domenica 14 marzo 2021

“OLIVIERI 1882”: LE BUONISSIME COLOMBE ARTIGIANALI PER LA SANTA PASQUA 2021.



La Santa Pasqua è la principale festività della Religione Cristiana. Con Essa si celebra l’Evento più importante riportatoci dai Vangeli e dai testi del Nuovo Testamento: la Resurrezione di Nostro Signore Gesù avvenuta il terzo giorno dalla Sua morte sulla Croce.

Il luogo dell’Evento viene indicato, sempre nelle Sacre Scritture, poco fuori dalle antiche mura di Gerusalemme, vicino alla collina rocciosa che porta il nome di Calvario (chiamata anche Golgota) dove Cristo venne crocifisso.

In questo luogo, a imperitura memoria, venne edificata (le prime tracce risalgono al II secolo d.C.) la Basilica Cattedrale Patriarcale del Santo Sepolcro (denominata anche Chiesa della Resurrezione). 

La parola “Pasqua”, che deriva dall’EbraicoPesach” (passare oltre) e dall’AramaicoPasa’”, indicava l’evento della liberazione, guidata da Mosè, degli Ebrei dalla schiavitù Egiziana.

Il Primo Concilio Ecumenico (la riunione solenne di tutti i Vescovi Cristiani) iniziò il 25 Maggio del 325 d.C. nella Città della Turchia Asiatica di Nicea (oggi Iznik), a 130 Km. a sud-est della Città di Costantinopoli (oggi Istambul) nell’Impero Romano d’Oriente. In quella occasione fu deciso che la data della Santa Pasqua era mobile e che si festeggiava la Domenica successiva alla prima luna dell’equinozio di Primavera.

Seguendo queste regole per la Chiesa Cattolica la data della Pasqua è sempre compresa tra il 22 Marzo e il 25 Aprile di ogni anno. Per la Chiesa Ortodossa, che segue il Calendario Solare, detto “Giuliano” classificato dall’astronomo GrecoSosigene di Alessandria d’Egitto” (I Secolo a.C.) e promulgato da Giulio Cesare nel 46 a.C., la Festività cade tra il 4 Aprile e l’8 Maggio.

In occasione della Santa Pasqua in tutta Italia si preparano moltissime ricette culinarie che portano in tavola preparazioni salate e dolci che allietano la tavola delle Famiglie.

Ma è la classicaColomba Pasqualeche su tutto il Territorio Nazionale identifica maggiormente laSanta Pasqua”.

La “Colomba Pasquale” nasce dall’antica tradizione Siciliana dei dolcetti nelle loro diverse varianti  locali, dai “biscotti quaresimali” ai “palummeddi” o “pastifuorti” (piccoli dolci dalle forme di colombe, galletti, cestini con uova ecc.) per poi modernizzarsi, nel 1930, con l’invenzione della “Colomba Motta”, messa in produzione, in Lombardia, dall’omonima Azienda.

Da molti decenni le “Colombe Pasquali” sono prodotte sia industrialmente che artigianalmente in molte varianti.

Quelle di cui oggi vi voglio parlare sono delleColombeArtigianali di grandissima qualità e bontà, prodotte dalla super premiata e storica PasticceriaOlivieri 1882”, proprietà dell’omonima Famiglia, ubicata ad Arzignano in Provincia di Vicenza.

La Pasticceria ArtigianaleOlivieri 1882in questi anni ha ottenuto grandi successi grazie alle sue speciali preparazioni che sono frutto di una lunga storia.

Più di un secolo fa un antenato di Famiglia, Luigi, ha aperto proprio nella Provincia Vicentina il primo forno. Anni dopo Bianco Olivieri, Padre di Oliviero, aprì prima una Panetteria e poi un Laboratorio più grande dal quale intorno agli anni ’70 ha iniziato a vendere per primo il “Pan Biscotto” insieme alla biscotteria confezionata, mentre la Mamma Miranda iniziava a produrre i primi dolci da forno.

Con la prematura scomparsa del Padre, Oliviero Olivieri, appena diciottenne, prese in mano il Negozio e il Laboratorio dove era cresciuto e da subito ampliò l’attività aggiungendo la Caffetteria. Successivamente arrivò il supporto dalla Moglie Patrizia e anni dopo venne affiancato anche dal Figlio Nicola e dalla Nuora Michela. Nel 2006 dopo aver approfondito lo studio della materia la Famiglia Olivieri ha perfezionato il progetto che è più legato anima e corpo alla loro filosofia: “i lievitati”.

Tradizione, passione e ingredienti attentamente selezionati sono il segreto delBrand Olivieri 1882sinonimo di qualità nel mondo dei lievitati a tutto tondo.

Nel mondo della Pasticceria e dei lievitati da ricorrenza, oltre al “Pandoro”, al “Panettone Classico” e al  “Panettone al Cioccolato” da sempre ai vertici delle classifiche nazionali, nel 2019 la “Colomba Olivieri 1882” è stata premiata dalla “Guida del Gambero Rosso Pasticceri e Pasticcerie” come “Miglior Colomba Artigianale d’Italia”.

La determinazione nello sperimentare e le coraggiose scelte imprenditoriali hanno permesso alla Pasticceria ArtigianaleOlivieri 1882” di ricevere negli anni su tutta la loro produzione numerosi e importanti riconoscimenti  Nazionali e Internazionali.

Per questa Santa Pasqua 2021 la PasticceriaOlivieri 1882presenta un ricco assortimento di Colombe in otto gusti di cui cinque novità:

- La Classica - Il Dolce Pasquale per eccellenza;

- Mela, uvetta e cannella - Un abbinamento che richiama il gusto dello strudel e riporta la mente ai profumi e gusti della montagna;

- Albicocca e caramello - Un continuo rincorrersi tra gustose dolcezze;

- Amarena - Impreziosita da morbide e succose amarene;

- Pesca - Le pesche candite assieme alla glassa di mandorle creano un gusto magnifico, equilibrato e unico;

- Cioccolato bianco e frutti di bosco - I frutti di bosco semicanditi artigianalmente si fondono con la dolcezza del Cioccolato Bianco Valrhona Ivoire 35%;

- Cioccolato e pera - Farcita con pere candite e con perle di Cioccolato Fondente 55%;

- Tre Cioccolati - Una ricca farcitura di Cioccolato Bianco, al Latte e Fondente Valrhona per una vera esplosione di gusto.

Le “Colombe Olivieri 1882” sono realizzate esclusivamente a mano, con grande arte e passione, come vuole la tradizione al termine di quattro giorni di lavorazione di cui più di 48 ore dedicate alla naturale maturazione. Una nuvola di burro, uova e farina ricoperta da una glassa di mandorle, nocciole, pinoli e zucchero.

La leggera croccantezza iniziale è abbinata a un’estrema sofficità per una struttura sorprendente, mentre il gusto è allo stesso tempo elegante e deciso. Peculiarità delle “Colombe Olivieri 1882” è l’utilizzo di una quantità di uova quattro volte superiore rispetto alle comuni Colombe, raggiungendo cosi un gusto, una struttura e un colore senza eguali. La glassa, inoltre, è nove volte più ricca di mandorle, nocciole e pinoli, mentre i canditi sono tritati finemente all’interno dell’impasto in grande quantità per una distribuzione uniforme.

Il lievito madre vivo utilizzato viene quotidianamente rinfrescato e lavorato dagli esperti pasticceri, mentre tutte le materie prime utilizzate sono di primissima qualità come le bacche di pregiata vaniglia Bourbon di Tahiti, farine di grani Italiani, zucchero di canna grezzo, burro Belga ottenuto per centrifuga e miele di acacia Italiano.

La lunga lievitazione e l’utilizzo di materie prime di ottima qualità rendono le loro preparazioni ricche ma estremamente digeribili, senza conservanti, semilavorati e grassi vegetali.

La nostra Colomba Classica rimane sempre la mia preferita e anche la più desiderata dai Clienti - racconta Nicola Olivieri - Un prodotto che esprime al massimo la nostra filosofia di lievitati di grande sofficità ed equilibrio. Zuccheri ridotti al minimo e qualità assoluta di ogni ingrediente, per ottenere un prodotto dal gusto pulito e riconoscibile. È la nostra firma in Italia ma anche all’Estero”.

Con leColombe Olivieri 1882”, sia Classiche sia Nuove, potrete trascorrere una dolcissima e gustosa Santa Pasqua 2021.

https://www.olivieri1882.com/

https://www.youtube.com/watch?v=hrTxgGekJkE


"La Colomba Classica" (Foto Ey Studio)

"Colomba Mela, Uvetta e Cannella" (Foto Ey Studio)

"Colomba Tre Cioccolati" (Foto Ey Studio)

Nicola Olivieri (Foto Aromi Group)
 
Artigianalità e Passione (Foto Ey Studio)

domenica 7 marzo 2021

“LA BISTECCA ALLA FIORENTINA FRITTA” UN’INTERESSANTE RIVISITAZIONE DI UN MITO DELLA CUCINA TOSCANA.



 

Le “Grotte di Lascaux” sono un complesso di caverne che si trova nella Francia Sud-occidentale nella Regione Nuova AquitaniaDipartimento della Dordogna, vicino al piccolo Comune di Montignac.

Nel 1979 le “Grotte di Lascaux” grazie a ciò che contengono sono state inserite (insieme ad altre grotte che si trovano sempre nella Valle del Fiume Vézère) nell'Elenco dei Patrimoni dell'Umanità dell'UNESCO. In queste Grotte infatti si trovano esempi di “opere di arte parietale” risalenti al Paleolitico Superiore (da 40000 a 10000 anni fa) databili a circa 17500 anni.

Il tema più comunemente rappresentato sulle pareti delle Grotte è quello di grandi animali dell'epoca (fra i quali l'Uro, un grande bovino oggi estinto) dipinti con grande ricchezza di particolari. Tra le figure più note ricordiamo il “bovino che salta” presente nella cosiddetta “Sala dei Tori”.

Queste pitture cosi antiche dimostrano che la carne già allora costituiva la principale fonte di sostentamento dell’uomo primitivo europeo assumendo un ruolo centrale e fondamentale nella Storia e nello sviluppo delle società umane anche dal punto di vista simbolico. La Storia Umana è stata ed è, prima di tutto, ricerca continua di risposte alle necessità alimentari, particolarmente in un tempo in cui la ricerca del cibo costituiva l’essenziale ragione di sopravvivenza, il primo quotidiano e ineludibile bisogno da soddisfare.

Con il passare dei Secoli il “puro bisogno alimentare” in qualche modo è diventato anche piacere, un elemento costitutivo di una determinata appartenenza a classi sociali differenti: una radicale trasformazione della sua funzione originaria. In questa doppia polarità anche l’alimento carne ha vissuto una lunghissima e complessa storia.

Tra le infinite preparazioni a base di carne diffuse nel Mondo c’è ne è una che ha avuto un cosi grande successo Internazionale tanto da diventare un vero mito: la “Bistecca alla Fiorentina”.

La Storia dellaBistecca alla Fiorentina” è andata di pari passo con lo sviluppo di quella magnifica Città d’Arte Toscana da cui prende il nome: Firenze.

Tuttavia la sua tradizione, la sua celebrità e il suo nome si possono far risalire quasi certamente alla celebrazione della “Festa di San Lorenzo” (co-Patrono della Città) e alla Famiglia dei Medici.  Lorenzo (225 - 258), di origini Aragonesi, fu uno dei sette Diaconi di Roma, martirizzato durante la persecuzione Cristiana voluta dall'Imperatore Valeriano, morì su una graticola ucciso dalle braci ardenti. Da allora la "Notte di San Lorenzo" viene associata al fenomeno delle stelle cadenti che ricordano proprio i carboni ardenti. In occasione di “San Lorenzo”, il 10 Agosto, la Città di Firenze s’illuminava grazie alle alte fiamme di grandi falò, dove venivano arrostite grosse quantità di carne di vitello (quarti di bue) che, successivamente, venivano poi distribuite alla popolazione.

Firenze all'Epoca della Casata dei Medici (un’antichissima Famiglia la cui Dinastia è durata dal 1169 al 1737) è stata per Secoli un crocevia Internazionale fondamentale, dove si potevano incontrare viaggiatori provenienti un po' da ogni parte del Mondo. Alcune Leggende narrano, in modi diversi ma con lo stesso risultato, che proprio in occasione di una di queste “Feste di San Lorenzo” fossero intervenuti alcuni Cavalieri Inglesi a cui venne offerta la carne arrostita sui citati fuochi. Questi la chiamarono nella loro lingua “beef steak” (costata di manzo) riferendosi al tipo di carne che stavano mangiando: da ciò italianizzando ne derivò il termine “Bistecca” (Bi-stecca).

Chiariamo subito una cosa fondamentale: la vera “Bistecca alla Fiorentina”, che è un taglio di carne di Vitellone (Bovino castrato destinato alla macellazione con un’età di circa 36 Mesi) o di Scottona (Femmina che non ha mai partorito compresa tra i 15 e i 24 Mesi di vita) deve quasi sempre essere di Carne Chianina. Sono però “tollerate” anche carni di Maremmana, Marchigiana e Romagnola solo se macellate tra un’età compresa tra i 12 e i 24 Mesi.

La Razza Chianina è una grande, elegante e potente “Razza Bovina Toscana” che prende il nome dalla “Val di Chiana”, valle compresa tra le Province Toscane di Arezzo e Siena e quelle Umbre di Perugia e Terni. Trattasi di animali muscolosi e sicuramente tra i più grandi del Mondo per dimensioni.

È una Razza di antichissime origini, conosciuta da più di 2000 anni, già citata da Plinio il Vecchio e da altri Autori Latini, utilizzata per il lavoro nei campi da Etruschi e Romani. Per il suo candido mantello e il portamento superbo veniva usata anche nei cortei trionfali e nei sacrifici alle divinità.

Oggi, insieme alle Razze affini Marchigiana e Romagnola, è protetta dal Consorzio di Tutela del Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale che è riuscito ad ottenere la “Certificazione IGP” per queste tre Razze, unica in Italia nel mondo delle carni.

La “Bistecca alla Fiorentina” si ottiene dal taglio della “lombata” (la parte in corrispondenza alle vertebre lombari, la metà della schiena dalla parte della coda) del bovino scelto; questo preciso tipo di taglio ha nel mezzo l'osso a forma di "T" (in Inglese infatti è chiamato “T-bone steak”) e deve avere il filetto da una parte e il controfiletto dall'altra.

Il taglio della carne deve avere un peso di almeno 1,5 kg e un’altezza minima di 5-6 cm. in quanto deve rimanere in piedi su se stesso per motivi di cottura. La carne, precedentemente frollata per almeno tre settimane in celle frigorifere a temperatura controllata, al momento della cottura è fondamentale che sia a temperatura ambiente.

La carne, senza alcun tipo di condimento, viene posta sulla brace sopra la griglia (sono da evitare nel modo più assoluto piastre, griglie a gas o elettriche) con delle regole precise e tempi condizionati dalla grandezza del taglio stesso ma il grado di cottura deve essere sempre “al sangue".

Per scaldare la griglia si usa un'abbondante brace di carbone di legna, usando preferibilmente carbone di quercia, di leccio o di olivo. La brace deve essere ben viva, appena velata da un leggero strato di cenere, senza fiamma. La carne deve trovarsi all'inizio vicinissima ai carboni cosicché si formi rapidamente una crosta aromatica grazie alla cosiddetta “Reazione di Maillard”, poi dopo il primo minuto deve essere posizionata in modo che il fuoco che la raggiunge sia più gentile.

La “Reazione di Maillard” è una complessa serie di fenomeni che avvengono a seguito dell'interazione tra zuccheri e proteine durante la cottura. I composti che si formano con queste trasformazioni sono bruni e con il caratteristico odore di “crosta di pane appena sfornato”. Le reazioni sono piuttosto complesse ed eterogenee ma attraverso la formazione di un intermedio (Composto di Amadori) si formano diverse sostanze quali le “melanoidine” dall'odore e dal colore caratteristico. La “Reazione” deve il suo nome al Chimico Francese Louis Camille Maillard (1878-1936) che per primo la studiò.

Per prevenirne l'indurimento la carne va girata una sola volta, cucinandola circa 4/5 minuti per parte e non di più. Infine va fatta cuocere "in piedi" dalla parte dell’osso per 6/7 minuti (ecco l’importanza dello spessore) finché non scompaiono le tracce del sangue (in realtà si tratta di “mioglobina” una proteina). Una buona cottura è il segreto di tutto il gusto straordinario di questa carne. La “Bistecca alla Fiorentina” deve risultare colorita all'esterno e rossa, morbida e succosa all'interno, calda, ma non cotta. Non deve assolutamente essere girata con l'ausilio di "forchettoni" o qualunque altro utensile da cucina che possa intaccare la carne e romperne la crosticina, che si forma all'inizio della cottura, causando la fuoriuscita dei preziosi "succhi" che danno sapore alla carne, ma capovolta gentilmente con l'utilizzo di strumenti adatti.

Il sale si aggiunge a fine cottura.

Accompagnamento tradizionale di questa portata sono i fagioli cannellini all'olio e l'insalata, ma gli abbinamenti possono essere i più vari. Mai però si deve usare il limone, al massimo può essere portato come abbellimento. La “Bistecca alla Fiorentina” si sposa perfettamente con un buon Vino Rosso.

A Firenze esiste dal 1991 un’Accademia specifica per questa tipologia di carne, un’Istituzione con tanto di Statuto e di sigillo di “Palazzo Vecchio” (la Sede del Comune) proprio per preservare e promuovere questo piatto nel Mondo. L’Accademia della Bistecca alla Fiorentina è una costola dell’Associazione Macellai della Provincia di Firenze erede diretta dell’antica Corporazione dell’Arte dei Beccai.

Oggi vi voglio raccontare di una particolare preparazione che si ottiene con lo stesso tipo di taglio della carne ma con sistema completamente diverso da quello precedentemente descritto, è una “Rivisitazione della Bistecca alla Fiorentina”, sottolineo “Rivisitazione” per non incorrere negli strali dei “puristi” (di cui però mi sento parte): la “Bistecca alla Fiorentina Fritta”.

Per preparare questo piatto prima di tutto conviene mettere la carne in infusione nel latte per almeno 3 ore. Poi quando è ancora umida di latte ricopritela molto bene di pangrattato e fatela riposare per pochi minuti, successivamente immergetela nelle uova precedentemente sbattute e ripassatela ancora nel pangrattato. Posate poi la Bistecca in una padella con olioleggero” a 180°, deve essere fritta su ambedue i lati. Per ottenere una cottura ottimale è fondamentale che livello dell’olio non sia assolutamente in una quantità tale da coprirla completamente. Questo piatto si abbina alla perfezione con una Salsa ai Capperi.

Recentemente ho avuto il piacere di degustare la “Bistecca alla Fiorentina Fritta” a “Casa Masi” nel Comune di Montaione, nella verdeggiante e bella Campagna della Città Metropolitana di Firenze.

Casa Masi” è il Ristorante di “Borgo San Benedettouna splendida e accogliente Fattoria sul greto del Fiume Egola, che la Famiglia Masi, i proprietari, hanno trasformato in un piccolo paradiso per tutti coloro che desiderano una vacanza nel verde e nella più assoluta tranquillità, coccolati in un completo relax ma allo stesso tempo ubicati strategicamente vicino alle maggiori Città d’Arte della Toscana.

Il Ristorante Casa Masiè un ambiente rustico e curato dove regna la buonaCucina Tradizionale Toscanarealizzata da una valida Brigata di Cucina.  

Alla tenerissima e gustosa “Bistecca alla Fiorentina Fritta” è stato abbinato un piacevolissimo Vino:

- “Dediche Rosso”, Vino Rosso d’Italia, un accurato assemblaggio di quattro importanti Vitigni, Primitivo 40%, Montepulciano 30%, Nero D'Avola 20%, Merlot 10%., un Vino robusto, 14% Vol., ma allo stesso tempo vellutato che fino dai primi istanti si afferma con una notevole personalità. Un Vino che raccoglie in una sola bottiglia l'essenza stessa di 4 avocate Regioni Italiane: la Puglia, da cui proviene il Primitivo sottoposto ad appassimento, l’Abruzzo dove matura il Montepulciano invecchiato per circa 12 mesi in legno, la Sicilia Patria del Nero d'Avola coltivato sotto un magnifico sole e il Veneto che dona il fresco Merlot. Si rimane affascinati dal colore rosso rubino di questo Vino, un colore profondo e intenso. All'olfatto è ricco di aromi ed è possibile avvertire la sua vigorosa impronta fruttata, in particolare profumi di ciliegie, fichi e frutta matura, oltre a note di caffè e di legni invecchiati. Al palato si rivela un Vino generoso, moderno, piacevole ma con struttura e complessità, morbido e armonico si lascia bere con straordinaria facilità. Molto interessante il favorevole rapporto prezzo/qualità. 

Il VinoDediche Rosso” è imbottigliato da “Tenute Piccini” per una nuovissima Società appositamente nata per la sua Distribuzione che si chiama “Dediche” appunto.

Un ringraziamento particolare, per la grande gentilezza e disponibilità, va alla giovane Brigata di Sala di “Casa Masicomposta, tutta al femminile, da Loredana Sotgiu e Anastasia Galieni.

https://www.youtube.com/watch?v=Si_am54MmBs

http://www.casamasimontaione.it/

https://www.youtube.com/watch?v=SrU3c5lrHaQ


"Casa Masi"

Ristorante/Trattoria Casa Masi: L'Ingresso

Ristorante/Trattoria Casa Masi: La Sala

Giorgio Dracopulos in Cantina al Ristorante Casa Masi

"Bistecca alla Fiorentina Fritta" con Salsa ai Capperi

"Dediche Vino Rosso d'Italia"

sabato 27 febbraio 2021

NEL CUORE DELLA CAPITALE SPAGNOLA UNA FANTASTICA E LUSSUOSA ACCOGLIENZA AL NUOVISSIMO HOTEL “FOUR SEASONS MADRID”.



Almudena Grandes Hernández (nata a Madrid il 7 Maggio del 1960) notissima Scrittrice è l’autrice delle seguenti parole che assolutamente condivido: “Quel che più colpisce di Madrid è la sua costante forza misteriosa e inesplicabile grazie alla quale è riuscita mano a mano a imporre la propria individualità, a diventare ciò che è oggi”.

Sono sempre stato innamorato di Madrid fin da quel lontano Capodanno del 1985 che per la prima volta, a partire da “Puerta del Sol”, iniziai a percorrere le sue fascinose e indimenticabili strade.

Puerta del Sol” è una delle Piazze più importanti e famose della Città, rappresenta anche il “km 0” della rete stradale della Spagna ed è il centro delle celebrazioni nazionali della Mezzanotte di San Silvestro con il famoso Orologio che batte i 12 rintocchi. Sin dalla nascita della Capitale Spagnola questa Piazza ne è stata il salotto buono, la prima culla di ogni attività commerciale, culturale e amministrativa; oggi rappresenta un mitico simbolo famoso nel Mondo.

Madrid è una Città estremamente viva e vivace sempre ricca di novità in tutti i campi e per Accoglienza ed Enogastronomia, argomenti a me cari, è un vero “Paradiso Terrestre”.

Tra le novità che negli ultimi mesi hanno arricchito ulteriormente la Città c’è sicuramente l’apertura dell’Hotel più bello e lussuoso: il “Four Seasons Madrid”. 

La Four Seasons Hotels & Resorts è una Società Canadese, fondata nel 1960 da Isadore Sharp (classe 1931), titolare di una Catena con più di 100 Alberghi/Resort straordinari e super accoglienti ubicati in posti bellissimi e sparsi in 35 Paesi del Mondo.

IlFour Seasons Madrid ha aperto le sue porte in Calle de Sevilla 3, proprio a pochi passi daPuerta del Sol”, nel Mese di Ottobre 2020 in un Complesso di cui fanno parte diversi e bellissimi Edifici denominato Canalejas”.

Canalejas” era in origine il “Blocco 265” della Capitale Spagnola comprendente un insieme di 7 Palazzi eccezionali, di grande valore storico e architettonico, situati tra Carrera de San Jerónimo, Plaza de Canalejas, Calle de Sevilla e Calle de Alcalá. Il Complesso oggi comprende oltre all’Hotel Four Seasons e le 22 residenze collegate, la Galleria Commerciale su tre livelli (Galería Canalejas) e un grande parcheggio sotterraneo.

La “Galería Canalejas” è concetto unico di “grande magazzino di lusso” sconosciuto in Spagna fino a oggi. Presto gli oltre 15.000 mq. su tre piani saranno animati da bellissimi negozi, con i marchi più prestigiosi al Mondo, di moda, di alta gioielleria e di accessori; sarà il nuovo “miglio d'oro” della Città e la nuova destinazione Internazionale di riferimento per lo shopping di lusso, il tempo libero e, grazie anche a diversi Ristoranti, per l’enogastronomia.

Mai prima a Madrid era stata intrapresa contemporaneamente la riconversione di sette edifici storici di tale portata, conferendo loro un'identità comune pur mantenendo la loro indipendenza.

L'Edificio più straordinario del complesso dove è stato realizzato ilFour Seasons Madridsi trova "a prua" di questo blocco a forma di triangolo ed è noto come ilPalacio de La Equitativa”.

La Struttura fu edificata, tra il 1887 e il 1891, dall’Architetto Spagnolo José Grases Riera (18501919) come quartier generale della Compagnia di AssicurazioniLa Equitativa”, una Filiale in Spagna dell'AmericanaThe Equitable Life Assurance Society”. Successivamente, nel 1920,  l’immobile fu acquisito dal “Banco Español de Crédito”, nel 1994 divenne poi proprietà del “Banco de Santander” e nel 2012 fu ceduto insieme agli altri Edifici del ex Blocco 265”alla Società creata appositamente per la realizzazione del “Complesso Canalejas”.

Durante l’articolato e impegnativo progetto di ristrutturazione e adeguamento (durato sette anni con un costo di oltre 600 milioni di euro) del Complesso in generale e del “Palacio de La Equitativa” in particolare, sono stati estratti oltre 16.000 pezzi ritenuti di interesse storico-culturale che, accuratamente catalogati e meticolosamente restaurati, sono stati poi riutilizzati. Tra essi pregiati manufatti di falegnameria,  oggetti di vari tipi, lampade, grandi vetrate (molte delle quali sono tornate alla loro posizione originale), elementi decorativi, intonaci, rivestimenti, elementi in ferro e persino le porte blindate delle casseforti.

Una delle tante sfide di questo progetto è stata quella di restituire a questi Edifici il loro splendore di un tempo mantenendo tutte le loro facciate con all’interno il necessario equilibrio tra “tradizione” e “modernità” preservando spazi unici e straordinari come la ex sala operativa delBanco Español de Créditoche ora è la prestigiosissima Hall dell'Hotel.

Estremamente suggestiva la facciata curva dell’Hotel su cui sono stati mantenuti alcuni elementi caratterizzanti che riportano alla prima proprietà a cui è stato aggiunto il Logo del “Four Seasons”.

Il progetto architettonico è stato sviluppato dallo “Estudio Lamela” di Madrid, l'interior design dello “Studio Bamo” di San Francisco, il GastrobarIsa” dallo Studio InternazionaleAvroko” e il RistoranteDani” dello Studio di Martin Brudnizki di Londra: grandi professionisti per un risultato finale del tutto eccezionale.

Il “vecchio Salone della Banca” oggi ha uno stile che unisce il passato al presente mantenendo le maestose colonne in marmo con i capitelli dorati e la grande vetrata originale sul soffitto a cui si aggiunge la nuova e imponente scala ovale dietro la quale si trova l'installazione “Starry Night”, dello Scultore Catalano Eduardo Perez-Cabrero, che rappresenta le costellazioni delle virtù umane: intelligenza, creatività, gioia, amore, talento, generosità e speranza.

Al centro della Hall si trova la scultura in rame alta 5 metri dell'Artista contemporanea Cristina Almodóvar. Tutto l'arredamento è stato progettato in combinazione con i vecchi banconi di marmo verde, il risultato è stato quello di creare uno spazio sociale super accogliente, aperto sia ai clienti interni sia alla persone di passaggio come luogo ideale di incontro.

L'area Eventi al Secondo Piano, ubicata in quello che era il Piano Nobile del Palazzo e dove si trovavano gli Uffici dei diversi Presidenti e Direttori della Banca, mantiene le porte del XIX secolo.

La Sala da Ballo ha le pareti di un audace color rosso terracotta ispirato ai tetti di Madrid, magnifici e maestosi i suoi due lampadari, ciascuno del peso do 160 Kg., in vetro soffiato Veneziano della Ditta ItalianaSeguso Vetri d’Artedi Murano.

Le 200 Camere divise in 6 categorie, comprese 39 suite, sono elegantemente arredate con gusto classico e finemente decorate; i bagni sono rivestiti in marmo bianco e grigio combinato con rivestimenti in marmo marrone cioccolato.

Al fine di mantenere la struttura originale delle finestre dell'Edificio ci sono alcune stanze suddivise su due piani e con doppie finestre che creano uno spazio simile a un loft. Allo stesso modo è stato necessario adeguare i corridoi e su alcuni piani sono presenti zone con gradini per livellare i pavimenti con le finestre.

La “Suite Reale” è composta da soggiorno, studio, bagno, palestra, cucina e spogliatoio che collega la stanza principale con il bagno. Ha anche un “Balcone di Giulietta” che circonda la camera da letto e l'impressionante bagno principale ha una scultorea vasca rotonda in marmo rosa Italiano di fronte a una parete rivestita con pietra onice viola. La camera da letto principale è decorata nei toni del verde. Presenta un'enorme testiera rivestita in velluto di lana d'angora viola con due comodini in marmo rosa sui lati. Il tappeto malva è realizzato su misura e mostra scritte che assomigliano a un diario.

La “Suite Presidenziale” nella camera principale ha un moderno letto a baldacchino in metallo con accanto una scrivania tradizionale, il bagno è rivestito in onice blu-grigio e marmo dorato.

Inondata di luce naturale, la Hall dellaSPA” ricrea un giardino verticale astratto con due grandi lampade a sospensione in metallo e vetro, nei toni del fumo e del bronzo che si trasformano in foglie d'uva che cadono. Lo spazio è rivestito con boiserie e specchi e con una zona attesa realizzata con mobili in pelle e legno di cedro. Otto sono le Sale per trattamenti, il fiore all'occhiello è lacabina per coppie” rivestita in legno con camino e una vasca da bagno rotonda in posizione centrale.

Sul tetto dell'Edificio spicca poi la grande Piscina con una copertura in vetro che lascia entrare la luce del sole e la luminosità delle stelle; è circondata dai tetti di Madrid con vista spettacolare sul Palazzo Realee sulle montagne circostanti.

In tutto l’Hotel si trovano circa 2.500 opere d'arte realizzate da diversi artisti spagnoli: la collezione comprende fotografie, pitture, sculture e stampe.

Al Four Seasons Hotel Madriduna particolarissima attenzione e cura viene dedicata anche all’Enogastronomia di grandissima qualità.

I Ristoranti, come già accennato, sono:

- “Isa” il moderno Gastrobar che unisce le tradizioni della Spagna con i sapori di tutto il Mondo offrendo dalle moderne tapas a una scelta infinita di delizie, abbinandoli al meglio del bere moderno dai cocktail classici alle innovazioni internazionali;

- “El Patio” ubicato nella Hall principale è un luogo pieno di vita che bilancia l'architettura storica con l'eleganza contemporanea. Offre una varietà di ambientazioni interne oltre allo spazio esterno; il Menu è informale e comprende anche una varietà infinita di tapas, pintxos (o “pinchos” gustosi antipasti) e dessert;

- “Dani il fiore all’occhiello della struttura, ubicato al Roof dell’Hotel e dotato anche di “terrazza panoramica mozzafiato, è la nuova destinazione gastronomica del super famoso Chef Spagnolo Andaluso Dani García (Tre Stelle Michelin), una Brasserie elegante e dinamica dove si possono degustare straordinarie specialità “Stellate” insieme a gustosissime preparazioni  tradizionali.

Tutto ciò è reso possibile anche grazie a una serie di grandi professionisti come: l’Executive Chef Omar Mallen, l’Executive Pastry Chef Carles Codina, il Jefe de Cocina delDaniIsmael Paul, il Jefe de Cocina delEl PatioMario Sanchez, il Capo Bartender Miguel Perez, la Bar ManagerIsaSophie Larrouture e il Beverage Manager Agustín Trapero.

Una struttura semplicemente magnifica come il “Four Seasons Madrid” con centinaia di addetti è una “grande impresa” che necessita di una solida e sapiente guida. Dal Mese di Settembre 2020 è stato nominato General Manager il Vice Presidente Regionale Adrian Messerli.

Adrian è un veterano della CatenaFour Seasons”, vi lavora da più di quindici anni. Nato in Svizzera ha conseguito una Laurea in International Hospitality Management presso l'Ecole Hotelière de Lausanne. In seguito ha viaggiato per il Mondo aumentando le sue responsabilità in incarichi dagli Stati Uniti ai Caraibi, dal Sud America all’Europa, dal Medio Oriente all’Oceano Indiano, dove ha ottenuto la sua prima posizione di General Manager presso “Four Seasons Resort Seychelles” prima di trasferirsi a Shanghai, in Cina.

Adrian Messerli è validamente supportato da un’altra professionista d’eccezione come Monica Eisen, Hotel Manager, nata a Madrid e diplomatasi anche Lei in Svizzera.

Ecco questo è il nuovissimo HotelFour Seasons Madrid ubicato nel cuore della bellissima Capitale Spagnola dove, grazie a una fantastica atmosfera e una lussuosa accoglienza, ci si sente magnificamentea casa quando si è lontani da casa”.

PS. Un particolarissimo ringraziamento va alla gentilissima Marta Centeno, Director of PR & Communications dell’Hotel, per la sua grande disponibilità.

https://www.fourseasons.com/madrid/

https://www.youtube.com/watch?v=MU9X0FKvPGA

https://www.youtube.com/watch?v=7xd2ipNpsGY

https://www.youtube.com/watch?v=8uVTf9J_pEw


Hotel Four Seasons Madrid (Foto Four Seasons)

La Reception (Foto Four Seasons)

La Hall (Foto Hospitality Builders)

La Cura dei Particolari (Foto Four Seasons)

La Piscina della Spa (Foto Four Seasons)

Meeting Room (Foto Four Seasons)

Accoglienza Personalizzata (Foto Four Seasons)

Il Meglio del Bere Moderno (Foto Four Seasons)

Lo Chef Dani García (Foto Oscar Romero)

"Dani Brasserie": Gusto ed Eleganza (Foto Oscar Romero)

Il General Manager Adrian Messerli (Foto Four Seasons)

lunedì 22 febbraio 2021

NEL SOLCO DELL’ANTICA ARTE DELLA COLTELLERIA TOSCANA NASCONO I NUOVI COLTELLI PROFESSIONALI “GASTRONOM”.



 L'Antropologia (dal Greco ἄνθρωπος ànthropos “uomo” e λόγοςlògos “discorso, dottrina” quindi letteralmente “studio dell'uomo”) è una branca scientifica che analizza l'essere umano sotto diverse prospettive (sociale, culturale, morfologica, psicoevolutiva, sociologica, artistico-espressiva, filosofico-religiosa), indagando i suoi vari comportamenti nella varie epoche anche all'interno delle diverse società. Nata come disciplina legata alla biologia, ha acquisito in seguito un importante valore umanistico e si è sviluppata in particolar modo in Epoca Moderna (tra il XV e il XVIII Secolo).

Gli Antropologi ritengono che uno dei primi attrezzi progettati fin dall’alba dell’umanità dagli esseri umani per poter sopravvivere sia stato ilcoltello”.

Il “coltello” (dal Latino “cultellus”, diminutivo di “culter” cioè "coltello dell'aratro”) solitamente consiste in una lama a punta con uno o più bordi affilati fissata a un manico.

Le prime lame erano di “selce”, una roccia sedimentaria composta quasi esclusivamente di siliceo, o di "ossidiana" un vetro vulcanico la cui formazione è dovuta al rapidissimo raffreddamento della lava. Successivamente con gli sviluppi della fusione e della metallurgia le lame sono diventate  di rame, di bronzo, di ferro e infine di acciaio. Mentre i materiali sono notevolmente cambiati nel tempo la forma base dei “coltelli” è rimasta la stessa attraverso i millenni.

Come in tutto il Mondo anche in Italia si è andata affermando un’antica tradizione artigianale relativa alla realizzazione di lame da taglio dalle più svariate misure e forme.

In Toscana questa tradizione fa nascere per esempio coltelli come: il Fiorentino, il Maremmano, la Mozzetta, il Palmerino, il Palmerino a due lame, la Roncola, il Senese, lo Svitaluminelli, il Tre Pianelle e la Zuava di Scarperia (il cui nome richiama quello di un antico Corpo Militare Francesegli Zuavi”, dotati di una lama molto simile).

Ecco, proprio nella Toscana Cittadina di Scarperia (Città Metropolitana di Firenze) questa tradizione artigianale dei ferri taglienti è talmente consolidata tanto da darle il nome di “Paese dei Coltelli”. 

Scarperia è nata con il nome di “Castel San Barnaba” il 7 Settembre del 1306 per volere della Repubblica di Firenze (1115 - 1532): successivamente prese il nome di “Scarperia” data la sua ubicazione alla scarpata dell’Appennino Toscano.

Già dal ‘400 e più ancora nel ‘500 si svilupparono le attività artigianali per la produzione di utensili agricoli e coltelli. Sull’origine di questa attività non si hanno notizie precise ma si parla di un’iniziale produzione di armi necessarie alla difesa del Castello; tesi che si concilia bene con la natura di presidio fortificato che Scarperia ebbe sin dalla sua fondazione, oltre alle necessità del lavoro agricolo nelle campagne circostanti.
La lavorazione e la vendita di coltelli e dei ferri taglienti diventò ben presto la maggior attività produttiva del Paese grazie anche al fatto che per molti anni la Località restò l’unico crocevia tra Firenze e Bologna.

Una produzione di tale importanza venne regolamentata nel 1539 con “Lo Statuto dei Coltellinai” che stabiliva le regole della vendita e le norme alle quali dovevano attenersi tutti gli Artigiani, dai materiali da impiegare ai rapporti dei Maestri con gli altri lavoranti. Risale poi al 1874 la fondazione della “Società Cooperativa dei Ferri Taglienti”.

L’attività continuò negli anni successivi con un maggior sviluppo produttivo e commerciale fino al 1908, anno in cui fu emanata la “Legge Giolitti” che inflisse un durissimo colpo all’economia di Scarperia. La Legge vietava e limitava drasticamente la misura delle lame e dei coltelli, compresi quelli a serramanico, che potevano essere portati liberamente. Questa restrizione e il successivo scoppio delle due Guerre Mondiali misero a dura prova la vita artigianale di Scarperia; gran parte delle botteghe furono costrette a chiudere anche se nel frattempo avevano concentrato la loro produzione nella reinterpretazione di modelli locali e regionali più tradizionalmente usati in tutti i campi sia in Italia che all’Estero.

Nel 1999 a Scarperia per documentare e salvaguardare l’attività plurisecolare dei suoi Coltellinai è nato il “Museo dei Ferri Taglienti”.

Recentemente come frutto e sintesi della Tradizione Artigianale Toscana della Coltelleria coniugata alla tecnologia più avanzata sono nati i nuoviColtelli Gastronom”.

L’AziendaGastronom” nasce a Firenze nel 2020 con un obiettivo preciso: creare prodotti essenziali, tecnologici ed estremamente efficienti. Il tutto partendo dallo studio del tipo di taglio che necessita per ciascuna materia prima utilizzata in cucina. A questo si aggiungono alcuni fattori importanti: il design, l’ergonomicità e la praticità. Una delle caratteristiche che rendono i “Coltelli Gastronom” unici è il sistema brevettato che permette di sganciare il manico in modo che le due parti, quella metallica e quella in materiale plastico, possano essere pulite separatamente: questo per igienizzare al meglio ogni coltello prima e dopo l’uso.

L’Artigianalità e il Design si fondono con incredibile efficienza e straordinaria funzionalità per dar vita a una prima gamma (cinque referenze) in grado di soddisfare in Cucina le esigenze sia del professionista sia dell’appassionato. Si tratta di prodotti essenziali e moderni che da attrezzi ancestrali si sono evoluti trasformandosi in strumenti di precisione per la valorizzazione del cibo. Realizzato artigianalmente ciascun coltello è rifinito a mano per raggiungere il massimo livello qualitativo.

«I Coltelli Gastronom - ha spiegato Davide Santini, Amministratore Delegato dell’Azienda - non sono “uno” strumento, ma “lo” strumento che ogni Cuoco deve avere. È infatti anche grazie alle sue qualità che chi cucina riesce a comprendere la consistenza, la texture e la bontà delle materie che vengono lavorate. Il primo taglio libera i profumi e rivela le caratteristiche del cibo, la freschezza di frutta e verdura, la fragranza del pane, la consistenza di un salume o di un formaggio. Per questo motivo tale operazione non può essere affidata a un coltello qualsiasi».

La “Gastronom”, per realizzare i propri coltelli, ha scelto l’Acciaio a elevata durezza “N690CO” prodotto in Austria dalla “Böhler-UddeholmLeader Mondiale nella produzione di acciai per stampi e utensili industriali. Grazie a un’attenta ingegnerizzazione, condotta da grandi esperti, sono state valorizzate le caratteristiche ideali: gli spessori, gli angoli di arrotatura e i piani di affilatura. Tutto è finalizzato al superamento dei test nell’utilizzo anche in condizioni critiche. L’AcciaioN690CO” (gemello del mitico Acciaio GiapponeseVGold-10” particolarmente resistente all'usura grazie all'elevato tenore di cobalto) è caratterizzato da altissime qualità, ottime caratteristiche tecniche ed eccellenti proprietà che lo rendono il prodotto ideale per realizzare lame di coltelli e strumenti chirurgici.

La nuova Linea dei Coltelli Gastronomè, composta come già accennato, da cinque referenze:

- “TOTAL CUT” - è un coltello versatile e multiruolo in grado di svolgere la maggior parte delle preparazioni in Cucina. La dimensione generosa della lama consente di eseguire tagli precisi sia su elementi di piccole dimensioni che di grandi parti. Il filo piano permette di mantenere a lungo un’affilatura perfetta anche per sfilettare al meglio il pesce o disossare bistecche e carré;

- “HEAVY CUT” - è un trinciante grande, maneggevole e preciso. Il manico garantisce un grip eccezionale anche in presenza di acqua o olio. L’altezza del tallone consente di eseguire tagli precisi evitando che le nocche tocchino il tagliere, rendendolo perfetto per la maggior parte degli impieghi in Cucina;

- “GREEN CUT” - è il coltello ideale per le verdure e gli ortaggi. Il dorso di dimensioni generose permette di appoggiare comodamente il palmo della mano per tritare o per guidare la linea di taglio. Il filo è studiato per ottenere la massima penetrazione senza danneggiare la struttura della foglia e/o dell’ortaggio;

-  “BREAD CUT” - è studiato per i cibi che presentano una superficie esterna resistente e un interno morbido. La forma della lama ottimizza l’incisione della crosta del pane e della buccia del pomodoro o degli agrumi, e permette di ottenere un taglio preciso esercitando la pressione minima necessaria per evitare lo schiacciamento;

-  “FINE CUT” - è studiato per l’utilizzo nei piccoli tagli e nelle incisioni, sia decorative che per il condimento. La sua forma consente la massima precisione nella pulizia, sbucciatura e modellatura di frutta, ortaggi e funghi.

Le grandissima qualità contraddistingue i nuovi, professionali e preziosiColtelli Gastronom nati esattamente nel solco dell’antica Arte della Coltelleria Toscana.

https://gastronomknives.com/


Coltelli Gastronom la Gamma (Foto Gastronom)

La Magia dell'Acciaio (Foto Gastronom)

Lavorazione Manuale (Foto Gastronom)

Dettaglio Manico-Lama (Foto Gastronom)

"Heavy Cut" (Foto Gastronom)

"Green Cut" (Foto Gastronom)

"Fine Cut" (Foto Gastronom)