lunedì 3 ottobre 2016

“MILLE968” IL NUOVO OTTIMO VINO ROSSO CHE NASCE GRAZIE ALL’ INTELLIGENTE INIZIATIVA DI TRE AZIENDE DELLA D.O.C. “COLLINE LUCCHESI”.




Il 1968 è stato un anno “bisestile” (un anno con un giorno in più).
Un anno il “68” ricco di moltissimi eventi in tutta la Terra, la stragrande maggioranza, purtroppo, come ci racconta la storia, decisamente non positivi.

In tutto il Mondo, quell’anno, si ricorda anche per aver dato la massima espansione e il nome a quel fenomeno socio-culturale, prevalentemente giovanile, che dette uno scossone a un certo modo, “piuttosto stagnante”, di vedere la vita.

Tra i fatti “principali” positivi del 1968, uno in particolare era per me molto piacevole: avevo 16 anni.

A parte gli “scherzi”………..

Nel Mondo Vitivinicolo Italiano, i Vini a “denominazione di origine”, sotto molti aspetti, hanno una lunga storia secolare, ma quella più moderna è iniziata nel 1921 quando, Arturo Marescalchi, fondatore nel 1891 dell’attuale Assoenologi, presentò alla Camera dei Deputati il primo progetto di riconoscimento dei “Vini Tipici”. 
Ma Soltanto nel 1963 con lo storico “Dpr. 12 Luglio n. 930” venne promulgata una normativa sui “Vini a Denominazione di Origine”.

La prima D.O.C., nel 1966, fu data, proprio in Toscana, alla “Vernaccia di San Gimignano”.

Nel 1968 anche i Vini delle “Colline Lucchesi” ottennero il marchio D.O.C. e il relativo disciplinare che permise alla Zona di esprimere in bottiglia tutto il proprio potenziale di Vini di qualità.

Nel 1999 venne costituita “La Strada del Vino delle Colline Lucchesi e di Montecarlo” e il 6 Marzo 2013 è nata l’attuale “Strada del Vino e dell’Olio Lucca, Montecarlo, Versilia”.

Prendendo spunto dall’anno 1968, tre interessanti Aziende Vitivinicole si sono unite per dare vita a un progetto teso a far nascere un nuovo Vino Rosso denominato appunto: “Mille968”. 

Protagoniste dell’ammirevole iniziativa sono l’Azienda Agricola Colle di Bordocheo, della famiglia Chelini, la Fattoria Maionchi della famiglia  Palagi, la Fattoria Sardi Giustiniani di Mina e Matteo Giustiniani.

Tre Aziende che ben rappresentano le caratteristiche delle Colline Lucchesi ma anche quelle differenze peculiari di valori ed esperienze che sono capaci di esprimere nei loro specifici prodotti.
Tre Aziende che si distinguono per la grande cura con cui gestiscono anche l’accoglienza e l’ospitalità in un settore, il turismo e le vacanze in campagna, che nella Provincia di Lucca sta raggiungendo numeri molto interessanti.

Coordinatore tecnico, per la realizzazione del nuovo Vino, il bravo Enologo Massimo Motroni, che da molti anni lavora sul Territorio.

Il VinoMille968” è un “Cru”, nato per diventare il simbolo di un nuovo modo di fare prodotti di grande qualità nelle Colline Lucchesi.

Il progetto del Vino a più mani  - spiega l’affascinante e appassionata Barbara Chelini dell’Azienda Agricola Colle di Bordocheo - nasce soprattutto per poter presentare, a un pubblico più ampio di quello Lucchese, un progetto innovativo, in cui più Aziende, con grande amore e collaborazione,  mettono insieme un piccolo quantitativo del proprio Vino Cru migliore, per creare un prodotto Top che esprime, al meglio, tutte le potenzialità del Territorio”.

La Prima annata del “Mille968” è il 2013, una prima piccola e super preziosa produzione, meno di mille bottiglie (840 per la precisione: 280 da ciascuna delle tre Aziende), realizzate con un blend di uve Sangiovese e Merlot (entrambe al 50%).

Questi due tipi di uve sono il simbolo delle Colline Lucchesi, protagoniste, con ruoli importanti, nel disciplinare di produzione della D.O.C..

La Fattoria Maionchi  ha messo a disposizione il  suo Sangiovese: la particolare esposizione del vigneto preso in considerazione, l'età adulta del vigneto stesso, la natura calcarea del suolo, danno origine a un’uva di buona potenza e longevità.

La Fattoria Sardi Giustiniani ha contribuito con il Merlot coltivato nel Territorio della “Valfreddana”, caratterizzato da un microclima specifico e particolare: ventilazione costante e notevole escursione termica danno vita a uve di grande serbevolézza (attitudine a mantenere il suo stato di conservazione), finezza ed eleganza.

L’Azienda Agricola Colle di Bordocheo, è intervenuta sia con il  Sangiovese che con il  Merlot: la natura argillosa e la presenza di marne calcaree nei terreni di Bordocheo, unite alla grande quantità di luce giornaliera,  danno origine a vini di ottima struttura  con una buona spalla acida e con tannini morbidi. Questa Azienda si è occupata anche dell’imbottigliamento.

Per il Vino Mille968” la vinificazione e la malolattica (fermentazione che porta il Vino a maturazione) sono state gestite autonomamente da ogni singola Azienda, le Fattorie hanno, successivamente, selezionato il migliore prodotto per creare il “blend” definitivo che, poi, è stato affinato in barrique per 12 mesi.

Il “Mille968” viene proposto, con un’originale etichetta, realizzata da Alessandro Grossi, in un formato inusuale per le denominazioni della Toscana e delle Colline Lucchesi: la “bottiglia borgognotta” (si differenzia per l’inclinazione della spalla), proprio per dare, all’iniziativa, un connotato specifico e diverso, con un taglio decisamente più internazionale.

Un Vino il “Mille968” la cui storia inizia adesso ma che è comunque destinata a una costante evoluzione.
Si potrà variare il numero delle Aziende partecipanti, si potrà cambiare anche il “blend” delle uve, sempre per assecondare al meglio l’idea di partenza e le indicazioni dell’Enologo
Questa, secondo i promotori, è la strada  più consona per creare di volta in volta il “cru” migliore delle Colline Lucchesi.

A conferma di ciò, non necessariamente saranno etichettate tutte le annate: si è cominciato con il 2013, stagione che nel Territorio ha offerto particolari condizioni favorevoli, ma non sarà prodotto il 2014, perché la stagione non è stata buona, con le lunghe piogge di metà estate.

Il Primo di Ottobre 2016 c’è stata la presentazione, del nuovo VinoMille968”, nell’accogliente e panoramico Agriturismo di Colle di Bordocheo, dove, Barbara Chelini, Mina Samouti Giustiniani (Greco/Italiana come me), Nicola Palagi e l’Enologo Massimo Motroni, hanno presentato alla numerosa e interessata Stampa, la loro iniziativa e il loro progetto.

Successivamente il Vino in questione è stato degustato, dopo un ricco buffet di affettati e formaggi Locali, durante un piacevolissimo pranzo Tradizionale Lucchese (preparato dal bravo e disponibile Staff di Luca Perelli, titolare dell’OsteriaDa mi pà” di Gragnano).

Il “Mille968 - 2013” si presenta di un bel colore rosso rubino intenso con sfumature granato. 
I sentori spaziano dalla violetta ai frutti a bacca rossa, mora, spezie che ricordano la vaniglia, tabacco e pepe  nero, un piacevole nota balsamica ne completa il profilo olfattivo.
All’assaggio del “Mille968 - 2013” si avverte decisa l’impronta del Merlot, con la sua calda morbidezza avvolgente e si suoi decisi sentori di frutta matura che lasciano spazio intrigante alla setosa freschezza del Sangiovese, smussandone gli spigoli in un piacevole equilibrio.
In bocca il “Mille968 -2013” è rotondo, armonico, estremamente elegante, morbido e avvolgente con un tannino setoso, gentile e allo stesso tempo potente. 
Risulta molto gradevole, fresco e molto persistente, lasciando il palato in una condizione ottimale.

Un ottimo Vino il “Mille968 - 2013” che nasce, nella D.O.C. delle “Colline Lucchesi”, grazie a un’ apprezzabile e intelligente idea.





M. Motroni, N. Palagi, B. Chelini, M. Samouti

Agriturismo Colle di Bordocheo

Una Vista dall'Agriturismo Colle di Bordocheo

Nicola Palagi, Barbara Chelini, Mina Samouti

M. Samouti, G. Dracopulos, N. Palagi, B. Chelini

venerdì 30 settembre 2016

“LA ROTTA DEL VINO E DELL’OLIO 2016”: UNA STRAORDINARIA MANIFESTAZIONE SEMPRE PIU’ RICCA E DIVERTENTE.




Nei giorni di Venerdì 23, Sabato 24 e Domenica 25 Settembre 2016 si è svolta, a Rosignano Solvay,  in Provincia di Livorno, la grande “kermesse” della “Nona Edizione” de “La Rotta del Vino e dell’Olio”.

All’Evento non è mancato il patrocinio della Regione Toscana e del Comune di Rosignano Marittimo (LI).

Venerdì 23, l’apertura dell’Evento, è avvenuta alle ore 17:00.
Una tre giorni ricchissima di appuntamenti: Street-food Internazionale, esposizione di super-car, presentazioni di Libri, incontri di “Agorà - il Salotto del Porto”, degustazioni, spettacoli di Bike-Trial, spettacoli di ballo e molto altro ancora.

Straordinario il Panel del Dr. Gino Celletti, la massima autorità nel mondo dell’Olio Extra Vergine di Oliva, che ha fatto di continuo degustazioni guidate di grandissimo livello.
Tutto ciò unito alla grande e magnifica accoglienza delle strutture del Borgo del Porto e di tutte le attività commerciali in esso inserite.

Come nelle altre Edizioni il “cuore pulsante” della Rotta è stata la Regata Velica e le Manifestazioni Enogastronomiche a essa collegate.

Alla Regata erano iscritte 17 bellissime imbarcazioni a vela, divise in “Gruppo A” (barche entro i 14 metri di lunghezza) e “Gruppo B” (barche oltre i 14 metri). 
Un’ulteriore suddivisione, a seconda della stazza, le vedeva in Gara anche come “Gruppo ORC” (Offshore Rating Cuncil).

L’impegnativa e bella veleggiata ha visto sfidarsi, nel tratto di mare antistante il Porto, le 17 affascinanti barche da diporto, con grandi Chef, di altrettanti famosi Ristoranti Toscani, che cucinavano a bordo. 
Ogni Ristorante era anche abbinato a un’Azienda Vitivinicola e a un Frantoio.  

Per motivi tecnici e imprevisti dell’ultimo minuto, in una barca, lo Chef è stato sostituito dall’Armatore stesso (Chef per un giorno) e un altro Chef ha cucinato su di una imbarcazione ormeggiata, partecipando cosi solo alla Gara Gastronomica e non alla Combinata.

Sabato 24 Settembre, dalle ore 10:00 alle 13:30 la Prima Prova della Regata, l’uscita in mare prevedeva anche la preparazione di un piatto da parte degli equipaggi che è stato valutato, successivamente a terra, da una Giuria composta da associati del Rotary Club Rosignano Solvay e tecnici.
Vincitrice di questa prova è risultata la barca CLEOPATRA dell’Armatore Cesare Diddi con il loro piatto “Tulipano di spigola con lardo e verdure”.

La sera del Sabato si è svolta anche la Cena di Gala/Beneficenza.
La Cena, ideata dallo Yacht Club Cala de’ Medici, in collaborazione con il Rotary Club Rosignano Solvay, ha destinato la Beneficenza a favore si A.S.D. Efesto di Rosignano Marittimo (LI).
La parte organizzativa enogastronomica della Cena è stata realizzata, per 140 persone, sotto un magnifico tendone appositamente installato nel piazzale del Borgo del Porto, dal bravissimo Staff del RistoranteVolvèr” (del Porto), guidato dalla titolare Cecilia Lami

Lo Chef/Patron del Ristorante, Roberto De Franco, con tutta la sua grande esperienza e la sua ottima tecnica, ha preparato appositamente un buonissimo Menu
Passatina di fagioli cannellini, gamberi e pancetta di Cinta Senese; 
Risotto (con Riso Acquerello), all’acqua di pomodoro, stracciatella di bufala e basilico; 
Guancetta di manzo cotta a bassa temperatura, fonduta di sedano rapa, carote glassate; 
Crema leggera di fragole, frutti di bosco, cialda croccante di pistacchi e agrumi canditi.

Le portate sono state accompagnate dai buoni vini dell’Azienda Podere San Michele di San Vincenzo (LI).

Durante la Cena tre brave e belle ballerine, della Compagnia di FlamencoLas Soñadoras”, hanno allietato gli ospiti con balli e musiche di Spagna.

La Seconda Prova della Regata, quella con la preparazione dei piatti degli Chef, si è svolta Domenica 25 Settembre dalle 9:30 alle 12:20
Un tempo bellissimo ha favorito le due giornate della veleggiata, anche se il vento non era proprio l’ideale.

Per questa Edizione alla Giuria Enogastronomica, composta da importanti Giornalisti e Critici di note Guide e Testate specializzate del settore enogastronomico (Presidente Aldo Fiordelli, Paola Mencarelli, Ornella D’Alessio, Maria Meini, Divina Vitale, Claudio Mollo, Paolo Ciolli e il sottoscritto Giorgio Dracopulos) è stata aggiunta anche la Giuria Specifica e super tecnica per l’Olio (Gino Celletti e Riccardo Scarpellini). 
Le due Giurie valutavano la composizione e il valore, dei piatti (solo preparazioni salate) oltre gli abbinamenti, la Prima nel complesso, la Seconda prevalentemente dal punto di vista Cibo/Olio.

L’assistenza alle Giurie è stata fatta dal preparato personale del RistoranteVolvèr” e dai bravi Sommelier A.I.S. Delegazione di Livorno.

Hanno partecipato alla Gara le seguenti imbarcazioni con i loro rispettivi abbinamenti RistoranteAzienda Vitivinicola e Frantoio:










-TWILIGHTRistorante Villa Maya - Tenuta La MacchiaFrantoio Le Tre Colonne;                                







- FREEDOM - Imbarcazione senza Ristorante, ha cucinato l’Armatore Roberto Pucitta - Cantine Michele Satta - Frantoio di Santa Téa;

- Ristorante non abbinato a un’imbarcazione in Regata Locanda Martinelli - Agricola Sada - Olearia San Giorgio

Alla fine giornata di Domenica davanti a una folla di persone la brava giornalista Cinzia Gorla ha chiamato sul palco i vincitori della Regata (per ogni barca: armatori, chef dei ristoranti, titolari delle aziende del vino e dell’olio, gli equipaggi) che sono stati premiati dall’Ammiraglio Stefano Porciani, Presidente dello Yacht Club Cala de’ Medici, e da Matteo Italo Ratti, Amministratore Delegato e Direttore Portuale di Marina Cala de’ Medici
Prima Classificata, nella Combinata (gara velica + gara gastronomica) Libera Gruppo A, l’imbarcazione “MILES QUICK” dell’Armatore Riccardo Trivelli
Prima Classificata, nella Combinata Libera Gruppo B, l’imbarcazione “MR GREY” dell’Armatore Roberto Ciapparelli
Prima Classificata, nella Combinata Gruppo ORC, l’imbarcazione “FREEDOM” dell’Armatore Roberto Pucitta.

Poi la premiazione della Regata Libera, la velica in senso stretto: 
Prima nel Gruppo A l’imbarcazione “MILES QUICK” dell’Armatore Riccardo Trivelli
Prima nel Gruppo B la barca  "TWILIGHT" dell’Armatore Alex Cortopassi.

La premiazione è proseguita con i vincitori della “Gara Gastronomica”: 
Primo Classificato il Ristorante Casale del Mare di Castiglioncello (LI), con lo Chef Marco Parillo, in abbinamento al Vino delle Cantine Dei e all’Olio EVO Il Frantoio di Vicopisano, con il suo “Piccione con salsa di agrumi ed  emulsione di cavolfiore”; 
Secondo Classificato il Ristorante Borgo San Jacopo (Una Stella Michelin) di Firenze, con lo Chef Peter Brunel, abbinato al Vino di Terre del Marchesato e all’Olio EVO del Frantoio Cassini Paolo, con il piatto “Cinghiale in cinta”; 
Terzo Classificato l’Armatore (Chef per un giorno) Roberto Pucitta, abbinato al Vino delle Cantine Michele Satta e all’Olio Evo del Frantoio di Santa Téa, (l’abbinamento iniziale con l’olio era differente, ma per cause tecniche era stato cambiato in Regata) con il piatto “Riso Positano”.

Il Premio della Giuria Specifica per l’Olio è andato al Ristorante Locanda Martinelli, con lo Chef Michele Martinelli, abbinato ai Vini dell’Agricola Sada e al Frantoio Olearia San Giorgio, con il piatto “Gazpacho di palamita”.

Un Premio Speciale è andato all’imbarcazione “FREEDOM”, dell’Armatore Roberto Pucitta, per la disponibilità, la sportività e la bravura con cui hanno fatto fronte agli imprevisti.

Sono saliti sul palco, e premiati, anche tutti i Giurati che hanno preso parte alla Manifestazione e coloro che hanno contribuito alla sua realizzazione.

Un particolare ringraziamento, da parte di Matteo Italo Ratti, è andato a tutto il super efficiente personale del Porto di  Marina Cala de’ Medici che, guidato da Lorenzo Porciani e Paola Ribeiro Franci, ha permesso che si svolgesse, nel modo migliore, questa “Nona Edizione”.

Anche per “La Rotta del Vino e dell’Olio 2016” un grandissimo successo di pubblico a conferma che questa straordinaria Manifestazione è sempre più ricca e divertente.

La Rotta del Vino e dell’Olio” unisce, all’amore per la vela e il mare, la passione per l’eccellenza in Cucina, i grandi Vini e l’ottimo Olio Extra Vergine di Oliva.



Una Vista del Porto

Cena di Gala: Mise En Place

Le Ballerine di Flamenco

Giuria Gastronomica Primo Tavolo

Giuria Gastronomica Secondo Tavolo

La Giuria dell'Abbinamento Cibo/Olio

I Sommelier A.I.S. della Delegazione di Livorno

Cinzia Gorla Apre le Premiazioni

Lo Chef Marco Parillo e Giorgio Dracopulos

Giorgio Dracopulos e lo Chef Peter Brunel

Giorgio Dracopulos e Roberto Pucitta

Porciani e Ratti Premiano i Giurati

Una Vista del Pubblico alla Premiazione

venerdì 23 settembre 2016

A UNA DONNA STRAORDINARIA, ANNIE FÉOLDE, LA MASSIMA ONORIFICENZA FRANCESE: LA LEGION D’ONEUR.




In Francia, alla fine dei turbolenti anni della “Rivoluzione” (1789 - 1799), tutti gli antichi Ordini Cavallereschi furono aboliti e i titolati persero ogni tipo di “benefit”.

Fu Napoleone Bonaparte (1769 - 1821), in qualità di Primo Console, della Prima Repubblica Francese, che, il 19 Maggio 1802, istituì l’Ordine Cavalleresco dellaLegion d’Onore” (Ordre National de la Légion d’Honneur) con il motto “Onore e Patria” (Honneur et Patrie).

Il nuovo Ordine, che rimpiazzò praticamente tutti i vecchi titoli similari, nasceva per essere conferito, a donne e uomini, Francesi e non, per meriti straordinari sia nel mondo Militare sia in quello Civile, che si erano particolarmente distinti.

All’inizio l’Ordine era organizzato come un’antica “Legione Romana”: Grand’ufficiale, Comandante, Ufficiale e Legionario.

Attualmente la “Legion d’Onore” è articolata in Cinque Classi e Un Titolo Onorifico: “Gran Maestro” (titolo Onorifico spettante al Presidente della Repubblica), “Gran Croce”, “Grand’Ufficiale”, “Commendatore”, “Ufficiale” e “Cavaliere”.

Anche ai nostri giorni è l’Onorificenza più alta attribuita dalla Repubblica Francese.

Vi voglio raccontare una storia meravigliosa.

Tra le incomparabili ricchezze architettoniche e artistiche, di quella magnifica Città Toscana che tutto il mondo ci invidia e che si chiama Firenze, in una delle strade più lunghe del centro storico, Via Ghibellina, al Numero Civico 87, c’è il Palazzo Jacometti-Ciofi.

Questo austero e sontuoso edificio, con all’ingresso delle grandi colonne di granito, è un interessante esempio di architettura privata Tardo-Barocca, fatto costruire dal Marchese Baldinucci, allora Tesoriere Papale, nel 1700, che prende il nome, però, dai successivi proprietari, la Famiglia Jacometti-Ciofi.

Qui, tra corridoi, sale e saloni decorati da meravigliosi affreschi e arredati da preziosi mobili antichi, coabitano due realtà semplicemente straordinarie: il “Relais Santa Croce”, Hotel 5 Stelle Lusso e l’Enoteca Pinchiorri, di Giorgio Pinchiorri e sua moglie Annie Françoise Féolde: un Ristorante che, a livello mondiale, fa onore all’Enogastronomia Italiana e non solo. 

Giorgio è nato, il 6 Ottobre 1943, nella Frazione di Monzone, Comune di Pavullo del Frignano, in Provincia di Modena, da una Famiglia di agricoltori, a Firenze si trasferisce nel 1955, quando sua madre entra a lavorare, come cuoca, in casa di un medico. 

Dopo aver frequentato l’Istituto Alberghiero con indirizzo di Sala, Giorgio muove i primi passi nel mondo della ristorazione e si appassiona a quell’affascinante universo che ruota intorno ai grandi vini.

Nel 1966, dopo la devastante alluvione che colpì la Città di Firenze, compra una copia, sopravvissuta, della Guida Bolaffi dei Vini del Mondo di Luigi Veronelli, e, forte di questo manuale, si avventura, nel suo primo viaggio, nelle zone vitivinicole più importanti della Francia.
Da questo momento in poi sarà un crescendo, sia per la sua passione che per la sua collezione privata.

Nel 1970 Giorgio fa l’incontro della sua vita: conosce Annie Féolde.

Nel 1971 Pinchiorri è un esperto Sommelier Professionista e l’anno successivo diventa Direttore dell’Enoteca Nazionale in Via Ghibellina, un Locale, appena aperto, che intende favorire la degustazione dei Vini Italiani accompagnandoli con piccole prelibatezze.

La signora Féolde è nata a Nizza in Francia, il 15 Giugno 1945.
La sua è una Famiglia d’importanti Albergatori, che successivamente perderanno le loro proprietà per cause belliche. 
A diciotto anni si trasferisce a Parigi, dove, per un breve periodo, lavorerà alle Poste, ma questa vita non è per lei, una veloce visita in Inghilterra (dove si manteneva, mentre studiava l’Inglese, facendo la “dog sitter”, lavoro praticamente sconosciuto allora in Italia) e finalmente arriva a Firenze, nel 1969.

Entra subito a lavorare in Sala in un Ristorante tradizionale della Città: è subito amore per la Cucina Toscana

Giorgio PinchiorriAnnie Féolde si incontrano, per caso, nella Tenuta Lamole di LamoleLoc. VistarenniGaiole in Chianti (SI), discutendo animatamente di Formaggi e Vini Francesi, nasce cosi il loro rapporto: è un destino.

Nel 1974 la signora Annie entra all’Enoteca, ha innata la passione per la buona cucina, inizia cosi la sua straordinaria carriera di Chef.

Nel 1979 liquidati gli altri soci, Giorgio e Annie, diventando gli unici proprietari dell’Enoteca, in contemporanea arriva il primo importante riconoscimento al loro Locale, il “Sole” di Luigi Veronelli. Poi nel 1982 la “Prima Stella” della prestigiosissima Guida Rossa Michelin, e l’anno successivo la “Seconda”.

Nel 1984 la conosciutissima Rivista specializzata Americana Wine Spectator riconosce loro il “Grand Award” e la super prestigiosa Associazione Relais & Chateaux lo annovera come “Relais Gourmands”. 

Nel 1993 arriva la “Terza Stella Michelin.
Annie Féolde è la prima donna Chef a ricevere le “Tre Stelle”, quest’ultima verrà perduta nel 1995, in concomitanza con l’incendio doloso che rischierà di distruggere la loro fantastica Cantina, ma nel 2004, unico caso in Italia, verrà riconquistata.

Tra gli altri infiniti premi, attestati e riconoscimenti ottenuti anche, nel 1994, il Premio InternazionaleCaterina de’ Medici”. 

Oggi, la signora Annie, pur mantenendo la responsabilità creativa e di progettazione, ha in Cucina, a Firenze, dei collaboratori bravissimi tra cui spiccano l’Executive Chef Riccardo Moncolo Chef di Cucina Alessandro della Tommasina e lo Chef Pasticciere Luca Lacalamita.

Il Presidente della Repubblica Francese, François Hollande, con Decreto n. PREX1618394D del 13 Luglio 2016, ha concesso, su segnalazione del “Ministère des Affaires Étrangères et du Développement International”, alla grandissima Chef Francese (e Italiana), Annie Françoise Féolde, per i suoi straordinari “44 anni di carriera all’Enoteca Pinchiorri” di Firenze, “Au Grade de Chevalier de la Légion d’Honneur” (Il Grado di Cavaliere della Legion d’Onore).

Un riconoscimento eccezionale e meritato, per una persona meravigliosa sia come Chef sia come Donna: la mia amica Annie Féolde.




Giorgio Pinchiorri e Giorgio Dracopulos

Enoteca Pinchiorri

Enoteca Pinchiorri: La Sala con il Caminetto

  Giorgio Dracopulos e Annie Féolde

 Annie Féolde