martedì 8 febbraio 2022

RISTORANTE “VISTAMARE” A ROSIGNANO SOLVAY (LI) UNA PIACEVOLE E GUSTOSA CUCINA DI MARE.




Rosignano Marittimo è uno storico Comune Costiero della Toscana ubicato nella Maremma Settentrionale o Alta Maremma. Una Zona conosciuta prima e dopo l’Unità d’Italia (17 Marzo 1861) come Maremma Pisana, infatti nel 1861 Rosignano fu assegnato alla Provincia di Pisa. Nel 1925 considerato che tutti gli interessi degli abitanti facevano capo alla più vicina Città di Livorno, il Comune fu aggregato alla Provincia di Livorno e questa parte della Maremma diventò nominalmente Livornese.

Sulle origini del ToponimoRosignano” non ci sono certezze, dovendo risalire a Secoli molto lontani in Epoca Romana, ma si può dire con sicurezza che nel 1862 a Rosignano venne aggiunta la definizione “Marittimo” anche per distinguerla dalla PiemonteseRosignano Monferrato” in Provincia di Alessandria.

Comunque anche sul significato di “Marittimo” ci sono alcune diverse spiegazioni, la più accreditata è quella che derivi dalla parola LatinaMaritima” (della Maremma), ma ovviamente  il termine è legato anche al “Mare” e a Centri Abitati o Paesi ubicati in posizione più alta rispetto al Territorio circostante che possono anche non avere la vista del Mare.

Lunga è la Storia di Rosignano Marittimo che con il suo Castello tipicamente Medievale fu protagonista di molti assedi e contese a causa della sua posizione strategica sia in campo commerciale che militare. Lo sviluppo più consistente del suo Territorio Comunale si ebbe solo nell'Ottocento quando furono avviate le Bonifiche delle zone pianeggianti. All'inizio del XX Secolo, con il potenziamento delle vie di comunicazione (in particolar modo con l'apertura della Ferrovia Livorno-Cecina) e con l'affermazione del comparto industriale “Solvay Group”, venne fondata l'importante Frazione di Rosignano Solvay, inizialmente conosciuta come "Paese Novo".

Rosignano Solvay è la Frazione più popolata (circa 16.000 abitanti) del Comune e si trova adagiata sulla bellissima Costa Toscana a circa 25 km. a sud di Livorno. Nota e accogliente Località Balneare, dotata anche del Porto Turistico, prende il nome da due Fratelli, originari del Belgio, Ernest e Albert Solvay che nel 1913 scelsero questa zona per aprire un grande Stabilimento per la produzione della soda. Grazie alla nascita dello StabilimentoSolvay” si crearono le condizioni favorevoli per un fortissimo sviluppo del Paese.

Rosignano Solvay ha anche una panoramica, bella e lunga passeggiata (1,2 Km.) sul Lungomare che parte dal grande “Porto Turistico” fino ad arrivare all’ampia TerrazzaLe 4 Repubbliche Marinare”. Proprio affacciato su questa Piazza, alla fine di Via del Popolo, al Civico 76, c’è il Ristorante/CaffèVistamare”, di nome e di fatto.    

Il RistoranteVistamareè dello Chef Fabio Simpatia.

Fabio è nato a Napoli il 21 Ottobre 1976 fin da piccolo ha respirato l’atmosfera della passione per la Cucina di suo Padre, Ciro Simpatia. Ciro, classe 1947, a 16 anni è entrato a lavorare allo storico  Hotel Royal (4 Stelle) di Napoli ubicato sul Lungomare proprio nel punto più suggestivo, di fronte a Castel dell’Ovo e da allora ha sempre lavorato, riscuotendo riconoscimenti, anche in vari Paesi Europei e in Nord America.

Fabio Simpatia è un appassionato Chef autodidatta che ha unito all’innata predisposizione la passione, lo studio e tanto lavoro; molto ha appreso dagli insegnamenti di suo Padre. Fabio, fino a 18 anni è rimasto a Napoli diventato anche un espertissimo Pizzaiolo, poi ha fatto varie fruttuose esperienze. Nel 2004 Fabio Simpatia ha rilevato lo Stabilimento Balneare/RistoranteSirena” ubicato sul Lungomare di Rosignano Solvay in angolo con la TerrazzaLe 4 Repubbliche Marinare” è lo ha ben gestito fino al 2014.

Nel 2015 a Fabio è capitata l’occasione di acquistare un terreno all’Asta ubicato alla fine di Via del Popolo, proprio in angolo con la TerrazzaLe 4 Repubbliche Marinare” e dopo molti mesi di impegnativi lavori, che hanno visto nascere la particolare struttura in legno del suo Locale, il 4 Marzo 2017 ha inaugurato il suo nuovo Ristorante/Bar.

La struttura del “Vistamare”, adagiata nel verdeggiante giardino rialzato, è composta dalla Cucina, da una piccola Sala con il Bancone Bar e alcuni tavolini, oltreché dallo spazio esterno a elle, coperto dalla tettoia, che presto avrà la possibilità di diventare anche veranda. 

Il “Vistamare” è estremamente luminoso accogliente e panoramico, visitarlo in una giornata di Febbraio particolarmente mite, dal cielo sereno e con un caldo sole, come ho fatto io, è stata sicuramente un’ottima idea.

L’apparecchiatura è molto curata, la posateria è ricercata, i bicchieri nelle varie versioni sono “RCR” e le deliziose ceramiche sono della storica Ditta PortogheseVista Alegre”.

Il Menù offre una scelta di preparazioni a base di Pesce frutto della spesa quotidiana e pertanto è scritto a gesso su una lavagna portatile. La Carta dei Vini è importante e selezionata, circa un centinaio di Etichette, frutto anche questa della ricerca fatta con passione e dedizione da Fabio Simpatia: Champagne (anche piccoli Produttori), Bollicine Italiane e da altre parti del Mondo, Vini Bianchi Francesi e Italiani dalle Regioni più vocate della nostra Penisola.

Ma veniamo alla degustazione fatta che è stata accompagnata da un ottimo Champagne consigliato da Fabio in persona: “Champagne Erick Schreiber Brut Tradition”, Champagne Appellation d'Origine Contrôlée (A.O.C.), naturale e biodinamico, 100% Pinot Noir, 12% Vol., una bollicina fruttata, robusta ma allo stesso tempo morbida e fresca prodotta dalla Maison Erick Schreiber (Propriétaire Récoltant).

Con in Tavola il fragrante Pane (Classico ai grani Antichi e ai Cereali) oltre all’eccellente Olio Extra Vergine di Oliva della Tenuta San Guido (Sassicaia) di Bolgheri (LI), sono state servite le seguenti portate:

- “Benvenuto della Casa” - Gamberi rosa al guazzetto;

- Insalata di calamari freschi su estratto di cozze e julienne di verdure al vapore;

- Quadrotti di tonno su salsa carpione di odori;

- “Ravioli Rustici” - Grandi ravioli fatti in Casa con pasta di semola di grano duro e ripieni di pesce sciabola, sopra una abbondante dadolata di gallinella pescata in loco;

- Anguilla arrostita al forno su colatura di provola affumicata;

- Spiedini con bocconcini di palombo e salmone su crema di sedano rapa e patata viola, come finitura gocce di tuorlo d’uovo e primule edibili;

- Pastiera Napoletana rivisitata (senza canditi) accompagnata da tartellette di frolla con crema chantilly e mela verde, arancia e confettura di albicocche;

- Caffè e Piccola Pasticceria.     

Tutto buono e ben presentato. La Cucina dello Chef Fabio Simpatia è frutto di esperienza, passione, tradizione e scelta di materie prime di ottima qualità. Fabio in cucina è supportato da un Padre/Chef fantastico come Ciro Simpatia e dall’Aiuto Stefano Nogarin (classe 1960).

Il Servizio di Accoglienza/Sala è stato svolto con estrema gentilezza e affabilità dalla Fidanzata di Fabio la premurosa Giulia Ciurli (classe 1989, di Vada, altra Frazione sul mare di Rosignano Marittimo) con il supporto di Chiara Sacchini.

Al RistoranteVistamaredi Rosignano Solvay, in Provincia di Livorno, dello Chef/Patron Fabio Simpatia oltre a una vista magnifica ho trovato una piacevole e gustosa Cucina di Mare.

https://vistamarerosignano.weebly.com/


Ristorante "Vistamare" a Rosignano Solvay (LI) 

La Vista del Mare

 Il Giardino

Il Bancone Bar

Tavoli Sotto la Tettoia

 Lo Chef Fabio Simpatia e Giorgio Dracopulos

Gamberi Rosa......

 Insalata di Calamari......

Quadrotti di Tonno......

"Ravioli Rustici"......

 Anguilla......

Spiedini......
 
 Pastiera Napoletana......

Caffè e Piccola Pasticceria

Stefano Nogarin, Fabio e Ciro Simpatia, Giulia Ciurli

Ristorante-Caffè "Vistamare" a Rosignano Solvay (LI)


martedì 1 febbraio 2022

“CÀ-RI-CO” A MILANO: IL COCKTAIL BISTROT SPERIMENTALE ASSOLUTAMENTE IMPERDIBILE.




Milano è una magnifica Città con quasi 1.400.000 abitanti, Capoluogo della Regione Lombardia e, dal Primo Giorno di Gennaio 2015, Omonima Città Metropolitana; ha un’antichissima e straordinaria storia a partire intorno al 590 a.C. quando fu fondata da una Tribù Celtica

I Celti furono un insieme di popoli Indoeuropei che nel periodo di massimo splendore (V-VIII Secolo a.C.) erano stanziati in un'ampia area dell'Europa, dalle Isole Britanniche fino al bacino del Danubio, oltre ad alcuni insediamenti isolati più a Sud, frutto dell'espansione verso le Penisole Iberica, Italica e Anatolica. Uniti dalle origini etniche, culturali, dalla condivisione di uno stesso fondo linguistico e da una comune visione religiosa, rimasero però sempre politicamente frazionati.

Oggi Milano è il principale centro industriale, economico e finanziario della Repubblica Italiana e uno dei più importanti d’Europa. La Città di Milano è divisa in 88 Quartieri/Zone; per il nostro racconto di oggi ci interessa in particolare il QuartiereTortona” che è delimitato tra le Vie Savona, Tortona e Stendhal, alle spalle della Stazione Ferroviaria Porta Genova la più antica Stazione di Milano ancora in uso nelle forme originali risalenti alla sua inaugurazione avvenuta il 17 Gennaio 1870. Il Quartiere è il cuore della “Milano Design Week” (la Settimana del Design di Milano) e polo della moda e del design, ricco di studi e negozi, offre molte possibilità anche di svago e tempo libero grazie a un notevole numero di caffè, bar, ristoranti e bistrot che contribuiscono a renderlo estremamente accogliente.

Proprio in Via Savona, al Civico 1, Lunedì 10 Febbraio 2020 è stato inaugurato un Locale estremamente interessante: “Cà-ri-co”. Il nome nasce dalle prime due lettere delle paroleCasual- Risto-Cocktail”.

Il “Cà-ri-co” è un format nuovo, accogliente, divertente, vivace, dove la creatività non si trasforma mai in qualcosa di troppo sofisticato, è un Bistrot pensato per chi ha appetito e curiosità fino a tarda notte, è un contenitore di idee e di sensazioni che unisce le molteplici positive esperienze dei Titolari Domenico Carella e Lorenzo Ferraboschi.

Domenico Carella è nato a Castellaneta in Provincia di Taranto il 14 Giugno 1984, fin da piccolo ha avuto innata una grande passione per la Gastronomia e avrebbe voluto fare la Scuola Alberghiera ma i suoi genitori spinsero per farlo diplomare Geometra. Successivamente Domenico perseverò nella sua passione e iniziò con successo, la professione da Chef. Purtroppo qualche anno dopo subentrata una intolleranza al glutine fu costretto a rivedere le sue prerogative e indirizzò il suo impegno su un’altra delle sue passioni la “Mixology” (il bere miscelato). Per dare nuovo impulso a tale scelta e per la grande curiosità di scoprire nuove tecniche e nuovi sapori ha viaggiato e lavorato in vari Paesi del Mondo.

Domenico interpreta il Barcome una "cucina liquida" e la sua innata voglia di conoscere lo ha spinto a fare esperienze come Bar Manager a “8 1/2 Otto e Mezzo Bombana” (Due Stelle Michelin) a Hong Kong che lo ha portato a essere nominato “Bartender dell'Anno 2015 in Asia” per "That's Shanghai",  come Group Bar Manager per “Dry Milano” fondato dall’acclamato Chef Andrea Berton (Una Stella Michelin) e al “Bokan Canary Wharf” a Londra o come Beverage Director del “Pirata Group” ad Hong Kong. Fondatore di “Drops Magazine” è tornato a Milano nel 2019 dove è stato coinvolto nello sviluppo e la ristrutturazione di Gruppi importanti del settore. Oggi Domenico (Dom) fonde le  sue profonde e grandi conoscenze di tecniche, di ingredienti e di sapori per creare cocktail che bilanciano perfettamente consistenza e gusto, utilizzando spesso infusioni ed elementi inattesi.

Lorenzo Ferraboschi è nato a Piacenza il 19 Luglio 1977, dopo le Scuole dell’Obbligo e le Superiori nel 2001 si è Laureato in Industrial Design al Politecnico di Milano. Nel 2002 si è trasferito in Giappone dove è rimasto per una decina di anni avvicinandosi molto alla filosofia, alla cultura, alle tradizioni e ai particolari usi e costumi di un Popolo tanto straordinario quanto affascinante.

Per un lungo periodo Lorenzo ha lavorato a Tokyo presso il “Samsung Japan Design Center”. Nel 2008 ha preso in Moglie la bellissima Maiko Takashima e con Lei nel 2009 ha fondato la “F-T” una Trading Company specializzata in “Italia & Giappone”. Ma la “F-T” è stata soltanto il punto di partenza infatti fin dal 2011, quando Lorenzo e Maiko sono tornati in Italia, hanno iniziato a dare vita con grande successo a una serie di Società diversificate e specializzate in campo Enogastronomico legate al Giappone come la “Sake Company”, la “Wagyu Company”, la “Sakeya - The House of Sake”, la “Sake Sommelier Association”, di cui Lorenzo Ferraboschi è referente per l’Italia, “Gourmet Giappone” e il “Takochu”.

Ma torniamo a “Cà-ri-co” che è il Cocktail-Bistrot della Milano contemporanea e che esprime energia e dinamicità, un Locale che abbraccia le suggestioni dal mondo insieme a quotidianità, freschezza e stagionalità. “Cà-ri-co” ha uno stile urbano dove sono predominanti i sobri colori metropolitani, abbinati a ferro, legno e cemento. Grandi tavoli per condividere, comunicare, socializzare, un approccio informale perfetto per chi cerca un aperitivo stuzzicante, una cena in compagnia o vuole trascorrere un piacevole momento con un buon drink. Un servizio che viene incontro alle esigenze della Clientela con la Cucina che rimane aperta fino a mezzanotte: una quarantina di coperti, tra posti ai banchi e ai “tavoli sharing”.

La Carta diCa-ri-Co” è ricca di suggerimenti declinati per tutte le ore, con protagonisti il mercato del fresco e la poliedricità di ogni singolo ingrediente che può esprimersi in diverse forme e consistenze tra il cibo (food) e il bere (drink) ma sempre assolutamente dedicata al mangiare e al bere di qualità in molteplici sfaccettature di gusto.

La scelta tra i Cocktail d’Autore (signature) si somma ai grandi classici; assolutamente unica l’idea di proporne una buona parte anche in versione “Compact Tasting” (circa una mezza porzione) una dedica a chi abbia voglia di affrontare un vero e proprio percorso. Per garantire e sottolineare la rilevanza dei prodotti utilizzati qui si è lavorato anche sulla scelta del ghiaccio: “da acqua certificata ottenuto a partire da blocchi intagliati”. L’approccio è sempre quello di dare spazio a tutti e cinque i Continenti, infatti non mancano “sake” e distillati Internazionali, insieme a una ricca offerta di Vini anche al calice. Al Banco del Bar e non solo un grande professionista come il Bartender Alessandro Parmentola.

Ampia la scelta di “Piccoli piatti” o meglio, “Bocconi dal Mondo” (dai formaggi e salumi Italiani e stranieri fino alle freschissime ostriche) che spaziano dai classici ai più sperimentali come il Gambero rosso di Mazara con fagiolini, salsa chimichurri (un tipo di salsa verde), bisque e rafano, il Ramen in vaso cottura o l’Insalata riccia bruciata, cozze, emulsione e salicornia. Grande scelta anche di snack per accompagnare un buon drink come i sottaceti e i fermentati che si aggiungono a molte altre proposte giornaliere.

La Cucina diCà-ri-co” (con pass a vista) è il regno di un giovane e bravissimo Chef: Leonardo D’Ingeo. Leonardo è nato, il 26 Febbraio 1994, nella suggestiva e antica Cittadina collinare di Corato a circa 40 km. da Bari in Puglia, grazie alla sua grande passione e innata predisposizione ha fatto una veloce carriera che lo ha portato a fare importantissime esperienze come quelle presso il RistoranteLe Giare” di Bari con l’eccellente Chef Antonio Bufi  e nella cucina del mitico Chef Francese Joël Robuchon al suo “L'Atelier Saint-Germain de Joël Robuchon” (Due Stelle Michelin) a Parigi. La Cucina di Leonardo D’Ingeo è fatta di materie prime eccellenti, scelte persino tra i migliori prodotti provenienti da varie parti del Mondo, lavorate e presentate con tecniche modernissime per dare alle preparazioni finite sapori decisi e gustosi che colpiscono con un piacevolissimo impatto e spesso stupiscono.

Un’altra prerogativa innovativa ed estremamente interessante di “Cò-ri-co” è la “Martini Room”, una stanza specificatamente e accuratamente arredata che si concentra prevalentemente attorno a un tavolo di marmo a forma di ferro di cavallo con una particolare illuminazione studiata per valorizzare la parte più importante dell’esperienza: i “Compact Tasting” da degustazione. Qui non si comprano drink o appetizer, si compra una cosa molto più preziosa: il tempo. Infatti i Clienti che accedono alla “Martini Roompossono scegliere di sostare solo 30 minuti o più a seconda del prezzo stabilito: in questi pacchetti il “Martini free flow” (Martini a Flusso Libero) è accompagnato da piatti specifici pensati appositamente al momento.

Creare, stimolare, gustare e far trovare alla Clientela ogni volta qualcosa di nuovo per offrire la risposta giusta a tante buone occasioni, questo vuol dire essere “Cà-ri-co”, tant’è che il Locale ha subito raccolto grandi riconoscimenti non solo dal Pubblico ma anche dalle Guide e dalle Riviste specializzate: “Un Cappello nella Guida Ristoranti dell’Espresso”, “L’inserimento nella Guida Identità Golose”, “L’ingesso nella Classifica dei 50 Best Discovery”, “Cocktail Bar dell’Anno per la Guida Bar d’Italia Gambero Rosso 2021” e “Award Cocktail Bar per Viaggiatore Gourmet - Altissimo Ceto”.

Cà-ri-coil Cocktail Bistrot Sperimentale della Milano più moderna gestito da due grandi come Domenico Carella e Lorenzo Ferraboschi è assolutamente imperdibile.

https://www.carico.io/

https://www.youtube.com/watch?v=iYc5UJLu1uo

https://www.youtube.com/watch?v=4Z3j262YvBU


"Cà-ri-co" Cocktail-Bistrot

"Cà-ri-co" Cocktail-Bistrot Contemporaneo a Milano: Una Vista

 Domenico Carella

Lorenzo Ferraboschi (Foto Luca Managlia)

 Il Bancone Bar

Sottaceti e Fermentati 

 Sapori Decisi e Gustosi

Moderne Tecniche di Cucina
 
 Una Grande Voglia di Stupire

Lo Chef Leonardo D'Ingeo 

"Cà-ri-co" Cocktail-Bistrot Contemporaneo a Milano


martedì 25 gennaio 2022

LA NUOVA CIOCCOLATERIA ROMANA “VELT” HA UN RAFFINATO ED ELEGANTE GUSTO TUTTO AL FEMMINILE.



La bellissima Città di Roma, millenario faro di storia e civiltà per il Mondo intero, oggi è amministrativamente suddivisa in 15 Municipi (ex Circoscrizioni) con autonomia gestionale, finanziaria e contabile e organi politici eletti direttamente.

Il “Municipio Roma XI” è racchiuso fra Via Portuense e Via della Pisana a Nord e il Tevere a Sud, si sviluppa lungo un ampio territorio di oltre 70,87 kmq e per estensione si inserisce tra i Municipi della Capitale di "media grandezza". Si caratterizza anche per un ricco patrimonio monumentale che ne ha segnato l’identità culturale.

Significative sono le testimonianze archeologiche di uno sviluppo territoriale incentrato sui fondamentali collegamenti tra Roma e i suoi impianti portuali, sia lungo le arterie stradali che lungo la navigazione fluviale. Il “Municipio Roma XI” è suddiviso in Sette differentiQuartieri” o "Zone": Marconi, Portuense, Magliana, Trullo, Corviale, Pian Due Torri e Ponte Galeria.

Per quello che sto per raccontare ci interessa in particolare il “Quartiere Marconi” sviluppatosi a cavallo  fra gli anni '50 e '60 del 1900, con la costruzione di edifici a carattere intensivo che raggiungono anche gli otto piani, e che ha assunto rapidamente il  ruolo di "centro commerciale" del Municipio, soprattutto intorno alle due principali vie che l'attraversano, Viale Marconi e Via Oderisi da Gubbio.

Proprio in Via Oderisi da Gubbio, al Civico 246, agli inizi del Mese di Dicembre 2021 è stata aperta una Cioccolateria del tutto particolare: “Velt”.

Un famoso naturalista Tedesco, ma anche esploratore, geografo e botanico, Friedrich Heinrich Alexander Freiherr von Humbold (17691859) ha scritto: “Mai la natura ha racchiuso un nutrimento di così alto valore in uno spazio piccolo come quello del seme di cacao”.

Il “cacao” è una pianta che non ha ancora messo d’accordo gli studiosi sulla sua sicura appartenenza, la “vexata quaestio” è sulla classificazione della Famiglia: Sterculiaceae o Malvaceae.

Certo invece è il nome scientifico “Theobroma Cacao” (“theobroma” in Greco antico significa “cibo degli dei”) datole da colui che è considerato il padre della moderna classificazione degli organismi viventi il medico, botanico, naturalista e accademico Svedese Carl Nilsson Linnaeus (1707 - 1778).

La “pianta del cacao”, originaria dell’America Meridionale, è un alberello sempre verde che può raggiungere anche una decina di metri di altezza. Foglie e fiori, frutti a forma di cedro allungato con dimensioni molto varie e all’interno i preziosi semi, da 25 a 40, ovali e piatti di colore bruno violaceo disposti in 5 file. Le coltivazioni dicacao” richiedono molto impegno e pazienza visto che iniziano a produrre solo dopo il quinto anno di vita. Le piante fruttificano praticamente tutto l’anno ma in due specifici periodi raggiungono la massima produzione. La vita fruttifera dura circa tre decenni. Il “cacao” viene coltivato principalmente in tre grandi zone geografiche: America del Sud, Asia e Africa. Ogni pianta rende circa 2 kg di semi secchi, una resa del 50% rispetto al raccolto, che si ottengono tramite una leggera fermentazione, un accurato essiccamento solare, la tostatura e la macinazione. 

I ritrovamenti archeologici ci dicono che i primi a dare grande considerazione al “cacao” furono i Maya che fin dagli albori della loro Storia coltivavano queste preziose piante. Dalla lavorazione della parte grassa dei suoi semi ricavavano (tanto per ribadire) il “kakaw uhana = Cibo degli Dei” un preparato  che è all’origine del nostro Cioccolato. La Civiltà Maya si sviluppò per un lunghissimo periodo, nella zona geografica che si potrebbe oggi definire Centro America, dal 1000 a.C. alla scoperta del Continente Americano, per poi iniziare a decadere fino alla definitiva scomparsa nel 1697.

Probabilmente fu l’esploratore e navigatore Genovese Cristoforo Colombo (1451 - 1506) durante il suo quarto viaggio a scoprire la pianta del “cacao” nel 1502. Ma fu il nobile Spagnolo Hernán Cortéz Monroy Pizarro Altamirano (1485 - 1547), militare e condottiero, che nel 1528 portò in Spagna i primi semi di Cacao e il preparato dei Maya.

Alla fine del 1500 e i primi del 1600 il Cacao iniziò a uscire dalla Spagna e a diffondersi in Europa. Successivamente l’aggiunta dello zucchero al Cacao, per combattere il naturale sapore amaro, fece nascere quella che si può definire “cioccolata”. Nel 1778, l’inventore di origine Francese Doret, dopo aver costruito a Torino una macchina automatica idraulica per la produzione della cioccolata, poi ceduta alla ditta “Caffarel”, produsse il primo cioccolato “moderno” in barrette e i primi “cioccolatini”.

Molta strada è stata fatta attraverso i secoli e oggi la magnifica “Arte del Cioccolato” ha raggiunto livelli eccelsi e straordinari.

Ma torniamo in Via Oderisi da Gubbio, al Civico 246, alla nuova CioccolateriaVelt”, una golosa e accogliente Boutique con Laboratorio di una giovanissima e bravissima Maître Chocolatier Livia Tommasino.

Il “Maître Chocolatier” è un Pasticciere che rispetto ai colleghi “generalisti” ha la rara capacità di manipolare ad arte l’ingrediente più delizioso e amato al mondo, il cioccolato.

La Cioccolateria ArtigianaleVelt” è il primo Negozio che Livia Tommasino apre vista la sua giovanissima età. Un’attività incentrata tutta sul “cioccolato lavorato con il cuore” e dedicata alla sua Famiglia come indica il nome stesso che è l'acronimo dei suoi genitori “Vito” ed “Emilia” più le sue iniziali.

In uno spazio complessivo di circa 100 metri quadrati Livia ha concretizzato finalmente il sogno di diventare “Maître Chocolatier”, un’aspirazione che ha coltivato da sempre anche prima di frequentare e diplomarsi all'Istituto Professionale per i Servizi per Enogastronomia ed Ospitalità AlberghieraVincenzo Gioberti” nel Quartiere di Trastevere a Roma. Un amore viscerale lega Livia al mondo del “Cioccolato” amplificato dalla passione per il “Cake Design”, un’attitudine talmente recondita e forte suggellata anche da un avvenimento profetico. Infatti proprio nell'anno in cui lei stava scegliendo all’Alberghiero la specializzazione tra l’allora classica tripartizione “cucina-sala-ricevimento”, all'Istituto Alberghiero fu inserito il “Corso di Pasticceria”.

La giovane Livia, appena ventiduenne, successivamente alla specializzazione presso “Cast Alimenti - La Scuola dei Mestieri del Gusto” di Brescia, prestigiosa Scuola di Alta Formazione e Specializzazione dove ha educato il talento e affinato le competenze, ha svolto un importante Stage a Torino presso la conosciutissima Cioccolateria PasticceriaZuccarello” prima di aprire la sua nuova attività.

Con il cuore pieno di felicità per l’Apertura di “VeltLivia Tommasino ha voluto contribuire all’acquisto da parte del suo ex Istituto Alberghiero di un macchinario dedicato alla lavorazione del cioccolato; questo permette agli odierni studenti, i potenziali cioccolatieri di domani, di avere maggiori strumenti per apprendere il lavoro del futuro rispetto a quelli che ha avuto Lei, vocazione a parte.

La nuova CioccolateriaVeltè un’impresa tutta al femminile infatti al fianco di Livia nel servizio al pubblico c’è la Mamma Emilia e in Laboratorio un'altra Professionista conosciuta durante il percorso accademico a Brescia.

Velt è un prezioso Laboratorio sartoriale all’avanguardia dotato anche di una modernissima “Termoformatrice” (una macchina che stampa a caldo dando delle forme specifiche) e di una “Stampante 3D” per dare tridimensionalità al cioccolato: per Livia l’innovazione è continua ricerca e presto ci saranno altri macchinari futuristici.

Alla CioccolateriaVelt” troverete una gamma estremamente vasta di cioccolati, bianco, al latte e fondente dal 50% al 90%, blend e monorigini; Livia ha scelto di usare esclusivamente un prestigioso cioccolato come Valrhona per le sue linee. Al lavoro straordinario scandito dalle ricorrenze del calendario, si aggiunge l'intera produzione ordinaria ragionata come le 12 praline (cocco e fondente; banana e passion fruit; caramello salato; caffè e sambuca; liquore al cioccolato; miele; lampone; griotte e lime; cremino al pistacchio; arachide; nocciola con paillettes; vaniglia).

Non manca la frutta ricoperta di finissimo cioccolato fondente come nel caso dell’arancia oppure nella versione al cioccolato bianco per il limone. Poi ci sono gli spalmabili alla gianduia o al pistacchio grezzo, dragées come gustosa alternativa ai confetti classici nelle varianti con frutta, un liquore al cioccolato “home made”, sia venduto a scaffale che usato all’interno delle creazioni di “Velt”. Oltre a tutte le referenze già citate, troverete anche l’angolo della biscotteria declinato in cookies, viennesi al cacao, cantucci con cioccolato al latte e arancia, le cake al cioccolato, le monoporzioni, i dolci classici e la pasticceria più innovativa.

In un’ottica di moderno sviluppo l’idea di Livia è creare nuove forti sinergie tra cioccolateria e  ristorazione in una sorta di “joint-venture” con gli Chef dove il cioccolato si mette al servizio della Cucina, mostrando la sua versatilità e le infinite declinazioni per gusto, colore e consistenza.

In un futuro prossimo Livia spera di poter raggiungere ulteriori traguardi come quello di compiere il suo primo viaggio nelle lontane piantagioni di cacao con l’obiettivo di arrivare un giorno a una produzione “bean to bar” (produrre il cioccolato seguendo direttamente tutte le fasi della lavorazione, dalla fava fino alla tavoletta) senza così usare il cacao già trasformato.

Alla nuova Cioccolateria RomanaVeltdi Livia Tommasino, in Via Oderisi da Gubbio, al Civico 246, tutta la produzione ha un raffinato ed elegantissimo gusto al femminile assolutamente imperdibile.

https://www.cioccolateriavelt.it/


Raffinato ed Elegantissimo Gusto al Femminile

Livia Tommasino Maître Chocolatier

Cioccolateria Artigianale "Velt" Roma: L'Arte del Cioccolato 

Cioccolateria Artigianale "Velt" Roma: La Boutique del Cioccolato 

"Dolcezze" 

"Coccole di Cioccolato" 

Livia Tommasino con la Madre Emilia 

Nuova Cioccolateria Artigianale "Velt" Roma


giovedì 20 gennaio 2022

BELLO E SUPER ACCOGLIENTE IL NUOVO “CIBRÈO RISTORANTE” DELL’HOTEL “HELVETIA & BRISTOL” DI FIRENZE.



Firenze oltre ad essere il Capoluogo di quella meravigliosa Regione denominata Toscana, è anche uno straordinario concentramento storico/culturale a cielo aperto che tutto il Mondo ammira.

Impossibile elencare tutte le meraviglie che si possono trovare a Firenze ma per quello che vi voglio raccontare cito una delle Piazze più incantevoli e storiche della Città, la centralissima “Piazza della Repubblica”.

Piazza della Repubblica” è una Piazza a forma rettangolare (circa 75 m. x 100 m.) ed è il risultato più conosciuto di quel periodo denominato "Risanamento di Firenze" (1865 - 1895) in cui fu ridefinita l'urbanistica Cittadina in seguito all'insediamento della Capitale del Regno d'Italia proprio a Firenze (dal 1865 al 1871). Il lato Ovest della Piazza è delimitato da due tratti di Portici uniti da un grande “Arco di Trionfo” attraverso il quale si accede in Via degli Strozzi, dopo poche decine di passi, all’altezza di Piazza degli Strozzi e in angolo con la seconda traversa sulla destra che è Via dei Pescioni, si trova l’HotelHelvetia & Bristol” (5 Stelle).

L’ Hotel Helvetia & Bristol Firenze, che ha l’ingresso principale ubicato al Civico 2 di Via dei Pescioni, è un magnifico e imponente Palazzo del XIX Secolo, un simbolo della Storia Fiorentina ed è uno dei più prestigiosi della Città. Nel Maggio del 2021 l’Hotel ha riaperto dopo una profonda e accurata ristrutturazione che ha compreso l’annessione dell’edificio confinante (in passato Sede del Banco di Roma) e la realizzazione di 25 nuove camere e suite, una SPA e nuovi spazi dedicati agli eventi, rinnovando anche il bellissimo, fascinoso e suggestivo “Bristol Winter Garden”. 

L’Helvetia & Bristol fa parte del Gruppo Alberghiero Italiano Starhotels con 29 Hotel situati nel cuore delle più belle Città Italiane e del Mondo. Quello di Firenze, in particolare, rientra nei prestigiosi 12 Starhotels Collezione affascinanti simboli di stile e di classiche dimore storiche.

Grazie ai lavori di ristrutturazione, ammodernamento e ampliamento lo storico ed esclusivo “Helvetia & Bristol Firenze” ha subito vinto il “World Luxury Hotel Awards 2021” come miglior “Heritage Hotelin Italia.

Dalla Primavera 2021 la Ristorazione dell’Hotel ha un’importante novità: l’arrivo di una nuova Società guidata dal bravissimo Giulio Picchi Figlio del mitico e famoso Chef Fabio Picchi.

Fabio Picchi è nato a Firenze, il 22 Giugno del 1954, da sempre spirito libero e creativo all’età di 25 anni ha deciso di aprire un suo Locale, ecco che l’8 Settembre del 1979 è entrato nel mondo della Ristorazione inaugurando a Firenze il suo “Cibrèo” a due passi dal Mercato di Sant’Ambrogio.

Il nome del Locale riprende quello di un tipico piatto della Cucina Toscana, anzi Fiorentina, il “Cibrèo”: un piatto semplice, a base di uova e carne, ricco brodo di carne, salvia, cipolle, creste e fegatini di pollo.

Negli anni Fabio Picchi ha ampliato e moltiplicato le sue attività ed è diventato famoso per la sua Cucina, i suoi Libri di ricette e per le numerose partecipazioni Televisive. Fabio Picchi ha 4  Figli: Giuditta, Giacomo, Giulio e Duccio.

Giulio Picchi è nato a Firenze Lunedì 24 Maggio 1982, fin da giovanissimo si è appassionato all’attività di Famiglia e già intorno a 14 anni, dopo la scuola, aiutava in Sala delCibrèo”. Sempre a Firenze, dopo aver frequentato le Scuole dell’Obbligo, Giulio si è Diplomato al Liceo Artistico StataleLeon Battista Alberti” e poi ha frequentato l’Accademia di Belle Arti, successivamente è entrato a tempo pieno nell’attività di Famiglia.

Giulio è un grande professionista e una persona dal carattere aperto, simpatico ed estremamente socievole, riesce a mettere subito a proprio agio le persone anche al primo incontro.

Come già accennato Giulio Picchi ha iniziato la collaborazione con l’HotelHelvetia & Bristol” a Primavera 2021 aprendo il nuovo e accogliente “Cibrèo Caffè” (anche Bistrò con ricette storiche del Cibrèo), con ingresso  da Via dei Pescioni e, il 4 Novembre, anche il nuovo e fascinoso “Cibrèo Ristorante” (una Cucina contemporanea e una doppia anima, anche bere e non solo mangiare), con ingresso da Via dei Vecchietti al Civico 5.

Con queste nuove aperture si è realizzato finalmente il sogno più grande di Giulio: proseguire il successo del “progetto ristorativo del Padre” continuando a stupire con un’entusiasmante espansione del Gruppo che, a pochi mesi dall’apertura di un secondo “Cibrèo Caffè” all’interno dell’antica dimora storica dell’Helvetia & Bristol, vede sommarsi una nuova singolare esperienza culinaria e sensoriale senza eguali con il “Cibrèo Ristorante”. Decisamente un nuovo e appassionante capitolo all’insegna della tradizione, dell’originalità e dell’eleganza, ingredienti fondamentali per muovere i primi passi verso il futuro.

L’ideazione della raffinata immagine del nuovo “Cibrèo Ristorante”, ricavato al piano terra nella nuovissima “Ala Bristol” (proprio i grandi spazi dove un tempo era la prestigiosa Sede dellaBanca di Roma”), è stata affidata a Massimo Adario, pluripremiato Architetto Italiano di fama mondiale, proprietario dell’omonimo Studio Romano, celebre per svariati progetti di architettura e design citati in molteplici importanti Testate settoriali.

A rendere ancora più sofisticata ed unica l’immagine del nuovo “Cibrèo Ristorante”, oltre a tutto il resto, è anche l’inedito “Cocktail Bar” che maestoso e luminoso domina la Sala principale del Ristorante con il suo magnifico bancone in marmo giallo di Siena. Infatti il “Cibrèo Ristorante” punta ad essere un Locale dalle molteplici offerte per la clientela anche quelle più semplici e veloci come il degustare una serie di “cocktail d’autore” che si vanno a sommare alla “selezione classica di cocktail internazionali” e a una vasta gamma di selezionatissimi distillati e liquori.

Il nuovo “Cibrèo Ristorante” offre un percorso gastronomico che si sviluppa in due macro sezioni che si aggiornano coerentemente con il naturale ritmo delle stagioni: "L’Italia in un Boccone - I Piatti della Nostra Penisola da Assaporare  in Compagnia", e “L’Italia da Gustare - Un Percorso Culinario alla scoperta delle Migliori Delizie Italiane”, proposte “alla Carta” inclusive di portate Vegetariane, di Mare e di Terra, pensate per rendere omaggio a tutto ciò che di eccezionale offre il nostro territorio. Tutto il Menù infatti è a base di “specialità italiane altamente selezionate”. Tra i piatti da provare spiccano le “Crespelle di Ricotta e Spinaci”, simbolo della generosità della cucina del Cibrèo, le “Costine di Agnello”, portavoci della qualità e dell’eccellenza delle materie prime italiane, e “L’Abetone - Meringhette, Castagne, Panna e Cioccolato”, dolce che con la sua elegante asimmetria strizza l’occhio al tradizionale “Mont Blanc” e diventa simbolo della provocazione Fiorentina tipica del “Cibrèo”.

La Carta dei Vini con oltre duecento prestigiose Etichette offre un’ampia scelta di Champagne e Bollicine Italiane oltre a Vini Bianchi, Rossi e Dolci dalle Regioni più vocate del nostro Paese: c’è anche la possibilità del “servizio al bicchiere”.

Giulio Picchi ha messo in campo per questo suo nuovo importante ambizioso e riuscito progetto Ristorativo all’Hotel Helvetia & Bristol uno Staff formato da grandi professionisti come il “Director of Food & BeverageValerio Lami (Fiorentino, classe 1982), l’Executive Chef del Gruppo CibrèoOscar Severini (di Pescia, classe 1983) dal 2015 con la Famiglia Picchi, lo “Chef de Cuisine” presso “Cibrèo Helvetia & BristolGabriele Avanzi (di Montecatini, classe 1986), il “Capo Sommelier - Head SommelierMarco Lami (di San Miniato, classe 1982) e il “Capo Barman - Head MixologistFilippo Laccu (Fiorentino, classe 1991).

La validità di questo nuovo riuscito apparentamento tra Giulio Picchi e l’Helvetia & Bristol Firenze ha trovato conferma anche nelle parole di Elisabetta Fabri affascinante Presidente e AD di Starhotels: “La collaborazione con Giulio Picchi e il Cibrèo Firenze è un progetto emozionante che ho voluto fortemente e che unisce due storie Fiorentine accomunate da una visione imprenditoriale lungimirante, dando un forte senso di appartenenza al nostro Territorio. Cibrèo e Starhotels condividono la visione della continua ricerca dell’eccellenza e del Made in Italy in un approccio che definirei autentico e artigianale”.

Decisamente bello e super accogliente il nuovoCibrèo Ristorantedel grande Giulio Picchi all’Hotel Helvetia & Bristol Firenze.

https://www.youtube.com/watch?v=-Aeo2vmo950

https://www.starhotelscollezione.com/it/i-nostri-hotel/helvetia-e-bristol-firenze/ristorazione/cibr%C3%A8o-ristorante.html


Hotel "Helvetia & Bristol Firenze"

"Cibrèo Caffè" all'Hotel Helvetia & Bristol Firenze: Una Vista

Hotel Helvetia & Bristol Firenze: "Bristol Winter Garden"

"Cibrèo Ristorante" all'Hotel Helvetia & Bristol Firenze: L'Ingresso 

"Cibrèo Ristorante" all'Hotel Helvetia & Bristol Firenze: La Sala 

 Il Bancone del "Cocktail Bar"

 "Il Tavolo dello Chef"

Crespelle Ricotta e Spinaci......

Costine di Agnello......

Dolce "L'Abetone"......

Giorgio Dracopulos e Giulio Picchi

Nuovo "Cibrèo Ristorante": Giulio Picchi