lunedì 12 giugno 2017

RISTORANTE “IL BUCANIERE”, A SAN VINCENZO IN PROVINCIA DI LIVORNO, IL REGNO DI FULVIETTO PIERANGELINI.




Mi permetterei di dire: “I Bucanieri chi erano costoro?”...... parafrasando la famosa frase Manzoniana, “ruminata” da quello straordinario personaggio di Don Abbondio, “Carneade ! Chi era Costui?”, che fa da incipit (dal verbo Latinoincipere” = incominciare) all’Ottavo Capitolo di quella magnifica opera d’arte letteraria che è “I Promessi Sposi”.

Il Termine “Bucaniere”, sembra che derivi dalla parola FranceseBoucanier” e nei Caraibi, alla fine del XVII Secolo, veniva attribuito a colui il quale (quasi sempre un colono) praticava “la caccia di frodo”, affumicando poi la carne delle prede su una graticola di legno. 
Questa particolare operazione, denominata “barbicoa” (dalla quale deriva l’attuale termine “barbecue”), sarebbe stata appresa copiando gli usi delle popolazioni autoctone.

Ben presto però l’epiteto in questione fu attribuito ai “Pirati dei Caraibi”, detti anche “Fratelli della Costa”. 
Grazie a un’infinita produzione letteraria, iniziata nel 1684 con il LibroThe Bucaniers of America” dello Scrittore, Storico Francese e Pirata Alexandre Olivier Exquemelin (1645 - 1707), che esaltava o denunciava le loro gesta, il nome “Bucanieri” diventò universale.  

Ma per “Il Bucaniere” di cui Vi voglio raccontare, non c’è bisogno di andare dall’altra parte del Mondo, ai Caraibi, basta arrivare a quella bellissima Località Turistico/Balneare, della magnifica Costa Toscana, denominata San Vincenzo, in Provincia di Livorno.

Il 1949 è un anno importante sia per San Vincenzo, che il 3 Giugno si trasformò da Frazione del Comune di Campiglia Marittima in Comune, sia per  la nostra Storia
Infatti proprio in quell’anno, sulle sabbie nobili Sanvincenzine, venne edificata, dal primo proprietario Piero Tempesti, una caratteristica palafitta in legno dal nome “Il Bucaniere”, a uso dello Stabilimento Balneare omonimo.

Nella struttura il Bar e una piccola Cucina dove venivano preparati, al momento, piatti tradizionali della Costa e cucinati anche i pesci appena pescati davanti alla struttura. 
La sera era un ritrovo di pescatori e non, molto vivace e conviviale, dove non mancavano le carte, i fiaschi del vino e gli spaghetti. 
Nell’aria l’intenso profumo del mare che a volte si mescolava con le nuvole di fumo di sigari Toscani e sigarette. 
Esplodeva anche così la gioia di vivere dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale.

Con il passare degli anni “Il Bucaniere” divenne sempre di più un Locale conosciuto e curato. 
Alla metà degli anni Ottanta, era già diventato, di giorno uno stabilimento balneare alla moda, e, la sera, uno dei ritrovi dei “viveur nottambuli” della Costa.

Nel 1987Il Bucaniere” venne rilevato dalla Famiglia Pierangelini.

Fulvio Pierangelini è nato a Roma, l’11 Maggio del 1953
Il suo Babbo era Ingegnere e per motivi di lavoro si trasferì con la Famiglia a San Vincenzo
Tra le passioni giovanili di Fulvio c’era la musica, il mare e la cucina che, tra le altre cose, gli veniva spontanea, dal cuore. 
Nel 1978 Fulvio si è Laureato in Scienze Politiche (con il massimo dei voti), e nel 1977, seguendo la sua passione gastronomica, è entrato a lavorare in un Locale (bar, ristorante, discoteca) vicino a San Vincenzo.

Anni intensi, per Fulvio che, conosciuta una bella ragazza, Emanuela, nata a Parma, ma Milanese di adozione, convola anche a nozze. 
Dalla loro unione nasce, a Milano, il 12 Marzo 1978, il loro Figlio Fulvietto.

Il proprietario del Locale, dove lavorava Fulvio, ha anche una Trattoria a San Vincenzo, il “Gambero Rosso”. 
La gestione di due Locali, non vicini tra di loro, costrinse il proprietario (Marino) a prendere la decisione di vendere la Trattoria.

Ecco che Fulvio ed Emanuela la rilevano e si buttano con tutta la loro passione in questa nuova “avventura”. 
Nasce così, l’8 marzo del 1980, il RistoranteGambero Rosso”.

Nel giro di pochissimi anni la loro fama si espande attraverso la Provincia di Livorno, la Toscana e l’Italia tutta e non solo. 
Mi ricordo ancora, quella splendida serata quando, proprio in quei primissimi anni, andai a cena da loro per la prima volta.

Fulvio Pierangelini uno dei più grandi Chef del Mondo, con le sue “Due Stelle Michelin”, è stato ed è una pietra miliare nell’Albo d’Oro della Cucina Italiana

Fulvio ha cessato il suo lavoro al RistoranteGambero Rosso”, nel 2008, per dedicarsi totalmente al lavoro di Consulente per il GruppoRocco Forte & Family Private Limited Company” una Società proprietaria e co-proprietaria di esclusivi Hotel di Lusso 5 Stelle.

Ma, per proseguire la nostra storia, dobbiamo tornare alla nascita, a Milano, di Fulvietto Pierangelini
Un bel bimbo, avendo due genitori affascinanti non poteva essere altrimenti.

Causa i grandi impegni di lavoro presi da Babbo e Mamma in quegli anni, Fulvietto cresce, a Roma, con i Nonni Paterni, Mario e Anna Pierangelini
Durante il periodo Estivo veniva sempre al mare, a San Vincenzo, allo Stabilimento Mediterraneo (ex Brunella)
Poi all’età di sei anni si è trasferito definitivamente dai suoi Genitori.

Fulvietto è un ragazzo sveglio e vivace, si appassiona a tutto, cresce immerso nella vita del Ristorante di Famiglia e al mondo straordinario di persone che vi gravitano intorno, dai pescatori, ai vari fornitori, fino ai clienti, tra i più famosi personaggi di allora. 
Assapora per anni i magnifici piatti preparati da Babbo Fulvio: più scuola di così!

Fin dalle sue prime frequentazioni del mare, nasce in lui la grande passione per la pesca, e, quando può, vi si dedica con molta “professionalità”.

Dopo il Liceo Scientifico e il Servizio Militare, Fulvietto assume, in prima persona, nel 1999, la conduzione dello Stabilimento Balneare e RistoranteIl Bucaniere”. 
Il Locale dopo i primi anni di gestione diretta era stato dato in affitto.

Con l’arrivo e la buona gestione di FulviettoIl Bucaniere” acquista ancora più fama e diventa un altro fiore all’occhiello dei Pierangelini
Il segreto è semplice, una buonissima cucina fatta di ottimi ingredienti, che seguono la stagionalità, preparati con precisione, semplicità e cura. 
Soprattutto pesce, ma anche carne super selezionata di allevamenti sicuri.

Nel 2005, purtroppo, essendo “Il Bucaniere” sulla spiaggia, e quindi del Demanio, deve essere demolito per far posto al nuovo grande Porto Turistico di San Vincenzo.

Ci sono voluti ben 5 anni tra progetto, permessi e ricostruzione del Nuovo Stabilimento Balneare e RistoranteIl Bucaniere”, a poca distanza, più a nord, di dove era originariamente.
Ma il risultato che si è potuto ammirare, alla riapertura, nell’Agosto 2011, grazie anche al progetto del famosissimo Architetto Romano Massimiliano Fuksas, è di grande effetto. 

Una costruzione in cemento armato sulla spiaggia, sempre a palafitta, pulita, super moderna, con la grande terrazza intorno. 
La struttura è quasi completamente vetrata (su tre lati) con la vista del mare a perdita d’occhio. 
Solo la Cucina, l’angolo con il Bancone Bar e i Servizi hanno le mura.

In questi anni Fulvietto è diventato un bravissimo Cuoco/Pescatore che ama proporre, ai suoi ospiti, pesci particolari e poco conosciuti, ma con grandi peculiarità gustative, spesso sono pescati proprio da lui……………. “dal Mare alla Padella”.

Ma Fulvietto Pierangelini è anche molto altro: gli piace andare a cercare i funghi, è un grande intenditore, è un bravissimo artigiano, con le sue mani crea anche dei bellissimi bracciali in metallo, è un grande intenditore di Vini. 
Lo dimostra anche la sua Carta dei Vini, ricca e selezionata. 

Fulvietto è un esteta che mette una grande cura nella scelta di ogni più piccolo particolare. 
Vedi per esempio le artistiche porcellane, della Richard - Ginori, in uso al Ristorante e la “mise en place”.  

Fulvietto, nel suo Locale, piace fare anche il Pane, sempre fresco e fragrante, la pasta, i sorbetti e il gelato.

Sono andato all’inizio di questa Estate 2017 a trovare l’amico Fulvietto e ad assaggiare alcune delle sue preparazioni.

In Tavola il buon Pane integrale della Casa

Sono state servite le seguenti portate:

- “Entrée” - Bignolini ripieni di “crema del marinaio” profumata alle acciughe;

- Tartare di gamberi rosa (di Piombino) ricotta alle erbe e carciofi crudi;

- Sandwich di groppa di pesce morone (noto come “persico spigola”), puntarelle, foie gras e aceto balsamico;

- Passatina di ceci con mazzancolle (un vero e proprio “piatto cult”, inventato e reso famoso da Fulvio Pierangelini………. un piatto di “Famiglia”);

- Ravioli di pesce con crema di frutti di mare;

- Linguine cacio e pepe con gamberi rossi;

- Pesce morone con purea di patate e tartufo estivo;

- Palamita e salicornia (asparago di mare) su crema di peperoni, gialli e rossi;

- “Pre-dessert” - Sorbetto all’anguria;

- Semifreddo al torroncino.

La degustazione è stata accompagnata da un’ottima bollicina Italica, consigliata da Fulvietto:

- “Terzavia 2013”, Spumante Bianco Brut Nature, Sicilia D.O.C., Metodo Classico, Dosaggio Zero, 100% Uve Grillo, Senza Solfiti, 11,5% Vol., Vendemmia 2013, Tiraggio 2014, Sboccatura 2016, elaborato dall’Società Agricola Marco De Bortoli.

Tutto gentilmente servito.

Fulvietto Pierangelini è molto attento nel suo lavoro e soprassiede a tutto in modo da offrire sempre il meglio.

Fulvietto definisce la sua Cucina con una parola semplice, la chiama “onesta”, direi che oltre a essere onesta è anche attenta e molto buona.

Non può mancare assolutamente, in questa Stagione Estiva 2017 (il Locale è aperto, a pranzo e cena, da Aprile a Ottobre), una visita al RistoranteIl Bucaniere”, di San Vincenzo (LI), l’indiscutibile Regno di un grande appassionato: Fulvietto Pierangelini.




L'Ingresso

La Sala

Il Mare

Il Pane di Fulvietto

Tartare di Gamberi Rosa

Sandwich di Pesce Morone

Passatina di Ceci con Mazzancolle

Ravioli di Pesce

Linguine Cacio e Pepe con Gamberi 

Pesce Morone e Tartufo Estivo

Palamita e Salicornia

Fulvietto Pierangelini e Giorgio Dracopulos

martedì 6 giugno 2017

“GIUSTO ALLE BALZE” UN OTTIMO VINO ROSSO PRODOTTO CON TANTO AMORE E GRANDE PASSIONE DA CLAUDIA DEL DUCA.




La Toscana è quella magnifica Regione dell’Italia Centrale, ricca di tutto il possibile e l’immaginabile, che tutto il Mondo ci invidia.

In Toscana, più precisamente in Provincia di Pisa, su una panoramica collina, a 531 m. s.l.m., sorge l’antichissima Città di Volterra
Il primo nucleo urbano risale addirittura all’VIII Secolo a. C. e attraverso poco meno di 3000 anni è giunta a noi con un’abbondanza di storia e di monumenti: Duomo, Conventi, Pievi, Chiese, Oratori, Teatri, Palazzi, Cinta Muraria con le sue Porte e la possente Fortezza Medicea.

Volterra, una delle più antiche Città d’Italia, è straordinariamente affascinante e accogliente, “la Città di Vento e di Macigno” come è stata definita dal Sommo Poeta Gabriele D’Annunzio (1863 - 1938).

Sul versante Sud-occidentale, della Collina dove è adagiata Volterra, c’è un particolare aspetto  peculiare di questo territorio: le Balze.

Le “Balze di Volterra” sono un “geotopo” (una parte del paesaggio con struttura e caratteri relativamente uniformi) determinato dalla struttura geomorfologiche di quest’area che è interessata, da secoli, da frane e diffusissime forme di erosione. 
Qui il Terreno argilloso con l’effetto della pioggia, e non solo, si trasforma.
Il risultato visivo, frutto della “mano artistica di Madre Natura”, è decisamente spettacolare e di grande fascino.

Proprio in zona “balze”, a poco più di quattro chilometri da Volterra, in direzione di Terricciola, in Località San Cipriano, c’è il “Podere Marcampo” della Famiglia Del Duca.

La Storia di questa bella Famiglia inizia (per noi) nel 1953, con la nascita di Genuino Del Duca a Basciano, un piccolo Comune arroccato della Provincia di Teramo, nella Regione Abruzzo.
Genuino è un ragazzo vivace, molto attivo e intelligente, che appena possibile si arruola nell’Arma dei Carabinieri
Nel 1971 viene stanziato in Toscana.

Nel Luglio del 1978 conosce e s’innamora di una bella ragazza, Ivana Delli Compagni (classe 1961), anche lei nata in un piccolo Centro della Provincia di Teramo: Cermignano. 
Nell’Aprile del 1979 convolano a nozze, e anche lei si trasferisce in Toscana
Dalla loro unione sono nati i loro due Figli: Riccardo e Claudia.

Riccardo Del Duca (classe 1981) è nato a Volterra, nel Vecchio Ospedale oggi non più attivo, fin da giovanissimo ha aiutato i suoi genitori nelle attività di Famiglia, nel 2005 si è laureato, all’Università di Pisa, in Ingegneria Aerospaziale, e oggi vive e lavora in Lombardia.

Claudia Del Duca è nata anche lei a Volterra, il 12 Maggio 1986, è sempre stata coinvolta nelle attività di Famiglia
Ha frequentato l’Università di Pisa prendendo una Laurea Triennale alla Facoltà di Lingue, successivamente, a Genova, si è specializzata in Comunicazione Internazionale.

Genuino ha una grande passione per la terra e i prodotti di qualità; Ivana da brava casalinga è sempre stata un’ottima cuoca e la loro Casa, in cui adorano ospitare, è sempre aperta per parenti e amici, un vero “porto di mare”.

Nel 1991, quando Genuino Del Duca raggiunge la pensione e lascia i Carabinieri, seguendo proprio questo desiderio di ospitalità, rileva con sua moglie l’Albergo RistoranteIl Vecchio Mulino” a Saline di Volterra (PI). 
Il Locale è ubicato sulla principale strada a scorrimento turistico la “Via Volterrana”. 
Genuino in Sala e Ivana in Cucina, l’accoglienza e la qualità determinano da subito un successo.

Dopo una decina di anni, Genuino, che ha studiato “dal vivo” la Cucina, è in grado, grazie anche al   talento naturale, di affrontare, con tutta la Famiglia, una nuova sfida.

Nel 2001, lasciata la prima attività, apre, in pieno Centro di Volterra, il Ristorante EnotecaDel Duca”.
Il Ristorante è ubicato al piano terra di un antichissimo e bellissimo Palazzo edificato tra il XII e il XVI Secolo ed è frutto di una impegnativa ristrutturazione, dato che precedentemente, il fondo, ospitava una vecchia officina per le riparazioni auto.

Genuino e Ivana in Cucina e i loro figli, quando sono liberi dagli studi, in Sala
In pochissimo tempo le più importanti Guide del settore indicano il “Ristorante Enoteca Del Duca” come una colonna portante nell’ambito della Ristorazione Pisana e Toscana.

Intanto Genuino che ama anche il buon Vino, diventa Sommelier sia A.I.S. che F.I.S.A.R. e inizia a maturare un’altra idea, che attuerà nel giro di soli due anni, comprando, nel 2003, il PodereMarcampo”.

Al momento dell’acquisto il terreno è abbandonato e l’unica struttura è un rudere del XVIII Secolo, ma la Famiglia Del Duca ha cuore e volontà. 
Da subito il terreno (argilloso) viene fertilizzato e nel 2005 vengono impiantate le nuove vigne. 
Nel 2006 Genuino in persona, a suo rischio e pericolo, ha iniziato a demolire il vecchio rudere.

Successivamente, per prima, è stata costruita, a 5 metri sotto terra, la nuova Cantina di circa 300 metri quadri
Poi si è iniziata la costruzione del Casolare, tutto in pietra, una parte a tre piani e una più piccola a due. 
Da notare che fin dove è stato possibile sono state riutilizzate le pietre del rudere demolito.
Nella parte più alta sono state ricavate tre camere e tre appartamenti in grado di ospitare 14 persone. Particolare cura è stata messa nel rendere tutto molto confortevole. 
La parte a due piani è stata adibita ad appartamento padronale.

Su una terrazza panoramica è stata ricavata la grande Piscina (in un angolo ha anche l’Idromassaggio) di acqua salata, con tutti i relativi vantaggi.  

Il Casale dispone anche di una Sala per le colazioni; per quanto riguarda il Ristorante c’è quello di Famiglia a Volterra.

Intorno al Casale ci sono 11 ettari di Terreno, di cui uno con vigne già in produzione e quattro in fase d’impianto
I vitigni sono di Sangiovese, Merlot e Vermentino, in ampliamento anche il Ciliegiolo.  
Il Podere ha 250 piante di olivi secolari sparse in tre ettari ricchi di boschi
Viene fatta anche una produzione limitata di Olio Extra Vergine di Oliva a uso e consumo esclusivo dell’Agriturismo.

Tanta intensa passione e tanto lavoro, fatto bene, non potevano che dare “ottimi frutti”.
L’AgriturismoPodere Marcampo” è segnalato positivamente nelle principali Guide specializzate. Oltre a ciò, subito dopo il primo imbottigliamento, avvenuto nel 2009, del loro primo Vino il “Giusto alle Balze 2007”, arrivano immediatamente i primi importanti riconoscimenti, nazionali e internazionali, come la “Medaglia d’Argento” al ConcorsoMondial du Merlot”, tenutosi a Lugano in Svizzera nel Novembre 2009.

Claudia Del Duca è una bella giovane donna, intelligente, volenterosa e molto preparata.
La sua esperienza è nata prima di tutto sul campo, nelle attività dei suoi genitori che sono state meta di un Turismo Internazionale, come si evince dalle parole stesse di Claudia : “non sono andata in giro per il Mondo…… ma il Mondo è venuto da me”.

Poi la sua esperienza è maturata grazie alla sua grande passione e allo studio, tra l’altro, nel 2014, Claudia è diventata anche Sommelier A.I.S. e il suo impegno al “Podere Marcampo” è diventato totale essendosi assunta la responsabilità della conduzione.

Claudia Del Duca, oggi, produce Vino, Olio Extra Vergine di Oliva e una Grappa Bianca da Vinacce di Sangiovese e Merlot.

I Vini dell’Azienda sono cinque, con una produzione totale annua che si aggira intorno alle 12.000 bottiglie:

- “Terra Blu”, Bianco Toscana I.G.T., 100% Vermentino, 13% Vol., il più recente dei Vini (Vendemmia 2015) è anche la prima Etichetta, quella della Vendemmia 2016, dove appare il nome “Azienda Agricola Marcampo di Claudia Del Duca”;

- “Genuino”, Rosso Toscana I.G.T., 80% Sangiovese 20% Merlot, 13% Vol., Vinificato separatamente in vasche di acciaio viene imbottigliato dopo circa 10 mesi, prende il nome da Genuino Del Duca;

- “Marcampo”, Rosso Toscana I.G.T., 50% Sangiovese e 50% Merlot, 14% Vol., viene affinato per un anno, separatamente, in Barrique di Rovere Francese, successivamente, assemblato in vasche di acciaio, viene imbottigliato dopo un periodo che varia dai 6 ai 12 Mesi;

- “Severus”, Rosso Toscana I.G.T., da Uve Selezionate, 100% Sangiovese, 13% Vol., viene affinato, per un anno, in Barrique di Rovere Francese, poi riposa per altri 12 mesi prima dell’imbottigliamento;

- “Giusto alle Balze”, Rosso Toscana I.G.T., da Uve Selezionatissime, 100% Merlot, 15% Vol., affinato per un anno, in Barrique di Rovere Francese, poi riposa minimo per altri 6 mesi prima di essere imbottigliato, una produzione limitatissima e preziosa di circa 2.000 bottiglie. 
Visti i riconoscimenti ricevuti (come già detto, fin dalla prima vendemmia) è un vero e proprio fiore all’occhiello dell’Azienda.

Ho avuto il piacere, grazie alla mia amica Claudia del Duca, di degustare il “Giusto alle Balze 2013”.
Un grande Vino Rosso in una grande annata
Già alla vista si presenta di un bel colore rosso cupo e violaceo, al naso è intenso ricco di note speziate e floreali, netti e piacevoli i sentori di liquirizia. 
In bocca si erge maestoso, robusto, rotondo, avvolgente e con importanti tannini. 
Il finale è lungo e persistente, lascia un’impronta molto gradevole. 

Il “Giusto alle Balze” è un ottimo Vino Rosso, prodotto con grande amore e grande passione da una Titolare, Claudia Del Duca, che con suo bellissimo e accattivante sorriso esprime tutto l’attaccamento per la sua Azienda, l’AgriturismoPodere Marcampo”, e il suo lavoro.

Oscar Wilde (1854 - 1900) famoso scrittore, poeta, giornalista e saggista Irlandese ha scritto: “Date alle Donne occasioni adeguate ed esse potranno fare tutto”.

Nel caso di Claudia Del Duca vorrei permettermi di aggiungere: “Anche meglio degli Uomini”.




"Podere Marcampo"

Una Vista Magnifica

Prima Dicitura: Marcampo di Claudia Del Duca

"Giusto alle Balze 2013"

"Giusto alle Balze 2013" - Etichette...... il Retro

Claudia Del Duca

giovedì 1 giugno 2017

“DONNE DEL VINO IN TOSCANA” IL BELLISSIMO E FASCINOSO LIBRO DI ROBERTA CAPANNI E NADIA FONDELLI.




Tra le più interessanti figure della Mitologia ci sono le “Pleiadi”.
Le “Pleiadi”, che gli Antichi Romani chiamavano “Vergilie”, si narra fossero sette sorelle Figlie di Atlante (colui che per punizione teneva sulla spalle l’intera volta celeste) e di Pleione (figlia di Oceano e Teti).

Si tramanda che le sette sorelle, nate sul Monte Greco denominato Cillene (il più alto del Peloponneso Centrale), morirono a causa dell’immenso dolore provocato dalla sventura che aveva colpito il loro padre, trasformandosi in stelle nell’omonima Costellazione.

Le “Pleiadi” si chiamavano: Alcione, Celeno, Elettra, Merope, Sterope, Taigete e Maia.

Quest’ultima, Maia, la maggiore delle “Pleiadi”, nella Mitologia Romana incarnava il concetto di “crescita” abbinato alla natura, pertanto era la divinità della Primavera e della Fecondità.

Proprio a “Maia”, autorevole simbolo di femminilità, le appassionate Giornaliste Roberta Capanni e Nadia Fondelli, hanno voluto dedicare il loro Libro, avvincente e tutto al femminile, intitolato “Donne del Vino In Toscana”.

Il Libro è da poco uscito nella Seconda Edizione in una versione ampliata.

Roberta Capanni, è nata a Firenze ed è una brava ed esperta professionista, iscritta all’Ordine dei Giornalisti, che da molti anni si occupa di agroalimentare, salute e cultura su varie testate. 
Ha ricoperto e ricopre importanti incarichi in diversi giornali e riviste, è autrice della trasmissione televisiva “Gustarviaggiando” e gestisce il BlogItalia Gusto & Salute”. 
Roberta ha scritto anche altri Libri e alcune sceneggiature teatrali.

Nadia Fondelli, anche Lei è nata a Firenze, è una brava ed esperta professionista, iscritta all’Ordine dei Giornalisti
Da più di venti anni si occupa di agroalimentare, turismo, salute, cultura, sport e spettacolo. Fondatrice e direttrice di alcune importanti testate, come “Toscana e Chianti News”, è anche coautrice di diversi Libri
Nadia è stata tra le prime a occuparsi di “web contents” e “reputation on line”; ha realizzato alcuni format televisivi e ha ricevuto, per il suo lavoro, vari ed autorevoli premi e riconoscimenti. Attualmente dirige “The Tuscany Reviews”.

Roberta Capanni e Nadia Fondelli, insieme, curano anche la comunicazione per diverse Aziende prevalentemente del “Food & Wine”.

Ma torniamo al LibroDonne del Vino In Toscana” che nasce per raccontare, grazie a delle coinvolgenti e anche emozionanti interviste, le “donne” che operano in un settore, “da sempre coniugato al maschile”, come quello del Mondo del Vino.

Per realizzare tutto ciò le autrici hanno coinvolto l’Associazione Nazionale Le Donne del Vino e in particolare la Delegazione Toscana Le Donne del Vino con la sua responsabile la Delegata Regionale Antonella D’Isanto

L’Associazione Nazionale Le Donne del Vino, nata, nel 1988, per merito della brillante idea della produttrice Toscana Elisabetta Tognana (che è stata anche la Prima Presidente), oggi conta oltre 700 iscritte che rappresentano tutte le possibili categorie che operano nella filiera vitivinicola, dal vigneto alla cantina, dalla bottiglia alla tavola fino ad arrivare alla comunicazione. 

L’Associazione per Statuto, accoglie solo “Le Donne” che, effettivamente e in prima persona, operano nel campo del Vino
L’Associazione è strutturata con 19 Delegazioni Regionali e una Sezione Estero
L’attuale Presidente Nazionale è la Produttrice Donatella Cinelli Colombini.

Il LibroDonne del Vino in Toscana”, Seconda Edizione, e stato Pubblicato dall’Edizioni C.S.S. Teatro Macrì in collaborazione con Mediapoint Editore Firenze
Il formato è 21 x 14,5 cm., la Copertina è cartonata con le immagini del famoso Fotografo di Moda Fiorentino Gianni Ugolini.

Dopo l’Introduzione delle Autrici troviamo la PrefazioneIl Vino: una storia maschile di lungo corso” di Ernesto Di Renzo, Professore del Dipartimento di Scienze Storiche, Filosofico-sociali dei Beni Culturali e del Territorio all’UniversitàTor Vergata” di Roma.

Segue un breve chiarimento “Donna e vino un’immagine in attesa di evoluzione”.

Quindi ecco le interviste delle trentanove straordinarie donne che sono state riunite in tre gruppi:

- “Gioielli di Famiglia” - Ventuno, che hanno ereditato un’Azienda di Famiglia o sono diventate figure di spicco nelle stesse: Donatella Cinelli Colombini, Albiera Antinori, Francesca Colombini, Miriam Caporali, Beatrice Contini Bonacossi, Maria Antonietta Corsi, Susanna Crociani, Claudia Del Duca, Tiziana Frescobaldi, Maria Giulia Frova, Paola Matta Furini, Cristiana Grati, Diana Lenzi, Nadia Negro, Annabella Pascale, Olga Peluso, Irene Sanesi, Maria Luisa Sbernadori, Gabriella Spalletti Trivelli, Emanuela Stucchi Prinetti, Maria Elena Zonin;   

- “Sogni e Lavoro - Lavoro e Sogni” - Otto, che con il loro impegno e la loro forza di volontà hanno creato un’Azienda: Antonella D’Isanto, Patrizia Chiari, Sophie Ginevra Conte, Theresia Baijens Genazzani, Renza Maria Gilda Iacopi, Antonella Manuli, Laura Marzari, Stefania Sandrelli;

- “Vino e Dintorni” - Dieci, che non hanno Aziende produttrici ma che vivono il Mondo del Vino con le più svariate sfaccettature: Pamela Bicchi, Vincenza Folgheretti, Priscilla Occhipinti, Paola Rastelli, Olympia Romba, Natascia Santandrea, Stefania Storai, Marzia Morganti Tempestini, Ursula Thurner, Clizia Zuin.

Il Libro è completato da bellissime foto, in bianco e nero, che ognuna delle protagoniste ha fornito e in cui si riconosce.

L’opera si conclude con i Ringraziamenti, l’Elenco delle Aziende e gli Indirizzi utili, quello delle Intervistate, le Biografie delle Autrici e l’Indice

In Quarta di Copertina, sotto la foto di Roberta e Nadia insieme, c’è scritto: “Il Vino e le Donne sprigionano la stessa magia
Allontanate per secoli dalla cultura del Vino, oggi le Donne sono diventate protagoniste di questo Mondo
Produttrici, Sommelier, Enologhe, Giornaliste, Enotecarie raccontano, in queste pagine, il loro essere Donna, in un settore che, nonostante tutto, ancora pensa che parlare e trattare di Vino sia…… una cosa da uomini”.

Il Francese Denis Diderot (1713 - 1784), grande Filosofo, Enciclopedista, Scrittore e Critico d’Arte, ci ha lasciato questa famosa frase: “Quando si scrive di Donne, bisogna intingere la penna nell’Arcobaleno”.

Credo che Roberta Capanni e Nadia Fondelli siano state molto brave nel comunicare, con il loro bellissimo e fascinoso LibroDonne del Vino In Toscana”, i sentimenti più sinceri e le emozioni di alcune delle Socie più rappresentative della “Delegazione Toscana Le Donne del Vino”…… Ci sono riuscite proprio “intingendo la penna nell’Arcobaleno”.



La Quarta di Copertina

La Copertina

sabato 27 maggio 2017

AL RISTORANTE “FULIN - LUXURY CHINESE EXPERIENCE”, A FIRENZE, LA CUCINA CINESE DI QUALITA’.




La Cina è oggi il Paese più popolato al Mondo, ha raggiunto nel 2015, quasi un miliardo e quattrocento milioni di abitanti ed è anche il terzo per estensione territoriale, 9,6 milioni di chilometri quadrati: praticamente un colosso.

Anche se in Cina ufficialmente si riconoscono 56 diversi gruppi etnici, esiste, pur con una varietà praticamente infinita e inenarrabile di variazioni, qualcosa che unisce la maggior parte di queste etnie e che, a grandi linee, si può definire “Cucina Cinese”.

A dimostrazione dell’importanza del cibo per i Cinesi, quando accolgono qualcuno in Casa, la prima domanda che gli viene rivolta è: “Hai già mangiato?”.

Oggi la “Cucina Cinese” è una delle più conosciute nel globo, grazie anche alla sua grande diffusione, ma fuori dalla Cina, in moltissimi casi, non corrisponde a una Cucina di qualità.

La Cucina Cinese ha una storia antichissima e una solida tradizione.
Come attestano alcuni ritrovamenti archeologici di un’epoca lontanissima, risalenti alla “età della pietra” e agli albori dell’uso del fuoco per cucinare gli alimenti, in Cina, non si praticavano solo semplici cotture ma già qualcosa di più elaborato.

Attraverso i secoli e il susseguirsi di epoche anche molto lussuose e prospere (per esempio con l’avvento degli imperatori e con l’enorme sviluppo dei commerci) la “Cucina Cinese” di qualità ha assunto un suo preciso carattere di tradizionale genuinità, accompagnata da ordinate e belle presentazioni.

Tra le varie tradizioni Culinarie della Grande Cina, sicuramente tra le più importanti, possiamo annoverare quella della Capitale Pechino e quella Cantonese.

La “Cucina Pechinese” (in Cinese 北京菜 = Cucina di Pechino) è una variegata offerta di preparazioni con influenze provenienti, attraverso i secoli, anche da zone lontanissime del Paese, ma che ha risentito principalmente di quelle provenienti dalla Costa Orientale della Provincia di Shandong
Questa Provincia si sviluppa lungo il corso inferiore di quello che i Cinesi ritengono che sia la culla della loro civiltà: il Fiume Giallo.

La Cucina di Pechino è ricca e gustosa. 
Come non ricordare, tra i tantissimi piatti, alcuni super famosi nel mondo: “l’anatra laccata” (obbligatoriamente Razza Pechino), gli “hot pot” (chiamato anche “fondue chinoise”, una ricetta a base di carne) o il “maiale mu shu”.

La Cucina comunemente denominata “Cantonese”, in realtà la “Cucina Guangdong” (in Cinese 廣東菜), ha origine nell’omonima Provincia di Guangdong, sulla Costa Meridionale della Cina Continentale

La “Cucina Guangdong” è sicuramente quella più ricca, visto l‘utilizzo di un’infinità di materie prime, ed è più tecnica nella valorizzazione dei prodotti freschi con le sue cotture veloci ed efficaci: vapore, bollitura, siu mei (cottura allo spiedo), frittura, stufatura. 
Una Cucina che ha raggiunto anche livelli molto importanti di Internazionalità diventando più consona ai palati Occidentali.

Nella Cucina Cantonese troviamo conosciutissimi piatti come il riso alla Cantonese, il maiale in agrodolce, gli involtini (un’infinità di tipi), i crackers ai gamberi, il congee di riso,…… e potrei ancora aggiungere un elenco lunghissimo.

Tutto questo in Cina

Se volete degustare una Cucina Cantonese e Pechinese, di grande qualità, ora potete farlo anche in Italia andando al RistoranteFulin” di Firenze.

Il “Fulin - Luxury Chinese Experience” ha aperto il 19 Maggio 2016 ed è ubicato in uno storico Palazzo, al Civico 113, di Via Giampaolo Orsini, nella Zona sud della Città a pochissimi passi da Piazza Francesco Ferrucci, dall’omonimo Lungarno e dal Ponte San Niccolò.

Il bell’Edificio, che ospita il Ristorante Cinese, risale agli anni in cui Firenze divenne la Capitale d’Italia (1865) ed è frutto di quella complessa ristrutturazione urbanistica (definita “Risanamento di Firenze”) che l’Architetto e Ingegnere Fiorentino Giuseppe Poggi (1811 - 1901) volle con la fondamentale realizzazione dei Viali di Circonvallazione.

La Costruzione si snoda su due piani (terra e primo piano) e una magnifica ed esclusiva Terrazza Sottotetto che gode della vista di un verdeggiante spicchio di Firenze.

Il “Fulin” nasce per la volontà di due giovanissimi, Stefano Dai e Francesco Han, di Origini Cinesi, nati a Prato (le loro Famiglie sono da tre generazioni in Italia), e del famoso Fotografo di Moda Fiorentino Gianni Ugolini.

Stefano Dai è nella Ristorazione Cinese, praticamente dalla nascita, infatti il suo Nonno ha fondato e aperto, da anni, sempre a Prato, un Ristorante, molto capiente, specializzato in cerimonie. 
Francesco ha seguito Stefano per amicizia e passione per questo settore anche se precedentemente faceva un altro lavoro.

Gianni Ugolini è il proprietario dell’Immobile, fino a non molto tempo fa qui c’era un grande negozio di Famiglia
Gianni ha accettato con entusiasmo, da grande appassionato di Enogastronomia, il progetto di un Ristorante Cinese di grande livello e dopo circa sei mesi di impegnativi e importanti lavori, per adeguare il fondo alle nuove esigenze e alle normative del settore è nato il “Fulin”.

Il termine CineseFulin”, in Cinese , si traduce con “Felicità”.

Si entra al Ristorante dal grande Cancello in metallo, all’interno c’è anche un piccolo parcheggio. Attraversata la porta vetrata troviamo, di fronte, la Reception, a destra il Bancone Bar e a sinistra la Sala
A questo piano c’è anche l’ingresso alla Cucina
Poi con le scale o l’ascensore si sale al primo piano dove è ubicata un’altra Sala con vari accoglienti angoli e una Saletta riservata
Grazie a una scaletta a chiocciola si sale alla bella e panoramica Terrazza.

Il tutto per accogliere una novantina di ospiti, considerando nella buona stagione anche la Terrazza.

Al “Fulin” tutto è molto curato e di gusto a partire dagli arredi che variano nello stile (non sempre richiamando la  Cultura Cinese) fino ad arrivare alla “misen en place”.

La Carta dei Vini è importante e ricca con una vasta scelta di selezionati Vini Bianchi e Vini Rossi, non mancano le Bollicine
Sono di casa anche le Birre Cinesi e diverse tipologie di .

Il Menu alla Carta offre una scelta davvero ampia, ma ci sono anche i Menu Degustazione che semplificano e aiutano. 
Le portate, lavorando prodotti freschi, seguono la disponibilità e la stagionalità.

Ma veniamo alla degustazione fatta che è stata accompagnata da un buon Vino Bianco:

- “Livio Felluga Chardonnay 2016”, Friuli Colli Orientali D.O.C., 100% Chardonnay, 13% Vol., prodotto dall’Azienda Livio Felluga.

Sono state servite la seguenti portate, quasi tutte, ovviamente, degustate con le bacchette per il cibo, “bastoncini”, in Cinese 筷子:

- “INVOLTINI” - “Bamboo”, crespella preparata con impasto di carote, ripiena di maiale, germogli di soia, funghi Xian-gu, uova e verdure Jiu-cai; “Caramella”, ripieno di gamberi con Ma-ti, erba cipollina e zenzero; “Orto Cinese”, ripieno di germogli di soia, funghi, Ma-ti, cavolo, carote e funghi neri Mu-er;

- “Raviolone al Tartufo”, raviolone ripieno di carne di manzo Fassona, tofu, fecola di patate, amido di frumento e crema di tartufo;

- “Riso alla Cantonese”, riso con filetto di maiale, fagiolini, carote, uova ed erba cipollina;

- “Fior di Calamari alla Fulin”, calamari saltati con salsa di ostriche, peperoni, cipolle e cipollotti aromatizzati all’aglio;

- “Si-gua saporite”, verdure si-gua condite con bacche di goji e salsa di soia preparata alla Fulin;

- “Tiramisù al Tè Verde”, tiramisù al tè verde con noce di panna;

- “Rugiada”, latte di cocco con simi, mango, cocco e arancia.

All’inizio del Menu del “Fulin” sono stampate le seguenti parole:  
Fulin è il luogo dove i sapori e le conoscenze della millenaria Cultura Cinese si fondono con la modernità e il Territorio dove operiamo
Al Fulin farete un’esperienza originale, raffinata e ricca di gusto…… 
Un vero e proprio assaggio d’Oriente nel Cuore di Firenze”.

Onestamente quanto hanno scritto è mantenuto nella realtà.

Stefano Dai è a capo di una super efficiente Brigata di Cucina composta da sette elementi (tutti di Nazionalità Cinese) che dimostrano, in ogni portata, grande capacità.
In Sala, la gentilissima Brigata è guidata da Francesco Han.

Ho parlato molto con Stefano Dai e mi sono convinto che mette moltissima dedizione e passione nel suo lavoro.
Stefano ha voluto creare un Ristorante Cinesesincero” e accogliente, dove si degustano preparazioni di grande livello, usando, dove è possibile, anche materie prime “Italiane”, stagionali e di primissima scelta.

Il Locale ospita anche molte interessantissime occasioni d’incontro con i più svariati aspetti della Millenaria Cultura Cinese.

Al RistoranteFulin - Luxury Chinese Experience”, di Firenze, assaporerete una Cucina Cinese (Cantonese/Pechinese) di grande qualità in un ambiante estremante confortevole, conviviale e ricco di fascino.



Vista Esterna

La Sala al Piano Terra

Una Vista della Sala al Primo Piano

Un Angolino

La Saletta Riservata

La Terrazza

Il Panorama dalla Terrazza

"Involtini"

"Raviolone al Tartufo"

"Riso alla Cantonese"

"Fior di Calamari alla Fulin"

"Si-gua Saporite"

"Tiramisù al Tè Verde"

"Rugiada"

Stefano Dai e Giorgio Dracopulos