sabato 3 agosto 2019

“VADA PIZZA FESTIVAL 2019” UNA BELLISSIMA SECONDA EDIZIONE.




Non sappiamo chi ha detto per primo le parole “Se si fa in quattro per renderti felice, è una Pizza”, ma ciò che esprimono è certamente una verità.

La Seconda Edizione del “Vada Pizza Festival 2019” si è svolta a Vada, nel Comune di Rosignano Marittimo in Provincia di Livorno, nei giorni 25, 26, 27 e 28 Luglio 2019.

La Storia conosciuta di Vada in Provincia di Livorno, oggi accogliente meta turistico/balneare, parte in Epoca Tardo Etrusco-Romana come Porto della Citta di Volterra (oggi in Provincia di Pisa), situata nell’interno su un panoramico colle. 
Infatti il nome “Vada” deriva dal termine Latinovadum = approdo”.

Qui, in secoli lontani, la particolare conformazione del Terreno, piuttosto basso rispetto al livello del Mare, favorì la creazione di canalizzazioni che portavano l’acqua di Mare verso l’interno, dove poi la forza del sole provvedeva al prosciugamento: nacquero così le “saline di Vada”. 
Ancora intorno al 754 d.C., sotto la dominazione Longobarda, documenti attestano la produzione di sale in zona.

Circa a cavallo dell’Anno Mille risulta che Vada avesse un piccolo Castello, una Chiesa dedicata a S.S. Giovanni e Paolo e la Badia Benedettina di S. Felice che in epoche successive passò alla Monache Domenicane

Dal 1079 in poi Vada subì ripetuti attacchi da parte della Flotta Genovese, ma riuscì a resistere fino al 1126 quando fu conquistata. 
Quarant’anni dopo Vada passò sotto il dominio di Pisa che fortificò le opere difensive; 
sono infatti di questo periodo le fondamenta e la parte più antica della bella Torre Medicea di avvistamento che ancora si erge maestosa nel centro della Cittadina.

All’epoca le Terre paludose” del Vadese erano infestate dalla malaria e pertanto poco popolate; 
si arrivò a un punto che per incentivare il ripopolamento chi ci veniva ad abitare era esonerato dal pagamento delle tasse.

Successivamente ai Pisani, Vada passò sotto il dominio dei Fiorentini, a parte un breve periodo (1432-1433) di occupazione effettuata dalle truppe del Duca di Milano
Nel 1452 Vada fu praticamente distrutta dalle truppe sbarcate dalla Flotta del Re di Napoli
Poi tornarono anche i Genovesi, fino al 1495 quando vennero scacciati dai Fiorentini.

Bisogna arrivare alla dominazione dei Lorena (1737-1801 e poi dal 1814 al 1860) perché Vada nasca a nuova vita con il suo inserimento nel complesso delle opere per la Bonifica della Maremma. Sorsero le Pinete e la Linea Ferroviaria per Collesalvetti, la Stazione, la Fonderia e Piccole Industrie per la lavorazione dei prodotti della campagna insieme ad altre attività soprattutto lungo la Via Aurelia verso Cecina.

Attraverso l’unificazione dell’Italia e i decenni successivi Vada è giunta fino ai nostri giorni.
I Fiorentini ci sono sempre ma ora vengono a Vada per passare principalmente le vacanze estive, la speciale accoglienza e il limpido Mare fanno dimenticare loro le calure della loro bella Città.  

Tra le caratteristiche più particolari e positive del Luogo c’è la grande Tradizione Gastronomica di qualità sia di Mare che di Terra.

Per esempio di fronte a Vada, in Mare, c’è il Faro delle Secche di Vada
le “Secche” sono famose per essere state, attraverso i Secoli, la causa di arenamento e affondamento di moltissime navi,  ma in compenso sono un vero e proprio paradiso per la pesca
I più famosi Ristoranti Toscani e non solo, fanno a gara per riuscire ad avere i magnifici e rari Lupicanti (Astici) e le straordinarie Aragoste (che si riconoscono per la puntinatura chiara sul dorso detta “mandorlatura”) qui pescate.

Proprio nella Piazza Centrale di Vada, nei giorni di, Venerdì 26, Sabato 27 e Domenica 28 Luglio 2019 si è svolta la Seconda Edizione del “Vada Pizza Festival”. 

L’Evento organizzato dalla Pro Loco Vada ha avuto il patrocinio del Comune di Rosignano Marittimo (LI) e di Vetrina Toscana.
Fondamentale anche la collaborazione delle numerose Pizzerie di Vada
Cuore di Pizza, Da Marco, La Cambusa, La Conchiglia, La Meridiana, La Ventola, Il Cavalluccio Marino, Il Matterello 22, Il Vecchio e il Mare, Il Pescatore.

La “Pizza” oggi è un successo planetario che nasce però, lontano nel tempo, da una preparazione in origine “molto povera”.

L’impasto con cui si produce il pane o altre forme di lievitati è uno dei cibi più antichi dell’umanità. Attraverso i millenni al pane, e agli altri derivati, sono stati aggiunti diversi ingredienti per conferirgli diversi e particolari sapori. 
Alcuni Archeologi Italiani e Francesi hanno trovato in Sardegna tracce di un tipo di pane risalente a circa 3000 anni fa
Da tale ritrovamento si evince che le popolazioni locali avevano già la conoscenza dell’uso del “lievito”. 

Ovviamente anche in tutte le altri parti del Mondo, dove si sono sviluppate Civiltà Antiche, sono stati ritrovati resti che indicano le loro capacità di specifiche preparazioni.
Ma la “Pizza” come la conosciamo noi, è assolutamente una invenzione Italiana, anzi, più precisamente, è frutto di quella straordinaria e particolare capacità inventiva che può nascere solo nella magnifica Città di Napoli.

Circa nella prima metà del 1700 il “Re degli ortaggi”, il Pomodoro (Solanum Lycopersicum), importato dalle Americhe in Europa nel 1540, dal navigatore e condottiero Spagnolo Hernan Cortés Monroy Pizarro Altamirano (1485-1547), che fino a poco tempo prima era considerato velenoso e pertanto usato solo come pianta ornamentale, venne usato per arricchire laPizzafino allora bianca.

Certa invece è la data di nascita, a Napoli, di quella che è considerata la prima e più antica Pizzeria del Mondo
Infatti nel 1738 aprì i battenti, nel centro della Città, un Forno denominatoPort’Alba”. 
Il Forno produceva pizze e altro, in forni (rivestiti con pietra lavica del Vesuvio) a legna, solo per la vendita ambulante, anche con un particolarissimo metodo a credito denominato “Pizza a Otto” che permetteva agli acquirenti, i più poveri, di ritardare il pagamento fino a otto giorni dal consumo.

Solo nel 1830, dopo decenni in cui la sua produzione aveva raggiunto la fama non solo a Napoli, “Port’Alba” si trasformò in una vera e propria Pizzeria con i tavoli e il servizio diretto al pubblico.
Nei decenni successivi la “Pizza” si è diffusa in Italia e nel Mondo diventando una forma di cibo comunitario simbolo della condivisione con un linguaggio potente, universale e senza età.  

Ma non tutte le “Pizze” sono uguali e non tutte sono prodotte nel modo giusto con prodotti di qualità. A conferma del “vero metodo di produzione” di questo straordinario manufatto alimentare, il 7 Dicembre 2017, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura (Unesco) ha riconosciuto “l’Arte del Pizzaiolo Napoletano” come “Bene Immateriale dell’Unesco e Patrimonio Culturale dell’Umanità”.

Ma torniamo al “Vada Pizza Festival 2019”.
Giovedì 25 Luglio, in Anteprima, a partire dalle ore 14:30 presso il Giardino della Pizzeria La Ventola si è svolto un Corso (Master Class), a numero chiuso e riservato ai professionisti, denominato “Tendenze e innovazione nella produzione della Pizza”.

Nei successivi tre giorni è stata la Centrale e accogliente Piazza Garibaldi, specificatamente ben attrezzata per l’Evento, il fulcro del Festival
Oltre ai moltissimi stand con specialità alimentari e non, c’erano tre grandi ForniNeapolisda Pizza prodotti e forniti dalla Ditta Moretti Forni.

Ospite d’onore in questa Edizione 2019 due grandissimi Maestri Pizzaioli Napoletani
Giuseppe Pignalosa e suo Padre Leopoldo.

Giuseppe Pignalosa è titolare di una famosissima PizzeriaLe Parùlea Ercolano (NA) e di un’altra altrettanto famosa Pizzeria denominataPignalosaa Salerno, oltre ad altre attività ristorative.

L’amico Giornalista Vincenzo Pagano, Direttore ed Editore di “Scatti di Gusto”, uno dei principali “Web MagazineItaliani sul cibo e molto altro, ha validamente perorato e sostenuto la Manifestazione.

Significativa anche la partecipazione di Aziende prestigiose (fornitrici delle materie prime) come la “Latteria Sorrentina” e “Mulino Caputo”.

Nei tre giorni dedicati alla “Pizzamolti sono stati anche gli incontri didattici e gli Spettacoli.
Il Sottoscritto, Giorgio Dracopulos, in qualità di Critico Enogastronomico ha avuto l’onore e il grande piacere di presentare gli Eventi Gastronomici del Festival.

Illustri Pizzaioli, Chef, Sommelier e Giornalisti specializzati del Settore hanno portato il loro contributo all’Evento
dai bravissimi e famosi Pizzaioli del Territorio come Antonio Polzella (Ristorante/Pizzeria La Ventola), Fabio Malenotti  (Il Cavalluccio Marino), Andrea Currao (La Meridiana), allo Chef Ilan Catola (che ha preparato una buonissima Pizza Gourmet), al Cuoco Scrittore Paolo Ciolli, al Professore Sommelier della F.I.S.A.R. Marzio Berrugi fino al Maestro Pizzaiolo Domenico (detto Nico) Iuliano, Napoletano ma da moltissimi anni trasferitosi a Rosignano Solvay (LI) dove opera con le sue Pizzerie (Ricomincio da Tre e Accussì) e non solo.

L’Agenzia specializzataSuperior ADV” di Livorno, con Andrea Leonardi, Marco Provinciali e Valentina Anguillesi, è stata come sempre di supporto per l’organizzazione e la comunicazione del  “Vada Pizza Festival 2019”.

Un folto pubblico ha “invaso” Piazza Garibaldi nei tre giorni dell’Evento e sono state sfornate per loro migliaia di Pizze (nei tipi Margherita, Marinara e Mediterranea). 
Solo Sabato sera un fortissimo temporale ha impedito il regolare svolgimento.

Bravissima, super esperta e simpatica la Squadra dei giovanissimi Pizzaioli Napoletani della PizzeriaLe Parùle” di Ercolano (NA), capitanata da Alessandro Esposito e composta da Domenico Di Donna, Fabio Fiola, Filippo Pio Montella e Francesco Gentile, che hanno materialmente e infaticabilmente per tre giorni preparato le ottime Pizze.

Ovviamente le Pizze sono state accompagnate da un fiume di Birra
i vari tipi di buona Birra Artigianale Gilac distribuiti dalla Pizzeria Il Cavaluccio Marino, di Fabio Malenotti e suo Figlio Davide, in qualità di Partner del Festival.

La Domenica in tarda serata, sul grande palco, le Premiazioni e i Ringraziamenti.
Roberto Creatini, Presidente della Pro Loco di Vada, ha ringraziato oltre a tutti gli Ospiti, gli Sponsor, tutti i partecipanti e anche i molti volontari Vadesi che si sono prestati per l’organizzazione del Festival stesso. 
In particolare la brava Fotografa Ufficiale della Manifestazione Sara Nelli che pur in “felice attesa” non si è risparmiata nel fare moltissime belle foto. 

Per il Comune di Rosignano Marittimo, il Vicesindaco, con le Deleghe alle Politiche Culturali, Turismo, Eventi e Promozioni del Territorio, Licia Montagnani, anche a nome del Sindaco Daniele Donati, oltre ai ringraziamenti ha espresso anche tutta la sua soddisfazione per il grande successo di questa Seconda Edizione del “Vada Pizza Festival 2019” che conferma senza alcun dubbio  “Vada Città della Pizza”.




La Locandina

Giuseppe Pignalosa, Dracopulos, Leopoldo Pignalosa

Tutto pronto...... Iniziamo

Si Consegnano le Pizze

"Se si fa in quattro per renderti felice, è una Pizza"

D. Iuliano, I. Catola, P. Ciolli, Io, G. Pignalosa, 
L. Montagnani, V. Pagano, A. Polzella

Il Pubblico

Alessandro Esposito e Giorgio Dracopulos

Una Vista della Piazza

Andrea Leonardi, Marco Provinciali e G. Dracopulos

Buonissime Pizze Napoletane (Foto Sara Nelli)

G. Dracopulos e i Bravissimi Pizzaioli Napoletani

Io, Malenotti, Currao, Montagnani, Polzella, Creatini

Premiazioni e Ringraziamenti

martedì 30 luglio 2019

“LAND’ HO!” IL NUOVO BISTROT, AL PORTO TURISTICO DI “MARINA CALA DE’ MEDICI” DI ROSIGNANO SOLVAY (LI): VISITARLO È D’OBBLIGO.




André Paul Guillaume Gide (1869-1951), Scrittore Francese premiato con il “Nobel per la Letteratura” nel 1947, giustamente sosteneva che: 
Non si scoprono nuove Terre senza essere disposti a perdere di vista la Costa per un lungo periodo”.

Pensando ai lunghi mesi trascorsi navigando nella pericolosa e fascinosa distesa degli Oceani,  quando le Navi erano ancora soltanto a Vela, cosa poteva emozionare di più se non un forte grido di “Terra in Vista!”?

Proprio con questo spirito “emozionato e ricco di curiosità” del grido “Terra in Vista!”, e con  l’intenzione di dare a tutti “ristoro, calore, musica, una cucina semplicemente buona ma sempre nuova, insieme a del buon bere”, che due grandi professionisti come Daniela Gamberucci e Gabriele Rosini hanno aperto, l’11 di Aprile del 2019, il loro BistrotLand’ Ho!” (Terra in Vista!). 

Il Locale, luminosissimo (tutto vetrato), è ubicato al Primo Piano dell’accogliente Centro Commerciale del Porto Turistico diMarina Cala de’ Medici”, a Rosignano Solvay (LI), e gode di un panorama davvero incantevole.

Daniela Gamberucci è nata (1/8/1971) a Poggibonsi (SI) dopo le Scuole dell’Obbligo e le Superiori,  dove si è Diplomata in Ragioneria, ha fatto alcuni anni di Università alla Facoltà di Legge
Nel 1997, per motivi sentimentali, si è trasferita a Rosignano Solvay (LI) dove si è innamorata  anche delle bellezze naturali del luogo (spiaggia, mare e panorama). 
Nel 2001 ha rilevato una Gelateria denominata “Banchisa”, ubicata proprio sulla Passeggiata a Mare di Rosignano
Per Daniela una nuova esperienza ma, con tanta passione insieme a una grande voglia di lavorare, ogni ostacolo è stato superato.

Dal Maggio 2002 nella vita di Daniela è arrivato Gabriele Rosini e siccome “l’unione fa la forza” l’anno successivo, nel 2003, la Gelateria è diventata Pizzeria.

Gabriele è nato sul Mare a Quercianella (LI) pur avendo frequentato l’Istituto TecnicoGalileo Galilei” di Livorno dove si è diplomato, ha sempre avuto come mentore la sua Mamma Fiammetta, grandissima Cuoca, che con la Famiglia gestisce una notissima, accogliente e omonima struttura, sempre a Quercianella, l’Hotel RistoranteFiammetta”. 
Dopo aver lavorato per un periodo con il suo Babbo, Luciano, che aveva una Ditta di Falegnameria, Gabriele decise di seguire la sua passione e nel 1990, diventato Pizzaiolo, ha iniziato a fare alcune importanti esperienze in Locali del Territorio.
Come già detto, dopo aver conosciuto Daniela Gamberucci, si è dedicato a fare delle ottime Pizze alla “Banchisa”.

Nel 2006 Daniela e Gabriele decisero che era arrivato il momento di investire e impegnarsi ancora di più: la Pizzeria si trasformò in Ristorante
Un Ristorante che negli anni, con Daniela in Sala e Gabriele in Cucina (che con i preziosi insegnamenti della sua Mamma ha da subito dimostrato la sua bravura) ha dato molto alla sua numerosissima Clientela e non solo del buon cibo

Per 18 anni la “Banchisa” è stata un super accogliente punto di riferimento anche premiato con molti riconoscimenti fino al 10 Marzo 2019.

Daniela Gamberucci nel tempo si è specializzata diventando anche un grande ed esperto Capo Barman, ed è Associata all’AIBES dove ha ricoperto anche importanti Cariche a Livello Regionale.

Ma “Chi si ferma è perduto” e dopo così tanti anni non è stato il caso di farsi scappare un’occasione migliorativa. 
Liberatosi un Locale al Primo Piano del Centro Commerciale del Porto Turistico diMarina Cala de’ Medici”, a Rosignano Solvay (LI), come già accennato, Daniela e Gabriele si sono trasferiti “armi e bagagli” in questa nuova sede ed è nato così “Land’ Ho!”.

Un passo importante e drastico fatto con rinnovato amore e passione per il proprio lavoro, un totale stravolgimento affrontato con grande coraggio e determinazione.

Il Risultato? Non potevo esimermi di andare a vederlo.

Il nuovo BistrotLand’ Ho!” da subito ha un aspetto confortevole e si comprende chiaramente che qui si viene “coccolati”. 
Già da fuori la Cucina è completamente a vista grazie a due grandissime vetrate ad angolo
Entrando si accede nella Sala rettangolare dove si trova sulla sinistra il grande e fascinoso Bancone Bar, a destra e di fronte le spaziose Terrazze panoramiche con le belle viste sul Porto Turistico, sulla Costa di Castiglioncello e sul Mare

Sulla Sala si affaccia anche un’apertura, il passavivande, che permette di vedere anche da qui l’interno della Cucina.

Il Menu offre un’interessante scelta di Mare e Terra anche con l’aggiunta di “piatti più veloci” come Insalatone e Taglieri di Formaggi
In più c’è anche l’ampia scelta della Pizze.

La Carta dei Vini è importante ed è frutto della grande esperienza di Daniela Gamberucci
circa 160 Etichette, si predilige il Territorio ma non mancano Bottiglie dalle Zone più vocate d’Italia e del Mondo
Bella la selezione di Champagne. Alla fine anche la lista delle Birre.

Importantissima poi la Carta dei Cocktail, ancora in fase di definizione, ma che sarà, nella versione definitiva, una vera Mini Enciclopedia soprattutto del “Bere Toscano”, dove ogni proposta verrà estremamente dettagliata negli ingredienti e nella sua storia.

Ma veniamo alla degustazione che è stata accompagnata  da alcuni Vini molto buoni scelti personalmente da Daniela Gamberucci:

- “Su’entu Brut Rosé”, Spumante Brut Rosè, 12% Vol., prodotto con Uve Rosse Tipiche della Zona di Sanluri, Provincia di Cagliari, in Sardegna, dalle Cantine Su’entu;

- “Casillero del Diablo Sauvignon Blanc 2011 Reserva”, una Vendemmia Tardiva di Sauvignon Blanc della Maule Valley, 12% Vol., un Vino Cileno prodotto dall’Azienda Concha y Toro;

- “Ad Nonam Passito 2015”, Passito IGT del Veneto, una Cuvée di Uve Bianche appassite naturalmente in cassette per 3/4 Mesi, Vino Dolce 12% vol., affinato per 18 Mesi in Barili di Rovere Francese, prodotto dalla Tenuta Mosole.

Sono state servite le seguenti portate:

- Gamberi marinati all’arancia su crema di finocchi;

- Paccheri del “Pastificio Rummo” con filetti di triglia pomodorini piccadilly e pinoli;

- Tagliatelle al pesto con dadolata di pesce spada, pomodoro fresco e verdure scottate croccanti (zucchine e carote);

- Trancio di ricciola di fondale, cotta nell’acqua delle cozze, con spinacini lessi e cozze;

- Fichi caramellati con gelato alla crema e sfoglia croccante;

- “Tiramisù a Modo Nostro” – Crema di mascarpone con cioccolato fondente a scaglie e, versato sopra, un Caffè Espresso senza zucchero.

Per finire, Daniela Gamberucci mi ha preparato un deliziosissimo “Cocktail Scecherato Digestivo” servito nel suo specifico bicchiere:

- “Amuse-bouche” – China Clementi, caffè amaro, bitter al cioccolato, sciroppo fatto in casa di rum e frutta, e anice stellato.

Tutto veramente molto buono.

Lo Chef/Pizzaiolo Gabriele Rosini mette nelle sue preparazioni tutta la sua esperienza e passione rendendole belle ed estremamente gustose.

Daniela Gamberucci grazie alla sua grande esperienza e conoscenza del mestiere unita alla sua premurosa gentilezza e al suo splendido sorriso è una padrona di Casa mirabile.

Il BistrotLand’ Ho!” offre un ottimo servizio che copre praticamente tutta la giornata: 
la mattina con le colazioni, poi il pranzo, nel pomeriggio il bar, le sera si inizia con l’aperitivo, a seguire la cena e l’intrattenimento.

La Clientela ha anche la possibilità di acquistare una serie di simpatici oggetti firmatiLand’ Ho”: Sacche da mare, zainetti, cappellini e scarpe sportive.

Che dire di più del nuovo BistrotLand’ Ho!”, ubicato al Primo Piano del Centro Commerciale del Porto Turistico di Marina Cala de’ Medici”, a Rosignano Solvay (LI), sennonché visitarlo è d’obbligo.




La Cucina a Vista (Foto Land' Ho!)

Il Bancone......

Una Vista sul Panorama

La Terrazza Grande (Foto Land' Ho!)

Lo Chef Gabriele Rosini e Giorgio Dracopulos

A Pranzo......

Gamberi Marinati......

Paccheri......

Tagliatelle......

Ricciola di Fondale e Cozze......

Fichi Caramellati e Gelato......

Crema di Mascarpone......

"Amuse-bouche" Cocktail Digestivo

Pronti per la Cena (Foto Land' Ho!)

Daniela Gamberucci e Giorgio Dracopulos

Tutto Pronto per la Musica (Foto Land' Ho!)

Tramonto al Bistrot "Land' Ho!" (Foto Land' Ho!)

lunedì 22 luglio 2019

RISTORANTE “ANTICA LOCANDA DELL’ANGELO” A LUCCA DAL 1414: UNA CERTEZZA DI STRAORDINARIA ACCOGLIENZA.




Il Mondo è un libro, e quelli che non viaggiano ne leggono solo una pagina”, questo è il super indovinato Titolo del bel Libro di Giovanni Augello, Filosofo e Viaggiatore Siciliano, di cui condivido pienamente il senso.

Tra le magnifiche Città di quella fantastica Regione Italiana denominata Toscana c’è Lucca.
Lucca è una splendida e storica Città, la sua fondazione è vagamente attribuita a una popolazione Ligure, ma molto più probabilmente ha origini Etrusche
Ci sono dubbi anche sull'origine del suo nome. 

Le certezze, come al solito, arrivano con i Romani quando, nel 180 a.C., diventa una loro colonia. Nel 89 a.C. con la Lex Iulia MunicipalisLucca in Latino "Lucensis", fu elevata al rango di Municipium.

Proprio qui, nel 56 a.C.Gaio Giulio CesareMarco Licinio Crasso e Gneo Pompeo Magno, ebbero l'incontro per rinnovare l'accordo di governo, stipulato quattro anni prima, conosciuto dalla Storia come "Primo Triumvirato". 

Con la Caduta dell'Impero Romano, nel 476 d.C.Lucca passò sotto il dominio degli Ostrogoti, seguiti dai Bizantini e poi dai Longobardi
Quest'ultimi, concessero ai Lucchesi, una particolare condizione giuridica con una nuova organizzazione politica, nacque così il Ducato di Lucca, antesignano dell'attuale Toscana, che comprendeva, anche, l'allora piccola Cittadina di Firenze.

Nel 990 i Franchi e il loro Sacro Romano Impero misero fine al dominio Longobardo su Lucca; nacque il Marchesato di Toscana e la Città ne faceva parte
Negli anni tra il 1050 e il 1330, Lucca, diventò un importante centro, non solo perché era attraversata dalla Via Francigena, che ne faceva una tappa fondamentale per i pellegrini del Nord Europa verso Roma, e viceversa, ma anche per il grande sviluppo commerciale che la animava. Abbondavano mercanti e banchieri, era sede anche di una Zecca, fiorivano le Corporazioni dei cambiavalute, dei fornai, dei medici, dei notai, degli speziali, dei setaioli e moltissime altre.

Successivamente Lucca passò sotto Uguccione della Faggiola, a seguire sotto Castruccio Castracani, che sconfiggerà i Fiorentini nella battaglia di Altopascio (1325). 
Il 6 Aprile del 1369 l'Imperatore Carlo IV concesse ai Lucchesi l'atto per ricostituire la Repubblica.

Lotte interne ed esterne si susseguirono nei Secoli seguenti, e dopo un lungo periodo di decadenza. Il 23 Giugno del 1805 venne costituito il Principato di Lucca e Piombino, assegnato alla sorella di Napoleone Bonaparte, Elisa Bonaparte.  
Dopo il Congresso di Vienna, il Ducato di Lucca, andò a Maria Luisa di Borbone/Spagna e ai suoi eredi fino alla cessione al Granducato di Toscana
Seguì nel 1860 l'adesione al Regno d'Italia.

Lucca è una bellissima, suggestiva e affascinante Città
la sua lunga Storia si può leggere in ogni pietra e vicolo: 
dai Monumenti alle 130 Torri Medievali, dalle 99 Chiese agli antichi Palazzi, dalle Piazze alle alte e spesse Mura (definite dal Sommo Poeta Gabriele D’Annunzio, in una sua Poesia su Lucca, “Arborato Cerchio”) che la circondano completamente per quattro chilometri e duecento metri (dodici cortine a terrapieno congiungono tra loro undici baluardi). 
Visitare Lucca è d’obbligo.

In pieno Cento Storico, venendo da Piazza Napoleone e percorrendo Via Beccheria, prima di arrivare in Piazza San Michele, sulla destra, c’è Via Pescheria, e al numero Civico 21 si trova un Ristorante a cui sono particolarmente affezionato da moltissimi anni, l’Antica Locanda dell’Angelo della Famiglia Cipolla.

Questo splendido Locale ha una tradizione secolare alle sue spalle. 
Le prime notizie risalgono addirittura al Primo Gennaio del 1414, quando all’Hostaria dell’Angelo operava l’Oste Giuliano di Nicolao
Successivamente l’Hostaria si trasformò in “Locanda dell’Angelo”. 
Il nome “Angelico” nasceva dal fatto che nella struttura c’era il Convento dedicato a San Michele Arcangelo.

La Locanda divenne da subito un rifugio sicuro per i viaggiatori del tempo. La “Locanda dell’Angelo” aveva le Camere al primo piano, il Ristorante al piano terra e sotto le Cantine, ben fornite, piene di botti ricolme dei vini prodotti sulle colline vicino alla Città
nella Corte interna lo stallaggio per i cavalli.

Attraverso i secoli i proprietari, ricche famiglie del luogo come i Guinigi, hanno sempre garantito un servizio di altissimo riguardo per tutti i loro ospiti, fino a giungere, in tempi molto più vicini a noi, alla gestione della Famiglia Cipolla.

Giuseppe Cipolla, Siciliano, nato a Roccamena in Provincia di Palermo, arrivò per primo a Lucca, e il suo grande impegno nel lavoro, effettuato nei Ristoranti della Città e di Viareggio (Lu), gli dette la possibilità di costruirsi una piccola casa a Tassignano (LU).
Durante un breve viaggio al suo Paese, incontrò Antonina Foti, anche lei di Roccamena, si innamorarono, Lei lo seguì a Lucca, e il 25 Novembre del 1961, convolarono a nozze. 
Dalla loro unione nacquero due figliVito nel 1962Sabrina nel 1970.

I coniugi Cipolla accrebbero il loro bagaglio di esperienze lavorative nella ristorazione mettendosi in proprio nel RistoranteVigna Ilaria” di Sant’Alessio (Lu) e poi lavorando al Ristorante AlbergoUniverso” in Piazza del Giglio a Lucca
Passione, abilità e perfetta conoscenza delle materie prime fecero diventare Antonina Foti una Chef così importante e brava da essere chiamata anche all’estero a tenere Corsi di Cucina.

Nel 1984 la Famiglia Cipolla ha rilevato il Ristorante Antica Locanda dell’Angelo.
Fin dall’inizio si sono distinti per la gentile e premurosa accoglienza, la grande professionalità e una Cucina di eccellenza.

Proprio in quel lontano primo anno di attività sono diventato loro cliente, iniziando subito ad apprezzare il loro ottimo cibo e ad amare la loro straordinaria ospitalità.

Oggi il Locale, come  sempre e più di sempre, è un grande Ristorante, anche grazie alla spinta della seconda generazione dei Cipolla
il figlio Vito che si è appassionato al lavoro di Famiglia e da molti anni porta avanti l’attività. 

Vito Cipolla, tra l’altro, ha anche una grande passione per i buoni Vini, per tale motivo, nel 1991, si è diplomato Sommelier A.I.S., e cura con grande perizia anche la sua Cantina

Già da fuori, nella cornice dell’Antico Palazzo, il Locale è molto fascinoso
si entra, da Via Pescheria, nell’accogliente Ingresso/salotto, di fronte la porta che dà sulla romantica Corte esterna del XII°/XIII° Secolo (fruibile nella bella stagione). 
Nell’Ingresso/salotto c’è la “Reception”, il Bancone Bar e la scala che scende nella bella Sala sotto con 7/8 tavoli, da notare che qui ci sono alcuni interessantissimi “reperti murari dell’Alto Medioevo”.
Dall’Ingresso, già citato, si passa a due accoglienti Salette, la prima con 4 tavolini, la seconda con 5, su quest’ultima si affaccia la porta della Cucina e c’è un’altra scala che porta direttamente alla fornitissima Cantina.

Gli ambienti sono particolarmente curati  e ricchi di storia: 
pavimento in cotto, archi, soffitti a travi e travicelli di legno. 
Tutto l’arredamento in stile fine ottocento Lucchese. 
Molto curata ed elegante l’apparecchiatura.

Il Menu è validamente assortito tra piatti di Mare e Terra, la “Tradizionale Cucina Lucchese” viene arricchita da influenze Siciliane dovute alle origini della grande Chef Antonina Foti Cipolla
Tutto ciò che è possibile si predilige farlo in Casa.

La Carta dei Vini è molto ricca, è il frutto di una scelta accuratissima fatta dal bravo Vito Cipolla.

Ma veniamo alla mia ultima visita e alla degustazione che è sta accompagnata da una magnifica e letteralmente mitica bottiglia di Vino Rosso:

- “Château Haut Brion 1985”, Pessac-Léognan Premier Grand Cru Classé, Appellation Graves Contrôlée, un Assemblaggio di Cabernet Sauvignon e Merlot oltre a una piccola percentuale di Cabernet Franc, 12% Vol., prodotto in Francia da Château Haut Brion.

In tavola il fragrante pane e i grissini, ai vari sapori, della Casa.

Sono state servite le seguenti portate:

- Capesante spadellate con midollo di bue, nespole e gambi di foglie di barbabietole rosse in brodo di cappone;

- Cappelli di Strega ripieni di coda di bue, porri fritti e fonduta di Parmigiano;

- Baccalà cotto in “olio cottura” (cuocere in olio a bassa temperature per lunghi periodi) e bietole in “zimino”;

- Mousse di cioccolato bianco e Vin Santo, salsa di frutti di bosco, granelli di pistacchi.

Tutto semplicemente buonissimo.

Dal Mese di Dicembre 2018 lo Chef del Ristorante Antica Locanda dell’Angelo è Matteo Pieretti.

Matteo è nato, il 6 Dicembre 1982, a Barga (LU), fin da piccolo ha dimostrato propensione per il buon cibo tantoché dopo le Scuole dell’Obbligo si è diplomatoTecnico di Cucina” all’Istituto Superiore di Istruzione di Barga
Matteo ha fatto molte importanti esperienze in Italia e, dal 2007 al 2010, anche negli Stati Uniti d’America
Tornato in Italia ha lavorato come Chef in Ristoranti noti della Lucchesia come “Vigna Ilaria” e “Villa Bongi”. 

La Cucina di Matteo Pieretti dimostra tutta la sua solida esperienza e la passione per il suo lavoro.

Lo Chef Pieretti è validamente supportato, dal Mese di Giugno 2019, dalla brava e giovane Sous-chef Elisabetta Ferrari.

Elisabetta è nata a Lucca il 27 Dicembre 1994, dopo essersi Diplomata all’Alberghiero, l’Istituto Professionale di StatoF. Martini” di Montecatini Terme (PT), si è specializzata alla prestigiosa Scuola Internazionale di CucinaAlma” di Colorno (Parma), poi ha lavorato in Locali di fama come il RistoranteRelais & ChâteauxAntica Corona Reale” (Due Stelle Michelin) a Cervere (CN). 

Ovviamente la Padrona di Casa, la grande Chef Antonina Foti, supervisiona ancora la sua Cucina elargendo fondamentali suggerimenti.

Il Servizio di Sala attento e professionale è guidato dal bravo Maître Stefano Spadoni (Milanese,  classe 1962).

Sono venuto via abbracciando e congratulandomi con il carissimo Amico Vito Cipolla.

L’Antica Locanda dell’Angelo, a Lucca, dal 1414 è stata sempre identificata come un prestigioso luogo di straordinaria accoglienza e la Famiglia Cipolla, dal 1984, ha confermato sempre questa certezza. 
Grande è la loro passione e dedizione al lavoro che si percepisce anche dal fascinoso Libretto, stampato recentemente, di Storiche Foto e Tradizionali, appetitose Ricette del Locale, tradotte anche in Inglese.



Vista del Campanile del Duomo di San Martino

Vista delle Mura

"Arborato Cerchio" (Gabriele D'Annunzio)

L'Ingresso

La Corte......

Vista Interna

Vito Cipolla, Giorgio Dracopulos...... e il "Vino"

Capesante......

Cappelli di Strega......

Baccalà......

Mousse......

Matteo Pieretti, Elisabetta Ferrari e Vito Cipolla

Stefano Spadoni e Vito Cipolla

La Copertina del Libretto