef, come una “passeggiata sensoriale ricca di curiosità”, tendendo a unire la Cucina Italiana a quella Spagnola.

Le portate, sono state accompagnate dai Vini della Casa, l’Azienda VitivinicolaFortulla”:  “Epatta 2015 Rosé”,  “Serpentino 2015”, “Fortulla Rosso 2012” e dal “Bukkuram - Sole d’Agosto 2013”, Passito di Pantelleria D.O.C., dell’AziendaMarco De Bartoli”.  .

In tavola una buonissima schiacciatina, insieme al fragrante pane e all’ Olio Extra Vergine di Oliva della Casa.

Sono state servite le seguenti portate:

- SNACKS:

- Vermut - Frutta “osmotizzata” con Vermut;

- Salamoie - Pesci e verdure crude;

- Crocchette Morbide di Frutti di Mare - Besciamella di frutti di mare racchiusa in “obulato” (finta carta trasparente Giapponese, commestibile, fatta principalmente di fecola di patate);

- ANTIPASTI:

- Patate inSalsa Bravas” - Patate “confittate” con salsa brava di pomodoro, cipolla e peperoni rossi, sopra il mitico “Pimentón de la Vera” (Tipico Peperoncino D.O.P., in polvere, Spagnolo che viene prodotto in diverse versioni, in questo caso è stato usato il “piccante affumicato”);

- Cozze alla Scapece - Cozze ripiene di verdure, crema di sedano, emulsione di acqua di mare e Olio Extra Vergine di Oliva “Fortulla”;

- Calamari con il suo Nero - Cipolle, ripiena di crema di calamari, ricoperte con il nero e acqua di finocchio;

- PIATTI PRINCIPALI:

- Spaghetti al Formaggio - Finti spaghetti di verdure al parmigiano e ricotta;

- Pesce Fritto - Rana pescatrice in due cotture, il suo fegato al marsala, crema di pomodoro, crema di piselli con agrumi, scaglie di triglia fritte;

- Carne in Salsa - Collo di capriolo cotto a bassa temperatura, arancia “confittata” e finocchio al limone;

- Pappardelle al Fondo di Capriolo - Pappardelle con il sugo ottenuto dalla cottura del capriolo;

- DOLCI:

- Radicchio - Tartufo di cioccolato con cuore di radicchio caramellato;

- Riso e Latte (Arroz y Leche) - Riso e latte, gelato al fior di latte e cannella, cialda di riso caramellato.

Tutto ben presentato, tecnicamente ben preparato e soprattutto tutto molto buono.

Veramente molto bravi sia lo Chef Spagnolo ospite, J. Abraham Artigas Rubio, che lo Chefpadrone di casa”, Marco Parillo, che alla fine della cena sono stati accolti da un lungo e affettuoso applauso.

La Brigata di Cucina (molto “combattiva”) era completata dagli aiutanti Davide Pardo e Santino Perri.

In Sala, il servizio è stato assicurato dalla brava e gentilissima Maître/Sommelier Pamela Pasqualino e dalla sua Brigata.

La Serata della “Cena a quattro mani” al RistoranteCasale del Mare” di Castiglioncello (LI), è stata sicuramente bellissima e gustosissima.



Vermut......

Salamoie......

Crocchette Morbide......

Patate in "Salsa Bravas"......

Cozze alla Scapece......

Calamari con il suo Nero......

Finti Spaghetti......

Rana Pescatrice......

Collo di Capriolo......

Pappardelle al Fondo di Capriolo

Tartufo di Cioccolato......

Riso e Latte......

La "Combattiva" Brigata di Cucina

J. Abraham Artigas Rubio, Dracopulos, Marco Parillo 

giovedì 15 dicembre 2016

“HARRY’S BAR” A FIRENZE, UN MITO INOSSIDABILE DI STRAORDINARIO GUSTO E MAGNIFICA ACCOGLIENZA.




L’Harry’s Bar è un Locale straordinario, ubicato in un punto magnifico del bellissimo Lungarno Fiorentino, che ha una lunghissima  e affascinante storia: decisamente merita di essere raccontata.

Tutto ha inizio nell’accogliente, turistica e stupenda Città di Venezia nel 1869.

Nel tratto finale del Canal Grande, dove si allarga diventando il Bacino di San Marco, venne aperto un Albergo col nome “Hotel Barbesi”, successivamente, divenuto proprietà del Tedesco Karl Walther, nel 1881 fu ribattezzato “Hotel Britannia”.  

Nel 1927 giunse al Britannia, a lavorare come Barman, Giuseppe Cipriani (Veronese, classe 1900), già esperto professionista, avendo fatto altre importanti esperienze in grandi e rinomati Alberghi Italiani e non. 

Qui Giuseppe, durate i suoi servizi, conobbe un giovane cliente Americano, Harry Pickering, successivamente quest’ultimo, rimase solo e in bolletta, per varie vicissitudini, tra cui un litigio con una zia che l’aveva portato in Italia.
Giuseppe, mosso dal buon cuore, aiutò il ragazzo con una somma, piuttosto importante, 10.000 Lire (in prestito), che gli permise di rientrare nel suo Paese natale. 
Trascorsi molti mesi (ormai la somma sembrava persa) Harry tornò a Venezia per saldare il debito con Giuseppe e, nel ringraziarlo, gli offrì una cifra letteralmente quadruplicata: 40.000 Lire.

Giuseppe Cipriani, con quei soldi, aprì, il 13 Maggio 1931, un Bar/Ristorante tutto suo, a Venezia vicino a Piazza San Marco, battezzandolo, in riconoscenza a Harry Pickering, “Harry’s Bar” (Il Bar di Harry). 
Il Locale ebbe immediatamente un grande successo e da allora è diventato un luogo “cult” che dura ancora ai nostri giorni, tantoché, nel 2001, è stato dichiarato “Patrimonio Nazionale” dal Ministero dei Beni Culturali.

Nel 1952, altri due Barmen, Enrico Mariotti (classe 1906) e Raffaello Sabatini (classe 1903), che stavano lavorando, dal 1930, all’Hotel Excelsior di Firenze, si preparavano a mettersi in proprio e ad aprire un loro Locale che si sarebbe dovuto chiamare “Boston Bar”. 
L’ubicazione scelta, in pieno centro nella bellissima Città Toscana di Firenze, al numero 50/Rosso di Via del Parione.

Enrico e Raffaello, che sono stati anche tra i primi membri Toscani della neonata “Associazione Italiana Barmen e Sostenitori” (A.I.B.E.S.), fondata nel 1949 dal Conte Spalletti Trivelli, si recarono a Venezia a trovare, per consiglio, il maestro Giuseppe Cipriani.

Giuseppe aveva lavorato anni prima (in gioventù) insieme a Enrico Mariotti in quel fantastico Hotel denominato “The Dolder Grand”, a Zurigo, in Svizzera
Da allora, Giuseppe e Enrico erano rimasti molto amici. 
Cipriani, venuto a conoscenza della prossima apertura del Locale Fiorentino, con molto affetto, insisté e convinse Enrico e Raffaello a usare anche a Firenze, il nome di “Harry’s Bar”.

Il 19 Gennaio 1953, fu stipulato l’atto notarile che sanciva la nascita della SocietàHarry’s Bar srl”. I Soci fondatori, oltre a Enrico Mariotti e Raffaello Sabatini, le loro rispettive mogli le sorelle Morelli.

Cosi anche nella bellissima Città Toscana di Firenze, dopo impegnativi lavori di adeguamento del fondo scelto (in precedenza, una rivendita di carbone e poi uno spaccio di cibi e bevande) che durarono praticamente un anno, arrivò, inaugurando il 5 Dicembre 1953, l’Harry’s Bar.

Molto del ben fatto a Venezia, fu portato a Firenze, dallo stile generale dell’arredo, ai piatti e ai cocktail.

Furono anni straordinari per gli “Harry’s Bar”, sia a Venezia (già super famoso) sia a Firenze, dove, tassello dopo tassello, crescevano in fama, frequentati dal bel mondo nazionale e internazionale.

Nel 1956, ad aiutare i Barmen fondatori, entrò all’Harry’s Bar, di Firenze, un giovane apprendista Viareggino, Lio Vadorini
Sotto la guida dei titolari, Lio diventerà, negli anni successivi, un vero “mito”, un personaggio unico e bravissimo, un vero e proprio “marchio” identificativo del Locale.

Anni dopo, nel 1963, Enrico Mariotti e Raffaello Sabatini, trasferiranno, “armi e bagagli” dell’Harry’s Bar, da Via del Parione in Lungarno  A. Vespucci, al 22/R, nelle sua Sede attuale (un ex  negozio di elettrodomestici), inaugurando il 10 Febbraio dello stesso anno.

Enrico Mariotti e Raffaello Sabatini lasciarono, purtroppo, questo mondo, nel 1975, praticamente insieme, come avevano vissuto, a distanza di pochi giorni l’uno dall’altro.

Da allora sono subentrati, progressivamente, come Titolari dell’Harry’s Bar, i membri della Famiglia Bechi, noti imprenditori Fiorentini.

Oggi l’Harry’s Bar, di Firenze è quello di “sempre”, disposto su due piani, che guardano il romantico Lungarno
Il suo arredo vissuto ci accoglie, con la sua inimitabile atmosfera, nella stessa maniera di un grande attore di Hollywood, un super premiato Artista o di un Nobile dagli antichi natali.

Per festeggiare 63 anni di successi dell’Harry’s Bar Fiorentino, i suoi Titolari, i Fratelli Antonio e Francesco Bechi, hanno voluto dedicargli, in questo Dicembre 2016, un bellissimo Libro intitolato proprio “Harry’s Bar Firenze”.
Autori dell’opera due grandi professionisti, Alessandro Querci e Roberto Focardi
Il primo è il Direttore Musicale dell’Harry’s Bar e il secondo ne è il Direttore Generale.

Il Libro, di 189 pagine in formato 16,7 x 23,5 cm., ha la copertina cartonata con bandelle, ed è edito dalla Firenze Leonardo Edizioni - Edizioni Clichy.

Dopo le varie introduzioni/presentazioni (Forewords) del grande Maestro (Direttore d’Orchestra Indiano) Zubin Mehta (anche lui cliente) e dei Titolari, Antonio e Francesco Bechi, si passa ai successivi Capitoli, con la parte storica (ricchissima di foto rare), che sono talmente avvincenti da essere letti “tutti di un fiato”, visto anche la particolarità degli aneddoti raccontati.

Poi molte altre pagine che con dovizia di dati e dettagli raccontano la storia e le curiosità dei mitici cocktail, a partire dai cult come “Il Bellini” (creato a Venezia da Giuseppe Cipriani nel 1948) fino ad arrivare ai nostri giorni al “Florence 53”, appositamente creato dal giovane, esperto e simpatico, attuale Primo Barman dell’Harry’s Bar, Thomas Martini (Livornese, classe 1981, “Nomen Omen”) per questa specifica ricorrenza.

Seguono ancora le pagine dedicate alle ricette (dalle più classiche alle più recenti) dell’Harry’s Bar, tutte preparate con materie prime di altissima qualità.

Nelle Cucine, le straordinarie realizzazioni, nascono grazie al giovane e bravo Executive Chef Saverio Giuliani e allo Chef Karam Fadel custode delle ricette più storiche e tradizionali.

L’Harry’s Bar di Firenze, come si sottolinea nei dettagli anche nel Libro, è l’unico al mondo (ci sono molti altri Locali con questo nome sparsi in altri Paesi) che può vantare una diretta discendenza dall’Harry’s Bar originale di Venezia

All’Harry’s Bar Firenze ho vissuto l’atmosfera magica della storia senza tempo del Locale, attraverso un mito inossidabile di straordinario gusto e magnifica accoglienza.

Ps. Un particolare ringraziamento agli amici Antonio Bechi  e Roberto Focardi per la gentilissima disponibilità dimostratami.



Vista Esterna

Il Bancone Bar

La Sala al Piano Terra

Finger Food

Antonio Bechi e Roberto Focardi

Il Libro: La Copertina

Il Libro: La Quarta di Copertina

Giorgio Dracopulos e Roberto Focardi

giovedì 8 dicembre 2016

LE OSTRICHE DI “CADORET”, DAL 1880, GLI ENTUSIASMANTI SAPORI DEL MARE DELLA BRETAGNA.




Una delle sensazioni più straordinarie di cui si possa godere, nei nostri palati, è rilevare delicati e magnifici sentori quando si degusta qualcosa che ha origine in mare.

Nel nord-ovest della Francia c’è un vasto promontorio peninsulare di oltre 34.000 Km quadrati che s’inoltra nel Canale della Manica e nell’Oceano Atlantico: la Bretagna
Antica terra dei Celti Bretoni che vi si installarono dopo la fuga dalla Britannia (nome Latino con cui gli antichi Romani identificavano l’attuale Gran Bretagna/Inghilterra) loro terra nativa.

La Bretagna oltre ad essere una regione ricca di tradizioni secolari ha anche un’infinità di magnifiche strutture storico architettoniche di ogni tipo e dimensione: città e borghi, castelli, forti e manieri, cattedrali, chiese e cappelle, per non parlare poi dei palazzi.  

Il Clima della Bretagna è favorevolmente influenzato dalle correnti dell’Oceano che bagnano i suoi 2.000 Km. costituiti da granitiche rocce scoscese e dune. 
Le sue affascinanti coste sono frastagliate, panoramiche e molto suggestive, il mare prospicente abbonda anche di moltissime isole. 
Vi si alternano inverni non troppo freddi e dolci primavere. 
I forti venti favoriscono un clima tendenzialmente sereno ma velocemente mutevole con brevi e abbondanti piogge.

La varietà di microclimi ha favorito lo sviluppo di una ricchissima flora e fauna, ma la principale ricchezza della regione è sempre stata la sua costa bagnata dall’Oceano.

La Gastronomia in Bretagna ha radici antichissime ed è nata dall’unione di ciò che offriva la terra e il mare, i suoi fondamenti sono: grano saraceno, burro salato e il pesce con una particolare dedizione per i frutti di mare tra cui spiccano le Ostriche (in Francese Huîtres).

L’Ostrea Edulis (dal nome Grecoòstreon”), normalmente chiamata Ostrica, appartiene alla famiglia dei molluschi bivalvi, la sua conchiglia di calcite (minerale carbonato) ha le valve disuguali ed è ricoperta di lamelle ondulate. 
Le Ostriche vivono in tutti i mari del mondo, a bassa profondità, abbarbicate a qualcosa di solido. Diverse sono le specie che si possono annoverare nella Famiglia delle “Ostreidae” comprese quelle che, nei mari orientali, producono le perle.  

Il mollusco dell’Ostrica è una straordinaria prelibatezza molto apprezzata in gastronomia, un vero e proprio “Cult”.

In Bretagna le Ostriche si sviluppano in un ambiente particolarmente adatto, le correnti fredde marine depurano in continuazione il loro “habitat” fornendo, contemporaneamente, abbondante plancton per il loro sviluppo sia per quelle naturali che per quelle allevate. 
Le forti maree, infine,  agiscono sulle ostriche come una perpetua “palestra”, massaggiandole e rassodandole .

In Bretagna, data la straordinaria qualità della produzione e le specifiche prerogative acquisite, secondo la zona del mare di provenienza, si è giunti a dare una Classificazione alle Ostriche che vengono denominate in “12 Grand Crus”. 
Huîtres de Bretagne: “Cancale”, “Paimpol”, “Rivière  Tréguier”, “Morlaix-Penzé”, “Nacre des Abers”, “Rade di Brest”, “Aven Belon”, “Rivière d’Etel”, “Quiberon”, “Golfe du Morbihan”, “Penerf”, “Croisicaise”. 

La produzione di Ostriche della Bretagna si aggira intorno alle 50.000 tonnellate all’anno, oltre all’uso interno Francese, vengono esportate in gran parte del Mondo.

La Francia è il maggior produttore (più di 100.000 tonnellate all’anno) e consumatore di ostriche della Terra.

Le Ostriche con allevamento naturale si raccolgono, nei mesi (più freschi/freddi) con la lettera “r” (ricordatevi che “Gennaio” in Francese si dice “Janvier”), da Maggio ad Agosto invece, le ostriche sono più lattiginose, infatti è il loro periodo di riproduzione.

Le Ostriche devono essere sempre obbligatoriamente vive e possono essere preparate in moltissimi modi e con vari tipi di cotture, ma gli amanti di questo straordinario mollusco le degustano in un solo modo: sulla conchiglia, naturalmente crude. 
L’eventuale aggiunta di limone o altro è un optional. 

Per aprire le Ostriche serve una certa perizia e si usa un coltello specifico con buona impugnatura con salva dita e una lama corta, per proteggere la mano che tiene ferma l’ostrica, preferibilmente su una pietra appositamente scavata o un panno bagnato, esistono anche dei guanti appositi di maglia di acciaio.

In Francia ci sono solo due tipi di Ostriche, le concave (più specificatamente denominate “Crassostrea Gigas” e, per l’origine, dette anche “Ostriche Giapponesi”) e le piatte (“Ostrea Edulis” vere e proprie, le più pregiate).

Le Ostriche Francesi hanno due varietà di colore della carne, a seconda delle grandi zone di affinamento, le “Belons” bianca e le “Marennes” verde. 
La Zona denominata Belon comprende i quattro estuari ubicati nel sud del Dipartimento Bretone di Finistére, mentre Marennes-Oleròn è nel sud-ovest della Francia nel Dipartimento di Charente-Maritime nella Regione della Nouvelle-Aquitaine.   

Le Ostriche variano anche nelle calibrature (dalle più piccole alle più grandi, da 5 a 0), a secondo della grandezza/peso, e nel nome, a secondo delle tipologie specifiche di affinamento, per esempio:

- “Fine de Binic”, una “selvaticaConcava Bretone allevata in mare aperto nella Baia di Saint-Brieuc;

- “Fin de Claire”, prodotta nel bacino di Marennes d’Oléron, nel Dipartimento, adiacente alla Bretagna, di Charente-Maritime;

- “Perle Noir”, una vera e propria “speciale” che viene sottoposta ad un trattamento particolare, nasce nel Mare prospiciente la spiaggia di Utha Beach, in Normandia, ma viene amorevolmente affinata per circa sei mesi nelle acque Bretoni del Fiume Bélon a Riec-sur-Bélon;

- “Bélon du Bélon”, la straordinaria, delicata e preziosa Ostrica piatta che nasce nel Parco di Riec-sur-Bélon e successivamente si affina nelle acque del Bélon, proprio dove si mescolano l’acqua dolce e l’acqua di mare.

Già gli antichi Romani praticavano l’allevamento delle Ostriche, specialmente sulle coste della Gran Bretagna. 

Oggi gli Ostricoltori Bretoni, da secoli, si tramandano i segreti di questa preziosa attività.

Tra le migliori e più antiche (cinque generazioni a partire dal 1880) Aziende, nota a tutti gli amanti delle ostriche (e non solo, commercia anche altri molluschi e crostacei) per il magnifico sapore della sua produzione con allevamento naturale (non di vivaio), c’è “Cadoret”.

Les Huîtres Cadoret” è ubicata, nel Sud della Bretagna, all’Estuario del Fiume Bélon, vicinissima al piccolissimo (cica 2.900 abitanti) e caratteristico Comune di Pont-Aven.

Con le “Ostriche” dobbiamo fare però moltissima attenzione perché, come spesso accade in altre cose, l’uomo, per avidità e per ottenere un prodotto validamente commerciabile tutto l’anno, ha modificato geneticamente le ostriche, ottenendo una qualità sterile (denominata “ostrica delle 4 stagioni”) che è pronta in 18 mesi invece dei tre e più anni necessari per uno sviluppo naturale. 
Tali Ostriche, pertanto, hanno una qualità leggermente inferiore ma il "vantaggio" di essere disponibili tutto l’anno.

Se assaporerete un “plateaux royales”  di  freschissime e ottime Ostriche, specialmente se allevate dall’Azienda Les Huîtres Cadoret”, potrete sicuramente godere degli entusiasmanti e sinceri sapori del Mare della Bretagna



Coltellino e Pietra Scavata

Ostriche Concave. Foto Cadoret

Ostrica Piatta. Foto Cadoret

Ostriche-Bretagna: 12 Grands Crus

venerdì 2 dicembre 2016

AL RISTORANTE “IL CIRCO”, DI PIETRASANTA (LU), L’ESPERTA E VIVACE ACCOGLIENZA DI LIBERO MUSETTI.




Il termine “circo” deriva dalla parola Latinacircus” (cerchio).
Da Secoli il “Circo”, con il suo spettacolo, articolato in diverse esibizioni di abilità, fisiche e non, ha  affascinato il pubblico di tutte le età.

Già gli Egiziani praticavano qualcosa che si poteva definire un “Circo”, ma furono proprio gli antichi Romani che ne fecero praticamente una “scienza”, prevalentemente cruenta.

Il “Circo”, come lo conosciamo noi, nasce solo nel 1768, quando un giovane (26 anni) sottufficiale Inglese di cavalleria, Philip Astley (1742 - 1814), mise in scena uno spettacolo, su una pista circolare al chiuso (Astley Amphitheatre), con cavalli, giocolieri e pagliacci (in Ingleseclown”). 

Il “Circo” accoglie, diverte, appassiona e ci avvolge tutti, da sempre, in una romantica atmosfera.

Nel Centro della straordinaria e storica Cittadina di Pietrasanta, in Provincia di Lucca, famosa nel mondo, non solo per la lavorazione del marmo e del bronzo, c’è un Ristorante che si chiama proprio “Il Circo”.

Il RistoranteIl Circo” si trova, in pieno Centro Storico di Pietrasanta a due passi dal corso principale (la pedonale Via Giuseppe Mazzini), in un punto, caratteristico e tranquillo, al numero civico 28, di Vicolo San Biagio.

Dal mese di Marzo 2016, il RistoranteIl Circo”, è di uno dei più conosciuti ed effervescenti personaggi della Vita Enogastronomica Versiliese: Libero Musetti.

Libero è nato, il 22 Gennaio 1963, nella Città industriale Tedesca di Offenbach am Main (in Assia), da Babbo Italiano e Mamma Tedesca
Alla tenera età di soli 6 mesi è venuto in Italia con la sua Famiglia e, praticamente, fino ai 23 anni, ha vissuto nella bella Cittadina Turistico/balneare di Viareggio (LU).

Da giovanissimo (17 anni e mezzo) è entrato a lavorare in Darsena a Viareggio, in uno dei mitici Locali che ha fatto la storia della vita notturna Versiliese degli “anni ottanta”, il Ristorante/Night ClubIl Gabbiano” del patron Paolo Paoli
Tre anni fantastici in cui, lavorando in Sala, dall’ora di cena alla mattina successiva, ha fatto incredibili conoscenze e straordinarie esperienze.

Poi Libero è partito per il servizio militare che ha svolto, in Sala, alla Mensa Ufficiali della Città Militare della Cecchignola a Roma.
Rientrato a Casa ha continuato a lavorare, attraverso gli anni, nelle Sale d’importanti Ristoranti come il “Bambaissa” e il “Bistrot” di Forte dei Marmi (LU), “La Lanterna” a Lido di Camaiore (LU), “Giorgio” a Viareggio.

Tra il 1993 e il 1994, per Libero, la passione per l’Enologia e il Vino è diventata “dirompente”, tanto che si diploma Sommelier A.I.S. (nel 2000).

Successivamente Libero ha trascorso dieci “magnifici” anni (fino al Dicembre 2012) come Direttore di Sala, Sommelier e braccio destro del grandissimo Lorenzo Viani, il “Gentleman della Ristorazione Mondiale”, titolare del RistoranteLorenzo” (Una Stella Michelin) di Forte dei Marmi.

Dopo aver preso la decisione di aprire un Locale tutto suo, Libero Musetti, nel mese di Marzo 2013, ha inaugurato, insieme al figlio Nicola, l’OsteriaLibero - Cibo - Vino - Fotografia” in Centro a Pietrasanta (LU). 
Una “Enoteca/Osteria” che offre, nell’ampio orario di apertura, una grande selezione Internazionale di Vini, e non solo, abbinati a grandi prodotti di Gastronomia.
In questo Locale, Libero, ha voluto raccogliere tutte le grandi passioni della sua vita, tra le quali, non ultima, la fotografia, infatti è anche un bravissimo e apprezzato fotografo.

Dopo tre anni di successi nel suo primo Locale, Libero Musetti ha deciso che era il momento di dare ancora di più alla sua folta e affezionata clientela, è giunto cosi, come già accennato, a rilevare il RistoranteIl Circo”, lasciando il figlio Nicola all’Osteria.

Il RistoranteIl Circo” è molto accogliente, si arriva e si entra nell’unica Sala con otto tavoli ben distanziati che accolgono una trentina di ospiti. 
Sulla Sala si affaccia la porta della Cucina e quella della Cantina (climatizzata e a vista). L’arredamento e gli accessori sono essenziali, ma tutto è di gusto, come del resto anche l’apparecchiatura.
Con la buona stagione si sfrutta anche il “dehors” davanti al Locale.

Il Menu offre una scelta di piatti sia di mare che di terra.

La Carta dei Vini è fornitissima, oltre 500 selezionatissime Etichette, Italiane, Francesi (compreso una quarantina di Champagne) e di altre parti del Mondo.

Ma veniamo alla degustazione fatta che è stata accompagnata da due Vini di grande livello:

- “Giustino B. 2015”, Prosecco Superiore Extra Dry, Valdobbiadene D.O.C.G., 100% Glera, 11,5% Vol., uno spumante super selezionato e curato, prodotto dall’Azienda Ruggeri & C. , il Vino è dedicato a “Giustino Bisol”, il Fondatore, nel 1950, della Cantina;

- “Colli di Salerno 2002”, Colli di Salerno Rosso I.G.T., un blend di Cabernet Sauvignon, Merlot e Aglianico, 13% Vol.,  prodotto dall’Azienda Montevetrano di Silvia Imparato.

Sono state servite le seguenti portate:

- “Entrée” - Cubettino di pesce bianco fritto;

- Polpo al Chianti con purea di sedano rapa e cipolle rosse in olio cottura;

- Pappa al pomodoro ai frutti di mare con gambero in “pasta kataifi” (in Turcokadaif”, è una pasta finissima e lunga, praticamente un filo);

- Risotto mantecato con gamberi e agrumi;

- Girella di pancia di vitello farcita al tartufo con bietoline e patate;

- Zuccotto di ricotta alla Fiorentina con salsa di cioccolato.

Da Venerdì 25 Novembre 2016 lo Chef del RistoranteIl Circo” è Federico Bonuccelli.

Federico è nato a Viareggio, l’11 Giugno 1977, la sua passione per la cucina praticamente è innata, visto che la sua Famiglia ha gestito per 40 anni il Ristorante PizzeriaDa Renzo” a Piano di Mommio, Frazione del Comune di Massarosa (LU). 
Federico è cresciuto seguendo gli insegnamenti di sua Zia e del suo Babbo che cucinavano con molta esperienza sia la carne che il pesce.

Dopo essersi diplomato, all’Istituto Professionale di Stato Servizi per l’Enogastronomia e l’Ospitalità AlberghieraGiuseppe Minuto” di Marina di Massa (MS), è andato a specializzarsi, per un anno, in Germania, nella Città di Colonia.
Rientrato in Italia, ha lavorato per tre Stagioni, in Alto Adige, al “Wellness Hotel Fanes”, famoso “4 Stelle Superiore”, ubicato nello splendido contesto dall’Alta Badia.

Dal 2005, per 10 anni, Federico, ha portato avanti la Ristorazione allo storico “Hotel Regina”, e per tre anni, in contemporanea, anche il Ristorante dell’Hotel (4 Stelle) “Logos”, ambedue ubicati a Forte dei Marmi (LU).

Nella Cucina del RistoranteIl CircoFederico Bonuccelli è supportato dal giovane Sous-chef Gaetano Cerboni.

Al RistoranteIl Circo” a Pietrasanta (LU) ho trovato l’esperta e vivace accoglienza del Patron Libero Musetti e gli appetitosi piatti del bravo Chef Federico Bonuccelli.



Una Vista della Sala

La Cantina

"Entrée"......

Polpo......

Pappa......

Risotto......

Girella......

Zuccotto......

Gaetano Cerboni e lo Chef Federico Bonuccelli

Libero Musetti e Giorgio Dracopulos