sabato 7 giugno 2025

“VIGNA MICHELANGELO” LA VIGNA URBANA A FIRENZE: UNA MAGNIFICA REALTÀ DELL’AZIENDA VITIVINICOLA “DONNE FITTIPALDI”.




Nello straordinario mondo della Viticoltura (l'insieme delle tecniche agronomiche che regolano la coltivazione delle viti e la conseguente produzione di uva sia da tavola sia da vino) esiste una particolarissima tipologia di Vigne denominata Vigne Urbane”.

Le “Vigne Urbane” sono dei curatissimi piccoli polmoni, delle preziose micro oasi verdi ubicate all’interno delle aree metropolitane, lodevoli esempi di rigenerazione urbana a beneficio dei territori dove sono ubicate. Sono, quasi sempre, piccole riserve naturali e protette che danno vita a speciali biodiversità, proteggendo, e in alcuni casi rigenerando, un prezioso patrimonio agricolo di inestimabile valore storico e socio/culturale. Queste vigne Cittadine sono l’ambiente naturale per far sviluppare anche rare e particolari tipologie tra le varietà di “vitis vinifera” (vite comune o euroasiatica) come i cosiddetti “vitigni reliquia” (circa quindici varietà di uva Siciliana con qualità diverse e uniche) o biotipi quasi scomparsi nel panorama “ampelografico” di un determinato territorio.

Il termine “ampelografia” deriva dal Greco antico (ampelosvite e grafia = descrizione) è la disciplina che studia, identifica e classifica le varietà dei vitigni, basandosi sul riconoscimento delle caratteristiche morfologiche delle diverse varietà di vite, mettendole in relazione alla zona di provenienza quando ciò è possibile.

Nel Mondo il fenomeno delleVigne Urbane” è in crescita, se ne contano oltre 150 ubicate all’interno dei confini municipali di grandi Città e Capitali sparse in ben 35 Nazioni, con una dimensione totale che supera i 600 ettari. Le “Vigne Urbane” in Europa sono 108 di cui ben 32 sono in Italia divise in 15 Città.

Tra le Vigne più particolari del Mondo posso citare tra le tante e solo a titolo di esempio: - la Francese, a Parigi, “Vigne du Clos Montmartre”, nata all’inizio dell’XI Secolo quando c’erano solo alcune piccole casette e mulini, dove da sempre la vendemmia (Fête des Vendanges) è aperta al pubblico ed è una grande e bella festa, con artisti di strada e degustazioni; - l’AmericanaRooftop Reds” a New York situata sul tetto del “Brooklyn Navy Yard”, un complesso di edifici ex cantieri navali oggi trasformati in luoghi per attività commerciali, dove le viti sono state disposte in 42 grandi vasi tecnici che coprono una superficie di circa 1.380 metri quadrati; - l’Italiana Etna Urban Winery” dolcemente adagiata sulle pittoresche pendici meridionali del maestoso Vulcano Etna e immersa nel tessuto Urbano di Catania, nata nel 2018 grazie a sette cugini che hanno deciso di riportare in vita l’Azienda Vitivinicola di Famiglia dismessa negli anni ‘60 dopo quasi 300 anni di attività; - la “Vigna del Gallo” all’Orto Botanico di Palermo, testimonianza tangibile della biodiversità della Sicilia, un’area di circa 200 metri quadri che custodisce vitigni autoctoni e vitigni reliquia, ben 95 biotipi; - la “Vigna di San Martino” nel Centro Storico di Napoli con accesso diretto da Corso Vittorio Emanuele, con i suoi sette ettari è il secondo vigneto urbano più grande d’Europa e oltre alla vigna, ha anche un uliveto, un agrumeto, un orto, una fattoria didattica (con asini, cavalli, anatre, galline e pulcini). 

Il 30 Maggio 2019 è nata, grazie a un gruppo grandi appassionati, la “Urban Vineyards Association” che oggi ha come Presidente Nicola Purrello, (Direttore e Co-fondatore di Etna Urban Winery”).

L’Internazionale Urban Vineyards Association (UVA) ha l’intento di tutelare il patrimonio rurale, storico e paesaggistico rappresentato dalle vigne urbane e di valorizzarlo sotto il profilo culturale e turistico, rendendolo produttivo per la collettività e per il futuro nel rispetto dell’ambiente, attraverso politiche vitivinicole e sociali di integrazione e sostenibilità. Le Vigne non sono solo un dolce paesaggio collinare ma possono essere anche in Città il verde inaspettato che ti sorprende nella giungla di cemento, un verde con un forte legame con la tradizione e la terra, un verde che trasforma i confini della città in colorati orizzonti nella città stessa. Le “Vigne Urbane” sono coltivazioni uniche all’interno di un’area metropolitana.

Una tra le più panoramiche e prestigioseVigne Urbane si trova a Firenze.

Firenze oltre a essere il Capoluogo di quella fantastica Regione denominata Toscana, è anche uno straordinario concentramento storico/culturale a cielo aperto che tutto il Mondo ammira. Impossibile elencare tutte le meraviglie che si possono trovare a Firenze cito solo uno dei Luoghi più incantevoli della Città: “Piazzale Michelangelo”.

Piazzale Michelangelo”, il più suggestivo punto di osservazione del bellissimo panorama della Città di Firenze. Il Piazzale, realizzato dal 1869 su disegno dell'Architetto Fiorentino Giuseppe Poggi (1811 - 1901), è adagiato a 104 metri sul livello del mare su una dolce collina appena a sud del Centro Storico Cittadino, si raggiunge in auto percorrendo il verdeggiante Viale Michelangelo o a piedi salendo le scalinate monumentali dette “Rampe del Poggi” che partono da Piazza Poggi nel Quartiere di San Niccolò.

Proprio a pochi passi da Piazzale Michelangelo scendendo verso il Centro per l’omonimo Viale alberato, a sinistra, al Civico 74, c’è una magnifica Villa, dotata di un meraviglioso giardino con vista mozzafiato su Firenze. La Villa era del Commendatore e Cavaliere del Lavoro Mario Fittipaldi Menarini oggi è della Figlia la straordinaria Maria Fittipaldi Menarini.

Maria Fittipaldi Menarini e le sue quattro bellissime figlie, Carlotta, Giulia, Serena e Valentina sono, tra tante altre cose, le Titolari dell’Azienda Vitivinicola Donne Fittipaldi.

La Storia dell’Azienda Donne Fittipaldi ha inizio nel 2004, quando la Famiglia Fittipaldi Menarini decise di acquistare dei Terreni sulla Costa Toscana in Provincia di Livorno nel Comune di Castagneto Carducci, più precisamente nella Frazione di Bolgheri.

Bolgheri, adagiata al centro della Maremma Livornese e sulle ultime propaggini delle Colline Metallifere, è un caratteristico e antichissimo Borgo edificato su una modesta altura attorno al Castello Medievale; si raggiunge percorrendo un famoso, suggestivo, lungo e diritto Viale dei Cipressi. La fama dei Vini prodotti a Bolgheri è da anni ormai consolidata nel Mondo ma non è il motivo principale della scelta di questo Territorio da parte della Famiglia Fittipaldi Menarini per impiantare vigne e olivi. “Bolgheri è soprattutto uno stato d’animo, un modo di vivere”, si legge così nella presentazione del Consorzio per la Tutela dei Vini DOC Bolgheri e DOC Bolgheri Sassicaia e Maria Fittipaldi Menarini con le sue quattro Figlie se ne sono rese immediatamente conto fin dalla loro prima visita e sono restate affascinate dal luogo, dal clima, dall’atmosfera, dalla luce del mare che si riflette sulle vigne, dai panorami struggenti, dai profumi, dai borghi medievali e dalla gentilezza degli abitanti.

L’AziendaDonne Fittipadi” ha Sede nella “Tenuta la Pineta” sulla Via Bolgherese e si estende su 46 Ettari nel cuore dellaDenominazione Bolgheri”. Circa 10 Ettari sono di Vigne, ma ci sono già progetti di ulteriore espansione, poi c’è l’Oliveta con oltre 1.200 piante da cui viene prodotto il loro ottimo Olio Extra Vergine di Oliva. Nella Tenuta si producono, con basse rese per pianta e selezione maniacale delle uve, Vini di assoluta levatura con quei “vitigni bordolesi” che hanno dimostrato di offrire risultati qualitativi altissimi nei terreni Bolgheresi.

Ma torniamo nella stupenda Villa di Viale Michelangelo a Firenze dove Maria Fittipaldi Menarini insieme alle Figlie, con il supporto del mitico Gianni Mercatali, maestro eccelso di comunicazione, dell’Enologo  Emiliano Falsini e del Tecnico Agronomo Stefano Bartolomei, hanno voluto far nascere una prestigiosa “Vigna di Città”, una "Vigna Urbana" (Vigna Michelangelo), il primo progetto di Vigneto Urbano a Firenze, mettendo a dimora nel mese di Marzo 2024 settecento selezionatissime barbatelle di vitigni classici Toscani: 300 viti di Sangiovese, 100 di Foglia Tonda, 150 di Canaiolo, 100 di Pugnitello e 50 di Colorino del Valdarno.

Dall’analisi del terreno della nuova Vigna è risultato che è del tutto equiparabile alle migliori zone delChianti Classico”. Le barbatelle crescono con il metodo ad alberello in un vigneto realizzato ad anfiteatro che costituisce un accogliente e panoramicogiardino”. La prima vendemmia ci sarà nel 2027, si riempirà una botte che verrà vinificata nel 2028, ma le 700 bottiglie che si otterranno non saranno messe in commercio, bensì vendute tramite aste internazionali e il ricavato verrà destinato a finalità benefiche di sostegno sociale.

Da sottolineare il fatto che numerose barbatelle sono stata specificatamente denominate con i nomi di alcuni dei Giornalisti più noti e rappresentativi del mondo del Vino Italiano e Internazionale e di alcuni personaggi illustri. Anche il sottoscritto ha avuto il grande onore di averne una con il nome.

Questa nuova iniziativa è un impegno estremamente intelligente e importante per "Donne Fittipaldi" volta al recupero dell’antica viticoltura cittadina da sempre presente nella Città di Firenze, straordinaria culla del Rinascimento, dove il vino ha sempre rappresentato nel corso della storia un importante segno distintivo.

Recentemente, a metà Maggio 2025, Maria Fittipaldi Menarini e le Figlie, hanno voluto festeggiare il “Primo Anno di Vigna Michelangelo”, con un piacevolissimo e ricco ricevimento, accogliendo Giornalisti e Amici presso la Villa di Viale Michelangelo. Una bellissima giornata di sole ha permesso di ammirare ancor di più il panorama mozzafiato. Tutti i presenti hanno avuto il piacere di fotografarsi, in vigna, con le barbatelle che portano i rispettivi nomi.

Un’operazione decisamente prestigiosa sotto tutti i punti di vista “Vigna Michelangelo”, la “Vigna Urbana” di "Donne Fittipaldi" a Firenze, che si aggiunge a quelle di altre Città Italiane come Milano, Napoli, Torino, Venezia, Siena, Catania e Palermo, o estere come Berlino, Praga, Parigi, Lione, Avignone, Londra, Barcellona, Stoccarda, Salonicco, Shangai, Cleveland e New York, tutte riunite nel già citato circuito della Urban Vineyards Association (UVA). 

Vigna Michelangeloa Firenze, di Maria Fittipaldi Menarini e delle Figlie Carlotta, Giulia, Serena e Valentina, rispecchia esattamente Loro essendo assolutamente magnifica ed estremamente fascinosa.

https://donnefittipaldi.net/

https://www.youtube.com/watch?v=b5Ae0eIqEwo


Firenze "Vigna Michelangelo" (Foto DF)

La Villa Padronale

Il Bellissimo Giardino della Villa 

Giulia Bighini Menarini con Giorgio Dracopulos

"Vigna Michelangelo": Una Vista della Vigna

"Vigna Michelangelo": Giorgio Dracopulos in Vigna

"Vigna Michelangelo": La Barbatella con il Mio Nome (Foto DF)
 
Firenze "Vigna Michelangelo": Il Panorama Mozzafiato

Maria Fittipaldi Menarini con le Figlie  (Foto DF)


martedì 3 giugno 2025

CON “MIGNON” LA MIGLIORE TRADIZIONE PASTICCERA NAPOLETANA ARRIVA NEL CUORE DI MILANO.




Il Capoluogo della Regione Lombardia è Milano, oggi anche Città Metropolitana, una delle aree più popolose d’Europa rientrando infatti tra le 20 Città Europee più grandi. Milano è il principale centro economico, industriale, finanziario Italiano oltre a essere ai vertici dell’editoria e anche del circuito musicale mondiale grazie alla stagione lirica del mitico “Teatro alla Scala” con la sua lunga tradizione operistica. Milano è tra i principali Poli Fieristici Europei ed è considerata una delle Capitali Mondiali della Moda.

Con così tanti pregi Milano è una delle mete del Turismo Internazionale, figura tra le 40 Città più visitate al Mondo attestandosi seconda in Italia dopo Roma e quinta nell'Unione Europea. Una tale Città non poteva non avere un’accoglienza dalle mille sfaccettature al fine di coprire qualsivoglia richiesta e ciò ha favorito l’apertura di Locali e Alberghi di ogni tipo e livello.

Nel cuore del Capoluogo Meneghino (“Meneghinomaschera popolare Milanese diventata un simbolo della Città) è stata inaugurata da poche settimane, in Corso di Porta Romana 48, praticamente di fronte alla Basilica dei Santi Apostoli e Nazaro Maggiore comunemente detta “Basilica di San Nazaro in Brolouna delle più antiche Chiese della Città, un nuovo e prestigioso punto vendita della Catena di PasticcerieMignon”.

Corso di Porta Romana a Milano è una tra le più importanti e storiche Vie centrali della Città, inizia in Piazza Missori, nei pressi di Piazza del Duomo, e termina in Piazza Medaglie d'Oro presso l'antica “Porta Romana” (una delle sei antiche Porte di Milano ricavata lungo i Bastioni Spagnoli del XVI Secolo) detta anche “Porta Imperiale” in quanto porta principale, da qui infatti partiva la strada per Roma.

Siamo proprio nel sofisticato Quartiere di Porta Romana” oggi rinomato per gli esclusivi negozi di moda e alimentari, nonché per l'animata vita notturna, uno dei migliori food districtdella Città, con wine bar trendy, raffinati ristoranti regionali ed etnici e un vivace mercato settimanale (il venerdì). Un Quartiere molto fascinoso e accogliente più volte scelto anche come ambientazione cinematografica.

Mignon” è un Marchio nato nel 2016, per volontà di Maria Acquaviva, che poggia sulle solide fondamenta dell’Azienda Dolciaria fondata negli anni Novanta dal Papà di Maria, Salvatore, e che oggi è guidata dal Marito di Lei, Carlo Antonio: una realtà che si è sempre distinta nel panorama nazionale per la produzione di dolci di altissima qualità, unendo la fedeltà alla tradizione con la capacità di innovare e adeguare i propri prodotti al gusto moderno, operando con la cura di un laboratorio artigianale, sia nell’attenta selezione degli ingredienti che nella scelta di una linea di responsabilità sociale e ambientale.

Mignon” nasce proprio dall’esperienza di questa antica Famiglia di Pasticcieri Napoletani, tra i più certificati per qualità e responsabilità, noti per la cura artigianale delle proprie ricette e per la scelta attenta delle materie prime. Le ricette di “Mignon” sono fedeli alla tradizione ma, all’interno dei laboratori, maestri e tecnici lavorano quotidianamente per adeguarli al gusto contemporaneo.

Il 29 Maggio 2016 (una domenica, perché la domenica è giorno di chi parte e di chi torna) “Mignon” ha aperto il suo primo punto vendita all’interno della Stazione Centrale di Milano, più precisamente al Binario 4. Successivamente sono arrivate altre aperture: di fronte al Binario 20 della Stazione Porta Nuova di Torino, nell’atrio biglietteria della Stazione Termini a Roma, con un punto vendita ancora più grande, bello e innovativo, e al Terminal 3 dell’Aeroporto di Roma-Fiumicino.

Con l’inaugurazione Milanese, nel Mese di Marzo 2025, in Corso di Porta Romana 48, “Mignon -Eccellenze Napoletane” è uscita dalle Stazioni approdando nel “salotto buono” di una grande e fascinosa Città.

Il nuovo Locale di Porta Romana nasce con l’intento di offrire un'esperienza assolutamente coinvolgente in tutti i sensi, dove gusto, memoria ed emozione si intrecciano in un connubio perfetto. Il concept architettonico riflette questa filosofia, trasformando lo spazio in un ambiente che rievoca il calore e l’eleganza delle pasticcerie di un tempo. Il progetto realizzato da esperti professionisti come l’Architetto Walter Brunetto dello studio AMW Architettura e l’Architetto Valentina Pelizzetti, esprime un equilibrio tra tradizione e modernità.

Il cuore pulsante del Locale è il grande Banco Pasticceria all'ingresso, caratterizzato dal “Blu Mignon”, una tonalità che richiama le Ceramiche di Vietri e il Mare del Golfo di Napoli: un elemento fascinoso e scenografico che accoglie i clienti con una ricchissima esposizione di dolci e specialità partenopee. Vicino al primo anche il Banco Caffetteria lungo la parete prospiciente la strada, visibile dall’esterno, invita a un momento di pausa tra caffè e dolci prelibatezze. Entrambi i banchi sono incorniciati da boiserie con specchi anticati e mensole in metallo, che amplificano lo spazio e donano profondità all'ambiente.

L’attenzione ai dettagli si traduce nell’utilizzo di materiali raffinati, come il prezioso “Marmo Calacatta Oro” per i piani dei banchi e dei tavolini, la boiserie in legno chiaro con inserti in velluto, e un’accurata selezione di arredi che include sedie in legno di faggio con morbide imbottiture in velluto e panche molto accoglienti. La carta da parati aggiunge un tocco di calda intimità e prestigiosa sofisticatezza. Particolare attenzione è stata riservata alla luce, con lampade in vetro soffiato firmate (Cangini e Tucci) che valorizzano con i giusti toni ogni angolo del locale e donano un’atmosfera festosa e accogliente. Elemento distintivo è la presenza di opere d’arte in porcellana di Capodimonte, realizzate appositamente per “Mignon” dai Maestri della Real Fabbrica (come la figura di Partenope) che impreziosiscono lo spazio con un tocco di esclusività e valorizzano l’identità culturale di “Mignon”. Il richiamo alla tradizione si ritrova anche nei bellissimi e artistici vasi in vetro ricolmi di confetti colorati e caramelle, mentre la possibilità di personalizzare i pacchetti dei pasticcini con nastri colorati rende ogni acquisto un piccolo rito di bellezza e cura.

Con questa “nuova sede” nel cuore di MilanoMignon” diventa parte integrante della vita di uno dei quartieri più vivaci della Città, regalando momenti di dolcezza a colazione, a pranzo, a merenda e all’ora dell’aperitivo o in qualsiasi altro momento della giornata.

Mignon” a Porta Romana si presenta con un’offerta davvero prestigiosa, gustosa e ricca, un viaggio di sapori che unisce la magnifica tradizione partenopea ad altri straordinari classici della pasticceria Italiana.

Entrare daMignonvuol dire regalarsi, in un ambiente curato e confortevole, un momento di straordinaria golosità e relax, in qualsiasi istante della giornata, gustando delizie come: - i Cornetti Integrali; - i Cornetti Classici alla crema, al pistacchio o al cioccolato; - le Tartellette alla frutta; - i Bignè al cioccolato; - le Cassatine; - i Cannoli; - le Code d’Aragosta (variazione sul tema delle sfogliatelle ricce) farcite in tanti modi diversi (crema, cioccolato, ricotta, caramello salato, pistacchio); - le Sfogliatelle Ricce Classiche, famose per le onde dorate di pasta fillo e il ripieno profumato di ricotta, semola, canditi (fatti in casa) e cannella; - le Sfogliatelle Frolle, dalla consistenza più morbida e avvolgente; - la Pastiera Napoletana, dolce simbolo di Napoli; - la Caprese al Cacao, una delizia soffice a base di mandorle, cioccolato fondente e cacao amaro; - le Zeppole alla crema; - i Babà Mignon, che aggiungono un ulteriore tocco di genuinità partenopea.

Oltre ai classici della pasticceria, chi entra da “Mignon” può scoprire golose specialità salate come toast, tramezzini, sandwich e insalate, ideali per un pranzo veloce o uno spuntino sfizioso. Infine da “Mignon” c’è anche un “mare” di: caramelle, gelatine, confetture, biscotti, cioccolato e confetti.

Attenta a soddisfare ogni esigenza, “Mignonserve anche prodotti senza glutine e per vegani, in modo che tutti possano trovare il proprio momento di golosa felicità.

Oggi “Mignon” non è solo sinonimo di eccellenza pasticcera, ma anche di un profondo impegno verso le persone e l’ambiente. Fin dal primo giorno l’Azienda ha investito moltissimo su valori come l’inclusione, la formazione continua e la collaborazione, creando opportunità di lavoro e di crescita professionale soprattutto per i più giovani.

La sostenibilità è un altro pilastro fondamentale, “Mignon” infatti si impegna a ridurre al minimo l’impatto ambientale scegliendo materie prime di alta qualità provenienti da fornitori certificati, prediligendo imballaggi biodegradabili e biocompatibili per l’asporto, e curando la manutenzione di macchinari e attrezzature in modo preventivo, così da abbattere gli sprechi. Ogni fase della produzione, dalla preparazione del caffè al mattino fino alla programmazione delle forniture, è studiata per limitare i consumi energetici e ottimizzare la gestione delle materie prime. Anche la Sede Amministrativa segue politiche di dematerializzazione, riducendo il più possibile l’uso di carta e toner, e ogni nuovo punto vendita è pensato per rispettare elevati standard di efficienza e sicurezza.

Chiare e sincere le parole di Maria Acquaviva, Fondatrice e CEO diMignon”: “Siamo entusiasti di accogliere i Milanesi nella nostra nuova Casa di Porta Romana, il nostro desiderio più forte è di regalare a chi entra un sorriso, un profumo, che ricordi l’essenza magnifica di Napoli, e un momento di dolce evasione che renda la giornata più speciale, proprio come accade quando si è in un salotto a casa di amici”.

Mignonnel cuore di Milano, e non solo, ha nel nome l’essenza stessa del suo Marchio, ovvero piccole porzioni ma grandi sapori per un’idea di Pasticceria che ha saputo unire in modo eccelso la Tradizione Napoletana più autentica all’alta qualità delle materie prime e alle esigenze della clientela contemporanea.

https://mignonitaly.com/


"Mignon" a Porta Romana, Milano: Eleganza e Stile (Foto Mignon)

 Il Banco Pasticceria  (Foto Mignon)

 Il Banco Caffetteria  (Foto Mignon)

"Mignon": Un Servizio Accurato  (Foto Mignon)

"Mignon": Sinonimo di Eccellenza Pasticcera  (Foto Mignon) 

 La Mitica Pastiera Napoletana  (Foto Mignon)

 Un Mare di Delizie  (Foto Mignon)
 
Nuovo "Mignon" a Porta Romana, Milano  (Foto Mignon) 


martedì 27 maggio 2025

“PARADIS AGRICOLE” A PIETRASANTA (LU): UN MAGNIFICO E SUPER ACCOGLIENTE PARADISO DI NOME E DI FATTO.




Pietrasanta in Provincia di Lucca è un antico Comune Toscano di origine Medievale che risale alla metà del XIII Secolo (oggi ha circa 25.000 abitanti) oltre a essere il Capoluogo della Versilia (in senso stretto la parte Nord-occidentale della Provincia Lucchese adagiata sul Mare) è una vera e propria Città d’Arte. Ciò deriva sia dal suggestivo Centro Storico, ricco d’importanti, antichi e bellissimi monumenti mantenuti nelle migliori condizioni, sia perché è diventato un polo d’attrazione per Artisti provenienti da tutte le parti del Mondo, essendo da secoli un centro famoso per la lavorazione del marmo e del bronzo.

Il Comune ha 15 Frazioni, Marina di Pietrasanta, ubicata a circa 3,5 Km. dal Centro di Pietrasanta, è tra le più conosciute. Marina di Pietrasanta si allunga con la sua spiaggia di sabbia finissima, per circa 5 Km., adagiata sull’accogliente Costa Versiliese, si divide tra i forti sentori di salsedine e gli inebrianti profumi e aromi mediterranei provenienti dalla pineta che l’abbraccia vicinissima all’arenile. Una Località famosa nel Mondo grazie al suo clima gradevole, alle moltissime e confortevoli strutture di accoglienza (naturali, ristorative, alberghiere, ludiche e balneari) che ne fanno una meta particolarmente ambita.

In questo meraviglioso contesto geografico ancor più esaltato dalla fantastica cornice delle Alpi Apuane che, con le loro magiche e frastagliate vette, lo dominano alle spalle, a metà strada tra Pietrasanta Centro e Marina di Pietrasanta in piena campagna è ubicata l’Azienda Agricola e AgriturismoParadis Agricole”.

Paradis Agricole” è una straordinaria Eco-Azienda Biologica inaugurata nel 2021 ma realizzata, con grande amore e passione, in diversi anni di impegnativi lavori, da due personaggi fuori dal comune per intelligenza e capacità: i Francesi Alain Cirelli e Laurent Flechet.

Alain Cirelli, che in prima persona si occupa di supervisionare tutte le sue attività, è Francese con chiare origini Italiane, oltre all’estremo gusto per la natura e l’arte ama tutto ciò che è bello e buono.

Alain Cirelli è nato, in piena estate del 1967, a Chambery, antico Centro fondato dai Romani e oggi il Capoluogo del Dipartimento Francese della Savoia, che sorge in una Vallata Alpina compresa tra i Massicci dei Bauges a Est e della Chartreuse e di Belledonne a Sud, alla confluenza del Fiume Leysse con l'Albane. La Savoia era Italiana ma nel 1860 fu ceduta da Vittorio Emanuele II alla Francia insieme a tutti i territori a Ovest delle Alpi come contropartita per l'aiuto garantito da Napoleone III al Regno di Sardegna nel corso della Seconda Guerra d'Indipendenza Italiana che fu combattuta. contro l'Austria dal 27 Aprile al 12 Luglio 1859.

Il Nonno di Alain, Romeo, era nato nel piccolo Comune Lombardo di Bozzolo in Provincia di Mantova ma negli anni ’20, per motivi politici, espatriò con la moglie, Luigia Gerelli (detta Bice) a Modane, altro piccolo Comune della Savoia ubicato vicino al Confine Italiano

A Modane la Nonna di Alain aprì un Bistrot dove proponeva con successo “pasta e piatti semplici di Cucina Italiana”. In anni successivi il Babbo di Alain, Michèl, si trasferì a Chambery dove vendeva auto e camion e la Mamma, anche se aveva delle sorelle con attività Alberghiere e Ristorative a Modane, si impiegò come stenodattilografa e segretaria presso una grande Azienda di Spedizioni, la “Danzas”. Agli inizi degli anni ’70 i Genitori di Alain decisero che era giunto il momento di cambiare completamente vita e aprirono un Albergo (30 camere) con Ristorante, “Il Grande Cervo”, ad Aix-les-Bains, antico Centro Termale sulle sponde del Lago del Bourget e ai piedi delle Alpi.

L’Albergo della Famiglia Cirelli era defilato rispetto al centro abitato di Aix-les-Bains ma ubicato strategicamente sull’unica e transitata strada che collegava il Nord con il Sud della Francia. Alain praticamente è nato nell’Albergo di Famiglia, fin da piccolissimo (6 anni) fiero della sua uniforme rossa accompagnava gli ospiti alle camere, crescendo volle essere sempre più coinvolto facendo praticamente di tutto e andando anche in cucina dove ha iniziato come lavapiatti. Alain benché a scuola andasse bene aveva un solo desiderio e così un giorno disse al suo Babbo: “Voglio fare il Cuoco”.

La straordinaria carriera di Alain Cirelli iniziò quando era poco più che sedicenne, un anno dopo quella particolare occasione familiare (la cena al RistoranteLasserre” per i festeggiamenti del Fratello maggiore, Jean Francois, che si era Diplomato all’École Nationale d’Administration) che gli permise di entrare come apprendista nella Cucina proprio del mitico (aperto nel 1942, Tre Stelle Michelin) RistoranteLasserre” di Parigi dove rimase per circa due anni, alternando Scuola (École Supérieure de Cuisine Française di Parigi) e lavoro, facendo una esperienza davvero fantastica.

Successivamente, dopo il servizio militare, Alain, grazie alla sua bravura e salendo sempre di ruolo ha lavorato, tra il 1986 il 1990, in altri famosissimi e “stellatiRistoranti di Parigi come il “Faugeron” e “Le Carré des Feuillants”, e a Ginevra, in Svizzera, a “Le Chat-Botté”. Nel 1990 riuscì a entrare come Chef de Partie in un magnifico e super premiato Ristorante Parigino dove aveva sempre sognato di andare “L’Ambroisie” di Bernard Pacaud. Dopo due anni, grazie alla Famiglia Pacaud, Alain Cirelli, volò negli Stati Uniti per una brevissima esperienza al mitico Ristorante di Sirio MaccioniLe Cirque” a New York. Dagli Stati Uniti in Italia dove, nel periodo di Pasqua del 1992, Alain Cirelli, entrò in un altro tempio della Ristorazione Mondiale, all’“Enoteca Pinchiorri” di Firenze, dove fino al 1998 ha lavorato con Chef straordinari come Carlo Cracco, Italo Bassi e Riccardo Monco. Proprio in quegli anni gli Chef Italiani fecero conoscere ad Alain, tra tante meraviglie non solo Toscane, le speciali e fascinose prerogative di un Territorio magnifico come la Versilia di cui Alain si innamorò.

Tornato a Parigi fino al 2001 è stato Chef de Cuisine al bellissimo Relais & ChâteauxSaint James”. Successivamente ha aperto nel fascinoso e vivace Quartiere Parigino di Montparnasse un suo Bistrot: “Natacha”. Negli anni successivi Alain Cirelli si è occupato, nel “Gruppo Bertrand” (oltre 800 Locali, una grandissima Società di distribuzioni alimentari e grandi Alberghi, con oltre sessantamila dipendenti) di creare e seguire alcuni nuovi e importanti Locali non solo a Parigi.

Nel 2007 Alain Cirelli, ormai diventato anche imprenditore, creò il format “Culinary Events” dove ha tenuto corsi di cucina, organizzato eventi culinari e offerto servizi di consulenza e formazione. Di fronte al successo ottenuto nel settembre 2011 ha aperto, sempre a Parigi, in Rue de Paradis 54, “Le Purgatoire”, un ampio loft per eventi, un incrocio tra arte culinaria e arte contemporanea, dove una straordinaria accoglienza favoriva serate cocktail, seminari, corsi di cucina e cene private.

Ma l’amore per l’Italia e la Versilia, dove veniva sempre più frequentemente, hanno condizionato definitivamente la vita di Alain Cirelli. Dopo aver acquistato con il suo compagno Laurent una prima casa in collina, a Capezzano Monte, una Frazione collinare del Comune di Pietrasanta da cui si gode un panorama mozzafiato, ha voluto cambiare completamente vita realizzando in uno splendido e antico immobile in Piazza Francesco Crispi 11 a Pietrasanta, ilParadis Pietrasanta Hotel”.

Il “Paradis Pietrasanta Hotel” inaugurato nell’estate del 2021 è un Boutique Hotel con 12 tra camere, suites e appartamenti, bellissimi e dotati di ogni comodità, uno splendido e curatissimo giardino e la ristorazione aperta a tutti con un accoglientissimo Bar e Cocktail Bar, un Ristorante ubicato nel cuore del Palazzo, nella vecchia sala d’armi, suggestivamente decorato con calchi in gesso di decine di statue antiche. Lo Chef del Ristorante è il bravissimo Alessio Bachini (classe 1985).

Contemporaneamente all’Hotel, nel 2021, ha preso vita anche l’altro straordinario progetto di Alain Cirelli e Laurent Flechet, con l’apertura diParadise Agricole”.

Il “Paradis Agricole” si trova in Via Bugneta 110, sempre nel territorio Comunale di Pietrasanta (LU), è totalmente immerso nella natura ma al tempo stesso è comodissimo da raggiungere, dista circa un chilometro dall’Uscita Versilia dell’Autostrada Azzurra (A12), circa tre chilometri dal Centro di Pietrasanta e meno di tre chilometri dal Mare di Marina di Pietrasanta.

Paradis Agricole” è una fantastica oasi di pace e di relax tra le Apuane e il Mare, un Agriturismorural-chic” che si sviluppa in 9 Ettari di campi curatissimi, un luogo assolutamente speciale per gli amanti della campagna Toscana. Una realtà unica che ingloba un “Antico Casale Toscano” (risale al Settecento) di circa 800 mq., con al pian terreno diverse Sale di accoglienza: Sala da Pranzo (con il grande tavolo da pranzo e la grande cucina a vista), un’area comune che è al contempo Sala Giochi (calcio balilla e biliardo), la Sala di lettura, il bellissimo ambiente Bar con le grandi vetrate, le poltrone e i divani. Ai piani superiori, che un tempo fungevano da abitazione della famiglia e più in alto da granaio e stagionatura di salumi, sette bellissime camere, ognuna con il suo grande bagno privato, arredato in elegante marmo di design: tutte portano nomi di fiori.

Altre camere sono poi sistemate in due Casette nel giardino: due nellaCasa delle Erbe” (una Dependance indipendente sviluppata su un unico piano di circa 90 mq.) e una nellaMimosa”. I “Giardini del Casale” ospitano anche un’ampia e panoramica Piscina con Sauna, un romanticissimo “Biolago” con getti d’acqua e suggestive ninfee ubicato tra bellissimi salici piangenti e i “Viali Alberati” da percorrere a piedi passeggiando immersi nella natura.

Oltre a tutto ciò il “Paradis Agricole” ha anche un’ampia “Zona Eventiparticolarmente attrezzata che si compone da una grande Serra tutta in acciaio e vetro di ben 1100 mq, con la grande “Gipsoteca” di 700 mq. (con una grande collezione di modelli, calchi in gesso e di sculture, come in uso agli studenti di belle arti, con anche una riproduzione del David di Michelangelo a grandezza naturale) e quella piccola di 400 mq., perfettamente adattabile per matrimoni e meeting come presentazioni di auto o eventi di ampia portata: nel 2024 ha ospitato Mercedes, Ferrari, Banca Mediolanum e un team del Giro d’Italia. La capienza ideale arriva a 450 persone, chi organizza può utilizzare un catering di propria scelta. Tutta la Zona è romanticamente circondata da un grande Uliveto e un ampio prato antistante in cui è possibile ospitare Eventi all’aperto con la meravigliosa vista sulle Alpi Apuane. Non mancano comodi e accessibili Parcheggi riservati.

A firmare i giardini, il parco, i campi e gli ingressi incorniciati fra piante e opere d’arte è stato Jean Mus, celebre Architetto Paesaggista Francese, il quale è riuscito a valorizzare al meglio la Location di “Paradis Agricole”.

Paradis Agricole” è un’Azienda Agricola Certificata Biologica dove in altre Serre (automatizzate per la termo regolazione) ci sono quattromila metri quadrati dedicati agli Orti dove vengono coltivati tra 57 e 65 tipologie di ortaggi, a rotazione per rispettare i dettami del biologico, senza l’uso di zolfo o rame ma neppure di macchine invasive. Poi, all’esterno si espande il frutteto con meli, peri, ciliegi, kiwi, aranci, fichi e albicocchi. Grandi spazi sono dedicati anche all’allevamento: 200 galline, da uova e da carne, compresi i polli Americani Amrocks dal caratteristico piumaggio, i tacchini, pecore, conigli di varie razze, anche molto belli a vedersi, le api. Le numerose arnie sono nei 9 ettari del Paradis e in altre zone dove l’Azienda possiede oliveti (ottimo il loro olio extra vergine di oliva) e terreni, fin sulle Colline di Capriglia. Tre asini sono protagonistid’ingresso” di un modello di fattoria didattica che si va instaurando in collaborazione con le Scuole Tecniche della Versilia. Tutto ciò che si produce alParadis Agricolefinisce sulle tavole dei loro Ristoranti e nel caratteristico loro Spaccio (tutto in legno in stile country) con libero accesso da Via Pisanica 99.

Il “Paradis Agricole” è uno splendido Agriturismo a tutti gli effetti non solo per delle rilassanti e piacevoli vacanze ma, su prenotazione, si apre ai visitatori che possono venire anche solo per passarvi una specialissima giornata.

Il “Paradis Agricoleviene gestito bene come una Casa, con grande amore, oltreché dai Titolari anche da una Squadra di professionisti, esperti e appassionati, come: la Pietrasantina Cristina Merli la bravissima “Cuoca di Campagna”, come ama definirsi, con la sua cucina tradizionale gustosa e sincera, Alessandro Marino Merlo l’Agronomo che sovrintende al funzionamento dell’Azienda, l’“Imprenditore AgricoloFilippo Francesconi, il Responsabile Orticolo Fabio Cima e l’Apicoltore Sandro Gori. Seguono e coordinano accoglienza ed eventi, con estrema cortesia e fascinosa disponibilità, Lucia Gordesco e Virginia Di Lelio.

Paradis Agricolea Pietrasanta (LU): un magnifico e super accogliente paradiso di nome e di fatto.

https://www.paradispietrasanta.it/it/eco-azienda


"Paradis Agricole" a Pietrasanta (LU)  (Foto PA)

Alain Cirelli  (Foto PA)

Lo Chef Alessio Bachini  (Foto PA)

La Cucina a Vista  (Foto PA)

La "Gipsoteca"  (Foto PA)

Jean Mus Architetto Paesaggista

 Il "Biolago"  (Foto PA)

Alain Cirelli con i Suoi Collaboratori

"Paradis Agricole": Una Speciale Accoglienza
 
La "Cuoca di Campagna" Cristina Merli con Giorgio Dracopulos

"Paradis Agricole": Un Paradiso di Nome e di Fatto (Foto PA)


giovedì 22 maggio 2025

“PIZZERIA CENTRALE” DI ANDREA BONGI A PONTASSIEVE (FI): IL PUNTO D’INCONTRO TRA TRADIZIONE E CONTEMPORANEITÀ.



 

La “Pizza” non è semplicemente un alimento ma è una vera e propria magia: attraverso un rito manuale, lavorando dell’acqua e della farina, si realizza un simbolo straordinario d’Italianità conosciuto in tutto il Mondo.

La “Pizza” oggi è un successo planetario che viene arricchito con vari ingredienti, ma quando è nata era una preparazione “molto povera”: la sua è una Storia molto interessante.

L’impasto con cui si produce il pane o altre forme di lievitati è uno dei cibi più antichi dell’umanità. Attraverso i millenni al pane, e agli altri derivati, sono stati aggiunti diversi ingredienti per conferirgli diversi e particolari sapori. Alcuni Archeologi Italiani e Francesi hanno trovato in Sardegna tracce di un tipo di pane risalente a circa 3000 anni fa. Da tale ritrovamento si evince che le popolazioni locali avevano già la conoscenza dell’uso del “lievito”. Ovviamente anche in tutte le altre parti del Mondo, dove si sono sviluppate Civiltà Antiche, sono stati ritrovati resti che indicano le loro capacità di realizzare specifiche preparazioni simili al pane.

La “Pizza” come la conosciamo noi è assolutamente un’invenzione Italiana, anzi, più precisamente, è frutto di quella straordinaria e particolare capacità inventiva che può nascere solo nella magnifica Città di Napoli. Sulla sua origine però, prima del XVII Secolo, non abbiamo notizie certe.

Circa nella prima metà del 1700 il “Re degli ortaggi” il Pomodoro venne adottato per arricchire la “Pizza” fino allora bianca. Il Pomodoro (Solanum Lycopersicum), importato dalle Americhe in Europa nel 1540 dal navigatore e condottiero Spagnolo Hernan Cortés Monroy Pizarro Altamirano (1485 - 1547), fino a pochi anni prima era stato considerato velenoso e pertanto usato solo come pianta ornamentale.

Certa è la data di nascita, a Napoli, di quella che è considerata la prima e più antica Pizzeria del Mondo. Infatti nel 1738 aprì i battenti, nel centro della Città, un Panificio denominatoPort’Alba”. Il Forno produceva pizze e altro solo per la vendita ambulante, in forni (rivestiti con pietra lavica del Vesuvio) a legna, anche con un particolarissimo metodo a credito denominato “Pizza a Otto” che permetteva agli acquirenti, i più poveri, di ritardare il pagamento fino a otto giorni dal consumo. Solo nel 1830, dopo decenni in cui la sua produzione aveva raggiunto la fama non solo a Napoli, “Port’Alba” si trasformò in una vera e propria Pizzeria con i tavoli e il servizio diretto al pubblico.

Nei decenni successivi la “Pizza” si è diffusa in Italia e nel Mondo diventando una forma di cibo comunitario simbolo della condivisione con un linguaggio potente, universale e senza età.  

Ma non tutte le “Pizze” sono uguali e non tutte sono prodotte nel modo giusto con prodotti di grande qualità. A conferma del “vero metodo di produzione” di questo straordinario manufatto alimentare, il 7 Dicembre 2017, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura (Unesco) ha riconosciuto “l’Arte del Pizzaiuolo Napoletano” come “Bene Immateriale dell’Unesco e Patrimonio Culturale dell’Umanità”. A Napoli il “Pizzaiolo” si chiama “Pizzaiuolo” come si evince anche dalla Loro Associazione Pizzaiuoli Napoletani (A.P.N.).

Oggi la “Pizza” fatta con particolare attenzione alla qualità delle farine, con l’uso del “Lievito Madre” (l’unico che può dare all’impasto morbidezza e perfetta consistenza), con l’utilizzo di ingredienti di altissimo livello di provenienza Locale o a filiera corta, meglio se biologici, guarnita con ricchezza e fantasia, è denominataPizza Gourmet”. Questa tipologia di “Pizza”, che mira soprattutto alla digeribilità e al gusto, deve essere “obbligatoriamenteservita tagliandola a spicchi.

Oggi desidero parlarvi proprio di una particolare Pizzeria che unisce in maniera davvero sublime la Tradizione alle nuove Tendenze Gastronomiche: la Pizzeria Centrale di Andrea Bongi a Pontassieve (FI).

Pontassieve è uno Storico Comune Toscano, di oltre 20.000 abitanti, rientrante nella Città Metropolitana di Firenze, ubicato a circa 13 km dal Capoluogo stesso. Sorge sulla riva destra del mitico Fiume Arno alla confluenza col Fiume Sieve, da cui trae il nome. Il Comune rientra nell’Unione dei Comuni Valdisieve Valdarno ed è situato sul percorso del “Cammino di Dante”, un sentiero di 400 km. che collega Firenze a Ravenna in memoria del Sommo Poeta Dante Alighieri (1265 - 1321).

Le prime testimonianze dell'abitato di Pontassieve risalgono al Medioevo quando la Repubblica Fiorentina costruì il “Castello di Sant'Angelo” sulla via di collegamento con la Romagna e il Casentino. La costruzione del Ponte Mediceo sul Fiume Sieve determinò successivamente il nuovo nome della località. Importante Centro agricolo, soprattutto vitivinicolo, è stato sede di Mercato fino alla fine dell'Ottocento primi anni del Novecento. Il Centro Storico è ricco di antichi Palazzi, Chiese, Pievi, di una Prepositura (quella di San Michele Arcangelo) e di un Santuario (quello della Madonna delle Grazie al Sasso).

La costruzione delle linee Ferroviarie Firenze-Pontassieve (1862) prima e Pontassieve-Borgo San Lorenzo Valdisieve (1913) poi, permisero lo sviluppo di Pontassieve anche come polo industriale con la creazione delle importanti Officine Ferroviarie delle Ferrovie dello Stato (adesso parzialmente in disuso), cantine vinicole, vetrerie (convertite poi in centro commerciale) e cementifici (oggi in semi disuso). Durante la Seconda Guerra Mondiale (1939 - 1945) il nodo ferroviario e l'abitato adiacente furono ripetutamente e drammaticamente bombardati dall'aviazione alleata. La ricostruzione operata nel dopoguerra vide la rinascita di Pontassieve come principale Centro della Valdisieve che primeggia per la produzione di artigianato di alta qualità tra cui spicca il settore della pelletteria.

LaPizzeria Centraledi Andrea Bongi è ubicata nel Centro di Pontassieve, in Via Giuseppe Garibaldi 42/44, praticamente a due passi da Piazza della Stazione.

Andrea Bongi (classe 1974) era giovanissimo quando sul finire degli anni ’80 inizio il suo percorso nell’apprendere l’Arte degli impasti e della Pizza dal suo Babbo, Romano Bongi, che al tempo aveva una Pizzeria nel montano e panoramico Comune di Pelago (FI). Trascorsero anni di grande impegno in cui Andrea divenne un vero Maestro Pizzaiolo. Nel 2005 Andrea aprì la sua prima Pizzeria e successivamente altre due.

Nel 2023 Andrea Bongi ha rilevato laPizzeria Centralea Pontassieve, una Pizzeria molto legata alla storia della sua Famiglia: infatti allaPizzeria Centrale il suo Babbo, Romano Bongi, nel 1955 iniziò a lavorare come Pizzaiolo e poi ne divenne il Proprietario dalla fine degli Anni ’60 fino al 1978.

La “Pizzeria Centrale” a Pontassieve era stata aperta, proprio nel 1955, da Sandro Centola (detto Sandruccio) un Fornaio del posto con origini Napoletane e con una Famiglia di Pizzaioli da tre generazioni. L’intento di Sandro fu quello di portare l’arte della Pizza in una zona allora vergine. Nel 1967 Romano Bongi (detto Rivellino) da dipendente ne diventò Proprietario fino al 1978 quando cedette l’attività a Donato Mancino che ci restò fino al momento della chiusura nel 2022, a causa della scomparsa. Nell’Ottobre 2023, dopo importanti lavori di ristrutturazione e ammodernamento realizzati da Andrea Bongi, la nuova apertura.

Memore di ciò che negli anni il Locale ha rappresentato per Pontassieve, Andrea Bongi ha ristrutturato la “Pizzeria Centrale” senza stravolgerne l’anima sia nell’accoglienza (34 posti interni che con la buona stagione, grazie all’esterno, diventano 80) con il fascino dell’atmosfera familiare, sia nell’offerta gastronomica reinterpretando l’arte bianca con una consapevolezza tutta contemporanea a partire dalla scelta delle materie prime e delle farine (quelle con i grani antichi per esempio) fino alla natura degli impasti e ai tempi necessari a una loro corretta lievitazione/maturazione.

L’impasto in uso alla “Pizzeria Centrale” è frutto dell’esperta ricerca personale di Andrea Bongi: l’impasto diretto alla Napoletana, al 65% d’idratazione, ottenuto da farina di tipo 1, con germe di grano e grani antichi, come la “Timilia” (un grano di tipo duro coltivato in Sicilia) e il “Perciasacchi” (conosciuto anche come farro lungo) forniti dal Molino Riggi di Caltanissetta, oppure l’impasto con farina di tipo 0 da grano Toscano macinato a pietra fornito dall’antichissimo Molino Grifoni (l’unico ad acqua rimasto in funzione in Toscana) di Castel San Niccolò (AR). Tutte le farine usate sono grezze, poco raffinate e a basso contenuto di glutine, danno origine a un impasto unico e saporito che lievita e matura complessivamente per almeno 36 ore.

Nella lista degli ingredienti usati come condimenti per le Pizze (topping) accanto a eccellenze agro-alimentari Nazionali, come i “pomodori Vesuviani”, il “fiordilatte Campano” o il “tonno e le alici di Cetara”, si affiancano prodotti Locali, come la “Tarese del Valdarno” (particolare e gustosa pancetta di carne di maiali molto pesanti, Presidio Slow Food), il “Bardiccio della Valdisieve” (particolare salsiccia di suino aromatizzata al finocchio selvatico) o il “Prosciutto Crudo di Grigio del Casentino”. Praticamente tutti i prodotti usati sono il frutto del lavoro di appassionati Artigiani che, con caparbietà e orgoglio, portano avanti pezzi importanti della tradizione del Territorio. Un discorso a parte meritano i funghi, per lo più porcini, raccolti personalmente da Andrea, cercatore professionista che, quando la stagione lo consente, batte accuratamente i vicini boschi del Casentino e della Rufina.

Molto interessante è l’ampia selezione degli ottimiOli Extravergine di Oliva”, infatti la Pizzeria fa parte della prestigiosa Associazione Internazionale Ristoranti dell'Olio (A.I.R.O.) e altrettanto interessante e curata la selezione dedicata a vari tipi diPepe”, alcuni poco conosciuti e altri anche molto rari.

Il Menu della “Pizzeria Centrale” si apre con le seguenti parole: “Benvenuto. Mi chiamo Andrea e questa è la lista delle Pizze che propongo. Non è solo il Menu di una Pizzeria! Ma è anche il resoconto di settant’anni di storia raccontati attraverso un alimento popolare quale è la Pizza”.

Segue l’elenco delle Pizze: “La Margherita e le sue Variazioni” (ben 4) - “Le Classiche” (7 Tipi) - “Ricordi d’Infanzia” (12 Tipi + la Schiacciatina all’Olio E.V.O.) - “Le Pizze di Andrea” (15 Speciali) - “Le Ripiene” (3 Tipi di Calzoni). Il Menu si chiude conFinire in Dolcezza”: “I Gelati di Gabriele Vannucci” - “Torta Pistocchi” (3 Versioni) - “I Dolci di Dal 23 - Pastificio Urbano” - “Le Pizze Dolci Fatte da Noi” (2 Versioni).

Altra importante proposta gastronomica di Andrea Bongi è anche quella di aprire nuovi orizzonti con gli abbinamentiVino/Pizza” e a tale scopo ottimi Vini super selezionati, del Territorio e oltre, vengono serviti in Pizzeria, anche al calice, grazie all’Enoteca di Andrea Bongi adiacente alla Pizzeria. Ben assortita anche la scelta tra le altre bevande.

AllaPizzeria Centraledi Andrea Bongi a Pontassieve (FI) troverete non solo ottime, gustose e sane Pizze, realizzate con prodotti a filiera corta, presidi Slow Food e ingredienti di Aziende artigiane locali, ma potrete scoprire anche il fascinoso punto d’incontro tra tradizione e contemporaneità.

https://www.facebook.com/p/Pizzeria-Centrale-100092493323621/?locale=it_IT


"Pizzeria Centrale" a Pontassieve: il Logo  (Foto PC)

"Pizzeria Centrale": Vista Interna  (Foto PC)

Impasto Diretto alla Napoletana  (Foto PC)

"Pizzeria Centrale": Arte Bianca Contemporanea  (Foto PC)

Solo Prodotti Selezionati a Filiera Corta  (Foto PC)

Ampia Selezione di Ottimi Oli E.V.O.  (Foto PC)

Sane e Gustose Pizze  (Foto PC)

Tradizione e Contemporaneità  (Foto PC)

"Pizzeria Centrale": Andrea Bongi  (Foto PC)