martedì 11 luglio 2017

“EXTRA LUCCA - SUMMER EDITION 2017” CON IL “MAESTROD’OLIO” FAUSTO BORELLA: IMPERDIBILE.




Conoscere bene l’Olio Extra Vergine di Oliva è fondamentale per la nostra alimentazione.

Le piante di olivo selvatico (Olea Europaea Oleaster) esistono da millenni e l’uomo ha imparato a conoscerle da oltre 6000 anni.
Questa conoscenza venne approfondita, a partire dagli Armeni e successivamente anche dagli Egiziani, e queste straordinarie piante, non più selvatiche ma coltivate, da cui, grazie alla spremitura delle olive, si ricava quel magnifico prodotto che si chiama Olio, divennero essenziali per la vita dell’uomo.

Già 2000 anni a.C. nel Codice Babilonese (composto da 282 leggi), che porta il nome del Re Hammurabi (regnò dal 1792 al 1750 a.C.), si regolava la produzione e il commercio dell’olio d’oliva.
L’olio di oliva, prima per i Greci e poi per i Romani, fu fondamentale per lo sviluppo dell’agricoltura, del commercio e dell’alimentazione, ciò ne favorì la diffusione in tutto il bacino del Mediterraneo.

Siamo certi, grazie ai numerosi ritrovamenti archeologici, che l’olio di oliva veniva prodotto nella Penisola Italica già avanti Cristo nei Secoli VIII e VII.

L’Italia geograficamente si prestava, e si presta, grazie al favorevole Clima Mediterraneo, allo sviluppo delle piante di olivo, in particolare l’Olea Europaea Sativa, la varietà da olio e da mensa.

Lucio Giunio Moderato Columella (4 - 70 d.C.), coltivatore e scrittore Romano di Agricoltura, nel I Secolo d.C., nel suo trattato, pervenutoci integro, in dodici volumi “De re Rustica”, definiva l’olivo come “il migliore albero esistente” (Olea prima omnium arborum est).

Nel mondo Romano si arrivò ben presto ad avere una classificazione di cinque tipologie di olio a seconda del momento in cui avveniva la raccolta e la spremitura:

- “Oleum Ex Albis Ulivis”, l’olio migliore, prodotto con olive verdi chiare raccolte manualmente e scelte una per una direttamente dalla pianta;

- “Oleum Viride”, quello fatto con olive più verdi e tendenti a scurirsi, prese sempre sulla pianta, buono ma non eccellente;

- “Oleum Maturum”, l’olio delle olive più mature, di qualità mediocre;

- “Oleum Caducum”, generato da frutti già caduti a terra, il meno buono;

- “Oleum Cibarium”, il risultato della spremitura delle olive peggiori, scartate e bacate, quest’ultimo olio, il più cattivo, era riservato agli schiavi.   

Sempre i Romani produssero anche selezioni particolari di olio di qualità come, a esempio quello di Venafro (Venafrum), una zona particolarmente vocata nell’attuale Provincia di Isernia, e di conseguenza, visto che l’avidità umana è connaturata, arrivarono anche le contraffazioni. 
Infatti  c’era in circolazione molto olio scadente, come quello proveniente dall’Africa, che in realtà doveva essere usato esclusivamente per l’illuminazione.

L’olio d’oliva, attraverso i secoli, è sempre stato conosciuto per le sue virtù terapeutiche e organolettiche. 
Molti sono i suoi meriti, nella prevenzione dei disturbi dell’apparato digerente, grazie alla massima digeribilità e al fatto che viene assorbito interamente dall’intestino regolandone le funzioni. 
Oltre a ciò aiuta a prevenire e a curare molte altre malattie legate all’invecchiamento osseo e alle problematiche cardiovascolari.

Oggi la coltivazione dell’olivo viene praticata in più di 50 Paesi del Mondo, con una produzione, di livello e buona qualità, anche in quelli con una storia più recente come Messico, Cile, Perù, Argentina, Stati Uniti, e Sudafrica. 

L’Italia è il secondo produttore Mondiale di Olio di Oliva, dopo la Spagna, e la sua produzione migliore, l’Olio Extra Vergine di Oliva con denominazioni D.O.P. e I.G.P., è sicuramente ai massimi livelli. 

Lucca è una meravigliosa Città d’arte della Toscana nord-occidentale, famosa, nel Mondo, anche per la bellissima e intatta Cinta Muraria cinquecentesca che la racchiude.

Il Centro di Lucca è pedonale, residenti e turisti  hanno come principale punto di transito e d’incontro Piazza San Michele. 
Sulla Piazza, denominata anche Piazza delle Catene, per la tipica delimitazione fatta con colonnine di marmo e pesanti catene, si affacciano, intorno alla splendida Chiesa di San Michele, anche Palazzi edificati in Epoca Medioevale.

In angolo con Via Vittorio Veneto si erge maestoso il Palazzo Pretorio (detto anche del Podestà), risalente al 1492, che ha delle bellissime Logge con al centro una statua bronzea, opera dello Scultore Matteo Civitati (1436 - 1502).

Proprio sotto queste storiche Logge, si svolge, dal 1 al 31 Luglio 2017 (siete sempre in tempo), “Extra Lucca - Summer Edition”: Manifestazione ideata, organizzata e condotta dal “Maestrod’olio” Fausto Borella.

Fausto è un grande esperto: Critico Enogastronomico, Sommelier Professionista e Fondatore dell’Accademia Maestrod’olio.

Borella da anni è impegnato nella divulgazione e nella promozione dell’Olio Extra Vergine di Oliva Italiano. 
Il principale Evento, da lui creato a tale scopo, è “Extra Lucca”, giunto quest’anno alla sua Quinta Edizione. 
“Extra Lucca” non è altro che il “salotto buono” dell’Olio Extra Vergine Artigianale di qualità.

Per una maggiore diffusione, visto il grande afflusso Turistico del periodo, in questa Estate 2017, si è aggiunto l’Evento “Extra Lucca - Summer Edition” che durerà, con ingresso gratuito, per tutto il Mese di Luglio, dalle ore 11:00 alle 20:00.

A “Extra Lucca - Summer Edition” si possono fare degustazioni guidate di Olio Extra Vergine super selezionato proveniente dalle principali Regioni produttrici Italiane (Abruzzo, Puglia, Lazio, Lombardia, Sardegna, Sicilia, Umbria, Toscana e Veneto). 
Si possono assaggiare anche fantastici Prodotti Gastronomici Artigianali del Territorio accompagnandoli con una speciale selezione di “Bollicine Rosé Toscane”. 
Non manca neanche, vista la Stagione, un eccezionale “Gelato all’Olio Extravergine”.

“Extra Lucca - Summer Edition 2017”, di Fausto Borella, è tutto questo e molto altro, siete ancora in tempo per fare una visita a questo Evento utile e imperdibile.






Lucca - Piazza San Michele

L'Olio Extra Vergine

Consigli

Una Vista

Prodotti del Territorio

Il Gelato

Fausto Borella

venerdì 7 luglio 2017

ALLO CHEF COSIMO ARTIZZU, DEL RISTORANTE “PINO” DI VIAREGGIO (LU), IL MERITATISSIMO PREMIO ALLA CARRIERA DELLA GUIDA “VERSILIA GOURMET 2017”.




La Toscana è quella magnifica Regione Italiana che tutto il Mondo ci invidia. 
Tra le infinite peculiari meraviglie di questo Territorio ci sono anche 633 Km. di bellissime Coste tra Continentali (397) e Insulari (230).

Proprio nel tratto costiero rientrante nella Provincia di Lucca, c’è un’accogliente e storica Località turistico/balneare: Viareggio.

Le sue lunghe e sabbiose spiagge sono bagnate, per la gioia dei vacanzieri, dalle acque del Mar Ligure. 
Viareggio, oltre alle innumerevoli attrattive estive, ha un’intensa vita mondana tutto l’anno, per esempio, dal lontano 1873, qui, si svolge anche uno dei Carnevali più belli, coreografici, ricchi, divertenti e famosi del Mondo.

Viareggio davanti ha il mare, alle spalle è incorniciata dal suggestivo panorama delle Alpi Apuane, ai lati è racchiusa dalle grandi, verdeggianti e rilassanti pinete.

Un’altra delle sue eccezionali peculiarità è “La Passeggiata di Viareggio”. 
Questo lunghissimo tratto pedonale e non, costeggia, in direzione sud verso nord, “Viale Daniele Manin” (tra l’inizio e Piazza Giuseppe Mazzini), “Viale Giosuè Carducci” (da Piazza Giuseppe Mazzini fino all’altezza di Piazza Giacomo Puccini), per poi proseguire fino al canale, che divide Viareggio da Lido di Camaiore,  parallelamente con  “Viale Alfredo Belluomini”.
Questa è la zona più affascinante, panoramica, verde, monumentale e artistica della Città, con  moltissimi edifici di pregio e di rilevante interesse architettonico.

A due passi dalla Passeggiata a Mare, inizia, dal centro di “Piazza Massimo d’Azelio”, la prima grande Piazza di “Viale Daniele Manin”, una strada denominata “Via Giacomo Matteotti”.
Proprio in cima a Via G. Matteotti, al Numero Civico 18, c’è un Locale che è una delle “colonne portanti” della Ristorazione di qualità Viareggina e non solo: il Ristorante da “Pino”.

Il Ristorante da “Pino” è di Cosimo Artizzu e della sua Famiglia.

Cosimo nasce, il 27 Settembre 1944 nella “Trexenta” (Sub-Regione Storica della Sardegna), nel piccolo Comune di Siurgus Donigala (oggi poco più di 2000 abitanti) rientrato, dal 2016, nella più giovane delle Province Italiane “Sud Sardegna”.

Dopo le scuole dell’obbligo, Cosimo, ha effettuato, nel 1961, le visite mediche, a Taranto, per partire di leva in Marina. 
Nel frattempo, nell’attesa d’imbarcarsi, venne chiamato da un suo Cugino a Torino a lavorare, come lavapiatti/aiuto, nella Cucina di un Ristorante la cui proprietaria era Viareggina.

Una sera venne a cena, nel Ristorante dove lavorava Cosimo, lo Chef di un famoso Locale di allora l’Hotel Ristorante Baghino di Viareggio, e manifestò la necessità di personale estivo invitando il giovane Artizzu a fare la stagione da loro. 

Cosimo non conosceva assolutamente Viareggio e lì per lì credette addirittura che “Via Reggio” fosse una strada di Torino. 
Chiarita la “questione” Cosimo arrivò a Viareggio per la sua prima volta e fu un amore a prima vista.
Per diverse estati Cosimo venne sempre a Viareggio, mentre in inverno lavorava in importanti Ristoranti di Torino e di  Milano.

Dopo le stagioni passate da “Baghino” ci furono anche altre straordinarie esperienze da mitici Ristoratori Viareggini, amici oggi purtroppo scomparsi: al Ristorante “Bombetta” del grande Fabio Canova (detto Bombetta) e dal 1969 al Ristorante “Bonelli” del grande Gusmano del Carlo.

Durante i suoi soggiorni a Viareggio, Cosimo, ha conosciuto e si è fidanzato con una bella ragazza di Camaiore (LU), Patrizia Nieri, successivamente, nel 1974, sono convolati a nozze.
Dal loro matrimonio sono nati due Figli: Marco e Riccardo.

Fin dai primi anni che Cosimo Artizzu iniziò a venire a Viareggio, per quegli strani casi della vita, senza un vero e proprio motivo, fu ribattezzato “Pino”. 
Da allora, per tutti, è diventato “Pino Artizzu”.

Dopo il matrimonio i giovani sposi Artizzu hanno un sogno comune, fin da subito “cullato e coltivato”, quello di aprire un Locale tutto loro.
L’occasione si presenta pochi anni dopo.

Giorgio Lombardi, altro famoso e storico Ristoratore Viareggino, decide di spostare, la sua attività, la “Trattoria da Guido”, fondata, nel 1949, da suo padre Guido, poco lontano, da Via G. Matteotti 18 a Via Zanardelli 71, con la nuova dizione “Ristorante da Giorgio”.
Pino e Patrizia rilevarono il fondo, lasciato da Giorgio, e, il 30 Novembre 1979, aprirono il loro “Ristorante da Pino”.

Pino in Cucina e Patrizia in Sala, insieme a uno straordinario modo di preparare solo piatti di qualità, decretarono subito il grande successo del loro nuovo Locale.

Un bravissimo e appassionato Chef Pino Artizzu.
Come non ricordarsi, tra tante meravigliose preparazioni di Mare (ma anche di Terra), la sua fantastica “Aragosta alla Catalana”, cucinata (usando solo quelle di piccole dimensioni, le più tenere) secondo l’antica ricetta di Alghero, con quella super speciale vinaigrette preparata anche con il fegato dell’Aragosta stessa. 
Un vero tripudio di colori, profumi e sapori, una preparazione da “10 e Lode”. 

Non da meno Patrizia, regina della Sala, famosa anche per la bontà delle sue crostate e la golosità dei suoi biscotti.

Attraverso gli anni il Ristorante da “Pino” è rimasto sempre a grandissimi livelli di qualità e accoglienza.

Con il crescere anche i figli sono entrati nell’attività di Famiglia.

Marco Artizzu, il più grande, dopo alcune importanti esperienze in altri Locali, per molti anni si è dedicato alla Sala del suo Ristorante. 
Appassionatosi al Vino, dopo essere diventato Sommelier A.I.S. professionista, si è dedicato a sviluppare la preziosa “Carta dei Vini” e le due Cantinette Climatizzate (una per i bianchi e le bollicine e una per i rossi) adiacenti al Ristorante. 
In questi ultimi anni Marco è entrato in Cucina per portare avanti la tradizione di Famiglia.

Anche Riccardo ha lavorato per una decina di anni in Cucina con il suo Babbo, poi ultimamente è andato a fare esperienze in famosi Ristoranti della Costa degli Etruschi.

Sono andato al Ristorante da “Pino” a trovare i miei carissimi amici.

Il Locale si presenta sempre raccolto e accogliente, l’ingresso con il piccolo bancone Bar, a sinistra la Sala rettangolare più grande (su cui si affaccia anche la Cucina), a destra la Saletta squadrata più riservata.
Una dozzina di tavoli ben disposti e ben apparecchiati per una quarantina di ospiti. 
Nel periodo estivo si aggiungono altri sei/sette tavoli nel dehors davanti al Locale.

Ma veniamo alla degustazione fatta che è stata accompagnata da una buona “bollicina” Italiana:

- “Contratto Millesimato Extra Brut 2011”, Vino Spumante di Qualità Metodo Classico, 80% Pinot Nero e 20% Chardonnay, 12,5% Vol., prodotto dalla storica (proprio nel 2017 festeggia i 150 anni di attività) Azienda “Contratto”, dell’amico Giorgio Rivetti, la prima ha produrre, nel 1919, uno Spumante Italiano Millesimato seguendo il metodo della fermentazione in bottiglia.

Con in Tavola il buon Pane e la Schiacciata calda, sono state servite le seguenti portate:

- “Entrée” - Fritto di gamberetti, moscardini e acciuga ripiena;

- Zuppetta di frutti di mare con pomodorini, basilico e pane carasau;

- Mazzancolle, scampi e moscardini con vino e limone;

- Fragoline di bosco (di Capezzano Piànore) con gelato alla crema.

Tutto ottimo; dire che si sentiva il mare nel piatto forse non basta. 
Aromi e sapori straordinari: una vera festa per il palato.

Nella Cucina di Pino Artizzu oggi troviamo il bravo Figlio Marco aiutato dallo Chef Alfredo Berti, anche Alfredo è con loro da moltissimi anni.

In Sala, oltre alla moglie Patrizia, c’è anche la gentile e premurosa Nipote Federica Artizzu, e i professionisti Francesco Gemignani e Luigi Menichini. 

Una Vita dedicata tutta alla “Buona Cucina” quella di Cosimo “Pino” Artizzu, che nella sua lunga carriera ha avuto molti meritatissimi riconoscimenti.
Ultimo, solo in senso temporale, il “Premio Versilia Gourmet - Champagne Bergère 2017 alla Carriera” consegnatogli, recentissimamente, durante una splendida Serata di Gala.

Prima di lasciare il Ristorante da “Pino”, di Viareggio (LU), ho abbracciato con molto affetto il mio amico Cosimo Artizzu ricordando, con lui e Patrizia, alcuni piacevoli episodi degli anni trascorsi.



La Cantina dei Vini Bianchi e delle Bollicine

La Cantina dei Vini Rossi

Entrée

Zuppetta di Frutti di Mare

Mazzancolle, Scampi e Moscardini

Fragoline di Bosco con Gelato

Cosimo "Pino" Artizzu e Giorgio Dracopulos

venerdì 30 giugno 2017

RISTORANTE “TOSCA” DEL CASTELLO DI CASOLE (SI): LA STRAORDINARIA SEDUZIONE DEL BELLO E DEL BUONO.




La “Montagnola Senese” è una delle principali Zone Collinari che si trova in quella meravigliosa Campagna della Toscana facente parte del Territorio della Provincia di Siena.
Queste bellissime e verdeggianti Colline attraversano Comuni estremamente affascinanti e storico-monumentali: Siena, Monteriggioni, Sovicille, Casole d’Elsa.

Casole d’Elsa (si pronuncia Càsole d’Elsa) è un antico Castello, con il suo Borgo fortificato, risalente agli inizi del XI Secolo, ubicato in cima a una panoramica Collina, a 417 m. s. l. m., con una popolazione di poco più di 3000 abitanti.

Ma anche se Casole d’Elsa meriterebbe un lunghissimo racconto, oggi vi voglio portare a circa 5 chilometri da Casole d’Elsa, in un posto letteralmente da sogno: al Castello di Casole.

Le Terre intorno all’attuale Castello di Casole, come dimostrato da antichissimi manufatti ritrovati, erano già coltivate dai Contadini Etruschi circa 3000 anni a.C.: più tradizione Contadina di così!

Il primo nucleo abitativo che ha dato vita al Castello di Casole (al tempo denominato Castello di Querceto) risale intorno all’Anno Mille e faceva parte, in questo Territorio estremamente conteso tra Fiorentini, Senesi e Volterrani, del sistema difensivo che avevano creato i Vescovi Volterrani. Numerosi Vescovi detennero il potere cittadino a Volterra dal V Secolo d.C. fino alla morte del Vescovo Pagano Pannocchieschi nel 1239.

Il 4 Settembre 1260 venne combattuta, a pochi chilometri a Sud-est di Siena, la famosa “Battaglia di Montaperti”, tra le milizie Ghibelline capeggiate da Siena e quelle Guelfe capeggiate da Firenze. 
Con la schiacciante vittoria dei Senesi e dei loro alleati, guidati dal Condottiero, di origini Nobili e Senesi, Provenzano Salvani (1220 - 1269), la Fazione Ghibellina impose il suo dominio sulla Toscana.

Nel 1260 anche il Castello di Casole passò ai Senesi, fino al XV Secolo quando cadde in rovina.
Tra il XIX e la prima metà del XX Secolo, con l’acquisto della stimata e aristocratica Famiglia Bargagli di Siena, il Castello fu ricostruito e la Tenuta intorno divenne un’importante Azienda Agricola, grazie anche alle 31 Fattorie rientranti nei circa mille ettari della proprietà.

Nella seconda metà del 1900 la Tenuta e il Castello furono rilevati dal Milanese Conte Edoardo Visconti di Modrone Erba (1908 - 1980). 
In quegli anni suo fratello, il famoso regista e sceneggiatore Luchino Visconti (1906 - 1976), ospitò al Castello di Casole un’infinità di personaggi famosi dello spettacolo e del bel mondo internazionale.

Nel 2005 due coniugi Americani, David e Sandy Burden, venuti in vacanza in queste zone s’innamorarono del Castello di Casole e decisero di acquistarlo.
I Burden erano e sono proprietari di una Società Immobiliare nel Colorado, la Timbers Resorts, che si occupa di gestire, sviluppare e vendere Hotel e Residenze di lusso.

Con un enorme investimento e sette anni di impegnativi lavori, nel 2012, hanno aperto il loro primo Hotel “5 Stelle” in Italia: Castello di Casole.

Nella ristrutturazione tutto è stato curato nei minimi particolari, mantenendo uno stile “Campagna Toscana Elegante” e, dove possibile, usando i materiali recuperati e rigenerati.    

Il risultato è semplicemente fantastico: bellissimo il Borgo con la Chiesetta e la Cappella, l’Edificio Principale sorge maestoso a dominare tutto il panorama, finemente arredate le Sale e i Salotti, l’accogliente Corte interna è abbellita dalla grande Fontana, la Cantina trasformata nella fascinosa e confortevole “Essere Spa”, la Boutique, la bella Terrazza, la grande Piscina climatizzata, il curato Giardino ombreggiato dai cipressi, l’Orto con i più buoni prodotti della Terra, la Tenuta, di 1700 ettari, con boschi, ulivi e 30 ettari di vigne (di Cabernet, Sangiovese, Merlot e Petit Verdot). 
La Tenuta è anche una Riserva di Caccia modello.

Poi ci sono gli Appartamenti, le Camere e le decine di Casali ,sparsi nella proprietà, tutti super accoglienti e dotati di ogni comfort. 
Il servizio, ovunque, è assicurato 24 ore su 24.

Il Castello di Casole ha un’ampia scelta anche per i più esigenti appassionati di Enogastronomia a cui viene data la possibilità di scegliere tra:

-Il caratteristico ed elegante “Bar Visconti” (così denominato in ricordo del Regista), con il bravo Bar Manager Luca Corsini, che ha un’incredibile e ricchissima Carta dei Vini e dei Liquori, oltre a offrire un’ampia scelta con il “Bar Menu”;

- La “Pizzeria Pazzia”, intima e accogliente, con la possibilità, nella buona stagione, di sfruttare  la Corte interna. 
Bello e caratteristico sia l’arredo con i grandi piani in marmo di Carrara, sia l’antico Forno a legna da cui escono pizze buonissime;

- Il “Ristorante Tosca”, raffinato e di classe che con i suoi muri e archi di pietra a vista e i suoi eleganti candelabri in vetro di Murano che avvolgono gli ospiti in una atmosfera ricca di fascino e dove viene offerto il meglio della Tradizione Gastronomica Italiana. 
La pasta fatta in Casa, ortaggi appena colti, il fragrante pane fatto nel forno a legna, carne e pesce di primissima qualità. 
Molto importante e vasta la Carta dei Vini, con la possibilità di scegliere anche Vini al bicchiere.

Dal 2012 lo Chef Executive dell’Hotel Castello di Casole è Daniele Sera.

Daniele è nato, il 22 Dicembre del 1966, a Sarzana in Provincia di La Spezia, da Babbo Ligure, di Monterosso, e Mamma Toscana, di Sesto Fiorentino. 
La sua passione innata per la Cucina è “cromosomica” infatti la sua Mamma era un’ottima Cuoca, molto apprezzata nelle importanti Famiglie Fiorentine dove prestava la sua opera.

Alla fine delle Scuole dell’Obbligo, Daniele, segue la sua passione frequentando e diplomandosi a una delle Scuole del settore più prestigiose, l’Istituto Professionale di Stato Servizi per l’Enogastronomia e l’Ospitalità Alberghiera “Giuseppe Minuto” di Marina di Massa (MS).

Dal 1984 lo Chef Daniele Sera ha lavorato in importantissimi Ristoranti e Alberghi di Lusso in Italia, Francia, Stati Uniti, Svizzera e Giappone. 

Nel suo prestigioso Curriculum troviamo nomi come il “Kulm Hotel” di St. Moritz, la mitica “Enoteca Pinchiorri” di Firenze, il Ristorante “Il Carpaccio” dell’Hotel “Le Royal Monceau” di Parigi, il Ristorante “Bice” di West Palm Beach, il Ristorante “La Terrazza”  presso il Pevero Golf Club di Porto Cervo, il Ristorante “Incanto” del Grand Hotel di Firenze e al Ristorante “Vivendo” (oggi ha cambiato nome) dell’Hotel “St. Regis Grand” di Roma.

Daniele Sera ha ricevuto anche molti premi e riconoscimenti sia Italiani che Internazionali.

Sono andato a Cena al Ristorante “Tosca” dopo aver visitato tutto il Castello di Casole.

Nell’accogliente Salone del Ristorante diviso dagli archi, che può ospitare una quarantina di ospiti, mi sono accomodato al tavolo e, oltre ad apprezzare la “mise en place”, ho avuto il piacere di essere accolto da una giovane, preparata e gentile Brigata di Sala.

In Tavola il buon Pane, i Grissini, la Carta Musica e la Focaccia al Formaggio della Casa.

La degustazione è stata accompagnata da Vini di notevole pregio:

- “Bellavista Gran Cuvée Riserva Vittorio Moretti Extra Brut 2008”, Franciacorta D.O.C.G., 58% Chardonnay e 42% Pinot Nero, 12,5% Vol., dell’Azienda “Bellavista”, una riserva veramente speciale prodotta, in onore del Fondatore, solo nelle annate migliori;

- “Bonsai 2011”, Rosso di Montalcino D.O.C., 100% Sangiovese, 14,5% Vol., prodotto dall’Azienda Agricola “Podere Le Ripi”;

- “Ornellaia 1990”, Vino Rosso da Tavola di Toscana, 82% Cabernet Sauvignon, 14% Merlot, 4% Cabernet Franc, 13% Vol., questo “mito”, prodotto dall’Azienda “Ornellaia”.
Dopo una fase di macerazione durata una ventina di giorni è stato travasato in barriques nuove dove si è conclusa la fermentazione malolattica, poi si è affinato per 15 mesi, sempre in barriques, dal Febbraio 1991 all’Aprile 1992, il 40% delle barriques Francesi utilizzate erano di legno nuovo (provenienza Allier e Nevers), mentre il restante 60% erano di legno usato. Successivamente questo nettare ha riposato in bottiglia per altri 16 mesi prima di essere messo sul mercato.

Sono state servite le seguenti portate:

- “Primo Benvenuto” -  Macarons salati con crema di gorgonzola e confettura di fragole;

- “ Secondo Benvenuto” - Carpaccio di gamberi con mousse di yogurt;

- “Capitolo Foie Gras” - Foie Gras in sautè, in parfait e in terrina, accompagnato da pesca e pan brioche tostato;

- “Mozzarella” - Sfera di estratto di mozzarella con spuma di mozzarella, cialda di pomodoro e composizione di verdure dell’orto; 

- “Ovum Aureum 2017” - Rosso cotto a 65 gradi alla foglia d’oro e uovo all’asparago, fonduta di pecorino e nido croccante;

- “Quaglia e Topinambur” - Petto di quaglia farcito con mela verde, coscette, cotte a bassa temperatura, ai semi e timo, con topinambur in crema e fritto, salsa di vin santo, miele e senape;

- Linguine aglio nero, olio e peperoncino, sugo di cicale, astice e caviale Italiano;

- Raviolo di gnocco al cavolo nero Toscano, con stracchino invecchiato ed erborinato (del pastore di Casa), con ragù di perniciotto grigio;

- “Le Tre Pappardelle Arrotolate” - Pappardelle al cacao, spinaci e all’uovo, con brasato al coltello di cinghiale cotto al vino rosso e salsa di risotto allo zafferano;

- “Piccione al Latte” - Cosce di piccione scomposte e ricomposte, candite e ricoperte di semi di lino, petto saltato con salsa di pane integrale al latte e mosto di Sangiovese;

- “Semifreddo alla Pesca” - Bavarese di pesca su biscotto breton, gelato alla pesca e polvere ghiacciata di pesca;

- Piccola pasticceria della Casa.

Tutto buonissimo con delle bellissime presentazioni.

La Cucina del grande Chef Daniele Sera è piena di qualità e ricca di sapori. 
Daniele è aiutato da una giovane, numerosa e brava Brigata di Cucina.

Al “Ristorante Tosca”, del Castello di Casole (SI), sono stato letteralmente “rapito” dalla straordinaria seduzione del bello e del buono.

Un particolare ringraziamento per l’accoglienza riservatami va, oltre all’amico Executive Chef Daniele Sera, anche al gentilissimo General Manager Federico Galligani e al premuroso Food & Beverage Manager Alessandro Marinelli.



Castello di Casole una Vista del Panorama

Castello di Casole un Salottino

"Bar Visconti" il Bancone

"Pizzeria Pazzia" una Vista

Ristorante "Tosca": la Sala

Macarons Salati

Carpaccio di Gamberi

"Capitolo Foie Gras"

"Mozzarella"

"Ovum Aureum 2017"

"Quaglia e Topinambur"

Linguine Astice e Caviale

Raviolo di Gnocco con Ragù di Perniciotto

"Le Tre Pappardelle Arrotolate"

"Piccione al Latte"

"Semifreddo alla Pesca"

Piccola Pasticceria

La Brigata di Cucina con D. Sera e G. Dracopulos

Al Centro lo Chef  Daniele Sera

Lo Chef Daniele Sera e Giorgio Dracopulos